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Napoli. Nel giorno del 700mo anniversario dalla morte di Dante il museo Archeologico nazionale presenta la mostra “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Divina Commedia nelle Collezioni del Mann”: 56 reperti, in gran parte inediti; due sezioni espositive, tra mito e storia. Progetto di valorizzazione con un podcast dedicato

Locandina della mostra “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Divina Commedia nelle Collezioni del Mann” al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 29 ottobre 2021 al 10 gennaio 2022

Lo scorso marzo, in occasione del Dantedì 2021 e delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Alighieri, il museo Archeologico nazionale di Napoli aveva presentato in anteprima digitale, su Facebook ed Instagram, alcune opere dell’esposizione dedicata a “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Divina Commedia nelle Collezioni del Mann” (vedi Napoli. In occasione del Dantedì 2021 il museo Archeologico nazionale presenta on line della mostra “Divina Archeologia” (dal 14 settembre), mitologia e storia della Divina Commedia nelle collezioni del Mann. Giulierini: “Racconteremo Dante e il mondo classico. E anche il rapporto del nostro territorio con Virgilio e l’immaginario del Sommo Poeta” | archeologiavocidalpassato). “Annunciamo nel DanteDì  la data simbolica scelta  per l’inaugurazione della mostra, il 14 settembre 2021”, aveva spiegato il direttore Paolo Giulierini. Il 14 settembre 2021 la mostra “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Commedia di Dante nelle collezioni del MANN” non apre (sarà in programma al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 29 ottobre 2021 al 10 gennaio 2022: 56 reperti, di cui 40 selezionati dai depositi, manufatti in gran parte poco conosciuti al pubblico o inediti).  Ma in questa data emblematica, il direttore Paolo Giulierini traccia le linee guida dell’esposizione: “Perché Dante al museo Archeologico nazionale di Napoli?  Divina archeologia, che abbiamo voluto annunciare proprio in occasione del 14 settembre, data della morte del Sommo Poeta 700 anni fa, vuole essere un cammino dantesco originale e pieno di scoperte.

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L’affresco da Ercolano con Achille e il centauro Chirone, conservato al Mann (foto Giorgio Albano)

Dante, che fu a Napoli due volte come ambasciatore presso Carlo II d’Angiò, nella Commedia come in altre sue opere ci parla infatti di argomenti e personaggi  rappresentati  negli straordinari reperti del nostro Museo.  Da creature fantastiche, come Cerbero, Medusa, Eracle, Diomede, Ulisse, Teseo, Minosse, il Minotauro, le Arpie,  a personaggi storici, a partire da Virgilio, Cesare, Costantino, Traiano.  E su una volta del museo c’è anche lui, Dante. Tanti sono poi gli spunti per itinerari dedicati, a Napoli e in Campania, dalla tomba di Virgilio, ai Campi Flegrei, fino alla vicina piazza Dante, dalla facciata del duomo alla Biblioteca nazionale di Napoli che custodisce uno dei primi manoscritti della Commedia. La nostra narrazione è arricchita anche da  una serie di podcast che ci condurranno con i loro protagonisti all’interno e all’esterno del Mann”.

Monete conservate al Mann ed esposte nella mostra “Divina Archeologia” (foto mann)

napoli_unina_illuminated-dante-project_logoLa mostra, realizzata con il contributo della Regione Campania, si avvarrà della consulenza scientifica del dipartimento di Studi umanistici dell’università di Napoli “Federico II”, in particolare con il professore Gennaro Ferrante, responsabile scientifico dell’Illuminated Dante Project, e delle collaboratrici Fara Autiero e Serena Picarelli. Al team della “Federico II” sono affidate l’analisi e la scelta delle immagini tratte dai manoscritti medievali della Commedia: queste miniature saranno parte integrante del percorso espositivo, instaurando così un dialogo suggestivo tra il reperto classico ed il mondo al tempo di Dante.  Alighieri ed i suoi contemporanei, infatti, studiavano la classicità quasi esclusivamente grazie alle fonti letterarie e, per questo, l’esposizione creerà una saldatura ideale tra espressioni culturali diverse (vasi, statue, affreschi, monete) che hanno “tradotto”, con il proprio linguaggio, la fortuna millenaria della tradizione mitologica.

Vasi, recuperati dai depositi del Mann, con raffigurati miti ripresi da Dante (foto mann)

L’esposizione, che potremo ammirare nelle sale degli affreschi del Mann, sarà articolata in due sezioni: “I racconti del mito” e “I personaggi del mito e della storia”. Nella prima parte dell’allestimento, a cura di Valentina Cosentino (segreteria scientifica del museo), saranno illustrati cinque miti, legati a cinque personaggi significativi del poema dantesco: Achille, Teseo, Ercole, Enea, Ulisse. La seconda sezione sarà immaginata come una galleria di ritratti dei personaggi reali o fantastici che Dante incontra nel suo viaggio ultraterreno: quattro le “categorie” narrate, con mostri, dei, figure storiche, scrittori.

La presunta tomba di Virgilio a Piedigrotta (Napoli)
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La giornalista e scrittrice Cinzia Dal Maso

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Il regista Andrea W. Castellanza

Un allestimento e non solo: il 14 settembre, su Spreaker e sulla pagina Facebook del Mann, viene lanciata la prima delle sei puntate della serie “Divina Archeologia podcast”, promossa dal museo Archeologico nazionale di Napoli e realizzata da Archeostorie e NW.Factory.media. Per questo podcast introduttivo, dedicato a Virgilio, ecco un suggestivo viaggio dal presunto sepolcro del poeta a Piedigrotta, giungendo al Lago D’Averno, a Castel dell’Ovo ed, infine, in un ricongiungimento ideale, alle sale del nostro Istituto: musica e parole in un percorso che si svilupperà in altri cinque racconti, diffusi sulle piattaforme podcast e sui canali del Mann, a partire dall’inaugurazione della mostra. Sei puntate, dunque, che raccontano Dante guardandolo da lontano, dal punto di vista di quegli antichi che lui ha usato come metafore di umani vizi e virtù. Ogni puntata è un filo teso tra le epoche per cogliere continuità, connessioni, diversità, stravolgimenti. I brevi testi evocativi di Cinzia Dal Maso e Andrea W. Castellanza, interpretati da attori di vaglia, sono inseriti in un ambiente sonoro che, ideato e realizzato da Erica Magarelli e Francesco Sergnese con la regia di Paolo Righi, è esso stesso racconto. Il risultato è un vero e proprio “podcast narrativo” dove tutto, parole suoni e musiche, concorre armonicamente allo svolgersi del racconto. Divina Archeologia Podcast si ascolta sul sito web del Mann (www.mannapoli.it) e su tutte le piattaforme podcast.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra “Omero, Iliade. Le opere del MANN tra le pagine di Alessandro Baricco” che intreccia la rappresentazione iconografica di quindici reperti (databili tra VI e IV sec. a.C.) alla riscrittura del celebre autore torinese

L’invito alla presentazione della mostra “Omero. Iliade. Le opere del MANN tra le pagine di Alessandro Baricco”

Nelle sale della Farnesina al museo Archeologico nazionale di Napoli apre la mostra “Omero, Iliade. Le opere del MANN tra le pagine di Alessandro Baricco”, in programma dal 9 settembre 2021 al 10 gennaio 2022. Il percorso, presentato nelle sale della Farnesina, intreccia la rappresentazione iconografica di quindici reperti (databili tra VI e IV sec. a.C.) alla riscrittura del celebre autore torinese. La mostra, curata da Marialucia Giacco (funzionario archeologo del MANN/ Responsabile Ufficio Mostre Italia-Estero), è inserita nel progetto universitario “Obvia- Out of bondaries, viral art dissemination” e rientra in un più ampio quadro di collaborazione culturale con Regione Campania, Comune di Procida e Procida Capitale della Cultura-2022.

