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A Paestum e Velia “Natale con gli dei”: il parco archeologico per le feste apre le porte di sera con passeggiate al chiaro di luna con lanterne, visita ai depositi del museo, laboratori a tema per i bambini

paestum_parco_natale-con-gli-dei_programma_locandinaSarà un “Natale con gli dei” a Paestum e Velia, con aperture straordinarie sotto le stelle. Il parco archeologico di Paestum e Velia, durante le festività natalizie, apre infatti le porte anche in orario serale. Un’occasione unica per vivere il Natale all’insegna della cultura e delle tradizioni che coinvolgono grandi e piccini. In programma passeggiate al chiaro di luna con lanterne tra i templi di Paestum e nell’antica città di Elea, visite ai depositi del museo dove potrete vivere l’esperienza di entrare nel vivo delle storie di persone, professionalità, attività ed emozioni che animano i sotterranei, laboratori a tema per bambini e ragazzi. Durante le festività natalizie e anche domenica 1° gennaio 2023, apertura dell’area archeologica e del museo di Paestum e dell’area archeologica di Velia con ingresso gratuito per tutti, dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.30).

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Il tempio di Nettuno illuminato per le visite serali (foto pa-paeve)

A Paestum, alle 21, suggestive passeggiate al chiaro di luna tra il Tempio di Nettuno e la cd. Basilica utilizzando delle lanterne. Alle 20.15, 21.15 e 22.15 “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum”, visite nei sotterranei del Museo alla scoperta dei tesori nascosti. Prenotazione obbligatoria al 0828811023 o alla mail infopaestumevelia@gmail.com. Alle 20.30, laboratorio per bambini e ragazzi “Una letterina divina per Babbo Natale”. Come far recapitare una lettera a Babbo Natale nel modo più veloce possibile? Tranquilli, ci pensa Hermes, il messaggero degli Dei. Dopo una passeggiata tra i templi di Paestum alla scoperta delle divinità che popolavano l’Olimpo, seguirà il laboratorio per la scrittura della lettera a Babbo Natale che, con l’aiuto di Hermes, gli sarà recapitata velocemente. Biglietto per i laboratori 3 euro, prenotazione allo 0812395653, alla mail arte@lenuvole.com​ o direttamente in biglietteria le Nuvole. Laboratori: 22 dicembre “Visita guidata e Crucipuzzle a tema archeologico”; 26 dicembre “Visita guidata e Crucipuzzle a tema Divino”; 29 dicembre “Una letterina Divina per la Befana”. Nei giorni 22, 26 e 29 dicembre 2022, apertura straordinaria serale dell’area archeologica (Santuario Meridionale) e del Museo dalle 20 alle 23, ultimo ingresso 22.15. Costo del biglietto Paestum&Velia by night 5 euro. Il 26 dicembre 2022: Paestum e Velia on the road, navetta gratuita da Paestum a Velia e ritorno, partenza alle 14.

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Veduta notturna del sito archeologico di Velia (foto pa-paeve)

Velia. Passeggiate al chiaro di luna con lanterne nella parte bassa della città, alle 21, nei giorni 23, 26 e 30 dicembre 2022. Laboratori per bambini a tema alle 20.30, costo del laboratorio 3 euro: 23 dicembre, “Lanterne natalizie tridimensionali”; 26 dicembre, “Palle di neve – laboratorio di riciclo creativo palle di neve”; 30 dicembre, “Tombola archeologica”. Il 26 dicembre 2022: Paestum e Velia on the road, navetta gratuita da Paestum a Velia e ritorno, partenza alle 14.

Al parco archeologico di Paestum giornata dedicata al volontariato con raccolta sangue e convegno sul tema del melanoma. E concerto della Fanfara della Polizia di Stato

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Suggestiva immagine del Santuario meridionale del parco archeologico di Paestum (foto pa-paeve)

Un’intera giornata dedicata alla memoria e alla solidarietà. Succede a Paestum sabato 27 agosto 2022. Si inizia al mattino con una raccolta sangue nel piazzale del Museo e si prosegue con un convegno dedicato al melanoma nei pressi della Basilica Paleocristiana. La giornata si conclude nell’area archeologica, davanti al tempio di Nettuno, con l’esibizione della Fanfara della Polizia di Stato alle 21. Ingresso gratuito al concerto della fanfara previo ritiro del biglietto in biglietteria. Apertura straordinaria serale dell’area archeologica (solo Santuario Meridionale) dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso 23.15). Il programma. Dalle 8 alle 12 appuntamento nel piazzale del Museo per la raccolta sangue con l’autoemoteca del centro trasfusionale dell’ospedale S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’associazione DonatoriNati della Polizia di Stato in collaborazione con le associazioni Giovanni Palatucci e Amici di Paestum e Velia. l’associazione DonatoriNati, che conta 14mila iscritti ed è presente in 13 regioni d’Italia, è stata costituita nel luglio del 2003 per iniziativa di un gruppo di appartenenti alla Polizia di Stato con lo scopo di promuovere e sensibilizzare la cultura della donazione di sangue. Dalle 9, nei locali accanto alla Basilica Paleocristiana, convegno dedicato al tema del melanoma. Saranno presenti al convegno Giancarlo Conticchio, questore della Provincia di Salerno; Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia; Franco Alfieri, sindaco della Città di Capaccio Paestum; Claudio Saltari, presidente nazionale DonatoriNati; Antonio Pagano, vice presidente nazionale associazione Giovanni Palatucci; Vincenzo Battipaglia, presidente sezione Salerno DonatoriNati; Gerardo Botti, primario emerito istituto nazionale Tumori IRCCS fondazione Pascale di Napoli e Tommaso Fabrizio, primario Chirurgia plastica IRCCS CROB Rionero in Vulture. Alle 19, presso la Basilica Paleocristiana, Messa in memoria di Giovanni Palatucci.

paestum_parco_concerto-fanfara-dello-stato_locandinaAlle 21, davanti al Tempio di Nettuno, esibizione della Fanfara della Polizia di Stato. La Fanfara ha l’obiettivo di proseguire l’opera di promozione e diffusione dei valori della legalità attraverso la cultura musicale. Il complesso nasce principalmente per accompagnare le sfilate e le cerimonie ufficiali. Nel corso degli anni l’organico è stato arricchito con ulteriori strumentisti per permettere di avere un repertorio che spazi nei diversi generi, tra la tradizione ed il moderno, ed essere sempre più vicini alla gente. La Fanfara, che ha sede a Roma, attualmente è composta da circa cinquanta musicisti ed è diretta dal maestro Secondino De Palma; partecipa non solo alle cerimonie della Polizia di Stato, come i giuramenti degli allievi agenti presso le Scuole di Polizia, ma anche ad eventi culturali e a scopo benefico, di rilievo nazionale ed internazionale. Durante tutta la giornata sarà possibile ammirare lungo via Magna Grecia la Lamborghini e altre auto d’epoca della Polizia di Stato.

Paestum. Al parco archeologico la prima “Notte Bianca tra i templi”, al chiaro di luna tra musica, danza e teatro; attività di gioco e didattiche; visite guidate e laboratori del gusto

paestum_parco_Notte-bianca-tra-i-templi_2022_locandinaSarà l’occasione per passeggiare al chiaro di luna tra i templi di Paestum e trascorrere la nottata tra performance artistiche di musica, danza e teatro; attività di gioco e didattiche per adulti e bambini; visite guidate e laboratori del gusto con degustazioni di prodotti locali DOP. Il sito archeologico di Paestum si prepara a vivere la sua prima “Notte Bianca tra i templi”, mercoledì 10 agosto 2022, con l’apertura straordinaria di tutta l’area archeologica dalle 20 alle 2 del mattino seguente, ingresso 5 euro. “L’idea della Notte Bianca è nata poco dopo il mio insediamento a Paestum, mentre passeggiavo nell’area archeologica dopo una lunga giornata di lavoro”, dichiara il direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo. “Il mio desiderio era quello di animare per una notte tutta l’antica città di Paestum attraverso arte e cultura L’entusiasmo per la realizzazione di questo evento ha coinvolto anche i miei collaboratori che conoscono bene le suggestioni che evocano le passeggiate al chiaro di luna tra i templi. L’obiettivo è rendere sempre più vivo e dinamico il nostro Parco: un luogo aggregante, aperto a tutti e capace di essere un punto di riferimento per il territorio”. Nella notte di San Lorenzo, eccezionalmente, si potrà visitare tutta l’area archeologica: dal Santuario meridionale con il tempio di Nettuno e la c.d. “Basilica” fino al tempio di Atena a Nord, passando per la zona pubblica del foro e del tempio della Pace. Una visita notturna così estesa, e non limitata al Santuario meridionale come solitamente avviene durante le aperture serali, è stata possibile anche grazie ai recenti lavori per il rifacimento dei percorsi di visita e al miglioramento del sistema di illuminazione dell’area archeologica iniziati sotto la precedente direzione di Gabriel Zuchtriegel e finanziati con fondi europei PON Cultura e Sviluppo.

