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Cosa ci porta il nuovo anno? Nell’autunno 2022, novant’anni dopo il lungimirante progetto di Amedeo Maiuri, nel Braccio nuovo del museo Archeologico nazionale di Napoli aprirà la nuova Sezione Tecnologica Romana con cento reperti e ricostruzioni moderne dei macchinari antichi

Ruota idraulica: frame di un apparato multimediale 3D della Sezione Tecnologica Romana (foto mann)

Cosa ci porta il nuovo anno? Una novità arriva dal Mann. La Sezione Tecnologica Romana del museo Archeologico nazionale di Napoli aprirà al pubblico nell’autunno del 2022 e sarà ospitata nel cosiddetto Braccio Nuovo, novant’anni dopo il lungimirante progetto di Amedeo Maiuri: qui, negli ambienti vicini agli Uffici dei Servizi Educativi, sarà allestito un percorso che, attraverso circa cento reperti e ricostruzioni moderne dei macchinari antichi, svelerà al visitatore come strategia e progettazione duemila anni fa abbiano permesso ai cittadini dell’area vesuviana di fronteggiare sfide soltanto apparentemente impossibili. Distintivo il taglio didattico della Sezione, che presenterà approfondimenti destinati non solo ad esperti, ma anche a giovani e scuole. Il progetto scientifico della sezione è curato da Giovanni Di Pasquale (museo Galileo di Firenze) e Laura Forte (funzionario archeologo del Mann). L’allestimento è firmato da Andrea Mandara, il design grafico è di Francesca Pavese. Gli apparati multimediali saranno prodotti dal museo Galileo, che ha inoltre elaborato i progetti in base ai quali verranno realizzati da Opera Laboratori i modelli ricostruttivi. Prevista una convenzione tra università Suor Orsola Benincasa e Mann per approfondire i temi di conservazione e restauro dei manufatti.

Macina manuale in pietra della Sezione Tecnologica Romana del Mann (foto mann)

La Sezione Tecnologica Romana nasce da un’interessante prospettiva museografica: nel 1932, con lungimiranza rispetto ai tempi, Amedeo Maiuri costituì al Museo una Sezione di tecnologia e meccanica antica. Il progetto scientifico odierno, dunque, non può che prendere le mosse da questo innovativo archetipo novecentesco, ampliandolo non solo con nuovi materiali, ma anche con modelli realizzati ad hoc e apparati multimediali. Filo conduttore della sezione è l’approccio empirico che, tipico dei musei della scienza, riesce ad “attualizzare” la percezione del mondo antico. Questo nuovo allestimento nasce in partnership con il museo Galileo di Firenze, specializzato in ricerca e didattica nel campo della storia della scienza e della tecnica, rinnovando così un legame di lunga tradizione: già nella mostra di Storia della scienza tenutasi a Firenze nel 1929, la Campania era rappresentata proprio dai materiali e dalle macchine del museo Archeologico nazionale di Napoli.

Un calibro della Sezione Tecnologica Romana del Mann (foto mann)

“Come è noto, ben poco delle conquiste dell’arte del mondo antico sarebbe stato possibile senza una corretta padronanza delle tecnologie”, ricorda il direttore del Mann, Paolo Giulierini, “basti pensare ad esempio al processo di costruzione di un tempio, dalla cavatura delle pietre fino all’innalzamento delle colonne. Le straordinarie scoperte di Pompei hanno accelerato sempre di più tale processo di ricongiungimento tra musei d’arte e musei tecnologici, perché (caso unico insieme al mondo egizio) hanno restituito tutti oggetti della vita quotidiana che, quando conosciuti, nel passato erano stati tenuti in disparte, in oscuri depositi. Ne è conseguita spesso un’idea falsata della società antica. In realtà – continua Giulierini – già Amedeo Maiuri intorno agli anni Trenta del Novecento ebbe la felice intuizione di dar vita ad una Sezione Tecnologica nel Braccio Nuovo del Museo, poi dismessa, dedicata a settori delle scienze e delle discipline applicate, dall’idraulica, all’agricoltura, all’astronomia. Oggi il Mann, cosciente che la società antica non può essere raccontata senza ristabilire tale connubio, che la rende, tra l’altro, molto più vicina a quella attuale, ha avviato il progetto di rinnovo, riallestimento e ammodernamento di quella che fu la dismessa sezione tecnologica, affidandosi ad una collaborazione con il museo Galileo, già avviata sin dai tempi della mostra “Homo Faber” (1999), dedicata alle conoscenze scientifiche in area vesuviana. D’altra parte – conclude -, Il Museo ha intrapreso un percorso di narrazione dei contenuti museali con l’ausilio delle tecnologie, e soprattutto del digitale, per conseguire gli obiettivi previsti dai nostri due Piani strategici, in linea con la Convenzione di Faro e i 17 obiettivi dell’agenda Unesco 2030”.

Il calco della ruota di Venafro della Sezione Tecnologica Romana del Mann (foto mann)
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Rubinetto con chiave ad anello nella Sezione Tecnologica Romana al Mann (foto mann)

Il progetto scientifico del Mann e del museo Galileo parte dall’osservazione dei quattro elementi della natura (aria, acqua, terra e fuoco), raccontandone le attività umane correlate. Uno sguardo alla volta celeste dà l’input per parlare di astronomia e misura del tempo, così come i cicli produttivi di olio, pane e vino forniscono la straordinaria occasione per esporre macchinari antichi. Tra questi, le macine, che appartengono alle collezioni del Mann, saranno poste insieme a tutti gli strumenti utilizzati per coltivare, misurare la terra, pesare e conservare le derrate alimentari. Troveranno dunque spazio nell’allestimento la celebre groma dalla bottega di Verus, gli attrezzi di uso comune (rastrelli, zappe, vanghe, forche) e, ancora, gli strumenti per progettare e costruire (squadre, compassi, fili a piombo, calibri, martelli, scalpelli). Una sezione a parte sarà dedicata alle tecnologie idrauliche, che permettevano la regimazione delle acque a livello cittadino e il rifornimento delle singole abitazioni. Ne sono un esempio le grandi valvole idrauliche rivenute a Pompei, le fistule in piombo, le chiavi, i rubinetti, le bocche di fontana, le vasche da bagno in bronzo. Lenti, prismi, globi ustori rappresenteranno, invece, la versatile applicazione del vetro, delineandone il rapporto con la luce e il fuoco.

Gru calcatoria: frame di un apparato multimediale 3D della Sezione Tecnologica Romana (foto mann)

Il percorso espositivo si articolerà su diversi livelli di comunicazione: i materiali antichi di età romana, per la maggior parte di area vesuviana e selezionati dai depositi (dagli affreschi alle meridiane, dai pesi in bronzo a quelli in pietra, dalle bilance alle misure campione), saranno messi in dialogo con le ricostruzioni moderne dei principali macchinari antichi. In allestimento, vi saranno anche video esplicativi che illustrano la funzione degli strumenti tecnologici di epoca romana. Tra le riproduzioni, da menzionare la gru calcatoria, la vite di Archimede e la ruota idraulica. In quest’ultimo caso, il modello sarà affiancato ad un reperto eccezionale: il calco di ruota idraulica rivenuto nei pressi di Venafro nell’alveo del fiume Triverno ai primi del Novecento e, da allora, conservato al Museo. La Sezione Tecnologica Romana avrà una sorta di “anteprima espositiva” nel Giardino della Vanella: qui sarà riallestita la peschiera che Maiuri realizzò negli anni Trenta come riproduzione in scala ridotta di un modello presente in una villa romana di Formia.

