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Altino (Ve). A Pasquetta apertura straordinaria del museo Archeologico nazionale e riapertura stagionale dell’area archeologica con la Porta-approdo e il Quartiere residenziale augusteo

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Veduta da drone del quartiere residenziale augusteo nell’area archeologica di Altino (foto drm-veneto)

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Plastico ricostruttivo della Porta-Approdo di Igor Silic conservato al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)

Pasquetta speciale ad Altino. Lunedì 1° aprile 2024, Lunedì dell’Angelo, non solo ci sarà l’apertura straordinaria pomeridiana, dalle 14 alle 19, del museo Archeologico nazionale (la biglietteria chiuderà alle 18.30). Ma proprio a partire dal 1° aprile riapre l’area archeologica di Altino: con un unico biglietto, oltre al Museo, si può visitare la Porta-Approdo e il Quartiere residenziale augusteo, dove sono visibili il decumano e i mosaici che appartenevano alle lussuose domus presenti in quest’area dell’antica città di Altino. Per visitare l’area archeologica basterà passare alla biglietteria del Museo (in via S. Eliodoro, 56), acquistare il biglietto e presentarlo all’ingresso delle aree; la Porta-approdo e il Quartiere residenziale augusteo sono visitabili negli stessi orari di apertura del Museo.

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Resti della Porta -Approdo nell’area archeologica di Altino (foto drm-veneto)

L’area archeologica di Altino apre una finestra sulla città sepolta, nota parzialmente attraverso scavi e ricerche susseguitisi dal XIX secolo in poi. Conserva i resti della monumentale Porta-approdo, che dal I secolo a.C. segnala l’ingresso settentrionale in città, e di un cardine urbano che collegava la porta con il centro abitato.

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Mosaico della Domus della Pantera ad Altino (foto drm-veneto)

È poi visibile una piccola porzione del quartiere residenziale, che costituì un’espansione urbanistica agli inizi del I secolo d.C. Colpisce soprattutto per lo straordinario stato di conservazione un tratto di strada urbana, pavimentata con basoli lapidei e delimitata dalle crepidini; su questa si affaccia la domus della Pantera, così chiamata per il mosaico bianco e nero dell’atrio, che mostra l’animale mentre si abbevera.

Altino (Ve). Nuova campagna di scavo nel quartiere residenziale augusteo: si svuota la cloaca scoperta l’anno scorso i cui materiali restituiti sono nella mostra “Modus Vivendi”, in vista della sua musealizzazione

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Quartiere residenziale augusteo di Altino (Ve): il cantiere di scavo nella cloaca (foto drm-veneto)

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Quartiere residenziale augusteo di Altino (Ve): il cantiere di scavo nella cloaca (foto drm-veneto)

Nell’area archeologica di Altino (Ve) è ripreso il cantiere di scavo del quartiere residenziale augusteo partendo dalla cloaca, scoperta nel 2022 (vedi Scoperte ad Altino. Dagli scavi dell’area residenziale emerge un’imponente cloaca, parte di un sistema fognario pubblico. E, sul fondo, lucerne vasellame oggetti per la cura del corpo. Questi ritrovamenti saranno svelati in anteprima nell’iniziativa “Scavi aperti” | archeologiavocidalpassato): dal “nuovo” lotto di scavi ad Altino iniziati in marzo 2022, condotti sul campo dalla società cooperativa Petra di Padova e diretti dal Museo in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, erano infatti emerse delle scoperte inaspettate: in particolare le basi molto ben conservate di una struttura imponente, una cloaca, probabilmente costruita nello stesso periodo in cui la città si ampliò, interrando il canale con l’accesso acqueo.

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Lucerna dalla cloaca scoperta nell’area archeologica di Altino (foto drm-veneto)

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Una perla dalla cloaca scoperta nell’area archeologica di Altino (foto drm-veneto)

La cloaca, durante gli scavi della scorsa estate, ha restituito reperti molto interessanti che ora sono esposti nella mostra “Modus Vivendi” (vedi Altino. Al museo nazionale e area archeologica “Modus vivendi”: giornata speciale per la Notte europea dei Musei. Visita allo scavo della cloaca, inaugurazione mostra sulla vita quotidiana nella città antica attraverso i reperti da poco scoperti, apertura serale straordinaria | archeologiavocidalpassato): ci sono i profumi e gli unguenti per la cura del corpo, le perle in pasta di quarzo che ornavano collane e pendenti, le forcine per capelli dalle quali scendevano fili colorati ma anche le lucerne (piccole lampade portatili) decorate che servivano ad illuminare gli ambienti chiusi, diverso vasellame in ceramica o vetro, pettini di legno di bosso e perfino pedine, gocce di vetro blu e nero, per giocare nel tempo libero e un calamaio (probabilmente prodotto nel sud della Gallia).

