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Dopo Venezia 77, il film di Doriana Monaco “Agalma”, vita al museo Archeologico nazionale di Napoli, in prima visione su Sky Arte e on demand su NOW TV

Poster del film “Agalma” di Doriana Monaco in prima visione su Sky Arte e on demand su NOW TV

Un vortice di attività ci conduce nel museo Archeologico nazionale di Napoli attraverso un racconto intimo in cui le opere d’arte del mondo antico si rivelano come materia viva. Il luogo dove l’umanità che ha creato un patrimonio inestimabile incontra l’umanità impegnata a preservarlo. È il film “Agalma”, vita al museo Archeologico nazionale di Napoli, film documentario scritto e diretto da Doriana Monaco con le voci di Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni: già selezionato alle 17esima edizione delle Giornate degli Autori di Venezia 77 (vedi Il film documentario di Doriana Monaco “Agalma”, vita al museo Archeologico nazionale di Napoli, in anteprima nella sala “Notti Veneziane – L’Isola degli Autori” alla 17.ma edizione delle Giornate degli Autori di Venezia 77 | archeologiavocidalpassato), sarà trasmesso in prima visione domenica 28 febbraio 2021 su Sky Arte (Canali 120 e 400) alle 22.15 e in streaming su NOW TV, dal 1° marzo 2021 disponibile on demand.

Doriano Monaco regista del film documentario “Agalma” (foto Angelo Antolino)

Prodotto da Antonella Di Nocera (Parallelo 41 Produzioni) e Lorenzo Cioffi (Ladoc) con il museo Archeologico nazionale di Napoli diretto da Paolo Giulierini, produzione esecutiva di Lorenzo Cioffi e Armando Andria, con il contributo di Regione Campania e la collaborazione di Film Commission Regione Campania, il film è frutto di tre anni di lavoro sulla quotidianità  di uno dei più importanti musei del mondo, che ha aperto le porte alla giovane regista allieva di FilmaP – Atelier di cinema del reale di Ponticelli.  Agalma è anche un omaggio al classico Viaggio in Italia di Roberto Rossellini: al centro del racconto c’è il rapporto segreto e sempre nuovo che nasce tra i visitatori e le meraviglie dell’antichità greco-romana, ma anche il respiro appassionato di chi pianifica ogni giorno la vita del Museo. Tutto fa emergere il Mann come un grande organismo produttivo, che rivela la sua natura di cantiere materiale e intellettuale. In squadra con la regista Doriana Monaco, i fonici Filippo Puglia e Rosalia Cecere, il compositore Adriano Tenore, gli aiuti regia Marie Audiffren ed Ennio Donato e per la post produzione la montatrice Enrica Gatto e la colorist Simona Infante. Il film ha ricevuto la menzione speciale al Perso Lab 2019. 

Sinossi: “Agalma” (dal greco “statua”, “immagine”) coglie la bellezza del museo Archeologico nazionale di Napoli non solo nell’evidenza dei suoi incantevoli tesori di arte classica, ma anche nelle relazioni intime e invisibili che si realizzano al suo interno. Nell’illusoria immobilità del grande edificio borbonico che ospita il Museo, un vortice di attività offre nuovo respiro a statue, affreschi, mosaici e reperti di varia natura. Il film osserva ciò che accade ogni giorno negli ambienti del Museo, soffermandosi sulla quotidianità dei lavoratori, alle prese con interventi delicatissimi che necessitano di cura e tempo, e manutenzione costante. Le opere che vivono e vibrano da secoli sono monitorate come corpi viventi. Tutto ciò accade mentre giungono visitatori, sotto l’occhio apparentemente impassibile delle opere che sono protagoniste e spettatrici a loro volta del grande lavorio umano. 

Sul set del film documentario “Agalma” sul Mann di Doriana Monaco (foto di Angelo Antolino)

“Dopo tanti documentari prodotti in questi 20 anni di attività”, spiegano i produttori Antonella Di Nocera e Lorenzo Cioffi, “siamo molto felici che sia un’opera prima realizzata da una donna e da una equipe di giovani talenti a raggiungere una visibilità importante e una diffusione nazionale su Sky Arte. È ancora più importante per noi perché l’autrice, Doriana Monaco, è stata scoperta nell’ambito di un percorso formativo, la FilmaP – Atelier di cinema del reale. Agalma è un documentario di osservazione e creazione che rivela la vita del museo nel suo farsi, applicando un rigore estetico non comune nel cinema documentario. Il progetto rappresenta un cerchio che si chiude perché unisce due compagini produttive, espressione del territorio e di un coerente lavoro sul documentario, ma con forti legami internazionali, il contributo della Legge cinema regionale, la crescita dei giovani e la valorizzazione di un luogo fiore all’occhiello del patrimonio culturale campano”.

Il direttore Paolo Giulierini sul set del film “Agalma” di Doriana Monaco (foto Angelo Antolino)

“Il progetto Agalma è stato realizzato nell’ambito del nostro piano di digitalizzazione, poco prima della chiusura dei musei imposta dalla pandemia nel 2020”, interviene Paolo Giulierini, direttore Mann. “Abbiamo voluto raccontare il museo Archeologico nazionale di Napoli, custode delle meraviglie di Pompei ed Ercolano, della collezione Farnese, delle armi dei Gladiatori, dei tesori della Magna Grecia, come una comunità viva nel cuore della città, una vera e propria fabbrica della cultura. Realizzato con immensa passione da Doriana Monaco, impreziosito dalle voci importanti di Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni, Agalma può rappresentare idealmente il grande lavoro di tutti musei italiani, invitandoci a riflettere sul loro ruolo centrale nella ripartenza del Paese”.

Campania in zona arancione. Dal 22 febbraio al 5 marzo 2021, chiudono il museo Archeologico nazionale di Napoli, e i parchi archeologici di Pompei, Ercolano, Paestum e Velia

Lo scalone monumentale del museo Archeologico nazionale di Napoli in una suggestiva immagine di Fabrizio Reale

Da lunedì 22 febbraio 2021 la Campania è passata in zona arancione. Da oggi 22 febbraio 2021 quindi il museo Archeologico nazionale di Napoli sarà chiuso in ottemperanza alle disposizioni anti-Covid applicate nelle regioni arancioni. “Per accompagnare questo avviso”, si legge sulle pagine social del Mann, “abbiamo scelto una bella fotografia di Fabrizio Reale: lo scalone del Museo è inquadrato come in un abbraccio, disteso sulle sagome di alcuni visitatori. In questo abbraccio virtuale vi stringiamo tutti, perché il viaggio continua sui nostri canali social”.

Le colonne nel foro di Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

Tutti i siti di competenza del Parco Archeologico di Pompei resteranno chiusi da lunedì 22 febbraio fino al 5 marzo 2021 o fino nuova disposizione, in conformità al DPCM del 14 gennaio 2021 e vista l’ordinanza del ministero della Salute del 19 febbraio 2021 – Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle Regioni Campania, Emilia Romagna e Molise – che dispone il passaggio di alcune regioni, tra cui la Campania in zona arancione, al fine di contenere la diffusione del contagio da Coronavirus.

