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Civitavecchia. Con la conferenza di Luca Mocchegiani Carpano al via al Porto il ciclo di incontri di archeologia subacquea “Oltre il Tevere: la navigazione e le strutture portuali di epoca romana lungo il fiume” nell’ambito della mostra “La Costruzione del porto di Centumcellae e le sue navi”. Il programma

Con la conferenza “Oltre il Tevere, la navigazione e le strutture portuali di epoca romana lungo il fiume” di Luca Mocchegiani Carpano, direttore del Centro Ricerche Claudio Mocchegiani Carpano, martedì 3 febbraio 2026, alle 17, nella Sala Conferenze dell’Autorità di Sistema Portuale di Civitavecchia, apre il un ciclo di conferenze scientifico-divulgative dedicate all’Archeologia subacquea, navale e portuale, a ingresso libero, nell’ambito della mostra “La Costruzione del porto di Centumcellae e le sue navi” organizzata dal CASN-LANS (Centro Archeologico Studi Navali) con il patrocinio dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale.

PROGRAMMA. Martedì 10 febbraio 2026, alle 17, “Le costruzioni marittime in cassaforma: l’esempio del porto romano di Aenari, l’antica Ischia” con Alessandra Benini, archeologa subacquea; martedì 17 febbraio 2026, alle 17, “Uomini e Dei, il Mare e il Sacro” documentario e dibattito con Massimo D’Alessandro, regista e media manager A.S.S.O ETS e Mario Mazzoli direttore generale A.S.S.O ETS.; martedì 24 febbraio 2026, alle 17, “Le navi imperiali di Nemi ed il palombaro civitavecchiese Pietro Pardi” con Sergio Anelli, storico locale, esperto subacqueo e scrittore; martedì 3 marzo 2026, alle 17, “Il potenziale della ricerca archeologica nelle grotte sommerse” con Mario Mazzoli, direttore generale A.S.S.O ETS e istruttore Scuola nazionale di Speleologia subacquea della Società Speleologica italiana; martedì 10 marzo 2026, alle 17, “Da Centumcellae a Civitavecchia. Lo scavo archeologico nel Forte Michelangelo” con Ida Caruso, responsabile dello scavo nella Fortezza Giulia di Civitavecchia, già funzionaria della soprintendenza Archeologica dell’Etruria Meridionale; martedì 17 marzo 2026, alle 17, “L’organizzazione logistica imperiale di Portus e di Centumcellae nuovi elementi, rinvenimenti ed ipotesi” con il Com.te Mario Palmieri, responsabile del Centro Archeologico Studi Navali e Laboratorio Sperimentale di Archeologia Navale; martedì 24 marzo 2026, alle 17, “L’archeologia subacquea in alto fondale” con Barbara Davidde, docente di Archeologia subacquea dell’università Roma Tre; martedì 31 marzo 2026, alle 17, “Tecnologia a bordo delle navi antiche” con Massimo Sonno, sommozzatore e autore di pubblicazioni dedicate all’ archeologia subacquea; martedì 7 aprile 2026, alle 17, “La Nave Arcaica di Gela” con Alessandra Benini, archeologa subacquea e responsabile dello scavo e recupero sottomarino della Nave arcaica di Gela; martedì 14 aprile 2026, alle 17, “Castrum Novum tra Pyrgi e Centumcellae: storia e archeologia di una colonia romana alla luce delle ultime scoperte” con Flavio Enei, direttore del Polo Museale Civico di Santa Marinella; martedì 5 maggio 2026, alle 17, “Le Flotte militari di Roma dalla Repubblica all’Impero” con l’ammiraglio Domenico Carro, autore di approfonditi studi e pubblicazioni sulla storia navale e marittima di Roma antica e sulla grande strategia delle flotte dell’alto Impero; martedì 12 maggio 2026, alle 17, “Seguire le tracce dei relitti: la ricostruzione della rotta commerciale della nave romana della Secca dei mattoni di Ponza” con Giuliana Galli, direttrice del museo della Navigazione delle acque interne di Capodimonte; martedì 19 maggio 2026, alle 17, “Tra Pisae e Centumcellae: navi ed approdi nel Tirreno settentrionale” con Andrea Camilli, già direttore del museo delle Navi antiche di Pisa, ora direttore del museo nazionale delle Residenze Napoleoniche dell’Isola d’Elba.

