Archivio tag | Simone Quilici

Appia antica (Roma). Al Complesso di Capo di Bove si va alla scoperta dell’Archivio Antonio Cederna con l’evento “Città, Paesaggi, Futuro: Cederna ci parla ancora”

Venerdì 6 giugno 2025, alle 20.45, per la Notte degli Archivi 2025, al Complesso di Capo di Bove (parco archeologico dell’Appia Antica) in via Appia Antica 222 a Roma, si va alla scoperta dell’Archivio Antonio Cederna con l’evento “Città, Paesaggi, Futuro: Cederna ci parla ancora”, per un’esperienza tra memoria, territorio e impegno civile. A quasi vent’anni dalla donazione del fondo da parte della famiglia Cederna alla direzione generale Archivi, verrà presentato l’archivio che raccoglie i documenti storici degli anni tra il 1947 e il 1996, che documentano le battaglie di Antonio Cederna nella salvaguardia del patrimonio storico-artistico e paesaggistico e nella tutela della via Appia Antica. Interverranno: Simone Quilici, direttore del parco archeologico dell’Appia Antica; Lorenza Campanella, funzionario per la Promozione e Comunicazione ministero della Cultura; Bartolomeo Mazzotta, tecnico-specialista per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale; Francesco Paolesse, storico dell’arte, specializzando alla scuola di Specializzazione in beni storico-artistici dell’università di Bologna. Nel corso della visita guidata avrete la possibilità di entrare in contatto diretto con le carte, le immagini e le parole di una delle voci più lucide e appassionate nella difesa del paesaggio italiano e potremo riflettere sul ruolo dell’archivio non solo come custode del passato, ma fonte viva di riflessione e ispirazione per il futuro.

Appia Antica (Roma). Alla Tomba dei Valeri presentazione del libro “A tavola con gli antichi romani” dell’archeologo Giorgio Franchetti. Segue la visita della Tomba Barberini, e la degustazione storica di cibi ricostruiti dall’archeo-cuoca Cristina Conte

Sabato 31 maggio 2025, alle 11, all’interno della Tomba dei Valeri, nella splendida cornice delle Tombe della Via Latina nel parco archeologico dell’Appia Antica, a Roma, presentazione del libro “A tavola con gli antichi romani” dell’archeologo e divulgatore storico Giorgio Franchetti, accompagnata dalla degustazione storica di cibi ricostruiti. Non è necessaria la prenotazione. Il saggio di Giorgio Franchetti è un viaggio nel passato che permetterà ai lettori di sedere a tavola con i romani, scoprire le abitudini e ritualità legate al consumo del cibo e rispondere a una serie di domande riguardo le usanze enogastronomiche. Apre l’incontro l’introduzione del direttore del parco archeologico dell’Appia Antica, Simone Quilici, cui seguirà l’intervento del funzionario archeologo responsabile del sito, Santino Alessandro Cugno. Successivamente l’autore illustrerà il tema e Idamaria Marini, medico specializzato in nutrizione, proporrà un focus sugli aspetti dell’alimentazione antica giunti fino a noi. Al termine ci sarà la possibilità di visitare la Tomba Barberini e assaggiare gratuitamente alcune pietanze ricostruite in cucina dall’abile archeocuoca Cristina Conte, che ha collaborato al volume nella parte riservata alle ricette, basate sugli scritti di Catone, Varrone, Apicio e Columella. Si potrà assaggiare la patina apiciana, il libum di Catone, l’epityrum su una fetta di panis cibarius, il savillum e bere un bicchierino di mulsum, il vino speziato al miele.

Copertina del libro “A tavola con gli antichi romani” dell’archeologo Giorgio Franchetti

A tavola con gli antichi romani (edizioni Efesto). Come mangiavano gli antichi romani? Quanto spendevano per mangiare fuori casa? Cosa avremmo trovato nelle locande dell’epoca? Esistevano già le diete? E i sommelier? A queste, e ad altre domande, prova a rispondere l’autore, che prende il lettore per mano e lo conduce in un incredibile e coloratissimo viaggio nel tempo alla scoperta delle abitudini alimentari dei romani. Fino a stupire gli amici con una cena particolare, di quelle con cui il famoso Apicio si divertiva a sorprendere i propri invitati con piatti incredibili. All’interno ci sono 124 gustosissime ricette ricostruite dall’archeo-cuoca Cristina Conte ma anche 10 schede di approfondimento su alcuni importanti argomenti, come il garum, il mulsum, il myrtatum, cioè l’antica mortadella, e tanti aneddoti riguardo personaggi famosi dell’antica Roma. “È sempre una grande emozione – commenta Franchetti – mettermi al comando di questa macchina del tempo virtuale e spostare le lancette dell’orologio indietro di più di 27 secoli. Come facciamo ormai da 8 anni prenderemo per mano idealmente il pubblico e lo condurremo a ritroso nel tempo, partendo dall’inizio della storia di Roma. Entreremo nelle case dei Romani e scopriremo la loro ritualità quotidiana legata al cibo. Come sempre ci divertiremo, perché il cibo, oggi come 27 secoli fa, è un piacere della vita”.