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Quartiere residenziale augusteo di Altino (Ve): il cantiere di scavo nella cloaca (foto drm-veneto)

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Quartiere residenziale augusteo di Altino (Ve): il cantiere di scavo nella cloaca (foto drm-veneto)

In questi primi giorni di agosto 2023 gli archeologi impegnati nelle ricerche stanno svuotando la cloaca nella parte centrale e nelle aree laterali: queste aree non erano state indagate lo scorso anno per motivi di conservazione e per non minare la stabilità della struttura. Oltre all’acquisizione di nuove informazioni il cantiere, che vede al lavoro archeologi e restauratori, servirà per preparare la valorizzazione del tratto di cloaca che, in futuro, rimarrà esposto e visibile ai visitatori.

Altino. Quarta puntata della rubrica #archeoaltino: focus su una importante villa romana: la “Villa sull’Acqua”, attiva tra la fine del I sec. a.C. e il II sec. d.C., che si trovava nei pressi del canale Sioncello ad Altinum

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L’antico punto di approdo al Sioncello dall’area archeologica del Quartiere residenziale augusteo di Altino (foto drm-veneto)

Quarta puntata della rubrica #archeoaltino che, ogni martedì, fa scoprire da dove provengono i reperti visibili al museo Archeologico nazionale di Altino e cosa li lega alle aree archeologiche e al territorio circostante. Oggi focus su una importante villa romana: la “Villa sull’Acqua”, attiva tra la fine del I sec. a.C. e il II sec. d.C., che si trovava nei pressi del canale Sioncello ad Altinum, canale che era collegato anche a strade urbane e vie di terra. Come tutte le strutture di questo tipo, oltre ad essere un grande e comodo edificio residenziale per la famiglia del proprietario, era anche una struttura produttiva, dove lavoravano molte persone, per lo più schiavi.

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Frammenti di intonaco dipinto dalla Villa sull’Acqua nei pressi dell’approdo al Sioncello, conservati nel museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)

Le sue strutture, ora, non sono visibili, ma al museo di Altino sono conservati i principali reperti archeologici che provengono da quest’area, alcuni dei quali di una straordinaria importanza: in una vetrina si possono osservare alcuni frammenti di intonaco dipinto, proveniente dalle stanze interne della parte residenziale, insieme alle lucerne e al vasellame, sia da mensa che da cucina.

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Scarti di produzione dalla fornace annessa alla Villa dell’Acqua ad Altino, conservati nel museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)

Nella vetrina accanto, invece, si possono vedere alcuni resti di produzione dell’antica fornace, dove si cuoceva la ceramica: brocche, anfore, ciotole e anche vasi piuttosto particolari dall’imboccatura quadrangolare, di cui non conosciamo bene l’uso. Tra le curiosità, puoi osservare anche gli scarti di produzione, con le ceramiche deformate o malcotte.

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Dettaglio della ricostruzione della fornace di cottura delle ceramiche annessa alla Villa dell’Acqua di Altino, realizzata nel museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)

Infine, verso il centro della sala, si può ammirare la fornace per la cottura della ceramica che proviene dal centro produttivo della Villa sul Sioncello: è stata ricostruita all’interno del Museo di Altino ed è a pianta quadrata, con pareti in argilla; i vasi in terracotta con fondo forato, congiunti tra loro, probabilmente costituivano la volta della fornace.

Altino. Al via la nuova rubrica #archeoaltino: ogni martedì farà scoprire da dove provengono i reperti visibili al Museo e cosa li lega alle aree archeologiche e al territorio circostante: si inizia col Quartiere residenziale augusteo e la Domus della Pantera

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Marianna Bressan, direttrice del museo nazionale e area archeologica di Altino (foto graziano tavan)

Qual è il filo rosso che lega il museo Archeologico nazionale di Altino e i suoi reperti con le aree archeologiche? La risposta dalla nuova rubrica #archeoaltino che dal 10 gennaio 2023, ogni martedì, farà scoprire da dove provengono i reperti visibili al Museo e cosa li lega alle aree archeologiche e al territorio circostante.

