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Napoli. Alla Médiathèque de l’Institut français presentazione del libro “Terra sigillata della Baia di Napoli. Tipologia, produzione e diffusione” di Giovanni Borriello

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Martedì 19 novembre 2024, alle 17.30, alla Médiathèque de l’Institut français Napoli, a Palazzo “il Grenoble” in via Francesco Crispi 86 a Napoli, presentazione del libro “Terra sigillata della Baia di Napoli. Tipologia, produzione e diffusione” di Giovanni Borriello che si propone una nuova tipologia basata sia sui rinvenimenti effettuati nel porto di Neapolis che sulle evidenze edite. Oltre a raccogliere un elevato numero di reperti bollati, vengono definite le principali officine attive nella realizzazione di tali prodotti e la diffusione nelle province romane. Dopo i saluti di Lise Moutoumalaya, Console Generale di Francia a Napoli; Valérie Huet e Priscilla Munzi, Centre Jean Bérard, (CNRS – EFR); Matteo D’Acunto, università di Napoli L’Orientale; Stefano lavarone, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il comune di Napoli; presentano Daniele Malfitana, università di Catania – Scuola Superiore; Laetitia Cavassa, CNRS, Centre Camille Jullian – Maison méditerranéenne des sciences de l’homme. Ne discutono con l’autore Gianluca Sorricelli, università del Molise; Marco Giglio, università di Napoli L’Orientale. Modera Marcella Leone, CNRS, Centre Jean Bérard. “Una bella occasione per riflettere sull’importanza degli studi sulla cultura materiale del mondo antico e sulle implicazioni storiche, politiche ed economiche che il frammento ceramico è in grado di dare. Un messaggio molto chiaro per gli studenti dei nostri corsi di laurea in archeologia”.

Napoli. Al Centro Jean Bérard al via la due giorni del colloquio internazionale “Ceramiche dipinte opache del sud Italia tra produzioni, contesti e iconografie. Nuovi dati e approfondimenti”. Ecco il ricco programma

