Archivio tag | viale delle Sfingi a Luxor

“Luxor… la strada degli Arieti”: due ore di spettacolo stile Hollywood per l’apertura della grande strada processionale, il Viale delle Sfingi, dal tempio di Karnak al tempio di Luxor, dopo un decennale progetto di scavo archeologico, restauro e ricomposizione. Un grande promo dell’offerta turistica di Luxor sotto gli occhi del presidente al-Sisi. Ecco le immagini

egitto_luxor_viale-delle-sfingi_cerimonia-apertura_1_foto-ministry-of-Tourism-and-Antiquities

Il Viale delle Sfingi a Luxor durante la cerimonia di apertura (foto ministry of tourism and antiquities)


egitto_luxor_viale-delle-sfingi_cerimonia-apertura_presidente-al-sisi_foto-ministry-of-Tourism-and-Antiquities

Il presidente della Repubblica araba d’Egitto Abdel Fattah al-Sisi alla cerimonia di apertura della Viale delle Sfingi a Luxor (foto ministry of tourism and antiquities)


egitto_luxor_viale-delle-sfingi_cerimonia-apertura_4_foto-ministry-of-Tourism-and-Antiquities

I fuochi d’artificio hanno illuminato la notte di Luxor al termina della cerimonia di apertura del Viale delle Sfingi (foto ministry of tourism and antiquities)

Due ore di spettacolo stile Hollywood, anche un po’ kitsch, ma certo di forte presa sul grande pubblico, per l’apertura del Viale delle Sfinge, la straordinaria strada processionale che già 3500 anni fa i pellegrini percorrevano dal tempio di Luxor al tempio di Karnak accompagnati nei loro passi da una teoria di statue leonine con testa umana (per celebrare il faraone di turno) o di arieti (in onore del dio Amon), a seconda del periodo: sono le sfingi, che un decennale progetto di scavo, restauro e ricomposizione ha riportato all’antico splendore. In tutto 2700 metri che il presidente della Repubblica araba d’Egitto Abdel Fattah al-Sisi accompagnato dal ministro al Turismo e alle Antichità Khaled el-Anani hanno percorso fino al cortile colonnato di Amenofi III del tempio di Luxor dove è stata creata una platea per le autorità con un enorme schermo sul quale hanno potuto seguire tutta la cerimonia: balletti, coreografie, musiche, cori, immagini spettacolari con interventi dai monumenti più famosi dell’antica Tebe, sulle sponde Est e Ovest del Nilo, dal regno di vivi al regno dei morti. Fino all’ultima, spettacolare processione con la barca solare sacra ad Amon portata da Karnak a Luxor, a ricordare la Festa di Opet, durante la quale la triade tebana, composta dalle statue di Amon, la sposa Mut e il figlio Khonsu, usciva dal tempio di Karnak e veniva portata nella cappella del Sud del grande tempio di Luxor costruito principalmente per la celebrazione di questa ricorrenza.

Primi turisti nel Viale delle Sfingi a Luxor (foto ministry of tourism and antiquities)

egitto_luxor_tebe-ovest_tempio-di-hatshepsut_foto-ministry-of-tourism-and-antiquities

Il tempio di Hatshepsut a Tebe Ovest (foto ministry of tourism and antiquities)


egitto_luxor_tempio-di-karnak_pannelli-turistici_foto-ministry-of-tourism-and-antiquities

Nuovi pannelli per i turisti al tempio di Karnak a Luxor (foto ministry of tourism and antiquities)

Così l’evento “Luxor… La strada degli arieti” del 25 novembre 2021 è diventato l’occasione per un eccezionale promo sull’offerta turistica di Luxor, dalle attrazioni ai grandi alberghi, dai templi alle più famose tombe della Valle dei Re e delle Regine. E non è un caso che, nei ringraziamenti ufficiali, il ministro el-Anani abbia definito Luxor, con l’apertura del Viale delle Sfingi, il più grande museo all’aperto del mondo. E se l’evento ha avuto una copertura mediatica globale, gli effetti sono stati evidenti. Così già il giorno dopo, come annuncia trionfalmente il sito del ministero del Turismo e delle Antichità, la grande strada processionale, il Viale delle Sfingi, era già percorsa da migliaia di turisti e cittadini egiziani per visitare questa strada con la nuova bigliettazione del tempio di Luxor e dei templi di Karnak, che non prevede l’aumento di prezzo.

