Aquileia (Ud). Con Tempora in Aquileia 2026 si rievocano le origini della città tra centro storico e aree archeologiche: 500 rievocatori, teatro del fuoco, falconeria, acrobazia aerea e tre giorni di storia vivente tra Celti e Romani

Aquileia si prepara a rivivere lo spirito delle origini della città con Tempora in Aquileia, la grande rievocazione storica organizzata dal Comune di Aquileia con il sostegno di ministero della Cultura, Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Aquileia. Da venerdì 19 a domenica 21 giugno 2026, il centro storico e le aree archeologiche della città patrimonio UNESCO si trasformeranno in un palcoscenico a cielo aperto per rivivere le origini di Aquileia, ai tempi della sua fondazione nel 181 a.C. Il tema di questa edizione è “La Fondazione della Città: il Sulcus Primigenius“: il solco primordiale che, secondo la tradizione romana, tracciava i confini sacri della città al momento della sua istituzione. Sullo sfondo storico dell’incursione del console Gaio Cassio Longino nei territori dei Galli Carni, oltre 500 rievocatori in costume daranno vita a battaglie, riti, cerimonie e spettacoli che coinvolgeranno il pubblico in un autentico viaggio nel tempo tra legionari romani e guerrieri celti.

La Cerimonia di Apertura: venerdì 19 giugno 2026. Il cuore delle novità di questa edizione è la cerimonia di apertura di venerdì 19 giugno, un evento spettacolare che darà il via ai festeggiamenti con una sequenza di momenti ad alto impatto scenico. Dopo l’apertura degli stand enogastronomici e delle tabernae alle 18, alle 21 si terrà la Cerimonia di Apertura ufficiale, seguita alle 21.45 dal Rito del Fuoco di Beleno, il dio celtico della luce e del sole, celebrato nel momento del Solstizio d’Estate. La notte si accenderà poi con lo spettacolo del fuoco di Opera Fiammae (ore 22.30): una performance rarefatta e visionaria di teatro del fuoco, performance visive e scenografie oniriche, diretta da Anton Lumi Bonura, professionista con vent’anni di esperienza nel teatro di strada. La cerimonia si chiuderà con la Festa Celtica, musiche e celebrazioni notturne.

Sabato 20 giugno 2026: dalla vita quotidiana al fragore della battaglia. Sabato 20 giugno è la giornata più ricca e articolata dell’intera manifestazione. Dalle 10.00 si apriranno i Campi Storici con le attività didattiche nei castra, dove legionari e guerrieri celti accoglieranno i visitatori per raccontare la vita quotidiana, le tecniche di combattimento e gli usi dell’epoca. Alle 10.30 prende il via la prima sessione di Arte Gladiatoria Techné, la dimostrazione didattica sull’evoluzione e il funzionamento degli armamenti, seguita alle 11.50 dalle Danze Antiche e, a mezzogiorno, dal primo spettacolo dei Joculatores, gli antichi intrattenitori di strada che animavano la vita pubblica e privata della Roma repubblicana. Il pomeriggio si aprirà alle 15 con la presentazione del fumetto “Torc spezzato”, alle 15.30 con il Captio Virginis, il solenne rito di iniziazione di una Vestale, e alle 16 con la Commedia Plautina, tra teatro e satira classica. Il momento rituale più atteso arriva alle 16.45 con il Rito del Sulcus Primigenius: la cerimonia che rievoca il tracciamento del solco sacro con cui i Romani fondavano le loro città, cuore narrativo di questa edizione. Alle 18 spazio alla falconeria con le popolazioni galliche e germaniche, seguita dal Simposio delle 18.30 e, alle 19.15, dall’Arena Gladiatoria con il Munus “Gli Inferi in Arena”, lo spettacolo di combattimento che porta in scena l’epica dei duelli tra gladiatori.