I poemi omerici ebbero grande fortuna sulla pittura vascolare antica (foto valentina cosentino)

Cinque le sezioni per definire il suggestivo dialogo tra diverse forme d’arte: 1. Omero, Iliade: un’epopea umana; 2. il racconto della guerra; 3. le donne di Omero; 4. la morte di Patroclo e il ritorno di Achille in battaglia; 5. l’ultima notte di Troia. Nelle sale della Farnesina, nei giorni scorsi allestitori e archeologi sono stati a lavoro per presentare al pubblico gli antichi manufatti che, spesso poco noti, rappresentano un interessante spaccato sulla fortuna dei poemi omerici nella decorazione vascolare antica.

Il busto di Omero in marmo pentelico della Collezione Farnese del MANN (foto Valentina Cosentino

Apre l’allestimento l’opera simbolo della mostra il busto di Omero in marmo pentelico (Collezione Farnese, II sec. d.C.) che, nei primi giorni di programmazione della mostra (9-11 settembre), compie un “viaggio simbolico” per essere esposto nella Cappelletta di Terra Murata a Procida in occasione della rassegna MARetica: un trait d’union per valorizzare cultura e patrimonio del Mediterraneo, in un ideale avvicinamento a “Procida Capitale della Cultura- 2022”.

Ercolano. Al via “Gli ozi di Ercole. Materia e corpi tra antico e moderno”, dieci lezioni-spettacolo, spunto per una riflessione più ampia su desiderio e appetito, anzi appetiti, in un andirivieni costante tra antico e moderno e un’attenzione peculiare riservata all’eros. Ecco tutto il programma

Locandina de “Gli ozi di Ercole”, dieci lezioni spettacolo a Ercolano tra il 9 settembre e il 16 ottobre 2021

L’antichista Laura Pepe, che parlerà del modo in cui mangiavano gli antichi e in particolare delle rappresentazioni del cibo (su tutte, quella di Petronio nel Satyricon), cui farà da contrappunto la lettura scenica di Anna Bonaiuto, tra le interpreti più raffinate e colte del panorama attuale, apre giovedì 9 settembre 2021 al parco archeologico di Ercolano il ciclo di dieci lezioni-spettacolo “Gli ozi di Ercole. Materia e corpi tra antico e moderno”, dal 9 settembre al 16 ottobre 2021, fortemente voluto dal direttore del parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano, che ne ha affidato la cura a Gennaro Carillo, e reso possibile con il finanziamento dello Stato Italiano e della Regione Campania, nell’ambito del POC Campania 2014-2020. Ingresso libero fino a esaurimento posti con prenotazione obbligatoria. Per info, prenotare e scoprire il programma: www.gliozidiercole.it – tel 3929851289 – email: gliozidiercole@gmail.com. L’accesso ai singoli incontri sarà vincolato al rispetto delle norme anti-covid vigenti. Motivo conduttore del ciclo – corollario di due mostre importanti promosse dal Parco, rispettivamente dedicate ai legni e al cibo – sarà la cultura materiale, indagata nei suoi aspetti antropologici, storici, filosofici e soprattutto come elemento costitutivo dell’immaginario occidentale. Il tema della materia e del corpo offrirà lo spunto per una riflessione più ampia sulla questione del desiderio e dell’appetito, anzi degli appetiti, in un andirivieni costante tra antico e moderno e un’attenzione peculiare riservata all’eros.

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Il nodo di Ercole, nuovo logo del parco archeologico di Ercolano

Il sistema di valori alla base della nuova identità visiva del Parco Archeologico di Ercolano ispira le diverse attività di valorizzazione promosse nel corso del 2021, dando spunto anche alla rassegna “Gli ozi di Ercole. Materia e corpi tra antico e moderno”.  Il mito e la storia, il passato e il futuro, la ricerca e la valorizzazione, il territorio e la città antica sono uniti simbolicamente nel segno del nodo di Ercole e trovano, ad esempio, concreta espressione nel racconto proposto ai visitatori del Parco durante le passeggiate serali estive, che rappresentano una suggestiva occasione per scoprire il mito dell’eroe fondatore della città attraverso le immagini e i riferimenti che accompagnavano ogni giorno la vita quotidiana degli antichi Ercolanesi, ispirando loro valori di coraggio, resilienza e solidarietà, attuali allora come oggi. Anche le mostre in corso di allestimento sono accomunate dalla volontà di evidenziare i talenti passati e futuri di Ercolano, incentrate una sull’arte della lavorazione del legno e della creazione degli arredi, l’altra sul cibo e ai piaceri della tavola.

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Laura Pepe e Anna Bonaiuto a Ercolano (foto paerco)

Si inizia giovedì 9 settembre 2021, alle 20, al Parco Maiuri di Ercolano: Laura Pepe e Anna Bonaiuto con “Banchettare di uomini e dei. Dal bue di prometeo al cinghiale di Trimalcione”. Mangiare non è mai stato solo un bisogno primario che l’uomo condivide con il resto del vivente. Investito di valori simbolici, il cibo rinvia sempre a qualcos’altro. Ci sono dunque tanto un’erotica quanto una retorica e una politica del cibo, nel mondo antico come in quello moderno.

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Elisabetta Moro e Marino Niola a Ercolano (foto paerco)

Si prosegue sabato 11 settembre 2021, alle 20, alle terme maschili del parco archeologico di Ercolano con un viaggio tra antropologia e archeologia della dieta mediterranea, condotto da due specialisti come Marino Niola ed Elisabetta Moro, di cui è in libreria e in edicola il volume “Baciarsi” (Einaudi/La Repubblica). La dieta mediterranea ha una storia antica, anzi antichissima. Ripercorrerla, tra archeologia e antropologia, significa compiere un viaggio nella vita materiale di chi ci ha preceduto ma anche entrare nei territori del mito e del rito che di quella stessa vita sono componenti essenziali. Basi pensare soltanto al grano e a quanti numina, quanti dii agrestes, propiziassero ogni momento del suo ciclo.