Egitto. Torna al suo antico splendore il Viale delle Sfingi, la strada processionale che 3500 anni fa collegava il tempio di Karnak col tempio di Luxor: dopo un lunghissimo progetto di scavo archeologico, recupero e ripristino delle 1200 statue leonine con testa umana, i 2700 metri del viale sacro è protagonista del grande evento mediatico inaugurale “Luxor… La strada degli arieti”

Prova generale per la celebrazione della riapertura del Viale delle Sfingi a Luxor (foto ministry of Tourism and Antiquities)

egitto_luxor-riapre-viale-delle-sfingi_locandinaCi siamo. Dopo l’ennesimo rinvio (l’ultimo è del 5 novembre scorso) oggi, giovedì 25 novembre 2021, dopo un decennale progetto di ricerca archeologica e restauro, sarà riaperta la via processionale delle sfingi che 3500 anni fa collegava il tempio di Luxor con il tempio di Karnak, ideata dal faraone della XVIII dinastia Amenhotep-Amenofi III (1386-1349 a.C.) e utilizzata fino al tramonto della civiltà egizia. Appuntamento alle 19.30 (18.30, ora italiana) con l’evento “Luxor…La strada degli arieti”. E sarà “un evento spettacolare in una delle mete turistiche più famose e più belle dell’Egitto che promuoverà il turismo a Luxor e le sue diverse realtà, non solo archeologiche. A conclusione di uno dei più grandi progetti archeologici realizzati nel Medio Oriente che farà di Luxor il più grande museo all’aperto del mondo”, parola del ministro del Turismo e delle Antichità Khaled el-Anani che nei giorni scorsi ha ispezionato i templi di Luxor e Karnak seguendo da vicino i preparativi per l’evento “Luxor…La strada degli arieti”. Khaled el-Anani è stato accompagnato durante la visita dai suoi assistenti, dal soprintendente generale allo Sviluppo dei Servizi nei siti e musei Archeologici al Consiglio Supremo delle Antichità, il capo dell’amministrazione centrale delle Antichità dell’Alto Egitto, il direttore generale delle Antichità dell’Alto Egitto, il direttore generale delle Antichità di Luxor e il direttore generale delle Antichità di Karnak.

La nuova illuminazione al Ramesseum nel tempio di Luxor (foto ministry of Tourism and Antiquities)
egitto_luxor_ministro-el-anani-al-tempio-di-karnak_1_foto-ministry-of-Tourism-and-Antiquities

Il ministro Khaled el-Anani nel sopralluogo al tempio di Karnak (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Il ministro el-Anani ne è convinto: l’evento “Luxor…La strada degli arieti” affascinerà il mondo per la bellezza e le attrazioni turistiche e archeologiche di Luxor e farà luce sull’antica civiltà egizia, soprattutto grazie al completamento dei lavori di sviluppo e miglioramento dell’efficienza delle infrastrutture nel governatorato e sviluppo e abbellimento della Corniche, delle sue strade e piazze. E le immagini delle prove generali della grande festa sembrano confermarlo. Il progetto di restauro ha coinvolto la sala ipostila con le grandi colonne nei templi di Karnak, i sistemi di illuminazione nel tempio di Luxor, la sala di 14 pilastri nel tempio di Luxor. “Si potrà così riscoprire il percorso delle grandi processioni conosciute come il Viale degli Arieti”.

Il viale delle Sfingi a Luxor dopo il lungo progetto di scavo, restauro e ricollocamento (foto ministry of Tourism and Antiquities)
egitto_luxor_viale-delle-sfingi_prova-cerimonia-inaugurale_3_foto-ministry-of-Tourism-and-Antiquities

Prova generale per la celebrazione della riapertura del Viale delle Sfingi a Luxor (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Si ricorda il Viale degli Arieti, ma oggi si parla di Viale delle Sfingi: perché? Fu la regina Hatshepsut (XVIII dinastia, regnò dal 1506 al 1493 a.C. circa) a costruire porre sulla strada processionale sfingi a sua somiglianza. Ma venne spesso modificata a cominciare dal faraone Amenhotep-Amenofi IV (Akhenaten) che alternò le sfingi con immagini sue alternate a quelle della regina Nefertiti; dopo di lui, Tutankhamon fece modificare quelle immagini facendo scolpire teste di ariete proprio in onore al dio Amon, di cui aveva ripristinato il culto. Invece risale al faraone Nectanebo I, fondatore dell’ultima dinastia faraonica (regnò dal 380 al 362 a.C. circa), il viale che è giunto fino a noi con una teoria di sfingi tipiche del Periodo Tardo. A dimostrazione, spiegano gli egittologi, il fatto che queste sfingi ricordano i lineamenti di Nectanebo e mostrano il tipico sorriso delle sculture della XXX dinastia.

