Sibari (Cs). Week end speciale al parco archeologico: venerdì “Una notte in riserva”, con visita inedita ai depositi, e Community Card con gadget in omaggio; sabato seconda conferenza del ciclo #nonrompeteci e apertura mostra “Il flauto e il vaso”, nell’ambito di Fumetto Fest
La primavera porta aria nuova al Parco archeologico di Sibari che ha organizzato ben tre importanti appuntamenti nelle giornate di venerdì e sabato, all’insegna della rinascita e dell’impegno culturale e sociale. Si parte venerdì 22 marzo 2024 con “Una notte in riserva”, iniziativa organizzata per condividere con visitatori e ricercatori il patrimonio nascosto e ben custodito delle stanze dei depositi del museo Archeologico nazionale della Sibaritide che, per una notte, saranno visitabili. Dopo una bella spolverata, infatti, i depositi del Parco apriranno le porte alla primavera con due turni di visite guidate su prenotazione, alle 19 e alle 21, in compagnia di esperti archeologi, si potranno vedere cose mai esposte prima. La serata è anche l’occasione per sottoscrivere la Community Card, l’abbonamento annuale che consente di partecipare a tutte le iniziative del Parco, dalle mostre ai concerti, alle aperture straordinarie, oltre che naturalmente di accedere al museo ed alle aree archeologiche in qualunque giornata dell’anno. Chi richiederà la card in questa occasione riceverà in omaggio gli stilosissimi gadget del Parco: calendario, borsa, notebook… fino ad esaurimento.

Filippo Demma. direttore del parco archeologico di Sibari (foto drm-calabria)
“A Sibari i depositi archeologici si chiamano tradizionalmente riserve”, racconta il direttore Filippo Demma, “e in effetti sono una miniera di conoscenze che attendono di essere sviluppate e diffuse. In questi mesi li abbiamo messi al centro di un importante progetto che ne ha previsto la messa in sicurezza, la ristrutturazione e il potenziamento, strutturale ed infrastrutturale. Lo avevamo annunciato a febbraio dello scorso anno e, oggi, dopo un anno, passiamo alla fase operativa organizzando una prima esposizione che abbiamo intenzione di ripetere ad ogni cambio di stagione. Parliamo di circa 500mila reperti contenuti in 20mila cassette che sono state rimesse in ordine e trasferite nei nuovi depositi. Si tratta di una riserva immensa di oggetti d’uso, reperti ed in più di un caso di vere e proprie opere d’arte per lo più inedite, che con ogni probabilità contengono il potenziale per consentirci di riscrivere la storia dell’alto Jonio Cosentino, ma in qualche misura dell’intera Magna Grecia”.
Il weekend di grandi appuntamenti continua sabato 23 marzo 2024, alle 18, con la seconda conferenza del ciclo #nonrompeteci, il progetto di contrasto alla violenza sulle donne attraverso la cultura organizzato in collaborazione con il Centro Antiviolenza Fabiana di Corigliano-Rossano. Stavolta il tema trattato sarà quello della medicina di genere e dell’accesso alle cure che riguardano il benessere sessuale femminile, e sarà a cura di Paola Sammarro, fondatrice del centro ostetrico “Io Calabria”, realtà d’eccellenza calabrese per la sanità e il benessere intimo femminile, e direttrice di “Io Calabria Magazine”, testata giornalistica che promuove una conoscenza consapevole del corpo femminile a tutte le età.
Alle 19, infine, ci sarà l’inaugurazione del Fumetto Fest con la prima iniziativa, cioè la presentazione della mostra “Il flauto e il vaso”, il fumetto di Simone Montozzi, in arte Tso. Il parco archeologico di Sibari, infatti, partecipa all’iniziativa “Fumettineimusei” del ministero della Cultura – guidato dal ministro Gennaro Sangiuliano – ma ha voluto fare di più organizzando un intero mini Festival dedicato a quest’arte: un Fumetto Fest appunto. Dal 23 marzo al 31 dicembre 2024 mostre di residenze d’artista e laboratori creativi avranno luogo tra il museo Archeologico nazionale della Sibaritide e il museo del Fumetto di Cosenza “gemellati” per l’occasione. L’apertura di sabato 23 marzo 2024 sarà straordinaria: il museo sarà visitabile fino alle 23, l’orario più consono ai supereroi, con ingresso gratuito a partire dalle 17. “Il Museo che immaginavamo quando abbiamo iniziato a lavorare al progetto Sibari”, conclude il direttore Demma, “prende sempre più forma. Ci stiamo trasformando sempre più nel centro culturale di aggregazione di una comunità: laboratori, mostre, sale espositive e depositi aperti fino a tarda sera, concerti ed eventi. In questo modo diventiamo sempre più un punto di riferimento per la vita culturale della comunità, un luogo di informazione e formazione fondamentale per operare una rivoluzione culturale”.
Sibari (Cs). È arrivata la nuova PAS Community card che permette di entrare tutto l’anno al parco archeologico. Demma: “Uno strumento per facilitare la partecipazione culturale di ogni tipo di pubblico, per consentire a tutti di frequentare il Museo ed il Parco senza limitazioni”
Prendi il PAS ed entri tutto l’anno al parco archeologico di Sibari. Il parco di Sibari ha presentato la P(arco) A(rcheologico di) S(ibari) Community card, un colorato e stiloso pass che con soli 12 euro per l’intero e 5 euro per il ridotto (18-25 e over 65), darà accesso al Parco per tutto il 2024. Come funziona? I possessori della Card, soltanto esibendola ogni volta, potranno entrare nel museo nazionale Archeologico della Sibaritide, nell’area archeologia del Parco del Cavallo nelle strutture afferenti al Parco di Sibari. Si potranno quindi visitare le collezioni permanenti, le mostre temporanee, ma tornare ogni volta per partecipare gratuitamente agli eventi, ai concerti estivi, alle visite guidate programmate e alle attività didattiche. Un ricco programma che va dai laboratori di archeologia sperimentale in cui si lavorerà la ceramica alla maniera degli antichi o si parteciperà a uno scavo simulato, alle esperienze sulla cucina dell’antica Sibari, fino ad arrivare al calendario di concerti ed eventi estivi che stiamo preparando per voi. Tutto questo per tutto l’anno ed al costo una tantum di una pizza o di una serata al cinema.
La Community card PAS è disponibile dal 17 febbraio 2024 e si può acquistare nelle biglietterie del MuNAS, dell’area archeologica del parco del Cavallo e al museo Archeologico nazionale “Laviola” di Amendolara. Community card PAS, quindi, rappresenta un modo per entrare al MuNAS e al Parco archeologico di Sibari quando si vorrà per immergersi nella cultura, non solo archeologica. Per chi non vorrà perdersi nessuna iniziativa il consiglio è quello di seguire costantemente i canali social del Parco di Sibari e attivare le notifiche.