L’ingresso della mostra “La costruzione del porto di Centumcellae e le sue navi” al porto di Civitavecchia (foto casn)

Fino al 31 luglio 2026 al porto di Civitavecchia (calata Principe Tommaso 20) la mostra su “La costruzione del porto di Centumcellae e le sue navi” organizzata dal Centro Archeologico Studi Navali (CASN) diretto da Mario Palmieri. Da gennaio a marzo 2026 l’esposizione è visitabile solo su prenotazione contattando il numero 3401604401 o scrivendo a casnlans@gmail.com. L’esposizione fa compiere un vero e proprio viaggio nel passato all’interno di antichi relitti navali e tra particolari reperti attraverso i quali vengono prospettate ipotesi filologiche ricostruttive di apparati e macchine funzionanti. Un percorso storico per comprendere le grandi capacità e le tecnologie di navigazione grazie alle quali i Romani hanno potuto solcare e “conquistare” mari e oceani. La mostra è incentrata sulla ricostruzione ed il racconto delle tecniche ingegneristiche e degli aspetti monumentali dell’antico porto romano di Centumcellae, da cui parte storicamente la vocazione portuale di Civitavecchia.

Allestimento della mostra “La costruzione del porto di Centumcellae e le sue navi” al porto di Civitavecchia (foto casn)

L’esposizione, infine, non è solo un approfondimento della tecnologia del passato in ambito di navigazione ma affronta anche il tema della costruzione artificiale dei porti mettendo in evidenza l’influenza dei grandi architetti dell’antichità sul porto di Civitavecchia. Tra questi, senza dubbio, Apollodoro di Damasco per la progettazione del porto di Centumcellae di Portus a Fiumicino ma anche Vitruvio e Leonardo Da Vinci per la conoscenza dei sistemi costruttivi nel passato. Sono previsti anche incontri e workshop di approfondimento archeologico navale-monumentale e di elementi di tecnologia imbarcata della flotta Romana Repubblicana ed Imperiale.

 

Roma. L’archeologa Federica Rinaldi, a meno di tre mesi dalla nomina ministeriale, si è insediata alla direzione del museo nazionale Romano: “Sono emozionata e onorata di dirigere uno tra i più prestigiosi musei al mondo”

Federica Rinaldi, al centro, tra il personale del museo nazionale Romano (foto mnr)

A metà luglio 2025 la nomina di Federica Rinaldi, già archeologa direttore del Colosseo, alla direzione del museo nazionale Romano da parte del ministro della Cultura Alessandro Giuli (vedi Il ministro Giuli ha nominato i direttori dei musei di prima fascia: Contessa alla Galleria dell’Accademia di Firenze, Sirano al museo Archeologico nazionale di Napoli, Rinaldi al museo nazionale Romano, D’Agostino ai musei Reali di Torino e Quilici al parco archeologico del Colosseo | archeologiavocidalpassato), il 6 ottobre 2025 Federica Rinaldi ha preso servizio come direttrice del museo nazionale Romano, istituto museale di livello generale già diretto da Stéphan Verger fino al 2024 e poi, come direttrice generale ad interim, da Edith Gabrielli, direttrice del ViVe.

Federica Rinaldi al suo insediamento alla direzione del museo nazionale Romano (foto mnr)

“Sono emozionata e onorata di dirigere il museo nazionale Romano tra i più prestigiosi musei al mondo”, le prime parole della direttrice al suo insediamento, “noto per il suo patrimonio, le sue collezioni, i suoi straordinari depositi. Le sfide che ci aspettano sono numerose, in primis la restituzione della Crypta Balbi, l’apertura del Medagliere, i nuovi allestimenti museali, la riattivazione dei servizi al pubblico, ma anche la conferma di rappresentare un ruolo di riferimento unico per la Storia di Roma e del suo territorio dalle origini fino alla contemporaneità”.

Federica Rinaldi, al centro, tra il personale del museo nazionale Romano (foto mnr)

Archeologa, specialista di mosaico antico, architettura e tecnologie applicate alla gestione e valorizzazione dei beni culturali, si è laureata e ha conseguito specializzazione e dottorato di ricerca all’università di Padova e di seguito un Master Executive di II Livello in Management, Promozione e Innovazioni tecnologiche nella Gestione dei Beni culturali all’università Roma Tre. Dal 2010 come funzionario archeologo del ministero ha prestato servizio nella soprintendenza Archeologica del Veneto dirigendo il museo Archeologico nazionale Concordiese di Portogruaro (2010-2014), quindi nella soprintendenza speciale di Roma (2014-2017) e infine nel parco archeologico del Colosseo dove dal 2020 al 2025 è stata responsabile dell’Anfiteatro Flavio.

Firenze. Etruschi protagonisti agli Uffizi con la rassegna “Gli Etruschi: nuove ricerche nuove scoperte nuove storie”, 15 incontri di approfondimento il mercoledì da giugno a ottobre. Apre Sassatelli con “Gli Etruschi tra luoghi comuni e realtà storiche”. Ecco tutto il programma

