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Montebelluna (Tv). Giornata di studio “A TAVOLA PER RACCONTARE”, dopo la mostra “FABULAE. Le situle raccontano i Veneti antichi”: esperti dall’Italia e dall’estero si confrontano sul tema “situle” in relazione sia alla cultura materiale dei Veneti antichi, sia ad aspetti sociali, ideologici ed economici. In presenza e on line. Ecco il programma

Oggi come 2500 anni fa i momenti conviviali sono occasione di condivisione e relazione sociale. Da questa riflessione nasce il titolo della giornata di studio “A TAVOLA PER RACCONTARE”, in programma il 5 settembre 2025 a Montebelluna (Tv), che prende le mosse dalla mostra “FABULAE. Le situle raccontano i Veneti antichi”, dedicata ad un patrimonio archeologico straordinario: le due situle figurate in lamina di bronzo (vasi a forma di secchio decorati con scene composite) rinvenute nella necropoli preromana di Posmon, in via Cima Mandria a Montebelluna, tra gli esemplari più rappresentativi e spettacolari della cultura materiale dei Veneti antichi, il popolo vissuto nell’Italia nord orientale tra il IX secolo a.C. e l’arrivo dei Romani. Le due situle, giunte a noi come vasi-ossuari di defunti e defunte di alto rango, nella loro funzione primaria, prima di diventare urne, figuravano nei simposi come contenitori di bevande di pregio (probabilmente vino) a simboleggiare ricchezza e potere dei padroni e delle padrone di casa. In realtà questi vasi preziosi sono la “punta dell’iceberg” della notevole documentazione archeologica delle oltre 250 tombe del sepolcreto, al momento in corso di studio, ma che già fa percepire la necropoli di via Cima Mandria come il riflesso di una comunità preromana benestante e socialmente complessa stabilmente insediata a Montebelluna in epoca preromana.

La situla proveniente dalla tomba 5 della necropoli di Posmon scoperta nel 2012 ed esposta al museo civico di Montebelluna (foto graziano tavan)

Il 5 settembre 2025, appuntamento in presenza all’auditorium Biblioteca Comunale, in largo Dieci Martiri 1, a Montebelluna, e in diretta streaming, su iscrizione obbligatoria (cliccando qui). Per informazioni: 0423 617479 | info@museomontebelluna.it. Studiosi e studiose dall’Italia e dall’estero si confronteranno sul tema “situle” in relazione sia alla cultura materiale dei Veneti antichi, sia ad aspetti sociali, ideologici ed economici nel quadro dell’ampia rete di contatti culturali e commerciali tra Italia centro-settentrionale, Alpi e Slovenia nel periodo preromano. La Giornata di Studio nasce da una collaborazione tra il Comune di Montebelluna-museo Civico e la soprintendenza ABAP-VE-MET con il supporto della direzione regionale Musei nazionali del Veneto – museo nazionale Atestino e il patrocinio dell’istituto nazionale di Studi Etruschi-Sezione Etruria Padana e Italia settentrionale.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA. Alle 10, saluti istituzionali. Alle 10.15, iniziano gli interventi della mattina. Introduce e coordina: Giovanna GAMBACURTA, università Ca’ Foscari Venezia: Emanuela GILLI, museo civico di Montebelluna; Carla PIRAZZINI, soprintendenza ABAP VE-MET; Benedetta PROSDOCIMI, direzione regionale Musei nazionali del Veneto, su Gli scavi della necropoli preromana a Posmon Via Cima Mandria tra tutela e valorizzazione; Veronica GROPPO, Università Lubiana; Nicoletta ONISTO, antropologa indipendente, su Le situle Montebelluna tra tipologia, tecnologia e ritualità; Stefano BUSON, già direzione regionale Musei nazionali del Veneto, su L’utilizzo delle situle nella vita degli antichi: i segni d’uso e i restauri antichi nelle situle di Posmon; Luca ZAGHETTO, archeologo indipendente, su Le due situle istoriate di Montebelluna. Alle 11.30, pausa caffè. Franco MARZATICO, Ufficio Beni Archeologici – Provincia Autonoma di Trento, su Simposio e banchetto nel cuore delle Alpi. Riflessioni sul mondo retico; Claudia MANGANI, museo civico Archeologico “G. Rambotti” – Desenzano del Garda; Barbara GRASSI, soprintendenza ABAP-CO-LC, su Recipienti in bronzo dal territorio golasecchiano: uno sguardo d’insieme. Alle 13, pausa pranzo.