Filippo Demma. direttore del parco archeologico di Sibari (foto drm-calabria)
“Questa card diventa per noi una sorta di compagna di viaggio”, spiega il direttore del Parco, Filippo Demma, “visto che oltre alle attività laboratoriali e culturali permetterà di accedere anche agli eventi speciali come mostre, spettacoli, concerti e rassegne varie. Abbiamo voluto chiamarla Community card, perché la intendiamo come uno strumento per facilitare la partecipazione culturale di ogni tipo di pubblico, per consentire a tutti di frequentare il Museo ed il Parco senza limitazioni, di entrare nel nostro mondo, anzi di più, di contribuire a crearlo. Da sempre siamo in posizione di ascolto del nostro pubblico che cerchiamo di coinvolgere nella gestione del patrimonio che gli appartiene e anche nella produzione di cultura. Quest’anno, per la prima volta in Calabria, apriremo stabilmente i depositi archeologici, svelando tesori normalmente celati alla vista, metteremo in mostra nelle sale reperti trafugati dalle nostre terre e recuperati dai nostri Carabinieri in ogni parte del mondo, valorizzeremo il legame con il territorio ospitando festival musicali e performances teatrali, illumineremo gli scavi di notte e balleremo sulle note delle danze tradizionali, rifletteremo su temi importanti come la violenza di genere, parleremo di prevenzione delle catastrofi naturali in collaborazione con la Protezione Civile Nazionale e Regionale. Tutte iniziative tra le quali i possessori della card potranno scegliere senza preoccuparsi dei costi”.
Sibari. Il parco archeologico lancia il programma di attività culturali e didattiche 2024: offerta aumentata e diversificata per bambini, adulti, scuole. Il direttore Demma: “Nessuno escluso”
“Nessuno escluso”: al via il programma di attività culturali e didattiche del Parco archeologico di Sibari per il 2024. Un’offerta aumentata e diversificata che valorizza ma, allo stesso tempo, forma: bambini, adulti, scuole. Iniziative che raccontano e fanno vivere l’archeologia del territorio con strumenti diversi, parlando a tutti attraverso il patrimonio culturale del Parco e le collezioni dei suoi musei. È questa la programmazione delle attività culturali e dei laboratori didattici del parco archeologico di Sibari per il 2024. Conoscere e costruire consapevolezza e senso di appartenenza verso un territorio che ha sempre più da dirci attraverso le attività che il Parco propone alla comunità: laboratori di archeologia sperimentale, scavi simulati, esperienze immersive, approfondimenti storici ed archeologici, letture e creatività attraverso il mito antico, laboratori specifici per persone con disabilità. E, ancora, le conferenze di #nonrompeteci, il progetto di contrasto alla violenza di genere costruito insieme al Centro Antiviolenza Fabiana di Corigliano-Rossano. L’offerta si articola in due sezioni, una aperta a tutti e concentrata nei fine settimana, per favorire una più ampia partecipazione, l’altra infrasettimanale e specifica per le scuole di ogni ordine e grado, che potranno prenotare la partecipazione delle proprie classi. I laboratori si terranno negli spazi del Museo nazionale archeologico della Sibaritide e saranno gratuiti e inclusi nel costo del biglietto d’ingresso. “Attraverso l’attività culturale, educativa e didattica”, spiega il direttore Filippo Demma, “il Parco continua ad aprirsi e ad incontrare il territorio e la comunità in maniera diretta e accessibile. La programmazione a lungo termine che abbiamo costruito quest’anno vuole andare incontro alle esigenze di tutti: le iniziative che proponiamo ampliano la già ricca offerta del 2023 con l’obiettivo di raggiungere il più alto numero possibile di persone e rendere il Parco un luogo per tutti, senza nessuna esclusione”.

Filippo Demma. direttore del parco archeologico di Sibari (foto drm-calabria)
IL CALENDARIO DEI LABORATORI. Laboratori del fine settimana per tutti. L’antica Sibari: approfondimenti su comunità, natura e musica al tempo dell’antica Sibari. Domenica 24 marzo, 26 maggio, 20 ottobre 2024. Ore 17. A cura della Coop. Thurio – info 3280337378; Sperimentare l’archeologia: laboratori di archeologia sperimentale. Dalla costruzione di una capanna preistorica alla lavorazione della pietra, dei metalli, delle pelli e della terracotta. Particolarmente adatto a bambini e adulti. Domenica 11 febbraio, 10 marzo, 14 aprile, 5 maggio, 6 ottobre, 17 novembre 2024. Ore 16. A cura di Archeoart – info 3381300972; Dall’argilla al vaso: laboratorio ceramico ispirato alle tecniche antiche, con realizzazione di vasellame e visita guidata. Particolarmente adatto a bambini e adulti. Domenica 25 febbraio. Ore 16. A cura di Itineraria Bruttii – info 3283715348. Favole antiche per bambini creativi: laboratori di lettura e attività pratiche per bambini, ispirate alle storie dell’antichità. Sabato 20 aprile, 18 maggio, 22 giugno, 6 luglio. Ore 16.30. A cura di Casa Naima – info 3343059729. Letture al tramonto: riflessioni su pagine di poesia e prosa con gli autori, reading su temi di attualità. Sabato 20 aprile, 18 maggio, 22 giugno, 6 luglio. Ore 18. A cura di Casa Naima – info 3343059729. Le conferenze di #nonRompeteci: incontri tematici tenuti da specialisti sul contrasto alla violenza contro le donne. Le conferenze sono precedute da visite guidate gratuite curate dall’Ass. SosteniAmo. Domenica 3 marzo, 7 aprile, 12 maggio. Conferenze ore 17. Visite guidate ore 16. A cura dei Servizi educativi del Parco – info 3371603495. Laboratori dedicati a persone con disabilità a cura di Archeoart (info 3381300972) e Itineraria Bruttii (info 3283715348). Laboratori didattici per le scuole di ogni ordine e grado. L’antica Sibari: riflessioni partecipate su comunità, natura e musica al tempo dell’antica Sibari. Lezioni di archeologia, esperienze creative ed uso del digitale. A cura della Coop. Thurio (info 3280337378); Sperimentare l’archeologia: laboratori in cui ci si sporca le mani di archeologia sperimentale: dalla costruzione di una capanna preistorica alla lavorazione della pietra, dei metalli, delle pelli e della terracotta. A cura di Archeoart (info 3381300972); Archeosibaritide: laboratori esperienziali di archeologia sulla ceramica, la lavorazione della pietra e la realizzazione del mosaico con visita guidata alle nostre collezioni. A cura di Itineraria Bruttii – info 3283715348. Essere archeologi: scavo simulato, visite immersive e laboratori con la selce, dal rinvenimento al microscopio. A cura di Ethra – info 3397073562/3476204700. ArcheoCamper: fare intercultura ed inclusione sociale in museo. Racconti, esperienze creative, visite guidate nelle lingue del mondo. Laboratori aperto ai minori ed ai nuclei familiari accolti nei progetti di accoglienza SAI/CAS. A cura di CSC-Credito senza confini e CIDIS Onlus – info 3280664676.
Cassano All’Ionio (Cs). Al museo nazionale Archeologico della Sibaritide il convegno “Monitorare per preservare i territori dai cambiamenti climatici: patrimonio culturale, un bene da salvaguardare”. Ecco il ricco programma

