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Pompei. Ultimi giorni per i visitatori del parco archeologico per usufruire del servizio “Pompeii ArteBus”, che permette di raggiungere agevolmente in bus navetta i siti archeologici del parco, da Boscoreale a Oplontis, dalle ville stabiane al museo “Libero D’Orsi”

Il servizio navetta “Pompeii ArteBus” da Pompei ai siti archeologici del parco (foto parco archeologico pompei)

Ancora due giorni, fino a lunedì 17 gennaio 2022, per usufruire del servizio “Pompeii ArteBus”, il nuovo minibus per raggiungere agevolmente i vari siti del parco archeologico di Pompei: da Pompei alla villa rustica di Boscoreale, Villa Regina, alle ville nobiliari di Oplontis, Villa di Poppea e Stabia, Villa Arianna e Villa San Marco, al Museo archeologico di Stabia Libero D’Orsi presso la Reggia di Quisisana. L’iniziativa ​è nata dalla collaborazione tra il parco archeologico di Pompei, la Regione Campania attraverso la Scabec e il progetto Campania>Artecard, l’EAV. Il servizio, che in questa prima fase è gratuito, è realizzato su iniziativa della direzione generale del parco archeologico di Pompei attraverso i fondi di compensazione di Campania>Artecard e può essere utilizzato da chiunque sia in possesso del biglietto di ingresso ai siti del circuito di Pompei, incluso l’abbonamento MyPompeii Card o di un pass Campania>Artecard. Il servizio poi riprenderà dal 1° aprile e fino al 4 luglio 2022.

Il servizio “Pompeii ArteBus” è valido anche con l’abbonamento MyPompeii Card o il pass Campania>Artecard (foto parco archeologico pompei)

Due minibus per 25 persone, partono da piazza Esedra a Pompei, con due diversi percorsi. Il primo accompagna i visitatori a Villa Regina a Boscoreale e alla Villa di Poppea nel sito di Oplontis a Torre Annunziata, con 7 corse giornaliere a partire dalle 9.30. Il secondo bus sempre con partenza alle 9.30, ha come destinazione Villa San Marco e Villa Arianna e la Reggia di Quisisana con 5 partenze scaglionate. Nel periodo estivo, a partire dal 1° aprile, le corse saranno incrementate e passeranno a 9 per il percorso verso Oplontis e a 6 corse per i siti stabiani. I bus sono facilmente riconoscibili per la loro veste grafica che richiama le iniziative Artecard.

Doppio appuntamento per il gran finale della rassegna di musica da camera “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte”: protagonista il violinista Erzhan Kulibaev al mattino nella Cappella Palatina della Reggia di Caserta, e al pomeriggio al museo Archeologico di Calatia a Maddaloni (Caserta)

Doppio appuntamento, domenica 12 dicembre 2021, con il violinista Erzhan Kulibaev, premio Manhattan International Music Competition, per la chiusura di “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte”, la rassegna organizzata dall’associazione “Anna Jervolino” e dall’Orchestra da Camera di Caserta, sotto la direzione artistica di Antonino Cascio, e realizzata con il contributo del Mic – direzione generale Spettacolo e dalla Regione Campania. Alle 11.15 il violinista Erzhan Kulibaev  (che sostituisce il violinista Kevin Zhu, trattenuto da sopravvenuti motivi di salute), accompagnato dall’Orchestra da Camera di Caserta diretta dal maestro Antonino Cascio, si esibirà nella Cappella Palatina della Reggia di Caserta, eseguendo musiche di Mozart e Schubert. Alle 18, invece, l’appuntamento è al museo Archeologico di Maddaloni con la sezione A-Solo della rassegna, in cui Kulibaev eseguirà al violino musiche di Nicolò Paganini. I concerti al museo Archeologico di Maddaloni prevedono l’obbligo di Green Pass e mascherina. Il costo dei biglietti è di 6 euro Intero; 3 euro ridotto (per giovani fino a 30 anni).

ERZHAN KULIBAEV 3_foto-autunno-musicale

Il violinista Erzhan Kulibaev (foto autunno musicale)

Il violinista Erzhan Kulibaev si è diplomato al Conservatorio Tchaikovsky di Mosca e si è perfezionato alla Scuola Superiore di Musica Reina Sofia di Madrid e al Mozarteum di Salisburgo. Premiato in diversi concorsi, nel 2016 ottiene il Primo Premio con particolare distinzione alla Manhattan International Music Competition di New York e la Golden Medal alla Berliner International Music Competition. Ha tenuto concerti in diversi Paesi ed è stato ospite di importanti sale e festival tra cui Carnegie Hall di New York, Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, St. James Church Piccadilly di Londra. Ha suonato da solista con rinomate orchestre e ha inciso un cd con musiche da camera di  Józef Krogulski e Józef Nowakowski per l’Istituto Chopin di Varsavia. Attualmente è docente presso la Scuola Superiore di Musica Katarina Gurska di Madrid.

