Archivio tag | Riccardo Di Cesare

Roma. All’Istituto storico austriaco “La Daunia Ascolana. Una giornata di studi sulla Daunia antica alla memoria di Astrid Larcher”. Ecco il programma

roma_istituto-storico-austriaco_giornata-di-studi-la-daunia-ascolana_locandinaVenerdì 24 gennaio 2025, alle 9.30, all’Istituto storico austriaco di Roma in viale Bruno Buozzi 113 (citofono portineria), “La Daunia Ascolana. Una giornata di studi sulla Daunia antica alla memoria di Astrid Larcher”. info e prenotazioni: iannuzzi@oehirom.it, tel. 063608261.

IL PROGRAMMA. Alle 9.30, saluti istituzionali: Andreas Gottsmann, Österreichisches Historisches Institut; Anita Guarnieri, soprintendenza ABAP BAT; e F. Christian Heitz, Universität Innsbruck; Conduzione: Julia Rückl. Alle 10, Christian Heitz “Le indagini archeologiche dell’Istituto di Innsbruck ad Ascoli Satriano sotto la direzione di dott.ssa Astrid Larcher”; 10.20, Manuele Laimer “Gli scavi 1999-2024 nella Giarnera Piccola”; 10.45, pausa caffè; 11.15, Ulrike Töchterle “Tutta lamiera? Il restauro del cinturone dalla Tomba 1/08 di Ascoli Satriano, Giarnera Piccola”; 11.40, Ted Robinson “Approfondimenti sulla ceramica a figure rosse apula tarda: i vasi dalla Tomba A4 di Colle Serpente (virtuale)”; 12, Kai Riehle “Chi va piano, va sano e va lontano: Tradition and change in the local pottery production of Ascoli Satriano”; 12.30, pausa pranzo; 14.30, Italo M. Muntoni/Annalinda Iacoviello/Maria Grazia Liseno/Marta Pollio “Attività di archeologia preventiva nel territorio di Ausculum”; 15, Matthias Hoernes/Christian Heitz “Child Agency in Daunian Mourning: the “Catarinella” Askos”; 15.30, Germano Sarcone “Tra Grecia e Daunia: l’uso del marmo nelle tombe di IV e III sec. a.C.”: 16.15, pausa caffè; 17, Riccardo Di Cesare “Sculture protostoriche e arcaiche della Daunia antica: produzione, centri, stili”; 18, Stephan Steingräber “Influssi macedoni nel mondo funerario della Daunia (e della Puglia) fra tardo IV e III sec. a.C. – ideologia, iconografia, architettura e pittura”; 19, Vin d’honneur.

Casalnuovo Monterotaro (Fg). Al Palazzo della Cultura inaugurazione dell’esposizione archeologica, grazie a università soprintendenza e Comune, e presentazione del libro “Archeologia e Storia dei Monti Dauni” di Maria Luisa Marchi e Italo Maria Muntoni

casalnuovo-montenotaro_palazzo-della-cultura_esposizione-archeologica_inaugurazione_locandina

Mercoledì 28 febbraio 2024 a Casalnuovo Monterotaro (Fg), alle 10.30, si inaugura l’Esposizione Archeologica del Palazzo della Cultura e dell’Accoglienza frutto della sinergia tra università di Foggia, dipartimento di Studi umanistici (prof. Maria Luisa Marchi), la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio BAT e FG e il Comune di Casalnuovo Monterotaro. Alle 10.30, saluti istituzionali: Pasquale Codianni, sindaco Casalnuovo Monterotaro; Giuseppe Nobiletti, presidente della Provincia di Foggia; Anita Guarnieri, soprintendente ABAP BAT-FG; Lorenzo Lo Muzio, magnifico rettore università di Foggia; Barbara De Serio, direttrice dipartimento di Studi umanistici. Il progetto espositivo: Stefano del Pozzo, architetto, “Il Progetto di allestimento della sezione archeologica”; Maria Luisa Marchi, università di Foggia, e Italo Maria Muntoni, SABAP BAT-FG, “I Paesaggi Raccontano: dalla Ricerca all’esposizione”; Domenico Oione e Donatella Pian, SABAP BAT-FG, “Nuovi dati dal territorio: gli scavi dell’archeologia preventiva”; Vito Carrassi, studioso indipendente, “La mostra etnografica”.

casalnuovo-montenotaro_palazzo-della-cultura_esposizione-archeologica_allestimento_foto-uni-fg_sabap