napoli_centre-jean-berrad_colloquio-internazionale-la-ceramica-a-vernice-opaca-dell-italia-meridionale_locandinaAl Centro Jean Bérard di Napoli appuntamento l’11 e il 12 aprile 2024 con il colloquio internazionale “Ceramiche dipinte opache del sud Italia tra produzioni, contesti e iconografie. Nuovi dati e approfondimenti”, organizzato da Cesare Vita, con la collaborazione del Centro Jean Bérard e il sostegno dell’università di Rennes 2, che segna il culmine del progetto europeo Marie Curie Individual Fellowship SandMAN – Shapes and Meaning (Grant agreement n. 892781, SandMAN Carnet Hypothesis) ed è un primo passo per cercare di avere una visione d’insieme delle questioni storico-culturali legate a questa produzione ceramica. Comitato scientifico: Angelo Bottini (Istituto nazionale di Studi Etruschi e Italici), Marina Castoldi (università di Milano), Massimo Cultraro (CNR/ISPC Catania), Mario Denti (università di Rennes 2, IUF), Maria Chiara Monaco (università della Basilicata), Priscilla Munzi (CNRS, Centre Jean Bérard), Cesare Vita (Università di Rennes 2). Comitato organizzatore: Marcella Leone (CNRS, Centre Jean Bérard), Josipa Mandić (università di Aix-Marseille, Centre Camille Jullian), Cesare Vita (università di Rennes 2), Chantal Willborn (università di Rennes 2). Questo colloquio internazionale si concentra sulla ceramica dipinta opaca dell’Italia meridionale, una produzione specializzata generalmente presente in contesti funerari ma anche in quelli di habitat e di natura rituale. Questa classe di materiali occupa una posizione eminente tra i gruppi indigeni che la produssero e la utilizzarono dall’età del Ferro all’età classica, almeno fino a quando nuove istanze e nuove esigenze politico-sociali ne determinarono la graduale scomparsa nel corso del V secolo a.C. Attraverso le più recenti ricerche multidisciplinari condotte su questa produzione specializzata, o da nuovi approcci metodologici applicati ai dati esistenti, si tratterà più in particolare di comprendere meglio le produzioni all’interno delle diverse comunità e i loro contesti di utilizzo; apprezzare i messaggi veicolati dalle decorazioni, il loro stile e la loro iconografia; infine, confrontare i risultati delle analisi archeometriche effettuate sulle argille e sui pigmenti delle ceramiche campionate in diverse regioni e contesti, al fine di cercare di ricostruire ogni filiera operativa e identificare le officine.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 11 APRILE. Alle 14, accoglienza dei partecipanti; 14.30, benvenuto e saluti istituzionali: Lise Moutoumalaya, console generale di Francia a Napoli; Valérie Huet, direttrice del Centro Jean Bérard; 14.40, introduzione alla conferenza: Cesare Vita, université Rennes 2, e Maria Sk+odowska, Curie Fellow 2021-23. SESSIONE 1 – Puglia e Calabria: moderatore Maria Chiara Monaco, università della Basilicata. Alle 14.55, Massimo Cultraro, CNR-ISPC Catania: “La classe Matt Painted Ware tra Balcani meridionali e Grecia settentrionale nell’età del Ferro: nuove prospettive per le ricerche in Italia”; 15.20, Marina Castoldi, università di Milano: “Jazzo Fornasiello (Gravina in Puglia, Bari): la ceramica verniciata opaca”; 15.45, Paola Palmentola, università di Bari “Aldo Moro”: “Riflessioni sull’origine e sul significato del motivo dei gallinacei nella ceramica sub-geometrica peucezia”; 16.10, pausa caffè. Moderatrice Luigina Tomay, SABAP Basilicata. Alle 16.30, Marcella Leone, CNRS, Centro Jean Bérard: “Arpi geometrica. Le produzioni matt-painted tra VII e V secolo a.C.; 16.55, Ulrike Tochterle, Universitat lnnsbruck, e Christian Heitz, Universitat lnnsbruck: “Uno sguardo preliminare sulle indagini della ceramica matt-painted di Ascoli Satriano”; 17.20, Francesco Quondam, Universitat Wien: “Ceramica matt-painted in Sibaritide: motivi decorativi, stili, dinamiche di produzione e direttrici di circolazione”; 17.45 Fabrizio Mollo, università di Messina: “La ceramica matt-painted nelle valli del Noce e del Mercure-Lao: nuovi e vecchi dati da contesti abitativi e funerari”. SESSIONE POSTER – Puglia e Calabria: moderatore Raffaella Bonaudo, SABAP di Salerno e Avellino. F. Rossi, università di Salerno: “La ceramica verniciata opaca ad Ascoli Satriano (FG): contesti dall’area di necropoli in località Pezza del Tesoro”; V. Stasi, università di Bari “Aldo Moro”: “Enchytrismoi e matt-painted: sepolture infantili arcaiche dall’insediamento peucezio di Monte Sannace (Gioia del Colle, Ba); A. Guarnieri, SABAP BAT- FG; I.M. Muntoni, SABAP BAT- FG; A. De Leo, Se. Arch. Sri: “La necropoli di tombe a fossa di località Orlando (Ordona, Fg)”; I. Froment, Université Paris Nanterre; L. Guion, Université Paris Nanterre: “I cenochoes-olpai MNC 105 e 106 del Musée de Sèvres, membra disjecta di una tomba scavata nel 1778: prodotti della cultura daunica o cenôtre?”; M. Perri, università della Calabria: “La ceramica matt-painted nell’insediamento di Francavilla Marittima: forme, funzioni e confronti tra ceramica d’impasto e produzioni greche”; M. Sergi, università di Messina: “La ceramica matt-painted dalle necropoli enotrie di Tortora: aspetti stilistici e morfologici”.