Penultimo appuntamento con la rassegna di musica da camera “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte”: al museo Archeologico di Calatia a Maddaloni (Caserta) col pianista Davide Cabassi

Penultimo appuntamento, domenica 5 dicembre 2021, con “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte”, la rassegna organizzata dall’associazione “Anna Jervolino” e dall’Orchestra da Camera di Caserta, sotto la direzione artistica di Antonino Cascio, e realizzata con il contributo del Mic – direzione generale Spettacolo e dalla Regione Campania. Alle 18, nel museo Archeologico di Calatia di Maddaloni, nell’ambito della sezione Pianofestival della rassegna, l’artista Davide Cabassi eseguirà al pianoforte brani di Beethoven e di Schumann. La rassegna fa parte del network culturale nazionale e regionale di Aiam e Med; e si avvale della collaborazione della direzione regionale Musei Campania e del museo Archeologico di Calatia di Maddaloni. Prevendita al museo Archeologico di Calatia (in concomitanza con i concerti).

Davide Cabassi

Il pianista Davide Cabassi (foto autunno musicale)

Cabassi è top-prize winner al Van Cliburn International Piano Competition 2005. Dopo il debutto con l’Orchestra Sinfonica della Rai di Milano, all’età di 13 anni, ha intrapreso una brillante carriera esibendosi con le maggiori orchestre europee ed americane, collaborando con vari direttori di fama internazionale. Ha tenuto recital in Europa, Stati Uniti, Argentina, Cina e Giappone, ospite di importanti sale. Ha registrato per Radio Tre, Radio Popolare, Radio Svizzera Italiana, Radio France, Rai Uno, Rai Tre e Classica Sky ed è uno dei protagonisti del film In the heart of Music, realizzato in occasione del Concorso van Cliburn 2005, trasmesso negli Stati Uniti e in Europa. Ha registrato vari cd con musiche, tra gli altri, di Debussy, Schumann, Bach, Beethoven, Brahms, Cervantes, Clementi, Cherubini, Respighi, Martucci, Mozart, Rossini, per varie etichette, ottenendo anche il Premio della Critica della Rivista Classic Voice. Si è diplomato al Conservatorio di Milano e si è perfezionato alla International Piano Foundation di Cadenabbia. Insegna nei conservatori italiani dal 2003 e i suoi studenti sono vincitori di importanti concorsi nazionali ed internazionali. È spesso invitato nelle giurie di concorsi internazionali, nonché a tenere masterclass in tutto il mondo. È artist in residence del Tiroler Festspiele Erl e membro del Comitato Artistico del Concorso Internazionale Ferruccio Busoni.

Si chiama Pompeii Artebus. È il nuovo servizio di navetta per i visitatori del parco archeologico di Pompei che collega Pompei alle ville romane di Boscoreale, Oplontis, Stabia e al museo archeologico di Stabia Libero D’Orsi – Reggia di Quisisana

Da Pompei alle ville romane di Boscoreale, Oplontis, Stabia e al museo archeologico di Stabia Libero D’Orsi – Reggia di Quisisana: si chiama POMPEII ARTEBUS, il nuovo minibus per tutti i visitatori del parco archeologico di Pompei che dal 4 dicembre 2021 consentirà di rendere agevole il collegamento tra i vari siti archeologici del Parco. L’iniziativa è realizzata dal parco archeologico di Pompei in collaborazione con la Regione Campania attraverso la Scabec con il progetto Campania>Artecard e l’EAV. Dal 4 dicembre 2021 al 17 gennaio 2022 e dal 1° aprile 2022 al 4 luglio 2022 sei giorni a settimana due minibus partiranno da piazza Esedra a Pompei, con due diverse destinazioni per collegare il sito archeologico di Pompei con i siti e le ville romane di Boscoreale, Torre Annunziata e Castellammare di Stabia. 

