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Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Le parole del mare” di Piero Dorfles (Sellerio editore Palermo), secondo appuntamento con il nuovo circolo di lettura Storie d’Acqua, in collaborazione con Il Talento di Roma

Sabato 23 maggio 2026, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, presentazione del libro “Le parole del mare” di Piero Dorfles (Sellerio editore Palermo), secondo appuntamento con il nuovo circolo di lettura Storie d’Acqua, in collaborazione con Il Talento di Roma aps, che sceglie l’acqua come elemento narrativo, simbolico e politico. Un libro che attraversa il mare non soltanto come scenario, ma come matrice simbolica capace di generare narrazioni, metafore, strutture di pensiero. Uno degli elementi più suggestivi è l’idea che non siano gli scrittori a raccontare il mare, ma il mare a parlare attraverso di loro. Una prospettiva che ribalta il punto di vista e restituisce alla natura una centralità narrativa, trasformandola in voce, in presenza attiva. “Storie d’Acqua” è dunque il nuovo circolo di lettura che trattiene l’acqua come elemento narrativo, simbolico e politico. Un filo conduttore capace di attraversare epoche e linguaggi, mettendo in relazione testi anche molto distanti tra loro, ma accomunati da tensioni universali: il viaggio, il confine, il passaggio, lo scontro. L’acqua diventa così presenza costante e mutevole, elemento vitale e al tempo stesso spazio di trasformazione, rifugio e oblio, origine e approdo. E a Villa Giulia l’acqua è di casa. Ancora oggi il Ninfeo, complesso architettonico opera di Bartolomeo Ammannati, è il cuore pulsante della Villa con le sue ricche decorazioni architettoniche e le grandiose fontane. E non è un’acqua qualunque ma quella purissima dell’acquedotto Vergine che rende il Ninfeo un luogo simbolico di continuità tra passato e presente. L’incontro, in Sala della Fortuna, a ingresso gratuito, rientra nella Festa della lettura, la manifestazione letteraria diffusa organizzata da Il Talento di Roma APS con il sostegno del Municipio II di Roma Capitale.

Copertina del libro “Le parole del mare” di Piero Dorfles

Le parole del mare. Letteratura e navigazione. Una straordinaria ricognizione personale sui libri che parlano di navigazione. La letteratura marinara è sterminata, Piero Dorfles, che ci ha sempre spinto a “vivere la lettura come un’avventura dello spirito, un’esperienza della vita, un passaggio di maturazione”, ci guida attraverso i fondali marini seguendo un itinerario, una rotta che è fatta di avventure, sì, ma anche di considerazioni sul carattere degli uomini, riflessioni sul progresso, sui fallimenti. La navigazione, sostiene l’autore, è la più naturale metafora della vita, basti pensare alle similitudini che usiamo di continuo: issare le vele, arrivare in porto, perdere la bussola, siamo tutti sulla stessa barca; “questa larga coincidenza dei termini che usiamo per descrivere quello che esce dalla normalità della vita quotidiana con la lingua del mare, significa che quello che accade nella navigazione non è una metafora della banalità del vivere, ma un’allegoria della sua complessità, della imprevedibilità e della drammaticità del destino di noi viventi”. Una volta salpati vengono attraversati momenti fondamentali delle spedizioni per mare: la bonaccia, che ha in sé qualcosa di misterioso e di minaccioso; la burrasca, che spesso prelude al naufragio; ma situazioni da affrontare sono ammutinamenti e incontri con grandi pesci, fino a giungere al sicuro in porto. Per ogni tappa Dorfles ci guida tra i libri, innumerevoli, inaspettati talvolta, in un itinerario mai scontato, con continue incursioni sul presente. Tra le pagine trova largo spazio l’Odissea, ma incontriamo Dante e Melville, Stevenson e Conrad, il paladino Orlando e Padron ‘Ntoni, Lucrezio, Magellano e Gabriel García Márquez, e tante altre storie di mare che sono anche storie di lacerazioni e di sconfitte e si intrecciano con vita e destini degli uomini.