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Gennaro Rispoli e Francesco Sirano a Ercolano (foto paerco)

Sabato 18 settembre 2021, alle 20, alle terme maschili del parco archeologico di Ercolano, “Scaricare il peso della natura. Sulle deiezioni tra archeologia e scienza”. È il turno di un duo d’eccezione, formatosi per l’occasione: Francesco Sirano, archeologo e direttore del Parco, dialogherà con un chirurgo e storico della medicina, Gennaro Rispoli, sul più materico e corporale dei temi, le deiezioni, di cui Ercolano custodisce una testimonianza di formidabile valore. La città antica di Ercolano ci ha restituito un giacimento straordinario di materiale organico. È come se la vita – nella sua dimensione fisiologica, ‘bassa’, escrementizia – si fosse in qualche modo conservata sotto la lava, nel segno di quel nihil interit (niente perisce) caro a Ovidio. Far luce su questo mondo fossile e fuori scena significa fare archeologia dei corpi, sani o malati che siano, ricavandone indizi per la storia naturale di una vitalissima città morta.

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Laura Pepe e Valentina Carnelutti a Ercolano (foto paerco)

Bis di Laura Pepe e Valentina Carnelutti, giovedì 23 settembre 2021, alle 20, alle terme maschili del parco archeologico di Ercolano, con “Dietro la porta chiusa. Eros tra Ercolano e Pompei”, un confronto col tema dell’eros, dei costumi e delle scostumatezze sessuali tra Ercolano e Pompei. Che succede dietro la porta chiusa? Cosa è lecito fare e cosa no, in un’alcova? Le delizie della vita coniugale o, più in generale, l’uso dei piaceri, oltre a essere una risorsa narrativa pressoché inesauribile, costituiscono materia di riflessione per l’etica antica e di disciplina minuziosa per una morale ancora capace di spiazzarci.

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Giovanni Bietti a Ercolano (foto paerco)

Si prosegue mercoledì 29 settembre 2021, alle 20, a Villa Campolieto (Ercolano) con uno dei pezzi forti del ciclo: Giovanni Bietti, musicologo, terrà una lezione/concerto sul barbaro appetito del don Giovanni di Mozart/Da Ponte, mito moderno per eccellenza e concentrato di desideri smodati, da quello sessuale a quello alimentare. Don Giovanni è un’iperbole. Eccede in tutto. Il suo appetito, a detta del servo Leporello, è barbaro. Questo perché don Giovanni non riconosce alcun dio al di sopra di sé che lo freni, contenendone con la paura le pulsioni, siano esse erotiche o alimentari. Mettere in musica questa dismisura – e questo desiderare a vuoto – è stato uno dei miracoli di Mozart.

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Corrado Bologna a Ercolano (foto paerco)

In continuità non solo cronologica, ma anche tematica, con don Giovanni, sabato 2 ottobre 2021, alle 11.30,  alle terme maschili del parco archeologico di Ercolano, sarà la lezione, sempre inedita, che Corrado Bologna dedicherà alle salsicce di Sancho e al tema del cibo nel “Chisciotte” di Cervantes (tenendo presente la lezione di Massimo Mila, che assimilava Sancho a Sganarello/Leporello, servitore di don Giovanni). La coppia don Chisciotte/Sancho Panza personifica la quintessenza del comico. Se Chisciotte è un hidalgo incline all’astrazione, magro come uno stecco e delirante dal senso comune per eccesso di letture, Sancho incarna – in tutti i sensi – il basso corporeo, la dimensione ventrale, macaronica, dell’esistenza, ma anche una concretissima saggezza pratica che lo apparenta al Bertoldo di Giulio Cesare Croce.

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Ivano Dionigi e Massimo Popolizio a Ercolano (foto paerco)

A Ercolano, poi, la città della Villa dei Papiri, culla della tradizione epicurea, non poteva mancare una lezione su Lucrezio: domenica 3 ottobre 2021, alle 11.30, alle terme maschili del parco archeologico di Ercolano, “Lucrezio: la natura senza veli”. La terrà uno specialista come Ivano Dionigi, al quale farà da contrappunto la voce attoriale straordinaria di Massimo Popolizio. Il desiderio e il piacere, temi cruciali sia del pensiero antico sia di quello moderno, saranno trattati in una lezione preziosa da una delle voci più fresche e innovative della scena filosofica europea, quella di Ilaria Gaspari. Con la sua biblioteca di opere di filosofia ellenistica, la Villa dei Papiri di Ercolano fu un tempio dell’epicureismo. Lucrezio, nel De rerum natura, si propose di addolcire l’amaro assenzio della filosofia epicurea col miele della poesia, sforzandosi di restituire in esametri latini un vocabolario tecnico greco di difficile, e talora impossibile, traduzione. Tutto il poema potrebbe valere come summa ed epigrafe di questo ciclo: ha per tema lo svelamento della natura, il disinganno e la purificazione dello sguardo, la liberazione del soggetto dalla paura e dalla superstizione. La riscoperta del poema nel 1417, a opera di Poggio Bracciolini, cambiò il corso del pensiero moderno, contribuendo in maniera decisiva alla crisi della coscienza europea. Da allora, non abbiamo smesso di fare i conti con Lucrezio.

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Ilaria Gaspari a Ercolano (foto paerco)

Giovedì 7 ottobre 2021, alle 18.30, a Villa Campolieto (Ercolano), Ilaria Gaspari in “I piaceri e i giorni, tra antico e moderno”. I piaceri, in particolare quelli del corpo, sono stati messi al bando dalla filosofia moderna. Non è toccata sorte migliore alla felicità. Desiderio, piacere e felicità – sebbene rigorosamente distinti – costituiscono invece il problema principale delle etiche antiche. Anzi, delle nostre scelte quotidiane (I piaceri e i giorni è il titolo che Proust diede a una sua raccolta di poesie e prose antecedente alla Recherche). Ce ne parla Ilaria Gaspari, capace come pochi di fare filosofia raccontandosi e mettendosi in gioco.

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Edoardo Camurri a Ercolano (foto paerco)

Sabato 9 ottobre 2021, alle 11.30, alle terme maschili del parco archeologico di Ercolano, “Le porte della percezione”: si continua con una lezione/spettacolo sul tema delle porte, metafora del passaggio al di là e della percezione di altri mondi: di scena una voce assai nota di Radio 3 e un volto diventato molto famoso durante i lunghi mesi di confinamento che abbiamo vissuto: Edoardo Camurri.  Che succede dietro la porta chiusa? Cosa è lecito fare e cosa no, in un’alcova? Le delizie della vita coniugale o, più in generale, l’uso dei piaceri, oltre a essere una risorsa narrativa pressoché inesauribile, costituiscono materia di riflessione per l’etica antica e di disciplina minuziosa per una morale ancora capace di spiazzarci.