PROGRAMMA VENERDÌ 12 APRILE 2024. SESSIONE 2 – Basilicata: modera Giuliana Tocco Sciarelli, già ministero BACT. Alle 9.30, Fabio Donnici, università della Basilicata: “Ceramiche matt-painted dalla necropoli di Sant’Antonio Abate a Ferrandina (MT): forme, funzioni, articolazioni compositive”; 9.55, Linda Parisi, università della Basilicata: “Fenomeni di ibridazione in un centro indigeno di ‘confine: il caso inedito delle ceramiche matt-painted di Brindisi di Montagna (Pz)”; 10.20, Annamaria Mauro, MNM Matera – DRM Basilicata; Carmelo Colelli, MAN Siritide Policoro, DRM Basilicata: “Motivi zoomorfi della ceramica verniciata opaca di Guardia Perticara (Pz)”. SESSIONE POSTER – Basilicata. Moderatore Mario Denti, università di Rennes 2, IUF. A. Mauro, MNM Matera – DRM Basilicata: “La ceramica matt-painted nella collezione del museo nazionale di Matera: le testimonianze dall’area materana”; A. Amatulli, MNM Matera: “La ceramica matt-painted nelle collezioni del museo nazionale di Matera: il contesto delle necropoli di Irsina e Monte lrsi”; A. Sciacovelli, MNM Matera: “La ceramica matt-painted nella collezione del museo nazionale di Matera:  il contesto della necropoli di Garaguso”; F. Coppo, università di Milano, e M. Milano, università di Milano: “Alcune note sulla ceramica matt-painted dal saggio N dell’lncoronata di Metaponto (scavi Orlandini 1981)”. SESSIONE 2 – Campania. Alle 11.30, Maria Luisa Tardugno, SABAP per l’area metropolitana di Napoli: “La ceramica matt-painted nel Vallo di Diano: contesti a confronto”; 11.55, Cesare Vita, Université Rennes 2: “Tra paralia e mesogaia: ceramiche matt-painted e contesti dal sito di Incoronata (Mt) e dall’area nord-lucana”; SESSIONE 3 – Tecniche di produzione e laboratori. Nuovi dati: moderatore Priscilla Munzi, CNRS, Centre Jean Bérard. Alle 12.20, Luzia Thaler, già Accademia Austriaca delle Scienze; Johannes H. Sterba, TU Wien, TRIGA Center; Pamela Fragnoli, Austrian Academy of Sciences; Xenia Charalambidou, Vrije Universiteit Amsterdam: “Analisi archeometrica di ceramiche dipinte opache rinvenute all’Incoronata”; 12.45, Xenia Charalambidou, Vrije Universiteit Amsterdam: “Macro tracce documentate sui materiali ceramici dell’Incoronata: alcuni punti salienti”; 13, Grazia Lubraco, università di Bari “Aldo Moro” / università della Basilicata; Vito Ferrara, ARPA Basilicata; Giuseppe Corrado, università della Basilicata; Cesare Vita, Université Rennes 2; Paola Di Leo, università della Basilicata: “Un approccio multidisciplinare per svelare la tecnologia e la provenienza della ceramica dipinta opaca del distretto nord-lucano”. 13.30 pausa pranzo. Moderatore Annamaria Mauro, MNM Matera – DRM Basilicata. Alle 15, Angela De Bonis, università della Basilicata: “Le ceramiche matt-painted dell’Enotria Settentrionale: nuovi risultati delle analisi archeometriche”; 15.25, Savino Gallo, DRM Puglia; Giacomo Eramo, università di Bari “Aldo Moro”: “Tra Peucezia e costa ionica: primi dati dall’archeometria e nuove prospettive di ricerca”; 15.50, Leah Bernardo-Ciddio, università del Michigan: “Ceramica dipinta opaca. Produttori a Taranto: un approccio operativo chirurgico”; 16.15, pausa caffè. SESSIONE POSTER – Campania. Moderatrice Arianna Esposito, università della Borgogna, UMR 6298 ARTEHIS. R. Vanacore, università di Napoli “Federico Il”: “La West-Lucanian Class: le decorazioni ornitomorfe”; A. Lagi, già funzionario responsabile MAN Volcei; R. De Gennaro, archeologo libero professionista; A. Santoriello, università di Salerno: “Una produzione di ceramica matt-painted del VII secolo a.C. a Buccino”; S. Siano, parco archeologico di Ercolano: “Una forma ceramica italica: la nestoris”;  F. Castaldo, MA Carife e MA Taurasi: “Il pittore della parentesi di Carife”; S. Maudet, università di Le Mans: “Da Calatia alle tombe principesche di Pontecagnano:  importazioni dalla Lucania settentrionale in Campania all’inizio del VI secolo?”; A. Cocorullo, UMR 6566, CReAAH: “Il banchetto degli Enotri. Le ceramiche opache verniciate opache di Palinuro”; G. Saltini Semerari, university of Michigan; C. Vita, Université Rennes 2; J. Mandic, Aix-Marseille Université- Centre Camille Jullian: “Ceramica matt-painted off-shore. Cultura materiale e archeologia digitale tra valorizzazione, ricerca e fruizione internazionale”. Alle 17, discussione generale.

Napoli. Al Complesso Monumentale dei SS. Marcellino e Festo il convegno internazionale “Magna Grecia nel secondo dopoguerra tra scoperte e tutela: politiche culturali e protagonisti. Omaggio a Juliette de La Genière”, in presenza e on line: due giorni di confronto sulle politiche culturali riguardanti il patrimonio archeologico della Magna Grecia nel corso della seconda metà del Novecento

napoli_complesso-san-marcellino_convegno-internazionale-magna-grecia-nel-secondo-dopoguerra_locandina“Magna Grecia nel secondo dopoguerra tra scoperte e tutela: politiche culturali e protagonisti. Omaggio a Juliette de La Genière” è il titolo del convegno internazionale, organizzato dal Dipartimento federiciano di Studi umanistici (con la responsabilità scientifica di Bianca Ferrara) e in collaborazione con il Centre Jean Bèrard di Napoli, in programma il 27 e 28 novembre 2023 nel Complesso di San Marcellino di Napoli, a partire dalle 9.30. Teams diretta streaming ID riunione: 311 312 168 060 Passcode: ruWHxv. L’evento richiama l’attenzione sulle politiche culturali riguardanti il patrimonio archeologico della Magna Grecia nel corso della seconda metà del Novecento. Si tratta di anni che hanno visto profonde trasformazioni sia nel campo della ricerca sia nel campo delle idee e delle pratiche relative alla gestione e alla valorizzazione dei beni culturali dell’Italia meridionale e della Sicilia.

