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Tarquinia. Nuovi scavi archeologici nella città etrusca a cura dell’università di Verona: affiorano resti di case tardo-repubblicane, sopra le quali è stato poi edificato il foro, e ambienti per attività produttive e commerciali

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Strada basolata accanto a una struttura a emiciclo a ridosso del muro del foro romano di Tarquinia (foto univr)

La domus del Mitreo a Tarquinia non risulterebbe essere una casa privata, ma la sede di attività produttive e commerciali. È quanto sta emergendo dalla nuova campagna in corso a Tarquinia, a cui partecipano numerose studentesse e studenti, dottorande e dottorandi dell’università di Verona, diretta da Attilio Mastrocinque, docente di Storia romana, coadiuvato dalla dottoressa di ricerca di ateneo Fiammetta Soriano. Le indagini si stanno focalizzando sull’ala occidentale del foro romano, scoperto grazie alle prospezioni geofisiche poco a sud dell’Ara della Regina. Come l’ala opposta, indagata l’anno scorso, anche questa risulta profondamente spogliata in epoca tardo-imperiale e stanno affiorando resti di case tardo-repubblicane, sopra le quali è stato poi edificato il foro. A ridosso del muro di fondo del foro è apparso un emiciclo in opera reticolata, vale a dire cemento con un bel paramento esterno in blocchetti di pietra. A fianco di questa struttura è venuto alla luce un tratto di strada basolata, che prosegue, a ridosso del foro, con blocchi ben squadrati, forse la base di un monumento.

Lo scavo è proseguito anche nella cosiddetta domus del Mitreo che, in realtà, non risulta essere una casa privata, ma la sede di attività produttive e commerciali. La notevole quantità di scorie di ferro, di strutture lavorative, di zone interessate dal fuoco fanno pensare che si trattasse della sede dei fabbri, forse del loro collegio professionale. La strutturazione di questo complesso di ambienti, stanze e pozzi, fu concepita nel II secolo a.C. e la sua vita continuò fino alla tarda antichità. Nelle precedenti campagne si sono trovati molti pesi da bilancia, fino a 100 libbre, circa 32 chili, che certamente servivano per prodotti molto pesanti. In una cisterna collassata in antico è venuta in luce una piattaforma in grossi blocchi di pietra, dalla quale parte una serie di canalette, delle quali una è dotata di un tubo in piombo e una di tubo in terracotta. Grazie agli scavi dell’università di Verona si cominciano a conoscere le infrastrutture che servivano allo smaltimento dei liquidi oppure alla captazione delle acque piovane, si trattava di un sistema sapiente che permetteva di fare a meno di un acquedotto, come ai tempi della Tarquinia etrusca.

Rovereto. I “Giovedì dell’Archeologia 2022” dedicati alla Preistoria dei monti Lessini, in presenza e on line. Chiara Reggio tra Neolitico ed Età del Bronzo (col caso di Colombare di Negrar) e Mara Migliavacca tra Bronzo ed Età del Ferro

rovereto_fmcr_giovedì-dell-archeologia-2022_locandinaRipartono in presenza le conferenze dei “Giovedi dell’Archeologia” della Fondazione Museo Civico di Rovereto: e queste del 2022 sono tutte “al femminile”, in linea con i temi del RAM film festival appena conclusosi. Sono infatti due archeologhe che incontreranno il pubblico in un ciclo dedicato alla Preistoria dei Monti Lessini, Chiara Reggio e Mara Migliavacca. Il primo appuntamento è giovedì 6 ottobre 2022, alle 18, in sala convegni “F. Zeni” al museo di Scienze e Archeologia di Rovereto, in Borgo santa Caterina, su “Archeologia e ambiente: il caso del sito di Colombare di Negrar e i Monti Lessini tra Neolitico ed età del Bronzo”, con Chiara Reggio, archeologa preistorica e paleoecologa. Affiliata all’università di Milano La Statale, è dal 2019 membro dello staff scientifico dello scavo archeologico di Colombare di Negrar di Valpolicella. Il secondo appuntamento è il 13 ottobre 2022, alle 18, su “I Monti Lessini dall’età del Bronzo all’età del Ferro” con Mara Migliavacca dell’università di Verona. La partecipazione è libera e gratuita. L’attività riconosciute ai fini dell’aggiornamento per gli insegnanti e del credito formativo per gli studenti della scuola secondaria di II grado. Per le modalità contattare didattica@fondazionemcr.it. Le conferenze sono organizzate dalla Società Museo Civico di Rovereto con la Fondazione Museo Civico, la Fondazione Comel, con il sostegno del Comune di Rovereto, della Comunità della Vallagarina e in collaborazione con IPRASE. Le conferenze saranno disponibili online anche sul canale YouTube della Fondazione: https://youtube.com/c/FondazioneMuseoCivicodiRovereto.

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Indagini archeologiche nel sito preistorico di Colombare di Negrar (Vr) (foto fmcr)

Il caso del sito di Colombare di Negrar. Chiara Reggio presenterà i risultati degli ultimi tre anni di indagini sul campo, condotte secondo un approccio interdisciplinare, con l’obiettivo di ricostruire il rapporto tra la comunità e l’ambiente nel corso della lunga durata di vita del sito. La stazione di Colombare di Negrar si dimostra un sito cardine per la comprensione economica, sociale e culturale dei Monti Lessini e dell’Italia settentrionale tra la fine del V e il II millennio a.C.