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Alfonso Iaccarino, Marino Niola e Edoardo Camurri a Ercolano (foto paerco)

Gran finale sabato 16 ottobre 2021, alle 11.30, al Parco Maiuri di Ercolano, “Lo chef stellato sopra di me. Critica della ragion cuoca”: incontro che fin dal titolo (Critica della ragion cuoca) si propone di mettere in questione l’eccesso retorico che accompagna il cibo e le sue rappresentazioni: Edoardo Camurri e Marino Niola dialogheranno con un’autorità indiscussa della cucina mondiale, come Alfonso Iaccarino. Oggi il cibo, come in un incubo platonico, ha conquistato una sorta di egemonia nel discorso pubblico. Si cucina di continuo e altrettanto ininterrottamente si parla di cucina. Ormai i cuochi non si limitano a cucinare ma officiano un culto, sacerdoti di una religione misterica. E al ristorante la rappresentazione del cibo conta molto di più di quello che effettivamente si mangia, a volte assai poco…

Parco archeologico di Pompei. Dal 3 settembre visite teatralizzate e musica a Stabia, Oplontis e Boscoreale con il programma “Campania by night: rivivi l’arte di notte”. Nuove visite guidate a tema a Pompei

Campania by night: rivivere l’arte di notte al parco archeologico di Pompei. Dal 3 settembre 2021 nei siti del parco archeologico di Pompei (Villa Arianna e Villa San Marco a Stabia, Villa di Poppea a Oplontis e Villa Regina a Boscoreale e il museo Archeologico di Stabiae “Libero D’Orsi”) prendono il via gli appuntamenti serali del Campania by night, progetto di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale promosso dalla Regione Campania, ideato e curato dalla Scabec. Per partecipare alle visite guidate è necessario acquistare biglietto su  https://www.ticketone.it/eventseries/campania-by-night-serali-scabec-2976371/, non sarà disponibile biglietteria in loco, tranne che per le serate a Oplontis; nei giorni precedenti agli eventi sarà possibile acquistare i biglietti presso le biglietterie del  sito di Pompei e di Oplontis. È obbligatorio presentarsi 20 minuti prima dell’inizio del proprio turno di visita. Info su www.campaniabynight.it. Sarà possibile partecipare agli eventi in programma solo se si è in possesso di una Certificazione verde Covid-19 (Green Pass) che attesti di aver fatto almeno una dose di vaccino oppure essere risultati negativi a un tampone molecolare o rapido nelle ultime 48 ore, o di essere guariti da Covid-19. Campania By Night è programmato e finanziato dalla Regione Campana attraverso Scabec SpA con fondi POC (Programma operativo Complementare) 2014-2020, organizzato in collaborazione con il parco archeologico di Pompei.

L’ampio giardino porticato di villa San Marco a Stabia, ombreggiato da quattro file di platani che ripetono la posizione di originari platani antichi (foto parco archeologico di Pompei)

A Stabia, sono in programma quattro appuntamenti a cura di Casa del Contemporaneo / Le Nuvole: venerdì 3 e sabato 4 settembre 2021 a Villa San Marco visita teatralizzata “Stabiae Liberata – Libero Sopra”, dedicata alla figura di Libero D’Orsi. A partire dalla storia personale del celebre preside di Castellammare appassionato sin da bambino al mondo dell’archeologia, fino alla sua riscoperta di Stabiae. Gli anni della scuola, l’eruzione del 1906, i soccorsi agli sfollati, il suo percorso di formazione, il “perdersi” e il suo peregrinare per vent’anni di scuola in scuola in giro per l’Italia e il suo “ritrovarsi” con il ritorno a Stabia e il compimento del suo destino, della sua impresa. Sono previsti tre turni di visita alle 20, 21 e 22.

L’affresco di Arianna e Teseo che ha dato il nome alla Villa Arianna di Stabia (foto parco archeologico di Pompei)

Venerdì 10 e sabato 11 settembre 2021 sarà invece la volta di Villa Arianna con la visita teatralizzata “Stabiae Liberata – Libero Sotto”. Lo spettacolo sarà incentrato sull’uomo Libero D’Orsi più che sulle sue vicende: l’uomo di lettere e filosofia quale era il D’Orsi. Il tema stesso della villa, il mito di Arianna e il Labirinto ci daranno la chiave di lettura del suo destino, saranno lo specchio che riflette sotto altra luce la sua storia, svelando così la poesia preziosamente racchiusa nella sua anima, spirito guida della sua esistenza. Sono previsti tre turni di visita: alle 20, 21 e 22.

La villa di Poppea by night a Oplontis (Torre Annunziata) (foto parco archeologico di Pompei)

A Oplontis (Torre Annunziata), dal 5 settembre 2021 e per i due sabato successivi (11 e 18 settembre 2021) visita guidata alla Villa di Poppea  “Le memorie di Oplontis” , con l’ausilio di app, smartphone e QR codes a cura di ShowLabs. I visitatori saranno accompagnati da un esperto Cicerone all’interno della maestosa villa, attribuita alla seconda moglie di Nerone. Ma, come per ogni viaggio nel tempo che si rispetti, ci sarà bisogno di una macchina del tempo supportata dalle moderne tecnologie: un’applicazione che funge da mappa in questa immensa e labirintica Villa. Sono previsti tre turni di visita: alle 20, 21 e 22. Per questo evento è necessario disporre di uno smartphone con connessione a internet e con un QR reader.

Veduta d’insieme di Villa Regina a Boscoreale, illuminata per le visite notturne (foto cesare abbate)

Visite alla Villa Regina di Boscoreale e a seguire il concerto di Giuseppe Di Capua con Marina Bruno e Peppe Lapusata a partire da domenica 12 settembre 2021, e i successivi 19 e 26 settembre 2021. Dopo la visita a cura di un archeologo all’antica fattoria romana tra gli ambienti dedicati alla trasformazione dei prodotti agricoli, con particolare predilezione per la vinificazione, ed alla loro conservazione, un’immersione nella musica napoletana ricca di teatralità e dalle melodie indimenticabili con Partenoplay. Sono previsti tre turni di visita: alle 20, 21 e 22.

Visite serali anche al museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” nella Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia (foto Francesco Squeglia)

1, 2, 8, 9 ottobre al museo Archeologico di Stabiae “Libero D’Orsi” visite teatralizzate dal titolo “Storie di uomini”, con attori che racconteranno e interpreteranno  le storie degli uomini che hanno abitato le ville di età romana dell’antica Stabiae, mediante le testimonianze scritte e le  suggestioni  dei reperti esposti lungo il percorso di visita. Il Museo custodisce numerosi reperti, alcuni mai esposti prima in Italia, tra affreschi, pavimenti in opus sectile, stucchi, sculture, terrecotte, vasellame da mensa, oggetti in bronzo e in ferro, in parte già ospitati nell’Antiquarium stabiano, allestito nel centro cittadino da Libero d’Orsi e chiuso al pubblico dal 1997.