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L’archeologa Juliette de La Genière (1927-2022) (foto Centre Jean Bérard)

L’incontro è dedicato alla memoria di Juliette de La Genière, che è stata una protagonista della ricerca archeologica in Magna Grecia durante questi stessi anni. Ricordarla diventa occasione per riflettere sulla storia degli studi nella prospettiva di un confronto con le più recenti tendenze di analisi e tutela di un patrimonio di interesse mondiale. Il convegno riunisce sia storici e archeologi, specialisti della Magna Grecia, di ambito nazionale e internazionale, sia rappresentanti istituzionali dei beni culturali dell’Italia meridionale e della Sicilia, proprio per discutere insieme sullo stato degli studi nello scenario culturale e politico della vita contemporanea, dove si tratta di distinguere ma non separare ricerca, tutela e promozione del territorio.

PROGRAMMA LUNEDÌ 27 NOVEMBRE 2023 Chiesa del Complesso Monumentale dei SS. Marcellino e Festo, largo San Marcellino 10, Napoli. Alle 9.30, saluti di apertura: Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli; Matteo Lorito, magnifico rettore dell’università di Napoli “Federico II”; Arturo De Vivo, professore emerito dell’università di Napoli “Federico II”; Andrea Mazzucchi, direttore del dipartimento di Studi umanistici dell’università di Napoli “Federico II”; Massimo Osanna, direttore generale Musei del MiC, università di Napoli “Federico II”; Luigi La Rocca, direttore generale Archeologia Belle arti e Paesaggio del Mic; Teresa Elena Cinquantaquattro, segretario regionale del MiC per la Campania; Alessandro Naso, direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici dell’università di Napoli “Federico II”; Giampaolo D’Andrea, presidente dell’associazione nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia (ANIMI). Alle 11, Bianca Ferrara (università di Napoli “Federico II”), Introduzione. Presidente: Giovanna Greco (università di Napoli “Federico II”); 11.15, Gianfranco Maddoli (ANIMI) “Memoria del mio primo incontro con le problematiche della Magna Grecia”; 11.45, Mario Lombardo (università del Salento) “I convegni di Taranto e il loro contributo alla ricerca sulla storia dell’archeologia della Magna Grecia: qualche osservazione”; 12.15, Massimo Osanna (direttore generale Musei del MiC, università di Napoli “Federico II”) “Gli organi di tutela nella seconda metà del Novecento”; 12.45, discussione. Dopo la pausa pranzo, presidente: Carmela Capaldi (università di Napoli “Federico II”). Alle 14.30, Rosalba Panvini (università di Catania) “L’attività di tutela in Sicilia tra storia e nuova organizzazione dell’amministrazione”; 15, Alfonsina Russo (parco archeologico del Colosseo) “I Parchi archeologici e le prospettive future: il caso del Parco archeologico del Colosseo”; 15.30, Fabio Pagano (parco archeologico dei Campi Flegrei) “La modernità ripensata. Presupposti e determinazioni nella nascita di un Parco archeologico”; 16, Francesco Sirano (parco archeologico di Ercolano) “Ercolano. I molti futuri di una città. Scoperte, tutela, valorizzazione e interazione con il territorio”; Dopo la pausa caffè, alle 17, Tiziana D’Angelo (parco archeologico di Paestum e Velia) “Nuove antichità pestane: storie e progetti di un Parco archeologico in trasformazione”; 17.30, Filippo Demma (parco archeologico di Sibari) “Proporre, progettare, realizzare. Sperimentazione e nuovi modelli di gestione dai Parchi archeologici della Calabria”; 18, Francesca Spatafora (archeologa, dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità siciliana) “I parchi archeologici siciliani: variazioni sul tema”; 18.30, discussione.