Vite idraulica: frame di un apparato multimediale 3D della Sezione Tecnologica Romana (foto mann)

Museo Galileo – Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze. Le straordinarie collezioni del museo Galileo, tra le più importanti del mondo, comprendono circa cinquemila strumenti scientifici e apparati sperimentali databili dal secolo XI al XIX, suddivisi in due nuclei principali: collezione Medicea e collezione Lorenese. Delle raccolte fanno parte gli unici due telescopi di Galileo giunti fino a noi. L’Istituto, attivo dal 1927 nel campo della ricerca e della documentazione sulla storia delle scienze e della tecnologia, mette a disposizione degli studiosi le ingenti risorse della sua biblioteca e del proprio ricchissimo sito internet. Partecipa a innovativi progetti di ricerca in collaborazione con prestigiose istituzioni internazionali, tra cui le Gallerie degli Uffizi, il museo Archeologico nazionale di Napoli, il parco archeologico del Colosseo, l’Accademia dei Lincei, l’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea-CNR, la Reale Accademia delle Scienze di Svezia, gli istituti della Max-Planck-Gesellschaft e la Harvard University.

“Next generation culture. Tecnologie digitali e linguaggi immersivi per nuovi pubblici della cultura”: al Mann la presentazione del dodicesimo rapporto dell’Associazione Civita all’auditorium con Green Pass e in diretta su Zoom e Facebook

Locandina dell’evento al Mann “Next generation culture”, XII rapporto Civita

Musei sempre più digitali. E tecnologie che aprono nuovi sentieri della comunicazione. In coerenza con i propri asset  strategici, mercoledì 3 novembre 2021, alle 11, il museo Archeologico nazionale di Napoli ospiterà la presentazione del Dodicesimo Rapporto dell’Associazione Civita, “Next generation culture. Tecnologie digitali e linguaggi immersivi per nuovi pubblici della cultura”. L’evento, che si svolgerà nell’Auditorium del museo (partecipazione libera senza prenotazione, richiesto il Green Pass), sarà trasmesso in diretta su Zoom e Facebook. Nei mesi delle chiusure i media digitali hanno ripensato i modelli organizzativi dei musei e hanno valorizzato in modo innovativo i luoghi della cultura, facilitando un’accessibilità molto più ampia e inclusiva. Attraverso una collaborazione tra aziende tecnologiche e operatori del settore sarà possibile implementare il processo già iniziato e comprendere su quali forme di innovazione investire affinché la cultura svolga un ruolo da protagonista nella creazione di una responsabilità sociale e nella proposta di una proposta di un modello di sviluppo sostenibile. Il Rapporto, pubblicato da Marsilio  Editori e realizzato grazie al sostegno di IGT, nasce dall’analisi coordinata dal Centro Studi dell’associazione Civita e condotta in collaborazione con ICOM Italia. Scopo del volume è divulgare l’indagine sulle relazioni tra settore culturale e tecnologie digitali. Lo studio, su molteplici livelli, indaga il punto di vista dei musei, dei pubblici e delle imprese. Le istituzioni museali, infatti, si sono dovute adeguare allo scenario imposto dalla pandemia, adottando strategie di innovazione digitale e ampliando l’accessibilità online delle proprie collezioni; i pubblici, ancora, hanno seguito nuove modalità di fruizione culturale; le imprese, infine, hanno contribuito attivamente al processo di digital transformation, fornendo soluzioni tecnologiche avanzate. Non ci si ferma qui: la sfida è elaborare proposte e progetti originali, capaci di ampliare ancora l’audience museale. L’incontro sarà anche un’occasione di riflessione sulle nuove professionalità emergenti in ambito culturale, sul ruolo svolto dai giovani impegnati nella mission del PNRR e sulle relazioni tra persone e luoghi della cultura. Dopo i saluti di Paolo Giulierini (direttore Mann), interverranno Adele Maresca Compagna (presidente di ICOM Italia), Alfredo Valeri (responsabile ricerca Centro Studi Associazione Civita), Ludovico Solima (università della Campania “Luigi Vanvitelli”), Claudio Calveri (Digital Strategist DeRev), Rosanna Romano (direttore generale politiche culturali e turismo della Regione Campania), Paola Villani (università Suor Orsola Benincasa), Giusy Sica (founder think thank Re-generation Youth), Gabriele Granato (presidente associazione Fare Digitale) e Giuseppe Ariano (direttore comunicazione Scabec Spa). Simonetta Giordani (segretario generale Associazione Civita) modererà il dibattito.

La XXII Giornata europea della Cultura ebraica approda al museo Archeologico nazionale di Taranto con la tavola rotonda  “Le sfide del dialogo interreligioso”

Stele con la menorah conservata al museo Archeologico nazionale di Taranto (foto MArTa)

Il museo Archeologico nazionale di Taranto racconta la Taranto multietnica e multiculturale, con le sue numerose comunità attestate dalle fonti scritte ed archeologiche. Per la XXII Giornata Europea della Cultura Ebraica, i “dialoghi” partono da Padova, città capofila di quest’anno, fino ad approdare al MArTA di Taranto che, insieme all’associazione Italia-Israele – sez. di Bari “Alexander Wiesel” (presidente prof. Guido Regina), organizza per la mattina di domenica 10 ottobre 2021 una tavola rotonda nella sala incontri del museo (ingresso da corso Umberto). Alle 11 si parlerà de “Le sfide del dialogo interreligioso”. Introdurrà e modererà i lavori la prof.ssa Maria Pia Scaltrito (esperta di storia dell’ebraismo di Puglia e Basilicata). Intervengono il prof. David Meghnagi (università Roma Tre), il prof. Ottavio di Grazia (università Suor Orsola Benincasa di Napoli), Silvia De Vitis (archeologa medievista), Andrea Mariggiò (dirigente scolastico – dottore di ricerca in Letteratura ebraica). Le conclusioni saranno affidate alla professoressa Maria Pia Scaltrito, esperta di storia dell’ebraismo in Puglia e Basilicata.

Per le Giornate europee del Patrimonio, nei siti del parco archeologico di Pompei visite gratuite per bambini, visite per persone con disabilità, iniziative digitali, aperture serali. Ecco tutto il ricco programma

Visite gratuite per bambini, visite per persone con disabilità, iniziative digitali, aperture serali: i siti del parco archeologico di Pompei aderiscono sabato 25 e domenica 26 settembre 2021 alle GEP – Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days), manifestazione che, a livello europeo, vedrà iniziative a aperture straordinarie nei luoghi statali della cultura. Quest’anno ispirate al tema “Patrimonio culturale: TUTTI inclusi!”. Per l’occasione nei siti del Parco sono state previste visite gratuite. È necessario acquistare il consueto biglietto di ingresso ai siti. I visitatori potranno accedere al parco archeologico di Pompei solo previa esibizione della certificazione verde covid / green pass (vaccino o certificato di tampone antigenico con esito negativo – https://www.dgc.gov.it/web/checose.html) in ottemperanza al decreto legge n. 105 del 23 luglio 2021.