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La strada romana basolata (che rea l’antico decumano) introduce oggi all’area archeologica del quartiere augusteo (foto drm-veneto)

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Mosaico della Domus della Pantera ad Altino (foto drm-veneto)

La prima puntata parte da una delle aree archeologiche più amate di Altino: il Quartiere residenziale augusteo e la Domus della Pantera, i cui splendidi mosaici sono oggi visibili vicino ai basoli del decumano. Da questa zona dell’antica Altinum provengono numerosi esempi di come erano arredate le domus del quartiere, che offrono testimonianze dirette della vita quotidiana, del lusso e della bellezza che caratterizzavano queste abitazioni. Visitando l’area archeologica del Quartiere residenziale augusteo, si possono ammirare molti dei mosaici che decoravano la Domus della Pantera, chiamata così dal bellissimo mosaico in tessere bianche e nere (con qualche traccia di colore), raffiguranti una pantera che si abbevera da una coppa: sullo sfondo, un tralcio di edera. Tutti questi elementi, oltre a svolgere una funzione decorativa, annunciavano a chi entrava nella domus l’appartenenza del proprietario ai culti dionisiaci.

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Base di tavolino da giardino in marmo a testa di leone al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)

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Statuette di Lare: Abbondanza e Mercurio in bronzo da larario domestico al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)

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Frammenti di intonaci dipinti da (I- II sec. d.C.) al museo di Altino (foto drm-veneto)

Quali reperti provenienti da quest’area archeologica si possono ammirare al museo Archeologico nazionale di Altino? Innanzitutto, gli arredi da giardino in marmo e calcare: fontanelle, statue, oscilla (lastrine in marmo decorate a bassorilievo e appese), basi di tavolini decorati a testa di leone, erme e l’immancabile meridiana, l’orologio solare in uso in età romana. Poi, alcune tracce di intonaco dipinto provenienti dagli ambienti interni delle domus, ancora vividi nei loro caratteristici colori (giallo senape, nero, verde, rosso pompeiano) e decorati a fasce, cornici o schizzi di colore. Infine, le statuette del Lari, numi tutelari della casa, e delle divinità alle quali il pater familias dedicava i culti familiari, fondamentali per assicurarsi la protezione dalla malasorte e attirare la fortuna.

Altino (Ve). Ultimo appuntamento con Scavi aperti: la direttrice Marianna Bressan conduce i visitatori alla scoperta di un’infrastruttura pubblica emersa nel quartiere residenziale augusteo

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La zona dell’infrastruttura pubblica scavata nella zona del quartiere residenziale augusteo di Altino (foto drm-veneto)

Scavi Aperti: ultimo appuntamento. Giunge al termine l’iniziativa di archeologia pubblica ad Altino promossa da Marianna Bressan, direttrice del museo nazionale e area archeologica di Altino (Ve). E sarà proprio Marianna Bressan, giovedì 13 ottobre, alle 15.30, a condurre la visita guidata agli scavi in corso nel Quartiere residenziale augusteo di Altino. L’iniziativa è aperta a tutte e tutti, su prenotazione ai recapiti: drm-ven.museoaltino@cultura.gov.it, 0422789443. Si consiglia di indossare abiti e scarpe comode. Cosa si può vedere? Un’infrastruttura pubblica a volta (di cui sono rimasti alcuni mattoni d’attacco) con spallette, anche quelle in mattoni alte un metro e mezzo ben visibili e una pavimentazione di lastroni di trachite. Sul fondo oggetti di uso quotidiano, pettini, oggetti in osso per la cura del corpo, vasellame da mensa e piccole lucerne decorate. L’infrastruttura che è ben conservata e fruibile si potrà vedere nel corso di quest’ultima visita guidata nel suo massimo fulgore perché gli scavi hanno fatto in modo di renderla molto ben visibile ai visitatori. La struttura, che si trova 3 metri sotto terra rispetto al piano campagna (il livello del terreno in cui si cammina oggi), è probabilmente parte dello stesso sistema fognario, già in parte emerso diversi decenni fa, nella zona a nord oltre l’anfiteatro.