Fase dello scavo del Viale delle Sfingi a Luxor (foto maurizio zulian)

egitto_luxor_viale-delle-sfingi_4_foto-ministry-of-Tourism-and-Antiquities

Fase dello scavo del Viale delle Sfingi a Luxor (foto maurizio zulian)


egitto_luxor_viale-delle-sfingi_fasi-dello-scavo-archeologico_1_foto-maurizio-zulian

Fase dello scavo del Viale delle Sfingi a Luxor (foto maurizio zulian)

Dei lavori di ideazione, scavo, restauro e ricollocamento in situ delle sfingi, nonché la musealizzazione di tutto il percorso, si parla dall’inizio degli anni 2000. E come molti altri progetti archeologici dell’Egitto ha dovuto affrontare e superare molti ostacoli finanziari e amministrativi che hanno inevitabilmente causato la sospensione dei lavori. Nelle immagini di Maurizio Zulian, curatore onorario per le antichità egizie alla fondazione museo civico di Rovereto, si può seguire l’andamento dei lavori che hanno obbligato le autorità a modificare la viabilità, eliminando i tratti stradali che passavano proprio sopra il tracciato sacro, e ad abbattere molti edifici anche pubblici (tra cui la sede del Governatore e una moschea), con lo fratto e lo spostamento di più di 800 famiglie. Oggi il Viale delle Sfingi rappresenta una passeggiata eccezionale di 2700 metri dal X pilone del tempio di Amon-Ra a Ipet Sut (l’antico nome del Tempio di Karnak) al grande portale alto 24 metri costruito da Ramesse II a Ipet Resyt (l’antico nome del Tempio di Luxor) fiancheggiata da circa 1200 statue leonine che attirerano – le autorità egiziano lo sperano convinte – tantissimi turisti.

Cairo. La Parata d’Oro dei Faraoni diventa una vetrina dei tesori dell’Egitto: grandi restauri, nuovi musei, progetti futuri. Due ore di spettacolo in una capitale illuminata ad arte e animata da migliaia di figuranti dal museo Egizio di piazza Tahrir al nuovo museo nazionale della Civiltà egizia dove sono arrivate le 22 mummie reali

Il corteo reale con le 22 mummie lascia il museo Egizio di piazza Tahrir per raggiungere la nuova dimora al museo nazionale della Civiltà egizia (foto ministry of Tourism and Antiquities)
egitto_presidente-al-sisi_foto-ministry-of-tourism-and-antiquities

Il presidente della Repubblica araba d’Egitto, Abdel Fatah al-Sisi (foto ministry of Tourism and Antiquities)

egitto_cairo_corteo-mummie_golden-pharaohs'-golden-parade_logoL’Egitto si autocelebra e presenta al mondo il meglio di sé: dai luoghi straordinari della civiltà dei faraoni ai grandi interventi di restauro dei luoghi della cultura, di qualsiasi cultura, fino all’efficienza di uno Stato moderno. La Parata d’oro dei Faraoni diventa così l’occasione per l’Egitto di mostrarsi al mondo e di mostrare al mondo tesori noti e nuove proposte che i turisti e quanti amano la valle del Nilo del mondo troveranno una volta superata la pandemia. Più di due ore di diretta (talora con un eccesso di parlato) gestita da una regia attenta che non lascia nulla all’improvvisazione: c’è la capitale, il Cairo, che – dal museo Egizio di Tahrir al nuovo museo nazionale della Civiltà egizia in Fustat – diventa un grande set hollywoodiano con migliaia di figuranti ad accompagnare il cammino delle 22 mummie reali alla nuova prestigiosa dimora, in uno scintillio di luci e giochi fantasmagorici colti da telecamere fisse e droni; ci sono i più prestigiosi siti archeologici, come il tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari o la piana delle piramidi di Giza, animati da coreografie, o il Grande museo Egizio (Gem) che ospiterà l’intero tesoro di Tutankhamon e alla sua prossima apertura rappresenterà uno dei più grandi e prestigiosi progetti di museologia del Terzo millennio nel mondo. Al centro un unico protagonista indiscusso, il presidente dell’Egitto Abdel Fatah al-Sisi, che accompagna con la sua presenza tutti i diversi momenti dell’evento. E per una notte fa dimenticare i molti problemi che anche l’Egitto deve affrontare in questi momenti difficili per tutti.