Ludus in fabula: giocattoli degli antichi romani (foto coopculture)

Visite gratuite per bambini. POMPEI. Visite gratuite per famiglie e bambini a cura di Coopculture. Un percorso tematico “Ludus in fabula”, per grandi e piccini, che ricostruisce l’infanzia nel mondo romano ed incentra la narrazione sulla vita di due amici pompeiani, Lucio e Vinicio, l’uno schiavo, l’altro aristocratico che si trovano a condividere la vita di tutti i giorni, con destini differenti, accomunati solo dai giochi. L’operatore archeologo avrà con sé una borsa con riproduzioni di giocattoli antichi per mostrare ai bambini la dinamica di gioco e gli oggetti, unitamente alla descrizione del sito. Sono previsti due turni di visita sabato 25 e domenica 26 settembre 2021, per massimo 20 persone alle 12 e alle 15. Lo stesso tema sarà riproposto on line, per chi è a distanza, utilizzando la piattaforma Live culture: alle 12 sia il 25 e che il 26. Prenotazione obbligatoria sul sito www.coopculture.it e info edu@coopculture.it.

Una sala del nuovo museo Archeologico di Stabiae “Libero D’Orsi” (foto parco archeologico di Pompei)

STABIA: Villa San Marco e Villa Arianna, museo Archeologico Libero D’Orsi. Visite gratuite per famiglie e bambini a cura del Comitato per gli scavi di Stabia. Le visite dedicate a tutto il territorio di Stabia, con le sue ville nobiliari e i tanti reperti ritrovati e conservati al museo Archeologico di Stabia Libero D’Orsi, saranno raccontate in chiave ludica e con un linguaggio accessibile e capace di incuriosire il pubblico dei più piccoli dai 6 ai 12 anni, ma anche gli adulti. Si svolgeranno al museo Archeologico di Stabia Libero D’Orsi sabato 25 alle 11 per gruppi di massimo 10 bambini. Prenotazione obbligatoria (solo whastapp) al seguente numero: 3478304358. E a Villa San Marco (ingresso gratuito), domenica 26 alle 11 per gruppi di massimo 20 persone. Prenotazione obbligatoria (solo whastapp) al seguente numero: 3337375689.

Panoramica della Villa B di Oplontis (foto parco archeologico di pompei)

OPLONTIS: Villa di Poppea. Al sito di Oplontis saranno proposte in collaborazione con il Gruppo Storico Oplontino visite gratuite per famiglie e bambini dedicate ai Giochi e giocattoli dei piccoli oplontini. Domenica 26 settembre 2021, alle 10 e alle 11. Gruppi di max 20 persone. Prenotazione obbligatoria al seguente numero: 3914737154. Visita straordinaria alla Villa B di Oplontis: dopo il successo delle visite straordinarie alla cosiddetta Villa B, nota anche come Villa di Lucius Crassius Tertius, e prima di quest’anno mai aperta al pubblico, saranno riproposte ulteriori visite in occasione delle Giornate europee del Patrimonio, secondo i seguenti turni: sabato 25, dalle 15,30 alle 18 e domenica dalle 10 alle 12,30.  Prenotazione consigliata ai seguenti numeri: +39 333 307 8635 e +39 081.8612704 o via mail: mirella.azzurro@gmail.com.

BOSCOREALE: Villa Regina. Visite gratuite per famiglie e bambini a cura della Pro Loco Villa Regina di Boscoreale, sabato 25  ore 10 e  ore 11. Non è necessaria la prenotazione. 

LONGOLA. Nel sito protostorico in località Longola Poggiomarino, insediamento perifluviale frequentato dalla media Età del Bronzo fino al VI sec. a.C., sono previste visite per famiglie e bambini, domenica 26 settembre alle 10 e alle 18. Non è necessaria la prenotazione.

Danilo Ragona e Luca Paiardi sulla loro carrozzina attraversano una strada di Pompei sui passaggi pedonali sopraelevati (foto parco archeologico di Pompei)

Visite per persone con disabilità. POMPEI. Il sito archeologico di Pompei è stato tra le prime aree archeologiche a disporre di un percorso per la visita senza barriere che consente di  attraversare tutta l’area archeologica dall’ingresso di Piazza Anfiteatro al Foro, seguendo il percorso di oltre 3 km “Pompei per tutti”. Oltre al percorso “Pompei per tutti” sempre percorribile, il Parco metterà a disposizione per la giornata di sabato 25 e domenica 26 settembre 2021 alle 11, visite “silenziose” in linguaggio LIS. Le visite saranno a cura delll’ENS (Ente Nazionale Sordi) su prenotazione obbligatoria alla seguente mail: napoli@ens.it. Ingresso da Piazza Anfiteatro.​

L’affresco di Arianna e Teseo che ha dato il nome alla Villa Arianna di Stabia (foto parco archeologico di Pompei)

STABIA: Villa San Marco e Villa Arianna, museo Archeologico Libero D’Orsi. Visite per non udenti con servizio di interpretariato LIS anche a Villa San Marco e Villa Arianna, sabato 25 settembre alle 15 e alle 17 (gruppi di massimo 15 persone) e al museo Archeologico di Stabia Libero D’orsi, domenica 26 settembre in due turni di visita alle 10 e alle 12 (gruppi di massimo 10 persone), a cura dell’Associazione Disabili di Gragnano e dell’Associazione Sordi Campani. Prenotazione obbligatoria al 3337300908 o 3383718016.

Iniziative digitali. Nell’ambito del Protocollo Campania tra le mani, itinerari inclusivi nei luoghi d’arte, coordinato dal Servizio di Ateneo per le Attività degli studenti con Disabilità dell’università Suor Orsola Benincasa, a cui aderiscono numerose istituzioni dei beni culturali campane e le maggiori associazioni delle persone con disabilità, sono stati realizzati alcuni supporti esplicativi di alcuni luoghi significativi di Pompei con strumenti  e linguaggi adeguati al superamento delle limitazioni sensoriali. Per l’occasione sarà proposto un video racconto introduttivo al sito, con un focus sull’edificio dell’anfiteatro. Il video si aggiunge agli altri video già realizzati nelle stesse modalità e presenti sul sito del Parco nella sezione accessibilità http://pompeiisites.org/info-per-la-visita/pompei-per-tutti/accessibilita-pompei/. Il testo della narrazione è stato realizzato con la supervisione dell’associazione FIADDA Campania, mentre la registrazione audio è stata curata del Centro Nazionale del Libro Parlato intitolato a Francesco Fratta, su iniziativa del Presidente dell’Unione nazionale ciechi, Mario Barbato. La voce narrante conduce l’utente alla scoperta dei luoghi , attraverso un audio e un linguaggio visivo che è in grado di raggiungere con la massima immediatezza chiunque, superando le varie limitazioni sensoriali. E ancora per Stabia è stato realizzato un video racconto in linguaggio LIS della  Villa San Marco, a cura del Parco archeologico di Pompei, disponibile sul sito web istituzionale.