Mercoledì 11 giugno 2025, alle 17, all’auditorium Paolucci delle Gallerie degli Uffizi a Firenze con la conferenza “Gli Etruschi tra luoghi comuni e realtà storiche”, Giuseppe Sassatelli, presidente Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, apre la rassegna “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”. A 40 anni dall’“Anno degli Etruschi”, il 1985, iniziativa della Regione Toscana alla quale hanno partecipato Università, Soprintendenze, Musei e, con un ruolo di coordinamento culturale, anche l’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, con importanti mostre a Firenze, Arezzo, Siena, Volterra, Orbetello Cortona e Perugia nelle quali furono presentati e illustrati al pubblico monumenti e materiali degli Etruschi e della loro civiltà, sono moltissime le novità dovute a scavi e ricerche. Ecco dunque “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”, rassegna di 15 incontri di approfondimento, con al centro gli Etruschi, i loro misteri, le loro origini e la loro storia, organizzata dalle Gallerie degli Uffizi e dall’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici con sede a Firenze in collaborazione con la Regione Toscana. Le conferenze, ospitate nell’auditorium Paolucci delle Gallerie degli Uffizi, si svolgeranno di mercoledì dall’11 giugno all’8 ottobre 2025 (con inizio alle 17). A parlare saranno docenti universitari, specialisti ed esperti della misteriosa civiltà mediterranea. La partecipazione sarà a ingresso libero.

L’obiettivo del ciclo di incontri agli Uffizi è affrontare in modo organico e coerente tutte le principali novità sui più rilevanti aspetti della storia e dell’archeologia degli Etruschi, per offrire al pubblico interessato un quadro completo e aggiornato su questa civiltà, affrontandone e illustrandone i temi di maggiore importanza. Dal dibattutissimo problema delle origini, si passerà a quello altrettanto caldo della lingua, a quello delle città e della loro organizzazione interna, ai luoghi di sepoltura (le grandi necropoli d’Etruria), ai culti e alla religione, alle manifestazioni artistiche (scultura, pittura, bronzistica), alla struttura politica e alle cariche magistratuali, alla loro presenza territoriale nell’Italia antica, dal Po al Sele, con una ampiezza maggiore rispetto a quanto solitamente si credeva, al loro ruolo di navigatori e commercianti nel Mediterraneo, ai rapporti e alle relazioni culturali con i Greci e con gli altri popoli dell’Italia Antica, e alla loro fine nell’impatto con Roma.

CALENDARIO CONFERENZE, il mercoledì alle 17, all’auditorium Paolucci, piazzale degli Uffizi 6, a Firenze: 11 giugno, “Gli Etruschi tra luoghi comuni e realtà storiche” (Giuseppe Sassatelli, presidente Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici); 18 giugno, “La lingua: dal “mistero” alla conoscenza: nuovi testi, nuove letture” (Enrico Benelli, università di Roma Tre); 25 giugno, “L’architettura: Case e palazzi” (Simonetta Stopponi, università di Perugia); 2 luglio, “L’architettura: Le tombe” (Alessandro Naso, università di Napoli Federico II); 9 luglio, “Politica e istituzioni: i magistrati e le città” (Daniele Federico Maras, direttore museo Archeologico nazionale di Firenze); 16 luglio, “La pittura: nuovi documenti e nuove interpretazioni” (Daniele Federico Maras, direttore museo Archeologico nazionale di Firenze); 23 luglio, “La religione: santuari, divinità e culti” (Laura Michetti, università di Roma La Sapienza); 30 luglio, “Le arti: botteghe “locali” e artigiani “venuti da fuori” (Stefano Bruni, università di Ferrara); 6 agosto, “…Ancora sull’origine degli Etruschi” (Vincenzo Bellelli, direttore parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia); 3 settembre, “Gli Etruschi e il Mediterraneo orientale” (Maurizio Sannibale, Musei Vaticani); 10 settembre, “Etruschi e Greci” (Maurizio Harari, università di Pavia); 17 settembre, “Gli Etruschi a Pompei e in Campania” (Luca Cerchiai, università di Salerno); 24 settembre, “Etruschi e Italici” (Gianluca Tagliamonte, università di Lecce); 1° ottobre, “Gli Etruschi nella valle del Po” (Elisabetta Govi, università di Bologna); 8 ottobre, “La fine degli Etruschi” (Jacopo Tabolli, università per Stranieri di Siena).

Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale cresce la collezione di Arte contemporanea con la donazione “L’Attesa” dell’artista Sergio Vecchio. Il direttore Tiziana D’Angelo: “L’opera porterà ancora una volta il suo sguardo nel Museo”. Ecco il programma della presentazione

