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Paestum (Sa). Inaugurato dal ministro Giuli “Paestum fuori le mura”, il nuovo allestimento del museo Archeologico nazionale al termine del vasto programma di riqualificazione e rinnovamento dell’edificio e dell’esposizione permanente avviato nel 2019: oltre quarantamila anni di storia tornano a comporsi in un unico racconto, dalla preistoria a Poseidonia, dal Grand Tour agli scavi recenti

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il direttore dei parchi archeologici Paestum e Velia Tiziana D’Angelo davanti alla Tomba del Tuffatore di Paestum (foto pa-paeve)

Oltre quarantamila anni di storia tornano a comporsi in un unico racconto: dalle prime testimonianze della presenza umana alla città greca di Poseidonia, dalle trasformazioni di età lucana e romana alla riscoperta di Paestum durante il Grand Tour, fino alle più recenti attività di ricerca archeologica. Dal 4 agosto 2026 il museo Archeologico nazionale di Paestum si presenta al pubblico nel suo allestimento completo, al termine del vasto programma di riqualificazione e rinnovamento dell’edificio e dell’esposizione permanente avviato nel 2019 dai parchi archeologici di Paestum e Velia.

Inaugurazione nuovo allestimento del museo Archeologico nazionale di Paestum: da sinistra, Luca Mercuri, Gaetano Paolino, Alessandro Giuli, Tiziana D’Angelo (foto pa-paeve)

A inaugurare “Paestum fuori le mura” è stato – lunedì 3 agosto 2026 – il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, insieme al direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo; presenti anche Luca Mercuri, dirigente delegato della direzione generale Musei, e Gaetano Paolino, sindaco di Capaccio Paestum. “Il museo Archeologico nazionale di Paestum rappresenta da anni un punto di riferimento per il territorio”, dichiara il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. “Il nuovo allestimento lo rende ancora più bello e ne amplia le possibilità di fruizione. Cura e accessibilità sono le parole chiave di questa giornata: un museo realizza pienamente la propria funzione quando favorisce la partecipazione e consente a ciascuno di sentirsi parte attiva della comunità. Professionalità, passione e tecnologie avanzate permettono di avvicinare pubblici sempre più numerosi. È così che il museo diventa un presidio fondamentale, capace di tenere viva una rete di relazioni e di rafforzare il senso di appartenenza. La cultura è anche presenza e prossimità ai cittadini”.

Allestimento della sezione romana del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)
La Tomba degli Atleti nella sezione “Oltre il museo” nei depositi del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

L’inaugurazione segna il punto di arrivo di un percorso sviluppato per fasi. Nel 2023 sono state riaperte la sezione dedicata alla Preistoria e alla Protostoria del territorio, le sale sui Santuari e sullo spazio pubblico della città greco-lucana e la nuova sezione “Oltre il museo”. Nel 2024 è stata inaugurata la sezione “Paestum: dalla città romana a oggi”. Con l’inaugurazione della sezione “Nuovi scavi e ricerche” e la riapertura delle sale dedicate alle necropoli, al territorio e alle tombe dipinte della città greco-lucana, il disegno espositivo del Museo giunge a compimento. Il titolo “Paestum fuori le mura” racchiude il cuore del nuovo racconto espositivo: lo sguardo si sposta oltre la cinta muraria dell’antica città, verso un paesaggio popolato in età greco-lucana da necropoli, santuari suburbani e rurali, nuclei abitativi e produttivi. Uno spazio tutt’altro che marginale, nel quale la città costruiva il proprio rapporto con il territorio, con il sacro e con la memoria dei defunti. Non si tratta, dunque, dell’apertura di un singolo nucleo espositivo, ma del momento conclusivo di un progetto pluriennale che restituisce il Museo nella sua interezza. Reperti, contesti archeologici, apparati didattici e strumenti multimediali costruiscono oggi una narrazione organica, capace di mettere in relazione la storia della città con quella delle comunità e del paesaggio che la circondavano. “Il nuovo allestimento del museo Archeologico nazionale di Paestum rappresenta un risultato di grande rilievo per la valorizzazione del patrimonio: porta a conclusione un progetto pluriennale che restituisce al Museo la piena unità del suo percorso e ne rafforza il ruolo nel panorama nazionale e non solo”, afferma Alfonsina Russo, capo del dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale. “Un risultato reso possibile anche dalla capacità di integrare risorse pubbliche e contributi privati, consolidando il legame con il territorio e ampliando la capacità del Museo di raggiungere nuovi pubblici”.