Alle 14, gli interventi del pomeriggio. Introduce e coordina: Angela RUTA SERAFINI, già soprintendenza ABAP VE-MET. Giulia MORPURGO, dipartimento di Lettere e Beni culturali, università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’, su Situle in bronzo da contesti dell’Etruria padana di “fase Certosa”: forme, associazioni, usi; Diego VOLTOLINI, direzione regionale Musei nazionali Marche, su Situle in Adriatico: per un inquadramento dell’area picena; Manca VINAZZA, University of Ljubljana, Faculty of Arts, Department of Archaeology; Bostjan LAHARMAR, National Museum of Slovenia;  Miha MLINAR, Tolmin Museum, su Nuove scoperte sulle situle nell’area Slovena. Alle 15.15, discussione e a seguire relazione a cura di Louis NEBELSICK, Cardinal Stefan Wyszynski University in WarsawInstitute of Archaeology,.

Montebelluna (Tv). Al museo civico di Storia naturale e Archeologia speciale visita guidata in orario serale alla mostra “FABULAE Le situle raccontano i Veneti antichi” con Veronica Groppo

Mostra “Fabulae” al museo di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna (Tv): la sala delle situle (foto graziano tavan)

Speciale visita guidata in orario serale alla mostra “FABULAE Le situle raccontano i Veneti antichi” aperta fino al 1° agosto 2025 al museo civico di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna (Tv). Appuntamento martedì 3 giugno 2025 alle 20.45 per la visita guidata a cura di Veronica Groppo, archeologa del gruppo di lavoro della mostra. Iniziativa a pagamento (6 euro) e su prenotazione adatta a tutti a partire dai 10 anni. Info e prenotazioni: 0423 617479 | info@museomontebelluna.it

Montebelluna (Tv). All’auditorium per la rassegna “News dal Museo. La ricerca in diretta” incontro con l’archeologa Veronica Groppo su “News dai Veneti antichi. Studio e valorizzazione della necropoli di Posmon” con la presentazione degli ultimi studi sui corredi veneti antichi della necropoli di Posmon a Montebelluna

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Una delle vetrine dedicate alla necropoli di Posmon di Montebelluna (Tv) al museo civico di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna (foto museo montebelluna)

Come si viveva al tempo dei Veneti antichi? Com’era la società montebellunese di 2500 anni fa? Una prima risposta a queste domande nell’incontro “News dai Veneti antichi. Studio e valorizzazione della necropoli di Posmon” con Veronica Groppo giovedì 30 novembre 2023, alle 20.45, all’auditorium della Biblioteca Comunale in largo Dieci Martiri 1 a Montebelluna (Tv). Ingresso libero. La conferenza è l’ultimo degli otto incontri della rassegna “News dal Museo. La ricerca in diretta” organizzata dal museo civico di Storia naturale e Archeologia Montebelluna, insieme alla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Padova e al museo nazionale Atestino di Este per la conoscenza e la divulgazione del ricco patrimonio archeologico preromano rinvenuto nel sito di Posmon, dove è stata rinvenuta una vasta necropoli veneto-antica e romana e strutture di età romana. I reperti degli oltre 300 corredi funerari recuperati si trovano al museo civico di Montebelluna (sec VII a.C. – sec. I d.C.).

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L’archeologa Veronica Groppo impegnata nell’inventariazione e studio dei materiali provenienti dalla necropoli di Posmon di Montebelluna e conservati nel depositi del museo civico di Montebelluna (foto museo montebelluna)

Nell’appuntamento di giovedì 30 novembre 2023 all’auditorium della Biblioteca Comunale di Montebelluna, l’archeologa Veronica Groppo presenterà i suoi ultimi studi sui corredi veneti antichi della necropoli di Posmon a Montebelluna a seguito di una campagna triennale di inventariazione dei materiali. L’analisi di centinaia di reperti provenienti da tombe organizzate in strutture a tumulo rivela una differenziazione sociale dove il potere e la ricchezza sono dichiarati attraverso la deposizione di oggetti prestigio, tra cui spiccano le situle in bronzo, vasi a forma di secchio usati come urne per i resti cremati dei defunti. Montebelluna veneta antica deve la sua fama proprio alle due situle decorate già presentate in varie sedi, ma che ora saranno rivalutate alla luce del riesame dell’intera necropoli in vista dei prossimi importanti eventi di cui si parlerà in occasione della conferenza.