Una sala della nuova esposizione archeologica al Palazzo della Cultura di Casalnuovo Montenotaro (Fg) (foto comune casalnuovo montenotaro)

Inaugurazione e visita guidata, alle 12. L’allestimento museale nel Palazzo della Cultura di Casalnuovo Monterotaro si snoda in un breve percorso cronologico che dalla Preistoria al Medioevo presenta gli oggetti più significativi provenienti da piccole collezioni private, da rinvenimenti casuali di contadini e appassionati e dalle ricerche archeologiche sistematiche condotte per lunghi anni dall’Università di Foggia, d’intesa con la competente Soprintendenza, nei comprensori di Casalnuovo Monterotaro, Castelnuovo della Daunia e Casalvecchio di Puglia. Alle 13, lunch – degustazione prodotti tipici.

libro_archeologia-e-storia-dei-monti-dauni_copertina

Copertina del libro “Archeologia e Storia dei Monti Dauni”

Presentazione, alle 15, del libro “Archeologia e Storia dei Monti Dauni” a cura di Maria Luisa Marchi e Italo Maria Muntoni, che raccoglie i contributi degli studiosi che hanno collaborato all’allestimenti museale (Antonella Frangiosa, Giovanni Forte, Magda La Trofa, Grazia Savino, Aglaia Piergentili, Vito Carrassi, Domenico Oione), ne parleranno Riccardo Di Cesare e Danilo Leone (docenti Unifg). Concluderà la giornata una tavola rotonda con la partecipazione di Angelo Bottini (già dirigente MiC), Anita Guarnieri (soprintendente ABAP BAT -FG), Italo Maria Muntoni (SABAP BAT-FG), Silvia Evangelisti, Pasquale Favia, Maria Luisa Marchi, Saverio Russo (docenti Unifg).

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale il convegno “Paradeigmata. Cantieri, tecniche e restauri nel mondo greco d’Occidente”. Due giornate di studi, in presenza e on line, per definire i “modelli” dell’edilizia greca in Magna Grecia e Sicilia

reggio-calabria_archeologico_Convegno-Paradeigmata_locandinaQuasi trenta diversi interventi per definire i “modelli”, tra tradizione e innovazione, dell’edilizia greca nei più importanti centri della Magna Grecia e della Sicilia. Appuntamento al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria il 4 e il 5 luglio 2023 per il grande convegno “Paradeigmata. Cantieri tecniche e restauri nel mondo greco d’Occidente”. Due giornate di studi, per un evento nato dalla collaborazione tra il MArRC, l’università Mediterranea di Reggio Calabria e l’università di Foggia. Il convegno è curato dal direttore del Museo, Carmelo Malacrino, dalla prof.ssa Angela Quattrocchi, docente di Restauro all’università reggina, e dal prof. Riccardo Di Cesare, professore associato all’ateneo pugliese. L’organizzazione è stata coordinata da Maria Domenica Lo Faro, funzionario del Museo. La partecipazione come uditore è libera, fino a disponibilità di posti. Sarà possibile seguire i lavori anche in streaming, su piattaforma digitale. “Da anni lavoriamo per la realizzazione di questo importante convegno scientifico”, commenta il direttore Malacrino. “Il MArRC è diventato un grande museo, non solo in termini di numeri di visitatori e qualità dei servizi, ma anche come polo culturale e centro di ricerca. Tante università italiane e straniere stanno collaborando nello studio delle ricche collezioni museali, sia esposte che conservate nei depositi. Allo stesso tempo sono stati promossi numerosi convegni internazionali, anche in sinergia con atenei e altri enti di ricerca. Sono felice che tanti studiosi abbiano risposto con entusiasmo all’invito a partecipare a questo incontro scientifico e ringrazio i colleghi Angela Quattrocchi e Riccardo Di Cesare per la continua e variegata collaborazione, basata anche su una fraterna amicizia”.