Collezione delle tombe dipinte del museo di Paestum: lastre funerarie di periodo greco-lucano (V-III sec. a.C.) (foto pa-paeve)

Il ritorno delle tombe dipinte. Tra i protagonisti della nuova esposizione c’è la straordinaria collezione delle tombe dipinte, uno dei nuclei più importanti e identitari del patrimonio archeologico di Paestum. Le lastre funerarie di periodo greco-lucano, databili tra il V e i primi decenni del III secolo a.C., tornano pienamente fruibili insieme ai rispettivi corredi, all’interno di un allestimento completamente rinnovato. Scene di ritorno del guerriero, combattimenti, gare, cortei e momenti di commiato raccontano i valori, le credenze e i ruoli sociali delle comunità lucane. Il nuovo percorso restituisce le pitture al loro contesto originario, ricostruendo le forme delle sepolture, i rituali funerari e le circostanze del rinvenimento. Le lastre non sono presentate soltanto come testimonianze di straordinario valore artistico, ma come parti di contesti funerari unitari. Il dialogo con i corredi consente di avvicinarsi alle storie delle persone per le quali quelle immagini furono realizzate e di comprendere il significato che la morte, la memoria e la rappresentazione dell’identità assumevano nella società lucana.

Il ministro Giuli con il direttore Tiziana D’Angelo tra le nuove sezioni del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

Alle tombe dipinte già presenti nel precedente allestimento, si aggiungono lastre che entrano ora per la prima volta prima volta nell’esposizione permanente del Museo. Spiccano, tra queste, le pareti dipinte della tomba a camera 113 della necropoli di Spinazzo, pregevoli per qualità di esecuzione del programma decorativo, sottoposte a un delicato intervento di restauro cofinanziato dal ministero della Cultura e dalla donazione privata della società Eutecne Srl. nell’ambito del programma nazionale Art bonus. Accanto alla collezione delle tombe dipinte, le sale dedicate alle necropoli e al territorio ricostruiscono l’organizzazione dello spazio esterno alla città in età greca e lucana. Reperti noti e materiali finora non esposti restituiscono i rapporti tra il centro urbano, i luoghi di culto, gli insediamenti, le attività produttive e le aree funerarie disseminate nella chora dell’antica Poseidonia.

Paestum fuori le mura” segna il completamento del progetto di rinnovamento del museo Archeologico nazionale di Paestum ed è un traguardo di grande significato”, dichiara il direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo. “È il risultato di un lavoro di squadra che oggi, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, restituiamo alla comunità e ai visitatori. Il nuovo allestimento racconta ciò che accadeva oltre le mura della città antica e il legame tra Poseidonia e il suo territorio, attraverso reperti provenienti da scavi ancora in corso, materiali finora conservati nei depositi e restauri realizzati anche grazie al sostegno dei nostri mecenati. Un museo non è soltanto un luogo di conservazione, ma uno spazio in cui il patrimonio viene interpretato, condiviso e reso accessibile. Il nuovo percorso tattile, esteso all’intero Museo, testimonia questo impegno e si inserisce in un più ampio progetto dedicato all’accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva. Con questo intervento il Museo di Paestum si conferma uno spazio aperto, di conoscenza e partecipazione. È un risultato che condividiamo con tutte le professionalità che hanno contribuito alla sua realizzazione a cui desidero esprimere un sentito ringraziamento e con tutta la comunità, alla quale oggi restituiamo un luogo fondamentale della propria identità e della propria cultura”.

Il manifesto che annunciava l’apertura del museo nazionale nel 1952 (foto pa-paeve)

Un Museo che racconta oltre quarantamila anni di storia. Fondato nel 1952 nel cuore dell’antica Poseidonia-Paestum, il museo conserva una delle più importanti collezioni archeologiche del Mediterraneo, formatasi attraverso oltre un secolo di scavi, studi e ricerche. L’edificio, progettato negli anni Trenta del Novecento secondo i principi dell’architettura razionalista, nacque per accogliere l’eccezionale ciclo di metope scolpite in arenaria, datate tra il 570 e il 560 a.C. e rinvenute nel santuario di Hera sul fiume Sele. Alle metope si sono aggiunte nel tempo testimonianze di valore eccezionale, prima fra tutte la celebre Tomba del Tuffatore, risalente al 480-470 a.C., unica tomba dipinta con scene figurate finora conosciuta nel mondo greco per questo periodo.