Una suggestiva immagine del cuore di Pompei, il foro, illuminato per le visite serali (foto parco archeologico di pompei)

Aperture serali. La sera del 25 settembre 2021 sono previste aperture notturne straordinarie dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso 22) nei siti di Pompei, Villa di Poppea, Villa Regina, museo Archeologico di Stabia Libero D’Orsi- Reggia di Quisisana e sempre al costo simbolico di 1 euro. Prenotazioni consigliate sul sito www.ticketone.it  (costo prenotazione on-line 1,50 euro). In aggiunta, in tutti i siti è possibile richiedere visita accompagnata dedicato al tema della donna, a cura di Scabec al costo di 5 euro. Le visite sono per massimo 20 persone (10 per il museo Archeologico di Stabia Libero D’Orsi – 15 per Villa Regina). L’acquisto dei biglietti per i siti esterni è possibile esclusivamente on-line sul sito www.ticketone.it o presso la biglietteria di Pompei e Oplontis. Possibilità di acquisto del biglietto per Villa Regina e il museo Archeologico di Stabia Libero D’Orsi- Reggia di Quisisana anche presso la biglietteria di Pompei. A Pompei si potrà accedere dall’ingresso di porta Marina all’area del Foro e oltre alla visita accompagnata a cura di Scabec, sarà anche possibile in alternativa scegliere una visita straordinaria gratuita ai depositi/granai del Foro. Gruppi di massimo 10 persone. Prenotazione consigliata sul sito www.ticketone.it (+ 1,50 euro di prevendita on-line). L’accesso per i disabili è da piazza Esedra con utilizzo dell’ascensore dell’Antiquarium, da segnalare al personale all’ingresso. Per il 25 sera a Boscoreale sono, inoltre, previsti due momenti musicali blues con chitarra e basso alle 20,30 e 21,30 a cura della Pro Loco Villa Regina. Inoltre, il 24 settembre sarà prevista una ulteriore apertura straordinaria serale di Pompei, dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso 22) che prevede solo accesso all’area del Foro. Costo di ingresso al sito 5 euro.

Barumini. La mostra “Humanum. La Sardegna e la Campania da Su Nuraxi a Pompei” racconta i legami tra Sardegna e Campania. La vernice nell’ambito del 7° Expo del Turismo Culturale in Sardegna con le eccellenze culturali, l’artigianato artistico e l’enogastronomia nell’area archeologica Su Nuraxi, laboratori e incontri nel centro “G. Lilliu”

Una fase dell’allestimento della mostra “Humanum. La Sardegna e la Campania da Su Nuraxi a Pompei” (foto fondazione barumini / mann)
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La locandina della mostra La mostra “Humanum. La Sardegna e la Campania da Su Nuraxi a Pompei”, dal 2 luglio 2021 al 10 gennaio 2022, al Centro “Giovanni Lilliu” a Barumini

La mostra “Humanum. La Sardegna e la Campania da Su Nuraxi a Pompei”, dal 2 luglio 2021 al 10  gennaio 2022, al Centro di Comunicazione e Promozione del Patrimonio Culturale “G.Lilliu” a Barumini vicino all’area archeologica “Su-Nuraxi”, racconta i legami tra Sardegna e Campania. La Fondazione Barumini Sistema Cultura e il Comune di Barumini, nonostante il momento di grave difficoltà per i noti fatti che hanno colpito l’Italia e il Mondo, decidono comunque di mantenere viva la propria offerta culturale, e di contribuire alla ripartenza con una mostra di grande prestigio scientifico. Un sforzo importante per mettere a disposizione dei turisti, ma soprattutto, di tutti gli studenti della Sardegna, contenuti che danno riscontro di traiettorie che hanno caratterizzato la Storia della civiltà mediterranea. E in questo contesto, la Fondazione rinnova il profilo delle sue attività non soltanto riguardo alla gestione di “Su Nuraxi”, sito archeologico Patrimonio Unesco e meta di migliaia di turisti l’anno, ma anche per quanto riguarda il Centro di Promozione G. Lilliu, su cui verranno concentrate sempre più iniziative che ne rinforzeranno il ruolo di promozione della divulgazione scientifica e di offerta culturale secondo una programmazione costante e attenta alle esigenze dei cittadini della Sardegna soprattutto, ma sempre in un’ ottica di rilancio dell’identità a livello nazionale. Fondamentale è il contributo del museo Archeologico nazionale di Napoli. Il direttore Paolo Giulierini ha sposato con entusiasmo la proposta di collaborazione della Fondazione, dimostrando così flessibilità e visione che ne sanciscono il riconosciuto successo, e riuscendo in pochi mesi a programmare un prestito di reperti di altissimo livello scientifico.

L’allestimento della mostra “Humanum. La Sardegna e la Campania da Su Nuraxi a Pompei” (foto fondazione barumini / mann)

La mostra, a cura di Andreina Ghiani e Marialucia Giacco con la collaborazione scientifica di Antonio M. Corda (università di Cagliari), Caterina Lilliu (Fondazione Barumini Sistema Cultura), Gianfranca Salis (soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna), si apre con una sezione dedicata alla Sardegna con reperti databili tra la seconda metà del ferro e l’età imperiale romana. Si rappresenta il processo di trasformazione e l’incontro delle culture indigene che hanno animato la storia della Sardegna fino all’incontro con il mondo romano. Frammenti e vasi punici, testimonianze della frequentazione di Su Nuraxi fino all’ esempio emblematico del tempio di Antas, un luogo sacro dedicato al dio Sardus Pater Babai,   o Sid Addir per i cartaginesi, figlio di Melkart identificato con Ercole, e ancora abilitato a culto fino a Caracalla. L’incontro fra i popoli dunque, come ci mostrano le iscrizioni che arrivano direttamente dalla Campania in osco e in volsco e che ci raccontano di un territorio, quello delle città vesuviane, frequentato prima dell’arrivo dei romani da popolazioni che hanno scritto la storia del Mediterraneo.

Bronzi romani alla mostra “Humanum. La Sardegna e la Campania da Su Nuraxi a Pompei” (foto mann)

Ci si addentra poi nel cuore della mostra, per arrivare a Pompei tra scene di vita quotidiana: Pompei nella ricostruzione del suo splendore e rappresentata in tutta la sua umanità conservata intatta nel momento in cui il grande gigante decise di suggellare con la sua colata lavica una storia. Per gentile concessione del parco archeologico di Pompei e del direttore Gabriel Zuchtriegel sarà esposto al pubblico la copia di un calco di vittima dell’eruzione del 79 d.C.

