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Padova. A Palazzo Folco, sede della Sabap, presentazione di “Impronte del Tempo”, primo numero della nuova rivista della soprintendenza ABAP per le province di Padova Treviso e Belluno, dedicata alla divulgazione di scavi archeologici, attività di ricerca e principali iniziative scientifiche dell’Istituto

In occasione del Piano di Valorizzazione dei luoghi della cultura 2026, con l’apertura straordinaria di Palazzo Folco, sede della Soprintendenza, in via Aquileia 7 a Padova, giovedì 22 ottobre 2026, alle 16.45, presentazione della rivista “Impronte del Tempo”, che inaugura la nuova serie della rivista della Soprintendenza ABAP per le province di Padova Treviso e Belluno, dedicata alla divulgazione degli scavi archeologici, delle attività di ricerca e delle principali iniziative scientifiche dell’Istituto. Introduce Marta Mazza, soprintendente ABAP per le province di Padova Treviso e Belluno; presenta Andrea Pessina, soprintendente ABAP per le province di AN PU; interviene Matteo Frassine, funzionario archeologo della soprintendenza ABAP per le province di Padova Treviso e Belluno. Ingresso libero. Prenotazione consigliata, scrivendo a sabap-pd-tv-bl.urp@cultura.gov.it. Il libro sarà scaricabile in open access dal sito della SAP (https://www.saplibri.it/) e, a breve, dal sito della Soprintendenza.

Copertina del primo numero della rivista “Impronte del Tempo” della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Padova Treviso e Belluno

Impronte del Tempo 1. Scavi, notizie e ricerche della Soprintendenza ABAP per le province di Padova, Treviso e Belluno. Impronte del Tempo raccoglie il testimone di una lunga tradizione di divulgazione archeologica veneta, da Quaderni di Archeologia del Veneto a NAVe, e lo riporta in primo piano con una nuova voce della soprintendenza ABAP per le province di Padova, Treviso e Belluno. Questo primo numero offre uno sguardo aggiornato sulle scoperte e sulle ricerche condotte sul territorio, dalla preistoria all’età moderna: dagli scavi in alta quota del Cadore ai siti neolitici della pianura, dai contesti romani e altomedievali ai relitti dell’Adriatico. Alle notizie di scavo, che rendono noti con sintesi tempestive i risultati delle principali indagini, si affiancano approfondimenti dedicati sia a singoli contesti sia a grandi temi, come i paesaggi di pozzi o gli effetti dei cambiamenti climatici sulla tutela delle acque interne. Alle voci di archeologhe e archeologi della Soprintendenza, delle università e della libera professione si uniscono quelle di specialisti di altre discipline, a documentare un metodo ormai necessariamente corale. Strumento di riferimento per gli addetti ai lavori e al tempo stesso invito aperto a chi vuole conoscere le proprie radici.