Verona. “Spazi domestici – non spazi domestici: il contributo dell’etnoarcheologia” con Francesca Lugli: ultima conferenza online in vista dell’XI incontro annuale di Preistoria e Protostoria “Spazi domestici nell’età del bronzo. Dall’individuazione alla restituzione”

verona_storia-naturale_conferenza-spazi-domestici-nell-età-del-bronzo_locandinaUltimo appuntamento giovedì 29 settembre 2022, alle 18, con le conferenze online che introducono al tema “Spazi domestici nell’età del bronzo. Dall’individuazione alla restituzione” che verrà trattato nell’XI incontro annuale di Preistoria e Protostoria, in programma il 6 e 7 ottobre 2022 nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale di Verona e organizzato in collaborazione con l’Istituto italiano di Preistoria e Protostoria di Firenze. “Spazi domestici – non spazi domestici: il contributo dell’etnoarcheologia” è il tema che verrà trattato il 29 settembre 2022 da Francesca Lugli dell’Associazione Italiana di Etnoarcheologia. Introduce Monica Miari (Istituto italiano di Preistoria e Protostoria). Modera Mara Migliavacca (università di Verona e membro del Comitato scientifico). Conclusioni a cura di Paola Bianchi e Massimo Saracino, coordinatori degli eventi. Link per il collegamento online: YouTube https://bit.ly/YouTubeIMUV, Zoom https://us02web.zoom.us/j/87808330683?pwd=MXhxVDZVUXdTMHk1SU94d3RtenBjQT09.

Intanto possiamo rivedere gli incontri precedenti. Giovedì 17 febbraio 2022: “La casa e l’organizzazione dello spazio nel villaggio di Nola – Croce del Papa (Napoli)” con Claude Albere Livadie, CNRS – direttore di ricerca emerito.

Giovedì 17 marzo 2022: “Quando la ferrovia attraversa l’età del Bronzo: tutela e valorizzazione di un complesso insediativo a Serracapriola (FG)” con Italo Maria Muntoni, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia; e Domenico Oione, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia; Francesca Frandi, Italferr S.p.A.; Andrea Iannacone, Italferr S.p.A.

Giovedì 21 aprile 2022: “Fra palafitte e siti all’asciutto: soluzioni edilizie dell’età del Bronzo nell’area alpina sud-orientale” con Franco Marzatico, soprintendenza per i Beni Culturali della Provincia Autonoma di Trento.

Giovedì 26 maggio 2022: “I Stantari di u Frati è a Sora (Sartene, Corsica): strutture domestiche del Bronzo antico e medio” con Kewin Pêche-Quilichini, Musée de l’Alta Rocca, Levie.

Aquileia. Per le Giornate europee del Patrimonio open – day dei cantieri di scavo, passeggiate e laboratori per bambini, archeologia sperimentale, conferenze e visite guidate. Tra le novità di quest’anno gli appuntamenti culturali nell’ambito del Festival Non Siamo Atlantide

aquileia_giornate-europee-del-patrimonio_locandinaIl 23-24-25 settembre 2022, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, Aquileia si anima con l’Open – Day ai cantieri di scavo, aperture straordinarie, visite guidate, archeologia sperimentale e musica grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquileia, Comune di Aquileia, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, Direzione regionale musei del Friuli Venezia Giulia – Museo archeologico nazionale di Aquileia, Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia, PromoTurismoFVG, Università di Padova, di Trieste, di Udine, di Venezia, di Verona, Pro Loco Aquileia, Associazione Nazionale per Aquileia, Fondazione Radio Magica.

Si comincia VENERDì 23 SETTEMBRE 2022 alle 18 con la conferenza-concerto “Il FVG e i suoi confini mobili dal 1500 al 1950” della Trieste Flute Association nell’ambito della rassegna Flute Festival 2022, a cura del Comune di Aquileia, in piazza Capitolo. Ingresso libero senza prenotazione.

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Mosaico fotografico con alcuni eventi previsti nel ricco programma delle Giornate europee del Patrimonio ad aquileia (foto fondazione aquileia)

SABATO 24 SETTEMBRE 2022 gli archeologi e i restauratori della Fondazione Aquileia e delle università accoglieranno i cittadini e gli appassionati nelle aree archeologiche e nei cantieri di scavo: nel foro, nell’area del decumano di Aratria Galla e delle mura a zig-zag, al teatro e alle grandi terme, negli antichi mercati, al fondo Cal, alla domus dei putti danzanti, al porto fluviale, alla Domus di Tito Macro e sulla sua sponda orientale dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18 senza prenotazione e con ingresso gratuito. Apertura prolungata serale del museo Archeologico nazionale (10 – 22). E a partire dalle 19 biglietto di ingresso speciale a 1 euro.

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Il manifesto del progetto Veri ad Aquileia per al costruzione di un forno romano antico per la produzione del vetro

Al fondo Pasqualis, nell’area degli antichi mercati ci sarà spazio per l’archeologia sperimentale con l’accensione a cura di Officina Temporis di un forno vetrario, unico del suo genere in Italia e costruito come una struttura romana, realizzato grazie a un finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia nell’ambito del progetto V.E.R.I. del Comitato Nazionale Italiano dell’AIHV (Association Internationale pour l’Histoire du Verre). Durante la giornata si potrà anche assistere alle prove di soffiatura del vetro e lavorazione “a mosaico” con i maestri Nicola Moretti e Giovanni Nicola, esperimenti con vetro di riciclo. Ingresso libero. Orario: 10.30 – 12.30 / 15 – 18.30. A cura di: Fondazione Aquileia e Pro Loco Aquileia.

“In viaggio ad Aquileia con Radio Magica” (9.30 / 16) a cura di: Fondazione Radio Magica e Fondazione Aquileia nell’ambito del progetto “In viaggio con Radio Magica”. Ritrovo in piazza Capitolo (statua Lupa Capitolina). Passeggiate teatralizzate per bambini e ragazzi (5-9 anni e 10-13 anni) nelle aree archeologiche, muniti di passaporto parlante e accompagnati da illustri personaggi della Storia. Partecipazione gratuita. Prenotazione obbligatoria a: fondazione@radiomagica.org – +39 3738694556.