La locandina del 7° Expo del Turismo culturale in Sardegna a Barumini

La mostra “Humanum” apre all’interno della due giorni del 7° Expo a Barumini. Dopo un anno di stop a causa della pandemia da Covid 19, torna a Barumini l’Expo del Turismo Culturale in Sardegna, uno degli eventi più importanti per la promozione del turismo culturale in Sardegna e per la commercializzazione dell’offerta turistica sarda in Italia e all’estero. Giunta alla sua settima edizione, la manifestazione si propone come occasione di scambio tra gli operatori culturali e gli altri settori e comparti produttivi della Sardegna legati al turismo, ponendo le basi per la costruzione di una valida e reale alternativa al modello di turismo balneare, fortemente localizzata e stagionale, a favore del turismo nelle zone interne, fruibile durante tutto l’anno. Il 2 e 3 luglio 2021 nella suggestiva cornice dell’area archeologica SU NURAXI saranno in mostra le eccellenze dei beni culturali, all’artigianato artistico e all’enogastronomia della Sardegna e al Centro GIOVANNI LILLIU si terranno importanti convegni e laboratori. Per info e prenotazioni: 070 9368128, amministrazione@fondazionebarumini.it, expo@fondazionebarumini.it.

Il nuraghe Su Nuraxi a Barumini (foto mae-mic)
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Il Centro di Comunicazione e Promozione del Patrimonio Culturale “Giovanni Lilliu” a Barumini (foto fondazione Barumini)

Il programma di venerdì 2 luglio 2021. Alle 10, apertura degli stand espositivi nell’area archeologica Su Nuraxi. Sempre alle 10, al Centro “G. Lilliu”, laboratori didattici a cura della Fondazione Barumini Sistema Cultura, e la tavola rotonda “Musei e luoghi della cultura a confronto. I nuovi strumenti di comunicazione”. Francesco Muscolino, direttore della Direzione regionale Musei Sardegna e direttore del museo Archeologico nazionale di Cagliari; Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli; Valentino Nizzo, direttore museo nazionale Etrusco di Villa Giulia; e Maura Picciau, soprintendente per l’Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e sud Sardegna, si confronteranno sul tema  “identità culturale e gli scambi” fra i popoli e le civiltà che hanno animato la storia dell’Italia più antica, in un approfondimento del progetto scientifico della mostra. Ma quali sono le aspettative e i cambiamenti nei Beni Culturali nel campo della valorizzazione e della digitalizzazione verso soprattutto il nuovo pubblico? Ne parleranno due prestigiosi professionisti nonché autori di best seller del settore. Il prof. Ludovico Solima, autore di saggi di economia e professore ordinario di Economia e gestione delle imprese , titolare della cattedra di Management delle imprese culturali all’università della Campania “Luigi Vanvitelli”, insegna anche Management dei musei all’università Suor Orsola Benincasa di Napoli; ed Elisa Bonacini, autrice di saggi e Courtesy Visiting Adjunct Professor Institute for Digital Exploration (IDEx), Department of History, University of South Florida – Board of Fellows IEMEST – Euro-Mediterranean Institute of Science and Technology, Palermo. Pomeriggio al centro “G. Lilliu”: alle 16, laboratorio del gusto “Colori, sapori e valori delle erbe officinali e aromatiche della Sardegna” a cura di Slow Food Sardegna; alle 18, inaugurazione della mostra archeologica “Humanum. Sardegna e Campania da Su Nuraxi a Pompei” in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Napoli e la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna, con il patrocinio del Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’università di Cagliari; alle 18, laboratorio del gusto “Profumi e colori dei mieli della Sardegna” a cura di Slow Food Sardegna; alle 19, presentazione del nuovo impianto di illuminazione notturna nel sito Unesco Su Nuraxi a cura della Direzione Regionale Musei Sardegna. La giornata si conclude alle 21.30, nell’area archeologica Su Nuraxi, concerto Nuragika con Gavino Murgia trio (Gavino Murgia – Marcello Peghin – Alessandro Garau) e la partecipazione di Luigi Lai -Marcello Floris – Tenore Gòine di Nuoro.

Una sala del Centro di Comunicazione e Promozione del Patrimonio Culturale “Giovanni Lilliu” (foto fondazione barumini)
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Il nuraghe Su Nuraxi di Barumini è sito Unesco dal 1997

Programma di sabato 3 luglio 2021. Alle 10, all’area archeologica Su Nuraxi, apertura degli stand espositivi; alle 10, ma al centro “G. Lilliu”, laboratori didattici a cura della Fondazione Barumini Sistema Cultura; alle 10.30, webinar sui valori Unesco: Management del patrimonio mondiale per lo sviluppo turistico-culturale a cura dell’UNINT; alle 12.30, laboratori didattici a cura della Fondazione Barumini Sistema Cultura; alle 17, animazione per bambini a cura di Kecco Spettacoli; alle 17.30, presentazione del catalogo della mostra “Mario Cesare. Dalla tela dipinta alla forma scolpita” a cura dell’associazione Mario Cesare. Infine, all’area archeologica Su Nuraxi, alle 19.30, Photowalk al tramonto; alle 19.30, Wine Festival, con intrattenimento musical; alle 21, inaugurazione e apertura al pubblico delle visite guidate notturne nel sito Unesco Su Nuraxi.

“Pompei. La città viva”: è il primo podcast prodotto per il parco archeologico di Pompei con la collaborazione di Electa. Sei episodi da ascoltare raccontano la storia e l’evoluzione di una delle più grandi ricchezze del patrimonio italiano

La copertina di “Pompei. La città viva”, il primo podcast prodotto da Piano P per il parco archeologico di Pompei con la collaborazione di Electa

“Vivere” Pompei ascoltando. Dall’8 gennaio 2021 si potrà ascoltare “Pompei. La città viva”, il primo podcast prodotto da Piano P, piattaforma italiana dei podcast giornalistici, per il Parco Archeologico di Pompei, in collaborazione con Electa, in occasione della prossima riapertura al pubblico dell’Antiquarium di Pompei. “Pompei è la città morta più viva che mai…”, “Pompei è un pilastro della nostra cultura e della nostra memoria…”, “Pompei è un mondo ed è anche il mio mondo…”, “Pompei continua a stupirci e lo farà sempre…” sono solo alcune delle dichiarazioni che si possono ascoltare nel trailer di presentazione del podcast (Trailer. Dall’8 gennaio 2021 il primo podcast su Pompei – Pompei. La città viva | Podcast on Spotify). Autori dei testi: Carlo Annese, Enrico Racca, Lucia Stipari; speaker: Matteo Alì, Arianna Granata; illustrazione della cover: Joey Guidone; musiche originali: Nicola Scardicchio, Michele Bozzi, flauto; Antonella Pecoraro, arpa; montaggio e post-produzione: Giacomo Qualcuno; Editing: Giulia Pacchiarini.

Il direttore generale del Parco archeologico di Pompei Massimo Osanna nella cucina ricostruita alla Fullonica di Stephanus (foto parco archeologico Pompei)

La serie prevede 6 episodi, con uscita settimanale il venerdì dall’8 gennaio 2021. Gli episodi saranno disponibili all’ascolto su Spotify, Spreaker, Apple Podcast e su tutte le principali app gratuite per l’ascolto dei Podcast. Sei episodi, condotti da Carlo Annese, nei quali ventisei tra accademici, archeologi, artisti e scrittori, insieme al direttore Massimo Osanna, raccontano la storia e l’evoluzione di una delle più grandi ricchezze del patrimonio italiano: dalla tragica eruzione del Vesuvio che nel 79 d.C. fece scomparire una città intera sotto una coltre di cenere e lapilli alla scoperta casuale che diede inizio agli scavi nel 1748, fino all’ultimo straordinario rilancio del Parco archeologico. Da alcuni anni, infatti, Pompei è una delle mete più richieste del turismo mondiale e non smette di rivelare sempre nuove, sorprendenti testimonianze del suo passato.