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Geoff Westley nel concerto “Piano Solo” a Paestum

Il programma. DIDATTICA (dalle 20 alle 21.30): “Alle radici di un mito: miti antichi, visioni moderne”, a cura di Argonauta coop. sociale: laboratorio didattico con letture animate per famiglie con bambini fino a 12 anni; “Le armi del guerriero”, a cura di Nicola Verrone: visita guidata nel Santuario meridionale con approfondimenti di archeologia sperimentale sulle armi preistoriche dedicato a tutti; “Musica e suoni dell’antichità”, a cura di Archeocilento: laboratorio di musica antica per tutti; “Visite guidate”, a cura di Le Nuvole (partenza dalla biglietteria alle 20.30 e alle 23. Costo: 3 euro). LABORATORI DEL GUSTO (dalle 20 alle 21.30): “Laboratori del gusto”, a cura di Amici di Paestum e Velia: racconto storico e degustazione delle eccellenze enogastronomiche del Cilento. Ingresso al Parco, laboratorio e degustazione (costo: 10 euro); “Il Grand Tour dei sapori: il viaggio organolettico della bufala campana”, a cura di Consorzio di tutela in collaborazione con l’ONAF: degustazione guidata con approfondimenti storici sulla mozzarella. CONCERTO (alle 21.30): “Piano SOLO”, Geoff Westley in concerto, a cura di Comune di Capaccio Paestum. OSSERVANDO LE STELLE DEI GRECI (dal tramonto fino alle 2): “E uscimmo a riveder le stelle”, a cura di Associazione Ereca Escursioni: osservazione delle stelle con telescopio e racconto dei miti e delle costellazioni. LE ARTI E LE MUSE: TEATRO, CANTO, DANZA (alle 23 e alle 24): “Caos o Kosmos”, dramma sui miti e le costellazioni del mondo classico, a cura di Associazione Antico fa testo: dramma sui miti e le costellazioni del mondo classico; (dalle 23 alle 2): musiche e danze popolari del Sud Italia, a cura di Associazione Cordace; (alle 00.30): “Appunti poetici dalla regina Cassiopea. Notte di note sparse calanti dal cielo”, a cura di Accademia Magna Grecia: spettacolo in prosa e musica.

“Notte con gli dei”: apertura serale straordinaria del Santuario meridionale di Paestum per l’inaugurazione del percorso di visita all’interno del tempio di Nettuno e del tempio c.d. “Basilica” con due visite guidate del direttore Tiziana D’Angelo. Poi i templi di Paestum saranno nuovamente accessibili tutti i giorni

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Il tempio di Nettuno di nuovo accessibile al pubblico (foto pa-paeve)

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Il percorso creato per l’accesso alla cosiddetta Basilica di Paestum (foto pa-paeve)

I templi di Paestum sono nuovamente accessibili. Come non lo sono stati neppure nell’antichità. Succede domenica 17 luglio 2022, quando – alla sera – viene inaugurato nell’area archeologica di Paestum il percorso di visita all’interno del tempio di Nettuno e del tempio di Hera, la cosiddetta “Basilica”, nell’ambito delle aperture straordinarie del parco archeologico di Paestum e Velia promosse dal ministero della Cultura. “Un podio di tre gradini e un’alta soglia innalzano i templi greci dal suolo e separano lo spazio degli uomini da quello degli dei”, spiega il direttore, Tiziana D’Angelo. “In antichità, questi imponenti edifici sacri erano per certi versi inaccessibili agli uomini, ad eccezione di sacerdoti e poche altre persone. Oggi, tutti noi siamo benvenuti nelle dimore degli dei pestani, con la riapertura al pubblico delle visite all’interno dei templi del santuario meridionale”. Poi, dal 18 luglio 2022, sarà possibile entrare all’interno dei due templi tutti i giorni in osservanza degli orari di apertura del Parco e con lo stesso biglietto di ingresso Paestum&Velia.

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Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, nel Tempio di Nettuno a Paestum (foto pa-paeve)

Pronti, dunque, per una “NOTTE CON GLI DEI” domenica 17 luglio 2022: apertura straordinaria dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso, ore 22.15). Costo del biglietto di ingresso al Santuario meridionale 5 euro. In occasione dell’inaugurazione dei percorsi di visita all’interno del tempio di Nettuno e del tempio c.d. “Basilica”, il direttore, Tiziana D’Angelo, accompagnerà i visitatori in due visite tematiche, alle 20.30 e alle 21.30, all’interno dei due templi dorici del Santuario meridionale di Paestum. “Passeggiare tra le colonne doriche di questi monumenti millenari è un privilegio unico che consente al visitatore di instaurare un rapporto diretto con il passato”, continua il direttore. “È un’esperienza da godere anche con la serena consapevolezza di non star compromettendo in alcun modo la tutela del nostro patrimonio. Dietro a questa riapertura c’è infatti il lavoro di molti professionisti: archeologi, architetti e restauratori hanno collaborato per garantire un perfetto connubio tra esigenze di fruizione e di tutela”.

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Il nuovo accesso per il pubblico alla cosiddetta Basilica a Paestum (foto pa-paeve)

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L’interno del Tempio di Nettuno a Paestum è di nuovo aperto al pubblico (foto pa-paeve)

I due templi erano già stati resi accessibili al pubblico – nel 2017 la cosiddetta “Basilica” e nel 2019 il tempio di Nettuno – grazie alla creazione di percorsi senza barriere promossi dal precedente direttore, Gabriel Zuchtriegel. A causa delle restrizioni imposte alla pandemia di Covid-19, tuttavia, l’accesso fu interdetto dall’inizio di marzo 2020, ma il Parco è ora pronto a ripartire con le visite nei templi. Per l’accesso alla cosiddetta “Basilica”, il tempio più antico, è stato ripristinato l’uso di una passerella lignea reversibile che consente un accesso privo di barriere e connette le parti della pavimentazione del tempio non conservate. Per il tempio di Nettuno, invece, l’accesso all’interno fu preceduto da un intervento di restauro volto a colmare le maggiori lacune della pavimentazione che, ancora adesso, garantiscono un accesso in completa sicurezza al monumento.

Il ministero della Cultura lancia la campagna social “La cultura unisce il mondo” ed esprime la piena e incondizionata solidarietà all’Ucraina: ecco una carrellata di musei e parchi archeologici che hanno aderito all’iniziativa

Il Colosseo illuminato con i colori della bandiera dell’Ucraina (foto PArCo)

ministero-cultura_contro-la-guerra_locandinaAl via la campagna social con le opere del patrimonio culturale italiano per ricordare il dolore della guerra e il valore della pace. Il ministero della Cultura guidato da Dario Franceschini, con la campagna digitale “la cultura unisce il mondo”, che coinvolge musei, biblioteche, archivi e istituti culturali statali, ricorda che l’Italia ripudia la guerra ed esprime la piena e incondizionata solidarietà all’Ucraina. Con gli hashtag #cultureunitestheworld e #museumsagainstwar il sistema museale nazionale e la rete degli archivi e delle biblioteche stanno condividendo immagini significative riguardanti il dolore e la sofferenza della guerra o, al contrario, l’armonia e la prosperità del tempo di pace. Tante le realtà museali che hanno già aderito: dal museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, con la decorazione del frontone di un tempio che sorgeva nell’antico santuario portuale di Pyrgi raffigurante la lotta bestiale degli alleati Tideo e Capaneo sotto le mura di Tebe, al museo Archeologico nazionale di Orvieto, con una testa equina lapidea che ricorda la stravolta espressione del cavallo del Guernica, dal museo Egizio di Torino, con l’amuleto ankh di lunga vita e protezione, al museo di Capodimonte, con l’Allegoria della Giustizia di Giorgio Vasari, dalle statue di Villa Adriana a Tivoli, fino alle opere della Galleria Borghese, del museo nazionale Romano, del museo Omero di Ancona, di Palazzo Grimani a Venezia e di Palazzo Reale di Genova. La campagna è iniziata nei giorni scorsi con l’illuminazione con i colori della bandiera dell’Ucraina del Colosseo.