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Esperienza di vendemmia all’interno dell’area archeologica di Aquileia (foto fondazione aquileia)

“Il vino incontra la storia” (9 – 12) a cura di: Fondazione Aquileia. Ritrovo nell’area archeologica delle Grandi Terme (via XXIV Maggio). Esperienza di vendemmia all’interno del vigneto storico tra le Grandi Terme e l’antico Teatro di Aquileia. Partecipazione gratuita. Prenotazione obbligatoria: +39 3317481829 – ufficiostampa@fondazioneaquileia.it

“Un viaggio nella storia di Aquileia, millenario crocevia di popoli e culture” (10.30) a cura di: PromoTurismoFVG. Ritrovo all’Infopoint PromoTurismoFVG di Aquileia – via Giulia Augusta, 11.
Visita guidata alla scoperta dei segreti e degli splendori di Aquileia ai tempi dell’Impero Romano: 12 euro a persona + 5 euro ingresso Basilica e cripte. Gratis con FVGCard e FVGCardAquileia. Prenotazione obbligatoria a: +39 0431 919491 – info.aquileia@promoturismo.fvg.it

Tavola rotonda “Aquileia-Assisi, arte e turismo per quale sostenibilità spirituale?” (14 – 15) a cura di: museo Archeologico nazionale di Aquileia e Festival Non Siamo Atlantide. Coordina: Uniud – Dipartimento Studi Umanistici e del Patrimonio. Ritrovo al museo Archeologico nazionale. Relatori: Andrea Bellavite (Direttore Fondazione So.Co.Ba.), Nicolò Anesa (PhD Candidate Università di Udine-Trieste), Cristina Lambiase (Esperta One Planet Network). Modera: Andrea Zannini, Professore ordinario Università di Udine. Ingresso libero.

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Visite guidate alla Domus di Tito Macro ad Aquileia (foto fondazione aquileia)

“Benvenuti nella domus di Tito Macro” (alle 15) a cura di: PromoTurismoFVG. Ritrovo: Ingresso della Domus di Tito Macro (fondo Cossar). Visita guidata a una delle più grandi dimore di epoca romana tra quelle scoperte nel Nord Italia. A seguire un emozionante viaggio nel tempo nella Domus e Palazzo Episcopale. Ingresso 10 euro a persona + 2 euro per l’ingresso alla Domus e Palazzo Episcopale. Gratis con FVGCard e FVGCardAquileia. Prenotazione obbligatoria a: +39 0431 919491 – info.aquileia@promoturismo.fvg.it

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Visite guidate al cimitero degli eroi ad Aquileia (foto fondazione aquileia)

Cimitero degli eroi: open day (15.30 – 18) a cura di: Pro Loco Aquileia in collaborazione con ministero della Difesa – Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti. Un viaggio accompagnati nella storia più recente della città, attraverso le vicende che hanno portato alla creazione di questo “luogo della memoria”. Ingresso libero senza prenotazione.

Il “giardino segreto” di Giandomenico Bertoli (16 – 18) a cura di: Associazione nazionale per Aquileia e Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio del FVG. Visita al giardino della casa del canonico Bertoli e illustrazione dei materiali antichi reimpiegati nelle sue murature. Ingresso libero senza prenotazione.

Arte, storia, e orme dentro la bellezza del sito Unesco (17) a cura di: Festival Non Siamo Atlantide e Fondazione Aquileia. Ritrovo a piazza Patriarcato. Conversazione a cura di Cristina Lambiase con Rita Auriemma, Archeologa, ricercatrice e professore aggregato presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, e Deisa Centazzo, Artista naturalista. Ingresso libero senza prenotazione.

aquileia_giornate-europee-del-patrimonio_archeologico_mirabilia_1_foto-fondazione-aquileiaMirabilia, capolavori a confronto (18 / 20.45) a cura di: museo Archeologico nazionale di Aquileia.
Ritrovo al museo Archeologico nazionale. Visita guidata dedicata a un inedito itinerario di visita centrato sulla preziosa coppa in cristallo di rocca del Tesoro della Basilica di San Marco a Venezia, in dialogo con i reperti del museo. Ingresso al prezzo speciale di 1 euro. Prenotazione obbligatoria a: bookshopmanaquileia@gmail.com – +39 0431 91016.

Concerto “Ensemble Thomas Schippers” cultomusica2022 (19.30) a cura di: museo Archeologico nazionale di Aquileia. Ritrovo al museo Archeologico nazionale. Concerto seguito da degustazione di vini offerta dall’azienda Scarbolo. Ingresso al prezzo speciale di 1 euro. Prenotazione obbligatoria a: bookshopmanaquileia@gmail.com – +39 043191016.

In viaggio ad Aquileia con Radio Magica (20.30) a cura di Fondazione Radio Magica e Fondazione Aquileia nell’ambito del progetto “In viaggio con Radio Magica”. Ritrovo in viale della Stazione n.2. Passeggiata teatralizzata per adulti alla scoperta di Aquileia attraverso un originale dialogo in tre tappe con altrettanti personaggi del passato che hanno reso eterna la memoria della città. Partecipazione gratuita. Prenotazione obbligatoria a: fondazione@radiomagica.org – +39 3738694556.

DOMENICA 25 SETTEMBRE 2022 “Alba dell’equinozio in basilica” (alle 6) a cura di: Fondazione So.Co-Ba. Ritrovo alla Basilica Patriarcale. Ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria: comunicazione@basilicadiaquileia.it

Laboratori per bambini (9.30 – 12) a cura di: Pro Loco Aquileia e festival Non Siamo Atlantide. Ritrovo in piazza Patriarcato. Attività sui temi dell’Agenda ONU 2030 con ambiente e creatività, giochi e piccole sfide. Partecipazione gratuita. Per info: www.nonsiamoatlantide.com

Apertura straordinaria museo Paleocristiano di Aquileia (10 – 14) a cura di: museo Archeologico nazionale di Aquileia. Ritrovo in piazza Monastero. Ingresso gratuito.

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Lavorazione e soffiatura del vetro ad Aquileia (foto fondazione aquileia)

Lavorazione sperimentale di vetro con forno romano (10.30 – 12.30 / 15 – 18.30) a cura di: Fondazione Aquileia, Pro Loco Aquileia. Ritrovo in area archeologica Fondo Pasqualis. Accensione e manutenzione del forno a cura di Officina Temporis; soffiatura e lavorazione ‘a mosaico’ con i maestri Nicola Moretti e Giovanni Nicola, esperimenti con vetro di riciclo. Ingresso libero.