L’archeologo Giorgio Franchetti

Giorgio Franchetti si è formato all’università della Tuscia di Viterbo e all’università Roma Tre, si è laureato con lode in Archeologia e Storia dell’arte e si è poi specializzato con lode in Archeologia. È membro della Society for the Promotion of Roman Studies (The Roman Society) di Londra e della Società Italiana di Storia della Medicina, oltre ad essere “ambassador” della FEISCT – Federazione Europea Itinerari Storici, Culturali e Turistici per i territori di Cerveteri e Tarquinia. Ha collaborato, negli ultimi 20 anni, a numerosi documentari per tv del settore storico come History Channel, National Geographic Channel e Discovery Channel, oltre a quelli per Ulisse di Alberto Angela e di Alessandro Barbero. È esperto di medicina antica e ha tenuto lezioni all’università Roma Tre, La Sapienza e l’università di Salerno.

Cristina Conte è una bravissima cuoca, inventrice degli anni ’80 della figura del “cuoco a casa”, ha partecipato a numerose trasmissioni tv, come Geo su Raitre e Cortesie per gli ospiti, e ha passato gli ultimi 15 anni a studiare e sperimentare la cucina antica.

La conservazione di Villa dei Quintili protagonista con il parco archeologico dell’Appia Antica al Salone internazionale del Restauro di Ferrara. In presenza e on line

Dal 14 al 16 maggio 2025, il parco archeologico dell’Appia Antica è presente al Salone internazionale del Restauro di Ferrara, il grande evento internazionale dedicato all’eccellenza italiana nel restauro artistico e architettonico che celebra l’importante traguardo della 30a edizione. Per tre giorni, Ferrara Expo si trasformerà in una piattaforma dinamica di confronto tra memoria e innovazione, ospitando oltre 100 espositori e altrettanti appuntamenti, tra workshop, convegni e attività formative dedicate ai professionisti del settore. Diagnostica, digitalizzazione, restauro specialistico, impiantistica, sostenibilità: l’area espositiva offrirà una panoramica completa sulle tecnologie e le soluzioni più avanzate per il restauro architettonico, artistico e urbano. Nel ricco programma di incontri, a cui parteciperanno anche tecnici, ricercatori, direttori di Istituti e di Musei, ci saranno seminari, incontri, talk e momenti formativi di alto livello, offrendo nuove prospettive e approfondimenti sulle sfide e le opportunità del settore.

Villa dei Quinitli, una delle più belle ville edificate lungo la via Appia (foto parco appia antica)

Per il parco archeologico dell’Appia Antica il momento clou è giovedì 15 maggio 2025, quando, tra le 16 e le 17, nella Sala Mic – Padiglione 3, c’è l’incontro “Villa dei Quintili: un grande laboratorio per la conservazione e la conoscenza”, nel corso del quale saranno esposte le attività conservative e di ricerca più recenti effettuate presso la Villa dei Quintili in collaborazione con l’Istituto centrale del restauro e la Sapienza università di Roma. Diretta streaming: https://www.youtube.com/@FieraRestauro/streams. Dopo i saluti di Simone Quilici, direttore PAAA; Luigi Oliva, direttore ICR; Daniela Esposito, professoressa Sapienza università di Roma; gli interventi di Eleonora Gioventù, Edoardo Capasso, Sara Belletti, Giuliana Codato, Valentina Fantera “Ricerca, sperimentazione e restauro per la conservazione del patrimonio archeologico di Villa dei Quintili”; Marta De Pari (dottoranda SAPIENZA–UNIBA, Progetto PNRR 4.1) “Conoscere per Conservare. La Villa dei Quintili; un approccio multidisciplinare per l’impianto termale”; Roberta Boscherini, Raffaella Guarino, Sara Iovine (funzionari PAAA) “Conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico di Villa dei Quintili: gli ultimi interventi conservativi sui sectilia pavimentali”.