Il corto “Pompei. Eternal emotion” di Pappi Corsicato rientra in un progetto di valorizzazione dell’area pompeiana

Valeria Parrella, Pappi Corsicato, Catharine Edwards, Maurizio De Giovanni, Andrea Marcolongo e molti altri contribuiscono a ricostruire la vita quotidiana, le arti e i costumi della città antica – dal cibo all’erotismo, dall’architettura delle domus ai giardini – mettendoli in relazione con i nostri tempi. Insieme a Cesare De Seta e Anna Ottani Cavina analizzano l’influenza che Pompei ha esercitato sulla cultura degli ultimi tre secoli, dal pensiero illuminista sulla catastrofe alla fascinazione dei viaggiatori romantici del Grand Tour fino ai best-seller sugli ultimi giorni prima della tragedia. E con Maria Pace Ottieri scoprono innumerevoli punti di contatto con la realtà di oggi, a cominciare dal rischio che corrono i 700mila abitanti dei sette Comuni dell’area vesuviana. “Quelle rovine ci dicono che siamo sostanzialmente gli stessi”, dice il popolare scrittore napoletano Maurizio De Giovanni. “Quella città, con i suoi mercati e le sue case, con la sua divisione tra una borghesia commerciale e i suburbi popolari, ricalca nella stessa identica maniera quella che sarebbe oggi la città, se la si fotografasse in una situazione simile. E speriamo che non avvenga mai”.

Il Grande Progetto Pompei, quinquennale, è stato avviato nel 2014

Episodio 1. Il museo vivente. La città più antica del mondo vive nel presente e parla al futuro. Il clamoroso “effetto Pompei”, che ha portato il Parco archeologico quasi a raddoppiare i visitatori nel giro di pochi anni sfiorando i 4 milioni nel 2019, è il frutto di uno dei più ambiziosi interventi mai visti in Italia. Il Grande Progetto Pompei, avviato nel 2014 dopo decenni di incuria e cattiva gestione, coincide con l’ennesima rinascita della città, un patrimonio unico al mondo che il direttore Massimo Osanna ha trasformato in un brand internazionale e in un luogo che non smette di rivelare sempre nuove, straordinarie tracce della sua storia. Intervengono: Maurizio De Giovanni, scrittore; Catharine Edwards, docente di Classici e Storia Antica al Birkbeck College di Londra; Antonia Falcone, archeoblogger; Francesco Jodice, artista visuale; Andrea Marcolongo, giornalista e scrittrice; Massimo Osanna, direttore del Parco archeologico di Pompei e direttore generale dei musei italiani; Luana Toniolo, funzionario archeologo; Andrea Viliani, responsabile del Centro di Ricerca del Castello di Rivoli.

L’altro lato del bancone del termopolio scoperto nella Regio V di Pompei con decorazione di anatre, un gallo e un cane da guardia al guinzaglio (foto Luigi Spina)

Episodio 2. Vivere a Pompei: dall’arte allo street food. Pompei, museo a cielo aperto, è la maggiore fonte di informazioni sulla vita quotidiana degli antichi romani. E ogni nuovo ritrovamento, come in un puzzle, compone un’immagine in perenne mutamento e regala infinite sorprese. Seguendo idealmente due uomini nel loro ultimo giorno, prima dell’eruzione del Vesuvio, passeggeremo tra le strade traboccanti di vita e scopriremo la Pompei delle botteghe e la Pompei città d’arte, le taverne e le domus affrescate, simbolo di status sociale. Assaggeremo il vino che si è ripreso a produrre da alcuni anni e osserveremo gli edifici ancora intatti che all’inizio del ‘900 offrirono a Le Corbusier le basi per la sua idea di architettura. Intervengono: Giuseppe Di Napoli, docente di Disegno e Colore allo IED di Milano; Massimo Montanari, docente di Storia dell’Alimentazione all’università di Bologna; Fabrizio Pesando, docente di Archeologia e Storia dell’Arte romana all’università Orientale di Napoli; Carlo Rescigno, docente di Archeologia classica all’università della Campania “Luigi Vanvitelli”; Grete Stefani, funzionario archeologo; Marida Talamona, docente di Storia dell’Architettura contemporanea all’università Roma 3; Luana Toniolo, funzionario archeologo.

“L’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.” dipinto di Pierre-Henri de Valenciennes (1813) conservato al musée des Augustins di Tolosa

Episodio 3. Cinquantamila volte Hiroshima. Vivere sotto la minaccia della catastrofe, ieri e oggi. Senza saperlo, come accadde ai pompeiani del primo secolo dopo Cristo, oppure essendone perfettamente consapevoli, com’è oggi per i 700mila abitanti dei sette Comuni della vasta area vesuviana che vivono all’ombra del vulcano. La tragica eruzione che in meno di venti ore, il 24 ottobre dell’anno 79, proiettò in aria dieci miliardi di tonnellate di magma, vapori e gas, seppellendo la città, ha influenzato la scienza, da Plinio il Giovane alla vulcanologia moderna. E ha dato origine a una filosofia del disastro che ha avuto in Rousseau e negli Illuministi i principali interpreti. Intervengono: Francesca Bianco, direttore dell’Osservatorio vesuviano di vulcanologia di Napoli; Luigi Gallo, storico dell’arte e direttore della Galleria nazionale delle Marche di Urbino; Maria Pace Ottieri, giornalista e scrittrice; Valeria Parrella, scrittrice; Andrea Tagliapietra, docente di Storia della Filosofia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

L’archeologo Amedeo Maiuri tra gli scavi di Pompei

Episodio 4. I volti della ricerca. La storia di Pompei è anche la storia epica degli scavi, iniziati nel 1748 sotto Re Carlo di Borbone e tuttora in corso, e con la prospettiva di altri importanti ritrovamenti nei 22 ettari ancora da scoprire. Raccontiamo il romanzo della rinascita della città antica, una saga popolata da uomini e donne che, spesso con colpi di genio, hanno restituito Pompei alla vita: da Giuseppe Fiorelli, l’inventore della celebre tecnica dei calchi, a Vittorio Spinazzola, che ebbe l’intuizione del museo diffuso; da Amedeo Maiuri, il “principe degli archeologi” (come lo definì Guido Piovene), ad Annamaria Ciarallo, che ha ricostruito la flora del tempo, fino a Massimo Osanna, che ha traghettato il Parco Archeologico in una nuova dimensione. Intervengono: Andrea Marcolongo, giornalista e scrittrice; Massimo Osanna, direttore del Parco archeologico di Pompei e direttore generale dei musei italiani; Valeria Parrella, scrittrice; Grete Stefani, funzionario archeologo; Luana Toniolo, funzionario archeologo; Andrea Viliani, responsabile del Centro di Ricerca del Castello di Rivoli.