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Dettaglio del frontone dell’antico santuario portuale di Pyrgi conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. La decorazione del frontone di un tempio che sorgeva nell’antico santuario portuale di Pyrgi, sul Tirreno a pochi chilometri da Cerveteri. La scena è densamente popolata di figure e copriva la testata posteriore della trave di colmo del tetto del tempio A; quest’ultimo costruito intorno al 470 a. C. era dedicato a Thesan, dea etrusca dell’aurora. L’artista con uno sforzo di estrema sintesi e originalità riesce a raccontare le storie di due personaggi del mito, Tideo e Capaneo, di cui bisogna conoscere l’antefatto. Siamo sotto le mura della città di Tebe, dove Eteocle e Polinice, i due figli maledetti di Edipo, lottano per il potere: Eteocle, che allo scadere del suo turno di regno non ha voluto cedere il trono al fratello come pattuito, è asserragliato con i Tebani nella città, mentre fuori i guerrieri provenienti da Argo, chiamati in aiuto da Polinice, ne tentano l’assalto. Come sempre gli dei assistono allo scontro ed intervengono. E infatti al centro della scena Zeus adirato scaglia il suo fulmine contro Capaneo che ha bestemmiato gli dei, mentre sulla sinistra alla vista di Tideo, che pur ferito a morte azzanna il cranio di Melanippo, la dea Atena si allontana disgustata con la pozione che avrebbe dato l’immortalità al suo protetto. La nudità di Tideo e Capaneo sottolinea la bestialità dei loro atti e la loro punizione è la punizione di ogni comportamento improntato al disprezzo degli dei e delle leggi degli uomini (hybris), in chiave politica è una condanna della tirannide e un monito a non violare mai i valori della civiltà per lasciarsi prendere da brutalità e barbarie.

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Dettaglio scodella in sigillata da Taranto conservata al museo Archeologico nazionale di Taranto (foto MArTa)

Il museo Archeologico nazionale di Taranto si schiera contro ogni guerra e contro ogni violenza condividendo un reperto, decorato con colombe, simbolo e augurio di Pace, esposta nella Sala XXV, vetrina 73. Si tratta di una scodella in sigillata africana D da Taranto rinvenuta nell’ipogeo funerario di Palazzo Delli Ponti, 1990. All’interno croce gemmata, marginata e decorata con una serie di cerchi concentrici, ai lati tre colombe. Prima metà del VI sec. d.C.

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Amuleto ankh conservato al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Il museo Egizio di Torino è contro ogni forma di guerra, violenza e discriminazione. L’amuleto ankh aveva lo scopo di conferire protezione e lunga vita. Condividiamo questa immagine per ricordare la bellezza della vita, l’importanza della pace e del dialogo tra i popoli.

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Rython a testa d’asino del museo Archeologico nazionale di Orvieto (foto drm-umbria)

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Testa di cavallo impazzito: dettaglio di “Guernica” (1937) di Pablo Picasso (foto da Flikr, licenza Creative Commons)

Il museo Archeologico nazionale di Orvieto propone un’associazione di idee tra un rhytòn configurato a testa d’asino (ca. 460 a.C.) da Campo della Fiera, Tempio C, e un particolare di Guernica dipinto da Pablo Picasso nel 1937. Il richiamo di questa testa con la stravolta espressione del cavallo del Guernica non è nulla di più che una suggestione derivata dal nostro substrato culturale. Ma rende con efficacia l’atmosfera dei giorni che stiamo vivendo.

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I Bronzi di Riace messaggeri di pace dal museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria aderisce alla campagna digitale promossa dal ministero della Cultura per ricordare il dolore della guerra e il valore della pace. Su tutti i social del MArRC, infatti, saranno pubblicate le immagini dei reperti del museo accompagnati dagli hashtag ufficiali #laculturaunisceilmondo e #museumagainstwar, per esprimere la condanna dell’invasione russa e piena e incondizionata solidarietà al popolo ucraino. “Abbiamo deciso di avviare la campagna social con i Bronzi di Riace che esprimono, in tutto il pianeta, il valore identitario della Calabria”, commenta il direttore Carmelo Malacrino. “Possano le due statue assumere, nel cinquantesimo anno dalla loro scoperta, il valore di simboli della pace e dell’unione tra i popoli. Quanto sta accadendo in questi giorni in Ucraina ci lascia sgomenti – aggiunge Malacrino -. Oggi più che mai siamo qui per ribadire che l’umanità non ha bisogno di guerre. Ci auguriamo che le tristi immagini che i media ci stanno sottoponendo in queste ore, possano essere sostituite da quelle della speranza. Il Museo e i reperti d’arte che custodisce, possano, attraverso la bellezza, ricordarci sempre i valori dell’unità e della fratellanza”.

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La statua della Concordia dall’Edificio di Eumachia in Pompei lancia un messaggio di pace dall’atrio del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto luigi spina)

Nell’atrio del museo Archeologico nazionale di Napoli, alta e imponente, attende i visitatori. È la statua della Concordia Augusta che è stata installata proprio all’ingresso del Mann. Un gesto simbolico, voluto dal direttore Paolo Giulierini per accompagnare queste drammatiche giornate di negoziati e guerra fra Russia e Ucraina. Ancora una volta, dall’arte antica proviene un messaggio di perenne attualità: la scultura marmorea della Concordia (dall’edificio di Eumachia, Pompei, I sec. d. C.) venne realizzata per celebrare la pace e la stabilità, che si candidavano a essere valori guida del principato augusteo dopo un periodo doloroso di guerre civili. Un messaggio che, scolpito nella pietra, ci parla soprattutto oggi. Lo spostamento della statua in Atrio è raccontato sui social del Mann con l’hashtag #Museumsagainstwar, lanciato dal ministero della Cultura quando è stata invasa l’Ucraina.

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La de Minerva, dettaglio del Salone delle Scienze, al museo delle Civiltà a Roma-Eur (foto muciv)

Al museo delle Civiltà a Roma, nel salone delle Scienze “Mario Tozzi” che presenta elementi decorativi relativi alla scienza. Al centro campeggia la figura di Minerva, dea protettrice delle scienze. I suoi più consueti attributi (l’elmo, la lancia, lo scudo) sono abbandonati da una parte: un chiaro messaggio di pace e di speranza in tempo di guerra.

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Il messaggio social “La cultura unisce il mondo” dal museo Archeologico nazionale di Verona (foto drm-veneto)

Anche il museo Archeologico nazionale di Verona aderisce alla campagna contro la guerra. A pochi giorni dall’inaugurazione nell’ex caserma asburgica San Tomaso lancia sui social lo slogan “La cultura unisce il mondo”.

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Dal parco archeologico del Colosseo il messaggio “La cultura unisce il mondo” (foto alessandro serranò)

Il parco archeologico del Colosseo aderisce alla campagna lanciata dal ministero della Cultura “La Cultura Unisce il Mondo – L’Italia ripudia la guerra” illuminando il Colosseo con i colori della bandiera dell’Ucraina.

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Aiace Telamonio porta sulle spalle il corpo di Achille: dettaglio della raffigurazione del Vaso François al museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)

Il museo Archeologico nazionale di Firenze per “La cultura unisce il mondo” propone la scena più drammatica dipinta sul Vaso François, raffigurata simmetricamente su entrambe le anse, con sapienti variazioni. Il lato più crudo e vero della guerra! L’imponente Aiace Telamonio, cugino e fedele compagno di Achille, ed uno dei più valorosi eroi greci, trasporta il corpo inerte dell’eroe caduto in battaglia. L’enorme guerriero senza vita ha le braccia e le gambe distese nell’abbandono della morte e la lunghissima chioma aristocratica pende quasi fino al suolo. Questo resta di Achille, che a una vita lunga e serena ne preferì una breve ma gloriosa…la guerra non ha risparmiato neppure lui!