Dal 22 febbraio 2021 il parco archeologico di Ercolano resterà chiuso in ottemperanza al DPCM del 14 gennaio 2021 e all’ordinanza del Ministero della Salute del 19 febbraio 2021 che istituisce la zona arancione per la regione Campania. “Continuate a seguirci sulle nostre pagine: Web: ercolano.beniculturali.it, Facebook: https://it-it.facebook.com/parcoarcheologicodiercolano, Instagram: https://www.instagram.com/ercolanoscavi/, Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCgpO_-ANFzlATc0CbObaQzg”.

Con la Campania in zona arancione il Parco Archeologico di Paestum e Velia resterà chiuso al pubblico fino al 5 marzo 2021. Ciò comporta la sospensione di alcuni eventi programmati: a Paestum, i venerdì con Pulcinella al museo Archeologico nazionale; a Velia, “Il crinale degli dei” il percorso archeo-paesaggistico che si snoda lungo le terrazze sacre di Velia, lungo la cresta che dall’Acropoli penetra nell’entroterra; ancora a Velia, i venerdì al teatro antico con il cantiere aperto al pubblico. Le porte del Parco sono chiuse al pubblico, ma la tutela non si ferma: continuano le operazioni di manutenzione programmata a Paestum e a Velia.

Campania “gialla”. Così lunedì 18 gennaio riaprono il sito di Pompei e il museo di Stabia “Libero d’Orsi” dal lunedì al venerdì. Visita lungo un percorso segnalato nel rispetto delle norme anti Covid: ecco cosa si può vedere

L’home page del sito del parco archeologico di Pompei annuncia la riapertura del sito di Pompei e del museo “Libero Orsi”
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Una sala del nuovo museo Archeologico di Stabiae “Libero d’Orsi” (foto parco archeologico di Pompei)

Era la notizia che si attendeva da settimane: i musei possono riaprire nelle Regioni “gialle”, cioè con moderato rischio di contagio. La Campania da domenica 17 gennaio 2021 sarà “gialla”. E il parco archeologico di Pompei non ha perso tempo. Il sito archeologico di Pompei e il museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” nella Reggia di Quisisana lunedì 18 gennaio 2021 riaprono al pubblico dopo la chiusura di questi mesi. In ottemperanza alle indicazioni ministeriali e fino al ulteriore comunicazione i  siti saranno aperti dal lunedì al venerdì nei consueti orari (Pompei 9 – 17, con ultimo ingresso alle 15.30; museo “Libero D’Orsi” 9 -17, con ultimo ingresso alle 16), con chiusura il sabato e la domenica. In questa fase di graduale riapertura l’accesso e l’uscita per l’area archeologica di Pompei saranno possibili dal varco di piazza Anfiteatro. La visita si svilupperà lungo un percorso segnalato all’interno del sito e sull’app di supporto My Pompeii allo scopo di assicurare una visita in sicurezza del sito e nel pieno rispetto delle disposizioni sanitarie anti Covid.

La palestra grande e l’anfiteatro di Pompei (foto di Pier Paolo Metelli)
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Le colonne nel foro di Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

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L’allestimento della mostra “VENUSTAS. Grazia e bellezza a Pompei” alla Palestra Grande di Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

Sarà possibile passeggiare all’interno dell’Anfiteatro, accedere alla Palestra grande e alla mostra “Venustas. Grazia e Bellezza a Pompei”.  Si potranno visitare i Praedia di Giulia Felice e spostarsi su via dell’Abbondanza con accesso alle principali domus, ma anche attraversare la necropoli di Porta Nocera, l’Orto dei fuggiaschi, arrivare al quartiere dei teatri e al Foro triangolare. Da via dell’abbondanza, inoltre, si potrà raggiungere il Foro con tutti i suoi edifici pubblici e religiosi, visitare lo spazio esterno delle Terme Stabiane o risalire via Stabiana fino a via del Vesuvio dove ammirare la casa di Leda e il cigno. L’elenco completo degli edifici visitabili è consultabile sul sito www.pompeiisites.org. Il biglietto di ingresso ai due siti è  acquistabile esclusivamente on-line sul sito www.ticketone.it, unico rivenditore ufficiale autorizzato. Tariffe: Pompei intero: € 14.50 (+ € 1.50 su prevendita online), ridotto: € 2 (+ € 1.50 su prevendita online); Quisisana € 6 (+ € 1.50 su prevendita online), ridotto: € 2 (+ € 1.50 su prevendita online). Gratuità e riduzioni come da normativa.

L’affresco con Leda e il Cigno, rinvenuto negli scavi della Regio V alla fine del 2018, è una delle più importanti scoperte recenti a Pompei (foto parco archeologico Pompei)

Al momento dell’acquisto on-line il visitatore potrà scegliere la fascia oraria di ingresso, prevista ogni 15 minuti per un massimo di 500 persone ogni 15 minuti, fino alle 13. Dopo le 13 l’ingresso consentito è per un massimo 300 persone per turno. Il biglietto dovrà essere mostrato all’ingresso, direttamente su smartphone/tablet (QRcode) o già stampato a casa su carta e poi conservato per registrarlo sul tornello in uscita. È tollerato un ritardo di 10 minuti massimo rispetto all’orario della fascia oraria indicata, tanto per i visitatori quanto per le guide. La prenotazione sarà possibile anche nella stessa giornata fino a esaurimento disponibilità.

Dal 1° gennaio 2020 arriva l’abbonamento POMPEI 365 per entrare nel sito archeologico tutte le volte che si vuole per un anno intero

Per i possessori della card Pompei365, la validità dell’abbonamento sarà prorogata per il numero di giorni, corrispondenti a quelli di chiusura imposti dall’emergenza sanitaria. È inoltre  in corso la promozione al 50% sull’acquisto dell’abbonamento fino al 28 febbraio. Solo per gli abbonamenti in proroga,  l’acquisto in promozione entro il 28 febbraio, avrà validità annuale dalla data del primo utilizzo. Il biglietto gratuito per l’accesso singolo, di volta in volta, dovrà essere richiesto sul sito www.ticketone.it. I visitatori saranno sottoposti, all’arrivo, a misurazione della temperatura mediante termoscanner. Resta obbligatorio l’utilizzo della mascherina nei luoghi chiusi e aperti, a prescindere dalla distanza interpersonale. Tutte le informazioni relative alle misure di sicurezza del contenimento del contagio da SARS-COV 2 e alle modalità di visita saranno fornite ai visitatori attraverso i monitor presenti agli ingressi e la cartellonistica.

Alcune indicazioni per visitare in sicurezza l’area archeologica di Pompei in tempi di coronavirus

La visita avverrà nel pieno rispetto delle misure di distanziamento previste dal Comitato Tecnico Scientifico, anche con il supporto di segnaletica direzionale appositamente installata dal Parco. Saranno garantiti dispenser di gel igienizzante all’ingresso e presso i servizi igienici a disposizione dei visitatori. I visitatori con difficoltà motoria potranno seguire da piazza Anfiteatro il percorso facilitato “Pompei per tutti”, con ritorno in uscita a piazza Anfiteatro o eventualmente usufruire dell’uscita di piazza Esedra¸  utilizzando l’ascensore dell’Antiquarium. Presso l’ingresso di piazza Anfiteatro (fino a nuova comunicazione) sarà possibile richiedere un servizio visite guidate, dalle 9 alle 13. I gruppi potranno accedere secondo le seguenti indicazioni: gruppi di visitatori autonomi, massimo 5 persone; gruppi accompagnati da guide turistiche, massimo 10 persone (max 25 persone se il gruppo è dotato di auricolari/whisper usa e getta).