Il museo Egizio in piazza Tahrir al Cairo (foto ministry of Tourism and Antiquities)
egitto_cairo_golden-parade_piazza-fustat

Il nuovo museo nazionale della Civiltà egizia di Fustat al Cairo (foto ministry of Tourism and Antiquities)

La Parata d’oro dei Faraoni si apre con una veduta dal drone di piazza Tahrir chiusa in fondo dal museo Egizio seguita da un’altra sul museo nazionale della Civiltà egizia (Nmec): cioè l’inizio e la fine del corteo delle mummie reali. I ritmi sono ancora lenti. La parata è aperta da un drappello di guardie a cavallo seguite dai carri da guerra degli antichi egizi: in realtà guardie e aurighi hanno il compito dell’apripista. Controllano il percorso e vanno a posizionarsi all’ingresso del Nmec per fare da picchetto d’onore all’arrivo degli illustri ospiti. Da Tahrir a Fustat, in un “rimbalzo di linea” andiamo a conoscere il nuovo museo con l’arrivo del presidente al-Sisi accolto dal ministro al Turismo e alle Antichità Khaled el-Enani. È il momento dell’inaugurazione ufficiale del nuovo museo. Poi si vanno a scoprire gli spazi e i tesori qui conservati a narrare la Civiltà egizia dalla preistoria ai faraoni agli arabi e all’islam. Quindi al-Sisi si sposta attraverso un dedalo di corridoi e raggiunge l’auditorium del Nmec dove inizia il programma ufficiale della Parata d’oro e sul palco si apre il grande schermo sul Cairo e l’Egitto.

Le preziose decorazioni della tomba di Wathy a Saqqara scoperta nel 2018 (foto ministry of Tourism and Antiquities)

“Egitto, terra di civiltà”, uno spot sui tesori dell’Egitto: siamo accompagnati a scoprire i grandi interventi che hanno portato agli antichi splendori monumenti noti in tutto il mondo. Si inizia dal complesso di Saqqara, si entra nella piramide a gradoni di Djoser, realizzata dall’architetto Imhotep 4400 anni fa, e si esce dalla grande scala monumentale inaugurata il 5 maggio 2020 dopo sei anni di restauro che ha interessato l’intera piramide. Si passa alla tomba di Wathi scavata nella roccia 300 anni dopo la piramide di Djoser. È stata una delle grandi scoperte recenti (dicembre 2018). Entrare nell’ipogeo completamente decorato è un’emozione. Nel gennaio 2020 è stata invece inaugurata ad Alessandria la sinagoga Elynahu Hanavi costruita dagli egiziani nel XIV secolo. Da Alessandria al Cairo Vecchia o Copta nella chiesa della Vergine Maria, riaperta al pubblico dopo i restauri integrali nell’ottobre 2014, nota come la Chiesa Sospesa, perché realizzata sopra un passaggio tra due torrette di una fortezza babilonese. Fu fortezza romana risalente al II sec. d.C. I restauri hanno risanato l’edificio dalle infiltrazioni che impedivano quasi completamente l’accesso alla fortezza. Fu la prima sede ufficiale del papa della chiesa ortodossa di Alessandria quando fu spostata al Cairo. Contiene molte reliquie di santi, e icone di Gesù Cristo e della Vergine Maria. La chiesa rupestre dei martiri Sergio e Bacco, nota anche come Abu Serghis al Cairo, è stata invece riaperta al pubblico dopo i restauri nell’ottobre 2016. All’inaugurazione intervenne il papa copto Teodoro II di Alessandria. È importante perché fu costruita sopra la grotta dove trovò rifugio la Sacra Famiglia nel suo peregrinare in Egitto. Quindi si tocca la moschea di al-Azhar al Cairo, una delle più note moschee del mondo islamico, costruita nel 970 dai Fatimidi, riaperta dopo i restauri nel marzo 2018. È sede della prestigiosa università di al-Azhar. Nel gennaio 2017, invece, è stato inaugurato dopo tre anni di restauri il museo di Arte islamica, che ospita la più grande collezione al mondo di tesori islamici. Nel 2014 il museo aveva infatti subito un attacco terroristico che aveva devastato la facciata e almeno 170 manufatti. Sempre al Cairo, nel gennaio 2020, si sono completati i restauri, durati tre anni, della moschea di al-Fath nel distretto di Abdeen, uno dei capolavori dell’architettura islamica. In Boulaq, un altro quartiere del Cairo, sorge il museo delle Carrozze reali, fondato da Khedive Ismail nel XIX secolo come garage dei veicoli reali: dopo un lungo abbandono, grazie a un elaborato restauro il museo è stato riaperto il 31 ottobre 2020. Infine il Palazzo del Barone Empain a Eliopolis, sobborgo a Nord-est del Cairo, è stato restaurato e inaugurato nel giugno 2020. Sempre nel 2020 è stata rinnovata piazza Tahrir, teatro di importanti eventi dell’Egitto.