Benvenuti nella domus di Tito Macro (alle 10.30) a cura di: PromoTurismoFVG. Ritrovo all’ingresso della Domus di Tito Macro (fondo Cossar). Visita guidata a una delle più grandi dimore di epoca romana tra quelle scoperte nel Nord Italia. A seguire un emozionante viaggio nel tempo nella Domus e Palazzo Episcopale. Ingresso: 10 euro a persona + 2 euro per l’ingresso alla Domus e Palazzo Episcopale. Gratis con FVGCard e FVGCardAquileia. Prenotazione obbligatoria a: +39 0431 919491 – info.aquileia@promoturismo.fvg.it

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Visite guidate al museo Archeologico nazionale di Aquileia (foto fondazione aquileia)

Caccia al reperto: animali, ambiente e simboli paleocristiani (alle 11) a cura di: museo Archeologico nazionale di Aquileia e festival Non Siamo Atlantide. Ritrovo al museo Paleocristiano. Attività didattica per bambini e famiglie: un viaggio tra indovinelli e giochi alla scoperta di epigrafi e mosaici. Ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria a: +39 0431 91016 – museoaquileiadidattica@cultura.gov.it

Lo scrigno segreto (alle 15) a cura di: PromoTurismoFVG. Ritrovo all’Infopoint PromoTurismoFVG di Aquileia – Via Giulia Augusta, 11. Laboratorio all’interno del museo Archeologico nazionale per i piccoli visitatori (5-10 anni) che verranno accompagnati nel mondo dei gioiellieri e decoratori, tra gemme e cammei, bronzi, ambre e avori. Ingresso: 15 euro laboratorio bambini, 7.50 euro laboratorio bambini con FVGCard e FVGCardAquileia. Prenotazione obbligatoria a: +39 0431 919491 – info.aquileia@promoturismo.fvg.it

Aquileia porta del Mediterraneo (alle 15) a cura di PromoTurismoFVG. Ritrovo all’Infopoint PromoTurismoFVG di Aquileia in via Giulia Augusta, 11. Visita guidata al nuovo allestimento del museo Archeologico nazionale che conserva preziose testimonianze e reperti della città antica. Ingresso: 12 euro visita guidata + 7 euro ingresso al Museo. Gratis con FVGCard e FVGCardAquileia. Prenotazione obbligatoria a: +39 0431 919491 – info.aquileia@promoturismo.fvg.it

Nuove scoperte a Piuro, la Pompei delle Alpi (So): il prof. Fabio Saggioro (università di Verona) fa il punto sulle ricerche in corso: rinvenuta un’area funeraria tardo-romana che apre nuovi scenari sulla storia del piccolo borgo distrutto e cancellato dalla frana del 1618

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Immagini delle ricerche archeologiche a Piuro (So) da parte del team dell’università di Verona diretto dal prof. Fabio Saggioro (foto univr)

Il ritrovamento di sepolture e strutture murarie di enormi dimensioni, che indicano come, ad un certo punto, intorno all’VIII secolo d.C., il villaggio si fosse sviluppato su un’area funeraria, aprendo scenari nuovi sulla storia dell’area, sono tra i più importanti risultati ottenuti dagli scavi in corso sul villaggio alpino di Piuro, in Val Bregaglia (Sondrio). Con l’aiuto di un team di ricercatrici e ricercatori dell’università di Verona, molti e importanti sono i reperti venuti alla luce nell’area del borgo appartenenti all’epoca tardo romana. Il progetto, coordinato da Fabio Saggioro, docente di Archeologia cristiana e medioevale, ha recentemente condotto il team di archeologi a scoperte sorprendenti e utili a ricostruire il ruolo storico del Comune in provincia di Sondrio. “L’orizzonte cronologico di questi ritrovamenti”, ha spiegato Saggioro, “sembra rimandare all’epoca tardo romana e apre scenari nuovi, che fanno pensare ad origini molto più complesse, legate a quella fase di instabilità tra la fine del mondo romano e l’inizio del medioevo”. Un’importante testimonianza dell’antico ruolo di Piuro è inoltre fornita da Palazzo Vertemate – l’unico integro dal 1618 – che testimonia la ricchezza del borgo precedente alla frana. Piuro, conosciuta anche come la Pompei delle Alpi, era un ricco centro alpino noto alle cronache per la violenta frana che lo distrusse totalmente nel 1618. Il borgo, prima del catastrofico evento, aveva conosciuto un periodo di splendore commerciale, diventando un importante riferimento commerciale nel panorama europeo.

