Tivoli. Al museo della Città presentazione dei risultati dei cantieri di scavo e restauro della soprintendenza nel territorio di Tivoli dal mausoleo dei Plauzi Silvani all’acquedotto Anio Novus
“Maestose reliquie di moli così superbe” è il titolo dell’incontro della presentazione dei risultati dei cantieri di scavo e restauro della soprintendenza nel territorio di Tivoli: appuntamento sabato 19 novembre 2022, alle 16.30, nella sala conferenze del museo della Città di Tivoli, piazza Campitelli a Tivoli (Rm). Introduce il vicesindaco Laura di Giuseppe. Presentazione di Lisa Lambusier, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti. Relazioni di Anna Paola Briganti, Giuseppe Borzillo, Zaccaria Mari, Gioacchino Piazza, Sergio Sgalambro, Raffaella Strati su Mausoleo dei Plauzi Silvani e Tempio della Tosse. Dopo la pausa, le relazioni continuano su Tomba della vestale Cossinia, acquedotto Anio Novus in località Arci, “Terreno con grotta” in località Bivio di San Polo. Ingresso gratuito senza bisogno di prenotazione.

Il mausoleo dei Plauzi Silvani a Tivoli (foto visit tivoli)
Sono conclusi o sono in fase di chiusura alcuni importanti cantieri di scavo e restauro della soprintendenza, attivati in siti e monumenti archeologici negli immediati dintorni della città a partire dal 2019. In un ideale percorso lungo la Via Tiburtina Valeria, dalla zona a valle a quella a monte, si incontra dapprima il mausoleo dei Plauzi Silvani, grandioso monumento sepolcrale cilindrico di età augustea trasformato in torrione nel XV secolo, che è stato interamente restaurato e inserito in un parco da cui si gode la vista anche del contiguo Ponte Lucano. A breve distanza, in Via degli Orti, è il c.d. Tempio della Tosse, in realtà il vestibolo di età tardo-antica, a pianta centrale coperto a cupola, di una grande villa, del quale è stata risanata l’area circostante e sono state valorizzate al suo interno le preesistenze archeologiche più antiche.

Un tratto dell’acquedotto Anio Novus a Tivoli (foto visit tivoli)
Presso la Stazione Ferroviaria la nota Tomba della vestale Cossinia, scoperta lungo l’Aniene nel 1929, pericolosamente inclinata a causa del cedimento del terreno, ha ricevuto una nuova fondazione e la sepoltura attribuita alla vestale è stata oggetto di ulteriori analisi. Il monumentale tratto dell’acquedotto Anio novus, nella sua ricostruzione degli inizi del III secolo, interessato negli ultimi anni da ripetuti crolli, è stato in gran parte consolidato e potrà essere meta di un’istruttiva visita sul funzionamento degli acquedotti antichi. Al Bivio di San Polo il terreno con i resti di villa romana da riferire probabilmente a quella attribuita a Titus Marcius, concesso in uso governativo dal Demanio dello Stato alla Soprintendenza nel 2020, è stato sottratto al degrado e potrà essere destinato ad attività didattiche per le università e le scuole.
Roma. All’università Roma Tre giornata di studi su “Archeologia dei Monti Lucretili. Nuove ricerche e prospettive di indagine in un paesaggio montano del Lazio”
Martedì 8 novembre 2022 all’università Roma Tre giornata di studi organizzata dal dipartimento di Studi umanistici sul tema “Archeologia dei Monti Lucretili. Nuove ricerche e prospettive di indagine in un paesaggio montano del Lazio”. L’ambito territoriale è il massiccio montuoso Parco regionale naturale, situato circa 35 chilometri a Nord-Est di Roma, che rientra nell’ambito di competenza della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti. I Monti Lucretili furono compresi in età preromana fra tre populi italici: i Latini a Sud, gli Aequi a Est e i Sabini a Nord-Ovest. Nella divisione augustea della Penisola in regiones essi rientravano in parte nella Regio I (Latium et Campania) e in parte nella IV (Sabini et Samnium). La famosa villa di Orazio a Licenza era già in Sabinis. Intorno si svilupparono piccoli abitati: sul versante sabino Cretone e Montelibretti, sul versante del fiume Aniene Varia (Vicovaro), Pagus Mandela (Mandela) e la non localizzabile Ustica. L’annessione a Roma avvenne fra il IV e il III sec. a.C. Fondamentale fu la costruzione delle viae publicae Salaria e Tiburtina Valeria, lungo le quali si dislocarono numerose villae rusticae che predilessero la coltivazione di oliveti e vigneti sulle pendici dei monti e svilupparono un’intensa attività silvo-pastorale.
PROGRAMMA. Alle 9, saluti istituzionali: arch. Lisa Lambusier, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti; prof. Manfredi Merluzzi, direttore del dipartimento di Studi umanistici, università Roma. Alle 9.30, introduzione ai lavori: Emeri Farinetti. SESSIONE 1 “Il paesaggio dei Lucretili tra passato e presente: alle radici di una comunità rurale”, modera Marcello Spanu. Alle 9.50, Alessandro Guidi, Federico Nomi “Il popolamento in età pre- e protostorica nei Monti Lucretili”; 10.10, Zaccaria Mari “Forme insediative di età preromana e romana nel contesto lucretile: il dinamico rapporto tra montagna e circondario”; 10.30, Daniele Manacorda “Note intorno alla toponomastica dei Monti Lucretili”; dopo la pausa, alle 11.10, Riccardo Santangeli Valenzani “Le origini dell’incastellamento nel Lazio: dalla signoria romana alla Sabina”; 11.30, Martina Bernardi “Gli insediamenti “invisibili”. Evidenze archeologiche di siti aperti medievali dal territorio di Montefalco in Sabina”; 11.50, Susanna Passigli “Il pioniere degli studi sul Medioevo nei Monti Lucretili: tra gli appunti e le fotografie di Jean Coste”; 12.10, Arturo Gallia “Cartografia storica e trasformazione del paesaggio. Sabina e Monti Lucretili”; 12.30, discussione. SESSIONE 2 “Nuove ricerche nel territorio Lucretile”, modera Dario Internullo. Alle 14.30, Martina Bernardi, Emeri Farinetti “Monti Lucretili Landscape project (MoLuLaP): i primi risultati dalle ricognizioni sul campo”; 14.50, Giuditta Nesi “Se alcuno haverà possessione (…) haverà strada comoda: ricostruire lo sfruttamento agricolo e boschivo dei castelli dei Monti Lucretili attraverso lo studio della viabilità”; 15.10, Matteo Rossi “Esempi di edilizia rupestre nel territorio dei Lucretili”; 15.30, Giordano De Coste “Il paesaggio rurale dei Monti Lucretili”; 15.50, Maria Cristina Volpacchio “Il castello di Licenza. Analisi delle tecniche murarie e studio delle trasformazioni edilizie di un insediamento medievale a continuità insediativa”; 16.10, Federico Fasson “Un castello dall’alto: primi risultati dall’uso del drone nello studio di Montefalco in Sabina”; 16.30, discussione; 17, conclusioni sulla giornata: Andrea Augenti, Vito Lorè.
Palestrina (Roma). Durante la realizzazione di un marciapiede lungo la Sr 155 di Fiuggi scoperto un tratto di strada basolata romana perfettamente conservata a 1 metro e mezzo di profondità