Il monumentale viale delle Sfingi a Luxor sarà presto di nuovo ammirato dal pubblico (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Progetti in corso e futuri. Intanto sta andando avanti il progetto di restauro del monumentale viale delle Sfingi a Luxor che presto sarà riaperto all’ammirazione del pubblico. E per la prima volta è stato realizzato un museo di Antichità a Sharm el-Sheikh e Hurghada: il primo aperto nell’ottobre 2020, il secondo nel febbraio 2020. E così si arriva a Fustat, dove è sorto il museo nazionale della Civiltà egizia (Nmec) di cui, in occasione della Parata d’Oro dei Faraoni del 3 aprile 2021, è stata inaugurata la galleria principale e la sala delle mummie reali. Anche la piana delle Piramidi a Giza è stata oggetto di un progetto di sviluppo. E ora il mondo sta attendendo l’annuncio della data di apertura del Grande museo Egizio (Gem). E poi c’è il museo delle Capitali d’Egitto nella Nuova Capitale Amministrativa il cui progetto è nato più di due anni fa quando il presidente dell’Egitto decise di istituire una città per le arti e la cultura. Da qui l’idea del museo che narra le diverse capitali del Paese nel corso dei tempi. E alla sua apertura sarà una sorpresa per tutti. Così mentre nascerà la Nuova Capitale Amministrativa il mondo potrà cogliere quanto l’Egitto sia orgoglioso della sua storia e della sua civiltà.

Effetti speciali e giochi di luci a piazza Tahrir al cairo (foto ministry of Tourism and Antiquities)
egitto_cairo_golden-parade_musica-sul-nilo_foto-ministry-of-tourism-and-antiquities

La musica scivola sul Nilo (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Lo schermo si spegne. Sul palco il ministro al Turismo e alle Antichità Khaled el-Enani sottolinea come tutta questa attenzione alla cultura sia fondamentale anche per il rilancio del turismo. Quindi introduce i dettagli del corteo e delle 22 mummie reali: dalla loro scoperta alla fine dell’Ottocento nel nascondiglio di Deir el-Bahari o nella tomba di Amenhotep II nella Valle dei Re alla loro musealizzazione all’Egizio di piazza Tahrir, dal loro studio e conservazione alla decisione di creare una grande sala tutta per loro al nuovo museo nazionale della Civiltà egizia. Il ministro el-Enani lascia il palco e le immagini corrono a catturare gli scorci di un Cairo illuminato a festa. La musica scivola lentamente sul Nilo mentre si cominciano a scoprire uno dopo l’altro i nomi di re e regine pronti ad affrontare il nuovo viaggio custoditi nei loro preziosi sarcofagi. È iniziata ufficialmente la Parata d’oro dei Faraoni. Sul palco dell’auditorium del Nmec prende posto una grande orchestra che da questo momento, e per tutta l’ora successiva, scandirà il ritmo, sempre più serrato, della parata reale e sullo schermo si legge un grande grazie agli apparati dello Stato, a celebrità, musicisti, artisti, costumisti, e studenti universitari che come volontari hanno dato il loro contributo al grande evento.