Paestum. Aspettando la XXIII edizione della Borsa mediterranea del Turismo archeologico 8-11 aprile 2021: nel giorno della prevista apertura cancellata, i “Dialoghi sull’Archeologia della Magna Grecia e del Mediterraneo” on line e i saluti dei partner e degli enti promotori

La locandina dei “Dialoghi sull’archeologia della Magna Grecia e del Mediterraneo” dedicati a Catastrofi, distruzioni, storia”

paestum_BMTA21-logo19 novembre 2020: per Paestum doveva essere un giorno importante, atteso da mesi: l’apertura della XXIII edizione della Borsa mediterranea del Turismo archeologico. Ma, come sappiamo, l’edizione – mantenendo lo stesso ricco programma – è stata spostata all’8 aprile 2021. In questo modo la XXIII edizione, assicurando a tutti i protagonisti soprattutto sicurezza ma anche soddisfazione di risultati, consentirà ai tanti visitatori e addetti ai lavori di vivere Paestum e la bellezza del Parco Archeologico, sito Unesco, con i colori della primavera che, auspichiamo, sancirà la definitiva ripartenza del nostro Bel Paese e del turismo in chiave più esperienziale, sostenibile e rivolto alla domanda di prossimità, tematiche tutte a cui la Borsa si è ispirata in questa edizione. La data comunque non è passata in silenzio. All’insegna di aspettando la XXIII edizione della Borsa 8-11 aprile 2021, i prestigiosi partner della Bmta (Unesco, Unwto, Mibact) e gli enti promotori (Comune di Capaccio Paestum, parco archeologico di Paestum e Velia, Regione Campania) hanno portato il loro saluto nella giornata di apertura inizialmente prevista, giovedì 19 novembre, in occasione dei “Dialoghi sull’Archeologia della Magna Grecia e del Mediterraneo”, che la Fondazione Paestum, presieduta dal prof. Emanuele Greco già direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene, ha confermato online dal titolo “Catastrofi, distruzioni, storia”.

 

Ernesto Ottone Ramirez, vice direttore generale per la Cultura dell’Unesco

Per l’occasione hanno portato il loro saluto, come avviene nella giornata di apertura di ogni edizione, i prestigiosi partner, quali le organizzazioni della cultura e del turismo dell’Onu, Unesco e Unwto, che da sempre patrocinano e sostengono la Borsa, unitamente al ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, nelle persone del vice direttore generale per la Cultura dell’Unesco Ernesto Ottone Ramirez, del direttore Regione Europa dell’Unwto Alessandra Priante, del sottosegretario al Turismo Lorenza Bonaccorsi. “È un piacere unirmi a voi oggi, in quella che avrebbe dovuto essere l’apertura della XXIII BMTA”, ha esordito Ramirez. “Questo evento di lunga durata è unico tra le fiere dedicate al turismo di tutto il mondo e gode del supporto dell’Unesco da molti anni. Alcuni dei più iconici Siti nella Lista dei Patrimoni dell’Umanità sono siti archeologici e la loro salvaguardia va al cuore della missione dell’Unesco. A causa della pandemia da Covid-19 questo evento, come molti altri compreso il World Heritage Committee (Comitato per il Patrimonio Mondiale), è stato posticipato. La crisi ha visto il turismo decrescere rapidamente nella maggior parte dei Paesi, influenzando la capacità di molti Siti Unesco di funzionare in modo corretto per l’immediato futuro. Nuove misure e approcci sono messi alla prova per far ripartire il turismo e alcune tendenze stanno già emergendo: la principale di esse è la crescente importanza della tecnologia digitale, che plasmerà il futuro del patrimonio e del turismo. Durante la pandemia, l’accesso digitale alla cultura ha fornito istruzione, intrattenimento e conforto a milioni di persone confinate nelle proprie case in tutto il mondo. Abbiamo assistito ad una richiesta senza precedenti di accesso online alla cultura, con alcuni Siti Unesco che hanno riscontrato un incremento del 30% del traffico sui loro siti internet e dell’engagement dei loro account sui social media rispetto all’anno precedente. Per supportare l’urgente necessità di rendere la cultura accessibile a tutti, l’Unesco ha lanciato quest’anno le sue campagne Share Culture e Share Our Heritage e abbiamo messo in campo una serie di iniziative che puntano alla digitalizzazione del patrimonio. Molti siti archeologici stanno implementando e esplorando l’innovazione digitale, ed è incoraggiante vedere così tante risposte creative che promuovono l’accesso alla cultura. La vostra mostra digitale ArcheoVirtual è un esempio eccellente. Anche il numero attuale del World Heritage Review ha come tema l’interpretazione del patrimonio culturale e il Covid-19, e fornisce gli ultimi strumenti digitali a supporto dell’accesso al patrimonio culturale, dalle visite virtuali e le mostre online agli inventari di catalogazione di manufatti del patrimonio culturale. Un altro trend emergente è lo spostamento dai mercati internazionali verso la riconnessione con le comunità locali e l’incoraggiarle al coinvolgimento con e alla riscoperta del loro patrimonio culturale. Tuttavia, le comunità locali avranno bisogno di maggior supporto sia per la ripresa dalla crisi in corso che per fronteggiare e adattarsi alle future sfide regionali e globali, dalle pandemie al cambiamento climatico, disastri naturali o conflitti. La pandemia ha dato slancio al ripensamento dei modelli esistenti e all’indirizzamento degli sforzi post Covid-19 verso un turismo culturale basato sulla natura in linea con i valori Unesco, rispettoso del patrimonio e benefico per le comunità. In risposta, l’Unesco ha istituito una task force sul turismo culturale e resiliente, con autorità consultive della Convenzione Unesco per affrontare temi chiave legati al turismo e per promuovere nuovi approcci che sfruttano i valori del patrimonio e contribuiscono allo sviluppo sostenibile durante e oltre la crisi del Covid-19. Guardando avanti, l’aumento del coordinamento, il rafforzamento delle capacità di formazione nell’innovazione digitale e lo scambio di buone pratiche saranno fattori cruciali. Questo sarà il focus del nostro lavoro andando avanti e la vostra collaborazione è benvenuta”.

Alessandra Priante, direttore Regione Europa dell’Unwto

E Alessandra Priante: “L’anno scorso proprio di questi tempi ero alla BMTA e ho avuto il grandissimo piacere di parteciparvi per la prima volta e farlo nel mio nuovo ruolo di Direttore Regione Europa dell’Unwto per dimostrare ancora una volta che le Nazioni Unite sono da sempre accanto a questa manifestazione e che l’Italia può giocare un grande ruolo di eccellenza proprio con eventi di questo tipo, perché con la Borsa si realizza qualcosa di unico nel mondo, non solo per la location dove si svolge ma anche per il modo estremamente professionale con cui si gestiscono il salone espositivo e il programma scientifico. Colgo l’occasione per darci appuntamento ad aprile 2021, sperando che questa situazione così triste per tutti noi abbia trovato una modalità di gestione che ci consenta di portare avanti le nostre attività prioritarie, che in questo caso sono appunto del turismo, e di rifocalizzare la nostra azione verso obiettivi maggiormente sostenibili, innovativi ma soprattutto accessibili e responsabili”.

