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Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Sulle orme di Raniero Mengarelli. Le ricerche olandesi Satricum” con Marjike Gnade: quarto incontro della quarta edizione del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”

Venerdì 17 aprile 2026, alle 16, in sala della Fortuna al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, “Sulle orme di Raniero Mengarelli. Le ricerche olandesi Satricum” con Marjike Gnade, quarto appuntamento della quarta edizione di “CHI (RI)CERCA TROVA”, il ciclo di incontri a cura dei Servizi Educativi che apre il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico. Da gennaio a dicembre 2026, 10 conferenze con esperti e studiosi di diverse discipline che presentano la loro ricerca scientifica e i progetti di studio che vedono il Museo e Villa Giulia grandi protagonisti. Esperienze, indagini, approfondimenti che rendono la ricerca condivisa, partecipata, quindi utile, a beneficio del pubblico di curiosi, studenti e specialisti. Venerdì 17 aprile 2026 Marjike Gnade porterà i partecipanti alle origini degli scavi di Satricum, importante sito archeologico del Lazio Meridionale. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it

Reperti provenieti dagli scavi di Satricum, conservati a Villa Poniatowski del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Grazie alle scoperte di Raniero Mengarelli, a cavallo tra Ottocento e Novecento, è stata riportata alla luce gran parte del sito archeologico. Situato a un punto di incontro tra le vie di comunicazione nord-sud e tra la costa e l’entroterra, Satricum costituisce un importante anello di congiunzione tra queste aree. Nel 1977, la ricerca archeologica del sito, caduta nell’oblio dopo Mengarelli, fu ripresa da archeologi olandesi. Da allora, è stato portato alla luce circa il 40% dell’antica Satricum. Parallelamente agli scavi, si è svolta una ricerca esplorativa nei depositi di Villa Giulia, che ha permesso di collegare tra loro scavi antichi e recenti, spesso con risultati sorprendenti. Nella conferenza saranno presentati i risultati più importanti delle recenti ricerche.

L’archeologa Marijke Gnade dell’università di Amsterdam

Marijke Gnade (1956) è professore emerito di Archeologia delle civiltà preromane dell’Italia Centrale alla Facoltà di Scienze umane dell’università di Amsterdam. Ha condotto diversi progetti di scavo in Italia. Nel 1991, dopo aver partecipato per dieci anni al progetto Satricum, è diventata direttrice dello stesso progetto per conto dell’Università di Amsterdam. Attualmente gli scavi sono coordinati dal Reale Istituto Olandese di Roma.

 

Firenze. A tourismA il convegno ArcheoVinum, viaggio eno-archeologico dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia, passando per Veneto, Toscana, Lazio e Campania, tra ville romane, mosaici e antichi vigneti. Il prof. Giuliano Volpe (UniBa), promotore e curatore, lo presenta in anteprima ad “archeologiavocidalpassato.com”

Un viaggio eno-archeologico dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia, passando per Veneto, Toscana, Lazio e Campania… A proporlo è ArcheoVinum, l’atteso convegno promosso dall’università di Bari nell’ambito di tourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale – sabato 28 febbraio 2026, dalle 9 alle 13, all’auditorium del Palazzo dei Congressi a Firenze, con ingresso libero e gratuito. A presentarlo in anteprima ad archeologiavocidalpassato.com è proprio il suo promotore e curatore, il prof. Giuliano Volpe (università di Bari).

“Il tema del vino è sempre stato presente in archeologia”, spiega il prof. Volpe ad archeologiavocidalpassato.com, “perché il vino ha fatto parte dei commerci nell’antichità nel Mediterraneo, dei culti, ma qui a tourismA si parlerà di vino e archeologia in maniera diversa, perché vogliamo parlare della produzione oggi del vino, ma del vino ispirato da siti archeologici. E quindi di una produzione che, in qualche modo, punta anche alla valorizzazione del sito archeologico e, al contrario, attraverso l’archeologia cerca di dare più spessore storico e culturale al prodotto enologico. Quindi un’alleanza tra archeologia e vino, tra archeologi e imprese agricole, imprese enologiche, per poter sviluppare nuove forme di turismo culturale eno-archeologico. E proporremo qui a tourismA questa rete. È un itinerario eno-archeologico che va dal Friuli fino alla Puglia, ma già con possibilità di estenderlo poi in Sardegna e in Sicilia. Insomma una novità importante. Ci sarà anche la possibilità di degustare alcuni vini legati a siti archeologici o prodotti secondo tecniche antiche con archeologia sperimentale”.

Foro Boario a Pompei: vigneti con vista Vesuvio (foto parco archeologico pompei)

Tra ville romane, mosaici e antichi vigneti. Le tappe di questo viaggio sono rappresentate da alcuni dei parchi archeologici più importanti, come Aquileia, il Colosseo-Palatino a Roma e Pompei, o siti di straordinario interesse come l’antica città di Satricum nel Lazio o i siti etruschi e romani della Maremma o le ville romane di Negrar in Valpolicella, di Aiano in Toscana, di San Marco all’Elba, di Faragola ad Ascoli Satriano in Puglia. Ad Aquileia, sul colle Palatino a Roma e a Pompei sono stati impiantati vigneti nelle stesse aree archeologiche e si è costruita una stretta collaborazione tra i parchi e le aziende agricole, che nel caso di Pompei si è tradotta nell’interessante adozione della formula del Partenariato Pubblico Privato. In altri casi si stanno sperimentando tecniche enologiche ispirate al mondo antico, come all’Elba o in Maremma. Altrove alcune aziende hanno trovato l’ispirazione per la denominazione di propri vini e l’etichetta delle bottiglie in siti archeologici. Il caso della villa romana di Negrar in Valpolicella è esemplare: due aziende sono direttamente coinvolte, in terreni di loro proprietà, nelle attività di ricerca, tutela e valorizzazione di una villa romana che era dotata non solo di spazi residenziali con pregevoli mosaici, ma anche di grandi impianti per la produzione del vino.