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L’archeologa Veronica Groppo (foto unive)

Veronica Groppo, archeologa protostorica, è da tempo impegnata nello studio dei resti di abitato rinvenuti a Montebelluna (l’abitato con il forno rinvenuto a Mercato Vecchio) e da tre anni per l’inventariazione dei corredi veneti antichi della necropoli di Posmon. Veronica Groppo inoltre sta studiando anche i contesti protostorici di Oderzo.

Oderzo. Al museo Archeologico “Eno Bellis” presentazione del libro “Figlio del lampo, degno di un re. Un cavallo veneto e la sua bardatura”, atti della giornata di studi del 23 novembre 2018, a cura di Giovanna Gambacurta, Marta Mascardi e Maria Cristina Vallicelli

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Allestimento della bardatura di cavallo della Tomba 49 dalla necropoli dell’Opera Pia Moro di Oderzo, al museo Archeologico “Eno Bellis” di Oderzo (foto oderzo cultura)

Sono passati cinque anni da quando, era il 2018, fu presentato al pubblico il nuovo allestimento al museo Archeologico “Eno Bellis” di Oderzo della bardatura del cavallo della Tomba 49, scoperta tredici anni prima. E in quell’occasione la fondazione Oderzo Cultura aveva dedicato una tre giorni al ritorno e alla riscoperta di uno dei più importanti reperti della collezione archeologica, tra cui l’evento “Figlio del lampo, degno di un re”, realizzato in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso e l’università Ca’ Foscari di Venezia (vedi “Figlio del lampo, degno di un re”: al museo Archeologico “Eno Bellis” di Oderzo (Tv) una tre giorni per “riscoprire” la sepoltura di cavallo con una preziosa bardatura di 2500 anni fa: archeologi, restauratori e storici a confronto sul rapporto tra i veneti antichi e i cavalli, prima dell’inaugurazione del nuovo allestimento per la Tomba 49 | archeologiavocidalpassato).

oderzo_archeologico_libro-figlio-del-lampo-degno-di-un-re_presentazione_locandinaSabato 1° aprile 2023, alle 17.30, al museo Archeologico “Eno Bellis” presentazione del libro “Figlio del lampo degno di un re. Un cavallo veneto e la sua bardatura”, atti della giornata di studi del 23 novembre 2018. Il volume raccoglie i contributi presentati nel corso della giornata di studi dedicata al riallestimento della bardatura del cavallo della necropoli dell’Opera Pia Moro di Oderzo. Dopo i saluti istituzionali della Fondazione Oderzo Cultura Onlus, del Comune di Oderzo, della soprintendenza ABAP-VE-MET, intervengono: Guglielmo Marcuzzo e Maria Pia Benvegnù (Studio Marcuzzo e Benvegnù), Franco Marzatico (dirigente generale – unità di missione strategica per la tutela e la promozione dei beni e delle attività culturali, Provincia Autonoma di Trento, dialoga con i curatori del volume e gli autori).

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Copertina del libro “Figlio del lampo, degno di un re. Un cavallo veneto e la sua bardatura”

“Figlio del lampo, degno di un re. Un cavallo veneto e la sua bardatura”. Atti della giornata di studi (Oderzo, 23 novembre 2018) (edizioni Ca’ Foscari), a cura di Giovanna Gambacurta, università Ca’ Foscari Venezia; Marta Mascardi, Fondazione Oderzo Cultura onlus; Maria Cristina Vallicelli, soprintendenza ABAP-VE-MET. Contributi di Fiorenza Bortolami, Giovanna Gambacurta, Teja Gerbec, Veronica Groppo, Marta Mascardi, Miha Mlinar, Paolo Reggiani, Angela Ruta Serafini, Martino Serafini, Serena Vitri, Luca Zaghetto. Un progetto Art Bonus, in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso e il contributo dello Studio Marcuzzo Benvegnù. Il restauro e lo studio della bardatura del cavallo della necropoli preromana dell’Opera Pia Moro di Oderzo hanno evidenziato la necessità, a più di dieci anni dalla sua scoperta e musealizzazione, di rinnovarne l’ipotesi ricompositiva e di riunire le ricerche in corso in un momento di confronto e di aggiornamento. I contributi presentati nella giornata di studi indagano il contesto di rinvenimento, dettagliano le operazioni di recupero e restauro, mettono in luce i confronti in ambito Veneto, sottolineando le relazioni con il territorio alpino e in particolare con l’area slovena; non mancano esempi di iconografie confrontabili nei documenti dell’Arte delle situle. L’aspetto rilevante del sacrificio equino nelle pratiche rituali dei Veneti antichi viene confermato dalla sepoltura del cavallo che si colloca, alla fine del V secolo a.C., in un quadro crescente di relazioni e scambi culturali ed economici.

