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#domenicalmuseo al parco archeologico di Catania: ingresso gratuito al Teatro Antico e nei siti di Catania e nei musei di Adrano, Centuripe, Caltagirone e Militello Val di Catania

Il parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci, diretto da Giuseppe D’Urso, partecipa il 1° febbraio 2026 all’iniziativa dell’assessorato regionale dei Beni Culturali della Regione Siciliana con l’apertura dei siti gestiti in città e nell’area metropolitana a ingresso gratuito. Per chi resta a Catania sarà possibile fare un salto nel tempo, piombando in epoca greco-romana, visitando il Teatro Antico di via Vittorio Emanuele dove, al civico 266, un insospettabile portone di un palazzo settecentesco conduce turisti e appassionati di archeologia nel bel mezzo del complesso monumentale del Teatro Antico. Fra i percorsi, si segnala anche quello a Casa Liberti, edificio storico che espone una raccolta di reperti provenienti dallo stesso sito (orari 9-19, ultimo ingresso 18.30).

Terme della Rotonda a Catania (foto melamedia)

Sempre a Catania, nel centro storico, dalle 9 alle 13 sono aperte le Terme della Rotonda (poi trasformate in chiesa bizantina) e quelle dell’Indirizzo, dove scoprire percorsi della città antica legati alla presenza di corsi d’acqua provenienti dall’Etna che alimentavano gli stabilimenti termali. In via Crociferi, nella chiesa di San Francesco Borgia annessa al grande convento dei Gesuiti, insieme alla collezione permanente di arredi liturgici appartenuti ai padri e alle grandi dipinti delle navate, in mostra fino al 13 febbraio la raccolta di scatti di Renato Zacchia “Agatha e i suoi volti”, omaggio del celebre fotografo alla patrona della città, Sant’Agata, con l’obiettivo puntato sulla gente e sul sentimento profondo dei devoti di tutte le età (domenica 9.30-13.30).

Museo Archeologico regionale “Saro Franco”: busto femminile in terracotta (fine V sec. a.C.) (foto parco ct)

Museo Archeologico di Centuripe: ritratto marmoreo di Augusto (foto parco ct)

Ad Adrano il museo regionale “Saro Franco”, con le collezioni archeologiche degli scavi nell’antica Adranon, sarà aperto dalle 9 alle 13. A Caltagirone, l’allestimento temporaneo del Museo regionale della Ceramica a Palazzo Libertini, accoglierà i visitatori dalle 9 alle 18.30. Stesso orario a Centuripe, al museo Archeologico, dove ammirare la storia della città che vide il suo massimo splendore in epoca romana: come documentano anche gli straordinari ritratti marmorei dell’imperatore Augusto di recente affidati definitivamente al Museo di Centuripe grazie all’intervento del direttore del Parco, Giuseppe D’Urso.

Chiesa di Santa Maria la Vetere a Militello (foto parco ct)

Infine a Militello in Val di Catania, visite dalle 10 alle 13.30 nella chiesa di S. Maria la Vetere, prezioso gioiello dalla lunga storia (edificato in epoca normanna e continuamente rimaneggiato, oggi è un magnifico palinsesto di stili e culture) sopravvissuto al terremoto del 1693 che distrusse numerosi centri abitati della Sicilia orientale.

 

Il parco archeologico greco-romano di Catania è finalmente realtà: dalla stipe votiva di piazza San Francesco ai teatri antichi alle terme della Rotonda

L'area del parco archeologico greco-romano di Catania con le perimetrazioni definite

L’area del parco archeologico greco-romano di Catania con le perimetrazioni definite

Il parco archeologico greco-romano di Catania è una realtà. I parchi archeologici erano stati istituiti dalla Regione Sicilia con decreto del 2010, ma solo nei giorni scorsi è stato riconosciuto ufficialmente quello di Catania con un nuovo decreto regionale che entrerà in vigore alla fine di aprile, definendone finalmente la perimetrazione. Lo ha annunciato a Palazzo degli Elefanti, sede del municipio, al sindaco di Catania Enzo Bianco l’assessore regionale ai Beni Culturali, Maria Rita Sgarlata. “Un riconoscimento importante per Catania – commenta Bianco -. Ringrazio l’assessore Sgarlata per l’attenzione, l’interesse, il coraggio dimostrati per il riconoscimento di questa realtà così diversa dagli altri parchi archeologici che coincide con la città vissuta e stratificata. L’averne fissato i confini è un incoraggiamento forte per lavorare al recupero dei beni culturali”. L’assessore regionale Sgarlata sottolinea come ci sia stato “un percorso condiviso con il sindaco e i vertici della soprintendenza e del Parco Archeologico. Il parco archeologico di Catania – continua – non era stato previsto tra i parchi siciliani ma abbiamo scelto di inserirlo proprio per la sua particolarità di essere parte viva all’interno del tessuto cittadino. Con la perimetrazione sarà possibile la tutela e salvaguardia di questo sistema complesso”.