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Il tempio di Nettuno nel parco archeologico di Paestum con i colori della bandiera dell’Ucraina (foto pa-paeve)

Il parco archeologico di Paestum e Velia aderisce alla campagna “L’Italia ripudia la guerra” ed esprime la piena e incondizionata solidarietà all’Ucraina, Paese colpito nella propria legittima sovranità. Così il Tempio di Nettuno si colora di blu e giallo in segno di vicinanza.

Paestum dedica un’intera giornata ai temi del volontariato, della donazione, della sicurezza stradale e dello sport: davanti al Tempio di Nettuno esibizione degli atleti delle Fiamme Oro della Polizia di Stato nella lotta, sport molto popolare anche nell’antica Poseidonia. Apertura straordinaria serale del Santuario Meridionale

La lotta fu uno sport molto popolare a Paestum così come in tutta l’antichità. Non a caso si trovano lottatori dipinti su vasi, scolpiti, ritratti su monete, e, soprattutto celebrati nella poesia e nella letteratura. La pratica atletica della lotta, come altre discipline sportive, aveva un carattere sacrale ed era fondamentale nell’educazione della mente e del corpo. Il rispetto delle regole d’ingaggio e la cura fisica sono i due pilastri del corretto esercizio della lotta. Proprio la lotta sarà protagonista domenica 29 agosto 2021  a Paestum che dedica un’intera giornata ai temi del volontariato, della donazione, della sicurezza stradale e dello sport. Inizierà al mattino con una raccolta sangue nel piazzale del Museo e proseguirà nel pomeriggio con un convegno nella Basilica Paleocristiana per poi concludersi, in serata, nell’area archeologica davanti al tempio di Nettuno con gli atleti delle Fiamme Oro della Polizia di Stato che si esibiranno nella lotta greco-romana e stile libero. Apertura straordinaria serale dell’area archeologica (solo Santuario Meridionale) dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso 22.15). Costo biglietto di ingresso Paestum by night: 5 euro intero, 2 euro ridotto tra i 18 e i 25 anni, biglietto gratuito fino a 18 anni. Ecco il programma dettagliato. Dalle 8 alle 12 appuntamento nel piazzale del Museo per la raccolta sangue con l’autoemoteca del centro trasfusionale dell’Ospedale S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’associazione DonatoriNati della Polizia di Stato in collaborazione con le associazioni “Giovanni Palatucci” e “Amici di Paestum”. L’associazione Donatori e Volontari Personale Polizia di Stato, che conta 14mila iscritti ed è presente in 13 regioni d’Italia, è stata costituita nel luglio del 2003 per iniziativa di un gruppo di appartenenti alla Polizia di Stato con lo scopo di promuovere e sensibilizzare la cultura della donazione di sangue. Alle 10 saranno presenti all’iniziativa il questore di Salerno Maurizio Ficarra, il prefetto Francesco Russo, il consigliere di amministrazione del parco archeologico di Paestum e Velia Alfonso Andria e il sindaco della Città di Capaccio Paestum Franco Alfieri. Dalle 17.30 nella Basilica Paleocristiana si terrà un convegno dedicato alla sicurezza stradale dal titolo “…PER NON DIMENTICARE”. Saranno presenti al convegno il presidente nazionale DonatoriNati Claudio Saltari, il vice presidente nazionale associazione “Giovanni Palatucci” e responsabile nazionale eventi DonatoriNati Antonio Pagano, il consigliere di amministrazione del parco archeologico di Paestum e Velia Giovanni Garofalo e il dr. Vincenzo Busillo, neurologo e dirigente U.O.C. presso l’ospedale di Eboli. Alle 19.30 si terrà una Messa concelebrata da don Johny Kaitharath e da don Giuseppe Greco, cappellano della Polizia di Stato, in memoria di Sandro Battipaglia, figlio del presidente dell’associazione DonatoriNati Salerno, Vincenzo Battipaglia, morto 16 anni fa in un incidente stradale. Alle 21 davanti al Tempio di Nettuno si terrà l’esibizione degli atleti delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, che si sono recentemente distinti alle Olimpiadi di Tokyo. Le Fiamme Oro, gruppo sportivo della Polizia di Stato sono nate nel 1954 con la convenzione del ministero dell’Interno e il CONI. Lo scopo istituzionale del gruppo è quello di promuovere anche tra i giovani, nei centri giovanili, l’attività sportiva a livello agonistico per accrescere il patrimonio nazionale. in quest’ottica le Fiamme Oro si dedicano alla preparazione di atleti di alto profilo in 43 discipline sportive che vengono praticate in 9 centri nazionali e 28 centri giovanili con oltre tremila tesserati. Saranno presenti alla serata Giovanni Garofalo, consigliere di amministrazione del parco archeologico di Paestum e Velia, il sindaco della Città di Capaccio Paestum Franco Alfieri, il presidente nazionale associazione Palatucci e responsabile nazionale eventi DonatoriNati Antonio Pagano, il presidente nazionale associazione DonatoriNati Claudio Saltari, il vice questore Maria Petrone capo della segreteria del Sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali, il commissario P.S. Luca Colusso dirigente del Centro Nazionale Fiamme Oro. Sarà presente l’atleta delle Fiamme Oro Medaglia d’oro alle olimpiadi di Pechino del 2008 Andrea MINGUZZI ed il direttore tecnico Fiamme Oro Marco Arfe’. Durante tutta la giornata sarà possibile ammirare lungo via Magna Grecia la Lamborghini e altre auto d’epoca della Polizia di Stato.

Paestum. Nelle sere di agosto e settembre sul Tempio di Nettuno c’è “Glaukos”, la video installazione dell’artista Alessandra Franco che narra le storie del mito antico

La locandina dell’evento “Glaukos” al Tempio di Nettuno di Paestum

È arrivata a Paestum “Glaukos”, la video installazione dell’artista Alessandra Franco che usa come tela schermo il tempio di Nettuno generando così un unicum inscindibile tra l’evanescenza della luce e l’arte contemporanea per celebrare l’architettura, l’arte e i riti della Grecia antica. Ogni sera, nei mesi di agosto e settembre, all’imbrunire, sulle architetture doriche del tempio di Nettuno prendono vita animazioni che narrano le storie del mito antico. Un viaggio onirico e sorprendente che grazie alla tecnologia lascia scrutare le policromie proprie degli antichi edifici pubblici, presenta i protagonisti delle metope rinvenute presso il tempio di Hera a Foce Sele e mette in evidenza alcune figure come Medusa, la gorgone dalla testa ricoperta di serpenti che ha il potere di pietrificare chiunque incroci il suo sguardo. Tra le immagini si scorgono anche le famose sculture del tempio di Artemide a Corfù che occupano il timpano del tempio con il chiaro intento di allontanare gli influssi negativi: atto auspicabile oggi come nel passato.

Le metope del Tempio di Nettuno a Paestum con la videoinstallazione “Glaukos” (foto pa-paeve)

“Glaukos” significa brillante nell’antica lingua greca e vuole richiamare alla mente la forza dirompente della luce che da sempre contrasta e allontana il buio: una forte similitudine e un vigoroso messaggio di speranza e di rinascita per il mondo intero contro le difficoltà causate della pandemia da coronavirus. Con la sua opera l’artista Alessandra Franco sfrutta a pieno le potenzialità del video-mapping, della proiezione sagomata sulla pietra del tempio ed evoca non solo i colori, ma anche le suggestioni sonore e le musiche che portano il visitatore nelle atmosferiche del passato, anche attraverso l’interpretazione contemporanea dello spazio e del monumento per rendere sempre più fecondo il dialogo tra contemporaneo e archeologia. “Glaukos” è un racconto realizzato espressamente per Paestum, un’experience visiva che coinvolge tutti i sensi e attiva un’architettura silenziosa nel quale lo spettatore può abbandonarsi al sogno. La video installazione “Glaukos” di Alessandra Franco, a cura del Parco Archeologico di Paestum e Velia, è fruibile tutti i giorni dal tramonto fino a mezzanotte nei mesi di agosto e settembre.