Al museo civico di Montebelluna “Archeologia del territorio a Montebelluna”: giornata di studi archeologici dalla mostra “Sapiens. Da cacciatore a cyborg” dopo un’impegnativa campagna di studi sulle nuove scoperte archeologiche del territorio e la revisione delle collezioni nei depositi. Webinar gratuito su Zoom

Archeologia del territorio a Montebelluna: giornata di studi archeologici dalla mostra “Sapiens. Da cacciatore a cyborg”, a cura di Emanuela Gilli e Benedetta Prosdocimi. Evento on line organizzata dal museo civico di Montebelluna (Tv) insieme alla competente soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per parlare di archeologia, ricerca, tutela e valorizzazione. Partner scientifici: università di Padova – Dipartimento di Beni Culturali; università di Ferrara – Dipartimento di Studi Umanistici; università Ca’ Foscari Venezia – Dipartimento di Studi Umanistici; università di Verona – Dipartimento di Culture e Civiltà. Tutto questo grazie alla mostra “Sapiens. Da cacciatore a cyborg” allestita al Museo Civico di Montebelluna dopo un’impegnativa campagna di studi sulle nuove scoperte archeologiche del territorio e la revisione delle collezioni nei depositi. Appuntamento mercoledì 31 marzo 2021, mattino: 10.15-12.30 / pomeriggio: 16.30-18.30. Webinar gratuito su piattaforma Zoom. È possibile iscriversi ad entrambe le sessioni oppure ad una soltanto. Iscrizione obbligatoria a info@museomontebelluna.it oppure chiamando lo 0423300465. PROGRAMMA. Ore 10.15: Apertura dei lavori e saluti istituzionali, interviene Fabrizio Magani soprintendente ABAP-Ve-Met; ore 10.30-12.30 | SESSIONE 1 – Pre-Protostoria: “Valorizzare il patrimonio tra tutela, ricerca e comunicazione. Il caso della mostra Sapiens. Da cacciatore a cyborg” con Emanuela Gilli (museo di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna), Benedetta Prosdocimi (soprintendenza ABAP-Ve-Met) e Giorgio Vaccari (museo di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna). “Art Bonus per lo studio delle collezioni litiche preistoriche del museo civico di Montebelluna” con Nicolò Scialpi (università di Ferrara), Marco Peresani (università di Ferrara). “L’indagine di strutture con indicatori di attività artigianale dell’Età del ferro a Montebelluna-Via Mercato Vecchio” con Veronica Groppo archeologa, Gaspare De Angeli archeologo, Paolo Reggiani (Paleostudy). “Lo studio della tomba 410 dell’Età del Ferro dalla necropoli di Montebelluna-Posmon. Dati archeologici e antropologici a confronto” con Benedetta Prosdocimi funzionario archeologo SABAP-Ve-Met, Nicoletta Onisto antropologa. Ore 16:30-18:30 | SESSIONE 2 – Età Romana: “Montebelluna, una società multiculturale: il caso delle spade celtiche da tombe romane dalla necropoli di Posmon” con Pier Giorgio Sovernigo archeologo. “Microstorie di romanizzazione. Lo studio della tomba 304 dalla necropoli di Montebelluna-Posmon” con Claudia Casagrande archeologa, Giovannella Cresci Marrone (università Ca’ Foscari Venezia), Anna Marinetti (università Ca’ Foscari Venezia), Nicoletta Onisto archeologo (antropologo) professionista, e Michele Asolati (università di Padova). “La fucina romana di Montebelluna. Dallo scavo alla ricostruzione virtuale” con Maria Stella Busana (università di Padova), Denis Francisci (università di Padova), Emanuel Demetrescu (istituto di Scienze del Patrimonio Culturale-CNR). “Nuovi dati sul centro romano di Montebelluna. Il fondo Amistani a Mercato Vecchio” con Attilio Mastrocinque (università di Verona), Luca Arioli archeologo, e Alfredo Buonopane (università di Verona).