PROGRAMMA MARTEDÌ 28 NOVEMBRE 2023 Chiesa del Complesso Monumentale dei SS. Marcellino e Festo, largo San Marcellino 10, Napoli. Presidente: Luigi Cicala (università di Napoli “Federico II”). Alle 9.30, Maria Concetta Parello (parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi) “Dalla frana di Agrigento al Parco della Valle dei Templi: tutela, ricerca e valorizzazione di Akragas/Agrigentum”; 10, Luigi Maria Gattuso (parco archeologico di Gela) “Parco archeologico di Gela: tutela e valorizzazione”; 10.30, Brigitte Marin (École française de Rome), Valérie Huet (Centre Jean Bérard), Claude Pouzadoux (Université Paris Nanterre), Priscilla Munzi (Centre Jean Bérard) “Dal secondo dopoguerra agli anni ‘80, 40 anni di collaborazione italo-francese per la conoscenza della Magna Grecia e della Sicilia: attori, spazi e strategie della ricerca archeologica”; dopo la pausa caffè, presidente: Priscilla Munzi (Centre Jean Bérard): alle 11.30, Tiziana D’Angelo (parco archeologico di Paestum e Velia), Bianca Ferrara (università di Napoli “Federico II”) “Heraion alla foce del Sele: questi ultimi trent’anni di ricerca”; 12, Raffaella Bonaudo (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino), Bianca Ferrara (università di Napoli “Federico II”) “Roscigno – Monte Pruno tra valorizzazione e tutela. I progetti della Soprintendenza Archeologica e dell’Università degli Studi di Napoli”; 12.30, Rosalba Panvini (università di Catania), Marina Congiu (archeologa, soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Caltanissetta), Bianca Ferrara (università di Napoli “Federico II”) “Gela: una lunga collaborazione tra Università e Soprintendenza”; 13, discussione. Dopo la pausa pranzo, tavola rotonda “Omaggio a Juliette de La Genière: tra didattica, scavi e ricerche”, 15.30, introduce: Giovanna Greco “Didattica e ricerca tra Lille e Parigi”: Nathalie De Chaisemertin, Françoise Gaultier, Michel Gras, Stéphane Verger. Scavi E Ricerche A Paestum: Giuliana Tocco, Marina Cipriani, Bianca Ferrara, Antonella Tomeo; a Sala Consilina: Luigi Cicala, Maria Luisa Tardugno; in Basilicata: Annamaria Mauro, Carmelo Colelli; in Calabria: Elena Lattanzi, Raffaella Pierobon Benoit, Claudio Sabbione, Roberto Spadea; in Sicilia: Rosalba Panvini. Alle 18.30, Massimo Osanna (direttore generale Musei del MiC, università di Napoli “Federico II”) conclusioni.

Giornate europee del Patrimonio al parco archeologico dei Campi Flegrei: gli eventi al parco archeologico di Cuma e al castello di Baia

campi-flegrei_parco_giornate-europee-del-patrimonio_locandinaIl parco archeologico dei Campi Flegrei aderisce alle Giornate europee del Patrimonio 2022, iniziativa promossa dal ministero della Cultura e dedicata alla partecipazione al patrimonio culturale estesa a tutti i cittadini. Lo slogan scelto per questa edizione è “Patrimonio culturale sostenibile: un’eredità per il futuro”. Sabato 24 settembre 2022 il Parco ospita nei suoi luoghi mostre, passeggiate archeologiche e aperture straordinarie dei siti.

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Scavi archeologici nella città bassa di Cuma condotti dal Centre Jean Bérard (foto pa-fleg)

24 settembre 2022, parco archeologico di Cuma (dalle 9.30 alle 17). Il parco archeologico dei Campi Flegrei apre le porte della città bassa di Cuma a quanti vorranno visitare l’area e conoscere le novità e gli aggiornamenti che provengono dalle attività di scavo e ricerca condotte nel sito dall’università di Napoli “Federico II”, dall’università di Napoli L’Orientale” e dal Centre Jean Bérard. In particolare, l’équipe federiciana, diretta dalla professoressa Carmela Capaldi, illustrerà l’organizzazione del foro nella sua fase di funzionamento di età imperiale, con un focus sugli edifici di alta rappresentanza ubicati sul lato nord della piazza, di cui prosegue la progressiva messa in luce.  Al contempo, un ampio saggio di approfondimento effettuato al di sotto del lastricato di età romana permetterà di aprire una “finestra temporale” sulle importanti testimonianze che stanno emergendo relativamente all’organizzazione di questo settore della città nelle sue fasi di età greca e sannitica. Con l’università L’Orientale, sotto la guida del professor Matteo D’Acunto, si potrà invece entrare nel vivo di un cantiere archeologico assistendo in diretta al lavoro dell’équipe e agli interventi di scavo che si stanno conducendo presso l’abitato romano posto a nord del Foro. Si potranno dunque osservare sul campo attività, tecniche e metodologie proprie della ricerca archeologica, con uno spazio di approfondimento dedicato ai materiali di scavo e al loro prezioso corredo informativo. Il Centre Jean Bérard con la dottoressa Priscilla Munzi accompagnerà il pubblico nella visita della necropoli romana posta all’esterno della cinta muraria, in prossimità della Porta Mediana. Le indagini effettuate negli ultimi anni hanno permesso di indagare numerose tombe monumentali a camera ipogea per inumazioni plurime ma anche tombe individuali a cremazione, fornendo così nuovi dati e informazioni sui costumi funerari adottati dalle diverse componenti della comunità cumana. Orari di visita: 10, 11.30, 13, 15.