La navetta del nuovo servizio Pompeii Artebus in partenza da Pompei (foto parco archeologico di pompei)

Il servizio, che in questa prima fase è gratuito, è realizzato su iniziativa della Direzione generale del parco archeologico di Pompei attraverso i fondi di compensazione di Campania>artecard e potrà essere utilizzato da chiunque sia in possesso del biglietto di ingresso ai siti del circuito di Pompei, incluso l’abbonamento MyPompeii card o di un pass Campania>artecard. “Era di fondamentale importanza realizzare un adeguato collegamento tra Pompei e gli altri siti del Parco, per agevolare la fruizione degli stessi, che fanno parte di un territorio archeologico che ha bisogno di essere visitato nella sua interezza, affinché se ne possano comprendere le connessioni storiche, oltre che ammirarne la bellezza”, dichiara il direttore generale, Gabriel Zuchtriegel. “Ci auguriamo che questa iniziativa, possibile grazie alla collaborazione con la Regione Campania – Scabec, e l’EAV, porti tanti visitatori a scoprire la straordinarietà di questi luoghi e contribuisca ad una adeguata promozione di questi siti, che proprio per le difficoltà di raggiungimento, non hanno mai avuto la visibilità che meritano”.

Per la rassegna di musica da camera “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte” doppio appuntamento: alla Reggia di Caserta “Paesaggi Sonori. Musica & Mito nelle sculture a soggetto musicale del Parco della Reggia di Caserta” con l’Orchestra da Camera di Caserta; al museo Archeologico di Calatia a Maddaloni (Caserta) col clarinettista Han Kim

Doppio appuntamento, domenica 21 novembre 2021, con “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte”, la rassegna organizzata dall’associazione “Anna Jervolino” e dall’Orchestra da Camera di Caserta, sotto la direzione artistica di Antonino Cascio, e realizzata con il contributo del Mic – direzione generale Spettacolo e dalla Regione Campania. Alle 11.15, alla Reggia di Caserta, Matinée musicale all’insegna del Classicismo Viennese; alle 18, al museo Archeologico di Calatia a Maddaloni, A-Solo con il clarinettista Han Kim. La rassegna fa parte del network culturale nazionale e regionale di Aiam e Med; e si avvale della collaborazione della direzione regionale Musei Campania e del museo Archeologico di Calatia di Maddaloni. Prevendita al museo Archeologico di Calatia (in concomitanza con i concerti).

Matinée alla Reggia di Caserta all’insegna del Classicismo Viennese e delle sue forme simbolo, il Concerto e la Sinfonia. Domenica 21 novembre, alle 11.15, la Cappella Palatina, negli Appartamenti Reali del complesso vanvitelliano, ospiterà il concerto dell’Orchestra da Camera di Caserta diretta da Antonino Cascio, accompagnata dal clarinetto di Han Kim, Premio Internationaler Musikwettbewerb del Ard 2019. Il programma si aprirà con il concerto per clarinetto e orchestra di Mozart, l’ultima composizione dell’autore, scritta due mesi prima della morte. Seguirà la Sinfonia Roxelane di Haydn, il cui titolo deriva dal secondo movimento, originariamente parte delle musiche di scena per il lavoro teatrale di Charles Simon Favart Soliman der Zweite (o Les Trois Sultanes), rappresentato nel 1777 presso la corte degli Esterhazy: la sinfonia è ispirata al personaggio di Roxelane, moglie del sultano Solimano il Magnifico. La conclusione sarà invece affidata alla Sinfonia in Fa maggiore di Vanhal,  autore boemo e all’epoca tra i più noti compositori operanti a Vienna, ricordato anche per i memorabili concerti tenuti con Mozart, Haydn e Dittersdorf. L’iniziativa è stata selezionata nell’ambito del Bando di valorizzazione partecipata della Reggia di Caserta. La partecipazione rientra nel costo ordinario del titolo di accesso alla Reggia, acquistabile su TicketOne e presso la biglietteria in piazza Carlo di Borbone.

L’orchestra da camera di Caserta diretta dal maestro Antonino Cascio (foto autunno musicale)

Fondatore e direttore dell’Orchestra da Camera di Caserta è il maestro Antonino Cascio. Con l’Orchestra, con cui svolge prevalentemente l’attività concertistica, ha collaborato con solisti noti, ha partecipato ad importanti festival e stagioni concertistiche in Italia ed all’estero ed ha proposto programmi collegati alla sua attività di ricerca. È direttore artistico dell’Autunno Musicale di Caserta e docente al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli.  

Un soffitto dipinto della sede che ospita il museo Archeologico di Calatia a Maddaloni (Ce) (foto drm-campania)

Sempre domenica 21 novembre 2021, ma alle 18 al museo Archeologico di Calatia a Maddaloni, nell’ambito della rassegna “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte”, per il ciclo A-Solo, è in programma il concerto solista del clarinettista Han Kim, che eseguirà brani di Igor Stravinsky, Bela Kovacs, Bruno Mantovani, Isang Yun e Jörg Widmann. Ingresso: Intero 6 euro; Ridotto 3 euro (per giovani fino a 30 anni).