Con il calar della notte la tensione narrativa sale: alle 20.30 si terrà l’Assemblea dei Capi Gallici, il consiglio di guerra in cui i capi delle tribù decidono di resistere ai soprusi del Console Longino, seguita dal rito propiziatorio del Druido. Alle 21 tornano le Danze Antiche, poi alle 21.10 il momento più drammatico: l’In Mortem Vestalis, la cerimonia funebre della Vestale. La serata culminerà con lo scontro notturno tra le truppe celtiche e le legioni di Longino, uno spettacolo corale con centinaia di figuranti che chiuderà la serata in un crescendo di emozioni. La battaglia sarà preceduta dall’apparizione nei cieli del campo di battaglia da figure divine che scruteranno il tempo di Aquileia raccontandone il passato, moderando il presente e vaticinando il futuro: La scena sarà resa grazie una novità in assoluto di questa edizione 2026 grazie la performance di Nico Gattullo, danzatore acrobatico aereo di fama internazionale: sospeso a decine di metri di altezza su tessuti e corde, fonderà forza, eleganza e teatralità in un numero unico arricchito da effetti speciali. Alle 22.30 si scatena infine “L’Attacco dei Galli Carni”: lo scontro notturno tra le truppe celtiche e le legioni di Longino, uno spettacolo corale con centinaia di figuranti che chiuderà la serata in un crescendo di emozioni.

Domenica 21 giugno 2026: la diplomazia, il Senato e l’epilogo. La domenica, nel segno del Solstizio d’Estate, si apre con lo stesso ritmo della giornata precedente: dalle 10.00 i Campi Storici accolgono nuovamente il pubblico per le attività didattiche, mentre in contemporanea debutta “Aquileia tra storia e leggenda”, la presentazione del fumetto ispirato alle vicende della città antica. Seguono, nelle prime ore del mattino, una nuova sessione di Arte Gladiatoria Techné alle 10.30, le Danze Antiche alle 11.50 e, a mezzogiorno, lo spettacolo dei Joculatores. Il pomeriggio porta in scena il cuore politico della narrazione: alle 15 si apre il Senato Romano vs Galli, la seduta in cui i delegati gallici perorano davanti al Senato la loro causa contro le violenze di Longino, in un confronto serrato tra due mondi e due visioni del diritto. Alle 15.30 tornano le Danze Antiche, alle 15.40 una nuova replica della Commedia Plautina. Alle 16 si ripete il Rito del Sulcus Primigenius, seguito alle 17.15 dal secondo Munus “Gli Inferi in Arena” e alle 18.30 dalle dimostrazioni di falconeria. L’epilogo della manifestazione arriva alle 19.00 con “La Battaglia Finale”: i Galli Carni affrontano per l’ultima volta le truppe di Longino in uno scontro epico dal finale inaspettato, che scioglierà la tensione narrativa costruita nel corso dei tre giorni. A chiudere la domenica, e l’intera edizione 2026, saranno le Danze Antiche delle 19.45 e l’ultimo spettacolo dei Joculatores alle 20, un congedo festoso e leggero che restituisce al pubblico il sorriso dopo le emozioni della battaglia.
Trieste. Al museo civico di Storia naturale al via il VII “PalæoMovies Film Fest”, cinema documentario sulla preistoria dell’umanità: quattro giorni di film e incontri sulle ricerche recenti e le scoperte più interessanti sulla preistoria
Da giovedì 11 a domenica 14 dicembre 2025, al museo civico di Storia naturale di Trieste, via dei Tominz 4, torna PalæoMovies Film Fest – Cinema documentario sulla preistoria dell’umanità, giunto alla VII edizione. la rassegna fa conoscere al pubblico, attraverso il cinema documentario e gli incontri con gli esperti, le ricerche recenti e le scoperte più interessanti sulla preistoria dell’umanità. Il PalæoMovies Film Fest è a cura di Roberto Micheli e Deborah Arbulla. La rassegna è promossa dal Comune di Trieste, Servizio Musei e Biblioteche, civico museo di Storia Naturale, assieme alla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia, con la collaborazione de La Cappella Underground per l’organizzazione, la ricerca filmografica e i servizi tecnici. L’evento è realizzato anche grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. L’ingresso a tutti gli appuntamenti è gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per le persone con disabilità motoria l’accesso al museo è possibile tramite una rampa. Quest’anno la rassegna offre alcuni approfondimenti sullo sciamanesimo preistorico e contemporaneo, sull’origine della musica e dell’arte, sulla violenza nel Neolitico e su una enigmatica scoperta in alta montagna. Vengono presentate anche due recenti produzioni italiane nel campo della divulgazione archeologica. Nelle giornate del Festival faremo un viaggio a ritroso nel tempo per conoscere comportamenti, tradizioni e costumi dei nostri antenati vicini e lontani.