Gli studi archeologici del territorio della Val Bregaglia sono iniziati nel 2015, a seguito di un accordo tra soprintendenza archeologica e università di Verona, nel quale è stato coinvolto anche il Comune di Piuro. Le ricerche hanno avuto messo in luce il ruolo del borgo alpino, evidenziando la complessità delle dinamiche socio-insediative e ambientali del luogo e approfondendo la frana che lo rase al suolo, rappresentante un momento drammatico ma centrale nella storia e nell’evoluzione della valle. “Abbiamo lavorato su due zone e con due obiettivi diversi”, spiega Saggioro. “Capire chi ha abitato Piuro nel corso del tempo, quindi la loro vita quotidiana, dove abitassero, le caratteristiche delle abitazioni; e poi – cosa per noi importantissima – capire l’ambiente circostante, cioè come fosse fatta la valle prima della frana, non solo in senso geologico, ma anche la tipologia della copertura vegetale, quali fossero le coltivazioni, quale fosse in buona sostanza il rapporto tra i piuraschi e l’ambiente circostante. E perché a un certo punto, nel 1618, questo rapporto uomo-ambiente si rompe. E capirne anche le cause può essere un elemento di riflessione utile per la situazione attuale”. Sono state trovate alcune strutture di incerta definizione, forse legate a una fortificazione, ma soprattutto una decina di sepolture. “Un’area cimiteriale – continua Saggioro – per la quale siamo in attesa delle datazioni al radiocarbonio: la cronologia si può collocare tra la tarda età romana e il primissimo medioevo. E questo è un elemento interessante, cioè apre un nuovo orizzonte su chi fossero queste persone, che cosa facessero, quale fosse il loro insediamento di riferimento visto che lì case e strutture non ne abbiamo trovate. Quando la frana seppellisce Piuro il paese era molto ricco ma era articolato anche con dei piccoli nuclei satelliti: c’era il paese di Scilano, e poi Savogno, Dasile. Cioè era sul fondovalle ma con una serie di satelliti attorno, motivo per cui i piuraschi che avevano sempre avuto una forte identità ritornano anche dall’Europa e rifinanziano la costruzione della nuova Piuro che oggi prende il nome di Borgonuovo ed è spostata rispetto all’abitato originale. Possiamo dire che prima degli scavi archeologici la storia di Piuro è sempre rimasta alla frana, cioè quella frana ha bloccato e congelato la storia della valle. È stato un evento traumatico – conclude – che ha bloccato anche emotivamente. Molto interessante è anche analizzare i risvolti culturali e sociali che questi drammatici fenomeni, che purtroppo vediamo anche ai nostri giorni, lasciano sulle comunità”.

Verona. Al museo Archeologico nazionale si presenta il documentario “Verona romana” realizzato da Archeoclub d’Italia – Sezione di Verona

verona_archeologico_documentario-verona-romana_locandinaVenerdì 8 Luglio 2022 al museo Archeologico nazionale di Verona verrà presentato il documentario “Verona romana” realizzato da Archeoclub d’Italia – Sezione di Verona, con la direzione scientifica della soprintendenza A.B.A.P. di Verona in collaborazione con università di Verona e Musei civici di Verona. Ingresso libero. Info: 3465033652.

Aquileia. Per le Giornate europee dell’archeologia aperture straordinarie, passeggiate teatralizzate e laboratori per bambini, archeologia sperimentale, conferenze, musica

aquileia_giornate-europee_archeologia_open-day_mosaicoIn occasione delle Giornate europee dell’archeologia (17 -18 -19 giugno 2022), Aquileia si anima con l’open – day delle aree archeologiche (solo sabato 18) e un ricco programma di aperture straordinarie, passeggiate teatralizzate e laboratori per bambini, archeologia sperimentale, conferenze, musica, visite guidate grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquileia, Comune di Aquileia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, direzione regionale musei del Friuli Venezia Giulia – museo Archeologico nazionale di Aquileia, Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia, PromoTurismoFVG, università di Padova, di Trieste, di Udine, di Venezia, di Verona, Pro Loco Aquileia, Associazione nazionale per Aquileia, Fondazione Radio Magica.

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La copertina del libro “Gold-band glass. From hellenistic to roman luxury glass production”

Il programma si apre venerdì 17 giugno 2022, alle 17.30, con la presentazione al museo Archeologico nazionale del volume “Gold-band glass. From hellenistic to roman luxury glass production” di Giulia Cesarin a cura della dott.ssa Luciana Mandruzzato e del prof. Jacopo Bonetto (gratuito, prenotazione obbligatoria: bookshopmanaquileia@gmail.com – 0431 91016).

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La domus di Tito Macro nell’area archeologica di Aquileia (foto fondazione aquileia)

Sabato 18 giugno 2022 ritorna l’atteso appuntamento con l’ “open day” nelle aree archeologiche e nei cantieri di scavo: dalle 10.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 19 (senza prenotazione, ingresso gratuito) gli archeologi e i restauratori della Fondazione Aquileia e delle università accoglieranno i cittadini e gli appassionati nel foro, nell’area del decumano di Aratria Galla e delle mura a zig-zag, al teatro e alle grandi terme, alla domus delle Bestie Ferite, negli antichi mercati, al fondo Cal, alla domus dei putti danzanti, al porto fluviale e sulla sua sponda orientale. Al fondo Pasqualis, nell’area degli antichi mercati ci sarà spazio per l’archeologia sperimentale con l’accensione di un forno vetrario, unico del suo genere in Italia e costruito secondo le tecniche in uso in età romana. Durante la giornata si potrà assistere alle dimostrazioni di lavorazione a mosaico e di soffiatura del vetro grazie ai maestri vetrai di Murano Nicola Moretti e Giovanni Nicola. Alle 10.30 in programma la visita guidata “Un viaggio nella storia di Aquileia” (a pagamento, prenotazione obbligatoria info.aquileia@promoturismo.fvg.it – 0431 91949) e alle 11.15 la conferenza “I mosaici: tecniche di rilevamento e documentazione digitale” al museo Archeologico nazionale (gratuito, prenotazione obbligatoria: bookshopmanaquileia@gmail.com – 0431 91016). Sempre durante la giornata di sabato sono in programma dalle 16.30 alle 19.00 l’open day al Cimitero degli Eroi e l’apertura straordinaria con visita di Casa Bertoli e intrattenimento musicale del Duo Retrò di Cervignano alle 18, le passeggiate teatralizzate per bambini “In viaggio con Radio Magica” (dalle 9.30 alle 11.00 e dalle 16.30 alle 18.00, gratuito, prenotazione obbligatoria: 3738694556), la visita guidata alla Basilica e alle cripte (a pagamento, prenotazione obbligatoria: basilica.aquileia@virgilio.it). Alle 19.30 alla domus di Tito Macro è prevista la presentazione, a cura del prof. Gian Luca Grassigli, dei cinque volumi che compongono l’edizione scientifica degli scavi della domus di Tito Macro e alle 21.15 l’inaugurazione, aperta a tutti, dell’illuminazione del decumano di Aratria Galla, l’antica strada che duemila anni fa collegava in senso est-ovest il porto fluviale con la zona del foro e del teatro.