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Visite guidate col prof. Carlo Rescigno e i colleghi dell’università Vanvitelli a Cuma (foto pa-fleg)

Il programma di sabato 24 settembre 2022 abbraccia anche l’Acropoli dove l’équipe dell’università della Campania Luigi Vanvitelli diretta dal professor Carlo Rescigno, illustrerà i risultati delle ricerche condotte presso la Rocca Cumana e, in particolare, gli esiti dell’ultima campagna di scavo, che ha interessato l’ampio spazio verde adiacente la terrazza inferiore. Qui è stato messo in luce, per una parte del suo sviluppo, un edificio ecclesiale absidato con annesso sepolcreto, il cui ritrovamento va ad arricchire di ulteriori tasselli il racconto e la conoscenza delle fasi medievali della città di Cuma. Orari di visita: 9.30, 11, 12.30, 14, 16. La prenotazione non è obbligatoria. Per entrambi gli eventi si accede con regolare biglietto di ingresso al sito.

baia_castello_mostra-terramadre_locandina24 settembre 2022, Castello di Baia (alle 11.30). Inaugurazione della mostra “TERRAMADRE riaffiora la vita” a cura di Premio Campi Flegrei 2022. La mostra porta a compimento la VI edizione del Premio Campi Flegrei, concorso fotografico curato dall’associazione culturale Flegrea Photo. Sono stati circa 40 i fotografi che hanno partecipato con oltre 200 immagini, selezionate dalla Giuria del Concorso, formata da Luigi Spina fotografo artista e presidente della stessa, Fabio Pagano direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei e Francesco Soranno presidente di Flegrea Photo. Si accede con regolare biglietto di ingresso al sito.

Pompei. “Su il sipario! Cantiere in Scena”: in scena i restauri in corso e i recenti studi sulla Villa di Diomede lungo via dei Sepolcri. Apertura del cantiere al pubblico e presentazione del libro “The Villa of Diomedes: The making of a Roman villa in Pompeii”

“Su il sipario! Cantiere in Scena”: in scena i restauri in corso e i recenti studi sulla Villa di Diomede a Pompei. Venerdì 2 luglio 2021 si alza il sipario sul cantiere di restauro della Villa di Diomede, lo scenografico complesso residenziale posto lungo la via dei Sepolcri, presso la necropoli di Porta Ercolano, con due appuntamenti: dalle 10.30 alle 15.30, apertura del cantiere al pubblico; alle 16.30, presentazione del libro “The Villa of Diomedes: The making of a Roman villa in Pompeii”.

Restauratrici al lavoro nella Villa di Diomede a Pompei (foto parco archeologico di pompei)

“L’evento dal titolo Su il sipario! Cantiere in Scena“, spiega il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, “si inserisce in un filone di iniziative ispirate al concetto di Archeologia Pubblica promosse dal PAP in collaborazione con gli operatori economici, nel caso specifico la De Marco Srl di Bari e Lithos Srl di Venezia, che avevano proposto la loro partecipazione in sede di gara come miglioria. Una buona pratica che può rappresentare un modello per i futuri cantieri del Parco così come di ogni sito archeologico. Pompei è un luogo vivo anche grazie alle ricerche e ai lavori di restauro che continuano ed è nostro obiettivo rendere il pubblico sempre più partecipe di queste attività, proseguendo così l’approccio inclusivo alla fruizione sviluppato nell’ambito del Grande Progetto Pompei sotto la direzione di Massimo Osanna, che ringraziamo per la presenza a questo evento.”

La Villa di Diomede a Pompei in un acquerello del Settecento

Tra i primissimi edifici scavati nel sito di Pompei, tra il 1771 e il 1775, è uno dei monumenti più descritti e rappresentati dai viaggiatori del Grand Tour. Oggetto di un lungo e articolato progetto di ricerca, il complesso, attualmente in fase di restauro, il 2 luglio 2021 sarà aperto al pubblico, che potrà visitarne gli ambienti più rappresentativi e assistere agli interventi in corso. Dalle 10.30 alle 15.30 i visitatori potranno accedere per la visita al cantiere, accompagnati dai tecnici e restauratori. La durata della visita, per massimo 5 visitatori alla volta, sarà di circa 15 minuti. Non è necessaria prenotazione. Ingresso: via dei Sepolcri. I lavori e i restauri in corso rientrano nell’Intervento Grande Progetto Pompei I – Restauro dell’area della necropoli di porta Ercolano e sono diretti dall’arch. Annamaria Mauro; il Responsabile Unico del Procedimento è l’ing. Armando Santamaria. Le imprese esecutrici sono la De Marco Srl di Bari e la Lithos Srl di Venezia.