Lorenza Bonaccorsi, sottosegretario al Turismo

“La BMTA è un appuntamento riconosciuto e apprezzato da tutti i grandi esperti del settore per la grande capacità di coinvolgere gli attori di questo specifico comparto, in cui l’Italia può dire la propria, e per l’originalità della manifestazione”, ha sottolineato Lorenza Bonaccorsi: “Sono certa che poterla svolgere in primavera, nella straordinaria cornice del Parco Archeologico, rappresenterà un ulteriore valore aggiunto all’iniziativa. La fase molto complessa che stiamo vivendo ci impone di ripensare a ciò che sarà il turismo di domani, infatti questa crisi ha accelerato dei fenomeni già in movimento e alcuni di questi riguardano da vicino anche il turismo archeologico: pensiamo al rapporto tra i territori e il turismo di massa, alla gestione dei grandi volumi, agli amministratori che talvolta devono gestire o supportare i nostri siti, alla fragilità stessa di molte nostre ricchezze (beni culturali, archeologici, storici) che vanno tutelate e allo stesso tempo valorizzate, rispettate, fatte conoscere e visitate. Vi sono, dunque, numerosi temi che una manifestazione come la BMTA sarà in grado di approfondire con esperti e operatori. Cito in ultimo anche l’enorme supporto che può arrivare dalla piena digitalizzazione dei nostri servizi nei siti archeologici così come nei musei, un aspetto su cui il MiBACT è particolarmente attento nel sostegno delle tante realtà del Paese, come ovviamente quella di Paestum”.

Mounir Bouchenaki, presidente onorario della Borsa mediterranea del Turismo archeologico
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La locandina della sesta edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”

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Gabriel Zuchtriegl, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia

Hanno aperto i lavori per gli enti promotori l’assessore al Turismo della Regione Campania Felice Casucci (“Voglio sottolineare l’importanza, in questo periodo così complesso, dello svolgimento online degli eventi culturali: per questo esprimo il mio apprezzamento all’iniziativa di questi giorni e per coloro che la rendono possibile. La BMTA è un grande evento, unico al mondo, che si avvale di importanti partner; inoltre, vorrei ricordarne l’esemplarità sotto il profilo economico, ancora di più in questo momento storico, legato alla destagionalizzazione e per quanto riguarda la tutela del patrimonio culturale, essenziale alla vita dei territori”), il sindaco di Capaccio Paestum Franco Alfieri (“Conoscendo la tenacia del prof. Emanuele Greco non mi sono meravigliato che abbia voluto non tener conto della pandemia e portare avanti, seppur online, i lavori dei Dialoghi sull’Archeologia. Purtroppo, la situazione che stiamo vivendo ci costringe a una partecipazione virtuale ma non ho voluto far mancare il saluto della Città di Capaccio Paestum e il mio personale, in attesa di rivederci ad aprile in occasione della XXIII BMTA”) e il direttore del parco archeologico di Paestum e Velia Gabriel Zuchtriegel (“Colgo l’occasione per salutare tutti da un luogo, in cui mi sarebbe piaciuto portarvi per discuterne, ovvero la trincea scavata alla base delle fondazioni del Tempio di Nettuno: i dati mostrano una stratigrafia abbastanza intatta e anche delle strutture che sono molto interessanti per i risultati dello scavo in atto”) e a seguire il rettore dell’università di Salerno Vincenzo Loia ((“L’università di Salerno è partner di riferimento per la BMTA e per i “Dialoghi sull’Archeologia”. L’appuntamento della Fondazione Paestum è, infatti, promosso dalla nostra Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale: tre giorni molto intensi, dove confrontare i nostri risultati di ricerca. Un apprezzamento va alla partecipazione di molti giovani provenienti da diverse Università e Istituti”), il presidente del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello Alfonso Andria (“Oggi avrebbe avuto inizio la XXIII BMTA: non è stato così, ma lo sarà ad aprile perché l’edizione è semplicemente differita di qualche mese. Possiamo già anticipare alcuni momenti che caratterizzeranno la prossima Borsa: l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, il Premio alla scoperta archeologica dell’anno e il Premio in memoria di “Sebastiano Tusa”, alla prima edizione, assegnato a personalità impegnate a favore del turismo archeologico subacqueo. Questo tempo “sospeso” che stiamo vivendo deve essere utile per progettare la ripresa e per dare contenuti e la Borsa non è solo incontro tra domanda e offerta, ma è anche contenuti, progettualità, costruzione di reti e relazioni, confronto di esperienze e buone pratiche”), il presidente onorario della Borsa Mounir Bouchenaki (“In questi giorni, in occasione della XXIII Borsa, avremmo dovuto riunirci a Paestum, bellissima città con i suoi meravigliosi templi risalenti alla Magna Grecia e proprio da oggi si svolgono i Dialoghi sull’Archeologia della Magna Grecia e del Mediterraneo del collega e amico Emanuele Greco. Tutti noi, che abbiamo partecipato tanti anni alla Borsa, aspettiamo con gioia il momento in cui sarà finita l’emergenza sanitaria e potremo ritrovarci insieme sia nel Parco Archeologico, sia nelle sale in occasione delle Conferenze sull’archeologia moderna e sulle scoperte che portano avanti la conoscenza del nostro passato, soprattutto nel Mediterraneo”). Il fondatore e direttore della Borsa Ugo Picarelli ha sottolineato il prestigioso apporto delle Istituzioni, che sostengono la Borsa quali Unesco, Unwto, MiBACT che non hanno voluto far mancare la loro vicinanza in questo particolare momento e il rinnovato impegno da parte degli enti promotori Regione Campania, Città di Capaccio Paestum, Parco Archeologico di Paestum e Velia. 

“1528 assedio al castello di Lettere”: inaugurazione dell’allestimento museale in stile realizzato nel Torrione della Rocca al parco archeologico del Castello di Lettere (Na)

Una delle sale riallestite nel Torrione della Rocca del Castello di Lettere (foto parco archeologico di Pompei)

Il castello e le aree archeologiche del castello di Lettere (foto parco archeologico di Lettere)

1528, assedio al castello di Lettere: è il titolo evocativo dato all’inaugurazione delle nuove sale museali al Mastio. Appuntamento mercoledì 16 settembre 2020 alle 10 al Parco Archeologico del Castello di Lettere, alla presenza del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca e di Massimo Osanna, già direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, ora direttore generale dei Musei Italiani, del sindaco del Comune di Lettere Sebastiano Giordano e del direttore del castello, Paola Marzullo. L’allestimento delle sale propone la ricostruzione storica del 1528 con reperti riprodotti di epoca cinquecentesca, realizzata dal Comune di Lettere, con la supervisione scientifica del Parco archeologico di Pompei,  a cura di Domenico Camardo e Mario Notomista. L’iniziativa rafforza il progetto ambizioso del sindaco, grazie al supporto del Parco archeologico di Pompei, di inserire il Castello di Lettere in un percorso di valorizzazione e promozione del patrimonio storico-culturale locale in ambito regionale e nazionale. Tale percorso è stato intrapreso già alla fine del 2018 con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra il Comune di lettere ed il Parco Archeologico di Pompei che ha di fatto trasformato il Castello in luogo di interesse culturale e storico dell’intera Regione.