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Aquileia: al Fondo Pasqualis archeologia sperimentale con accensione di un forno vetraio (foto fondazione aquileia)

Domenica 19 giugno 2022. Al fondo Pasqualis, nell’area degli antichi mercati sarà ancora possibile assistere al mattino e al pomeriggio alla lavorazione e alla soffiatura del vetro e nel corso della giornata si potrà partecipare alle numerose visite guidate (a pagamento, prenotazione obbligatoria: info.aquileia@promoturismo.fvg.it – 0431 919491) dedicate al Milite Ignoto (ore 10), alla domus di Tito Macro (ore 11) al museo Archeologico nazionale (ore 15). Per i più piccoli in programma alle 15.00 il laboratorio per bambini “Flavia, la sbadata tutto fare” al Museo Archeologico Nazionale (a pagamento, prenotazione obbligatoria: info.aquileia@promoturismo.fvg.it – 0431 919491). A chiusura della giornata – domenica 19 alle 20.45 –  si potrà assistere nella basilica di Aquileia al concerto del coro di voci bianche dell’accademia Teatro alla Scala (ingresso libero fino a esaurimento posti).

Villa dei Mosaici di Negrar (Vr). Presentati i risultati degli scavi: gli straordinari mosaici del peristilio, l’area termale, le tracce medievali. E la notizia più attesa: nel cuore della Valpolicella si produceva vino già 1700 anni fa. Trovate le tracce della coltivazione della vite e della spremitura dell’uva. Parlano i protagonisti

La dama ingioiellata, uno dei due tondi con figura umana del mosaico pavimentale del peristilio ovest della Villa dei Mosaici di Negrar (foto graziano tavan)

Una dama ingioiellata fa capolino tra uccelli, cervidi e cesti di frutta dai vividi colori. Quelli del peristilio ovest della Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella. L’ultima eccezionale scoperta nell’area archeologica in località Cortesele, appena fuori il paese. Ma non l’unica. E forse neppure quella più attesa: tra i vigneti del Recioto e dell’Amarone anche 1700 anni fa, in questa villa romana del IV sec. d.C. abitata da una potente famiglia, un ricco proprietario terriero, si produceva il vino, un vino ricercato gradito alle corti. A scavo archeologico praticamente concluso mercoledì 25 maggio 2022, soprintendenza università accademia e comune hanno fatto il punto prima di iniziare a farla conoscere al grande pubblico. Con un obiettivo preciso: creare un parco archeologico che diventi un polo culturale di attrazione turistica e volano per la valorizzazione dei prodotti locali, a cominciare dai vini pregiati, il vero “oro” della Valpolicella, famosi e apprezzati in tutto il mondo. 

La presentazione dello scavo della Villa dei Mosaici a Negrar: da sinistra, il prof. Massimiliano Valdinoci (accademia Belle arti Verona), prof. Patrizia Basso (università Verona); Vincenzo Tinè (soprintendente ABAP Verona), Roberto Grison (sindaco Negrar), Marco Andreoli (consigliere regionale), Gianni De Zuccato (archeologo SABAP-Vr), Alberto Mainardi (archeologo SAP) (foto graziano tavan)

A fare gli onori di casa il sindaco Roberto Grison che ha ricordato quanti – enti e istituzioni – hanno contribuito alle ricerche e allo scavo archeologico della Villa romana dei Mosaici di Negrar, facendo rete. Un caso esemplare, col coinvolgimento degli studenti dell’ateneo veronese e dell’accademia di Belle arti che hanno testato sul campo le loro conoscenze, portando anche alla stesura di tesi di laurea specifiche su diversi aspetti del sito archeologico. Ma tutto questo comunque non avrebbe potuto neppure iniziare se non ci fosse stata la piena e convinta collaborazione dei privati. Il terreno su cui insiste la villa romana dei Mosaici non è di proprietà dello Stato, ma di due aziende vitivinicole, l’azienda agricola Benedetti La Villa di Matteo e Simone Benedetti, e l’azienda agricola vitivinicola Franchini. Le due cantine non solo hanno permesso lo scavo senza dover procedere all’esproprio, ma hanno anche sostenuto solidalmente alcune fasi/interventi nello scavo archeologico.

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Panoramica del sito archeologico della Villa dei Mosaici a Negrar (foto graziano tavan)

Verso il parco archeologico della Villa dei Mosaici. È Vincenzo Tinè, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona, a fare il punto alla conclusione dello scavo archeologico alla Villa dei Mosaici. Ora inizia il lungo lavoro di consolidamento e restauro, con un obiettivo: “Aprire nel cuore della Valpolicella il parco archeologico della villa dei Mosaici di Negrar. Il ministero ha già annunciato un finanziamento di 1 milione e mezzo di euro, somma importante per portare avanti bene il progetto”. E c’è già chi sogna allestimenti di musealizzazione come quelli della Villa del Casale a Piazza Armerina, in Sicilia, o della Villa dei Mosaici di Spoleto (Pg). Non sappiamo ancora come sarà il progetto finale, ma è certo che nel cuore della Valpolicella sta nascendo un polo culturale unico.

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Veduta d’insieme dei mosaici policromi del peristilio ovest della Villa dei Mosaici di Negrar (foto graziano tavan)

 

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Dettaglio del peristilio ovest della Villa dei Mosaici di Negrar con i mosaici policromi e una base di colonna del porticato (foto graziano tavan)

Mosaici di rara bellezza. È la scoperta del giorno. Sono passati due anni dalle prime trincee tra i vigneti che portarono alla luce lacerti di quei ricchi pavimenti della zona residenziale della villa, immagini che hanno fatto il giro del mondo: quella scoperta permise di collegare finalmente il sito alla villa romana individuata da Tina Campanile, la prima donna a entrare alla scuola archeologica italiana di Atene, cento anni prima, nel 1922. Il tutto grazie alla tenacia e alla determinazione di Gianni De Zuccato, archeologo della soprintendenza ABAP di Verona, il cui entusiasmo ricorda molto gli archeologi pionieri dell’Ottocento. È proprio De Zuccato a descrivere lo svelamento completo dei mosaici del peristilio ovest della Villa dei Mosaici, liberato dal crollo degli intonaci del soffitto: operazione delicata e che si spera porti gli stessi grandiosi risultati del peristilio Est, studiati dall’equipe della prof. Monica Salvadori di Padova, che ha rivelato l’esistenza di un soffitto dipinto con un motivo a cassettoni prospettici colorato con fiori. “Quest’anno abbiamo trovato per la prima volta motivi figurati, motivi animali, e anche due ritratti umani: uno di una dama, molto bello, ingioiellata; l’altro, un uomo barbuto, di cui purtroppo il volto è parzialmente danneggiato”.