Veduta da drone del tempietto greco lungo le mura di Paestum con il team di archeologi che segue le ricerche: al centro la direttrice Tiziana D’Angelo (foto pa-paeve)

Il percorso museale, che dalla preistoria si spinge fino all’età moderna, comprende due sezioni concepite ex novo: “Oltre il museo”, inaugurata nel 2023 e dedicata ai depositi visitabili; e “Nuovi scavi e ricerche”, uno spazio dinamico nel quale presentare le attività condotte dai Parchi nell’ambito della ricerca, della tutela, della conservazione, della didattica e della valorizzazione. Quest’ultima sezione, aperta oggi per la prima volta, porta il pubblico “dietro le quinte” del Museo, rendendo visibile il lavoro svolto quotidianamente dal personale dei Parchi e l’impegno che accompagna ogni scoperta, dallo scavo allo studio, dalla conservazione alla restituzione pubblica. Le vetrine accolgono allestimenti temporanei dedicati anche alle collaborazioni con università, istituti di ricerca italiani e internazionali, scuole del territorio, enti e associazioni impegnati nel settore culturale. “Con il completamento del nuovo allestimento, il museo Archeologico Nazionale di Paestum offre al pubblico un racconto unitario e accessibile della città antica, del suo territorio e delle comunità che lo hanno abitato, valorizzando la straordinaria ricchezza delle sue collezioni”, afferma Luca Mercuri, dirigente delegato della direzione generale Musei. “È un progetto che unisce qualità scientifica e attenzione a tutti i pubblici, rafforza il ruolo di Paestum nel sistema museale nazionale e interpreta pienamente la funzione del museo contemporaneo: un luogo aperto, nel quale conservazione, ricerca e partecipazione concorrono a rendere il patrimonio sempre più comprensibile e condiviso”.

Nuovo allestimento del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

Un percorso accessibile e aperto alla comunità. Il rinnovamento del Museo non riguarda soltanto ciò che viene esposto, ma anche il modo in cui il patrimonio viene raccontato e condiviso. Apparati didattici, contenuti multimediali, supporti tattili e percorsi in Lingua dei Segni offrono diversi livelli di lettura e favoriscono l’accessibilità fisica, cognitiva e sensoriale. Gli interventi sono stati sostenuti dai programmi PON “Cultura e Sviluppo” FESR 2014-2020, dal Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche e da progetti finanziati dal PNRR, dedicati al miglioramento dell’accessibilità fisica e cognitiva, alla digitalizzazione del patrimonio documentale e all’efficientamento energetico. Con i lavori del PNRR “Miglioramento dell’accessibilità fisica e cognitiva del patrimonio archeologico e documentale storico e corrente del Parco Archeologico di Paestum e Velia” è stato integrato e completato, anche grazie alla collaborazione con il Museo Statale Tattile “Omero” di Ancona, il percorso tattile che accompagna il visitatore in tutte le sale, con 25 nuove riproduzioni in stampa 3D e con la realizzazione di supporti su misura e didascalie in italiano, inglese e Braille bilingue, che ripercorrono la storia di Poseidonia-Paestum. Sia le riproduzioni sia i relativi supporti sono stati progettati secondo i principi dell’universal design, in coerenza con i reperti originali. I supporti, corredati da didascalie, sono concepiti per essere movimentati insieme ai modelli che ospitano, così da consentire al percorso tattile del Museo di essere riproposto anche in mostre temporanee e in diversi allestimenti. In questo modo, l’intero progetto mantiene la propria unitarietà e identità anche in contesti espositivi differenti, valorizzando il patrimonio archeologico di Paestum. Nella strategia di accessibilità del Museo il nuovo percorso tattile coopera con il progetto “E.LIS.A. per Paestum”, precedentemente realizzato nelle sale espositive, promosso dalla Regione Campania in collaborazione con l’ENS – Ente Nazionale Sordi e coordinato dalla Fondazione IFEL Campania con fondi della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità. Il progetto ha previsto la disseminazione di contenuti multimediali in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e in International Sign Language (IS), pensati per rendere la visita sempre più inclusiva e per dare ai visitatori sordi la possibilità di esplorare il patrimonio culturale in modo completo e accessibile.