Il clarinettista Han Kim (foto autunno musicale)

Ventiduenne di origine coreana, Han Kim ha iniziato lo studio del clarinetto all’età di dieci anni e, sin dal suo primo recital, il cui videoclip ha ottenuto 5 milioni di visualizzazioni, è unanimemente riconosciuto come un “prodigio del clarinetto”. Si è laureato all’Eton College e alla Guildhall School of Music and Drama di Londra e attualmente si perfeziona alla Musikhochschule di Lubecca. Nel 2019 vince la 68.ma edizione del concorso internazionale di Musica Ard di Monaco di Baviera, ottenendo anche il premio speciale Henle-Urtext e quello del Pubblico per la migliore esecuzione del Concerto di Elliott Carter con la Münchner Rundfunkorchester. Precedentemente si era già affermato in altre importanti competizioni internazionali. Ha tenuto concerti per importanti festival, ha suonato da solista con varie orchestre ed ha partecipato a programmi di musica da camera. Clarinetto solista dell’Orchestra Sinfonica della Radio Finlandese, è spesso invitato a ricoprire tale ruolo in altre importanti orchestre come la London Symphony Orchestra e l’Orchestre National de France.

All’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea l’archeologo subacqueo Salvatore Agizza presenta il nuovo brand editoriale iMediterranei: un magazine, una trasmissione televisiva in onda su Canale 21, un sito web sempre aggiornato e tre canali social per la condivisione dei contenuti multimediali. E alla XXIII Borsa di Paestum iMediterranei protagonisti alla conferenza sul Turismo subacqueo

All’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologia di Licodia Eubea l’archeologo subacqueo Salvatore Agizza dialoga con Alessandra Cilio, direttore artistico (foto graziano tavan)

Nasce iMediterranei, perché il Mare Nostrum è uno e molte cose allo stesso tempo: scoperte, viaggi, storia, letteratura, geografia, religione, archeologia, scienza, ricerca, clima, natura, cosmopolitismo. All’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct) il nuovo brand editoriale iMediterranei è stato presentato dal suo ideatore e promotore, l’archeologo subacqueo Salvatore Agizza, amministratore di Teichos Servizi e Tecnologie per l’Archeologia. Il progetto prevede un magazine diretto dalla giornalista Matilde Andolfo e distribuito da Guida Editori, una trasmissione televisiva in onda su Canale 21, un sito web (www.imediterranei.it) sempre aggiornato e tre canali social per la condivisione dei contenuti multimediali. “Il nostro sarà un viaggio nell’archeologia tra scoperte, mostre, eventi, lavoro, manager e comunità legate al mare. Di sotto e di sopra. Il Mediterraneo, testimone del nostro passato, può rappresentare oggi il motore per lo sviluppo dell’economia dei nostri territori”, scrive nell’editoriale all’interno del primo numero della rivista Salvatore Agizza. Esposizioni museali, forum, la tv e la Rete, con il magazine trimestrale saranno occasione per attivare interessi economici e culturali, partendo da Napoli, capitale del Mediterraneo.

“Il Mediterraneo è un crocevia antichissimo”, scrive Agizza. “Da millenni tutto vi confluisce, complicandone ed arricchendone la storia: bestie da soma, vetture, merci, navi, idee, religioni, modi di vivere. E anche le piante. Un crocevia, un mondo. Geografia umana, storia, antropologia. Con una Terra di sotto, il mare. E una Terra di sopra, le coste, le città, gli uomini. Ecco, noi vogliamo raccontare la Terra del mare e la Terra degli uomini. Nasce un brand editoriale, magazine, web, tv. Il nostro sarà un viaggio del mondo sotterraneo, tra città sommerse, reperti archeologici, antiche civiltà, affascinanti silenzi. E un viaggio al centro di un mondo esterno, fatto di comunità, lavoratori, offerte culturali, musei, competenze, futuro. Nasce iMediterranei, il racconto di mari, popoli, comunità. Nasce nella notte del mondo alle prese con la drammatica Pandemia. Nasce per esorcizzare angosce ed esaltare speranze. Nasce perché recuperare la memoria storica, proprio laggiù nel cuore del Mediterraneo sommerso, con la stratificazione di epoche, guerre, commerci, tragedie, vittorie, misteri, uomini e donne, dominatori e dominati, forse, può aiutarci a costruire un futuro diverso”.