La sede del museo nazionale Archeologico della Sibaritide a Cassano all’Ionio (Cs) (foto drm-calabria)
Al museo nazionale Archeologico della Sibaritide si discute di cambiamenti climatici e salvaguardia del patrimonio culturale nel convegno “Monitorare per preservare i territori dai cambiamenti climatici: patrimonio culturale, un bene da salvaguardare”, organizzato dal ministero della Cultura, dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e dal parco archeologico di Sibari: appuntamento lunedì 15 gennaio 2024, nella sala conferenze del museo nazionale Archeologico della Sibaritide a Cassano All’Ionio (Cs). Gli esperti discuteranno di metodologie e sistemi avanzati per prevenire e mitigare il rischio idrogeologico in particolare in riferimento a situazioni che interessano direttamente le aree archeologiche e i musei. Il problema a Sibari è particolarmente sentito, vista l’alluvione subìta dal Parco nel 2013: l’obiettivo – spiegano al museo – è che quanto accaduto a Sibari oltre dieci anni fa non si ripeta mai più.
Si comincia alle 9.45 con i saluti istituzionali affidati a Filippo Demma, direttore del parco archeologico di Crotone e Sibari; Paola Aurino, soprintendente ABAP di Cosenza; Gianluca Gallo, assessore all’Agricoltura della Regione Calabria; e Giovanni Papasso, sindaco di Cassano All’Ionio, comune all’interno del quale ricade il parco archeologico di Sibari. Subito dopo si entra nel vivo dei lavori. Gli interventi – moderati dall’ingegnere Antonio Spalletta e dal generale Carlo Magrassi – inizieranno con la relazione dell’ingegnere Angelo Antonio Orlando, dirigente unità di missione PNRR del ministero della Cultura. A seguire, il collega Paolo Iannelli della direzione generale Sicurezza MIC, relazionerà su “Il Piano Straordinario di Monitoraggio e Conservazione dei beni Culturali Immobili”. All’ingegnere Silvano Pecora della direzione generale Uso sostenibile del Suolo e delle Risorse idriche dipartimento Sviluppo sostenibile M.A.S.E dirigente divisione IV è affidata invece la dissertazione su “Il Sistema Nazionale di Monitoraggio Integrato”. La dottoressa Vera Corbelli, segretario generale dell’Autorità di Bacino Meridionale, parlerà invece de “Il sistema dei Beni Culturali/Storici/Architettonici nei processi di gestione del rischio idrogeologico: Bene da difendere quale ricchezza del Nostro Paese”.
Quindi il generale Luca Baione, Aeronautica Militare, de “L’integrazione delle reti di osservazione: requisito irrinunciabile per l’adattamento al cambiamento climatico” e la dottoressa Federica Gonzato, soprintendente ABAP Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini di “Eventi emergenziali e il rilievo del danno al patrimonio paesaggistico”. Il dottor Alberto Bruni, del parco archeologico di Pompei presenterà il caso de “Il PON Legalità 2014-2020 per la Safety & security delle Aree archeologiche del SUD”, mentre Andrea Schiappelli, del parco archeologico del Colosseo, parlerà del work in progress de “Il sistema di monitoraggio del Parco MPAC e il progetto dei 6 Parchi”. A seguire, la dottoressa Piera Di Vito dell’Agenzia Spaziale Europea, parlerà di “ESA-Incubed: opportunità correnti e future”; l’architetto Caterina Loddo, dirigente della Regione Calabria, racconterà “Il Sistema Informativo della Regione Calabria per la digitalizzazione dei Beni Culturali”. Ultime relazioni affidate a due docenti. Il professor Mauro Fiorentino, dell’università della Basilicata, parlerà di “Impatti dei cambiamenti climatici e rischio alluvionale”, mentre il collega Gino Mirocle Crisci, professore emerito dell’università della Calabria e presidente del Consorzio Cultura e Innovazione interverrà su “La prevenzione: Un possibile modello per futuri interventi”. Previsto anche un intervento degli stakeholder assegnatari dello sviluppo del sistema di monitoraggio integrato MASE, definizione di area di sperimentazione nel parco archeologico per verificare il funzionamento di piattaforme del sistema integrato o della carta del rischio del MIC. Conclusioni affidate al direttore parco archeologico Sibari-Crotone, Filippo Demma, e a Vito Maria Rosario D’Adamo, capo segreteria sottosegretario di Stato sen. Lucia Borgonzoni MIC e consigliere amministrazione parco archeologico Sibari.
Napoli. Al Complesso Monumentale dei SS. Marcellino e Festo il convegno internazionale “Magna Grecia nel secondo dopoguerra tra scoperte e tutela: politiche culturali e protagonisti. Omaggio a Juliette de La Genière”, in presenza e on line: due giorni di confronto sulle politiche culturali riguardanti il patrimonio archeologico della Magna Grecia nel corso della seconda metà del Novecento
“Magna Grecia nel secondo dopoguerra tra scoperte e tutela: politiche culturali e protagonisti. Omaggio a Juliette de La Genière” è il titolo del convegno internazionale, organizzato dal Dipartimento federiciano di Studi umanistici (con la responsabilità scientifica di Bianca Ferrara) e in collaborazione con il Centre Jean Bèrard di Napoli, in programma il 27 e 28 novembre 2023 nel Complesso di San Marcellino di Napoli, a partire dalle 9.30. Teams diretta streaming ID riunione: 311 312 168 060 Passcode: ruWHxv. L’evento richiama l’attenzione sulle politiche culturali riguardanti il patrimonio archeologico della Magna Grecia nel corso della seconda metà del Novecento. Si tratta di anni che hanno visto profonde trasformazioni sia nel campo della ricerca sia nel campo delle idee e delle pratiche relative alla gestione e alla valorizzazione dei beni culturali dell’Italia meridionale e della Sicilia.