L’affresco con Leda e il Cigno, rinvenuto negli scavi della Regio V alla fine del 2018, è una delle più importanti scoperte recenti a Pompei (foto parco archeologico Pompei)

Episodio 5. La città dell’amore. Uno dei ritrovamenti più recenti è anche il più affascinante: un piccolo, splendido affresco, sulla parete di una ricca domus, che ritrae Leda sedotta da Zeus. Per poterla avvicinare, il dio ha assunto l’aspetto di un cigno e si protende verso di lei quasi a chiederle un bacio. Le immagini a tema erotico sono molto frequenti, e non solo nelle stanze da letto, confermando l’idea, maturata nei secoli, di Pompei città del piacere, dove la vanità veniva alimentata da gioielli, profumi e unguenti. Fra verità e leggenda, entriamo nei luoghi che da sempre colpiscono l’immaginario popolare e degli studiosi: il lupanare, le terme pubbliche, ma anche gli spazi privati dove si svolgeva la prostituzione. Ancora oggi la città trasuda sensualità e ci racconta un’idea di bellezza che rappresenta un punto di riferimento anche per i canoni estetici attuali. Intervengono: Ria Berg, docente di Archeologia e Studi classici all’università di Helsinki; Pappi Corsicato, regista; Catharine Edwards, docente di Classici e Storia antica al Birkbeck College di Londra; Valeria Parrella, scrittrice; Fabrizio Pesando, docente di Archeologia e Storia dell’Arte romana all’università Orientale di Napoli; Danda Santini, direttore di Amica e IoDonna.

Un frame del video “Pink Floyd. Live at Pompeii” girato nell’anfiteatro nel 1971

Episodio 6. Dal Grand Tour a Lonely Planet. La scoperta di Pompei, a metà del Settecento, è una vera rivoluzione, che sposta il baricentro dell’attenzione verso Sud. L’apertura degli scavi fa cambiare le rotte del Grand Tour europeo, e a Pompei arrivano in visita intellettuali e grandi artisti: da Winckelmann a Goethe, da Mozart a Picasso, fino ai… Pink Floyd. Nel frattempo cresce anche l’attrazione per il momento più drammatico per la città antica: l’eruzione del Vesuvio. Gli ultimi giorni di Pompei diventano un best seller nella letteratura, nella lirica e nel cinema, da Edward Bulwer-Lytton a Robert Harris, da Giovanni Pacini a Sergio Leone. Pompei diventa così un generatore di storie, che i nuovi ritrovamenti continuano a rendere praticamente inesauribile. Intervengono: Maurizio De Giovanni, scrittore; Cesare De Seta, professore emerito di Storia dell’Architettura all’università Federico II di Napoli; Luigi Farrauto, autore delle guide Lonely Planet; Luigi Gallo, storico dell’arte e direttore della Galleria nazionale delle Marche di Urbino; Anna Ottani Cavina, docente di Storia dell’Arte alla Johns Hopkins University di Bologna; Paola Villani, docente di Letteratura italiana all’università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Per la “Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità” il parco archeologico di Pompei estende il percorso “Pompei per tutti”, realizza iniziative per visitatori con disabilità sensoriale, e lancia la rubrica “Lungo le strade di Pompei”

Danilo Ragona e Luca Paiardi sulla loro carrozzina attraversano una strada di Pompei sui passaggi pedonali sopraelevati (foto parco archeologico di Pompei)

Il Parco archeologico di Pompei in occasione della “Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità” in programma il 3 dicembre 2020 si propone, attraverso una serie di iniziative, di sottolineare e promuovere l’importanza dell’accesso al patrimonio culturale secondo i principi della massima inclusione di ciascun cittadino, senza limitazioni o distinzioni. Già nel 2016 Pompei era stato tra i primi siti archeologici ad introdurre il percorso “Pompei per tutti”, dedicato alle persone con difficoltà motorie. A differenza del passato, quando la possibilità di visitare in carrozzina il sito era limitata alle sole aree nei pressi dell’anfiteatro, l’itinerario “Pompei per tutti”, di oltre 3km consente oggi di attraversare interamente la città archeologica dall’ingresso di piazza Anfiteatro fino a Porta Marina, con accesso ai principali edifici.

L’itinerario è stato percorso in più occasioni da alcuni testimonial d’eccezione che hanno lasciato al riguardo le loro testimonianze video e i loro consigli. Danilo Ragona e Luca Paiardi del Progetto Viaggio Italia, che hanno raccontato le loro diverse esperienze di viaggio nella Rubrica “Viaggiatori in Carrozza” su Kilimangiaro di RaiTre e  Maria Venditti, attiva nel mondo dell’innovazione sociale, della cooperazione e dell’associazionismo, e in particolare nella promozione dei diritti delle persone con disabilità nella rete FISH Onlus. Collabora con ItaliAccessibile, blog impegnato sui temi dell’accessibilità legata al mondo del turismo, della cultura e dello sport. Grazie all’adeguamento di altri edifici il percorso “Pompei per tutti” sarà ulteriormente esteso e sarà possibile per i visitatori con disabilità conoscere altri luoghi, nell’ottica della più ampia inclusione.

Maria Venditti in carrozzina nella Casa della Venere in conchiglia a Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

Il Parco, inoltre, nell’ambito del Protocollo Campania tra le mani. Itinerari inclusivi nei luoghi d’arte, coordinato dal Servizio di Ateneo per le Attività degli studenti con Disabilità dell’università Suor Orsola Benincasa, a cui aderiscono numerose istituzioni dei beni culturali campane e le maggiori associazioni delle persone con disabilità, sta attivando una serie di azioni volte ad assicurare la fruizione del parco da parte dei visitatori disabili, con particolare attenzione alle persone con disabilità sensoriale.

È stato realizzato allo scopo un video racconto della casa di Venere, e in particolare dell’affresco che dà il nome alla dimora. Il testo della narrazione è stato realizzato con la supervisione dell’associazione FIADDA Campania, mentre la registrazione audio è stata curata dal Centro Nazionale del Libro Parlato intitolato a Francesco Fratta, su iniziativa del Presidente dell’Unione nazionale ciechi, Mario Barbato. La voce narrante conduce l’utente alla scoperta dell’affresco, attraverso un audio e un linguaggio visivo che è in grado di raggiungere con la massima immediatezza chiunque, superando le varie limitazioni sensoriali. Questo primo video sperimentale, farà parte di una serie di video racconti che tratteranno anche altri luoghi, affreschi e/o reperti dei siti archeologici del Parco.

Danilo Ragona e Luca Paiardi in carrozzina nell’anfiteatro di Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

Con lo stesso obiettivo di ampliare la conoscenza del sito, attraverso i canali digitali, soprattutto in questo momento di difficoltà a fruire dal vivo i musei e il luoghi di cultura, il Parco archeologico ha prodotto una serie di video con  sottotitoli in italiano, con l’auspicio di rendere più immediata la comprensione alle persone con difficoltà uditive. Tra queste nuove iniziative la rubrica “Lungo le strade di Pompei” , che illustrerà i principali edifici di Pompei, attraverso il racconto di una guida, con la collaborazione di CoopCulture nell’ambito delle attività didattiche del Parco. Tutti i video sono disponibili dal 3 dicembre 2020 sul sito web www.pompeiisites.org  e sui canali social del Parco.