La copertina del libro “The Villa of Diomedes: The making of a Roman villa in Pompeii”

Alle 16.30 sarà presentato, in anteprima, il libro “The Villa of Diomedes: The making of a Roman villa in Pompeii”, in cui confluiscono i dati dei recenti studi e ricerche condotti da un team internazionale e multidisciplinare, coordinato da Hélène Dessales (École normale supérieure, AOROC, UMR 8546, PSL Research University). Interverranno: Massimo Osanna, direttore generale dei Musei; Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei; Annamaria Mauro, direttore dei lavori; Claude Pouzadoux, direttrice del Centre Jean Bérard; Priscilla Munzi, direttrice aggiunta del Centre Jean Bérard; Hélène Dessales, coordinatrice del progetto di ricerca (ENS, AOROC) e curatrice del libro; Elvira Boglione e Pasquale de Marco, rappresentanti delle imprese esecutrici.

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L’archeologa francese Hélène Dessales

Curatrice del volume, Hélène Dessales è docente di archeologia all’École normale supérieure (Parigi). Il suo lavoro si concentra sull’architettura e le tecniche di costruzione nel periodo romano, in particolare sul sito di Pompei. Il libro riunisce i contributi di altri ventisette specialisti francesi e italiani: Clotilde Boust, Mathilde Carrive, Julien Cavero, Guilhem Chapelin, Arnaud Coutelas, Rita Deiana, Marco Di Ludovico, Giuseppina De Martino, Julien Dubouloz, Ambre d’Harcourt, Éloïse Letellier-Taillefer, Filippo Lorenzoni, Anne Maigret, Gaetano Manfredi, Frédérique Marchand-Beaulieu, Annamaria Mauro, Andrea Milanese, Claudio Modena, Florence Monier, Alban-Brice Pimpaud, Jean Ponce, Andrea Prota, Enzo Rizzo, Amedeo Rossi, Alfonso Santoriello, Agnès Tricoche e Maria Rosa Valluzzi. Con la prefazione di Claude Pouzadoux, Massimo Osanna e Stéphane Verger. Coordinamento editoriale di Magali Cullin-Mingaud. Il libro è una coedizione del laboratorio AOROC e del Centre Jean Bérard presso l’editore Hermann, Parigi.

Modello 3D della villa di Diomede a Pompei realizzato dal team di studio multidisciplinare coordinato da Hélène Dessales (foto parco archeologico di pompei)

Avviato nel 2012, il programma di studi multidisciplinare ha ripercorso l’evoluzione dell’edificio, dalla materiale costruzione della villa romana agli interventi di età moderna e contemporanea. I vari cantieri antichi che ne hanno scandito la vita fino all’eruzione del Vesuvio del 79 d. C. sono stati individuati e modellati, così come i restauri che l’hanno trasformata dalla fine del XVIII secolo ai nostri giorni. Nell’ambito di tale ricerca, diverse competenze sono state integrate: storia degli scavi e dei restauri, archeologia della costruzione, database, sistema informativo geografico, geofisica, ingegneria strutturale, informatica e modellazione 3D. I trentatré contributi riuniti riflettono i vari punti di vista incrociati sull’intera costruzione di questa villa singolare.

Giornate europee del patrimonio 2020: tutti gli appuntamenti del parco archeologico dei Campi Flegrei, da Cuma a Baia, dal lago d’Averno alla Piscina Mirabilis, dal parco sommerso al museo archeologico

Il Parco archeologico dei Campi Flegrei aderisce anche quest’anno alle Giornate Europee del Patrimonio 2020, iniziativa promossa dal MiBACT e dedicate al tema dell’educazione. Lo slogan scelto per questa edizione è “Imparare per la vita”. Durante il fine settimana del 26 e 27 settembre 2020 il Parco celebrerà l’attività di ricerca e ospiterà, laboratori, attività didattiche, spettacoli, aperture straordinarie dei siti e passeggiate archeologiche. Nella giornata di sabato 26 settembre è inoltre prevista un’apertura serale al Castello di Baia con il biglietto d’ingresso al costo simbolico di 1 euro. Tutti gli eventi sono contingentati a prevedono il rispetto delle misure di prevenzione del contagio da Covid-19 secondo la normativa vigente. A questo link è possibili visionare il programma dettagliato con tutte le istruzione per la prenotazione: http://www.pafleg.it/it/4405/news/237/giornate-europee-del-patrimonio-26-27-settembre.