Paestum. On line il monitoraggio sismico del tempio di Nettuno, il tempio meglio conservato della Magna Grecia: progetto del parco archeologico e dell’università di Salerno, finanziato dall’Art Bonus. E intanto dagli scavi sul tempio emerge la storia della sua costruzione

È on line il monitoraggio sismico del tempio di Nettuno a Paestum. Il tempio meglio conservato della Magna Grecia da marzo 2021 è soggetto a un monitoraggio sismico continuo grazie a una collaborazione tra il Parco Archeologico di Paestum e Velia (l’arch. Antonella Manzo, già responsabile dell’ufficio Unesco del parco archeologico, che ha curato il progetto) e il dipartimento di Ingegneria civile dell’università di Salerno (prof. Luigi Petti). I lavori sono stati diretti dall’arch. Luigi Di Muccio della Soprintendenza ABAP di Caserta e Benevento. Il progetto innovativo era stato presentato l’autunno scorso in occasione del bilancio della campagna di raccolta fondi sul portale “ArtBonus” (vedi Paestum. Tempio di Nettuno: con l’ArtBonus finanziato un progetto di monitoraggio dei micro-movimenti con sensori di tecnologia avanzata. E un nuovo scavo svela la storia del lungo cantiere, tra il VI e V sec. a.C., tra progettazione e ripensamenti | archeologiavocidalpassato). L’intervento è stato infatti finanziato con l’aiuto di sostenitori privati attraverso la piattaforma ArtBonus del ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo.

Sistema di monitoraggio del tempio di Nettuno a Paestum (foto pa-paeve)

Quattordici punti di misura, realizzati con sensori di ultima tecnologia, sviluppati nell’ambito della ricerca sulle onde gravitazionali, sono stati posizionati sulle parti alte dell’edifico di V sec. a.C. e nel sottosuolo, per misurare in tempo reale ogni minimo movimento della struttura millenaria. La precisione degli accelerometri è tale da poter registrare non solo attività sismiche, ma anche l’impatto del traffico e persino del vento sul tempio. Tali dati, dal momento che vengono raccolti in maniera sistematica, aiuteranno a elaborare un modello del comportamento dinamico dell’edifico e saranno fondamentali per rintracciare cambiamenti strutturali, non visibili a occhio nudo, che potrebbero rappresentare un rischio. “Si tratta di un’integrazione virtuosa tra ricerca applicata e tutela”, commenta l’ing. Luigi Petti dell’ateneo salernitano, “che impiega tecnologie e sensori altamente innovativi, sviluppati dal professore Fabrizio Barone per applicazioni nei settori della sismologia e della geofisica, integrando le conoscenze di molti settori scientifici, tra cui l’archeologia, l’architettura, la geologia e l’ingegneria strutturale. Tali attività rientrano in un progetto di ricerca più ampio, a cui partecipano, tra l’altro, le università di Roma La Sapienza e di Kassel in Germania. È, inoltre, iniziata una collaborazione con l’ISPRA per attività di monitoraggio sui beni culturali”.

Rilievo elaborato nell’ambito delle attività congiunte di ricerca PAEV-DICIV (Unisa) con il supporto dei professori Luigi Petti e Salvatore Barba, dell’arch. Alfredo Balasco e del dott. Salvatore Ciro Nappo (foto pa-paeve)

I dati messi in rete sul sito del Parco. Il datacenter dell’università di Salerno, d’intesa con il parco archeologico, consentirà l’accesso ai dati a enti di ricerca da tutto il mondo, previa stipula di una convenzione non onerosa. Intanto, una parte dei dati è accessibile liberamente in tempo reale sulla pagina del sito istituzionale del Parco Archeologico di Paestum e Velia: https://www.museopaestum.beniculturali.it/monitoraggio-sismico-del-tempio-di-nettuno/. “In questa maniera”, commenta Maria Boffa, funzionaria per la comunicazione del Parco, “ci si può connettere da tutto il mondo per seguire il comportamento dinamico del tempio di Nettuno in tempo reale. Ovviamente i dati messi on line sono in uno stato crudo e parziale e per accedere ai dataset completi bisogna effettuare un’apposita richiesta. Per avere un’idea di cosa esattamente stiamo parlando, si può fare una prova e osservare in video una oscillazione del monumento in diretta proprio nell’orario di transito del Frecciarossa, oppure quando la situazione meteorologica a Paestum non è delle migliori. In tal modo, speriamo di sensibilizzare il pubblico verso un campo di ricerca che a lungo è stato riservato agli addetti ai lavori e far capire come la tecnologia può aiutare nella tutela del patrimonio”.

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Scavi archeologici al tempio di Nettuno di Paestum (foto pa-paeve)

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Dallo scavo al tempio di Nettuno riemerge la storia della sua costruzione (foto pa-paeve)

Novità dagli scavi lungo le fondazioni. Per il posizionamento dei sensori nel sottosuolo sono stati effettuati nuovi scavi lungo le fondazioni del monumento. Le indagini, coordinate dai funzionari archeologi Daniele Rossetti e Francesco Scelza, hanno riservato più di una sorpresa agli studiosi. “Può sembrare strano”, sottolinea il direttore del Parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel, “ma sono i primi scavi stratigrafici controllati e documentati in maniera corretta sul tempio di Nettuno, uno dei monumenti dorici più famosi del mondo antico. E a volte sono proprio i monumenti più celebri – che sembrano stranoti anche se in realtà non lo sono – che nascondono ancora delle sorprese. Nel nostro caso, è soprattutto la cronologia che abbiamo potuto chiarire grazie alla fortuna di trovare una stratigrafia intatta che ancora contiene la storia del cantiere del tempio. In passato, Dieter Mertens ipotizzò sulla base di alcuni dettagli del podio che il tempio originariamente fosse stato progettato come un periptero di 8 x 19 colonne, per poi essere riprogettato in una forma più ‘moderna’ con 6 x 14 colonne. I nostri scavi hanno dimostrato che tutta la parte delle fondazioni effettivamente risale al periodo tardo-arcaico, circa mezzo secolo prima della terminazione del progetto intorno al 460 a.C. Come nelle grandi cattedrali del medioevo, anche qui dobbiamo immaginare un cantiere che si protraeva per più generazioni, con ripensamenti, aggiustamenti e cambiamenti in corso d’opera. Inoltre, lo scavo ci ha messo nella condizione di ricostruire come la costruzione del tempio abbia comportato una rimodulazione del paesaggio circostante. Prima di iniziare la costruzione, l’area dove sarebbe sorto il tempio era stata livellata, però senza abbassare il livello molto al di sotto del piano di campagna. Su un sottile strato di sabbia di mare, riscontrato in tutti e quattro i saggi lungo le fondazioni, furono poi messe le fondamenta che erano dunque quasi completamente al di sopra del piano di campagna. Solo successivamente furono coperti di terreno, creando così una specie di collinetta artificiale intorno al podio del tempio che si può apprezzare ancora oggi. Tutto ciò ha arricchito in maniera straordinaria la nostra conoscenza del tempio dorico meglio conservato della Magna Grecia; è un episodio che ancora una volta fa capire come tutela e ricerca siano due facce della stessa medaglia”.