Giornata mondiale per le persone con disabilità. Il museo Archeologico nazionale di Napoli posta sui canali social podcast audio sull’Ermes a riposo e foto-racconto sui percorsi tattili nella Collezione Magna Grecia

Bassorilievo tattile del Vaso di Dario conservato nella Collezione Magna Grecia del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

Giovedì social nel segno dell’inclusione al museo Archeologico nazionale di Napoli per la Giornata mondiale per le persone con disabilità. L’accessibilità al patrimonio culturale è ancor più una priorità nei giorni di chiusura dei Musei a causa dell’emergenza Coronavirus: per questo, la Giornata Mondiale per le persone con disabilità, il 3 dicembre 2020, assume un particolare significato. Sulle piattaforme Facebook ed Instagram del Mann saranno condivisi post, che rappresenteranno non soltanto una sintesi di quanto fatto sinora, ma anche una proiezione verso le iniziative da realizzare in futuro.

L’Ermes a riposo, bronzo da Ercolano, conservato nella Collezione della Villa dei Papiri al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Luigi Spina)

Si parte alle 9 del 3 dicembre 2020 con un podcast audio, destinato, in primis, alle persone cieche ed ipovedenti: l’iniziativa è frutto della collaborazione tra i Servizi Educativi del Mann e la rete “Campania tra le mani”, coordinata dal Servizio di Ateneo per Attività di studenti con Disabilità (SAAD) dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli. La narrazione si concentra sulla collezione della Villa dei Papiri: tra i celebri capolavori del Museo è stata selezionata, per il primo e breve podcast, la celebre scultura dell’Ermes a riposo; l’opera, ritrovata ad Ercolano, è ritenuta una copia romana di un originale greco  (IV sec. a.C.)  attribuito a Lisippo.

Bassorilievo tattile delle Danzatrici di Ruvo nella Collezione Magna Grecia del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

In prospettiva, saranno previsti approfondimenti sui reperti della Napoli antica e sulle opere rappresentative delle collezioni museali. Per rendere i contenuti fruibili da tutti, il testo – disponibile on-line – è stato curato in collaborazione con l’associazione FIADDA onlus Campania (Famiglie Italiane Associate in difesa dei diritti degli Audiolesi), mentre l’audio è stato realizzato dal Centro Nazionale del Libro Parlato “F. Fratta” dell’Unione Italiana Ciechi e ipovedenti ha realizzato l’audio; immagini di Luigi Spina e Giorgio Albano arricchiranno il contenuto multimediale. Durante la giornata sarà postato anche un foto-racconto dei percorsi tattili realizzati nella Collezione Magna Grecia del Mann, progettata proprio per essere accessibile a tutti i visitatori; infine, condivise online anche le video-guide in LIS, incluse nel progetto “Conoscere per crescere”.

Napoli. In diretta Fb la presentazione dei saggi su “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, la mostra al museo Archeologico nazionale di Napoli prorogata fino al 31 agosto. Pronto un documentario sull’esposizione

L’Atlante Farnese simbolo e fulcro della mostra “Thalassa” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

Il viaggio alla scoperta delle meraviglie sommerse dal Mediterraneo non si ferma: la mostra “Thalassa” al museo Archeologico nazionale di Napoli è prorogata al 31 agosto 2020. Ancora due mesi quindi per poter visitare nel Salone della Meridiana non soltanto i reperti provenienti da importanti scavi subacquei nel Mediterraneo, ma anche opere che raccontano le suggestioni esercitate dal Mare nostrum sull’iconografia antica; il prestito, da parte della soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, di un’ancora (II sec. a.C.), un remo ed un albero (età imperiale) di un’imbarcazione, rappresenta un suggestivo completamento dell’esposizione.

Alcuni preziosi reperti del carico recuperato dal relitto di Antykithera alla mostra “Thalassa” (foto Graziano Tavan)

Luigi Fozzati uno dei curatori della mostra “Thalassa” al Mann (foto Graziano Tavan)

Non solo una mostra, ma anche un importante progetto di ricerca, proiettato verso il prossimo futuro: mercoledì 1° luglio 2020 (alle 12), in diretta Facebook dal Salone della Meridiana, i curatori dell’exhibit Paolo Giulierini, Salvatore Agizza, Luigi Fozzati e Valeria Li Vigni, presentano il volume “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo. Saggi” (Electa Editore); all’incontro, interverranno anche Cherubino Gambardella e Simona Ottieri (responsabili allestimento della mostra). Parallelamente al volume, l’evento sarà anche l’occasione per il lancio del trailer del documentario dedicato all’esposizione: il documentario è diretto da Antonio Longo e scritto dallo stesso Longo con Salvatore Agizza. Un mare di idee per una mostra che ha creato rete tra istituzioni; “Thalassa” ha ottenuto il patrocinio morale di: ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione Campania, Comune di Napoli ed Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centrale (Napoli-Salerno-Castellammare di Stabia), università di Salerno, università “L’Orientale” e università Suor Orsola Benincasa di Napoli. L’esposizione è stata realizzata anche in collaborazione con la Scuola Archeologica di Atene, l’università di Bari, l’università “Parthenope”, ENEA ed INGV.

#iorestoacasa. Il museo Archeologico nazionale di Napoli mette online la grande mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”. Il direttore Giulierini guida alla scoperta dei tesori dell’archeologia subacquea

La locandina della mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo” dal 12 dicembre 2019 al 9 marzo 2020

Partiamo alla scoperta della mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, chiusa al 9 marzo 2020 e on line dal 24 aprile 2020. Ci guida il Direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, che ha curato l’esposizione con Salvatore Agizza, Lugi Fozzati, Sebastiano Tusa e Valeria Li Vigni. La grande mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, una vera e propria summa di quanto svelato dalla disciplina dell’archeologia subacquea dal 1950 sino a oggi, ha presentato circa quattrocento reperti, provenienti da prestigiose istituzioni italiane ed internazionali. Filo conduttore di questo originale itinerario è la scoperta del Mediterraneo che, sin dalle radici storiche più remote delle civiltà occidentali, era interpretato (e vissuto) secondo diverse accezioni: cultura, economia, società, religiosità, natura e paesaggio sono termini legati, da sempre, al Mare Nostrum. La mostra è nata, infatti, nel più ampio framework di collaborazione tra il Mann e l’assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana; questa sinergia è stata resa possibile grazie all’impegno del prof. Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale, scomparso tragicamente nella sciagura aerea di marzo 2019. L’exhibit è stato promosso anche in rete con il parco archeologico di Paestum, sede della mostra “gemella” “Poseidonia. Città d’acqua” su archeologia e cambiamenti climatici, e con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, che ospita il percorso espositivo su “I pionieri dell’archeologia subacquea nell’area flegrea e in Sicilia”. La mostra ha ottenuto il patrocinio morale di ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione Campania, Comune di Napoli e Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centrale (Napoli-Salerno-Castellammare di Stabia), università di Salerno, università “L’Orientale” e università Suor Orsola Benincasa di Napoli. L’esposizione è stata realizzata anche in collaborazione con la Scuola Archeologica di Atene, l’università di Bari, l’università “Parthenope”, ENEA ed INGV.