L’opera di Carlo Alfano nel giardino del museo Archeologico nazionale di Paestum: la prima installazione di arte contemporanea in un museo archeologico in Italia (foto pa-paeve)

“Paestum fuori le mura” è stato costruito assieme alla comunità. Nel cortile del Museo è stata ripristinata la piena funzionalità dell’installazione artistica realizzata da Carlo Alfano nel 1972, anche grazie al sostegno della famiglia Palmieri dell’azienda Vannulo, nell’ambito del loro impegno a favore della valorizzazione del patrimonio culturale. L’opera, concepita come conclusione del ciclo “Tempi prospettici” in seguito alla straordinaria scoperta della Tomba del Tuffatore avvenuta nel 1968, costituisce il primo esempio opera d’arte contemporanea installata in un museo archeologico, contestualizzando così il tema del dialogo tra antico e contemporaneo. Grazie al recente restauro, l’opera di Alfano torna a confrontarsi, grazie al complesso gioco di riflessioni e rifrazioni reso possibile dai suoi dispositivi ottici, con la celebre scena dipinta sulla lastra di copertura della sepoltura, esposta nella sala antistante.

Paestum (Sa). Dal 4 agosto il museo Archeologico nazionale si presenta al pubblico nel suo allestimento completo. Per l’occasione il direttore Tiziana D’Angelo accompagnerà la cittadinanza alla scoperta del nuovo percorso museale

Dal 4 agosto 2026, il museo Archeologico nazionale di Paestum (Sa) si presenta al pubblico nel suo allestimento completo. Con l’apertura delle nuove sale dedicate alle necropoli, al territorio, alle tombe dipinte e alla sezione dedicata ai nuovi scavi e ricerche in corso, si conclude un importante progetto di rinnovamento che restituisce ai visitatori un racconto unitario di oltre 40.000 anni di storia, dalla preistoria fino alle più recenti scoperte archeologiche. Per celebrare questo importante traguardo, il direttore dei Parchi, Tiziana D’Angelo, sarà lieta di accogliere la cittadinanza e accompagnarla alla scoperta del nuovo percorso museale, condividendo un momento speciale con la comunità e con tutti coloro che desiderano conoscere il volto rinnovato del Museo.

Tiziana D’Angelo confermata per altri quattro anni alla direzione dei parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa). Il personale la intervista per un bilancio “emozionale” e l’annuncio delle linee programmatiche per il nuovo mandato

Tiziana D’Angelo, direttrice dei parchi archeologici di Paestum e Velia, sullo scavo del tempietto dorico nel santuario presso le mura di Poseidonia (foto pa-paeve)

“Sono entusiasta di entrare a far parte di una squadra di lavoro eccezionale e di una comunità vivace, da cui ho ricevuto un’accoglienza estremamente calorosa. Le criticità insorte a causa dell’emergenza sanitaria degli ultimi due anni sono state affrontate e risolte egregiamente, e il Parco è pronto per una nuova fase di crescita”: così Tiziana D’Angelo all’indomani del suo insediamento alla direzione dei parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa). Era la primavera del 2022 (vedi Primo giorno di lavoro per Tiziana D’Angelo, neodirettore del parco archeologico di Paestum e Velia, che annuncia progetti per il sito di Velia, l’area archeologica di Paestum e il museo Archeologico nazionale di Paestum | archeologiavocidalpassato). Sono passati 4 anni, e per Tiziana D’Angelo è arrivata la conferma al suo secondo mandato, fino al 2030. Niente conferenza pubblica per annunciare l’importante decisione del ministero della Cultura, ma un’intervista “sui generis” fatta dallo stesso personale dei Parchi: un’occasione per un breve bilancio “emozionale” e l’annuncio delle linee programmatiche per i prossimi quattro anni.

Teresa Ronga, addetta marketing e comunicazione dei Parchi di Paestum e Velia: “Se dovesse scegliere di raccontare questi primi 4 anni in una sola parola, quale sceglierebbe e perché?”. Risponde Tiziana D’Angelo: “Travolgente: sia a livello umano sia professionale. In questi 4 anni Paestum e Velia mi hanno trasformato da dentro e mi hanno dato piccole grandi cose che forse cercavo da una vita”.

Mauro Omar De Rosa, assistente per la tutela, l’accoglienza e la vigilanza del patrimonio e dei servizi culturali dei Parchi: “Qual è stata la sfida più complessa che ha dovuto affrontare in questi anni, quel momento in cui ha sentito maggiormente il peso e la responsabilità di gestire un luogo come questo?”. Risponde Tiziana D’Angelo: “Sicuramente le persone, nella loro meravigliosa complessità. La sfida, fatta anche di tanti errori, di costruire una comunità di Paestum e Velia e di prendermene cura, a partire dalla squadra dei parchi, passando per i cittadini del Cilento e senza trascurare i visitatori da ogni angolo del mondo, perché sono loro da sempre a fare la storia di questi meravigliosi luoghi”.