Il tempio di Nettuno a Paestum, il tempio meglio conservato della Magna Grecia (foto pa-paeve)
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Il progetto ArtBonus “Il tempio di Nettuno si muove – partecipa ad un viaggio unico al mondo!” premiato alla XVI edizione di LuBeC – Lucca Beni Culturali 2020 perché nella top ten dei progetti ArtBonus più votati (foto pa-paeve)

Il progetto finanziato con Artbonus. I lavori per la messa in opera del sistema di monitoraggio sono stati finanziati con donazioni arrivate attraverso il portale Artbonus del ministero della Cultura che prevede sgravi fiscali a chi sostiene la tutela e la valorizzazione di beni culturali. Tra i maggiori contribuenti la famiglia di Sabato D’Amico, titolare dell’omonima azienda di Pontecagnano, e Roberto Savarese di Sorrento Sapori e Tradizioni Srl. “Donare per la realizzazione del progetto di monitoraggio ci ha fatto sentire custodi della storia”, dichiara Sabato D’Amico. “Con la nostra azienda cerchiamo di affermare il made in Italy in tutto il mondo e a contribuire allo sviluppo di questo territorio della Piana del Sele, così ricco di risorse naturali e di cultura. Essere un mecenate significa creare un rapporto saldo con importanti realtà come il Parco Archeologico di Paestum e Velia che quotidianamente tutelano e valorizzano i nostri beni culturali per scrivere un progetto di crescita di più ampio respiro che guarda al futuro”. Come evidenzia il direttore, il progetto, in virtù della sua polivalenza “è un esempio concreto di quanto si riesce a fare in un’ottica di integrazione virtuosa tra tutela, ricerca e coinvolgimento del territorio grazie alle possibilità che si sono aperte con la riforma dei beni culturali e con la legge Artbonus”.

Mibact. Gabriel Zuchtriegel è il nuovo direttore del parco archeologico di Pompei, subentra a Massimo Osanna: scelto tra 44 candidati. L’annuncio del ministro Franceschini. Il bilancio dei 7 anni di Osanna a Pompei e dei 6 anni di Zuchtriegel a Paestum

Gabriel Zuchtriegel è il nuovo direttore del parco archeologico di Pompei (foto Mibact)

Da Paestum a Pompei, dalla Magna Grecia alla piena romanità: è un viaggio non solo nella topografia e nell’archeologia dell’Italia antica ma anche nella gestione del patrimonio culturale nazionale quello che si accinge a intraprendere Gabriel Zuchtriegel, 40 anni, archeologo classico, che il 20 febbraio 2021 è stato nominato dal ministro per i Beni e le Attività culturali, Dario Franceschini, nuovo direttore del parco archeologico di Pompei. Nato nel 1981 a Weingarten, città della Repubblica Federale Tedesca, è stato il più giovane dei direttori nominati con la prima procedura pubblica internazionale per la selezione dei musei autonomi nel 2015, quando fu selezionato per guidare il parco archeologico di Paestum e Velia. Zuchtriegel ha studiato archeologia classica, preistoria e filologia greca a Berlino, Roma e Bonn, dove nel 2010 ha concluso un dottorato di ricerca sul sito laziale di Gabii nei pressi di Roma. È stato borsista dell’Istituto Archeologico Germanico e della Fondazione Alexander von Humboldt, che nel 2012 l’ha portato all’università della Basilicata (Matera) per un progetto di ricerca triennale sulla colonizzazione greca lungo la costa Ionica.

paestum_Conferimento cittadinanza italiana al direttore Zuchtriegel

Cittadino italiano: Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, giura davanti al sindaco di Matera Raffaello De Ruggeri

Ha insegnato presso gli atenei di Bonn, Matera, Napoli “Federico II” e Salerno ed è autore di numerosi articoli e monografie, tra cui “Colonization and Subalternity in Classical Greece”, Cambridge University Press 2018.  Nel 2019, gli è stato riconosciuto il premio di Ravenna Festival. Nel 2015, ha collaborato nel “Grande Progetto Pompei” quale membro della Segreteria tecnica di progettazione. Da novembre 2015 dirige il parco archeologico di Paestum, al quale nel 2020 si è aggiunto il sito di Velia, ambedue iscritti nella lista del patrimonio Unesco. Zuchtriegel, che è sposato e ha due figli, è di origine tedesca; dal 2020 è anche cittadino italiano.

“Pompei è una storia di rinascita e riscatto”, ha dichiarato il ministro Franceschini, “un modello per tutta Europa nella gestione dei fondi comunitari. Un luogo in cui si è tornati a fare ricerca e nuovi scavi archeologici grazie al lavoro lungo e silenzioso delle tante professionalità dei beni culturali che hanno contribuito ai risultati straordinari e che sono motivo di orgoglio per l’Italia. Nel ringraziare il professor Osanna per il grande lavoro svolto in questi anni a Pompei faccio i più profondi auguri di buon lavoro a Gabriel Zuchtriegel che lascia un’esperienza estremamente positiva a Paestum per un lavoro entusiasmante: il più bel lavoro al mondo per un archeologo”.

L’uscente Massimo Osanna, l’entrante Gabriel Zuchtriegel e il ministro Dario Franceschini alla presentazione del nuovo direttore del parco archeologico di Pompei (foto Mibact)

Massimo Osanna, direttore uscente e attualmente direttore generale dei Musei Statali, che ha guidato con successo l’investimento dei fondi europei del Grande Progetto Pompei e riaperto la stagione degli scavi nel sito con numerosi e straordinari rinvenimenti: “Con emozione saluto oggi il mio successore, augurandogli un lavoro proficuo e appassionante. Lascio un luogo straordinario che è stato il mio mondo degli ultimi sette anni, a cui ho dedicato energie passione e impegno: sono felice di poterlo affidare nelle mani del nuovo direttore, nella consapevolezza che lascio Pompei in uno stato ben diverso da quello in cui l’ho trovata. Molto orgoglio, ma anche gratitudine per quanti hanno operato per la salvezza di uno dei siti archeologici più importanti del mondo, dal ministro Franceschini ai direttori generali del Grande Progetto Pompei a tutti i funzionari e il personale che mi ha accompagnato in questa grande sfida”.

Il neodirettore Gabriel Zuchtriegel, che lascia un’eredità positiva nella gestione del parco archeologico di Paestum e Velia, al momento della nomina commenta: “Pompei è speciale non solo per il suo patrimonio archeologico inestimabile, ma anche per la squadra di professionisti e operatori che lavorano nel sito con grande impegno e competenza e che sono felice di poter guidare per garantire la tutela e la fruizione di un luogo unico al mondo”.

Il Vesuvio domina l’orizzonte dal foro di Pompei (foto Cesare Abbate / Ansa)

La procedura di selezione. Il nuovo direttore è stato scelto tra i 44 candidati, di cui 10 di origine straniera, che si sono sottoposti al vaglio della commissione presieduta da Marta Cartabia, presidente emerita della Corte costituzionale e attualmente ministro della Giustizia, e composta da: Luigi Curatoli, già generale dell’Arma dei Carabinieri e direttore del Grande Progetto Pompei; Carlo Rescigno, accademico dei Lincei e professore ordinario di Archeologia classica all’università della Campania “L. Vanvitelli”; Andreina Ricci, già professoressa ordinaria di Metodologia e tecnica della ricerca archeologica all’università di Roma “Tor Vergata”; Catherine Virlouvet, già direttrice della École française di Roma e professoressa emerita all’università d’Aix-Marseille. Al termine della selezione, conclusa con i colloqui dei dieci candidati della short list, tenutisi il 10 e 11 febbraio 2021, la commissione ha individuato la terna dei candidati da sottoporre al Ministro, tra i quali è stato nominato il nuovo direttore che prenderà prossimamente servizio. Oltre a Gabriel Zuchtriegel la terna era composta da Renata Picone, professoressa ordinaria di restauro nell’Università degli studi Federico II di Napoli, e Francesco Sirano direttore del parco archeologico di Ercolano dal 2017.

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Nuovi scavi 2018 a Pompei: Massimo Osanna scopre un affresco con il ritratto di donna in tondo dalla Casa del Giardino (foto Mibact)

Il parco archeologico di Pompei dal 2014 al 2021. Negli ultimi sette anni, sotto la guida del professor Massimo Osanna, il parco archeologico di Pompei è tornato a nuova vita: archeologi, architetti, restauratori, ingegneri e uno staff di professionisti specializzati (geologo, vulcanologo, antropologo, archeobotanico, archeozoologo) e comunicatori hanno lavorato quotidianamente ottenendo straordinari risultati e hanno speso in modo efficiente le risorse europee rendendo il Parco un modello di spesa virtuoso a livello internazionale. Una forte attenzione è stata anche posta alle misure per migliorare l’accessibilità e la fruizione di quello che, con circa 4 milioni di visitatori all’anno, è il secondo sito più visitato d’Italia: 4 km di itinerario facilitato per persone con difficoltà motoria, un’offerta diversificata di visita con domus riaperte dopo il restauro e/o aperte per la prima volta, itinerari del verde con giardini storici ricostruiti, progetto di museo diffuso, uso delle tecnologie digitali e riallestimento di nuovi spazi espositivi. Dopo decenni si è tornati inoltre e a scavare in quella parte della città mai indagata finora.. Le indagini hanno restituito dati significativi per la conoscenza della città antica, oltre a eccezionali scoperte. Numerose sono state, in questi anni, le collaborazioni con le Università e i principali istituti di ricerca internazionali per indagini e ricerche archeologiche.