L’archeologa Juliette de La Genière (1927-2022) (foto Centre Jean Bérard)
L’incontro è dedicato alla memoria di Juliette de La Genière, che è stata una protagonista della ricerca archeologica in Magna Grecia durante questi stessi anni. Ricordarla diventa occasione per riflettere sulla storia degli studi nella prospettiva di un confronto con le più recenti tendenze di analisi e tutela di un patrimonio di interesse mondiale. Il convegno riunisce sia storici e archeologi, specialisti della Magna Grecia, di ambito nazionale e internazionale, sia rappresentanti istituzionali dei beni culturali dell’Italia meridionale e della Sicilia, proprio per discutere insieme sullo stato degli studi nello scenario culturale e politico della vita contemporanea, dove si tratta di distinguere ma non separare ricerca, tutela e promozione del territorio.
PROGRAMMA LUNEDÌ 27 NOVEMBRE 2023 Chiesa del Complesso Monumentale dei SS. Marcellino e Festo, largo San Marcellino 10, Napoli. Alle 9.30, saluti di apertura: Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli; Matteo Lorito, magnifico rettore dell’università di Napoli “Federico II”; Arturo De Vivo, professore emerito dell’università di Napoli “Federico II”; Andrea Mazzucchi, direttore del dipartimento di Studi umanistici dell’università di Napoli “Federico II”; Massimo Osanna, direttore generale Musei del MiC, università di Napoli “Federico II”; Luigi La Rocca, direttore generale Archeologia Belle arti e Paesaggio del Mic; Teresa Elena Cinquantaquattro, segretario regionale del MiC per la Campania; Alessandro Naso, direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici dell’università di Napoli “Federico II”; Giampaolo D’Andrea, presidente dell’associazione nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia (ANIMI). Alle 11, Bianca Ferrara (università di Napoli “Federico II”), Introduzione. Presidente: Giovanna Greco (università di Napoli “Federico II”); 11.15, Gianfranco Maddoli (ANIMI) “Memoria del mio primo incontro con le problematiche della Magna Grecia”; 11.45, Mario Lombardo (università del Salento) “I convegni di Taranto e il loro contributo alla ricerca sulla storia dell’archeologia della Magna Grecia: qualche osservazione”; 12.15, Massimo Osanna (direttore generale Musei del MiC, università di Napoli “Federico II”) “Gli organi di tutela nella seconda metà del Novecento”; 12.45, discussione. Dopo la pausa pranzo, presidente: Carmela Capaldi (università di Napoli “Federico II”). Alle 14.30, Rosalba Panvini (università di Catania) “L’attività di tutela in Sicilia tra storia e nuova organizzazione dell’amministrazione”; 15, Alfonsina Russo (parco archeologico del Colosseo) “I Parchi archeologici e le prospettive future: il caso del Parco archeologico del Colosseo”; 15.30, Fabio Pagano (parco archeologico dei Campi Flegrei) “La modernità ripensata. Presupposti e determinazioni nella nascita di un Parco archeologico”; 16, Francesco Sirano (parco archeologico di Ercolano) “Ercolano. I molti futuri di una città. Scoperte, tutela, valorizzazione e interazione con il territorio”; Dopo la pausa caffè, alle 17, Tiziana D’Angelo (parco archeologico di Paestum e Velia) “Nuove antichità pestane: storie e progetti di un Parco archeologico in trasformazione”; 17.30, Filippo Demma (parco archeologico di Sibari) “Proporre, progettare, realizzare. Sperimentazione e nuovi modelli di gestione dai Parchi archeologici della Calabria”; 18, Francesca Spatafora (archeologa, dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità siciliana) “I parchi archeologici siciliani: variazioni sul tema”; 18.30, discussione.
PROGRAMMA MARTEDÌ 28 NOVEMBRE 2023 Chiesa del Complesso Monumentale dei SS. Marcellino e Festo, largo San Marcellino 10, Napoli. Presidente: Luigi Cicala (università di Napoli “Federico II”). Alle 9.30, Maria Concetta Parello (parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi) “Dalla frana di Agrigento al Parco della Valle dei Templi: tutela, ricerca e valorizzazione di Akragas/Agrigentum”; 10, Luigi Maria Gattuso (parco archeologico di Gela) “Parco archeologico di Gela: tutela e valorizzazione”; 10.30, Brigitte Marin (École française de Rome), Valérie Huet (Centre Jean Bérard), Claude Pouzadoux (Université Paris Nanterre), Priscilla Munzi (Centre Jean Bérard) “Dal secondo dopoguerra agli anni ‘80, 40 anni di collaborazione italo-francese per la conoscenza della Magna Grecia e della Sicilia: attori, spazi e strategie della ricerca archeologica”; dopo la pausa caffè, presidente: Priscilla Munzi (Centre Jean Bérard): alle 11.30, Tiziana D’Angelo (parco archeologico di Paestum e Velia), Bianca Ferrara (università di Napoli “Federico II”) “Heraion alla foce del Sele: questi ultimi trent’anni di ricerca”; 12, Raffaella Bonaudo (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino), Bianca Ferrara (università di Napoli “Federico II”) “Roscigno – Monte Pruno tra valorizzazione e tutela. I progetti della Soprintendenza Archeologica e dell’Università degli Studi di Napoli”; 12.30, Rosalba Panvini (università di Catania), Marina Congiu (archeologa, soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Caltanissetta), Bianca Ferrara (università di Napoli “Federico II”) “Gela: una lunga collaborazione tra Università e Soprintendenza”; 13, discussione. Dopo la pausa pranzo, tavola rotonda “Omaggio a Juliette de La Genière: tra didattica, scavi e ricerche”, 15.30, introduce: Giovanna Greco “Didattica e ricerca tra Lille e Parigi”: Nathalie De Chaisemertin, Françoise Gaultier, Michel Gras, Stéphane Verger. Scavi E Ricerche A Paestum: Giuliana Tocco, Marina Cipriani, Bianca Ferrara, Antonella Tomeo; a Sala Consilina: Luigi Cicala, Maria Luisa Tardugno; in Basilicata: Annamaria Mauro, Carmelo Colelli; in Calabria: Elena Lattanzi, Raffaella Pierobon Benoit, Claudio Sabbione, Roberto Spadea; in Sicilia: Rosalba Panvini. Alle 18.30, Massimo Osanna (direttore generale Musei del MiC, università di Napoli “Federico II”) conclusioni.
Roma. Convegno internazionale “Ellenismo: il Lazio in Italia e nel Mediterraneo. Forme, processi, idee” in presenza e on line. Tre giorni in tre sedi di diverse per una riflessione sul ruolo giocato dal Lazio antico nel contesto dell’Ellenismo italico
Tre giorni di convegno internazionale a Roma, il 25, 26 e 27 ottobre 2023, su “Ellenismo: il Lazio in Italia e nel Mediterraneo. Forme processi idee”, promosso da Sapienza università di Roma; università dell’Aquila; parco archeologico di Ostia antica; parco archeologico di Ercolano; parco archeologico di Sibari; museo nazionale Romano; Deutsches Archäologisches Institut Rom; École française de Rome; Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma. Il convegno si svolge in presenza su sedi diverse, ma sarà possibile seguirlo in diretta streaming collegandosi al canale YouTube del Dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza, Università di Roma: https://www.youtube.com/c/ScienzeDellAntichitaSapienza. La giornata inaugurale del 25 ottobre si svolgerà nella sede di Palazzo Massimo del museo nazionale Romano. Giovedì 26 ottobre (seconda giornata del convegno), l’appuntamento sarà all’École française de Rome (piazza Navona, 62). L’ultima data, venerdì 27 ottobre, si svolgerà invece alla Sapienza università di Roma, nell’Odeion del museo dell’Arte classica. Questo è il programma completo con gli interventi.
Il convegno costituirà un’occasione per stimolare la riflessione sul ruolo giocato dal Lazio antico – e dalle comunità che ad esse in qualche modo si riferivano – nella formazione di uno specifico linguaggio culturale “latino” nel contesto dell’Ellenismo italico. La tematica è stata, finora, affrontata dal punto di vista di Roma, la cui ovvia egemonia e centralità ha relegato la regione latina in una dimensione di sostanziale subalternità nel processo di costruzione dell’identità culturale dell’Italia ellenistica. Al contrario, gli studi e le ricerche hanno da tempo dimostrato la spiccata vitalità dei centri latini durante il periodo ellenistico che si esprime, con grande evidenza, nei più diversi ambiti: dall’urbanistica all’architettura, dall’arte alla produzione artigianale, dalla religione ai rituali funerari. Si tratta di una vitalità che mostra elementi di autonomia – a volte anche di precocità – rispetto alla stessa Roma e che, rapidamente, trasforma il Lazio in uno straordinario laboratorio di forme e modelli di grande originalità, destinati a connotare la costruzione dell’Italia romana in una vera e propria “latinizzazione” della Penisola e, di riflesso, delle regioni occidentali del Mediterraneo.
Ma da quando e in quali momenti storici il mondo latino ebbe ragioni e occasioni di inserirsi nel globale processo culturale ellenistico? Quali furono i suoi interlocutori privilegiati nella Penisola, in Grecia e in Oriente? Quali furono i “modelli” adottati e rielaborati, con o senza la mediazione di Roma? Fino a quando il Lazio mantenne una riconoscibile identità culturale? Come quest’ultima agì nei confronti di Roma, delle altre entità italiche di antica origine e della colonizzazione latina? Quali figure – persone, famiglie o gruppi latini e non latini attivi nel Lazio – e con quali strumenti – politici, economici, sociali – si resero protagoniste delle dinamiche di cambiamento? Quali meccanismi, non solo “istituzionali”, agirono nella trasmissione di idee, modelli, programmi e prassi? Il convegno tenta di dare una riposta a questi quesiti con studi e approfondimenti che tengano conto delle ricerche storiche e delle acquisizioni archeologiche più recenti e significative, offrendo un’occasione di confronto e discussione per meglio definire il ruolo del Latium vetus e adiectum in Italia, nel Mediterraneo e nei confronti di Roma all’origine e nei successivi sviluppi del fenomeno culturale dell’Ellenismo.
Sibari. Al museo nazionale Archeologico della Sibaritide si presenta il progetto “ABAcadabra, la magia di arte e archeologia”: così, con la creatività degli studenti dell’Accademia di Catanzaro, riprendono vita le cassette archeologiche in legno ormai dismesse