La copertina del primo numero della rivista iMediterranei

“Parlano tutti, oggi, di un Mediterraneo di sangue con i migranti nuove vittime”, continua Agizza. “Ma il Mediterraneo, attraversato, sfruttato, raccontato, non è solo teatro di eventi negativi. È un mare che ha unito, è la grande autostrada dell’antichità, è il mare di Napoli, Istanbul, Alessandria d’Egitto, il Cairo, Gerusalemme, Tunisi, Barcellona, Atene, Venezia, Genova. Insomma, il mare che ha unito grandi città e grandi popoli. È il mare di ebrei, cristiani e mussulmani, caleidoscopio delle diversità che riesce a diventare unità originale. IMediterranei sarà tutto questo ed altro. Racconteremo il mare fra le Terre ma anche gli uomini che in quelle terre lavorano e si confrontano guardando al futuro. Daremo voce ad istituzioni, network culturali, associazioni, territori, competenze, ed innanzitutto giovani”.

È ufficiale: iMediterranei saranno media partner della I Conferenza mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo in programma venerdì 26 novembre 2021 dalle 14 alle 18 a Paestum (Salerno), al Tabacchificio Cafasso, nell’ambito della XXIII BMTA, Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico ideata e diretta da Ugo Picarelli e promossa insieme a Regione Campania, Città di Capaccio Paestum e al Parco Archeologico di Paestum & Velia. E in quell’occasione sarà presentato il secondo numero della rivista iMediterranei.

Il giorno dopo, nella giornata di sabato 27 novembre 2021, dalle 10 alle 12, si terrà anche la cerimonia di consegna dei riconoscimenti della prima edizione del Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa”, a cui sarà presente l’editore Salvatore Agizza con un estratto del documentario “Thalassa, il racconto”, nato dall’omonima esposizione sul Mediterraneo tenutasi al Mann (museo Archeologico nazionale di Napoli) tra il 2019 e il 2020. In quella stessa occasione sarà anche assegnata la targa in memoria di Claudio Mocchegiani Carpano alla migliore tesi di laurea sull’archeologia subacquea.

“Next generation culture. Tecnologie digitali e linguaggi immersivi per nuovi pubblici della cultura”: al Mann la presentazione del dodicesimo rapporto dell’Associazione Civita all’auditorium con Green Pass e in diretta su Zoom e Facebook

Locandina dell’evento al Mann “Next generation culture”, XII rapporto Civita

Musei sempre più digitali. E tecnologie che aprono nuovi sentieri della comunicazione. In coerenza con i propri asset  strategici, mercoledì 3 novembre 2021, alle 11, il museo Archeologico nazionale di Napoli ospiterà la presentazione del Dodicesimo Rapporto dell’Associazione Civita, “Next generation culture. Tecnologie digitali e linguaggi immersivi per nuovi pubblici della cultura”. L’evento, che si svolgerà nell’Auditorium del museo (partecipazione libera senza prenotazione, richiesto il Green Pass), sarà trasmesso in diretta su Zoom e Facebook. Nei mesi delle chiusure i media digitali hanno ripensato i modelli organizzativi dei musei e hanno valorizzato in modo innovativo i luoghi della cultura, facilitando un’accessibilità molto più ampia e inclusiva. Attraverso una collaborazione tra aziende tecnologiche e operatori del settore sarà possibile implementare il processo già iniziato e comprendere su quali forme di innovazione investire affinché la cultura svolga un ruolo da protagonista nella creazione di una responsabilità sociale e nella proposta di una proposta di un modello di sviluppo sostenibile. Il Rapporto, pubblicato da Marsilio  Editori e realizzato grazie al sostegno di IGT, nasce dall’analisi coordinata dal Centro Studi dell’associazione Civita e condotta in collaborazione con ICOM Italia. Scopo del volume è divulgare l’indagine sulle relazioni tra settore culturale e tecnologie digitali. Lo studio, su molteplici livelli, indaga il punto di vista dei musei, dei pubblici e delle imprese. Le istituzioni museali, infatti, si sono dovute adeguare allo scenario imposto dalla pandemia, adottando strategie di innovazione digitale e ampliando l’accessibilità online delle proprie collezioni; i pubblici, ancora, hanno seguito nuove modalità di fruizione culturale; le imprese, infine, hanno contribuito attivamente al processo di digital transformation, fornendo soluzioni tecnologiche avanzate. Non ci si ferma qui: la sfida è elaborare proposte e progetti originali, capaci di ampliare ancora l’audience museale. L’incontro sarà anche un’occasione di riflessione sulle nuove professionalità emergenti in ambito culturale, sul ruolo svolto dai giovani impegnati nella mission del PNRR e sulle relazioni tra persone e luoghi della cultura. Dopo i saluti di Paolo Giulierini (direttore Mann), interverranno Adele Maresca Compagna (presidente di ICOM Italia), Alfredo Valeri (responsabile ricerca Centro Studi Associazione Civita), Ludovico Solima (università della Campania “Luigi Vanvitelli”), Claudio Calveri (Digital Strategist DeRev), Rosanna Romano (direttore generale politiche culturali e turismo della Regione Campania), Paola Villani (università Suor Orsola Benincasa), Giusy Sica (founder think thank Re-generation Youth), Gabriele Granato (presidente associazione Fare Digitale) e Giuseppe Ariano (direttore comunicazione Scabec Spa). Simonetta Giordani (segretario generale Associazione Civita) modererà il dibattito.