Lo spettacolare tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari (foto ministry of Tourism an Antiquities)

Nuovo excursus storico sui tesori d’Egitto: un modo per ricordare al mondo la grandezza degli egizi. Si inizia con la piramide di Cheope, una delle sette meraviglie del mondo antico, che a 4500 anni dalla sua realizzazione ancora stupisce per la sua monumentalità e rivela le grandi capacità degli antichi egizi. Da Giza a Deir el-Bahari, al tempio della regina Hatshepsut, realizzato 3500 anni fa da un architetto geniale e da artigiani ispirati, a creare quasi un abbraccio alla montagna di Tebe Ovest. Il regno della regina Hatshepsut rappresentò un periodo fecondo per le architetture e le costruzioni: “una donna forte come cento uomini”, dice il proverbio. E un altro afferma: “L’Egiziano è un portatore” di talento e creatività, di civiltà e cultura. Per questo l’Egitto è ricco di antichità. E tra queste forse la più famosa è probabilmente la tomba del giovane faraone Tutankhamon: una tomba inviolata, con tutto il suo tesoro (oltre 5mila reperti) e la mummia conservata nel suo sarcofago. La sua maschera d’oro sembra appena fatta. E così il discorso ci porta al Grande museo Egizio che conserverà il tesoro di Tutankhamon, e così per la prima volta tutti gli oggetti scoperti nella tomba saranno esposti nello stesso luogo. Il Gem rappresenta il più grande progetto culturale e intellettuale del XXI secolo. Ma se oggi possiamo raccontare la millenaria storia dell’Antico Egitto è grazie al francese Jean-Françoise Champollion che nel 1822 decifrò i geroglifici studiando l’iscrizione scritta in geroglifico, demotico e greco antico sulla Stele di Rosetta. Le immagini rimbalzano da Deir el-Bahari a Giza, da Saqqara a Tahrir.

Il presidente al-Sisi rende omaggio alle mummie reali all’arrivo al Nmec di Fustat (foto ministry of Tourism and Antiquities)
egitto_cairo_golden-parade_inizia-la-sfilata_foto-ministry-of-tourism-and-antiquities

A Tahrir inizia la sfilata alla Parata d’Oro dei Faraoni (foto ministry of Tourism and Antiquities)

egitto_cairo_golden-parade_le-mummie-lasciano-museo-egizio_foto-ministry-of-tourism-and-antiquities

Le mummie reali lasciano il museo Egizio (foto ministry of Tourism and Antiquities)

egitto_cairo_golden-parade_mummie-passano-da-piazza-tahrir_foto-ministry-of-tourism-and-antiquities

Le mummie reali passano da piazza Tahrir (foto ministry of Tourism and Antiquities)

egitto_cairo_golden-parade_arrivo-a-fustat_foto-ministry-of-tourism-and-antiquities

Il corteo delle mummie reali arriva al museo nazionale della Civiltà egizia a Fustat (foto ministri of Tourism and Antiquities)

Le parole (finalmente) sono finite. Comincia la festa di musica e luci. Le mummie su carri speciali, che vogliono ricordare le barche solari (impiegate per il trasporto del catafalco contenente la mummia del defunto sino alla necropoli), si muovono dal museo Egizio di piazza Tahrir verso il Nmec. Sulla “prua” si legge il nome del re o della regina che trasporta. E mentre il corteo reale continua il suo percorso lungo le vie del Cairo, sulla musica in sala scorrono le coreografie dal Grande museo Egizio al Tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari, dalla piana delle Piramidi di Giza al complesso della piramide di Djoser a Saqqara. Il corteo reale si avvicina alla meta. All’ingresso del museo nazionale della Civiltà egizia in onore dei re e delle regine dell’Antico Egitto viene sparata una salva di cannone. Il presidente al-Sisi si alza, lascia l’auditorium, ripercorre a ritroso il dedalo di corridoi del Nmec e raggiunge l’ingresso. Spetta a lui accogliere e rendere omaggio all’arrivo delle 22 mummie reali nella loro nuova dimora. Tra un paio di settimane, ultimate le operazioni di controllo e sicurezza del loro stato di conservazione, le mummie saranno esposte nella Sala delle Mummie reali aperta al pubblico. Intanto, chi lo desidera, può rivedere le oltre due ore dell’evento trasmesso in streaming.