Nuovi spazi di Scuola al museo Archeologico nazionale di Napoli: firmato il protocollo d’intesa con Regione Campania e Fondazione Napoli Novantanove per percorsi educativi e lezioni multidisciplinari delle scuole della Campania nelle stanze aperte dell’arte, della storia e della cultura

Il museo Archeologico nazionale di Napoli è ospitato in un palazzo borbonico che è stato sede dell’Università fino al 1777 e dal 1816 sede del Real Museo Borbonico

La Regione Campania, il museo Archeologico nazionale di Napoli e la Fondazione Napoli Novantanove insieme per la scuola. È stato firmato a Palazzo Santa Lucia il protocollo d’Intesa “Nuovi spazi di Scuola al Museo Mann. Percorsi educativi e lezioni multidisciplinari delle scuole della Campania nelle stanze aperte dell’arte, della storia e della cultura”: la Regione, il Mann e la Fondazione Napoli Novantanove si impegnano ad attivare in piena sinergia forme di collaborazione tra le scuole e gli attrattori culturali del territorio, per realizzare azioni educative multidisciplinari per gli studenti. L’intesa rappresenta una opportunità dell’offerta scolastica che la Regione si impegna a promuovere, supportare e favorire: il Mann offre un luogo unico e il supporto dei propri Servizi Educativi per apprendere attraverso metodi innovativi; la Fondazione Napoli Novantanove, forte del Progetto “ La Scuola adotta un monumento “ e del programma regionale “ScuolaViva”, offre il supporto a percorsi personalizzati per ciascun indirizzo scolastico. Percorsi educativi e didattici: non un programma di visite o gite scolastiche, dunque, ma una vera e propria modalità complementare di fare scuola in maniera stabile. L’intesa firmata dall’assessore all’Istruzione, Politiche Sociali e Politiche Giovanili Lucia Fortini, dal direttore del Mann Paolo Giulierini e dalla presidente della Fondazione Napoli Novantanove Mirella Barracco, avrà durata triennale ed è rivolta a tutti gli ordini di scuola del primo e secondo ciclo che potranno aderire, in maniera volontaria ed autonoma, presentando domanda di adesione all’iniziativa direttamente ai Servizi Educativi del Mann. In via sperimentale, nella forma di progetto pilota sono state individuate le 34 istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado – 1200 le classi e 20mila gli studenti coinvolti – afferenti le Municipalità II, III e IV del Comune di Napoli perché territorialmente vicine al Museo, per favorire e semplificare gli spostamenti in forma autonoma. Non si esclude tuttavia la partecipazione anche di scuole di altre aree che possano assicurare in maniera autonoma i trasferimenti.

La firma del protocollo d’intesa tra Regione Campania (Lucia Fortini), fondazione Napoli Novantanove (Mirella Barracco) e museo Archeologico nazionale di Napoli (Paolo Giulierini) (foto Mann)

“Con l’intesa di oggi”, dichiara l’assessore regionale Lucia Fortini, “la Regione intende aprire la strada a una visione ampia e innovativa del fare scuola rafforzando il rapporto tra i nostri istituti e le altre istituzioni del territorio. Fare rete e fare comunità sono azioni indispensabili dell’agire politico. Avere a disposizione il patrimonio di un museo come il Mann significa poter offrire ai nostri studenti la lezione di arte, di storia e soprattutto di civiltà che il suo patrimonio racchiude”. E il direttore Paolo Giulierini: “Il museo Archeologico nazionale di Napoli con questo accordo con la Regione Campania mette a disposizione tutti i nuovi spazi, a partire dall’eccezionale nuovo auditorium di 300 posti, per le lezioni degli studenti nel prossimo anno scolastico. Mai come ora i musei devono essere vicini ai giovani e, in generale, alle comunità”. “Le istituzioni culturali oggi devono ripensare la loro funzione, non si poteva non aprire il nostro muso al “fare scuola”. Sperimentiamo con entusiasmo questa novità, speriamo che questo progetto possa essere replicabile” il commento di Mirella Barracco.

Caiazzo-Carinola-Teano (Caserta): al via il “SUMMER CONCERT, Itinerari musicali in Terra di Lavoro”, quarantatré concerti in 23 giorni tra Palazzo Mazziotti, convento di San Francesco di Casanova e museo Archeologico nazionale di Teanum Sidicium

Dal museo Archeologico nazionale di Teanum Sidicium a Teano al convento di San Francesco di Casanova a Carinola a Palazzo Mazziotti a Caiazzo: sono queste le tre location in provincia di Caserta ad ospitare la rassegna “SUMMER CONCERT, Itinerari musicali in Terra di Lavoro”, musica classica d’autore in luoghi sacri e musei: quarantatré concerti in 23 giorni, dal 5 agosto al 20 settembre 2020. Tutti concerti a libero ingresso su prenotazione obbligatoria (sul sito http://www.autunnomusicale.com, sezione Prenota Online, oppure inviando una e-mail a info@autunnomusicale.com, in tal caso si riceverà una e-mail di risposta contenente il link per effettuare la prenotazione), sono articolati nella doppia formula Musica nel Chiostro (in due orari, 20 e 21.30) – e Matinée al Museo, e avranno luogo “en plein air”,  nel pieno rispetto delle norme sul distanziamento fisico. La rassegna è realizzata con il contributo del MIBACT – direzione generale Spettacolo e della Regione Campania e si avvale della collaborazione della direzione regionale Musei Campania, del museo Archeologico e dell’associazione sidicina Amici del Museo di Teano, dei Comuni di Caiazzo, Pietramelara, Teano e Carinola, del Club Unesco di Caserta, dell’associazione Monte Carmignano per l’Europa.

Il Quartetto Manfredi apre il Summer Concert 2020 a Palazzo Mazziotti a Caiazzo

Si parte mercoledì 5 Agosto 2020 con il Quartetto Manfredi (Giovanni Claudio Di Giorgio & Sofia Bolzan violini, Matteo Terenzio Canella viola, Giacomo Grespan violoncello) su musiche di Franz Joseph Haydn e Dimitri Shostakovich, al Palazzo Mazziotti di Caiazzo alle 20 e alle 21.30. La rassegna, organizzata dall’associazione Anna Jervolino e dall’Orchestra da Camera di Caserta con la direzione artistica del Maestro Antonino Cascio, è articolata nelle sezioni musicali: Pianofestival, Focuschitarra e archi, Etno&Colto, con l’originale proposta Bosphorus Project, “…un viaggio nella musica colta e popolare delle antiche corti ottomane e delle strade di Istanbul”, Etno&Barock, “…gli echi iberici da Scarlatti alla musica latino americana..”, Pocket Orchestra, con le trascrizioni per piccoli organici di brani sinfonici di Rossini, Beethoven e Wagner, Suoni & Visioni, antologia delle più belle musiche da film e in particolare di Morricone e A-Solo. E con una particolare attenzione al “suono italiano” che avrà come protagonisti: Massimiliano Damerini, Emanuele Segre, i quartetti Manfredi, Henao, Sincronie e Eridàno, Paola Volpe, Liliana Bernardi, i duo pianistico  Eleonora Spina & Michele Benignetti, Edoardo Bruni &Volha Karmyzava, i duo di mandolino e chitarra Tiziano Palladino & Davide Di Ienno; i chitarristi Domenico Savio Mottola, vincitore del premio delle Arti, e Andrea De Vitis, affermatosi in ben 40 concorsi di tutto il mondo; i fisarmonicisti Luca De Prisco e Flavio Feleppa; i tre giovani pianisti vincitori nel 2019 di due dei più importanti concorsi pianistici italiani: Ziyu Liu e Yilan Zhao, rispettivamente primo e terzo premio del Viotti di Vercelli; Aristo Sham vincitore del Casagrande di Terni.