“Figlio del lampo, degno di un re”: al museo Archeologico “Eno Bellis” di Oderzo (Tv) una tre giorni per “riscoprire” la sepoltura di cavallo con una preziosa bardatura di 2500 anni fa: archeologi, restauratori e storici a confronto sul rapporto tra i veneti antichi e i cavalli, prima dell’inaugurazione del nuovo allestimento per la Tomba 49

Cavallino in bronzo dei veneti antichi (V-IV sec. a.C.) conservato al museo Archeologico “Eno Bellis” di Oderzo (foto G. Benedetti)

I veneti “dai bei cavalli” bianchi: proprio l’allevamento dei cavalli di razza aveva reso famosi i veneti antichi in tutto il mondo allora conosciuto. Li ricorda Omero nell’Iliade (“Èneti, stirpe delle mule selvagge”). Li cita un altro grande poeta greco, Esiodo (“Gli Iperborei dai bei cavalli che la terra dai molti pascoli aveva generato numerosi presso le rapide correnti dell’Eridano profondo”, dove per Iperborei si intendono le popolazioni dell’Alto Adriatico e per Erìdano il fiume Po). E il poeta lirico Alcmane per cantare la bellezza della sua amata ricorda quella dei destrieri veneti (“Àgido ci appare così bella, come se qualcuno ponesse in mezzo al gregge un cavallo vigoroso, vincitore di tornei, dagli zoccoli risonanti di sogni alati. Non vedi? Lei è un corsiero enetico”). Non stupisce quindi che gli archeologi di Oderzo davanti alla scoperta di una tomba dei veneti antichi con un’eccezionale sepoltura di cavallo abbiano brindato: era il marzo 2005 quando, proprio a pochi passi dal museo Archeologico “Eno Bellis”, nell’area dell’Opera Pia Moro, dove lungo il tratto interno della Postumia romana è stata individuata una necropoli dei veneti antichi, era venuta alla luce la Tomba 49 con la sepoltura di un cavallo impreziosita da una eccezionale bardatura di 2500 anni fa.

Le sepolture 11 e 49, le uniche equine, dalla necropoli preromana Opera Pia Moro di Oderzo (da Gambacurta)

La locandina della tre giorni opitergina “Figlio del lampo, degno di un re”

A tredici anni dalla scoperta, la bardatura del cavallo della Tomba 49, sottoposta in questi ultimi mesi a nuovi e approfonditi studi, ritorna ora agli occhi del pubblico in un nuovo allestimento al museo Archeologico “Eno Bellis” di Oderzo. Ma non è l’unico motivo per andare a Oderzo in questo fine settimana. La fondazione Oderzo Cultura dedica infatti tre giorni al ritorno e alla riscoperta di uno dei più importanti reperti della collezione archeologica. Dal 23 al 25 novembre 2018, con l’evento “Figlio del lampo, degno di un re”, realizzato in collaborazione con la soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso e l’università Ca’ Foscari di Venezia, il museo Archeologico “Eno Bellis” ospita un fitto programma culturale incentrato sulla “riscoperta” della bardatura del cavallo: una giornata di studi (venerdì 23), l’inaugurazione del nuovo allestimento (sabato 24) e un laboratorio didattico per bambini (domenica 25). “Le ricerche archeologiche”, spiegano al museo, “hanno messo in rilievo l’importanza del cavallo nella cultura veneta, come testimoniano le evidenze funerarie, le rappresentazioni di cavalli nelle decorazioni di vasi e in numerosi oggetti e, non ultimo, le fonti storiche. La relazione tra l’animale e il ruolo politico e sociale del suo proprietario è testimoniata infine dai numerosi ritrovamenti di sepolture equine. La necropoli dell’Opera Pia Moro a Oderzo, attiva tra la fine del VI e il IV secolo a.C., ha restituito, oltre a numerosi tumuli, due tombe di cavalli: il cavallo della tomba 49 era deposto con la bardatura in ferro e bronzo. I recenti studi dedicati a questo straordinario ritrovamento, insieme al nuovo allestimento, sono l’occasione per celebrarne la riscoperta”. E il presidente della fondazione, Carlo Gaino: “È per noi l’occasione per riaffermare il valore delle scoperte conservate nel museo di Oderzo Cultura, un patrimonio che ci riempie di orgoglio, ma anche di responsabilità. Con questa tre-giorni, non solo si torna ad approfondire il tema della scoperta risalente al 2005, ma per l’intera città sarà il motivo per rivivere l’entusiasmo di quando il reperto riaffiorò dagli scavi nell’area che sorge proprio accanto al parco di Museo e Palazzo Foscolo”. E il soprintendente Andrea Alberti sottolinea: “La giornata di studi approfondisce un tema puntuale, quale il ruolo del cavallo nell’immaginario funerario dei Veneti di tremila anni fa a partire da un reperto unico come la bardatura rinvenuta nella tomba 49 di Oderzo, ed è l’occasione per ribadire la collaborazione scientifica e istituzionale tra la soprintendenza e la fondazione Oderzo Cultura”.