reggio-calabria_archeologico_Convegno-Paradeigmata_logo“L’università di Foggia”, dichiara il prof. Di Cesare, “ha promosso con convinzione questo originale incontro scientifico su un tema di ricerca capace di portare grandi novità. Non vediamo l’ora di riunirci insieme ai tanti qualificati studiosi che hanno voluto offrire il loro prezioso contributo. L’archeologia, la scienza “investigativa” delle tracce materiali, ci permette di ricostruire il cantiere edilizio antico nelle sue tappe, dalla cava alla costruzione fino ai restauri. Una splendida occasione per rivedere all’opera le maestranze, le macchine, i materiali protagonisti nei processi di costruzione degli edifici e delle infrastrutture dell’antico mondo greco d’Occidente”. E la prof.ssa Quattrocchi: “Questo convegno invera nuovamente la costruttiva collaborazione tra il Museo e le Università. Un approfondimento di tematiche legate alle specificità identitarie dei beni culturali del territorio, nell’ottica di una sempre più estesa e consapevole divulgazione dei suoi valori storico-artistici”.

reggio-calabria_archeologico_Convegno-Paradeigmata_programmaAd aprire il convegno con i saluti istituzionali sono stati invitati la vicepresidente della Regione Calabria, Giusy Princi; il sindaco della Città Metropolitana, Carmelo Versace; il sindaco del Comune di Reggio Calabria, Paolo Brunetti; e il magnifico rettore dell’università Mediterranea, Giuseppe Zimbalatti. La prima giornata si aprirà con l’intervento del direttore generale Musei, Massimo Osanna, e sarà dedicata ai temi generali e alla Magna Grecia, con una relazione introduttiva sui cantieri nei santuari greci del prof. Giovanni Marginesu, dell’università di Sassari. Partendo da Cuma e Velia si giungerà nel pomeriggio ai numerosi interventi sui centri antichi del territorio calabrese. Il giorno successivo sarà interamente dedicato alla Sicilia, dall’estremità orientale di Capo Peloro per arrivare ad Agrigento, Segesta e Selinunte.

Per “I Venerdì della Fondazione Paestum”, seminario on line “I Bronzi di Riace. Una storia lunga mezzo secolo”, con Carmelo Malacrino (direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria) e Riccardo Di Cesare (università di Foggia)

paestum_i-venerdì-della-fondazione_i-bronzi-di-riace_malacrino-di-cesare_locandinaNuovo appuntamento on line con “I Venerdì della Fondazione Paestum”, ciclo annuale di conferenze su temi di storia e archeologia della Magna Grecia, che quest’anno si chiude con un intervento dedicato ad alcune tra le più straordinarie opere dell’arte greca: venerdì 9 giugno 2023, alle 17, seminario “I Bronzi di Riace. Una storia lunga mezzo secolo”, con Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, e Riccardo Di Cesare, dell’università di Foggia. Il seminario, che si svolgerà on line sulla piattaforma skype al seguente link: https://join.skype.com/J7TK7ModAGFp, rientra nel programma di eventi promosso dal MArRC per celebrare il Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace, e si inserisce nell’ambito delle attività della Fondazione Paestum (Centro di Studi comparati sui movimenti coloniali nel Mediterraneo) con sede a Paestum, presieduta dal prof. Emanuele Greco, per molti anni direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene. “La Fondazione Paestum”, dichiara il prof. Greco, “è molto lieta di ospitare la doppia conferenza del direttore Malacrino e del prof. Di Cesare, entrambi allievi della Scuola Archeologica Italiana di Atene. I due hanno pubblicato di recente un ricchissimo volume con delle splendide fotografie di Luigi Spina, col quale hanno tracciato un bilancio di mezzo secolo dalla scoperta dei celebri Bronzi di Riace. Abbiamo voluto anche noi partecipare a questa festa del Cinquantesimo dei Bronzi invitandoli a parlare alla Fondazione Paestum, davanti a un pubblico diverso da quello di Reggio Calabria, ma altrettanto attento e partecipe delle attività che si svolgono in Magna Grecia, in riferimento anche al Mediterraneo antico. Si parlerà della scoperta dei Bronzi e degli studi che negli ultimi cinquant’anni sono diventati una fonte inesauribile di scienza e di conoscenza dell’arte greca antica”. L’incontro si svolgerà alle 17, in modalità a distanza su piattaforma skype. “Ringrazio gli amici della Fondazione Paestum e il presidente Emanuele Greco per questo invito, che creerà una nuova opportunità di valorizzazione dei Bronzi di Riace”, commenta il direttore Malacrino. “Ora che il Cinquantesimo anniversario della scoperta di questi due “Eroi venuti dal mare” sta volgendo al termine si infittiscono le iniziative per concludere al meglio questo anno straordinario. Un anno di promozione culturale che, anche grazie alla partecipazione della Regione, del Comune, della Città Metropolitana, della Camera di Commercio e degli altri enti, sta portando i suoi frutti. Nei primi quattro mesi dell’anno abbiamo registrato oltre il 300 per cento di aumento dei visitatori rispetto al 2022, un incremento che produrrà beneficio anche a tutto il territorio”.