Gaetano Del Gaudio, assistente per la tutela, l’accoglienza e la vigilanza del patrimonio e dei servizi culturali dei Parchi: “Il lavoro svolto in questi anni, come ha cambiato il volto di Velia?”. Risponde Tiziana D’Angelo: “In questi anni è in un certo senso rinata con nuovi scavi, mostre, e progetti innovativi di manutenzione e restauro. Abbiamo ampliato la squadra facendo spazio al servizio civile e al volontariato, e abbiamo cercato nuovi linguaggi per comunicare con il nostro pubblico in modo sempre più accessibile e inclusivo”.

Francesco Uliano Scelza, funzionario archeologo dei Parchi: “Il futuro di questo territorio passa da Velia?”. Risponde Tiziana D’Angelo: “Sì, perché qui affondano le sue radici e qui si possono riscoprire importanti valori della cultura cilentana, dall’attenzione al benessere al profondo rispetto per la natura. Ma in realtà siamo noi a imparare da questo territorio attraverso progetti e collaborazioni come la realizzazione di percorsi di archeo trekking o la produzione di olio extra vergine d’oliva, progetti che legano il passato archeologico all’oggi e rendono Velia un parco vivo”.

Rossella Anna Tedesco, responsabile ufficio stampa e promozione dei Parchi: “Guardando avanti ai prossimi quattro anni, qual è la direzione e che promessa ti senti di poter portare avanti?”. Risponde Tiziana D’Angelo: “La mia promessa è con il territorio. A Paestum guarderemo alla chora, dalle mura al santuario di Santa Venera fino al museo dell’Heraion sul Sele. A Velia invece lavoreremo sul paesaggio archeologico e naturale e le daremo finalmente un suo museo. E poi un impegno personale con gli abitanti di questo meraviglioso territorio perché adesso ho altri 4 anni per imparare un po’ di Cilentano”.

Paestum (Sa). Con “Otium” al via la rassegna “I racconti della luna” i parchi archeologici di Paestum e Velia, passeggiate tematiche dopo il tramonto. Ecco il programma

Quando cala la sera, Paestum e Velia raccontano una nuova storia. Con la rassegna “I racconti della luna” i parchi archeologici di Paestum e Velia aprono una nuova stagione di serate in cui l’archeologia si lascia attraversare dalla luce della notte e diventa racconto con il primo appuntamento ” OTIUM”, sabato 18 luglio 2026, alle 20. Per la prima volta, l’intera area archeologica di Paestum si accende dopo il tramonto: templi, strade e spazi della città antica riemergono nella luce serale, permettendo di attraversare i luoghi in cui l’otium prendeva forma. Un’esperienza tra visite a cura del direttore dei Parchi Tiziana D’Angelo e degli archeologi, performance e degustazioni di vino, in un paesaggio che si fa soglia e sospende il tempo. L’appuntamento si svolgerà il 18 luglio 2026, dalle 20 alle 24, con ultimo ingresso consentito alle 23.15. La prenotazione è obbligatoria e dovrà essere effettuata indicando il turno di visita prescelto tra quelli disponibili, fissati alle 20.30, 21.15 e 21.30. La partecipazione è a numero chiuso, con un massimo di 50 partecipanti per ciascun turno.

“I Racconti della Luna” è la nuova rassegna estiva che, per la prima volta, apre al pubblico i Parchi archeologici in una dimensione notturna, tra luce, silenzio e suggestioni senza tempo. Quattro appuntamenti per attraversare luoghi millenari accompagnati dal racconto degli archeologi, vivere la magia del paesaggio sotto il cielo stellato, condividere un calice di vino e lasciarsi coinvolgere da performance artistiche create per ogni serata. 18 luglio 2026, “Otium” a Paestum; 13 agosto 2026, “Mito” a Paestum; 22 agosto 2026, “Potere” a Paestum; 28 agosto 2026, “Uomini di Mare” a Velia. Per partecipare all’iniziativa, la prenotazione è obbligatoria e dovrà essere effettuata scrivendo a pa-paeve.promozione@cultura.gov.it  indicando il turno di visita prescelto tra quelli disponibili, fissati alle 20.30, 21.15 e 21.30. Apertura delle aree archeologiche di Paestum (area del Tempio di Nettuno e della Basilica) e di Velia (parte basa della città) dalle 20 fino a mezzanotte con ultimo ingresso alle 23.15.

Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale il convegno “Paestum e il dorico: nuove proposte sull’architettura sacra in Magna Grecia”: storici, archeologi e architetti si confronteranno su forme, proporzioni e soluzioni costruttive. Con visita al Tempietto dorico. Ecco il programma

Il 16 luglio 2026, al museo Archeologico nazionale di Paestum, si terrà “Paestum e il dorico: nuove proposte sull’architettura sacra in Magna Grecia”, giornata di studi dedicata al dorico, il linguaggio architettonico che ha modellato templi e santuari in tutto il Mediterraneo antico e che ha conosciuto una straordinaria fortuna in epoca moderna, grazie al Grand Tour. Il convegno nasce nel cuore di un contesto unico: lo scavo in corso del Tempietto presso le mura occidentali di Paestum, un edificio dorico che sta restituendo dati preziosi sulle tecniche costruttive e sulle pratiche rituali delle comunità greche d’Occidente. Durante la giornata, storici, archeologi e architetti si confronteranno su forme, proporzioni e soluzioni costruttive, mettendo a dialogo esperienze diverse per comprendere come il dorico sia diventato, tra antico e moderno, un linguaggio condiviso e al contempo ricco di varianti locali.

PROGRAMMA. Alle 9.30, Saluti istituzionali e apertura dei lavori: Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia; Roberto Vannata, dirigente del Servizio II della direzione generale Musei; 9.45, “L’architettura monumentale a Taranto tra arcaismo e protoclassicismo” con Giorgio Rocco, Politecnico di Bari; 10.15, “Tra dorico e ionico. Nuovi dati sulle architetture arcaiche cumane” con Carlo Rescigno, Scuola Superiore Meridionale; 10.45,Note preliminari sull’architettura templare agrigentina nell’età di Terone” con Giorgio Rocco e Antonello Fino, Politecnico di Bari; 11.15, Pausa caffè; 11.45, “Per il dorico di Paestum – osservazioni sul tempio di Nettuno” con Dieter Mertens, Istituto Archeologico Germanico di Roma; 12.15, “Il dorico pestano e il dibattito settecentesco sulle origini dell’architettura” con Fabio Mangone, università di Napoli “Federico II”; 13, Pranzo; 14,Le terrecotte architettoniche dagli scavi del tempietto: tetti e sistemi decorativi” con Carlo Rescigno e Andrea Averna, Scuola Superiore Meridionale; 14.30,Il tempio dorico tardo-arcaico presso le mura di Paestum: una proposta ricostruttiva” con Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia; Maria Boffa, Francesco Scelza, Teresa Demauro, Francesco Mele, Vincenzo Amato, per i parchi archeologici di Paestum e Velia; 15,Verso la mostra “La città nel tempio” con Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia; Maria Boffa, Giovanna Renga, Ornella Silvetti (Ales), Rosaria Sirleto (Ales), Teresa Demauro, per i parchi archeologici di Paestum e Velia. A seguire visita allo scavo del tempietto presso le mura di cinta di Paestum.

Parco archeologico dei Campi Flegrei (Na). Tiziana D’Angelo nominata direttore delegato in attesa del nuovo direttore al posto dell’uscente Fabio Pagano

Parco archeologico dei Campi Flegeri: Fabio Pagano, direttore uscente, con Tiziana D’Angelo, direttore delegato (foto pa-paeve)

Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, è stata nominata direttore delegato del parco archeologico dei Campi Flegrei, che le dà il benvenuto, con lo scopo di assicurare la continuità amministrativa in attesa della nomina del nuovo direttore al posto dell’uscente Fabio Pagano. La dottoressa D’Angelo esprime un sincero ringraziamento al ministero della Cultura per la fiducia riposta e rivolge al contempo un pensiero di stima e gratitudine al collega Fabio Pagano per il lavoro svolto alla guida del parco archeologico dei Campi Flegrei. “Nel raccogliere questo testimone”, assicura Tiziana D’Angelo, “l’obiettivo sarà quello di proseguire nel solco tracciato, valorizzando il lavoro già avviato e affrontando le nuove sfide in piena sinergia con la squadra del Parco, alla quale mi lega una profonda fiducia. Insieme continueremo a lavorare per la tutela, la ricerca e la valorizzazione di un patrimonio straordinario, sempre più aperto al dialogo con il territorio e con le comunità”.