Appia antica (Roma). Alle Tombe di via Latina l’evento “DEMETRIADE – La Gens Anicia e la Via Latina”: visita guidata al Sepolcro Barberini, rievocazione storica e fumetto storico

Domenica 4 maggio 2025, alle 10, nell’affascinante parco delle Tombe della via Latina, via dell’Arco di Travertino 151, Roma, si svolgerà l’evento “DEMETRIADE – La Gens Anicia e la Via Latina” dedicato alla figura di Demetriade appartenente alla potente famiglia romana degli Anicii che, proprio nel territorio occupato oggi dal Parco, possedeva una lussuosa villa. Dopo i saluti del direttore del parco archeologico dell’Appia Antica Simone Quilici e del funzionario archeologo Santino Alessandro Cugno, responsabile del sito, alle 10 il personale del Parco condurrà una visita guidata gratuita al Sepolcro Barberini. Alle 11 avrà luogo la rievocazione storica a cura dell’associazione culturale Protectores Domini Nostri. Alle 12 ci sarà la presentazione del fumetto storico “Demetriade la Gens Anicia e la Via Latina” (Nubes Editore, 2025). Copie omaggio del fumetto saranno distribuite al termine dell’evento fino ad esaurimento scorte. In occasione della #DomenicaAlMuseo l’ingresso sarà gratuito. Prenotazioni su Musei Italiani fino ad esaurimento posti al link: https://portale.museiitaliani.it/…/a62f7628-2b88-42c7…

Parco archeologico dell’Appia Antica. Per gli “Incontri di archeologia alle Tombe della via Latina” presentazione del libro “Ad aquam orantes: Il culto delle divinità acquatiche nella Sicilia antica” di Simona Modeo e Silvana Chiara (Edizioni Lussografica) e visita guidata speciale alla Tomba dei Valeri

Per gli “Incontri di Archeologia alle Tombe della Via Latina”, occasioni uniche promosse dal parco archeologico dell’Appia antica per incontrare professionisti del settore e scoprire le loro ultime ricerche e pubblicazioni nella suggestiva cornice della sala superiore della Tomba dei Valeri, sabato 3 maggio 2025, alle 10.30, in via dell’Arco di Travertino 151, presentazione del libro “Ad aquam orantes: Il culto delle divinità acquatiche nella Sicilia antica” di Simona Modeo e Silvana Chiara, edito da Edizioni Lussografica, Collana Mesogheia 2024. Dopo i saluti del direttore Simone Quilici e del responsabile del sito Santino Alessandro Cugno, interverranno Maria Amalia Mastelloni, già soprintendente del MIC e direttore del parco archeologico di Siracusa; Silvana Chiara, archeologa e curatrice; e Simona Modeo, curatrice e vicepresidente regionale di SiciliAntica. Nel corso dell’evento, i partecipanti potranno visitare la Tomba dei Valerii. Appuntamento in via dell’Arco di Travertino 151. Attività gratuita, prenotazioni al link: https://portale.museiitaliani.it/…/a62f7628-2b88-42c7…

Copertina del libro “Ad aquam orantes: Il culto delle divinità acquatiche nella Sicilia antica” di Simona Modeo e Silvana Chiara

Ad aquam orantes. Il culto delle divinità acquatiche nella Sicilia antica. Il libro raccoglie i contributi scientifici del XIX Convegno di Studi organizzato dalla sede nissena di SiciliAntica che ha avuto luogo a Caltanissetta il 22 ottobre 2023 presso la sala Morici del palazzo della Fondazione Sicana – Sicilbanca (ex Palazzo delle Poste). Il tema dell’annuale simposio scientifico è partito dalla considerazione che l’acqua è ritenuta, sin dai primordi dell’umanità, l’emblema della vita. Essa ha infatti tutte le caratteristiche del sacro, dove convivono gli opposti: la purezza e la fertilità, la morte e la distruzione, la memoria e l’oblio. Nell’acqua si distinguono due principi antitetici: il maschile e il femminile, le acque in movimento che scendono dal cielo a penetrare nel grembo della terra, e quelle che sgorgano, limpide, dalle sorgenti a portare la fertilità a tutto il territorio circostante o che ristagnano, immote, in luoghi paludosi e mefitici dove, secondo il folklore popolare, abitano streghe e nefaste divinità. Dai nessi simbolici, epocali e legati alle civiltà si snoda una narrazione opulenta di riferimenti.