Milano. Alla Fondazione Luigi Rovati, incontro di studi “Gli Etruschi e Lemno: un secolo di ricerche archeologiche italiane” con la Scuola Archeologica di Atene in occasione della mostra sulla Stele di Kaminia, una delle iscrizioni più dibattute dell’antichità classica, in prestito dal museo nazionale di Atene

milano_fondazione-rovati_incontro-la-stele-di-kaminia_locandina

milano_fondazione-rovati_la-stele-di-kaminia_foto-fondazione-rovati

La mostra “La stele di Kaminia, Gli Etruschi e l’isola di Lemno” al museo d’Arte della Fondazione Luigi Rovati di Milano (foto fondazione rovati)

La stele di Kaminia, una delle iscrizioni più dibattute dell’antichità classica, è al centro dell’incontro di studi “Gli Etruschi e Lemno: un secolo di ricerche archeologiche italiane” che si tiene lunedì 6 marzo 2023, alle 17, al museo d’Arte della Fondazione Luigi Rovati in corso Venezia 52 a Milano in occasione del prestito temporaneo della stele di Kaminia al museo d’Arte dal National Archaeological Museum / Εθνικό Αρχαιολογικό Μουσείο di Atene (21 dicembre 2022 – 16 luglio 2023). Gli studiosi della Scuola Archeologica di Atene tra cui il direttore Emanuele Papi, racconteranno la storia delle ricerche archeologiche italiane a Lemno, indagando il rapporto tra gli Etruschi e l’isola. L’incontro è gratuito e a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per prenotare, inviare una mail a prenotazioni@fondazioneluigirovati.org. Saluti e introduzione: Giovanna Forlanelli, presidente della Fondazione Rovati; S.E. Eleni Sourani, ambasciatore di Grecia in Italia; Salvatore Settis, accademico dei Lincei; Gemma Sena Chiesa, prof. Emerita di Archeologia classica all’università Statale di Milano; Giulio Paolucci, curatore della Fondazione Rovati. Incontro di studi “Gli Etruschi e Lemno: un secolo di ricerche archeologiche italiane”: coordina Salvatore Settis, accademico dei Lincei, con Emanuele Papi, direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene; Carlo De Domenico, università Statale di Milano, SAIA; Riccardo Di Cesare, università di Foggia, SAIA; Germano Sarcone, Scuola Normale Superiore di Pisa, SAIA. Conclusioni: Giuseppe Sassatelli, istituto nazionale di Studi etruschi e italici.

milano_fondazione-rovati_Stele-di-Kaminia_dettaglio_foto-Daniele-Portanome-per-Fondazione-Luigi-Rovati

Dettaglio della Stele di Kaminia, conservata al museo Archeologico nazionale di Atene, ed esposta in mostra alla Fondazione Luigi Rovati di Milano (foto Daniele Portanome / Fondazione Luigi Rovati)