La città bassa di Cuma oggetti di ricerche archeologiche (foto pafleg)

Sabato 26 e domenica 27 settembre 2020 a partire dalle 10 al Parco archeologico di Cuma sarà visitabile in maniera straordinaria la città bassa. Sarà l’occasione per approfondire gli studi e le ricerche archeologiche in corso, a cura dell’università di Napoli L’Orientale, dell’università di Napoli “Federico II”, del Centro Jean Bérard e dell’università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Gli archeologi dell’università della Campania “Luigi Vanvitelli”, diretti dal professor Carlo Rescigno, illustreranno i risultati delle ricerche, ancora in corso, sul Tempio A di Cuma, raro esempio di architettura sannitica della seconda metà del IV sec. a.C. L’università di Napoli “Federico II”, sotto la direzione della professoressa Carmela Capaldi, si soffermerà in particolare sulle fasi più antiche rinvenute nei saggi di approfondimento del settore nord-occidentale della foro. L’università di Napoli L’Orientale, con la direzione scientifica del professor Matteo D’Acunto, affronterà l’argomento dell’edilizia domestica nella zona dell’abitato a Nord del foro, disegnandone l’evoluzione dal villaggio pre-ellenico alla città greco-romana. Il Centre Jean Bérard di Napoli, guidato da Priscilla Munzi, si soffermerà in particolare sulle tombe di età tardo-repubblicana approfondendo aspetti antropologico-sociali legati alla convivenza di individui di origini greche, sannitiche e latine in un racconto che si definisce “All’insegna dell’Altro”.

Per la prima volta dopo diversi anni riapre al pubblico il parco archeologico di Liternum  a Giugliano. L’università della Tuscia, coordinata dal professor Salvatore De Vincenzo, sarà presente all’evento nelle mattinate di sabato e domenica per illustrare le ricerche compiute e le nuove acquisizioni che hanno arricchito il panorama di conoscenze sulla città antica, focalizzando in particolare sull’area del foro e sui monumenti circostanti.

Altre due aperture straordinarie saranno protagoniste della giornata di sabato 26: quella della Necropoli di Cappella al Monte di Procida e quella del Tempio di Apollo sul Lago d’Averno.

Due passeggiate archeologiche saranno protagoniste dell’iniziativa “Convergenze Flegree”, organizzata dal Parco in collaborazione con i comuni di Bacoli, Monte di Procida e Pozzuoli e con il supporto logistico di Federalberghi Campi Flegrei. I  due percorsi convergeranno nel luogo simbolo della unicità e complementarietà del territorio flegreo, il Castello di Baia. Le passeggiate si svolgeranno in contemporanea lungo i nuovi e gli antichi percorsi pedonali ancora riconoscibili: una, denominata “L’antico percorso dei marinai Montesi”, attraverserà i Comuni di Monte di Procida e Bacoli facendo tappa alla Necropoli di Cappella, l’altra, dal titolo “Intorno alle cupole”, quelli di Pozzuoli e Bacoli con sosta al Tempio di Apollo sul Lago d’Averno.

Sabato 26 settembre 2020 sarà la volta dell’apertura serale straordinaria al costo speciale di 1 euro. “Dark Bubbles. Una serata “proiettati” nei resti sommersi di Baia” è una video immersione in notturna trasmessa in diretta nel Castello di Baia che illustrerà i nuovi mosaici, i lavori di restauro, lo sviluppo delle ricerche condotte nelle Terme del Lacus nel Parco sommerso di Baia. La serata sarà presentata dal direttore del Parco Fabio Pagano insieme a Enrico Gallocchio e Barbara Davidde dell’Istituto Centrare per il Restauro che ha coordinato la campagna di questa estate.

Il castello di Baia sede del museo Archeologico dei Campi Flegrei (foto pafleg)

Ci sarà spazio anche per le attività dedicate ai bambini. Tutto il week end alla Piscina Mirabilis a cura dell’ATS Stramirabili si terrà “StraMirabilis in famiglia – laboratorio di argilla per bambini” mentre al Tempio di Serapide l’ATI Macellum organizzerà un ricco programma di eventi e laboratori per tutta la famiglia. Ultimo evento domenica mattina dal titolo “FLEG Workout. Il movimento con la storia intorno. Dal Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia alla Tomba di Agrippina”. Il percorso proposto partirà dal Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia e giungerà alla Tomba di Agrippina per far ritorno di nuovo al Castello con visita alla Terrazza superiore e alla sezione del Rione Terra. A cura di FLEG Workout.