Il grande complesso dei Praedia di Giulia Felice a Pompei (foto parco archeologico di Pompei)
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Il Grande Progetto Pompei, quinquennale, è stato avviato nel 2014

Il Grande Progetto Pompei. Il Progetto per la tutela e la valorizzazione dell’area archeologica di Pompei (Grande Progetto Pompei) è stato finanziato dalla Commissione Europea quale Grande Progetto Comunitario. Importo complessivo: 105 milioni di euro. Cofinanziamento UE: 75%, quota nazionale: 25%. Interventi finanziati: 76. In 5 anni sono stati eseguiti 76 interventi relativi ai 5 piani di intervento, di cui: 51 per il piano delle opere (interventi su strutture archeologiche); 8 per il piano della conoscenza; 2 per il piano della sicurezza; 7 per il piano della capacity building; 8 per la fruizione e comunicazione. Sono 74 gli interventi conclusi, di cui su 2 cantieri sono in corso le fasi di collaudo. Dall’inizio del GPP, grazie agli interventi di messa in sicurezza e restauro, sono stati consegnati alla fruizione pubblica 46 edifici, tra i quali i Praedia di Giulia Felice, la Casa del Criptoportico, la Casa di Leda e il Cigno, quella del Frutteto, la Casa degli Amanti e l’emblematica Villa dei Misteri. I nuovi scavi hanno restituito al mondo affreschi meravigliosi, mosaici unici e una nuova possibile ipotesi sulla datazione dell’eruzione del Vesuvio. Inoltre, grazie alle ultime tecnologie applicate alla ricerca (come per esempio i calchi di Fiorelli), è stato possibile acquisire nuovi e importanti dati di conoscenza sulla vita quotidiana e i costumi della città di Pompei.

L’installazione dei sensori sul tempio di Nettuno a Paestum (foto pa-paeve)
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Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco e del museo di Paestum e Velia

Parco Archeologico di Paestum e Velia dal 2015 al 2021. Negli ultimi sei anni, sotto la guida dell’archeologo tedesco Gabriel Zuchtriegel, il parco archeologico di Paestum ha raggiunto numerosi e importanti risultati soprattutto in termini di tutela e ricerca, fruizione, valorizzazione e comunicazione, anche grazie all’autonomia gestionale e finanziaria di cui lo ha dotato la riforma Franceschini del 2014. Al centro della direzione Zuchtriegel sono stati gli interventi di messa in sicurezza, manutenzione straordinaria e ordinaria e restauro, per i quali sono stati investiti oltre 9 milioni di euro. Tra questi: un sistema di monitoraggio sismico sul Tempio di Nettuno con tecnologie avanzate, sviluppato insieme all’università di Salerno e finanziato con il mecenatismo privato attraverso ArtBonus; il Sistema Hera, il catalogo online fruibile anche dagli utenti esterni, che connette dati geografici (GIS), collezioni e archivi e raccoglie 2.653 schede di monumenti e 17914 reperti; gli scavi archeologici promossi nell’ambito di progetti di tutela e valorizzazione, che hanno portato alla luce nuovi dati, tra cui un tempio dorico del V sec. a.C. precedentemente sconosciuto e che ha dato nuova luce alla storia dell’architettura pestana e magno-greca; le collaborazioni con università, CNR e società private che hanno portato a nuove scoperte anche grazie all’uso di tecnologie innovative come la geofisica e la fotografia multispettrale.

Veduta aerea del Santuario Meridionale a Paestum con il tempio di Nettuno e la Basilica (foto pa-paeve)

Fruizione, accessibilità, comunicazione. Esemplare, in termini di accessibilità così come di fruttuosa cooperazione tra pubblico e privato, è l’intervento sul tempio arcaico noto come “Basilica” che, dal 2016, è accessibile senza più barriere architettoniche grazie al finanziamento costituito dai proventi di una mostra in collaborazione con il concessionario. Attualmente, è l’unico tempio greco ancora in piedi pienamente agibile/praticabile in tutto il Mediterraneo. Nuovi percorsi, tra cui un parco giochi a tema archeologico, hanno aumentato allargato il pubblico e ampliato l’offerta, con particolare attenzione ai più piccoli. La comunicazione digitale, con strategie social diverse e coinvolgenti, hanno portato il Parco a raggiungere i 150 mila follower, aumentando così visibilità e interazione con gli utenti diffondendo la conoscenza del patrimonio in rete. Dal 2015 al 2019, durante la gestione Zuchtriegel, il pubblico del parco archeologico è cresciuto del 48% (2015: 279.078; 2019: 443.743) e nel 2020, a causa della pandemia, ha subito un forte calo pari a oltre il 70% in media con quanto accaduto a tutti i luoghi del Sistema Museale Nazionale. Con l’introduzione di un abbonamento annuale a partire dal 2016, è aumentato in modo significativo il coinvolgimento del territorio, con anche la nascita dell’associazione “Amici di Paestum” nel 2017. È proprio in collaborazione con le associazioni del territorio che si svolgono lavoratori inclusivi per scuole e famiglie, con una particolare attenzione allo spettro autistico.

Paestum. Tempio di Nettuno: con l’ArtBonus finanziato un progetto di monitoraggio dei micro-movimenti con sensori di tecnologia avanzata. E un nuovo scavo svela la storia del lungo cantiere, tra il VI e V sec. a.C., tra progettazione e ripensamenti

Veduta aerea del Santuario Meridionale a Paestum con il tempio di Nettuno e la Basilica (foto pa-paeve)
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Il progetto ArtBonus “Il tempio di Nettuno si muove – partecipa ad un viaggio unico al mondo!” premiato alla XVI edizione di LuBeC – Lucca Beni Culturali 2020 perché nella top ten dei progetti ArtBonus più votati (foto pa-paeve)

Sensori di tecnologia avanzata per rilevare micro-movimenti del tempio di Nettuno, il monumento più famoso dell’area archeologica di Paestum, un vero e proprio emblema del mondo classico: progetto innovativo grazie alla co-progettazione tra Parco archeologico e Dipartimento di Ingegneria Civile dell’università di Salerno, e alla campagna di raccolta fondi sul portale “ArtBonus”. In tutto 18 sensori sul tempio di Nettuno a Paestum che stanno dando i primi risultati. Per ora si tratta di test eseguiti da un team di esperti coordinati dal direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, e dal prof. Luigi Petti dell’università di Salerno. Il progetto mira a monitorare il comportamento dinamico del monumento per comprendere meglio come esso potrà essere tutelato in futuro – non solo in caso di sisma, ma anche da agenti atmosferici e condizioni meteorologiche nel contesto più ampio dei cambiamenti climatici. L’intervento, incentrato sul meglio conservato e più famoso monumento dell’antica Poseidonia-Paestum, costruito nel V sec. a.C., è stato finanziato con l’aiuto di sostenitori privati attraverso la piattaforma ArtBonus del ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo: le donazioni di due importanti mecenati, D’Amico D&D Italia Spa e Sorrento Sapori e Tradizioni Srl, che hanno aderito al progetto ArtBonus “Il tempio di Nettuno si muove – partecipa ad un viaggio unico al mondo!”, con una donazione complessiva di 110mila euro nel 2019. Lo scorso 8 ottobre 2020, il progetto di raccolta fondi è stato premiato alla XVI edizione di LuBeC – Lucca Beni Culturali 2020 rientrando nella top ten dei progetti ArtBonus più votati su scala nazionale.