Giovedì 11 dicembre 2025, alle 17, introduce la sessione Deborah Arbulla, conservatrice paleontologa del museo civico di Storia Naturale, quindi il film “La valle degli sciamani Kallawaya” di Antonio Paolillo (Italia, 1996, 29′). Documentario girato negli anni ’90 nella regione andina gravitante intorno al lago Titicaca. In questa regione sono ancora vivi i fondamenti e le tradizioni della cultura Aymara e della precedente cultura Puquina che vide il sorgere dell’impero Tiwanacu. Sciamani e Yatiri, medici erboristi di alto rango, praticano ancora cerimonie rituali e cure mediche millenarie come se il tempo si fosse cristallizzato. Presentazione a cura di Antonio Paolillo, direttore del museo civico “La Terra e l’Uomo” di Crocetta del Montello (Tv), in conversazione con Deborah Arbulla.
Venerdì 12 dicembre 2025, alle 17, Introducono la sessione Deborah Arbulla, conservatrice paleontologa del museo civico di Storia Naturale, e Roberto Micheli, soprintendenza ABAP-FVG, quindi il film “Sapiens, e fu la musica | Sapiens, et la musique fut” di Pascal Goblot (Francia 2021, 53’). La musica è ovunque: nei bar, nelle chiese, nei negozi, nelle cuffie dei nostri smartphone… Come spiegare questa universalità e diversità? Sarebbe possibile risalire a un’origine? Alla ricerca di tracce archeologiche, cercando di ricostruire quella che poteva essere la musica dei nostri antenati, inizieremo con il più antico strumento conosciuto: un flauto d’osso, la cui età è oggi stimata in oltre 40.000 anni! Presentazione a cura di Stefano Bianchi, conservatore del civico museo Teatrale “C. Schmidl” di Trieste.
Sabato 13 dicembre 2025, alle 16, introduce la sessione Roberto Micheli, soprintendenza ABAP-FVG, quindi il film “Arte paleolitica: la nostra storia” di Elisabetta Flor, Luca Scoz (Italia 2022, 18′). L’arte accompagna l’umanità fin dagli albori della sua esistenza. È un tentativo primordiale di interpretazione dell’ambiente naturale? Forse qualcosa di più. Dall’Uomo di Neanderthal ai cacciatori Sapiens dell’epoca glaciale, questo documentario traccia una linea che, dalle principali testimonianze di arte paleolitica dell’Italia nord-orientale, come le pietre dipinte del Riparo Dalmeri, sfocia nella più attuale e drammatica riflessione sul rapporto fra l’umanità e l’ambiente naturale. Segue il film Sciamani – Comunicare con l’invisibile. “Dialoghi con l’antropologo Sergio Poggianella” di Nicolò Bongiorno (Italia 2023, 22’). Chi è lo sciamano e come nasce una collezione di oggetti sciamanici? Sono solo alcuni dei quesiti posti dal regista Nicolò Bongiorno a Sergio Poggianella, antropologo e ideatore della mostra “Sciamani. Comunicare con l’invisibile” tenutasi a Trento nel corso del 2024. Ripercorrendo in un’intervista le tappe principali della sua ricerca, il collezionista tesse una narrazione intima del suo rapporto con questa imperscrutabile figura, mostrandone sia la poetica sociale sia il valore artistico alla base dell’esposizione. Chiude il film “La tomba della Sciamana – Un mistero dell’età della pietra | Das Grab der Schamanin – Ein Geheimnis aus der Steinzeit” di Christian Stiefenhofer (Germania 2024, 52’). Un team di ricercatori riapre un caso archeologico irrisolto unico nel suo genere: il caso della sciamana di Bad Dürrenberg. Una tomba databile a quasi 9000 anni fa, apparentemente di una donna e un bambino piccolo, ma le circostanze della loro morte rimangono poco chiare. La donna nasconde un segreto straordinario: forse era una sciamana. Il film presenta le ultime scoperte scientifiche e segue una ricerca forense, condotta con le più moderne tecniche investigative, che ricostruisce poco a poco il puzzle della sciamana di Bad Dürrenberg. Presentazione a cura di Fabio Martini, università di Firenze, in conversazione con Roberto Micheli.