Il museo Archeologico nazionale di Teanum Sidicium a Teano (Caserta) (foto Mibact)

L’ingresso di Palazzo Mazziotti a Caiazzo (Caserta)

Il convento di San Francesco a Carinola (Caserta) (foto Fai)

Il programma. Mercoledì 5 Agosto (20 / 21.30), Caiazzo Palazzo Mazziotti: Focus / Quartetto con Quartetto Manfredi, musiche di Haydn / Shostakovich; giovedì 13 Agosto (20 / 21.30), Caiazzo Palazzo Mazziotti: Etno&Colto / Bosphorus Project con Sezen Gümüstekin oud e voce ed Emanuele Le Pera percussioni orientali; venerdì 14 Agosto (20 / 21.30), Casanova di Carinola Convento di S. Francesco: Pianofestival con Massimiliano Damerini, pianoforte: alle 20, musiche di Busoni / Beethoven, alle 21.30 di Lachenmann / Schubert; mercoledì 19 Agosto (20 / 21.30), Caiazzo Palazzo Mazziotti: Focus / Chitarra con Domenico Savio Mottola, chitarra, musiche di Ponce / Tarrega / Llobet; venerdì 21 Agosto (20 / 21.30), Casanova di Carinola Convento di S. Francesco: Focus / Quartetto con Quartetto Eridàno, musiche di Haydn / Ravel; sabato 22 Agosto (20 / 21.30), Casanova di Carinola Convento di S. Francesco: Focus / Quartetto con Quartetto Eridàno, musiche di Shostakovich / Beethoven; domenica 23 Agosto (20 / 21.30), Casanova di Carinola Convento di S. Francesco: Pianofestival con Ziyu Liu, pianoforte, Primo Premio Concorso Viotti 2019, alle 20, musiche di Beethoven / Musorgskij, alle 21.30, di Brahms / Scriabin; martedì 25 Agosto (20 / 21.30=, Caiazzo Palazzo Mazziotti: Focus / Chitarra con Andrea De Vitis, chitarra, musiche di Villa-Lobos / Castelnuovo-Tedesco / Bach; venerdì 28 Agosto (20 / 21.30), Casanova di Carinola Convento di S. Francesco: Pianofestival con Aristo Sham, pianoforte, Primo Premio Concorso Casagrande 2019, musiche di Beethoven / Chopin / Brahms; sabato 29 Agosto (20 / 21.30), Casanova di Carinola Convento di S. Francesco: Etno&Barock con Luca De Prisco, fisarmonica, musiche di Scarlatti  / Piazzolla / Rovira / Sebastian Bach; domenica 30 Agosto (20 / 21.30), Casanova di Carinola Convento di S. Francesco: Focus / Chitarra con Emanuele Segre, chitarra, musiche di Bach / Kovats / Villa-Lobos / Poulenc / Françaix / Dynes; venerdì 4 Settembre (20 / 21.30), Casanova di Carinola Convento di S. Francesco: Pocket Orchestra con VolhaKarmyzava & Edoardo Bruni, duo pianistico, musiche di Wagner / Beethoven; sabato 5 Settembre (20 / 21.30), Casanova di Carinola Convento di S. Francesco: Focus / Quartetto con Quartetto Sincronie, alle 20, musiche di Maderna  / Beethoven, alle 21.30, di Casella / Beethoven; domenica 6 Settembre (alle 11), Teano Museo archeologico di Teanum Sidicinum: Pocket Orchestra con Tiziano Palladino, mandolino, Davide Di Ienno, chitarra, musiche di Rossini; domenica 6 Settembre (20 / 21.30), Casanova di Carinola Convento di S. Francesco: Pianofestival con Albert Urroz, pianoforte, musiche di Mendelssohn / Schumann; venerdì 11 Settembre (20 / 21.30), Casanova di Carinola Convento di S. Francesco: Pianofestival con Yilan Zhao, pianoforte, Terzo Premio Concorso Viotti 2019, alle 20, Debussy / Chopin, alle 21.30, Chopin / Liszt; sabato 12 Settembre (20 / 21.30), Casanova di Carinola Convento di S. Francesco: Focus / Quartetto con Quartetto Henao, musiche di Schubert / Beethoven; domenica 13 Settembre (alle 11), Teano Museo archeologico di Teanum Sidicinum: Suoni & Visioni con Flavio Feleppa, fisarmonica, musiche di Piovani / Bacalov  / Rota  / Mancini, Morricone  / Gardel  / Astor Piazzolla, Tiersen  / Giraud  / Guglielmi; domenica 13 Settembre (20 / 21.30), Casanova di Carinola Convento di S. Francesco: Pianofestival con Eleonora Spina & Michele Benignetti, duo pianistico, musiche di Franck  / Schubert; venerdì 18 Settembre (20 / 21.30), Casanova di Carinola Convento di S. Francesco: Pianofestival con Paola Volpe, pianoforte, musiche di Mozart / Anonimo / Schumann; sabato 19 Settembre (20 / 21.30), Casanova di Carinola Convento di S. Francesco: Pianofestival con Karl Eichinger, pianoforte, musiche di Beethoven / Liszt; domenica 20 Settembre (alle 11), Teano Museo archeologico di Teanum Sidicinum: A-Solo con Liliana Bernardi, violino, con von Biber / Vilsmayr / Mattheis; domenica 20 Settembre (20 / 21.30), Casanova di Carinola Convento di S. Francesco: Per-Duo con Liliana Bernardi, violino, Paola Volpe, pianoforte, musiche di Mozart / Beethoven / Liszt.

Parco archeologico di Ercolano: riapre la biglietteria in presenza, vengono ampliati gli orari di visita, e torna in vendita Campania-Artecard. Il direttore Sirano: “Pian piano ci avviamo verso una nuova normalità”

Veduta generale del sito archeologico di Ercolano all’ombra del Vesuvio (foto Graziano Tavan)

8 luglio 2020: novità al parco archeologico di Ercolano. Riapre al pubblico la biglietteria in presenza, vengono ampliati gli orari di visita, e torna in vendita Campania-Artecard. Le visite aumentano giorno per giorno e la biglietteria del Parco Archeologico di Ercolano riapre anche in presenza. Dall’8 luglio 2020 i visitatori, oltre a poter acquistare on line i biglietti – procedura vivamente consigliata per assicurarsi di visitare il sito all’ora desiderata e collaborare attivamente ad evitare assembramenti – potranno farlo anche in presenza. Troveranno il personale della biglietteria felice di potere recuperare quella vicinanza umana sale dell’accoglienza nei luoghi della cultura, vicinanza mancata tantissimo a tutti durante il lockdown. L’apertura della biglietteria rispetterà l’orario 10.30-19.30 (ultimo ingresso alle 18) con giorno di chiusura settimanale il martedì. Rimangono in vigore le tariffe agevolate post Covid per accogliere i visitatori: biglietto singolo 10 euro; giovani tra i 18 e 25 anni non compiuti biglietto 2 euro; gratuità e riduzioni come da normativa. L’acquisto on line dei biglietti, al sito http://www.ticketone.it comporta il costo di prevendita di 1.50 euro. Dall’8 luglio 2020 verranno inoltre ampliate le restrizioni di contingentamento per ogni fascia oraria, e l’accesso sarà permesso a 25 persone ogni 15 minuti, compresi bambini e ragazzi.