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La zona del quartiere residenziale augusteo prima dello scavo dove è emersa l’infrastruttura pubblica (foto drm-veneto)

Gli scavi hanno però “liberato” la struttura che è ora esposta per una lunghezza di 14 metri. Gli scavi hanno fatto emergere anche una serie di canalette di adduzione che sfociavano dentro la cloaca (una delle quali con un pezzo di volta) e le tracce di un edificio superiore. “Il manufatto”, spiega Marianna Bressan, “ha una dimensione imponente quindi si tratta sicuramente di un sistema fognario pubblico predisposto secondo un preciso disegno urbanistico, non di un piccolo fognolo di scarico dalle abitazioni private. Il livello di conservazione è molto buono e ci dice molto della pianificazione urbanistica dell’epoca”.

Scoperte ad Altino. Dagli scavi dell’area residenziale emerge un’imponente cloaca, parte di un sistema fognario pubblico. E, sul fondo, lucerne vasellame oggetti per la cura del corpo. Questi ritrovamenti saranno svelati in anteprima nell’iniziativa “Scavi aperti”

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L’imponente cloaca scoperta nel quartiere residenziale dell’area archeologica di Altino (Ve) (foto drm-veneto)

Una cloaca. Imponente. Ad Altino. All’inizio non ha sorpreso più di tanto, nonostante l’imponenza, perché qualcosa del genere era già emerso diversi decenni fa, nella zona a nord oltre l’anfiteatro, e probabilmente parte dello stesso sistema fognario. Ma gli scavi, iniziati a marzo 2022 nel quartiere augusteo dell’area archeologica di Altino (Ve), hanno svelato un “tesoro” che i fortunati partecipanti all’iniziativa “Scavi aperti” di mercoledì 20 luglio 2022, potranno vedere in anteprima. Dal “nuovo” lotto di scavi ad Altino iniziati in marzo, condotti sul campo dalla società cooperativa Petra di Padova e diretti dal Museo in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, sono emerse delle scoperte inaspettate: in particolare le basi molto ben conservate di una struttura imponente, una cloaca, probabilmente costruita nello stesso periodo in cui la città si ampliò, interrando il canale con l’accesso acqueo. Un’infrastruttura a volta (di cui sono rimaste alcuni mattoni d’attacco) con spallette, anche quelle in mattoni alte un metro e mezzo ben visibili e una pavimentazione di lastroni di trachite. Sul fondo oggetti di uso quotidiano, pettini, oggetti in osso per la cura del corpo, vasellame da mensa e piccole lucerne decorate. La struttura si trova 3 metri sotto terra rispetto al piano campagna (il livello del terreno in cui si cammina oggi).

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Marianna Bressan, direttrice del museo nazionale e area archeologica di Altino (foto graziano tavan)

“Il manufatto”, spiega Marianna Bressan, direttrice del museo nazionale e area archeologica di Altino (Direzione regionale Musei Veneto), “ha una dimensione imponente quindi si tratta sicuramente di un sistema fognario pubblico predisposto secondo un preciso disegno urbanistico, non di  un piccolo fognolo di scarico dalle abitazioni private. Il livello di conservazione è molto buono e ci dice molto della pianificazione urbanistica dell’epoca”.

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Una delle lucerne ritrovate con altro vasellame sul fondo della grande cloaca scoperta nel quartiere residenziale di Altino (foto drm-veneto)

Oltre alla struttura ha un valore importante anche ciò che in essa è contenuto: vasellame da mensa, fine o grezzo, vasellame da cucina, lucerne, oggetti in osso per la cura del corpo, frammenti in vetro, piccoli strumenti in bronzo, pezzi di attrezzi da artigiani (come ad esempio un manico di mannaia) finiti nella fognatura attraverso gli ampi tombini dell’epoca. “Gli scavi di Altino riservano sorprese, scientificamente e qualche volta anche dal punto di vista dei monumenti e dei reperti che restituiscono”, interviene Bressan. “Per il futuro quindi ci auguriamo di continuare a scavare, qui, nelle altre aree demaniali, e non soltanto perché Altino è ancora tutta da scoprire e perché la ricerca, che in archeologia significa soprattutto scavo, è il fondamento e la base per la valorizzazione del patrimonio archeologico”.