Ercolano. Dopo il sold out de “Gli Ozi di Ercole. Materia e corpi tra antico e moderno” in presenza,  la rassegna diventa “Gli Ozi di Ercole on line”, una nuova serie di appuntamenti settimanali sui social del parco archeologico

Il manifesto de “Gli Ozi di Ercole” all’ingresso del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Grande successo per la rassegna “Gli Ozi di Ercole. Materia e corpi tra antico e moderno”. fortemente voluta dal direttore del parco archeologico di Ercolano Francesco Sirano e curata nella direzione da Gennaro Carillo: sold out per tutti i 10 incontri con 13 straordinari relatori. La rassegna è stata realizzata grazie al Piano di valorizzazione del MIC e con il supporto della Regione Campania. Dopo il sold out, grazie alle richieste della community dal 27 ottobre 2021 le lezioni-spettacolo si spostano sul web e diventano una nuova serie di appuntamenti sui canali social del Parco, dove incontrarsi per scambiare idee sui temi trattati ogni settimana. Gli Ozi di Ercole, dunque, diventano una nuova serie social, gli “Ozi di Ercole on line”, che con appuntamenti settimanali sui canali social ufficiali del parco archeologico di Ercolano (https://www.facebook.com/parcoarcheologicodiercolano) appunto dal 27 ottobre 2021 estenderanno alla community online la fruizione degli incontri tenutisi presso l’area archeologica consentendo a chi ci è stato di riviverli, approfondirli, ricordarli, e a tanti nuovi utenti la possibilità di confrontarsi con un ciclo di eventi che ha segnato un nuovo successo nell’offerta culturale del Parco. “La condivisione degli incontri sul web”, spiega il direttore Francesco Sirano, “è un’opportunità che permetterà di ampliare ulteriormente il nostro pubblico social ma anche la possibilità di riproporre l’offerta agli appassionati del Parco, potremo assaporare nuovamente le tematiche affrontate per prepararci al meglio per il ciclo di Ozi del prossimo anno”.

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, in un incontro de “Gli Ozi di Ercole” (foto paerco)

“Protagonista è stato innanzitutto il pubblico”, ha dichiarato Sirano nell’incontro conclusivo, con Alfonso Iaccarino e Marino Niola,  “che ha partecipato con costanza e straordinaria partecipazione per un mese e mezzo. Abbiamo fatto tutti insieme un viaggio alla scoperta di valori culturali che maieuticamente sono venuti alla nostra consapevolezza. Il successo ci conforta per annunciare il secondo ciclo della rassegna. Si è trattato di un’opera corale dove anche tutto lo staff del parco ha fatto la sua parte. Abbiamo nutrito gli occhi, lo spirito, la mente – conclude Sirano –, il nostro obiettivo è creare comunità e allargarla il più possibile”.

Gennaro Carillo, curatore della rassegna “Gli Ozi di Ercole” (foto paerco)

“Il risultato più lusinghiero è stata la coerenza tematica”, continua il curatore della rassegna Gennaro Carillo. “È come se un grande prisma fosse stato scomposto in dieci facce, ognuna delle quali dialogante con l’altra. Il salto di qualità è stato il ruolo assunto dal Parco archeologico di Ercolano quale ‘produttore’ e co-artefice del progetto. Il che rende auspicabile la continuità del ciclo, magari prevedendo un ampliamento ulteriore della platea”. Un bilancio estremamente positivo, che fa giustizia di troppi luoghi comuni sulla diseducazione del pubblico, per cui il ciclo ha evidenziato che la domanda di una proposta culturale alta e al tempo stesso fascinosa e non tediosa è fortissima. “Il successo del ciclo dimostra che si può arrischiare una proposta rigorosa, problematica e problematizzante, si possono mettere in discussione stereotipi o risalire alle origini della loro formazione, e insieme incontrare il favore del pubblico sempre molto partecipe e caloroso, mai passivo. Mi ha molto commosso, per esempio, che Edoardo Camurri, al suo arrivo, sia stato ringraziato da molti spettatori per aver alleviato, con le sue trasmissioni e il suo entusiasmo contagioso, i giorni più bui dell’emergenza pandemica. Ecco, tutto quanto significa riconoscenza e riconoscimento, da parte del Parco – termina Carillo -, nei confronti di un comparto, quello dello spettacolo, che è stato fra i più penalizzati e meno tutelati durante l’emergenza. Un piccolo segno, il nostro, che tuttavia rivendichiamo con orgoglio”.