Nella Villa dei Mosaici si coltivava la vite e si produceva il vino. Era la scoperta più attesa: l’ultima campagna di scavo della villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella, terra da sempre vocata alla vitivinicoltura, ha restituito vinaccioli, legno di vite e una struttura per la spremitura dell’uva. “Nello scarico della latrina, che stava a fianco della zona termale, sono stati trovati molti vinaccioli, affidati allo studio del prof. Marco Marchesini, che appartenevano sia alla vite coltivata sia alla vite selvatica”. Ciò significa che di sicuro l’uva in villa veniva consumata. “Ma nel praefurnium, la caldaia delle terme utilizzata per scaldare l’aria che passava sotto i pavimenti – continua De Zuccato -, tra il legno bruciato recuperato c’era del legno di vite e di olmo, usato in antichità per maritare la vite”. Quindi qui la vite nel IV sec. d.C. veniva anche coltivata. “Ultima, ma non meno importante, conferma – conclude l’archeologo della Sabap – è quella derivata dallo studio di uno spazio nell’area produttiva della villa che stabilisce si tratti di un ambiente destinato alla spremitura dell’uva e alla raccolta del mosto. Quindi non ci sono più dubbi sulla produzione di vino in questa villa romana”.

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Il quartiere termale della Villa dei Mosaici di Negrar (foto graziano tavan)


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Tracce di una fontana al centro del cortile della Villa dei Mosaici a Negrar (foto graziano tavan)

Villa dei Mosaici: qui viveva una famiglia molto ricca. La professoressa Patrizia Basso, docente di Archeologia classica all’università di Verona, ci dà un quadro complessivo della villa romana alla luce degli elementi raccolti dallo scavo archeologico e dagli esami effettuati dai vari esperti di settore. “La villa di Negrar”, spiega, “è una grande villa del IV sec. d.C., datazione confermata non solo dalla tipologia dei mosaici, ma anche dalle analisi del C14 fatte sui vinaccioli trovati nello scarico delle latrine. È la villa di un grande proprietario terriero, che probabilmente coltivava la vite per il vino, ma aveva anche pascoli, coltivava cereali, leguminose, come hanno dimostrato le analisi dei pollini fatte dal prof. Marco Marchesini. La villa presenta una tipologia molto classica, attorno a un grande peristilio di quasi 400 metri quadri che probabilmente al centro aveva una grande fontana, e con quattro braccia di portico colonnato, caratterizzato da questi mosaici meravigliosi, che si sono conservati straordinariamente bene. Poi c’è una zona residenziale che era già stata trovata negli anni ’20 del secolo scorso (anche se poi se ne erano perse le tracce, ndr). C’è un ampio quartiere termale, una delle grandi novità di questi scavi, che ha restituito una vasca, il frigidarium, ma probabilmente anche il calidarium. E poi c’è tutta un’area che è ancora in fase di studio, perché non è ben chiaro cosa sia, forse un’area dedicata alla produzione, alla vendita. Ma è presto per dirlo”.

La Villa dei Mosaici nel Medioevo. La villa romana non muore con l’impero romano, ma presenta tracce di frequentazione e riutilizzo fino al Medioevo. Lo spiega Alberto Manicardi, archeologo della Sap che ha curato gli scavi, medievista: “Un dato importante che abbiamo recuperati dalle indagini della villa è tutto ciò che riguarda quello che è avvenuto dopo l’abbandono della villa. Una grande parte della superficie interessata dalla villa è stata abitata anche in età medievale. Tanto è vero che all’interno della villa troviamo parecchie tracce di fori, e sono le tracce di edifici lignei medievali. E poi abbiamo trovato un’area dove probabilmente c’era un focolare sempre di una capanna medievale. Sostanzialmente questa situazione attesta come anche dopo la fine della villa, probabilmente intorno al VII secolo, l’attività umana continua sia dal punto di vista abitativo, sia dal punto di vista produttivo, e anche ad uso funerario: sono state infatti trovate alcune sepolture di inumati databili tra il VII e il IX secolo d.C.”.

Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella. Ultimato lo scavo dei livelli pavimentali mosaicati. Al museo Archeologico nazionale di Verona anteprima dei nuovi eccezionali ritrovamenti, e poi due giorni di visite guidate sullo scavo tra i vigneti

verona_archeologico_presentazione-risultati-scavi-villa-dei-mosaici-a-negrar_locandinaLa villa dei Mosaici di Negrar protagonista di questa settimana. Prima al museo Archeologico nazionale di Verona e poi sullo scavo. Il motivo è presto detto: è stato completato lo scavo dei livelli pavimentali mosaicati. E quindi mercoledì 25 maggio 2022, alle 16, al museo Archeologico nazionale di Verona, in stradone San Tomaso 3, saranno presentati in anteprima i nuovi, eccezionali ritrovamenti. E verrà svelata la pianta della villa romana. Saranno presenti: Giovanna Falezza, direttrice museo Archeologico nazionale di Verona; Vincenzo Tiné, soprintendente Abap Verona; Roberto Grison, sindaco del Comune di Negrar di Valpolicella; Gianni de Zuccato, funzionario soprintendenza Abap Verona; Patrizia Basso, professoressa del Dipartimento di Culture e Civiltà – Università di Verona; Massimiliano Valdinoci, ABAVerona – Accademia di Belle Arti di Verona. Non è richiesta la prenotazione e l’entrata è gratuita. Segue una degustazione di vini delle cantine “La Villa” e “Franchini”, sui cui terreni si sta scavando la villa dei Mosaici.