Paestum. Gli studenti del liceo Artistico “Sabatini Menna” di Salerno coinvolti nel contest artistico “Memorie Incise. L’Arte reinterpreta la Moneta Antica”, chiamati a reinterpretare in chiave contemporanea alcune antiche monete di Paestum e Velia. Voto on line del pubblico e tecnico di una giuria presieduta dal direttore Tiziana D’Angelo

Un’antica moneta può trasformarsi in una nuova forma d’arte? Una risposta potrà arrivare da “Memorie Incise. L’Arte reinterpreta la Moneta Antica”, il contest artistico organizzato dai parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa) che coinvolge gli studenti del liceo Artistico “Sabatini Menna” di Salerno in un dialogo tra archeologia, creatività e nuove generazioni che invita gli studenti a reinterpretare in chiave contemporanea alcune antiche monete di Paestum e Velia, trasformando simboli e immagini del passato in nuove visioni artistiche. Il progetto è stato ideato dalla dott.ssa Olena Vynarchuk nell’ambito di una ricerca di dottorato all’università di Salerno. Gli studenti realizzeranno circa 20 elaborati artistici ispirati a 9 monete antiche greco-romane, di cui 5 coniate direttamente dalle città di Paestum e di Velia. Le opere saranno consegnate entro il 17 maggio 2026 e, dal 20 al 27 maggio 2026, entrerà in gioco anche il pubblico, chiamato a partecipare alla scelta attraverso una votazione online. Al giudizio degli utenti si affiancherà quello di una giuria di esperti, presieduta dal direttore dei Parchi Tiziana D’Angelo, in un confronto tra sensibilità, creatività e competenze. La valutazione finale sarà composta: 2/3 voto del pubblico, 1/3 voto della giuria. I primi tre lavori classificati entreranno temporaneamente nel percorso espositivo del Museo di Paestum, all’interno di una bacheca dedicata ai progetti didattici e alla valorizzazione contemporanea del patrimonio archeologico. Un riconoscimento che trasforma il percorso creativo degli studenti in una vera esperienza museale.

Paestum. Al parco archeologico “pulizie di primavera” ai pavimenti mosaicati delle case romane: l’intervento della direttrice Tiziana D’Angelo e della restauratrice Milena Micillo

Interventi di pulizia sui pavimenti mosaicati delle case romane di Paestum (foto pa-paeve)

È primavera. Anche al parco archeologico di Paestum (Va) è tempo di “pulizie”. È la direttrice Tiziana D’Angelo a portarci direttamente sul cantiere delle case romane dove Milena Micillo, restauratrice Ales / parchi archeologici di Paestum e Velia, illustra l’intervento in atto sui pavimenti mosaicati delle domus. Ecco il video dei parchi archeologici di Paestum e Velia.

“Stiamo passeggiando per le case romane di Paestum”, spiega Tiziana D’Angelo. “È arrivata la bella stagione ed è tempo anche per noi di fare un po’ di pulizie di primavera. La nostra squadra di manutenzione programmata sta portando avanti un intervento importante sulle pavimentazioni mosaicate. Entriamo in una delle domus e spiamoli mentre lavorano”. “Nell’intervento di manutenzione e restauro dell’opus signinum”, spiega la restauratrice Milena Micillo, “abbiamo utilizzato principalmente del biocida per togliere la vegetazione che era all’interno della superficie lungo tutto il perimetro. Dopodiché ci siamo serviti di una pulitura utilizzando una soluzione in ammonio carbonato e di spazzole di nylon per la rimozione del deposito superficiale. Nella seconda fase abbiamo previsto di andare a rimuovere le stuccature che non sono compatibili attualmente con la superficie e rifarle con una malta compatibile con essa”.

 

Tutti venduti i 100 esemplari emessi dai Parchi archeologici di Paestum e Velia del biglietto Aeternum, il primo “pass” che vale tutta la vita promosso da un’istituzione culturale statale. Il direttore Tiziana D’Angelo: “È la mia dichiarazione d’amore verso questi luoghi”

L’eternità è l’attimo infinito, è quella sensazione che ti porti addosso e che il tempo non riesce a cancellare, è tutto ciò che resta anche “oltre” e che vive nei ricordi. È un’emozione che continua a vibrare anche quando il momento è passato. È un luogo che ti chiama ancora, anche dopo che lo hai lasciato. È uno sguardo, una pietra, un silenzio che custodisce secoli. Da questo nasce qualcosa che non è solo un biglietto. È una promessa. È un legame. È memoria. È storia. Nasce Aeternum, il biglietto eterno dei parchi archeologici di Paestum e Velia, il primo Biglietto Eterno promosso da un’istituzione culturale statale: un “pass” che vale tutta la vita, perché la storia non è fatta per essere visitata una sola volta… ma per essere vissuta, amata, ritrovata ogni volta come fosse la prima. Perché l’eternità è tutto ciò che supera il tempo e che continua a vivere dentro di noi, per sempre.