Progetto ABAcadabra: gli studenti dell’Accademia di Belle arti di Catanzaro davanti al museo nazionale Archeologico della Sibaritide (foto parco sibari)

Cassettine archeologiche in legno dismesse e accatastate nei magazzini del museo nazionale Archeologico della Sibaritide (foto parco sibari)
Al museo nazionale Archeologico della Sibaritide arriva il progetto “ABAcadabra. La magia di arte e archeologia”, che si inserisce tra le attività pensate per la valorizzazione del Parco di Sibari, fortemente volute dal direttore Filippo Demma e coordinate dal funzionario conservatore restauratore Camilla Brivio, è curata dal Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro. Appuntamento lunedì 9 ottobre 2023, alle 16, nella sala conferenze del museo nazionale Archeologico della Sibaritide. A fare gli onori di casa sarà il direttore prof. Filippo Demma mentre per l’Accademia catanzarese saranno presenti il direttore prof. Virgilio Piccari, e i docenti Simona Caramia, Cristina Gavello, Giuseppe Negro, Giuseppe Guerrisi e Andrea Grosso Ciponte. Con ABAcadabra è stato affidato agli studenti il compito di reinterpretare, dando nuova vita e forma, a decine di cassette archeologiche in legno, i contenitori utilizzati per lo stoccaggio e l’archiviazione di reperti, ormai dismesse, che saranno trasformate e convertite.

Progetto ABAcadabra: gli studenti dell’Accademia di Belle arti di Catanzaro al lavoro per ridare nuova vita alle cassettine archeologiche in legno dismesse al museo della Sibaritide (foto parco sibari)

Cassettine archeologiche in legno dismesse e accatastate nei magazzini del museo nazionale Archeologico della Sibaritide (foto parco sibari)
“Così le cassette che per decenni hanno contenuto i reperti rinvenuti al parco archeologico di Sibari”, spiega Demma, “fondamentali scavi degli anni ‘70, tornano a nuova vita. La magia è in corso, ad opera dei ragazzi dell’Accademia di Belle arti di Catanzaro e dei loro professori. Sedie e panchine di design per il nostro pubblico, installazioni originali che arricchiranno il patrimonio del museo e delle aree archeologiche, colori e forme che renderanno evidenti tre concetti: il nuovo Parco e la sua offerta culturale si basano anche simbolicamente sulla ricerca e sulle sue acquisizioni; il Parco collabora con tutte le forze del Territorio per attualizzare il suo Patrimonio e renderlo operante nel contemporaneo; riciclo, sostenibilità ed economia circolare sono per noi parole chiave. Per un progetto come questo, non c’era partner migliore dei ragazzi delle Scuole di Pittura, Scultura, Illustrazione e Decorazione dell’Accademia”.

Progetto ABAcadabra: le “nuove” sedute al museo della Sibaritide realizzate dagli studenti dell’Accademia di Belle arti di Catanzaro con le cassettine archeologiche in legno dismesse (foto parco sibari)

Progetto ABAcadabra: le “nuove” sedute al museo della Sibaritide realizzate dagli studenti dell’Accademia di Belle arti di Catanzaro con le cassettine archeologiche in legno dismesse (foto parco sibari)
Il progetto si compone di tre parti. “Archeologic”, una linea di design per la quale sono state realizzate 16 sedute tra panchine e poltrone singole. Designer delle sedute sono stati gli allievi del corso di Graphic Design. Lorenzo Caporale, Micaela Mele, Rosa Pulerà, Alessia Agresta, Pietro Paonessa, Michelangelo De Vita, Paola Purcaro, Erika Marrazzo, questi i loro nomi, sono stati coordinati dai docenti Tania Bellini e Tommaso Palaia i quali, unitamente al collega Giuseppe Guerrisi, hanno completato la linea “Archeologic” con due tavoli di design e un’opera a parete che saranno collocati negli uffici della Direzione del Museo. Hanno collaborato agli allestimenti Matteo Marino e Francesco Gaudiello, personale tecnico-amministrativo dell’ABA.