Roma. Allo Spazio Gangemi presentazione del libro “Lettere d’amore dalla via Appia” curato da Rita Paris

libro-lettere-d-amore-dalla-via-appia_copertina

Copertina del libro “Lettere d’amore dalla via Appia” a cura di Rita Paris (Gangemi editore)

Giovedì 23 gennaio 2025, alle 16.30, nella sala mostre & convegni di Spazio Gangemi, in via Giulia 142 a Roma, presentazione del libro “Lettere d’amore dalla via Appia” curato da Rita Paris ed edito da Gangemi Editori che ripercorre la storia del misterioso carteggio d’amore custodito a lungo dall’Appia Antica e oggi esposto nel Casale di Santa Maria Nova. Le lettere, ritrovate fortuitamente nel 1999 all’interno di tubuli di piombo ai piedi del cosiddetto Sepolcro Dorico, ci hanno consegnato un racconto emozionante: la storia d’amore tra Ugo e Letizia, un rapporto appassionato e clandestino affidato alla memoria dell’Appia alla fine degli anni ’20 (vedi Libri sotto l’albero. È uscito il libro “Lettere d’amore dalla Via Appia” di Rita Paris (Gangemi editore), che ha integralmente trascritto il contenuto dell’intero carteggio | archeologiavocidalpassato). Nel corso dell’evento verrà trattata la storia del curioso rinvenimento e dello studio storico che ne è seguito. Interverranno: Mariarosaria Barbera, già dirigente Mibact e della soprintendenza Archeologica di Roma; Simone Quilici, direttore del parco archeologico dell’Appia Antica; e Rita Paris, curatrice del volume.

Appia Antica (Roma). Al Complesso di Capo di Bove presentazione del libro “Il paesaggio edificato. Adattamenti, imprevisti, strategie e soluzioni costruttive nel mondo antico” a cura di Ilaria Trivelloni, Dario Canino e Núria Romaní Sala (Edizioni Quasar)

appia-antica_capo-di-bove_libro-il-paesaggio-edificato_di-ilaria-trivelloni_presentazione_locandinaSabato 14 dicembre 2024, alle 10.30, il Complesso di Capo di Bove nel parco archeologico dell’Appia antica ospita la presentazione del libro “Il paesaggio edificato. Adattamenti, imprevisti, strategie e soluzioni costruttive nel mondo antico” a cura di Ilaria Trivelloni, Dario Canino e Núria Romaní Sala (Edizioni Quasar, 2024). Ingresso in via Appia Antica 222 (Roma). Attiva gratuita senza prenotazione. Dopo i saluti del direttore Simone Quilici, ci sarà l’introduzione della prof.ssa Luisa Migliorati (Unitelma – Fondazione Sapienza) che dialogherà con i curatori del volume Ilaria Trivelloni (università di Sassari), Dario Canino (parco archeologico dell’Appia Antica) e Núria Romaní Sala (Universidat Autonòma de Barcelona). Nel corso dell’evento, sarà presente la casa editrice con delle copie del volume. Ai partecipanti sarà fornito un codice sconto del 20% sul prezzo di copertina del volume.

libro-il-paesaggio-edificato_di-ilaria-trivelloni_copertina

Copertina del libro Il paesaggio edificato. Adattamenti, imprevisti, strategie e soluzioni costruttive nel mondo antico” a cura di Ilaria Trivelloni, Dario Canino e Núria Romaní Sala (Edizioni Quasar)

Il paesaggio edificato. Adattamenti, imprevisti, strategie e soluzioni costruttive nel mondo antico. Un comune denominatore di tutti gli insediamenti antichi è il legame e l’interdipendenza con la geografia fisica, al punto di condizionare la localizzazione, l’organizzazione, la pianificazione e la sopravvivenza di qualsiasi progetto architettonico o urbanistico. Il libro è dedicato all’approfondimento di casi di studio, edifici, spazi architettonici e città, distribuiti in un’ampia cornice cronologica e geografica dal Mediterraneo occidentale alla Mesoamerica. I contesti presentati sono caratterizzati da un’intensa antropizzazione dell’ambiente naturale, ma allo stesso tempo mostrano la profonda impronta che l’ambiente stesso ha lasciato sul carattere delle società che lo hanno abitato.