Il tratto di strada romana basolata rinvenuta lungo la Sr 155 di Fiuggi in località Muracciola a Palestrina (Roma) durante il lavori di realizzazione di un marciapiede (foto sabap-rm-ri)
Rinvenuto un tratto di strada basolata a Palestrina (Rm). Durante la realizzazione di un marciapiede lungo la S.R. 155 di Fiuggi (via Prenestina Nuova) in località Muracciola, nell’ambito dei lavori svolti dal Dipartimento Tecnico Area 5 Lavori pubblici della Città di Palestrina, è stato messo in luce un tratto di basolato di una strada romana. Lo scavo è stato eseguito sotto la direzione scientifica del funzionario archeologo Gabriella Serio della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti.

Il tratto di strada romana basolata rinvenuta lungo la Sr 155 di Fiuggi in località Muracciola a Palestrina (Roma) durante il lavori di realizzazione di un marciapiede (foto sabap-rm-ri)
Perfettamente conservata alla profondità di – 1,50 m dall’odierno piano stradale, è stato portato alla luce un tratto di lunghezza pari a circa 50 m e una larghezza di circa 4 m che proseguiva parallelo all’attuale asse stradale lungo il versante settentrionale. Il tracciato antico è sopravvissuto ai pesanti interventi connessi alla costruzione della rete ferroviaria Roma-Fiuggi, i cui binari insistevano sulla pavimentazione stradale antica.

Le grandi pietre poligonali basaltiche disposte a creare la conformazione “schiena d’asino” del tratto di strada romana scoperta a Palestrina (Roma) (foto sabap-rm-ri)
La strada è composta da grandi pietre poligonali basaltiche disposte regolarmente a formare la caratteristica conformazione “a schiena d’asino”; entrambi i limiti della carreggiata presentavano lunghi tratti di crepidini. In diversi punti del sedime stradale sono stati individuati i segni del continuo passaggio di carri. Un percorso pedonale proseguiva a ridosso della crepidine settentrionale. Il segmento rinvenuto rappresenta il proseguimento dei tratti attualmente visibili lungo la S.R. 155 di Fiuggi, appartenenti a un’antica arteria che collegava la città di Praeneste alla via Labicana, la cui frequentazione continuò fino alla metà del XIX secolo d.C., come rappresentato in alcune fonti cartografiche dell’epoca.
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