Con l’occasione sarà presentata anche l’omonima pubblicazione, disponibile anche nella libreria e nello shop online della Fondazione Rovati. La storia della stele, e del popolo di cui era espressione, è narrata in questo libro e nella mostra ora in corso alla Fondazione Luigi Rovati fino al 18 luglio 2023, promossa in collaborazione con la Scuola Archeologica Italiana di Atene, che a Lemno conduce scavi e ricerche da cento anni. Il volume presenta quattro testi, oltre all’introduzione di Emanuele Papi, direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene, firmati da Carlo De Domenico, Riccardo Di Cesare, Germano Sarcone e ancora Emanuele Papi. La stele di Kaminia, conservata al museo Archeologico nazionale di Atene è una delle tre iscrizioni, tra le più illustri dell’antichità, che hanno guidato generazioni di italiani nell’Ellade alla ricerca del passato. Creata nel VI secolo a.C. come segnacolo di una tomba, e recuperata tra il 1883 e il 1885 nell’isola di Lemno, era originariamente alta un paio di metri ma oggi rimane solo la metà superiore, con il profilo di un uomo che impugna lancia e scudo e che si era distinto nella società per le sue virtù di combattente. Intorno alla figura e sul lato destro della pietra furono incise duecento lettere dell’alfabeto greco: in tutto trentatré parole su undici righe scritte in direzione alternata, dall’alto in basso e di seguito dal basso in alto, oppure da destra a sinistra e poi viceversa. Ma la lingua scritta in greco non è greca né indoeuropea e appartiene alla stessa famiglia dell’etrusco e del retico, che si parlava e scriveva in una zona ai confini tra Austria, Svizzera e Germania. Gli archeologi, gli storici e i linguisti che si occupano della stele di Kaminia e del suo contesto sono alle prese con una questione ancora irrisolta. Ci si chiede infatti se gli abitanti di Lemno, testimoniati dalla stele e dalle altre iscrizioni, siano della stessa stirpe degli Etruschi migrati dall’Anatolia, con un gruppo stanziato a Lemno e un altro arrivato in Etruria, oppure se si tratti di Etruschi giunti a Lemno dall’Italia, per fondare una colonia o una stazione commerciale e di pirati nell’Egeo. Non è facile sapere cosa sia successo. La comunità che scriveva sulla pietra e sulla terracotta nella lingua lemnia non si distingue da altri eventuali gruppi sociali ed etnici dell’isola, con i quali poteva condividere la stessa cultura materiale e figurativa, tecnologie, riti religiosi e funerari, modi di vivere. Se i Tirreni di Lemno sono venuti dall’Etruria, non hanno mantenuto molti contatti con la madrepatria a giudicare dalla completa assenza di oggetti fabbricati in Italia. Per l’ipotesi della migrazione dall’Anatolia siamo completamente all’oscuro del luogo di provenienza, della cultura e delle tradizioni di origine. “La verità nessun la vide, non c’è che l’opinione” (Simonide di Ceo).

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini” a cura di Carmelo Malacrino e Luigi Spina. E presentazione del libro fotografico “Bronzi di Riace”

reggio-calabria_archeologico_mostra-bronzi_luigi-spina_locandina

Locandina della mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria dal 10 agosto al 23 ottobre 2022

A pochi giorni dall’anniversario del rinvenimento dei magnifici Bronzi di Riace, avvenuta il 16 agosto 1972, nell’ambito del programma per celebrare il Cinquantesimo anniversario della scoperta, mercoledì 10 agosto 2022, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria apre la mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini”, tutta dedicata a questi due “Eroi venuti dal mare”, curata dal direttore del Museo, Carmelo Malacrino, e da Luigi Spina, riconosciuto da Artribune quale miglior fotografo italiano del 2020. Sedici fotografie di grande formato (90 x 134 cm) verranno esposte nello spazio della suggestiva scalinata piacentiniana del MArRC, proponendo un dialogo visivo fra le due sculture. La sequenza di otto più otto fotografie, dedicate rispettivamente alla statua A e alla statua B, metterà in evidenza un lento movimento che, seppur incessante, crea pause e ritmo. Durante l’inaugurazione della mostra sarà presentato in anteprima al pubblico il libro fotografico “Bronzi di Riace”, quarto volume della collana “Tesori Nascosti” di 5 Continents Editions, nel quale i testi di Carmelo Malacrino e Riccardo Di Cesare dialogano con la ricerca fotografica di Luigi Spina. La pubblicazione, che vanta un’edizione italiana, una inglese e una francese, sarà acquistabile in tutte le librerie italiane e sul sito dell’editore a partire dal 19 agosto 2022.

reggio-calabria_archeologico_bronzi-di-riace_guerriero-A_dettaglio_foto-luigi-spina

Bronzi di Riace: guerriero A, dettaglio (foto luigi spina)

reggio-calabria_archeologico_bronzi-di-riace_guerriero-B_dettaglio_foto-luigi-spina

Bronzi di Riace: guerriero B, dettaglio (foto luigi spina)