A Pompei le passeggiate notturne interessano uno dei luoghi più monumentali del sito, l’area del Foro

A settembre aperture serali anche a Pompei nelle seguenti date: il 3 e 4, 10 e 11, 25 settembre 2021 (Giornata Europea del Patrimonio). L’offerta prevede: accesso all’area del Foro al costo di ingresso di 5 euro (+1,50 euro prevendita on-line; riduzioni e gratuità come da normativa). Sarà possibile accedere dall’ingresso da Porta Marina all’area del Foro, uno dei luoghi più monumentali del sito, cuore della vita politica, religiosa ed economica della città antica, con i principali monumenti della vita pubblica, il Tempio di Giove, il Macellum, il Tempio di Apollo, la Basilica e con uscita dal tempio di Venere, dal quale sarà possibile accedere all’Antiquarium, di recente inaugurato nel suo rinnovato allestimento. Visite accompagnate sul tema della donna nell’antichità Costo di 5 euro (+ 1,50 euro di prevendita on-line). Gruppi di massimo 20 persone. Prenotazione consigliata sul sito ticketone.it. Sarà possibile prenotare una visita della durata di 45 minuti dell’area monumentale del Foro, a cura di Scabec, e dedicata al tema della donna, con particolare riferimento alle grandi figure femminili, come la sacerdotessa Eumachia dell’omonimo edificio sul Foro o la dea Fortuna del tempio vicino, ma anche sulla vita e le attività delle donne comuni. Visite straordinarie ai depositi/granai del Foro. Costo di 5 euro (+ 1,50 euro di prevendita on-line). Gruppi di massimo 10 persone. Prenotazione consigliata sul sito www.ticketone.it. Per chi è interessato ad effettuare entrambe le visite, sarà possibile acquistare la seconda visita presso la biglietteria di Pompei, salvo disponibilità di posti. L’accesso per i disabili è da Piazza Esedra con utilizzo dell’ascensore dell’Antiquarium, da segnalare al personale all’ingresso. Il programma dettagliato anche degli altri eventi estivi presso tutti i siti del Parco archeologico di Pompei, è disponibile al seguente link: http://pompeiisites.org/comunicati/estate-2021-programma-degli-eventi-serali-del-parco-archeologico-di-pompei/

Dal 6 agosto nei siti del parco archeologico di Pompei si entra col Green Pass. Tamponi rapidi gratuiti per i visitatori grazie a collaborazione tra Parco archeologico e Regione Campania

Al parco archeologico di Pompei turisti in sicurezza col Green Pass (foto parco archeologico di pompei)

icona-green-passDal 6 agosto 2021 per accedere ai siti del Parco archeologico di Pompei sarà necessaria esibire la certificazione verde covid / Green Pass (vaccino o certificato di tampone antigenico con esito negativo), in ottemperanza al decreto legge n. 105 del 23 luglio 2021. Nel pieno rispetto della normativa governativa e al fine di garantire la massima accoglienza di tutto il pubblico e facilitare l’accesso al sito di Pompei, il Parco Archeologico, in collaborazione con la Regione Campania – ASL 3 Napoli, attiva a partire dal 6 agosto 2021 una postazione all’ingresso di Piazza Anfiteatro, nei consueti orari d’ingresso al sito, per la somministrazione di tamponi antigenici rapidi con rilascio di relativa certificazione. Il servizio, che per ora si svolge in maniera sperimentale, è gratuito per i visitatori del sito. “In una situazione di emergenza globale come quella che stiamo vivendo, compito di chi gestisce un luogo della cultura deve essere di conciliare al meglio le esigenze di salute e sicurezza pubblica con la nostra missione di essere un luogo inclusivo, accessibile e aperto a tutti”, dichiara il direttore generale Gabriel Zuchtriegel. “In quest’ottica, abbiamo chiesto alla Regione Campania la possibilità di attivare un presidio per test rapidi gratuiti per i nostri visitatori. Si tratta per ora di una sperimentazione che monitoreremo con attenzione, ma tempi di crisi a volte richiedono risposte veloci e insolite. Ringrazio la Regione Campania e l’ASL Napoli 3 di aver prontamente accolto la nostra richiesta e i visitatori per la loro comprensione e collaborazione”.​ Per agevolare le modalità di controllo e accesso al sito, si invita a tenere a portata di mano la documentazione richiesta. Il personale preposto alle procedure di controllo degli accessi provvederà a controllare il “QR” in modalità digitale con l’applicazione prevista VerificaC19 (è ammesso anche il certificato in formato cartaceo) insieme al documento di riconoscimento del visitatore al fine di verificarne l’effettiva titolarità.

Ripartono il 6 agosto “I Venerdì di Ercolano”, percorsi serali guidati al parco archeologico di Ercolano, incentrati sulla figura di Ercole con proiezioni di alcuni dei capolavori di pittura provenienti dagli scavi del 1700 ad Ercolano e di suggestivi Tableaux Vivants

I suggestivi scorci dell’area archeologica di Ercolano illuminata per “I Venerdì di Ercolano” (foto paerco)

Il nodo di Ercole diventa spettacolo. La figura di Ercole diventa il protagonista dell’edizione 2021 de “I Venerdì di Ercolano”, i percorsi serali guidati al Parco Archeologico di Ercolano. Il 6 agosto 2021 ripartono infatti “I Venerdì di Ercolano”, le aperture serali del Parco Archeologico di Ercolano, realizzate nell’ambito del Piano di Valorizzazione 2021 del MIC e grazie alla collaborazione con la Regione Campania, inserite  nel calendario degli appuntamenti SCABEC di “Campania by night”. Si tratta di percorsi guidati nel sito illuminato artisticamente con proiezioni di alcuni dei capolavori di pittura provenienti dagli scavi del 1700 ad Ercolano e di suggestivi Tableaux Vivants, a cura di Teatri 35, che arricchiranno di ulteriori spunti culturali ed artistici  la visita.

Il direttore Francesco Sirano alla presentazione de “I Venerdì di Ercolano” edizione 2021 (foto paerco)

“Il Parco Archeologico”, interviene il direttore Francesco Sirano, “ripropone i Venerdì di Ercolano per dare il senso della ripresa, guidati sotto le stelle da Ercole, figura alla quale ci siamo ispirati per ila realizzazione della recente identità visiva del Parco. Questo evento si aggiunge agli altri, nella rete di collaborazioni e sinergie con gli Enti territoriali, è il caso del Comune e della Regione Campania. Le visite permetteranno al pubblico di trascorrere ore piacevoli e di fare una concreta esperienza di conoscenza intrattenendosi all’interno del Parco per un ulteriore assaggio di normalità verso la quale stiamo incamminandoci con grande impegno”.

I tableaux vivants dell’edizione 2021 sono tutti incentrati sulla figura di Ercole (foto paerco)

I temi figurativi selezionati per le proiezioni e per i tableaux vivants dell’edizione 2021 sono tutti incentrati sulla figura di Ercole, eroe che dà il nome alla città, secondo la tematica identitaria lanciata con la nuova identità visiva del Parco Archeologico di Ercolano. Le immagini sono presentate in una sequenza che, accompagnata dalla narrazione delle guide, suggerisce l’immenso fascino e la forza dell’esempio che il mito di Ercole ha sempre avuto nella storia, non solo romana, dalla nascita, alle fatiche e all’apoteosi tra gli Dei dell’Olimpo, che si potevano trovare raccontate ogni giorno nei luoghi privati e pubblici dell’antica Ercolano.