Progetto ABAcadabra: un’opera realizzata dagli studenti dell’Accademia di Belle arti di Catanzaro al museo della Sibaritide con le cassettine archeologiche in legno dismesse (foto parco sibari)
“Senza cartellino”, una installazione site specific all’interno del museo, dove il lavoro è stato realizzato dagli allievi del Dipartimento di Arti Visive, Scuole di Pittura, Scultura, Decorazione e Grafica/Illustrazione. I docenti che hanno coordinato il progetto sono Simona Caramia (Capo Dipartimento), Caterina Arcuri (Capo Scuola Pittura), Giuseppe Negro (Giunta di Dipartimento), Andrea Grosso Ciponte (Capo Scuola Grafica/Illustrazione). Gli studenti sono: Andrea Corsello, Giada Pugliese, Marica Corrado, Marika Fodaro, Martina Napolitano, Rosy Piscionieri, Eva Fruci, Luca Granato, Ilaria Notaro, Francesca Delle Donne, Fiammetta Ornella Silipo, Leopoldo Maggiorini, Dennis Gonzales, Gaia Sarcone, Giovambattista Barberio, Lorenzo Colelli, Bruno Carvelli e Alessia Grandinetti.

Uno sguardo sul parco archeologico: lì, prossimamente, sarà posta un’installazione realizzata dagli studenti dell’Accademia di Belle arti di Catanzaro nell’ambito del progetto ABAcadabra (foto parco sibari)
“Labirinto stratigrafico”, una installazione site specific che sarà realizzata nei prossimi mesi ed esposta nel Parco archeologico. Alla reinterpretazione delle cassette archeologiche dismesse collaborano anche gli allievi dei licei artistici di Rossano e Cittanova.
Sibari. Al museo Archeologico nazionale della Sibaritide si presenta la quinta edizione del progetto “In-Ruins”: incontro tra arte contemporanea a archeologia, di artisti, curatori e ricercatori nei siti monumentali della Calabria
Prende forma il progetto “In-Ruins 2023” che si svolgerà al parco archeologico, tra i musei di Amendolara e Sibari. Il progetto sarà presentato lunedì 11 settembre 2023, alle 11.30, al museo Archeologico nazionale della Sibaritide. Oltre agli artisti, saranno presenti Maria Luigia Gioffrè, fondatrice e codirettrice di “In-Ruins”; Nicola Guastamacchia, codirettore di “In-Ruins”; Nicola Nitido, responsabile della curatela e della produzione per “In-Ruins”; Filippo Demma, direttore del parco di Sibari e responsabile ad interim della direzione regionale dei musei della Calabria; Antonello Ciminelli, consigliere comunale e già sindaco di Amendolara, e Giovanni Papasso, sindaco di Cassano All’Ionio.

Il museo nazionale Archeologico della Sibaritide (foto drm-calabria)
Promosso dall’associazione Archeofuturo sin dal 2018, “In-Ruins” è un programma di residenza diretto da Maria Luigia Gioffrè e Nicola Guastamacchia con la co-curatela di Nicola Nitido e Roberta Garieri, dedicato a esplorare potenzialità dell’incontro tra arte contemporanea e archeologia attraverso il transitorio insediamento di artisti, curatori e ricercatori nei pressi di siti monumentali della Calabria. “In-Ruins” ripensa il territorio attraverso Il suo passato, rende un’rea nota storicamente (non topograficamente) come Sibaritide luoghi di condivisione e porta, nel cuore di territori periferici rispetto ai centri principali di produzione e fruizione artistica, la sperimentazione urgente e attuale di artisti internazionali. Affondando le radici in un pensiero meridiano e mediterraneo, il progetto mira a rileggere non solo il patrimonio archeologico, ma anche mitologie, tradizioni e storie delle comunità stesse che da generazioni lo custodiscono. Fin dalla sua prima edizione, “In-Ruins” valorizza pratiche artistiche multidisciplinari e di ricerca. In questa direzione, le artiste e gli artisti coinvolti, come negli anni precedenti, operano attraverso media differenti: fotografia, video, performance, scultura, ricerca accademica, tutti volti a sviluppare un’ottica molteplice per rispondere a un linguaggio complesso e stratificato da tempo, storia e storie, ovvero quello dell’archeologia.

Il parco archeologico di Sibari, uno dei siti più estesi del Mediterraneo di età classica e romana (foto drm-calabria)
La residenza “In-Ruins” è realizzata quest’anno in collaborazione con Fondazione Elpis e tocca per la sua quinta edizione la provincia di Cosenza, al parco archeologico di Sibari. Quest’area del territorio calabrese, nota topograficamente come Sibaritide, vide il sorgere, lo sviluppo, l’espansione e il declino della grande polis di Sibari; qui furono impiantati, in epoche successive alla distruzione della città greca, sovrapponendosi in parte alle sue rovine, prima il centro di età classica di Thurii e poi quello romano di Copia. Questa stratificazione eccezionale rende Sibari uno dei siti più estesi e importanti del Mediterraneo fino alla piena età romana. Il Parco comprende il museo Archeologico nazionale della Sibaritide, l’area archeologica di Parco del Cavallo e il museo Archeologico nazionale di Amendolara. “Si tratta di una nuova iniziativa tesa a promuovere lo sviluppo locale su base culturale dell’intera Sibaritide”, commenta il direttore Demma. “L’obiettivo è far conoscere ancor di più su scala internazionale il nostro Parco, il nostro Museo e la storia dell’Antica Sybaris. Oltre che delle prime impressioni degli artisti e dei loro progetti, nel corso della conferenza stampa programmata per lunedì mattina, parleremo anche della sinergia istituzionale messa in campo grazie alla collaborazione con i Comuni di Amendolara e Cassano All’Ionio”.
Gli artisti selezionati tramite open call per l’edizione 2023 sono: Arie Amaya-Akkermans (Colombia); Beatrice Celli (Italia); Akshay Mahajan (India); Matilde Sambo (Italia); Traslochi Emotivi (Italia). A questa selezione si aggiungono Simon Bellouard (Francia) e il duo Cañadas&Murua (Spagna/Cile), la cui partecipazione, insieme alla già selezionata Beatrice Celli, è resa possibile grazie al programma di mobilità europea per artisti internazionali Culture Moves Europe promosso dall’Unione Europea e implementato da Goethe-Institut.
Sibari. Il parco archeologico con il Consorzio Tutela vini DOP Terre di Cosenza e il Peperoncino Jazz Festival promuove “Eno, un mese di…vino a Sibari”, un viaggio tra archeologia, vino e jazz, inedita esposizione di reperti selezionati nei magazzini, e quattro focus sul vino nell’antichità
Un viaggio dalla vigna al museo per poi far ritorno alla vigna stessa. Sarà questo “Eno. Un mese di…vino a Sibari” (dal 23 agosto al 30 settembre 2023), un viaggio tra archeologia, vino e jazz, promosso dal parco archeologico di Sibari in collaborazione con il Consorzio Tutela vini DOP Terre di Cosenza e il Peperoncino Jazz Festival. È la prima iniziativa tesa a promuovere lo sviluppo locale su base culturale dell’intera Sibaritide in cui rientra anche l’accordo di valorizzazione firmato dai sindaci, dai comuni, altri Enti e i musei privati e di impresa nei mesi scorsi. Si tratta di un affascinante percorso eno-archeologico accompagnato da una inedita esposizione di reperti selezionati nei magazzini del parco archeologico di Sibari che guiderà i visitatori alla scoperta di quattro focus sul vino nell’antichità: la più antica testimonianza del suo arrivo nella Penisola italiana, la circolazione, il banchetto e il vino nel sacro. E poi ancora: lezioni e conferenze, degustazioni, visite in vigna ed in cantina, jazz & wine. Dal 21 al 29 agosto 2023 il Museo e il Parco del Cavallo saranno aperti fino alle 23. Per tutta la durata dell’iniziativa, al punto ristoro del Parco del Cavallo gestito da Catasta Pollino, ci saranno aperitivi a tema; degustazioni di vini Dop Terre di Cosenza, accompagnati da prodotti gastronomici della Sibaritide e del Pollino. Per chi vorrà partecipare agli aperitivi jazz, poi, è utile sottolineare che i visitatori del Museo, presentando il biglietto d’ingresso, otterranno uno sconto del 20% sul costo delle serate in vigna. Le quattro masterclass sono a numero chiuso. È obbligatoria la prenotazione. Per info e prenotazioni si può contattare il numero 337 1603495 in orario di ufficio.