La stipe votiva di piazza San Francesco ha restituito migliaia di ceramiche

Il bassorilievo in marmo con Demetra e Proserpina trovato presso la Procura (all’epoca la Banca d’Italia), in via Manzoni

Il Parco archeologico greco-romano di Catania (nome completo Parco archeologico greco romano di Catania e delle aree archeologiche dei comuni limitrofi) comprende aree archeologiche e museali che per la maggior parte si trovano nella città di Catania. Il parco – come specifica la legge – si occupa di ricerca, manutenzione, valorizzazione e fruizione di circa un centinaio fra siti e monumenti archeologici, nonché della tutela di diverse migliaia di reperti, tra cui le migliaia di reperti della stipe votiva di piazza San Francesco, trovata in maniera fortuita nel 1959: un deposito di ceramiche greche dedicato a Demetra, tra i più importanti e ricchi complessi votivi dell’Occidente greco con materiali dalla fine del VII a tutto il IV secolo a.C.  I reperti sono oggi custoditi dal Parco archeologico greco-romano di Catania.

I resti dell'anfiteatro romano di Catania in piazza Stesicoro davanti a S. Agata

I resti dell’anfiteatro romano di Catania in piazza Stesicoro davanti a S. Agata

Una veduta aerea del centro di Catania: ben visibili le strutture romane antiche

Una veduta aerea del centro di Catania: ben visibili le strutture romane antiche

Tra i siti gestiti nel territorio comunale di Catania quelli la cui apertura al pubblico è garantita con orari regolari sono l’anfiteatro (oggi è visibile una piccola sezione in piazza Stesicoro. Fu costruito probabilmente nel II secolo), il teatro (situato in centro storico, il suo aspetto attuale risale al II secolo secolo quando, sotto l’imperatore Adriano, fu restaurato l’antico teatro greco), l’odeon (accanto al teatro greco-romano), le terme della Rotonda (databili al I-II secolo d.C. su un sito in cui in epoca bizantina è sorta una chiesa intestata alla Vergine Maria. L’appellativo di Rotonda viene proprio dalla singolare struttura architettonica della chiesa con una grande cupola sorretta da possenti  contrafforti posta su un ambiente quadrato. La struttura termale appare come un grande complesso di edifici quadrangolari connessi tra loro. C’è una grande sala absidata – forse un “frigidarium” – a cui si appoggia sul lato est un grande ambiente a ipocausto (sistema di riscaldamento ad aria calda) ricco di numerose “suspensurae” (pilastrini) che dovevano reggere un pavimento mosaicato di cui pure si sono rinvenute esigue tracce e identificabile come “calidarium”. A sud si aprono diversi altri ambienti appartenenti alla fase di II-III secolo, come due pavimenti ad ipocausto pertinenti a piccoli ambienti circolari, forse un “tepidarium”). Sono invece ancora soggetti a lavori per la fruizione le terme dell’Indirizzo, mentre altre aree archeologiche quali il foro o il cosiddetto Ipogeo Quadrato sono visitabili su prenotazione. Per garantire la fruizione dei reperti archeologici trovati a Catania sono state realizzate due sezioni espositive, Casa Pandolfo e Casa Libérti, entrambe ospitate presso il teatro romano e costituenti l’antiquarium regionale del Teatro romano.

Le terme romane della Rotonda nel parco archeologico di Catania

Le terme romane della Rotonda nel parco archeologico di Catania

Le perimetrazioni dei parchi archeologici erano state stabilite con la legge 20 del 2000. L’inserimento e il riconoscimento del parco catanese porterà alla migliore salvaguardia del beni culturali della città perché vi sarà una autonomia finanziaria e di gestione sganciata dalla burocrazia regionale a cui finora era destinato il 70 per cento degli introiti. Tale percentuale sarà gestita dal Parco stesso come sta già avvenendo ad Agrigento con la Valle dei Templi. “Soddisfazione”, è stata espressa, tra gli altri, anche dalla soprintendente Fulvia Caffo “per i risultati che si potranno avere con il Museo Regionale Multidisciplinare, una realtà unica nel suo genere”.