Cresce la collezione di arte contemporanea dei parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa) con la donazione dell’opera “L’Attesa” dell’artista Sergio Vecchio, prematuramente scomparso nel 2018. L’appuntamento è per martedì 29 aprile 2025, alle 9.30, nella sala Spazio pubblico del museo Archeologico nazionale di Paestum. “La donazione di questa tela è un ritorno a casa per Sergio Vecchio, un artista che ha sempre vissuto Paestum in modo viscerale, segnandone con la sua pittura il paesaggio antico e quello contemporaneo”, dichiara il direttore dei Parchi, Tiziana D’Angelo. “Con grande emozione e gratitudine nei confronti della moglie Bruna Alfieri accogliamo “L’Attesa” all’interno della collezione pestana. L’opera porterà ancora una volta lo sguardo di Sergio Vecchio nel Museo, creando per i visitatori una nuova prospettiva sul passato di Poseidonia-Paestum”. Intervengono: Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia; Paolo Apolito, professore di Antropologia culturale all’università Roma Tre; Massimo Bignardi, professore di Storia dell’Arte contemporanea all’università di Siena; Renata Florimonte, dirigente scolastico liceo artistico “Sabatini-Menna”. Modera: Concita De Luca, vicepresidente della Commissione Pari opportunità dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Saranno presenti i docenti e i ragazzi del liceo artistico “Sabatini-Menna” (dove l’artista ha insegnato) con un’installazione dal titolo “Omaggio a Sergio Vecchio”. L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.

Il quadro, realizzato con la tecnica della pittura a olio su tela, rappresenta un bue e un asino affrontati, inseriti in un paesaggio notturno in cui si riconosce il colonnato di un tempio dorico. Sergio Vecchio, pittore e scultore pestano, aveva intrapreso un proficuo dialogo tra arte e archeologia nella sua terra natale concretizzatosi in due importanti mostre presso i Parchi: “Sancta Venera. Arte contemporanea e archeologia a Paestum” (2016) nello stabilimento industriale dell’ex fabbrica della Cirio e nel luogo del racconto (2018) al museo Archeologico nazionale di Paestum. La tela, gentilmente donata dalla famiglia Vecchio, è stata acquisita al patrimonio dello Stato con numero di inventario 25.M267-1.1 e sarà esposta in modo permanente in uno spazio a essa dedicato nel Museo.

Webinar “Strategie GIS per le indagini archeologiche” con il prof. Emeri Farinetti (università Roma Tre – Scuola Archeologica Italiana ad Atene – CAA-GR) promosso da AeGIS Athena (The Archaeological GIS Laboratory)

webinar_gis-strategies-for-archaeological-surveys_farinetti_locandinaAeGIS Athena (The Archaeological GIS Laboratory) promuove il webinar “Strategie GIS per le indagini archeologiche” con la professoressa Emeri Farinetti (università Roma Tre – Scuola Archeologica Italiana ad Atene – CAA-GR). La lezione si svolgerà il 26 febbraio 2025 alle 18.30 (alle 17.30, ora italiana). Per partecipare è possibile registrarsi tramite il link presente nel sito web: https://aegis.athenarc.gr/?page_id=760.

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La prof.ssa Emeri Farinetti (uniRoma Tre)

I sistemi di informazione geografica (GIS) sono diventati strumenti essenziali nelle moderne indagini archeologiche, offrendo strategie innovative per indagare, modellare e analizzare la complessità dei paesaggi del passato. L’intervento esaminerà lo stato dell’arte delle applicazioni GIS per i rilievi archeologici delle superfici, sottolineando il loro impatto trasformativo sulle metodologie di rilievo nell’ambito della modellazione GIS del paesaggio regionale. Viene inoltre evidenziato il ruolo dei GIS nella visualizzazione dei dati e nelle analisi avanzate, in particolare se integrati con dati ambientali e paesaggistici. Particolare attenzione è data all’incorporazione dei dati legacy, consentendo la reinterpretazione dei set di dati più vecchi in un quadro digitale. L’avvento dei GIS mobili ha ulteriormente rivoluzionato le indagini sul campo, fornendo raccolta dati in tempo reale e analisi geospaziali, oltre a migliorare il lavoro di squadra e le pratiche riflessive. Infine, vengono discusse le sfide e le opportunità poste dai big data e dai grandi archivi nella ricerca archeologica, compreso il potenziale per studi di indagini comparative su scala globale. Sintetizzando questi progressi, il discorso sottolinea la versatilità e il potenziale futuro delle tecnologie GIS nel migliorare la comprensione archeologica.

Roma. All’università di Roma Tre il convegno “Lungo l’acquedotto. L’Aqua Virgo nella sua storia passata e nel presente, dalla periferia al centro di Roma, tra archeologia e storia dell’arte”: storici dell’arte, archeologi, architetti, funzionari, ricercatori ne raccontano la forma, la storia, la fortuna, la funzione nella storia della città

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Martedì 3 dicembre 2024, dalle 9.30 alle 19, al dipartimento di Studi umanistici (aula magna – via Ostiense 234-236), il convegno “Lungo l’acquedotto. L’Aqua Virgo nella sua storia passata e nel presente, dalla periferia al centro di Roma, tra archeologia e storia dell’arte” a cura di Silvia Ginzburg e Francesca Mari. Storici dell’arte, archeologi, architetti, funzionari, ricercatori, cittadini impegnati nella conoscenza, conservazione, tutela dell’acquedotto Vergine ne raccontano la forma, la storia, la fortuna, la funzione nella storia della città, nel legame tra il suo centro e le sue periferie, nel suo rapporto con il passato e nel presente. Aderiscono: Accademia di Francia-Villa Medici; Bibliotheca Hertziana-Max-Planck Institut für Kunstgeschichte; dipartimento di Studi umanistici, università di Roma Tre; museo di Roma; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia; soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma; soprintendenza Capitolina ai Beni culturali.