Reperti dai magazzini del museo Archeologico nazionale della Sibaritide e pronti per l’allestimento della mostra “Eno, un mese di…vino a Sibari” (foto drm-calabria)
Si parte ufficialmente il 22 agosto 2023 al museo nazionale Archeologico della Sibaritide con la presentazione in anteprima del progetto alla stampa ed alle autorità nella sala convegni del museo nazionale Archeologico della Sibaritide. Oltre al direttore Filippo Demma sarà presente anche Demetrio Stancati, presidente del Consorzio Terre di Cosenza DOP oltre ad altre autorità politiche, religiose e militari. Alla presentazione farà seguito una degustazione guidata a cura del Consorzio Tutela vini DOP Terre di Cosenza. Il 23 agosto 2023 apre al pubblico il percorso espositivo.

Filippo Demma, direttore del parco archeologico di Sibari (foto drm-calabria)
“Portarci alle labbra un bicchiere di vino”, spiega il direttore del Parco di Sibari, Filippo Demma, “è la ripetizione di un gesto che è parte integrante del nostro passato e delle radici storiche che legano fra loro i popoli del Mediterraneo antico. Nella storia dell’Occidente il vino è certamente una bevanda, ma è allo stesso tempo parte di un rituale che, da un lato, si inseriva nella struttura economica delle società e, dall’altro, serviva per creare legami fra i membri delle singole comunità e come strumento di mediazione fra gli uomini e gli dei. La regione che oggi chiamiamo Calabria ha restituito una documentazione archeologica relativa alla coltivazione della vite e al consumo del vino fra le più remote e importanti d’Italia. Con l’esposizione di alcuni interessantissimi reperti riscaldati nei monumentali depositi del museo nazionale Archeologico della Sibaritide, si vuole offrire un percorso tematico che mette in evidenza la cultura del vino nei valori della conoscenza storica di questa terra. Il fortissimo legame fra il vino e la storia della regione che oggi chiamiamo Calabria è testimoniato, oltre che dai reperti archeologici, dai racconti degli scrittori antichi. Questi stesse fonti connettono direttamente al vino ed alla coltivazione dell’uva il nome che i Greci stessi davano al territorio dove fu fondata l’antica Sybaris, e cioè l’Enotria, la cui etimologia è collegata alle parole oinos=vino ed oinotron=sostegno della vite (il palo che regge la pergola). Un legame in qualche modo “originario” dunque tra quelle che oggi sono le “Terre di Cosenza”, la vite e i suoi frutti. Ci sono prove archeologiche che almeno dal 1300 a.C., infatti, per gli Enotri il vino ha costituito una bevanda nota ed apprezzata, sorseggiata probabilmente in occasione di incontri tra i membri della nobiltà locale, secondo una consuetudine vicina a quella nota nella Grecia dello stesso periodo. Quando, tra il 720 ed il 700 a.C., i Greci giunsero in Calabria per occupare nuovi territori ed erigere fiorenti città, fra cui Sibari, il vino assunse un ruolo aggregativo ancora più forte. Di questo e di tanto altro parleremo sia nelle serate sibarite che in quelle a tema jazz&wine”.

Oinochoe (brocca per il vino) con raffigurato tralci di vite esposta nella mostra “Eno, un mese di…vino a Sibari” al museo Archeologico nazionale della Sibaritide (foto drm-calabria)
Il 25, 26, 27 e 28 agosto 2023 sono previste quattro masterclass (tutte con inizio alle 19) sempre al museo nazionale Archeologico della Sibaritide: “IL VINO RACCONTA. Storia contemporanea del vino nella provincia di Cosenza”; “Cuore mediterraneo, carattere di montagna. I GRANDI BIANCHI COSENTINI”; “LA SPUMANTIZZAZIONE NELLE TERRE DI COSENZA. Tra metodo classico e charmat, un viaggio negli spumanti cosentini”; “IL MAGLIOCCO. Dall’espressione giovane a quella evoluta, un gioco degustazione alla cieca per imparare a scoprire il vitigno principale delle Terre di Cosenza”. Mentre il 29 agosto la parola passerà ai produttori con l’iniziativa TERRE DI COSENZA RACCONTATA DAI PRODUTTORI. Le aziende storiche e quelle più giovani, come nasce e si sviluppa un progetto enologico. Tutti e cinque gli appuntamenti saranno seguiti da una degustazione guidata a cura del Consorzio Tutela vini DOP Terre di Cosenza. L’accesso alle masterclass è gratuito, incluso nel costo del biglietto, fino ad esaurimento posti disponibili; è necessaria quindi la prenotazione.

Se fine agosto sarà il tempo in cui si passerà dalla Vigna al Museo, settembre, invece, si caratterizzerà per essere il mese dove si transiterà a ritroso dal Museo alla Vigna e dove l’archeologia flirterà con il vino e le jazziste del Peperoncino Jazz Festival. Grazie ad una serie di “incursioni archeologiche” (tutte programmate alle 17), a cura dello staff del parco archeologico di Sibari, gli archeologi del Parco mostreranno e spiegheranno al pubblico originali reperti inediti collegati alla storia del vino e visite guidate alle cantine dei produttori di vini DOP Terre di Cosenza, accompagnati da note jazz tutte al femminile.