Locandina de “I Venerdì di Ercolano” dal 6 agosto al 25 settembre 2021

Ogni venerdì, dal 6 agosto al 25 settembre 2021, si terranno turni di visita a partire dalle 20, con partenze ogni 10 minuti, per un massimo di 18 visite per ciascuna serata. I gruppi saranno composti da 15 persone ciascuno per rispettare le norme di prevenzione anti Covid-19, con accesso dei visitatori esclusivamente dall’ingresso monumentale di corso Resina. Tutti i visitatori avranno l’obbligo di utilizzo delle mascherine dall’ingresso fino al termine della visita. Il personale che accompagnerà i gruppi avrà cura di verificare il corretto utilizzo dei dispositivi sanitari di protezione da parte dei visitatori lungo il percorso. Il prezzo del biglietto è di 5 euro intero, 2.50 euro ridotto per under 30 e over 65 e possessori Artecard, gratuito per gli under 18. I possessori dell’abbonamento “Un giorno un anno” avranno diritto all’ingresso gratuito ad una delle serate mediante prenotazione.

“I Venerdì di Ercolano”: visite guidate nell’apertura serale (foto paerco)

I biglietti saranno acquistabili fino alle 18 del giorno della visita sia on line, sul sito www.ticketone.it, sia presso la biglietteria del Parco Archeologico. I biglietti che risulteranno invenduti alle 18 saranno acquistabili fino ad esaurimento presso la biglietteria del Parco secondo l’ordine di arrivo all’ingresso di corso Resina. La prevendita è obbligatoria anche per i bambini /ragazzi che usufruiscono del biglietto gratuito, così come la prenotazione per gli abbonati. Sarà previsto almeno un gruppo con visita in lingua inglese per ciascuna serata. Considerato il ristretto numero di biglietti è vivamente consigliato, per non perdersi l’evento ed evitare assembramenti all’esterno degli scavi, di acquistare i biglietti on line sul sito www.ticketone.it (con commissione di prevendita di 1,50 euro).

L’illuminazione artistica dell’area archeologica ne “I Venerdì di Ercolano” (foto paerco)

L’evento si avvale del supporto del Comune di Ercolano. L’associazione nazionale Carabinieri di Ercolano collaborerà alle attività di controllo per garantire la sicurezza dei visitatori. Parcheggio presso la Scuola Rodinò (Via IV Novembre) e la Scuola Iovino Scotellaro (Traversa Via IV Novembre). Attenzione il Parcheggio comunale su Via dei Papiri Ercolanesi (nuovo ingresso scavi) sarà chiuso. Attenzione: I visitatori su sedia a rotelle possono prenotare la loro visita scrivendo con una settimana di anticipo a pa-erco@beniculturali.it, indicando giorno e orario della visita desiderati. I visitatori sono pregati di presentarsi all’ingresso di corso Resina almeno 10 minuti prima dell’inizio del proprio turno di visita. È consigliabile l’uso di scarpe basse e comode. Le serate estive si godono meglio proteggendo la pelle con lozioni contro le punture degli insetti. In caso di avverse condizioni meteo, gli eventi potrebbero essere annullati. Info su www.campaniabynight.it.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale apre il nuovo percorso “La Piana Campana, una terra senza confini” che è anche un laboratorio di ricerca sulla Campania antica. Anticipazioni sull’allestimento. Prima della presentazione, tavola rotonda in diretta on line sul progetto espositivo

Anteprima delle fasi di allestimento del nuovo percorso “La Piana Campana” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto livia pacera)

Archeologi e restauratori al lavoro, vetrine che riprendono vita, sguardi di pietra emersi da scaffali pieni di tesori: al museo Archeologico nazionale di Napoli prosegue il work in progress per l’allestimento delle sale dedicate a “La Piana Campana, una terra senza confini”. Ottocento reperti, nella maggior parte provenienti dai depositi e sottoposti ad interventi di restauro, saranno presentati venerdì 16 luglio 2021 alle 12: l’esposizione, che si collega al percorso di ricerca della mostra “Gli Etruschi e il MANN”, abbraccia un arco temporale tra l’Età del Bronzo ed il III sec. a.C. Il percorso espositivo “La Piana Campana. Una terra senza confini” sarà visitabile dal 16 luglio 2021. Si articola in due sale: la prima dedicata al territorio, la seconda incentrata sulle collezioni del museo Archeologico nazionale di Napoli.

Uno dei reperti recuperati dai depositi, studiati e restaurati per il nuovo percorso “La Piana Campana” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto livia pacera)

Non solo un nuovo itinerario di visita per l’offerta culturale del nostro istituto, ma anche un progetto inteso come laboratorio di ricerca permanente sulla Campania antica: il Mann si pone al centro di un itinerario condiviso con altre istituzioni, tra cui la direzione regionale musei della Campania, la Regione Campania, la soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio- SABAP del Comune di Napoli, la SABAP per l’area Metropolitana di Napoli, la SABAP di Caserta e Benevento, con cui sono stati sottoscritti due protocolli d’intesa, il parco archeologico dei Campi Flegrei; stabilita anche una rete scientifica con la Saint Mary’s University (Canada). Focus, dunque, su storia e cultura dell’area compresa tra la città di Napoli ed i confini con il Lazio: Carinaro, Gricignano, l’antica Cales, Capua e Cuma sono soltanto alcuni dei centri raccontati dal nuovo allestimento del Mann.

Anteprima delle fasi di allestimento del nuovo percorso “La Piana Campana” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto livia pacera)

Prima della presentazione venerdì 16 luglio 2021, dalle 9.45 in diretta Facebook sulla pagina istituzionale del Museo, sarà in programma una tavola rotonda con i rappresentanti delle istituzioni coinvolte, per approfondire le caratteristiche del progetto allestitivo, curato da Paolo Giulierini, Emanuela Santaniello e Mariateresa Operetto, con una prospettiva rivolta agli sviluppi futuri. Parteciperanno Paolo Giulierini (direttore del Mann), Rosanna Romano (direttore generale Politiche culturali e turismo della Regione Campania), Marta Ragozzino (direttore regionale Musei Campania), Luigi La Rocca (soprintendente SABAP per il Comune di Napoli), Teresa Elena Cinquantaquattro (soprintendente SABAP per l’Area Metropolitana di Napoli), Mario Pagano (soprintendente SABAP Caserta e Benevento) e Fabio Pagano (direttore parco archeologico dei Campi Flegrei). Prevista una lectio del prof. Stefano De Caro. L’organizzazione è di Electa. 

Dopo Venezia 77 e Sky Arte, anteprima a Napoli del film “Agalma” che ci conduce nel museo Archeologico nazionale di Napoli attraverso un racconto intimo in cui le opere d’arte del mondo antico si rivelano come materia viva

La locandina del film documentario “Agalma” di Doriana Monaco

Un vortice di attività ci conduce nel museo Archeologico nazionale di Napoli attraverso un racconto intimo in cui le opere d’arte del mondo antico si rivelano come materia viva. Il luogo dove l’umanità che ha creato un patrimonio inestimabile incontra l’umanità impegnata a preservarlo. È il film “Agalma”, vita al museo Archeologico nazionale di Napoli, film documentario scritto e diretto da Doriana Monaco con le voci di Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni, che dopo Venezia 77, dove era stato selezionaro per le Giornate degli Autori, e la prima visione domenica 28 febbraio 2021 su Sky Arte (Canali 120 e 400) e in streaming su NOW TV, dal 1° marzo 2021 disponibile on demand, approda lì dove tutto è cominciato: al museo Archeologico nazionale di Napoli. Lunedì 14 giugno 2021, alle 15, “Agalma”, film documentario scritto e diretto da Doriana Monaco, sarà proiettato in anteprima a Napoli nell’Auditorium del Mann. Dopo i saluti istituzionali di Rosanna Romano (direttore generale per le Politiche culturali e il turismo / Regione Campania), la proiezione si svolgerà alla presenza degli attori Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni; previsti gli interventi della regista Doriana Monaco e dei dipendenti del Museo.