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Visite guidate nel cantiere aperto dell’area residenziale di Altino con l’iniziativa “Scavi Aperti” (foto drm-veneto)

Tutte queste scoperte, che in futuro non rimarranno a vista, saranno osservabili in un’occasione speciale: l’incontro di “Scavi Aperti”, l’iniziativa di archeologia pubblica promossa dal Museo di Altino che a luglio raddoppia: appuntamento mercoledì 20 luglio 2022, alle 16, su prenotazione (0422 789443). Nel pomeriggio, durante l’incontro con il pubblico, oltre alla visita della ditta Petra, società cooperativa di Padova delle indagini archeologiche nell’area residenziale augustea, verrà infatti proposta anche una visita agli scavi di Campo Rialto dell’università Ca’ Foscari di Venezia, progetto “Alla ricerca di Altinum”. Sono raccomandati abbigliamento e scarpe comode, una bottiglietta d’acqua e antizanzare.

Altino (Ve). Scavo nel quartiere residenziale augusteo: a Nord, trovate tracce di strutture piro-tecnologiche; a Sud, spazi abitati di età romana lungo il Siloncello. E mercoledì tona “Scavi aperti” con la visita guidata

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Nell’area del quartiere residenziale augusteo dell’area archeologica di Altino (Ve) scoperte tracce di strutture piro-tecnologiche (foto drm-veneto)

Nuove scoperte accompagnano le indagini stratigrafiche nell’area del quartiere residenziale augusteo dell’area archeologica di Altino (Ve). E a distanza di un mese torna “Scavi Aperti”, iniziativa di archeologia pubblica per scoprire tutte le ultime scoperte dagli scavi in corso. Appuntamento nel pomeriggio di mercoledì 25 maggio 2022, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Altino: è in programma una visita accompagnata allo scavo con la direttrice Marianna Bressan e Massimo Dadà della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna. Fa caldo, quindi meglio indossare scarpe comode e portarsi una bottiglietta d’acqua. Questa volta è meglio la prenotazione, per capire se serve organizzare la visita in turni o andare tutti insieme: 0422789443.

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Nell’area del quartiere residenziale augusteo dell’area archeologica di Altino (Ve) scoperte tracce di strutture piro-tecnologiche (foto drm-veneto)

Ma quali sono le novità questo mese? Nel settore a Nord della strada, lo scavo sotto i livelli pavimentali della fase di II sec. d.C. ha individuato tracce di strutture piro-tecnologiche: attualmente sono al vaglio due ipotesi di lavoro ovvero se fossero precedenti e indipendenti rispetto all’impianto residenziale o invece a esso correlate per ragioni di cantiere. Cosa significa “piro-tecnologico”? significa che si tratta di una struttura che impiega il fuoco per funzionare. Nel settore a Sud della strada, sta prendendo corpo l’articolazione degli spazi abitati di età romana lungo il lato occidentale del canale Siloncello. Non ci sono resti di pavimenti strutturati e i muri perimetrali degli ambienti sono tutti spogliati, tuttavia cominciano a chiarirsi le geometrie e la successione delle fasi abitative. Qualche materiale ci offre orizzonti cronologici indicativi: sicuramente in quest’area c’erano attività di età imperiale (almeno I sec. d.C.), tardo repubblicana (II – I sec. a.C.), forse anche di età precedente, quando i Veneti abitavano Altino prima dell’arrivo dei Romani. Latitano invece i materiali più tardi, come mai? le spoliazioni li hanno fatti scomparire del tutto? oppure si tratta di un’area non interessata da insediamento di epoca tardoantica?

Altino (Ve). Visita accompagnata allo scavo attualmente in corso nell’area archeologica del quartiere residenziale augusteo con la direttrice Marianna Bressan e Massimo Dadà della Sabap

Iniziati a marzo 2022 gli scavi nella zona residenziale dell’area archeologica di Altino (Ve) (foto drm-veneto)

Dopo le comunicazioni, la visione diretta degli scavi in corso. Succede ad Altino (Ve) nell’area archeologica dove da qualche settimana sono iniziate nuove ricerche archeologiche. L’annuncio della direzione del museo nazionale e dell’area archeologica di Altino è allettante: “Volete scoprire tutte le novità dagli scavi in corso nell’area del quartiere residenziale augusteo di Altino? Vi aspettiamo a “Scavi Aperti”!”. Appuntamento nel pomeriggio di mercoledì 27 aprile 2022 al museo Archeologico nazionale. Alle 15.30, è prevista una visita accompagnata allo scavo attualmente in corso presso l’area archeologica del quartiere residenziale augusteo di Altino. Guideranno la visita la direttrice Marianna Bressan e Massimo Dadà della soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna. Non è necessario prenotare.