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L’Acquedotto Vergine (Aqua Virgo) in via di Pietralata a Roma (foto sovrintendenza capitolina)

L’Acquedotto Vergine, fondato da Marco Vipsanio Agrippa nel 19 a.C., alimenta ancora le maggiori fontane del centro storico. Attraverso un focus sugli umanisti che nel corso del XVI secolo hanno commissionato opere ad architetti, pittori, scultori, stuccatori per giardini e dimore lungo il percorso dell’Aqua Virgo, dalle sorgenti di Salone all’area del Nazareno, la ricerca mira a far percepire la continuità culturale che legava il centro e la periferia della Roma cinquecentesca. Si vuole così rendere fruibile attraverso diversi mezzi di disseminazione la dimensione diacronica dello spazio abitato, restituendo il senso di un contesto già unitario attraverso la conoscenza di opere d’arte ormai collocate in sedi distanti. Con il duplice obiettivo di un’indagine scientifica e della divulgazione dei suoi risultati, il progetto si avvale della collaborazione di prestigiosi istituti di ricerca e musei (Bibliotheca Hertziana – Max-Planck Institut, Accademia di Francia-Villa Medici, Archivio del Moderno, museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Museo di Roma), della partecipazione di archeologi, storici dell’arte, architetti, restauratori della soprintendenza comunale e della soprintendenza speciale di Roma e di diverse università italiane e straniere, del dialogo con comunità patrimoniali e comitati popolari dei territori interessati. In un’ottica multidisciplinare si vuole ricostruire la storia della genesi e delle modifiche intervenute sui monumenti e sui paesaggi che insistono sul percorso dell’acquedotto, travolti da scelte urbanistiche spesso traumatiche, nel tentativo di ricostruirne la facies originaria, la fortuna, la vicenda conservativa e di ricostruire il significato di quegli episodi architettonici e decorativi cinquecenteschi nel rapporto con l’acquedotto allora, e oggi.

Programma. Alle 9.30, saluti: Alberto D’Anna (direttore del dipartimento di Studi umanistici, università di Roma Tre), Riccardo Santangeli Valenzani (università di Roma Tre), Ilaria Miarelli Mariani (direttrice del museo di Roma), Luana Toniolo (direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia), Francesca Alberti (Accademia di Francia – Villa Medici), Silvia Ginzburg (università di Roma Tre). Interventi: alle 10, Francesca Mari (università di Roma Tre) “Agostino Steuco e l’acquedotto Vergine nel Cinquecento”; 10.20, Maria Elisa Amadasi (Scuola Normale Superiore di Pisa) “Aqua Virgo, duemila anni al servizio dell’Urbe. Storia del più antico acquedotto in funzione a Roma”; 10.40, Anna Ferrari Aggradi (Comunità Patrimoniale di Vigna Mangani) “L’acquedotto Vergine nel racconto della Comunità Patrimoniale di Vigna Mangani”; 11, pausa caffè; 11.20, Francesca Romana Cappa (sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali), Valeria Trupiano (ministero della Cultura, Istituto centrale per il Patrimonio Immateriale) “L’acquedotto Vergine inVita”; 11.50, Flavio Fianco (Comitato Popolare Monti di Pietralata) “La scoperta del Vergine”; 12.10, Maria Luisa Mutschlechner (soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma) “Alcune sistemazioni di paesaggio lungo il tracciato dell’Acqua Vergine fuori le mura”; 12.30, Maria Elisa Amadasi (Scuola Normale Superiore di Pisa), Cristina d’Agostini (soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e paesaggio di Roma) “Le sorgenti dell’Aqua Virgo a Salone: nuove indagini in corso”; 13, discussione; 15, Andrea Bonavita (ricercatore indipendente) “Sui fonti dell’[Acqua] Vergine havea il suo bello Casalle. La villa del cardinale Trivulzio a Salone sotto nuova luce”; 15.20, Jana Zapletalová (Palacký University Olomuc), Grégoire Extermann (scuola universitaria professionale della Svizzera Italiana) “Da Roma a Praga. L’eredità della Villa di Agostino Trivulzio in Europa centrale”; 15.50, Chiara Andreotti (soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma), Ilaria Sgarbozza (soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma) “La Villa Trivulzio, il vincolo di tutela e le trasformazioni della Campagna Romana”; 16.20, Serena Quagliaroli (università di Torino) “Stucco e tecniche antiche nelle dimore del Cinquecento: un itinerario lungo l’Aqua Virgo”; 16.40, pausa caffè; 17, Letizia Tedeschi (Archivio del Moderno dell’Accademia di Architettura di Mendrisio – università della Svizzera Italiana) “Giovanni Fontana (1540-1614) da bravissimo muratore a architetto delle acque. Un’ipotesi di ricerca”; 17.20, Enrico Da Gai (architetto e storico dell’architettura) “nella meglior aria di Roma”; 17.40, Monica Ceci (sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali), Lorenzo Kosmopoulos (Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale) “Le arcate di via del Nazareno e l’arco di Claudio”; 18.10, Silvia Ginzburg (università di Roma Tre) “Polidoro e Maturino per Angelo Colocci”; 18.30, discussione e chiusura lavori.