Doriano Monaco regista del film documentario “Agalma” (foto Angelo Antolino)

Prodotto da Antonella Di Nocera (Parallelo 41 Produzioni) e Lorenzo Cioffi (Ladoc) con il museo Archeologico nazionale di Napoli diretto da Paolo Giulierini, produzione esecutiva di Lorenzo Cioffi e Armando Andria, con il contributo di Regione Campania e la collaborazione di Film Commission Regione Campania, il film è frutto  di tre anni di lavoro sulla quotidianità  di uno più importanti musei del mondo, che ha aperto le porte alla giovane regista allieva di FilmaP – Atelier di cinema del reale di Ponticelli.  Agalma è anche un omaggio al classico “Viaggio in Italia” di Roberto Rossellini: al centro del racconto c’è il rapporto segreto e sempre nuovo che nasce tra i visitatori e le meraviglie dell’antichità greco-romana, ma anche il respiro appassionato di chi pianifica ogni giorno la vita del Museo. Tutto fa emergere il Mann come un grande organismo produttivo, che rivela la sua natura di cantiere materiale e intellettuale (vedi Il film documentario di Doriana Monaco “Agalma”, vita al museo Archeologico nazionale di Napoli, in anteprima nella sala “Notti Veneziane – L’Isola degli Autori” alla 17.ma edizione delle Giornate degli Autori di Venezia 77 | archeologiavocidalpassato).

Napoli. Il museo Archeologico nazionale riapre il 28 aprile: si potrà finalmente visitare la grande mostra “Gladiatori”. Il direttore Giulierini: “Ci aspetta una nuova Primavera dell’Arte”

Il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, presenta la mostra “Gladiatori” (foto mann)

Il museo Archeologico nazionale di Napoli riapre al pubblico da mercoledì 28 aprile 2021. “La zona gialla consente al  museo Archeologico nazionale di Napoli  di riaprire e accogliere nei grandi spazi delle sue collezioni e nei giardini,  in assoluta sicurezza,  i visitatori e, tra questi, ci auguriamo tanti ragazzi con le loro famiglie”, interviene Paolo Giulierini, direttore del Mann. “Lo facciamo con l’imperdibile mostra Gladiatori,  che avevamo presentato per ora solo virtualmente, e con un messaggio che unisce quella storia e quei miti  a un presente, ancora complicato, ma pieno di speranze. Solo uniti vinceremo, perché solo mostrando tutti insieme responsabilità nei comportamenti, compattezza, solidarietà, con forza e onore risolleveremo la testa. Ci aspetta una nuova Primavera dell’Arte che restituirà la sua linfa al territorio e riporterà presto il mondo a godere della bellezza italiana. Vi aspettiamo”.

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La rivista “Archeologia Viva” di maggio-giugno in omaggio ai primi 50 visitatori del 28 aprile

Da mercoledì 28 aprile 2021 si potrà visitare il museo nelle modalità abituali (tutti i giorni dalle 9 alle 19.30; martedì riposo settimanale); sabato, domenica e festivi, l’accesso sarà consentito esclusivamente con la prenotazione, tramite i siti web coopculture.it, museoarcheologiconapoli.it e con l’app dedicata di Coopculture. I primi cinquanta visitatori, che saranno al Museo mercoledì 28, riceveranno in dono il numero di maggio/giugno 2021 della rivista “Archeologia Viva”, che dedica un ampio ed interessante approfondimento alla mostra “Gladiatori”. Il biglietto intero di ingresso al Mann costerà 10 euro (ridotto: 8 euro; giovani tra i 18 ed i 25 anni non compiuti: 2 euro); la card Openmann, che consente ingressi illimitati al Museo per 365 giorni dalla data di prima attivazione, avrà il prezzo di 15 euro per adulto, 30 per coppie (due adulti over 25 anni), 5 per Academy (studenti ed iscritti alle scuole di specializzazione senza limiti di età). I titolari di abbonamento in corso di validità recupereranno i mesi non fruiti a causa della chiusura del Museo.

La Sala della Meridiana al museo Archeologico nazionale di Napoli ospita la mostra “Gladiatori” (foto valentina cosentino)
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La locandina della mostra “Gladiatori” fino al 6 gennaio 2022 al museo Archeologico nazionale di Napoli

Attesa novità della riapertura è la grande esposizione “Gladiatori”, allestita e presentata in streaming durante il lockdown; cuore dell’allestimento sono centosessanta reperti che, nel Salone della Meridiana, risultano suggestivi tasselli di un affascinante viaggio di ricerca in sei sezioni: 1) Dal funerale degli eroi al duello per i defunti; 2) Le armi dei Gladiatori; 3) Dalla caccia mitica alle venationes; 4) Vita da Gladiatori; 5) Gli Anfiteatri della Campania; 6) I Gladiatori “da per tutto”.  Parte integrante dell’itinerario è la “settima sezione” tecnologica che, intitolata significativamente “Gladiatorimania” e concentrata nel Braccio Nuovo del Museo, costituisce un vero e proprio strumento didattico e divulgativo per rendere accessibili a tutti, adulti e ragazzi, i diversi temi della mostra. L’esposizione “Gladiatori” è stata promossa con il sostegno della Regione Campania ed avrà approfondimenti ad hoc nell’Ecosistema Digitale per la Cultura della Regione Campania  (https://cultura.regione.campania.it ); partner della mostra  è Intesa Sanpaolo. Durante i mesi di chiusura si è lavorato all’allestimento della personale di Danilo Ambrosino, con un’incursione nell’arte contemporanea che si lega simbolicamente al tema dei Gladiatori: nel percorso “Leib_il corpo vivente” (in calendario sino al 30 settembre), curato da Olga Scotto di Vettimo, sono presentati venti dipinti realizzati con smalto e foglia oro su dibond. Nell’analisi creativa sul corpo, svelato nelle diverse posizioni degli arti e nel contrasto tra gli scuri ed i bagliori aurei, possibile individuare un parallelismo ideale con le figure, gli allenamenti e la preparazione atletica degli antichi combattenti nelle arene.

