A Cerveteri rivive la Città dei Morti: nel decennale dell’iscrizione all’Unesco della Banditaccia, un progetto da 2,3 milioni di euro per la valorizzazione della grande necropoli etrusca

Veduta aerea dei tumuli della necropoli etrusca della Banditaccia a Cerveteri

Veduta aerea dei tumuli della necropoli etrusca della Banditaccia a Cerveteri

Il famoso Sarcofago degli Sposi scoperto nella necropoli della Banditaccia

Il famoso Sarcofago degli Sposi scoperto nella necropoli della Banditaccia

 

Il 4 luglio 2004 la necropoli etrusca della Banditaccia a Cerveteri – cittadina alle porte di Roma – entrava a far parte della lista del Patrimonio dell’Umanità. Esattamente dieci anni dopo, nel ricordare e rinnovare il prestigioso riconoscimento dell’Unesco, Cerveteri non solo inaugura il “visitor centre”, per offrire alle migliaia di ospiti un migliore servizio di accoglienza, ma Regione, Comune e soprintendenza dell’Etruria meridionale lanciano la sfida del nuovo millennio: far diventare la Banditaccia un sito da grandi flussi turistici, “magari richiamando anche quelli delle crociere che attraccano a pochi chilometri da qui”. Ma soprattutto ridare lustro a quella Città dei morti di Cerveteri, in parte ancora avvolta dal mistero, che negli anni ha restituito capolavori come la Tomba dei rilievi o il Sarcofago degli sposi, e culla della civiltà etrusca con più di 400 tombe solo nei 10 ettari della parte recintata (se ne stimano altre 20mila al di fuori) tutte databili tra il IX e il III secolo a.C. “Pochi lo sanno ma questo è il sito archeologico più esteso al mondo, persino più della Valle dei Re in Egitto», ricorda con entusiasmo Lorenzo Croci, assessore al Turismo e allo Sviluppo sostenibile. “Oggi abbiamo 65mila visitatori l’anno – spiega – Vogliamo diventino almeno il doppio e che questo sito sia conosciuto quanto meriti”.

La Tomba dei Rilievi nella necropoli della Banditaccia a Cerveteri

La Tomba dei Rilievi nella necropoli della Banditaccia a Cerveteri

La Tomba dei Capitelli nella necropoli della Banditaccia a Cerveteri

La Tomba dei Capitelli nella necropoli della Banditaccia a Cerveteri

Eternamente in lotta contro il tempo e la natura, ripetutamente ferita dai tombaroli che hanno alimentato anche le teche dei più grandi musei (l’ultimo furto poche settimane fa ai danni di una sfinge alata), la Banditaccia in realtà è stata “scavata” sistematicamente appena un secolo fa, prima da Raniero Mengarelli, poi, nel dopoguerra da Mario Moretti. Oggi è il maggior esempio al mondo di architettura funeraria etrusca, con oltre sei secoli di utilizzo, un libro aperto sulla civiltà etrusca, dalle tipiche sepolture a tumulo, le più antiche, a quelle “a dado”, riflesso di una società urbana divenuta nel tempo più egalitaria. Un grande museo a cielo aperto scolpito nel tufo, dove perdersi tra i fregi della Tomba dei capitelli o i troni della Tomba delle cornici, per rimanere a bocca aperta davanti a quell’unicum di colori e oggetti nella Tomba dei rilievi, dove il cane Cerbero dopo più di duemila anni è ancora lì, a guardia dei resti della famiglia Matuna. “Là sotto”, assicurano gli archeologi, “ci sarebbe ancora tanto da scoprire, ma la difficoltà maggiore non è scavare, quanto tutelare, proteggere, valorizzare.

Oggi 65mila visitatori ogni anno ammirano le ricche tombe a tumulo della città etrusca di Cerveteri

Oggi 65mila visitatori ogni anno ammirano le ricche tombe a tumulo della città etrusca di Cerveteri

Ma per studiare, tutelare e valorizzare un sito così ricco e così esteso come la necropoli della Banditaccia servono soldi, tanti soldi. E stavolta sembra proprio che i soldi ci siano.  Proprio nel decennale dell’entrata della Banditaccia nella World Heritage List dell’Unesco, parte il nuovo ambizioso progetto, realizzato in sinergia tra Regione, Comune e Sovrintendenza dell’Etruria meridionale, del valore di circa due milioni e 300 mila euro, dei quali un milione e mezzo dalla Comunità Europea con i Fondi Por. “Entro un anno e mezzo e senza chiusure dell’area archeologica”, spiega Croci, “doterà il sito di tutti quei servizi standard di cui necessita”. E di cui si sentiva la mancanza o la carenza. “Era dagli anni Trenta”, interviene Rita Consentino, direttore della necropoli, “che qui non si facevano lavori. L’ultimo fu la costruzione della strada per far arrivare Mussolini”.

Il cantiere è già avviato per offrire i migliori servizi ai visitatori della Banditaccia

Il cantiere è già avviato per offrire i migliori servizi ai visitatori della Banditaccia

La tomba dei Leoni dipinti alla Banditaccia di Cerveteri

La tomba dei Leoni dipinti alla Banditaccia di Cerveteri

I lavori, già avviati, da un lato pensano alla Storia e all’offerta, con il restauro di alcuni tumuli e il potenziamento dei servizi multimediali che regalano l’emozione di rivivere le tombe come erano al tempo, tra sarcofagi, monili e corredi ceramici. E poi con l’apertura eccezionale a tempo di alcuni tumuli, normalmente chiusi al pubblico. Come la Tomba dei Leoni dipinti, chiamata così per quella sfilata di leoni disegnati sul muro in rosso, nero e giallo, apparsi in tutta la loro bellezza ai primi archeologi e poi svaniti per sempre a contatto con aria e luce. Ma si pensa anche ai servizi, per rendere più “accogliente” la Banditaccia. Ecco allora il nuovo “visitor centre”. E poi la riapertura dei cammini pedonali tra l’antica Caere e i suoi porti e percorsi che abbattano le barriere architettoniche; un’illuminazione che renderà la necropoli visibile anche di notte; il potenziamento del servizio di videosorveglianza, con 80 nuove telecamere; e il ripristino del vecchio sentiero Lawrence, quello dove amava passeggiare lo scrittore inglese e che in poche centinaia di metri tornerà a collegare il centro della città con la necropoli.

 

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