Parco archeologico di Ostia antica. Per GEP 2024 visite guidate alla basilica costantiniana, sul Decumano, agli scavi del progetto “Ostia Post Scriptum”; e al porto di Claudio e Traiano. Orari ampliati

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Per le Giornate europee del patrimonio 2024 il parco archeologico di Ostia antica propone un articolato programma di iniziative. In entrambe le giornate il biglietto di ingresso in tutti i siti segue le consuete tariffe. Le aperture serali del Museo delle Navi e del Castello di Giulio II, dalle 19.30 alle 23, nella serata di sabato prevedono il biglietto di ingresso a 1 euro.

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Scavi archeologici ala basilica costanitiniana nell’area archeologica di Ostia antica (foto parco archeologico ostia antica)

28 SETTEMBRE 2024. Area archeologica di Ostia antica: apertura straordinaria della Galleria Lapidaria dalle 10 alle 17.15. Sono in programma visite guidate: alle 10.30, visita alla basilica costantiniana della Regio V “La basilica costantiniana di Osta: atrio e navata centrale” (Istituto Archeologico Germanico, università di Bonn e Colonia, università Sapienza) – max 25 persone – Appuntamento all’ingresso dell’area archeologica – durata prevista 1h30; 12.30, visita agli scavi in corso sul Decumano “Nuove taberne sul Decumano” (università Roma Tre) – max 25 persone – Appuntamento all’ingresso dell’area archeologica – durata prevista 1 ora; 14, visita alla basilica costantiniana della Regio V “La basilica costantiniana di Osta: atrio e navata centrale” (Istituto Archeologico Germanico, università di Bonn e Colonia, università Sapienza) – max 25 persone – Appuntamento all’ingresso dell’area archeologica – durata prevista 1h30; 15.30, visita agli scavi in corso sul Decumano “Nuove taberne sul Decumano” (università Roma Tre) – max 25 persone – Appuntamento all’ingresso dell’area archeologica – durata prevista 1 ora. Per tutte le visite si richiede prenotazione obbligatoria via e-mail a pa-oant.comunicazione@cultura.gov.it

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La mappa dell’area archeologica dei porti di Claudio e di Traiano con il percorso di visita e le zone interdette (foto pa-ostia)

Area archeologica dei porti imperiali di Claudio e di Traiano: orario di apertura ampliato, dalle 10 alle 17.45. Alle 11: Murixtutti: visita guidata a cura della responsabile scientifica dell’area, Marina Lo Blundo e dell’archeologa Valeria di Cola, alla scoperta dell’area archeologica dei porti di Claudio e di Traiano (Fiumicino) con focus sulle tecniche murarie impiegate nei grandi complessi di stoccaggio e nelle mura tardoantiche. Appuntamento presso la biglietteria. Prenotazione obbligatoria via email a pa-oant.portus@cultura.gov.it; 15, visita guidata all’area archeologica a cura della responsabile scientifica dell’area, Marina Lo Blundo. Appuntamento presso la biglietteria. Non è richiesta prenotazione.

Necropoli di Porto all’Isola Sacra: orario di apertura ampliato, dalle 10.30 alle 17.45. Ore 11, 12.30, 15, 16.30: visita guidata alla necropoli a cura della responsabile tecnica dell’area, arch. Maria Chiara Alati.

Museo delle Navi: orario di apertura ampliato, dalle 10 alle 17.15.

29 SETTEMBRE 2024. Area archeologica di Ostia antica. Apertura straordinaria della Galleria Lapidaria dalle 10 alle 17.15. Alle 10, visita agli scavi dell’Ostia Forum Project (università Humboldt di Berlino) – max 20 persone – Appuntamento davanti al Museo – durata prevista 1 ora; 11.30, visita agli scavi del progetto “Ostia Post Scriptum”: un nuovo edificio nell’area adiacente al Piazzale delle Corporazioni – max 25 persone – Appuntamento davanti al parcheggio interno – durata prevista 1 ora. Per entrambe le visite è richiesta prenotazione obbligatoria via e-mail a pa-oant.comunicazione@cultura.gov.it

L’Area archeologica dei porti di Claudio e di Traiano: orario di apertura ampliato, dalle 10 alle 17.45

La Necropoli di Porto all’Isola Sacra: orario di apertura prolungato dalle 10.30 alle 17.45