Veduta aerea del parco del Cavallo al parco archeologico di Sibari (foto drm-calabria)
Si partirà il 31 agosto 2023 ad Altomonte nelle Tenute Serragiumenta con il MAFALDA MINNOZZI & PAUL RICCI DUO che sarà accompagnata alla lectio “La leggenda dell’antico Bevitore: una capanna di 3300 anni fa e le più antiche testimonianze sull’arrivo del vino in Calabria” a cura del direttore del Parco archeologico di Sibari, Filippo Demma. Seconda tappa a Castrovillari nelle Tenute Ferrocinto il 5 settembre con il ROSSANA CASALE JAZZ QUARTET e l’approfondimento “Vino da Bordeaux? No, da Corinto! Divagazioni intorno ad un’anfora corinzia del VII secolo a.C.” curato da Marco Pallonetti. Il 7 tappa a Bisignano nella Tenuta Le Conche con NIVES RASO & LORENZO IORIO DUET “Napòlide – Omaggio a Pino Daniele” e la lectio “Vino al setaccio. Archeobotanica ed enologia” di Donatella Novellis. Il giorno dopo a Saracena, nelle Tenute Masseria Falvo, il FRANCESCA TANDOI TRIO accompagnerà la conferenza “Chous è questo? Vino e feste sacre fra Atene e Thurii” di Bianca Ambrogio. Il 9 settembre ci si sposterà poi a Bisignano nelle Tenute Serracavallo suonerà il JOY GARRISON QUARTET che farà il paio all’incursione di Serena Guidone dal titolo “Elegante come un cigno: una raffinata coppa da vino ci parla del Simposio”. Il 13 settembre si torna a Castrovillari nelle Tenute Celimarro con il FRANCESCA CALABRO’ TRIO dove l’archeologo Pallonetti riproporrà il suo intervento “Vino da Bordeaux? No, da Corinto! Divagazioni intorno ad un’anfora corinzia del VII secolo a.C.”. Ultimi due appuntamenti a San Marco Argentano, il 22 settembre, alle Tenute La Matina con il BEATRICE VALENTE JAZZ TRIO e il “Question time: lo staff del Parco risponde alle curiosità archeo-enologiche del pubblico” – con gli archeologi Filippo Demma, Bianca Ambrogio, Serena Guidone, Donatella Novellis e Marco Pallonetti, e il 23 settembre ad Altomonte alle Tenute Terre di Balbia con il LAUREN HENDERSON QUARTET e dove la Novellis riproporrà la lectio “Vino al setaccio. Archeobotanica ed enologia”.
Sibari. Con il concerto dell’orchestra sinfonica della Calabria parte ufficialmente Sybaris Arte parte della rassegna #Sibarinprogress con Magna Graecia JazzFest e Armonie d’Arte festival. Il programma
Musica (classica, Jazz, contemporanea), danza, teatro sperimentale con le radici ben a fondo nel quotidiano: un ampio ventaglio di esperienze artistiche contribuirà quest’estate ad arricchire la nostra offerta culturale. #Sibarinprogress, lo spettacolo della cultura si articola in due sezioni: Magna Graecia JazzFest e Sybaris Arte.
Dopo la spettacolare anteprima di giovedì 6 luglio 2023 con MOTUS & R.Y.F., Sybaris Arte prende ufficialmente il via domenica 23 luglio 2023, alle 22, al parco del Cavallo, con il concerto dell’Orchestra Sinfonica della Calabria. L’orchestra, che ha sede a Vibo Valentia, rientra nel progetto ICO – Istituzione Concertistico Orchestrale – del ministero dei Beni culturali e fin dalla sua fondazione ha eseguito programmi dei sommi compositori iniziando dalla letteratura universale di Mozart fino a colui che è considerato uno dei più importanti compositori contemporanei, Ennio Morricone. I biglietti si possono acquistare direttamente alle biglietterie del Parco e del Museo all’ingresso. Lo spettacolo è compreso nel costo del biglietto di accesso all’area archeologica (intero 6 euro, 18-25 anni 3 euro, meno di 18 anni e altre gratuità previste per legge).
Sybaris Arte continua venerdì 4 agosto 2023: Elisabetta Pozzi e Giancarlo Cauteruccio porteranno in scena Arithmos dalle spiagge di Troia alle spiagge di Cutro. La rassegna si concluderà lunedì 21 e martedì 22 agosto 2023 con Phaos di Create Danza, spettacolo di luci e movimenti nell’area archeologica, e venerdì 25 agosto 2023 con la pièce teatrale La lunga notte di Medea della Compagnia Eschilo. Il Museo sarà aperto e visitabile fino alla fine degli spettacoli, tutti accuratamente scelti per valorizzare i legami con il territorio e la sua storia. La partecipazione agli eventi del cartellone di Sybaris Arte e di Magna Graecia Jazz Fest è gratuita, inclusa nel normale costo del biglietto, con il quale si può accedere al museo nazionale Archeologico della Sibaritide e all’area archeologica di Parco del Cavallo (ingresso intero 6 euro; 18-25 anni 3 euro; meno di 18 anni e altre gratuità previste per legge: gratis). I biglietti sono normalmente in vendita tutti i giorni alle biglietterie del Parco e del Museo.
Il Magna Graecia JazzFest del Circuito Peperoncino Jazz Festival si concentra nell’ultima settimana del mese di luglio 2023: martedì 25, visita guidata al Museo a cura del direttore Filippo Demma, con il commento musicale di Francesco Caligiuri. Mercoledì 26 luglio 2023, il concerto sperimentale di Paolo Fresu & Omar Sosa intitolato Food, e giovedì 27 luglio 2023 il trio formato da Peppe Servillo, Xavier Girotto e Natalio Mangalavite porterà in scena un Tributo a Lucio Dalla. Venerdì 28 luglio 2023 altra visita guidata, stavolta al Parco archeologico, sempre a cura del direttore Filippo Demma con chiusura musicale affidata al sax di Daniele Scannapieco. Domenica 30 luglio 2023, chiuderà Soul if the Bass del bassista newyorchese di origini calabresi John Patitucci. Come di consueto per gli eventi del circuito Peperoncino Jazz Festival, le performance musicali saranno accompagnate dalla possibilità di assaggiare prodotti tipici del territorio. In questo caso, toccherà alle scelte gastronomiche della Catasta e alle proposte enologiche dei produttori del Consorzio di Tutela Vini DOP “Terre di Cosenza” stuzzicare la curiosità ed il palato del pubblico. I due turni di visite guidate del 25 e del 28 luglio 2023 saranno dalle 18 alle 19 e dalle 19 alle 20 e richiedono la prenotazione al numero 337 1603495.
Ma il parco archeologico di Sibari ospiterà anche due grandi eventi del Festival Armonie d’Arte, per l’organizzazione e la direzione artistica di Chiara Giordano: martedì 2 agosto 2023, alle 22, toccherà a Vinicio Capossela con la sua ultima produzione Tredici canzoni urgenti, che ha da poco ricevuto la Targa Tenco per il miglior album, e lunedì 28 agosto 2023, sempre a partire dalle 22, sarà la volta di ALICE canta Battiato Eri con me, premiata anche lei al Tenco nella categoria miglior interprete ex aequo con Francesco Guccini. Per l’acquisto dei biglietti di queste due date: www.ticketone.it/artist/armonie-arte/.
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CHI SIAMO
Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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