Cento esemplari numerati, al costo di 250 euro l’uno. Nominale, irripetibile. Non è un abbonamento. È una dichiarazione. Significa scegliere di appartenere a un luogo. Tornare senza limiti. Crescere insieme alla storia. Emessi il 13 febbraio 2026, sono andati esauriti in un lampo. “È accaduto qualcosa di straordinario”, commentano alla direzione dei parchi di Paestum e Velia. “I 100 Biglietti Eterni dei parchi archeologici di Paestum e Velia sono stati scelti, uno dopo l’altro, da cento persone che vedranno la loro storia intrecciarsi con quella di questi luoghi. Un progetto nato come iniziativa speciale è diventato un legame permanente. A chi ha scelto AETERNUM, grazie per aver deciso di coltivare un legame infinito con i Parchi”. Realizzato in lamina placcata color oro, custodito in un cofanetto dedicato, firmato dal direttore Tiziano D’Angelo: AETERNUM è pensato per durare, come il nostro patrimonio. Un gesto simbolico. Un oggetto unico. Un legame definitivo. Perché l’eternità non si visita, si sceglie.

Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia (foto pa-paeve)

“Ci sono luoghi che incontri e che, senza che tu lo sappia, ti scelgono per sempre”, commenta il direttore Tiziana D’Angelo. “La prima volta che ho visto Paestum ero poco più che una ragazzina. Velia è arrivata dopo, come una rivelazione silenziosa. Non immaginavo che un giorno sarebbero diventate parte così importante della mia vita. Eppure è successo. Dirigere questi Parchi significa custodire non solo maestosi templi e straordinari reperti, ma anche vite. Storie di comunità, di donne e uomini che hanno abitato questi luoghi, che hanno amato, costruito, sperato. A Paestum e a Velia l’eternità non è un concetto astratto. É per questo che abbiamo scelto di presentare qualcosa che parla di durata, di legame, di appartenenza. AETERNUM: il Biglietto Eterno. È la mia dichiarazione d’amore verso questi luoghi. Un modo per dire: questa storia mi appartiene e io le appartengo. Ci sono incontri che cambiano il nostro cammino. Alcuni, semplicemente, restano per sempre”.

Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale “Ricordi Sergio? Un tributo all’artista a otto anni dalla sua scomparsa”: momento di ricordo, riflessione e condivisione, per celebrare l’eredità artistica e umana di Sergio Vecchio

“Ricordi Sergio? Un tributo all’artista a otto anni dalla sua scomparsa”: mercoledì 11 febbraio 2026, alle 16, nello spazio pubblico del museo Archeologico nazionale di Paestum incontro dedicato alla figura di Sergio Vecchio, a otto anni dalla sua scomparsa. L’iniziativa intende rendere omaggio all’artista e al suo percorso umano e creativo, sottolineando il legame profondo che unisce Sergio Vecchio a Paestum. Un rapporto che si è concretizzato, lo scorso anno, nella donazione al Museo di una tela da parte della famiglia dell’artista che celebra il forte legame di Vecchio con il paesaggio pestano. L’opera, dal titolo “L’attesa”, oggi parte integrante del patrimonio del museo Archeologico nazionale di Paestum, rappresenta un segno tangibile della volontà di mantenere viva la sua memoria attraverso l’arte, affidandola a un luogo simbolo della storia e dell’identità culturale del territorio.

L’incontro, aperto a tutti, sarà un momento di ricordo, riflessione e condivisione, per celebrare l’eredità artistica e umana di Sergio Vecchio e il valore della donazione come gesto di dialogo tra memoria privata e patrimonio collettivo. Oltre alla moglie dell’artista, Bruna Alfieri e ai figli Viviana e Marco, saranno presenti alla commemorazione: il direttore dei Parchi Tiziana D’Angelo, l’antropologo Paolo Apolito, lo storico e critico d’arte Massimo Bignardi e il giornalista e scrittore Paolo Romano, tutte personalità che hanno condiviso con l’artista un rapporto di vicinanza umana e intellettuale, testimoni del suo percorso artistico e della sua eredità culturale. A seguire, visita all’opera di Sergio Vecchio esposta stabilmente nel Museo e alla nuova sezione “Paestum: dalla città romana ad oggi”, recentemente rinnovata e aperta al pubblico.