Il Museo delle Navi di Fiumicino: orario di apertura prolungato dalle 10.30 alle 17.15 e poi dalle 18.30 alle 23

Il Castello di Giulio II: orario di apertura prolungato dalle 13.30 alle 23

Il Conventino di Sant’Ippolito: orario di apertura dalle 11 alle 14.30

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Roma. Il racconto di due città” di Daniele Manacorda, quarto incontro della seconda edizione del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”

roma_villa-giulia_chi-ricerca-trova_incontro-daniele-manacorda_locandina“Roma. Il racconto di due città” di Daniele Manacorda è il titolo del libro protagonista del quarto terzo incontro della seconda edizione del ciclo di conferenze “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”, ricerche scientifiche, studi e progetti presentati da esperti e studiosi al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Mercoledì 17 aprile 2024, alle 16, incontro con il prof. Daniele Manacorda, autore del libro “Roma. Il racconto di due città” edito da Carocci (2022) per raccontare le mille sfaccettature della città, a pochi giorni dalle celebrazioni del Natale di Roma (21 aprile). I paesaggi, gli abitanti, le vicende di Roma sono state oggetto di una infinità di studi e pubblicazioni, ma i tremila anni di storia della città non sono mai stati indagati con l’ottica della tridimensionalità. Una lettura archeologica della stratificazione urbana giunge a proporre una definizione di Roma come città ‘duale’, divisa in due realtà profondamente compenetrate ma sovrapposte, sì che la fine della prima ha permesso, quasi mille anni fa, la nascita della seconda, nella quale tuttora viviamo. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it.

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L’archeologo Daniele Manacorda

Daniele Manacorda ha insegnato archeologia nelle università di Siena e Roma Tre. Ha diretto il primo progetto di archeologia urbana a Roma (Crypta Balbi) e gli scavi di Populonia in Toscana, accompagnati dall’allestimento del nuovo Parco archeologico dell’acropoli. Si è occupato di archeologia dei paesaggi urbani, di storia economica del mondo antico, di cultura materiale, di storia dell’archeologia, approfondendo temi connessi alle relazioni tra sistemi di fonti. È autore di numerosi interventi su aspetti dell’archeologia contemporanea e sulle politiche del patrimonio culturale. Attualmente è membro della Commissione scientifica delle Scuderie del Quirinale e consigliere di amministrazione della soprintendenza speciale ABAP di Roma.

Musei Vaticani. Tavola rotonda con discussione conclusiva del convegno “Χάσμα. Il trattamento della lacuna: principi, metodologie del restauro e attualità della teoria di Cesare Brandi”. In presenza e on line

vaticano_musei_convegno-Χάσμα-Il-trattamento-della-lacuna_locandinaIl 7 marzo 2024 nella sala conferenze dei Musei Vaticani, alle 15, si terrà la tavola rotonda con discussione conclusiva del convegno “Χάσμα. Il trattamento della lacuna: principi, metodologie del restauro e attualità della teoria di Cesare Brandi”. Il direttore dei Musei Vaticani Barbara Jatta, insieme ai componenti del Comitato organizzativo Alessandro D’Alessio, Carolina Gaetani, Alessandro Lugari e Tiziana Sòrgoni, introdurranno e animeranno l’incontro. La discussione sarà trasmessa in diretta streaming sul canale Youtube del Parco archeologico di Ostia antica al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=rx08pHpRGfw. Le giornate di studio tenutesi a Roma il 24, 25 e 26 gennaio 2024 nelle due sedi del dipartimento di Architettura di Roma Tre e della facoltà di Architettura della Sapienza (vedi Roma. “Χάσμα Il trattamento della lacuna: principi, metodologie del restauro e attualità della teoria di Cesare Brandi” a cura di Alessandro D’Alessio, Maria Carolina Gaetani, Alessandro Lugari e Tiziana Sòrgoni: tre giorni di convegno, in presenza e on line, promossi dalle università Roma Tre e Sapienza. Ecco il ricco programma | archeologiavocidalpassato), hanno visto l’ampia partecipazione di differenti figure professionali, rappresentando un importante momento di incontro e di condivisione su tematiche, metodologie e prospettive. I numerosi spunti di riflessione che i vari temi hanno aperto, hanno reso necessario dedicare uno spazio più ampio al confronto.