Torna intanto in vendita Campania-Artecard, il pass storico del turismo culturale promosso dalla Regione Campania che si propone oggi in una versione più smart e più ecologica. La card, gestita da Scabec, società pubblico-privata a partecipazione regionale, promuove l’accesso ai beni culturali della Campania, con un pass smaterializzato e una nuova piattaforma digitale. La nuova Campania-Artecard sarà acquistabile anche direttamente in alcuni punti vendita che sono consultabili sul sito http://www.campaniartecard.it. Per il Parco di Ercolano, i possessori di Artecard, potranno accedere all’area nella fascia oraria in cui non sarà stato raggiunto il limite massimo o attendere di entrare trattenendosi per un acquisto presso il bookshop del Parco, regolarmente aperto o, scaricando la nuovissima App dell’audioguida, ascoltando l’introduzione alla visita.

“Pian piano ci avviamo verso una nuova normalità”, dichiara il direttore Francesco Sirano, “fatta di intelligente convivenza con il rischio di contagio e di organizzazione flessibile in base alla situazione di contesto. Un contesto che sta reagendo a tutti i livelli con spirito positivo e di rinnovata intesa. La preziosa collaborazione con la Regione Campania è un tassello importante in questa direzione. Riprendono le strade interrotte e riattivato il circuito Artecard che favorisce la circolazione e la fruizione dei beni culturali campani con la card a prezzo competitivo, anche il Parco di Ercolano è favorito dalla promozione a livello regionale. Pur restando l’acquisto online la modalità da noi consigliata per venire al Parco, il primo mese di riapertura ci ha insegnato che questo processo deve prevedere forme di gradualità: pertanto riapre al pubblico la biglietteria in presenza a servizio della fascia di visitatori che vivono con disagio l’acquisto di biglietti on line e che tanto ci rincresceva di non poter accogliere fino a ieri. Andiamo bene avanti, i visitatori crescono giorno dopo giorno, il territorio intorno al Parco mostra evidenti segni di ripresa delle attività interconnesse all’accoglienza e questo ci riempie di fiducia e di senso di responsabilità verso la comunità del Parco”.

Napoli. In diretta Fb la presentazione dei saggi su “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, la mostra al museo Archeologico nazionale di Napoli prorogata fino al 31 agosto. Pronto un documentario sull’esposizione

L’Atlante Farnese simbolo e fulcro della mostra “Thalassa” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

Il viaggio alla scoperta delle meraviglie sommerse dal Mediterraneo non si ferma: la mostra “Thalassa” al museo Archeologico nazionale di Napoli è prorogata al 31 agosto 2020. Ancora due mesi quindi per poter visitare nel Salone della Meridiana non soltanto i reperti provenienti da importanti scavi subacquei nel Mediterraneo, ma anche opere che raccontano le suggestioni esercitate dal Mare nostrum sull’iconografia antica; il prestito, da parte della soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, di un’ancora (II sec. a.C.), un remo ed un albero (età imperiale) di un’imbarcazione, rappresenta un suggestivo completamento dell’esposizione.

Alcuni preziosi reperti del carico recuperato dal relitto di Antykithera alla mostra “Thalassa” (foto Graziano Tavan)

Luigi Fozzati uno dei curatori della mostra “Thalassa” al Mann (foto Graziano Tavan)

Non solo una mostra, ma anche un importante progetto di ricerca, proiettato verso il prossimo futuro: mercoledì 1° luglio 2020 (alle 12), in diretta Facebook dal Salone della Meridiana, i curatori dell’exhibit Paolo Giulierini, Salvatore Agizza, Luigi Fozzati e Valeria Li Vigni, presentano il volume “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo. Saggi” (Electa Editore); all’incontro, interverranno anche Cherubino Gambardella e Simona Ottieri (responsabili allestimento della mostra). Parallelamente al volume, l’evento sarà anche l’occasione per il lancio del trailer del documentario dedicato all’esposizione: il documentario è diretto da Antonio Longo e scritto dallo stesso Longo con Salvatore Agizza. Un mare di idee per una mostra che ha creato rete tra istituzioni; “Thalassa” ha ottenuto il patrocinio morale di: ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione Campania, Comune di Napoli ed Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centrale (Napoli-Salerno-Castellammare di Stabia), università di Salerno, università “L’Orientale” e università Suor Orsola Benincasa di Napoli. L’esposizione è stata realizzata anche in collaborazione con la Scuola Archeologica di Atene, l’università di Bari, l’università “Parthenope”, ENEA ed INGV.

Aperta al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra “Gli Etruschi al Mann”: un inedito focus sulla realtà di una Campania etrusca con 600 reperti (di cui 200 visibili per la prima volta). I tesori “scoperti” nei depositi del Mann costituiranno una nuova sezione permanente del museo napoletano

Una vetrina della mostra “Gli Etruschi e il Mann” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Giorgio Albano)

La locandina della mostra “Gli Etruschi e il Mann” al Mann (12 giugno 2020 – 31 maggio 2021)

“Gli Etruschi al MANN tornano per restare. Non solo con una mostra raffinata e dall’altissimo rigore scientifico, ma con l’annuncio dell’allestimento permanente che restituirà alla fruizione del pubblico un altro fondamentale pezzo della storia del nostro Museo, ‘casa’ dei tesori di Pompei ed Ercolano, così come custode di eredità molto più antiche”: così Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, che nel giorno dell’inaugurazione della mostra “Gli Etruschi e il Mann” in programma al museo Archeologico nazionale di Napoli, dal 12 giugno 2020 al 31 maggio 2021, annuncia che diventerà un’altra sezione del museo. L’esposizione, che raccoglie circa 600 reperti (di cui 200 visibili per la prima volta), è curata da Paolo Giulierini (direttore del Mann) e Valentino Nizzo (direttore museo nazionale Etrusco di Villa Giulia); il coordinamento scientifico è di Emanuela Santaniello (funzionario archeologo del Mann) e l’organizzazione è di Electa. La mostra “Gli Etruschi e il MANN” è accompagnata dal catalogo edito da Electa, a cura di Valentino Nizzo. Per l’occasione è stato inoltre edito nelle pubblicazioni scientifiche “Quaderni del MANN” il volume, a cura di Valentino Nizzo, “Gli Etruschi in Campania. Storia di una (ri)scoperta dal XVI al XIX secolo”, strettamente correlato alle tematiche della seconda sezione del percorso espositivo.