“Questa esposizione, nata in collaborazione con il noto fotografo d’arte Luigi Spina, sarà un tributo alla bellezza e alla potenza iconografica dei Bronzi di Riace, capolavori indiscussi dell’arte greca del V secolo a.C.”, dichiara il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. “Alla mostra, visitabile fino al prossimo 23 ottobre, si accompagnerà anche un prezioso catalogo, nel quale le immagini di Spina affiancheranno una narrazione storica e artistica sulle due statue, che ho avuto il piacere di redigere insieme a Riccardo Di Cesare, archeologo e docente all’università di Foggia. Una narrazione che immergerà il lettore nella storia suggestiva dei Bronzi, tra verità scientifiche e domande rimaste ancora aperte. Il mio ringraziamento va a tutti coloro che hanno collaborato per rendere possibile la realizzazione di questo progetto e del volume di corredo, la cui traduzione, in inglese e francese, sarà un efficace strumento di promozione e divulgazione dei Bronzi di Riace in tutto il mondo”. “L’epidermide bronzea, diversa per ciascun soggetto”, spiega Spina, “prende forma, densità e lucentezza, e il chiaroscurale dei corpi si tinge dello spettro multiforme del bronzo che, al variare della luce, mostra superfici corporee che dialogano con l’occhio dell’osservatore”.

Il museo Archeologico nazionale di Taranto-MArTa potenzia l’offerta culturale digitale, sbarca su Tik Tok, e rilancia i “Mercoledì del MArTa” on line: il prof. Di Cesare racconta le nuove e importanti novità provenienti dai più recenti scavi nel santuario delle Sirene di Efestia sull’isola di Lemno

La nuova identità visiva e digitale del museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTa
taranto_MArTa_logo-tik-tok

Logo del MArTa su Tik Tok

In attesa delle disposizioni sulle riaperture dei Musei, il museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTA non ferma la sua offerta culturale sul piano digitale: sono ripartiti gli appuntamenti seminariali, in diretta Facebook e YouTube, dei “Mercoledì del MArTA”, e si è aperto un dialogo con i giovanissimi facendo approdare il museo Archeologico nazionale di Taranto su Tik Tok: il social network cinese lanciato nel settembre del 2016 che ha superato il miliardo di utenti in tutto il mondo. “La cultura non è statica”, spiega la direttrice Eva Degl’Innocenti, “anzi ha bisogno di cittadinanza attiva capace di condividerla, tramandarla e raccontarla, rigenerandola anche nello stile comunicativo, come abbiamo deciso di fare al MArTA parlando anche ai piccoli abituati a video creativi di 30 o 60 secondi, che noi utilizziamo per raccontare la storia anche in maniera divertente”. Il canale Tik Tok del Museo @martamuseo è già attivo con contributi dal linguaggio frizzante e inaspettato che sanciscono l’avvio di questo nuovo percorso, direzione millennials, per il museo tarantino.

L’area archeologica di Efestia sull’isola di Lemno nell’Egeo (foto da http://www.turismoingrecia.com)
taranto_MArTA_conferenza-santuario-sirene_locandina

La locandina della conferenza del prof. Riccardo Di Cesare

Mercoledì 27 gennaio 2021, alle 18, in diretta sulla pagina Facebook e YouTube del MArTA, si naviga nell’Egeo, approdando sulle coste dell’isola di Lemno: per i “Mercoledì del MArTa” conferenza del prof. Riccardo Di Cesare dell’università di Foggia su “Il Santuario delle Sirene di Efestia (Lemno): le nuove ricerche”.  Il prof. Riccardo Di Cesare, già allievo della Scuola Archeologica Italiana di Atene e attualmente professore di Archeologia classica e del Mediterraneo e di Storia greca all’università di Foggia, racconterà le nuove e importanti novità provenienti dai più recenti scavi nel santuario delle Sirene di Efestia, effettuati proprio sotto la sua direzione. “Qui i primi scavi del 1929 e del 1930 avevano portato alla scoperta di un santuario che aveva restituito una “stipe”, ossia un vano colmo di oggetti votivi, tra cui le famose Sirene e Sfingi di terracotta, diventate presto un simbolo dell’isola”, spiega Di Cesare. “Oggi quei resti architettonici e i materiali rinvenuti in corso di studio consentono, però, di gettare luce nuova sul culto, sulle liturgie, sull’arte e l’artigianato di Lemno e sui fiorenti contatti commerciali dell’isola”. E la direttrice Degl’Innocenti: “Quelli che attraverso la relazione del prof. Di Cesare andremo a riscoprire sono “luoghi” di grande attualità anche per la storia di oggi dell’unica colonia magro greca spartana che fu Taranto, luoghi dalla forte identità religiosa che però tracciano una linea di continuità culturale tra Taranto e l’Egeo, e i loro ruoli nella cultura euro-mediterranea dal Bosforo a Gibilterra”.