Lo scheletro del cavallo della tomba 49
Oderzo dalla necropoli dell’Opera Pia Moro esposto al museo Archeologico di Oderzo (foto C. Bugna)

L’ingresso del museo Archeologico “Eno Bellis” di Oderzo

Il nuovo allestimento del museo Archeologico “Eno Bellis” verrà dunque presentato alla cittadinanza sabato 24 novembre 2018 alle 17.30 insieme a chi, con costanza e generosità, ha permesso il restauro e la riscoperta di questo bene: Guglielmo Marcuzzo e Maria Pia Benvegnù dello Studio Marcuzzo e Benvegnù di Oderzo (Tv). L’intervento di restauro e valorizzazione è stato infatti reso possibile anche grazie all’Art bonus, un provvedimento legislativo che consente a istituzioni come i musei di ottenere il sostegno dai privati per il raggiungimento di obiettivi coerenti con le loro funzioni e finalità. “La tomba 49 – si legge nella scheda di intervento dell’Art bonus del ministero – accoglieva, oltre allo scheletro del cavallo maschio di 12-15 anni, deposto in perfetta connessione anatomica, i finimenti, ovvero il morso e le componenti esterne della testiera. La bardatura in ferro e bronzo, per la complessità e la singolarità degli elementi che la compongono, costituisce un esemplare unico. La sepoltura si colloca, sulla base degli elementi del corredo associati alla bardatura (alcuni frammenti fittili e una fibula) alla seconda metà del V secolo a.C.”. Commenta soddisfatto il mecenate Marcuzzo: “Nel nostro caso ritengo che lo studio di un reperto archeologico contribuisca ad approfondire le nostre origini, le nostre radici e la nostra provenienza. Peraltro ritengo che se la comunità nella quale vivi ti ha consentito di raggiungere un livello di vita dignitoso, ritengo equo donare qualche risorsa a favore della stessa comunità. Infine, non è elemento trascurabile poter usufruire delle detrazioni fiscali derivanti dall’Art bonus”.

Una sala espositiva del museo Archeologico “Eno Bellis” di Oderzo

L’archeologa Giovanna Gambacurta

L’archeologa Veronica Groppo

L’inaugurazione del nuovo allestimento è preceduta da una giornata di studi venerdì 23 novembre 2018. Archeologi, restauratori e storici si incontreranno dalle 10 alle 17, con l’obiettivo di fare il punto sugli studi dedicati alla necropoli preromana dell’Opera Pia Moro di Oderzo (Giovanna Gambacurta, università Ca’ Foscari di Venezia; e Mariangela Ruta, già dirigente soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto) e ai finimenti del cavallo della tomba 49, oggi presentati secondo una nuova interpretazione e alla luce dei rari confronti individuati, dall’archeologa Veronica Groppo, che ne ha curato lo studio. Completeranno il quadro opitergino l’analisi dell’intervento di restauro, eseguito da Martino Serafini della ditta Ar.Co di Padova e lo studio dello scheletro dell’animale, effettuato da Paolo Reggiani, Paleostudy. Con uno sguardo al quadro più ampio della realtà veneta seguiranno, con Fiorenza Bortolami, università Ca’ Foscari di Venezia, gli approfondimenti sulle sepolture equine e le strutture funerarie nelle necropoli venete, senza tralasciare le fonti letterarie antiche dedicate al cavallo, con l’intervento di Annica Pezzelle, università di Padova, passando attraverso l’iconografia dei morsi di equini nell’arte delle situle, con l’archeologo Luca Zaghetto. Approfondimenti dedicati ad alcuni esempi di sepolture e morsi al di fuori dell’area veneta chiuderanno i lavori della giornata: una nuova lettura del morso della tomba S/4 24588 di Santa Lucia insieme a Giuliano Righi, già Civici musei di storia ed arte di Trieste, il sito di culto di Bizjakova hiša a Kobarid, Slovenia occidentale, con Teja Gerbec dal museo provinciale di Nova Gorica e Miha Mlinar dal museo di Tolmino. A chiudere la giornata di studi l’affascinante storia delle sepolture dei cavalli morti nella battaglia di Himera, presentata da Stefano Vassallo della soprintendenza per i Beni Ambientali e Culturali di Palermo.