Napoli. Nel giorno del 700mo anniversario dalla morte di Dante il museo Archeologico nazionale presenta la mostra “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Divina Commedia nelle Collezioni del Mann”: 56 reperti, in gran parte inediti; due sezioni espositive, tra mito e storia. Progetto di valorizzazione con un podcast dedicato

Locandina della mostra “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Divina Commedia nelle Collezioni del Mann” al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 29 ottobre 2021 al 10 gennaio 2022

Lo scorso marzo, in occasione del Dantedì 2021 e delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Alighieri, il museo Archeologico nazionale di Napoli aveva presentato in anteprima digitale, su Facebook ed Instagram, alcune opere dell’esposizione dedicata a “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Divina Commedia nelle Collezioni del Mann” (vedi Napoli. In occasione del Dantedì 2021 il museo Archeologico nazionale presenta on line della mostra “Divina Archeologia” (dal 14 settembre), mitologia e storia della Divina Commedia nelle collezioni del Mann. Giulierini: “Racconteremo Dante e il mondo classico. E anche il rapporto del nostro territorio con Virgilio e l’immaginario del Sommo Poeta” | archeologiavocidalpassato). “Annunciamo nel DanteDì  la data simbolica scelta  per l’inaugurazione della mostra, il 14 settembre 2021”, aveva spiegato il direttore Paolo Giulierini. Il 14 settembre 2021 la mostra “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Commedia di Dante nelle collezioni del MANN” non apre (sarà in programma al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 29 ottobre 2021 al 10 gennaio 2022: 56 reperti, di cui 40 selezionati dai depositi, manufatti in gran parte poco conosciuti al pubblico o inediti).  Ma in questa data emblematica, il direttore Paolo Giulierini traccia le linee guida dell’esposizione: “Perché Dante al museo Archeologico nazionale di Napoli?  Divina archeologia, che abbiamo voluto annunciare proprio in occasione del 14 settembre, data della morte del Sommo Poeta 700 anni fa, vuole essere un cammino dantesco originale e pieno di scoperte.

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L’affresco da Ercolano con Achille e il centauro Chirone, conservato al Mann (foto Giorgio Albano)

Dante, che fu a Napoli due volte come ambasciatore presso Carlo II d’Angiò, nella Commedia come in altre sue opere ci parla infatti di argomenti e personaggi  rappresentati  negli straordinari reperti del nostro Museo.  Da creature fantastiche, come Cerbero, Medusa, Eracle, Diomede, Ulisse, Teseo, Minosse, il Minotauro, le Arpie,  a personaggi storici, a partire da Virgilio, Cesare, Costantino, Traiano.  E su una volta del museo c’è anche lui, Dante. Tanti sono poi gli spunti per itinerari dedicati, a Napoli e in Campania, dalla tomba di Virgilio, ai Campi Flegrei, fino alla vicina piazza Dante, dalla facciata del duomo alla Biblioteca nazionale di Napoli che custodisce uno dei primi manoscritti della Commedia. La nostra narrazione è arricchita anche da  una serie di podcast che ci condurranno con i loro protagonisti all’interno e all’esterno del Mann”.

Monete conservate al Mann ed esposte nella mostra “Divina Archeologia” (foto mann)

napoli_unina_illuminated-dante-project_logoLa mostra, realizzata con il contributo della Regione Campania, si avvarrà della consulenza scientifica del dipartimento di Studi umanistici dell’università di Napoli “Federico II”, in particolare con il professore Gennaro Ferrante, responsabile scientifico dell’Illuminated Dante Project, e delle collaboratrici Fara Autiero e Serena Picarelli. Al team della “Federico II” sono affidate l’analisi e la scelta delle immagini tratte dai manoscritti medievali della Commedia: queste miniature saranno parte integrante del percorso espositivo, instaurando così un dialogo suggestivo tra il reperto classico ed il mondo al tempo di Dante.  Alighieri ed i suoi contemporanei, infatti, studiavano la classicità quasi esclusivamente grazie alle fonti letterarie e, per questo, l’esposizione creerà una saldatura ideale tra espressioni culturali diverse (vasi, statue, affreschi, monete) che hanno “tradotto”, con il proprio linguaggio, la fortuna millenaria della tradizione mitologica.