Domenica 14 dicembre 2025, alle 10.30, introduce la sessione del mattino Roberto Micheli, soprintendenza ABAP-FVG, segue il film “Scena del crimine nell’età della pietra: Germania 7.000 anni fa | Tatort Steinzeit. Deutschland vor 7000 Jahren” di Gabriele Wengler (Germania 2019, 51’). Partendo dagli spettacolari ritrovamenti di fosse comuni preistoriche nel Baden-Württemberg, nella Renania-Palatinato e nella Bassa Austria, il film traccia un panorama della vita nell’Europa centrale durante il Neolitico. Le tracce sulle ossa testimoniano una morte violenta; gli archeologi ipotizzano che i resti provino l’uccisione mirata di prigionieri. Ciò dimostra che i conflitti tra i primi agricoltori erano condotti con grande brutalità. Qual era il motivo? Gli archeologi hanno trovato tracce di crimini violenti o addirittura di sacrifici rituali? Sembra che tutte queste persone siano state brutalmente assassinate nello stesso periodo. Cosa è successo a Haberstadt circa 7000 anni fa? È stato allora che l’uomo ha inventato la guerra? Presentazione a cura di Marco Milella, università di Pisa, in conversazione con Roberto Micheli. Segue il film “Schnidi. Il fantasma del Neolitico | Schnidi, le fantôme du Néolithique” di Thibaud Marchand (Francia, 2020, 52’). Estate 2003, l’Europa soffoca. Il continente sta attraversando una delle peggiori ondate di caldo della sua storia. In Svizzera, i ghiacciai si stanno ritirando a una velocità preoccupante. È allora che uno di questi ghiacciai, ai piedi del passo dello Schnidejoch, libera un oggetto misterioso: un pezzo di faretra neolitica. Ma il suo corpo rimane ancora introvabile. Chi era quest’uomo? Cosa gli è successo? Perché sono stati ritrovati solo i suoi effetti personali? Per ritrovare quest’uomo fantasma che hanno battezzato Schnidi, gli archeologi si sono lanciati in una ricerca fuori dal comune. Vogliono risolvere a tutti i costi questo caso irrisolto risalente a circa 5000 anni fa…
Domenica 14 dicembre 2025, alle 16, introduce la sessione del pomeriggio Roberto Micheli, soprintendenza ABAP-FVG, quindi il film “I misteri dei giganti di Mont’e Prama – Italia. Viaggio nella bellezza” di Marzia Marzolla, Massimiliano Griner (Italia 2023, 50’). Il film esplora gli aspetti non ancora chiariti delle statue dei Giganti dell’omonimo sito archeologico del Sinis, in Sardegna. Mentre s’interroga sulla natura del luogo del ritrovamento, forse un santuario, e sui veri destinatari del tributo, narra il periodo finale della iconica civiltà sarda dei nuraghi, quando la nostalgia di un popolo antico trasfigura il suo stesso passato in mito e leggenda. Segue il film “Le colline moreniche del Garda. Ambiente, paesaggio ed insediamenti umani” di Mario Piavoli (Italia 2025, 34’). Le colline moreniche del lago di Garda, dalla formazione geologica ai paesaggi della contemporaneità, con un particolare approfondimento sui siti Unesco di Tosina di Monzambano e di Castellaro Lagusello. Flora, fauna, reperti neolitici e romani, testimonianze dei principali protagonisti delle ricerche e scavi archeologici. Presentazione a cura di Emilio Crosato, Alberto Crosato (associazione culturale Amici di Castellaro, consulenti scientifici del progetto) in conversazione con Roberto Micheli.








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