L’installazione dei sensori sul tempio di Nettuno a Paestum (foto pa-paeve)

Dopo la fase test, ora si lavora a una rete di controllo con l’installazione di altri sensori lungo il basamento del tempio. Il sistema è in grado di misurare movimenti, anche minimi, del monumento, come per esempio vibrazioni create dal vento o dal traffico stradale e ferroviario. Oltre allo studio dell’effetto immediato delle condizioni meteorologiche, antropiche, geologiche e sismiche sul tempio, i dati serviranno a elaborare un modello che aiuterà a prevenire possibili deterioramenti strutturali. Il montaggio del sistema è affiancato da attività di scavo stratigrafico volte a rispondere ad alcuni punti interrogativi che ancora oggi riguardano il monumento più emblematico dell’antica Paestum. “Una volta completato il sistema”, annuncia il direttore, “i dati saranno messi a disposizione di tutti sulla rete. Da qualsiasi posto nel mondo, con un pc o uno smartphone si potranno seguire in tempo reale i micro-movimenti e vibrazioni del tempio di Nettuno. Si tratta di un esempio di un’integrazione virtuosa tra tutela, ricerca, fruizione e partecipazione di donatori e sostenitori. Tutto ciò è stato possibile grazie a un lavoro a più mani che ha coinvolto oltre ai funzionari del Parco, anche Università italiane e straniere, istituti di ricerca e imprenditori locali che hanno finanziato buona parte del progetto e a cui va il nostro ringraziamento”.

Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, davanti al tempio di Nettuno (foto pa-paeve)

“Il progetto è anche un’occasione per tornare sulla storia complessa del tempio nell’antichità, in particolare riguardo eventuali presenze più antiche”, commenta il direttore. “L’ultimo saggio stratigrafico sulle fondazioni del tempio risale a più di 60 anni fa e all’epoca non è stato documentato secondo gli standard di oggi. I nuovi scavi sono pertanto fondamentali per approfondire la nostra conoscenza del monumento, anche alla luce di recenti riletture dell’alzato, che suggeriscono l’esistenza di un più antico progetto architettonico, che pare sia stato cambiato in corso d’opera. Ma sono ipotesi che attendono una precisazione attraverso indagini stratigrafiche”.

Delle problematiche ancora aperte e dei primi risultati dei nuovi scavi ci parla il direttore Gabriel Zuchtriegel in un video di inizio novembre 2020. “Il tempio di Nettuno – ricorda – è uno dei più famosi monumenti del mondo classico, ma come a volte accade con questi monumenti emblematici si pensa siano molto studiati. In realtà non è così. Ci sono ancora tante domande aperte. I nuovi scavi che stiamo facendo in questo momento cercano di contribuire a dare qualche risposta. E le domande che ci sono, oltre la questione a quale divinità era dedicato il tempio, perché anche questo non lo sappiamo ancora, sono legate soprattutto alla storia del monumento. Noi vediamo un tempio, però stiamo scoprendo sempre più che in realtà qui dentro si nascondono più templi. Se vogliamo c’è un primo progetto, poi ci sono ripensamenti, ci sono cambiamenti di progetto, e quello che vediamo alla fine – il grande tempio di Nettuno – sta alla fine di un lungo processo di vari decenni, probabilmente di idee, di riprogrammazioni, di cambiamenti, e questa affascinante storia del cantiere è quella che cerchiamo di recuperare con gli scavi ma anche attraverso degli studi dell’architettura. Un primo indizio di questa lunga storia del cantiere del tempio di Nettuno – continua – lo abbiamo nel podio. E questa è una recente scoperta dell’archeologo Peter Mertens che nessuno aveva mai visto. In realtà il livello superiore del podio, quello ultimo, è costituito di solito da un grande blocco più o meno quadrato sotto la colonna e poi una lastra intermedia e così via. Al di sotto però c’è un ritmo totalmente diverso con dei lunghi blocchi: perché questo livello è legato a un primo progetto – come ha dimostrato Mertens – che prevedeva che sopra le giunture dell’ultimo livello c’erano le colonne, ed erano 8 colonne per 19. Questa è un’ipotesi ha bisogno ancora di verifiche, però era probabilmente quanto rimaneva di un primo progetto molto più simile ai templi della fase precedente, per esempio il tempio di Atena. Ovviamente la forma del tempio era completamente diversa, perché se c’erano più colonne sulla stessa lunghezza vuol dire che le colonne erano più piccole e tutto il tempio era un po’ più basso e aveva un’altra proporzione complessiva”.

Il saggio di scavo aperto nell’area di scavo del tempio di Nettuno a Paestum (foto pa-paeve)

Lo scavo al tempio di Nettuno promette di diventare sempre più interessante. “Abbiamo i tre gradini del podio – riprende Zuchtriegel – al di sotto dei quali doveva essere il livello di calpestio antico. Tutto quello che viene al di sotto di quel livello era la fondazione: lo scavo ha rivelato fino a sette livelli di blocchi, parte dei quali non si vedevano perché erano sotto terra. Insieme al tempio è cambiata anche un po’ la topografia del luogo. In antico c’era un piano di calpestio che dovrebbe corrispondere a quello evidenziato dallo scavo, ma necessitano ancora verifiche col prosieguo delle ricerche. A un certo punto gli antichi abitanti di Paestum decidono di costruire il tempio e quindi scavano una trincea di fondazione, dove sono stati posti i blocchi della fondazione che escono fuori dal piano di calpestio fino al settimo livello. Al di sopra ci sono i tre gradini del podio, sull’ultimo dei quali poggiano le colonne. Per completare l’opera devono portare il livello di calpestio all’altezza del settimo livello dei blocchi. E questo spiegherebbe perché tutto intorno al tempio di Nettuno e anche alla cosiddetta Basilica c’è come una piccola salita che crea come una collinetta su cui sorge il tempio. Per fare questo riempimento viene portato materiale: terra, pietre e un po’ di ceramica che era materiale di scarto, e che noi abbiamo ritrovato nello scavo nella Us8, che sta per Unità stratigrafica 8. Studiando questi materiali di risulta dovremmo avere un’indicazione su quando è avvenuta questa azione, e ci dà un termine post quem ovviamente per la fondazione: cioè vuol dire che dopo questa azione è stato terminato il tempio. Ora guardando lo stile del tempio siamo verso la metà del V secolo, cioè nella fase classica. Sono soprattutto le colonne, i capitelli, la forma dei capitelli, quindi la parte superiore delle colonne che ci danno la datazione paragonandoli ad altri e, come ho detto prima, arriviamo verso il 470-60 a.C. E cosa ci dicono i materiali ritrovati? Dovrebbero spiegarci la lunga storia del cantiere. Tra i materiali recuperati dallo scavo dell’US8 c’è soprattutto ceramica, ma anche ossa e altri materiali che vengono da questi strati. C’è una lekythos a fondo piatto di produzione corinzia. Ce lo dice soprattutto l’argilla di questo colore particolare, ma anche la decorazione che si vede ancora un po’, ed è un vaso abbastanza antico così come questa coppetta che ci porta nel VI secolo. Però è sempre l’oggetto più recente che data uno strato. Immaginate lo strato come un sacco chiuso in un certo momento e l’ultimo pezzo che metto nel sacco mi dice quando è stato chiuso. Nel caso dell’Us8 – lo studio è ancora in corso – direi che potrebbe dare un’indicazione una coppa, quindi un vaso aperto per bere con due anse, una coppa di tipo ionico B2 direi che ci porta un po’ più giù cronologicamente: verso la fine del VI – inizi V sec. a.C. Ma siamo ancora qualche decennio prima del momento in cui probabilmente hanno fatto i capitelli. Quindi questi materiali sono importanti non solo perché sono belli ma soprattutto per la storia che ci raccontano del cantiere che inizia probabilmente – stando ai dati che abbiamo finora – nella fase tardo-arcaica, la stessa fase in cui viene costruito il tempio di Atena, il tempio di Hera alla foce del Sele, la tomba del Tuffatore, e si progetta un grande tempio secondo Mertens con 8 per 19 colonne. Questi materiali sono di quella fase. Poi quando hanno già costruito almeno la parte delle fondazioni, cambiano idea e dicono: noi vogliamo un tempio più moderno, 6 colonne per 14 colonne. Il tempio diventa più alto, cambia un po’ tutta l’immagine, l’estetica dell’edificio, ed ecco il nostro tempio di Nettuno”.