La locandina della mostra “Pompei e gli Etruschi” alla Palestra Grande di Pompei fino al 2 maggio 2019

Una mostra preziosa, sorprendente, innovativa, che nasce anche dalla rete stabilita con il parco archeologico di Pompei, dove è stata ospitata la tappa iniziale del percorso con la mostra “Pompei e gli Etruschi” (dicembre 2018-maggio 2019). Già con “Egitto Pompei” (2016) e “Pompei e i Greci” (2017), esposizioni che hanno confermato la collaborazione tra il parco archeologico di Pompei e il Mann, è stato intrapreso un suggestivo viaggio per scoprire le civiltà del passato: anche grazie al coordinamento di Electa, la sinergia tra le due istituzioni proseguirà dopo la mostra sugli Etruschi, con la mostra “Pompei e Roma” prevista nella programmazione del parco archeologico. All’anteprima riservata a stampa ed istituzioni, hanno partecipato, insieme ai curatori, Rosanna Romano (direttore generale per le Politiche Culturali e il Turismo/ Regione Campania), Carlos Maldonado Valcàrcel (console generale di Spagna a Napoli), Teresa Elena Cinquantaquattro (soprintendente SABAP per l’area metropolitana di Napoli) e Luigi La Rocca (soprintendente SABAP per il Comune di Napoli). Il direttore generale del parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna, non è intervenuto all’evento, ma ha mandato un messaggio di saluto ai partecipanti, ricordando che la rete tra istituzioni ha favorito itinerari espositivi dedicati ai legami tra la città vesuviana e le diverse culture dell’antichità.

Una delle “scoperte” nei depositi del Mann: coppia di orecchini in oro, lamina, applicazioni a stampo, filigrana (produzione dell’Etruria meridionale) della seconda meta del VI sec. a.C. (foto Mann)

Il direttore Giulierini al dispenser con gel disinfettante (foto Mann)

“Gli Etruschi sono abitualmente associati ad altri territori, come la Toscana, il Lazio e l’Emilia Romagna. Solo dalla seconda metà dell’Ottocento, più o meno con l’Unità d’Italia, è stata accettata ufficialmente l’idea di una loro presenza in Campania. Ma nessuno aveva mai dedicato a questo tema una mostra di simili dimensioni”, ha detto Paolo Giulierini. “Attraverso reperti provenienti dai depositi del Museo, insieme a prestiti di altre istituzioni e collezioni, ricostruiremo una storia di frontiera, nella quale gli Etruschi possono essere considerati quasi come dei cowboy. Partendo probabilmente dall’Umbria, raggiunsero le pianure campane e le dominarono per diversi secoli, intrecciando legami culturali, commerciali e artistici molto stretti con gli altri abitanti di quei luoghi, gli altri popoli italici e i Greci”. Museo della capitale di un Regno, l’Archeologico di Napoli vanta, infatti, collezioni sterminate derivate sia da scavi che da acquisizioni come, ad esempio, quella del bronzetto dell’Elba, reperto più antico ritrovato sull’isola toscana. “Ma, soprattutto – continua Giulierini -, nei depositi c’è la testimonianza di una Campania centrale nel Mediterraneo e da sempre coacervo di popoli: Greci, Etruschi e Italici, a conferma che la ricchezza della cultura del Meridione sta nella diversità e nella contaminazione. Per comprendere in pieno gli Etruschi, oggi bisogna quindi volgersi anche al Sud e al patrimonio del Mann, dove duecento pezzi, praticamente inediti, splendono di nuova luce grazie allo straordinario lavoro del Laboratorio di Restauro del Museo. Un traguardo che mi riempie, come etruscologo, di personale soddisfazione, e che è occasione per ricordare la figura del celebre archeologo Marcello Venuti, nel 1727 fondatore dell’Accademia Etrusca e, poi, tra gli scopritori di Ercolano”.

Cista in bronzo da Palestrina conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli (fine IV-inizio III sec. a.C.) (foto Mann)

L’esposizione abbraccia un arco temporale di circa sei secoli (X- IV sec. a.C.) e definisce un percorso di indagine che, sulle orme degli Etruschi, cerca di ricostruire le fondamenta storiche di questa popolazione, la cui grandezza derivava anche dal controllo delle risorse di due fertilissime pianure (quella padana nel Nord e quella campana nel Sud). Come ricordava, ancora nel II secolo a.C., il celebre storico greco Polibio “chi vuol conoscere la storia della potenza degli Etruschi non deve riferirsi al territorio che essi possiedono al presente, ma alle pianure” da loro controllate. La storia della scoperta della Campania etrusca si configura, quindi, come uno dei capitoli più avvincenti della ricerca archeologica in Italia e nel Mediterraneo: in tal senso, il ricchissimo patrimonio, custodito nei depositi del Mann e studiato in occasione della mostra, fornisce uno spaccato inedito nel panorama espositivo internazionale. L’allestimento della mostra negli ambienti collegati alla sezione “Preistoria e Protostoria”, appena riaperta al pubblico, crea un trait d’union con la sezione museale che, nel suo ultimo livello di visita, raccoglie reperti dell’Età del Bronzo e della prima Età del Ferro.

affibiaglio della Tomba Bernardini di Palestrina (inzio del secondo quarto del VII sec. a.C.) conservato al museo nazionale Etrusco di “Villa Giulia” (foto Villa Giulia)

Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto Mann)

“Scavare negli sterminati depositi del Mann è sempre un privilegio unico”, interviene Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. “Farlo per ‘andare a caccia di Etruschi’ lo ha reso ancora più avvincente. Da un lato perché si è così potuto delineare un rigoroso percorso storico-archeologico volto a ricostituire la trama di relazioni che caratterizzò la plurisecolare presenza degli Etruschi in Campania. Dall’altro perché l’approfondimento delle vicende antiquarie e collezionistiche legate alla riscoperta dell’importanza del loro dominio nella regione ha offerto una prospettiva per molti versi inedita sull’evoluzione della disciplina archeologica e sul contributo dato ad essa da generazioni di studiosi che, da Camillo Pellegrino a Giovanni Patroni, passando attraverso nomi del calibro di Giovan Battista Vico, Alessio Simmaco Mazzocchi, Johann Joachim Winckelmann, Pietro Vivenzio, Eduard Gerhard, Raffaele Garrucci, Theodor Mommsen, Giuseppe Fiorelli, Julius Beloch, si sono confrontati con questo presunto enigma, fino ad arrivare alla sua definitiva soluzione, al principio del ‘900, quando il reperto più prezioso, la Tegola di Capua, aveva ormai irreparabilmente lasciato il nostro Paese alla volta di Berlino”.

Piccolo calderone in argento dorato dell’Inizio del secondo quarto del VII sec. a.C. dalla Tomba Bernardini di Palestrina, conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma (foto Villa Giulia)

Lekythos in ceramica a figure nere dell’Inizio del V sec. a.C. conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

Il percorso si articola in due nuclei tematici principali, corrispondenti ad altrettante sezioni espositive con inestimabili reperti. “Gli Etruschi in Campania”: dal carattere prevalentemente archeologico, questo segmento dell’itinerario di visita è dedicato all’approfondimento della documentazione relativa alla presenza degli Etruschi nella regione, dagli albori del I millennio a.C. alla fase dell’affermazione del popolo dei Campani. Il declino della popolazione è sancito dalle sconfitte subite presso Cuma tra VI e V secolo a.C., in seguito alla quali comincia ad incrinarsi progressivamente la potenza etrusca nella Penisola e nel Mediterraneo; “Gli Etruschi al Mann”: questa sezione valorizza i materiali etrusco-italici, generalmente provenienti da aree esterne alla Campania, acquisiti sul mercato collezionistico dal Museo di Napoli in varie fasi della sua storia. Accanto ai capolavori in mostra, volumi, plastici e documenti d’epoca illustrano al visitatore l’evoluzione del pensiero scientifico in campo archeologico dal Settecento sino alla fine del Novecento, focalizzando l’attenzione sui protagonisti dell’archeologia campana ed, in particolare, su quelli che maggiormente hanno contribuito alla riscoperta del suo passato etrusco.