 

Parco archeologico dell’Appia Antica. Per gli “Incontri di archeologia alle Tombe della via Latina” presentazione del libro “L’apicoltura nel Mediterraneo antico. Archeologia del rapporto tra uomo e api dalla preistoria alla tarda antichità” di Giorgio Franchetti (Edizioni Efesto, 2024) e visita guidata speciale alla Tomba dei Valeri

appia-antica_parco_tombe-via-latina_libro-l-apicoltura-nel-mediterraneo-antico_giorgio-franchetti_locandinaNuovo appuntamento con gli “Incontri di Archeologia” alle Tombe della Via Latina, occasioni uniche proposte dal parco archeologico dell’Appia antica per incontrare gli esperti del settore e scoprire le loro ultime ricerche e pubblicazioni nella suggestiva cornice della sala superiore della Tomba dei Valeri. Sabato 19 ottobre 2024, alle 10, Giorgio Franchetti sarà ospite del parco archeologico dell’Appia antica per parlare del suo libro “L’apicoltura nel Mediterraneo antico. Archeologia del rapporto tra uomo e api dalla preistoria alla tarda antichità” (Edizioni Efesto, 2024). Dopo i saluti del direttore Simone Quilici e del responsabile del sito Santino Alessandro Cugno, ci sarà l’introduzione del prof. Daniele Manacorda e l’intervento dell’autore dott. Giorgio Franchetti. Nel corso dell’evento, i partecipanti potranno visitare la Tomba dei Valeri. Appuntamento in via dell’Arco di Travertino 151, Roma. Attività gratuita. Il biglietto può essere scaricato selezionando “Incontri di Archeologia” sull’App Musei Italiani, il giorno stesso presso il totem all’ingresso del sito, oppure online al link nel primo commento.

libro-l-apicoltura-nel-mediterraneo-antico_giorgio-franchetti_copertina

Copertina del libro “L’apicoltura nel Mediterraneo antico. Archeologia del rapporto tra uomo e api dalla preistoria alla tarda antichità” di Giorgio Franchetti (Edizioni Efesto)

L’apicoltura nel Mediterraneo antico. L’uomo ha sempre avuto, per lungo tempo inconsapevolmente, il migliore degli alleati in natura: l’ape. Dalla sua comparsa sulla terra, quasi 100 milioni di anni fa, è stata lei principalmente, insieme ad altri agenti pronubi, a permettere lo sviluppo, la diversificazione e la sopravvivenza di un complesso e meraviglioso apparato di reciproche biodipendenze che oggi chiamiamo semplicemente Natura. L’ape ha accompagnato l’umanità per l’intera durata del suo percorso evolutivo e infatti, seguendo le tracce di questo rapporto, possiamo risalire per millenni fino agli albori della Storia. Ma non solo. Possiamo spingerci più indietro ancora, con certezza al Neolitico e, secondo alcuni studiosi, anche alle fasi finali del Paleolitico. Testimonianze di come il miele abbia costituito per moltissimo tempo un elemento fondamentale di apporto calorico nella dieta umana sono rintracciabili nelle pitture rupestri di culture lontanissime anche a livello geografico, segno evidente di come universalmente l’uomo si fosse reso conto dell’importanza di questo insetto e dei suoi prodotti.

Appia Antica (Roma). Al Complesso di Capo di Bove l’incontro “L’Appia è moderna. Quali prospettive?”, riflessione sul futuro della regina viarum, a celebrazione della proroga della mostra “L’Appia è moderna”, sui progetti e le iniziative architettoniche e artistiche per l’Appia antica nel Novecento

appia-antica_capo-di-bove_mostra-l-appia-è-moderna_1_foto-parco-appia-antica

La mostra “L’Appia è moderna” al Compesso di Capo di Bove nel parco archeologico dell’Appia Antica (foto parco appia antica)

appia-antica_capo-di-bove_mostra-incontro-l-appia-è-moderna_locandinaSabato 19 ottobre 2024, alle 11, nel Complesso di Capo di Bove del parco archeologico dell’Appia Antica si terrà lo speciale evento “L’Appia è moderna. Quali prospettive?” a celebrazione della proroga della mostra “L’Appia è moderna” promossa dal parco archeologico dell’Appia Antica e dalla direzione generale Creatività contemporanea del ministero della Cultura, con l’organizzazione di Electa editore, e curata da Claudia Conforti, Roberto Dulio, Simone Quilici e Ilaria Sgarbozza (aperta al pubblico fino al 17 novembre 2024). L’evento che invita alla riflessione sul futuro della regina viarum prevede interventi di Simone Quilici (curatore e direttore del parco archeologico dell’Appia Antica), Claudia Conforti (curatore e professoressa ordinaria di Storia dell’architettura, università di Roma Tor Vergata e membro dell’accademia nazionale di San Luca), Paolo Liverani (professore ordinario di Topografia Antica, università di Firenze), Maria Vittoria Marina Clarelli (dirigente Servizio III – Architettura contemporanea, periferie e rigenerazione urbana della DGCC, ministero della Cultura). Il dibattito sarà moderato da Orazio Carpenzano, preside della Facoltà di Architettura, “Sapienza” università di Roma.