negrar_villa-dei-mosaici_scavi-aperti_visite-guidate_locandinaGiovedì 26 e venerdì 27 maggio 2022, ci si sposta nell’area archeologica in località Cortesele dove sono organizzate le visite guidate in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona per la presentazione dei nuovi eccezionali ritrovamenti alla Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella. Fasce orarie: 9, 10, 15, 16. Visite guidate a cura di Gianni de Zuccato, funzionario archeologo soprintendenza ABAP, e Alberto Manicardi, SAP Società Archeologica srl. La villa sarà visitabile su prenotazione fino a esaurimento posti. Prenotazioni al seguente link Villa dei Mosaici: visite guidate Biglietti, Date multiple | Eventbrite. L’accesso sarà gratuito previa prenotazione nelle fasce orarie indicate. In caso di maltempo l’evento sarà annullato.

Firenze. L’accademia toscana “La Colombaria” organizza “La Tarquinia degli Spurinas”, giornata di studi, in presenza e on line, in ricordo di Mario Torelli

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Il prof. Mario Torelli, etruscologo, archeologo, docente di archeologia e storia dell’arte greca e romana, è morto all’età di 83 anni nel settembre 2020

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Copertina del libro “Gli Spurinas. Una famiglia di principes nella Tarquinia della “rinascita” “

“Scrivere una storia di famiglia per epoche diverse da quella moderna è quasi sempre un azzardo”, scriveva Mario Torelli nella premessa del suo libro Gli Spurinas. Una famiglia di principes nella Tarquinia della “rinascita” (L’Erma di Bretschneider, 2019). “Nelle mani di un archeologo la vicenda di una famiglia antica, così come ce la fanno conoscere iscrizioni e rare e occasionali menzioni delle fonti letterarie, solo di rado è riuscita a diventare trama storica significativa, da leggere eventualmente sullo sfondo di eventi più generali, capaci di dare un senso a comportamenti, a documenti figurati o a evidenze monumentali. La famiglia al centro di queste pagine è quella degli Spurinas-Spurinnae, una potente gens tarquiniese, forse la più potente della città nella prima metà del IV secolo a.C., emersa come tutte le altre dell’età della “rinascita” dalla “notte oligarchica” del V secolo a.C. Di costoro ci parlano alcuni eccezionali documenti epigrafici in latino, i c.d. Elogia Tarquiniensia, fatti incidere su una lastra di marmo in età giulio-claudia; abbiamo così i resti della breve biografia, redatta secondo le regole codificate degli elogia latini, di tre personaggi vissuti fra la fine del V e la metà del IV secolo a.C., il capostipite Velthur Spurinna Lartis f., e il figlio e il nipote (o il figlio natu minor) di questi, Velthur Spurinna Velthuris f. e Aulus Spurinna Velthuris f. Queste brevi biografie, giunte a noi purtroppo con gravi lacune, erano destinate a fornire allo spettatore l’identità di tre statue, ovviamente perdute, erette all’inizio dell’età imperiale per celebrare gli antenati (pretesi) di una famiglia senatoria romana di fresca nomina, quella dei Vestricii Spurinnae nel luogo più augusto della città, il grandioso tempio poliadico di Tarquinia detto dell’Ara della Regina, dove si concentravano le memorie religiose più importanti della città e, per aspetti particolari come l’aruspicina, dell’intera nazione etrusca”.

firenze_la-tarquinia-degli-spurinas_giornata-di-studi_locandinaProprio in ricordo di Mario Torelli, che è mancato nel settembre 2020 (vedi Archeologia in lutto. È morto Mario Torelli, grande etruscologo, archeologo e docente di Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana. Stava preparando una grande mostra su Pompei e Roma | archeologiavocidalpassato), l’Accademia toscana di Scienze e Lettere “La Colombaria” organizza in presenza nella propria sede, in via Sant’Egidio 23 a Firenze, e on line (Link al collegamento zoom ID riunione: 862 4690 8148), una giornata di studi dal titolo “La Tarquinia degli Spurinas”. Appuntamento venerdì 13 maggio 2022, alle 10. La giornata di studi si apre con i saluti istituzionali: Sandro Rogari (accademia “La Colombaria”), Giuseppe Sassatelli (istituto nazionale di Studi Etruschi ed Italici), Concetta Masseria (università di Perugia), Massimo Osanna (università “Federico II” di Napoli; ministero della Cultura). Introduce i lavori Stefano Bruni (università di Ferrara). Alle 11, PRIMA SESSIONE, presieduta da Luciano Agostiniani (accademia “La Colombaria”). Intervengono: Tonio Hoelscher (università di Heidelberg) su “Pompe funebri tra Grecia, Roma e Tarquinia”; Lucio Fiorini (università di Perugia) su “Arath Spuriana, la Tomba dei Tori e Tarquinia arcaica”; Luca Cerchiai (università di Salerno) su “Le Tombe dell’Orco e gli Spurina: elogio di un paradigma”. 14.30, SECONDA SESSIONE, presieduta da Giuseppe Sassatelli (istituto nazionale di Studi Etruschi ed Italici). Intervengono: Carmine Ampolo (Scuola Normale Superiore) su “Gravisca e la riscoperta degli empori (tra ‘epigrafia, culti e storia’)”; Vincenzo Bellelli (Cnr; parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia) su “Note tarquinesi”; Giovanna Bagnasco (università di Milano) su “Un volto nuovo per un’antica dea. Il Mediterraneo e Tarquinia in epoca ellenistica”; Attilio Mastrocinque e Fiammetta Soriano (università di Verona) su “Il Foro romano di Tarquinia”; Stefano Bruni (università di Ferrara) su “Quinto Spurina, exemplum virtutis dal mondo antico alle soglie dell’umanesimo”.