Vasi, recuperati dai depositi del Mann, con raffigurati miti ripresi da Dante (foto mann)

L’esposizione, che potremo ammirare nelle sale degli affreschi del Mann, sarà articolata in due sezioni: “I racconti del mito” e “I personaggi del mito e della storia”. Nella prima parte dell’allestimento, a cura di Valentina Cosentino (segreteria scientifica del museo), saranno illustrati cinque miti, legati a cinque personaggi significativi del poema dantesco: Achille, Teseo, Ercole, Enea, Ulisse. La seconda sezione sarà immaginata come una galleria di ritratti dei personaggi reali o fantastici che Dante incontra nel suo viaggio ultraterreno: quattro le “categorie” narrate, con mostri, dei, figure storiche, scrittori.

La presunta tomba di Virgilio a Piedigrotta (Napoli)
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La giornalista e scrittrice Cinzia Dal Maso

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Il regista Andrea W. Castellanza

Un allestimento e non solo: il 14 settembre, su Spreaker e sulla pagina Facebook del Mann, viene lanciata la prima delle sei puntate della serie “Divina Archeologia podcast”, promossa dal museo Archeologico nazionale di Napoli e realizzata da Archeostorie e NW.Factory.media. Per questo podcast introduttivo, dedicato a Virgilio, ecco un suggestivo viaggio dal presunto sepolcro del poeta a Piedigrotta, giungendo al Lago D’Averno, a Castel dell’Ovo ed, infine, in un ricongiungimento ideale, alle sale del nostro Istituto: musica e parole in un percorso che si svilupperà in altri cinque racconti, diffusi sulle piattaforme podcast e sui canali del Mann, a partire dall’inaugurazione della mostra. Sei puntate, dunque, che raccontano Dante guardandolo da lontano, dal punto di vista di quegli antichi che lui ha usato come metafore di umani vizi e virtù. Ogni puntata è un filo teso tra le epoche per cogliere continuità, connessioni, diversità, stravolgimenti. I brevi testi evocativi di Cinzia Dal Maso e Andrea W. Castellanza, interpretati da attori di vaglia, sono inseriti in un ambiente sonoro che, ideato e realizzato da Erica Magarelli e Francesco Sergnese con la regia di Paolo Righi, è esso stesso racconto. Il risultato è un vero e proprio “podcast narrativo” dove tutto, parole suoni e musiche, concorre armonicamente allo svolgersi del racconto. Divina Archeologia Podcast si ascolta sul sito web del Mann (www.mannapoli.it) e su tutte le piattaforme podcast.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra “Omero, Iliade. Le opere del MANN tra le pagine di Alessandro Baricco” che intreccia la rappresentazione iconografica di quindici reperti (databili tra VI e IV sec. a.C.) alla riscrittura del celebre autore torinese

L’invito alla presentazione della mostra “Omero. Iliade. Le opere del MANN tra le pagine di Alessandro Baricco”

Nelle sale della Farnesina al museo Archeologico nazionale di Napoli apre la mostra “Omero, Iliade. Le opere del MANN tra le pagine di Alessandro Baricco”, in programma dal 9 settembre 2021 al 10 gennaio 2022. Il percorso, presentato nelle sale della Farnesina, intreccia la rappresentazione iconografica di quindici reperti (databili tra VI e IV sec. a.C.) alla riscrittura del celebre autore torinese. La mostra, curata da Marialucia Giacco (funzionario archeologo del MANN/ Responsabile Ufficio Mostre Italia-Estero), è inserita nel progetto universitario “Obvia- Out of bondaries, viral art dissemination” e rientra in un più ampio quadro di collaborazione culturale con Regione Campania, Comune di Procida e Procida Capitale della Cultura-2022.

I poemi omerici ebbero grande fortuna sulla pittura vascolare antica (foto valentina cosentino)

Cinque le sezioni per definire il suggestivo dialogo tra diverse forme d’arte: 1. Omero, Iliade: un’epopea umana; 2. il racconto della guerra; 3. le donne di Omero; 4. la morte di Patroclo e il ritorno di Achille in battaglia; 5. l’ultima notte di Troia. Nelle sale della Farnesina, nei giorni scorsi allestitori e archeologi sono stati a lavoro per presentare al pubblico gli antichi manufatti che, spesso poco noti, rappresentano un interessante spaccato sulla fortuna dei poemi omerici nella decorazione vascolare antica.

Il busto di Omero in marmo pentelico della Collezione Farnese del MANN (foto Valentina Cosentino

Apre l’allestimento l’opera simbolo della mostra il busto di Omero in marmo pentelico (Collezione Farnese, II sec. d.C.) che, nei primi giorni di programmazione della mostra (9-11 settembre), compie un “viaggio simbolico” per essere esposto nella Cappelletta di Terra Murata a Procida in occasione della rassegna MARetica: un trait d’union per valorizzare cultura e patrimonio del Mediterraneo, in un ideale avvicinamento a “Procida Capitale della Cultura- 2022”.