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Al Mann la mostra a fumetti “Lucy. Sogno di un’evoluzione” di Tanino Liberatore (foto Mann)

Per chi non avesse ancora avuto modo di visitarla, da non perdere la mostra “Lucy. Sogno di un’evoluzione” del “Michelangelo del Fumetto”, Tanino Liberatore: l’allestimento, promosso in rete con COMICON nell’ambito del progetto universitario Obvia- Out of Boundaries Viral Art Dissemination, è realizzato nella Sezione Preistoria e Protostoria del Mann per raccontare, con disegni e schizzi, le lontanissime (e sempre vive) radici dell’umanità. 

Napoli. Ci siamo: al museo Archeologico nazionale vernice (on line) dell’attesa mostra “Gladiatori”, che sarà l’evento del 2021. Sarà visitabile alla riapertura del Mann. Centosessanta reperti raccontano l’affascinante mondo dei protagonisti delle arene con focus sugli anfiteatri campani. In più la sezione “Gladiatorimania”

Nel Salone della Meridiana del museo Archeologico nazionale di Napoli si lavora per ultimare l’allestimento della mostra “Gladiatori” (foto Mario Laporta / Kontrolab)
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Il 31 marzo 2021 presentazione on line della mostra “Gladiatori” al Mann

Sarà come essere in un anfiteatro a tifare per i propri beniamini giù nell’arena: i gladiatori. Lo spazio dei ludi gladiatorii non è il Colosseo ma il Salone della Meridiana del museo Archeologico nazionale di Napoli dove, dal 31 marzo 2021 al 6 gennaio 2022, è allestita l’attesa e pluriannunciata mostra “Gladiatori”. Doveva essere l’evento dell’anno 2020. Presentata alla grande in occasione di Tourisma 2020, la vernice di “Gladiatori” era prevista per l’8 aprile 2020 (vedi “Preistorici, Etruschi e Romani…il Mann si fa in tre”: a TourismA il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli presenta le novità del 2020: l’apertura della sezione Preistoria e Protostoria, e l’inaugurazione delle mostre su Etruschi e Gladiatori | archeologiavocidalpassato). Ma la pandemia ha stravolto tutto. E così “Gladiatori” sarà la mostra del 2021 (vedi Cosa porta il 2021. Fissata per l’8 marzo (11 mesi dopo le previsioni) la vernice della mostra-evento “I Gladiatori” al museo Archeologico nazionale di Napoli: anteprima sui social del Mann dei principali reperti esposti nelle sei sezioni | archeologiavocidalpassato). Inizialmente programmata per l’8 marzo 2021, col perdurare delle misure anti-covid, e le Regioni in fascia rossa, quindi con spostamenti limitati e musei chiusi, la vernice è stata fissata definitivamente per mercoledì 31 marzo 2021. On line, ovviamente. Con un impegno e una certezza: “Gladiatori” sarà visibile dalla riapertura del Mann (si spera il prima possibile). In attesa, nuove incursioni sulla mostra saranno offerte sui canali social del museo Archeologico nazionale di Napoli.

Equipaggiamento dei gladiatori in mostra al Mann (foto Mario Laporta / Kontrolab)
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“Gladiatorimania” è l’originale sezione aggiunta al Mann per la mostra “Gladiatori” (foto mann)

La mostra “Gladiatori” è stata promossa con il sostegno della Regione Campania e avrà approfondimenti ad hoc nell’Ecosistema Digitale per la Cultura della Regione Campania (https://cultura.regione.campania.it ) ; partner dell’esposizione è Intesa Sanpaolo. Il progetto scientifico dell’allestimento è a cura di Valeria Sampaolo (già conservatore al museo Archeologico nazionale di Napoli), mentre il coordinamento è di Laura Forte (responsabile Ufficio Mostre al Mann e Archivio Fotografico del Mann). “Gladiatori” è frutto di un’intensa rete scientifica interistituzionale: la prima tappa dell’allestimento è stata presentata all’Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig di Basilea in Svizzera, ed è nata dalla volontà di narrare la fortuna degli antichi spettacoli in tutte le aree dell’Impero Romano; al museo Archeologico nazionale di Napoli l’esposizione si arricchisce del focus sugli Anfiteatri Campani e, ancora, del taglio interattivo di “Gladiatorimania”.

Ultimi ritocchi per la mostra “Gladiatori” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mario Laporta / Kontrolab)

In questi giorni i preparativi al Mann proseguono a ritmo serrato. Tutto deve essere pronto per il 31 marzo, anche se per ora reziari, secutores, mirmilloni e traci rimarranno in un’arena silenziosa, senza il sostegno del pubblico. Cuore dell’allestimento sono centosessanta reperti che, nel Salone della Meridiana, risultano suggestivi tasselli di un affascinante viaggio di ricerca in sei sezioni: 1) Dal funerale degli eroi al duello per i defunti; 2) Le armi dei Gladiatori; 3) Dalla caccia mitica alle venationes; 4) Vita da Gladiatori; 5) Gli Anfiteatri della Campania; 6) I Gladiatori “da per tutto”.

La sezione “Gladiatorimania” è allestita nel Braccio Nuovo del Mann (foto mann)

Parte integrante dell’itinerario è la “settima sezione” tecnologica che, intitolata significativamente “Gladiatorimania” e concentrata nel Braccio Nuovo del Museo, costituisce un vero e proprio strumento didattico e divulgativo per rendere accessibili a tutti, adulti e ragazzi, i diversi temi della mostra.

Pulizie finali prima della vernice della mostra “Gladiatori” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mario Laporta / Kontrolab)

Tra le partnership prestigiose di “Gladiatori” non poteva mancare, naturalmente, il parco archeologico del Colosseo, che è unito al Mann da un protocollo d’intesa per valorizzare la comune programmazione culturale. “Gladiatori”, inoltre, conclude un percorso di ricerca che ha previsto la collaborazione con il parco archeologico di Pompei per la realizzazione di itinerari espositivi sui legami tra l’antica città vesuviana e gli Egizi, i Greci, gli Etruschi e Roma.

Dettaglio con il riquadro dei gladiatori del grande pavimento musivo di Augusta Raurica (foto Mann)
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La copertina del catalogo Electa della mostra “Gladiatori” al museo Archeologico nazionale di Napoli

L’esposizione “Gladiatori” è accompagnata da un catalogo edito da Electa. Il volume illustra le “macchine da guerra dell’antichità”, il cui mito perdura attraverso i secoli, attraverso gli oggetti, anche di uso quotidiano, che ne documentano la straordinaria popolarità. I saggi restituiscono la vita dei gladiatori, descrivendo, a esempio, le tecniche di combattimento, lo svolgimento degli spettacoli, che comprendevano diverse forme di caccia con tutte le specie di animali; ma anche le zone di provenienza, le abitudini alimentari e sociali, riflettendo così il lato umano dei lottatori. Nel volume sono inclusi sia aggiornamenti e novità sugli anfiteatri della Campania e sui rinvenimenti pompeiani, sia approfondimenti sulla diffusione di argomenti gladiatorii nella vita quotidiana dell’antichità. Il catalogo si conclude con la presentazione, per la prima volta in Italia dopo il recente restauro, del grande pavimento a mosaico da Augusta Raurica, nei pressi di Basilea, che dimostra come nessun angolo dell’impero fosse esente dal tifo per i gladiatori.