appia-antica_capo-di-bove_mostra-l-appia-è-moderna_2_foto-parco-appia-antica

La mostra “L’Appia è moderna” al Compesso di Capo di Bove nel parco archeologico dell’Appia Antica (foto parco appia antica)

L’esposizione, promossa dal parco archeologico dell’Appia Antica e dalla direzione generale Creatività Contemporanea del ministero della Cultura, con l’organizzazione di Electa, anche editore del catalogo, punta l’attenzione sui progetti e le iniziative architettoniche e artistiche del Novecento, dimostrando che l’Appia è anche moderna. Senza entrare in contrapposizione con l’antico, disegni, dipinti, fotografie, illustrazioni, manifesti pubblicitari, invenzioni architettoniche e documenti d’archivio restituiscono l’energia di un secolo che ha fortemente disegnato una delle più note vie consolari, rendendola parte vivente e integrante delle dinamiche urbane e sociali di Roma, lontana dal concetto ottocentesco di museo a cielo aperto. Attraverso sei sezioni il racconto presenta i progetti architettonici firmati dai grandi architetti del secolo scorso; la trasformazione del paesaggio botanico ad opera di Antonio Muñoz; i fotogrammi inediti estrapolati da pellicole cinematografiche; le arti figurative – tra verismo, simbolismo e astrazione – nei dipinti di Duilio Cambellotti, Giulio Aristide Sartorio, Francesco Trombadori, Carlo Socrate; le esclusive ville dei divi di Hollywood; nel cinema e infine nei fumetti.

Parco archeologico dell’Appia Antica. Per gli “Incontri di archeologia alle Tombe della via Latina” (ultimo prima della pausa estiva) presentazione del libro “La cattedrale di Gerace. L’impronta ottoniana tra Bizantini e Normanni nell’Italia meridionale” (Gangemi editore) di Attilio Maria Spanò e visita guidata speciale alla Tomba dei Valeri

appia-antica_tombe-della-via-latina_incontri-archeologia_libro-la-cattedrale-di-gerace_di-attilio-spanò_presentazione_locandina

Per gli “Incontri di Archeologia” alle Tombe della Via Latina, occasioni uniche promosse dal parco archeologico dell’Appia antica per incontrare professionisti del settore e scoprire le loro ultime ricerche e pubblicazioni nella suggestiva cornice della sala superiore della Tomba dei Valeri, venerdì 12 luglio 2024, alle 16.30, in via dell’Arco di Travertino 151, per l’ultimo degli Incontri di Archeologia prima della pausa estiva, presentazione del libro “La cattedrale di Gerace. L’impronta ottoniana tra Bizantini e Normanni nell’Italia meridionale” (Gangemi editore) di Attilio Maria Spanò. Si parlerà di Architettura Medievale in Calabria, a partire dai nuovi studi di Spanò sulla celebre Cattedrale di Gerace. Dopo i saluti del direttore Simone Quilici e del responsabile del sito Santino Alessandro Cugno, interverranno con l’autore Margherita Eichberg, soprintendente ABAP per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, e Corrado Bozzoni, professore emerito di Storia dell’Architettura all’università di Roma La Sapienza. A seguire, i partecipanti potranno effettuare una visita guidata speciale alla Tomba dei Valeri. Attività gratuita non soggetta a prenotazione.

libro-la-cattedrale-di-gerace_di-attilio-spanò_copertina

Copertina del libro “La cattedrale di Gerace” di Attilio M. Spanò

La cattedrale di Gerace. L’impronta ottoniana tra Bizantini e Normanni nell’Italia meridionale. La cattedrale di Gerace è uno dei monumenti più conosciuti e meno studiati della Calabria. La grande basilica è sempre stata considerata normanna e testimone di quella campagna costruttiva volta alla sostituzione dell’elemento bizantino con quello occidentale. Questo studio interviene, invece, direttamente sull’edificio, ne analizza la sua consistenza fisica, leggendola tra le pieghe delle stratificazioni storiche e architettoniche.