Giornata mondiale della Lingua e della Cultura ellenica: tre giorni di interventi in diretta on line dal Lazio alla Sicilia. Video, performance e ricerche dei liceali si alterneranno agli interventi di importanti studiosi, oltre ai grecisti di tutte le università laziali, sul tema “Le parole dei Greci”

roma_ambasciata-di-grecia_giornata-cultura-ellenica-2024_le-parole-dei-greci_locandinaLa Giornata Mondiale della lingua e cultura Ellenica quest’anno si concentra su “Le parole dei Greci” con tre giorni di interventi in diretta on line dal 7 al 9 febbraio 2024 in collaborazione con le delegazioni AICC di Palermo, Ponzano Romano (ROMA) e Siracusa. Video, performance e ricerche dei liceali si alterneranno agli interventi di importanti studiosi, oltre ai grecisti di tutte le università laziali. La giornata del 7 febbraio sarà trasmessa on-line sulla Link identifier #identifier__135611-1Piattaforma TEAMS. Le giornate dell’8 e del 9 febbraio saranno trasmesse sul Link identifier #identifier__34172-2canale YouTube dell’AICC Antico e Moderno. La Giornata Mondiale della lingua e cultura Ellenica è realizzata con la collaborazione di: museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, ambasciata della Repubblica Ellenica in Italia, Comune di Roma – assessorato alla Scuola, Ufficio Scolastico regionale del Lazio, università di Cassino e del Lazio Meridionale, Roma Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Tuscia, Consulta universitaria del Greco, Comunità ellenica di Roma e del Lazio, Comunità ellenica Siciliana, Federazione delle Comunità e Confraternite elleniche in Italia, associazione Antico e Moderno, AICC delegazione di Palermo e delegazione Randazzo di Siracusa, licei Augusto, Benedetto da Norcia, Manara, Tasso, Visconti di Roma, Cicerone di Frascati, Fiorentino di Lamezia Terme, Moro di Manfredonia, Gargallo di Siracusa, Vittorio Emanuele di Palermo.

Il PROGRAMMA. Mercoledì 7 febbraio 2024, mattina, dall’aula magna dell’università Roma Tre, Giornata di Roma e del Lazio: 8.30-14. Alle 8.30, saluti istituzionali. Seguono gli interventi. Paolo D’Achille, “Il greco che parliamo”; Adele Teresa Cozzoli, “Europa”; Emeri Farinetti, “Ecomuseo” + video; Alexia Latini, “Τεχνη”; 11.10- 11.30, pausa. Ester Cerbo, “Ecologia”; Dino De Sanctis, “Χαρακτηρ”; Michele Napolitano, “Γελωσ”; Roberto Nicolai, “Δημοκρατια”. Nei due ‘blocchi’ di interventi si alterneranno alle relazioni anche le performance di Theo Melissinopulos e dei ragazzi del liceo Foscolo di Albano Laziale.
Giovedì 8 febbraio 2024, mattina, dalle sedi dell’Associazione “Antico e Moderno”, 8.30-13.30. Alle 8.30, Liana Lomiento, “Μετρον” (dal Manara); 9, Rossano Munaretto, “Λυρα” (da Avezzano) + performance ragazzi; 9.40, Francesco Giannachi, “Ρωμιοσυνη” online; 10, Giampaolo Galvani, “Μυθοσ” (da Ascoli Piceno); 10.30, Marinella Linardos, “Θεραπεια” (registrata). Da Villa Giulia, Roma: 11, Maria Chnaraki, “Αγαπη”; 11.30, Caterina Carpinato, “Ποιηση”; 12, Nadia Terranova, “Γραφια”; 12.30, Giulio Guidorizzi, “Le parole dei Greci”. Nel pomeriggio, da Roma, Villa Giulia, 15-19, a cura della Comunità Ellenica di Roma e del Lazio. Maria Rosa Caracausi, “Γατα, Γαλη, Αιλυροσ”; Tiziana Cavasino, “Δημοκρατια”; Andria Dimosthenous, “Αγρονιζω = Αναγνωριζω, Καταλαβαινω”; Amato Luciano Fargnoli, “Labirinto”; Alfredo Moraci, “Archeologia”; Evi Pini, “Λεων”; Stefano Feltri, “Oligarchia”; Styliani Charistou, con i ragazzi della scuola greca di Roma, “Τα παιδία παίζει”.
Venerdì 9 febbraio 2024, Giornata del greco della Sicilia, 8.30-13.30. Da Palermo, cinema “De Seta”, con la collaborazione della Comunità Ellenica “Trinacria”, con il coro del liceo “Vittorio Emanuele II” e interventi dei licei classici della città: Salvatore Nicosia, “Μελαγχολια”; Nicola Cusumano, “Μετανοια”; Franco Giorgianni, “Αισχρον e Γελοιον”; Sonia Macrì, “Λιθοσ”. Dal liceo classico Gargallo di Siracusa: Vittorio Rizzone, “Λειτουργια”; Paolo Madella, “Οινοσ”. Da Roma, Villa Giulia: premiazioni dei concorsi “Ve lo racconto io, il mito!” e “Cantagrecia”. Pomeriggio, tutto online, 15.30-19. Maura Gancitano, “Ηθοσ”; Silvia Ronchey, “Ερωσ”; Giorgia Tribuiani, “Fantasia”; Maurizio De Rosa, “Παξιμαδι”; Evripidis Garantudis, “Θαλασσα”; Maria Mattioli, “Neologismi”; Antonis Fostieris, “Ποιηση”; Ghiannis Pappas, “Δημοκρατια”.