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Pompei. Inaugurazione della Casa del Giardino di Ercole con la ricostruzione filologica del giardino. Sarà poi aperta al pubblico tutti i martedì come “casa del giorno”

800 rose antiche, 1200 viole, 1000 piante di ruscus, oltre a ciliegi, viti e meli cotogni messi a dimora nell’area verde della Casa del Giardino di Ercole di Pompei, anche detta “casa del profumiere”, per la probabile produzione e commercializzazione di profumi che qui avveniva. L’immissione delle ulteriori specie botaniche identificate storicamente ha consentito una operazione di valorizzazione e ricostruzione filologica del giardino, resa possibile grazie ad una sponsorizzazione tecnica da parte dell’associazione Rosantiqua. Un ulteriore esempio a Pompei di proficua collaborazione tra pubblico-privato ma anche una testimonianza del dialogo tra archeologia, botanica e cultura sensoriale. Mercoledì 11 giugno 2025, alle 11, la casa sarà inaugurata a seguito degli interventi di riqualificazione e di valorizzazione di alcuni spazi interni oltre che del giardino. Resterà poi aperta alle visite tutti i martedì come “casa del giorno”. All’inaugurazione parteciperanno il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, il presidente dell’associazione Rosantiqua, Michele Fiorenza, i consulenti archeologi esterni e i funzionari del Parco che hanno lavorato al progetto di studio e ricerca per la valorizzazione del giardino della casa.

#domenicalmuseo e Festa della Repubblica: per il ponte di inizio giugno Pompei resta al primo posto (35mila ingressi complessivi) seguita da Pantheon (31.838 ingressi) e Colosseo (23.134 ingressi (ma solo mezza giornata il 2 giugno)

Sono stati circa 480mila gli ingressi in questa due giorni di aperture gratuite in occasione della #domenicalmuseo di giugno (255mila ingressi), l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese e dell’apertura straordinaria del 2 giugno 2025, festa della Repubblica (225mila ingressi). L’area archeologica di Pompei con 35.040 ingressi (20.000+15.040) si conferma sul primo gradino della classifica assoluta, seguita dal Pantheon con 31.838 ingressi (15.000+16.838) e dal Colosseo con 23.134 ingressi (15.835+7.299: ma il 2 giugno l’apertura è stata solo pomeridiana, dopo la sfilata per la festa della Repubblica).

Visitatori sempre numerosi agli scavi di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 35.040 (20.000+15.040); Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 31.838 (15.000+16.838); Colosseo. Anfiteatro Flavio 23.134 (15.835+7.299); Foro Romano e Palatino 16.365 (12.433+3.932); museo e area archeologica di Paestum 8.417 (5.847+2.570); museo Archeologico nazionale di Napoli 7.468 (4.468+3.000); parco archeologico di Ercolano 6.380 (3.722+2.658); Villa Adriana 6.130 (3.571+ 2.559); museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 3.604 (2.365+1.239); Terme di Caracalla 3.600 (2.051+1.549); Palazzo Altemps 2.674 (1.954+720); museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 2.611 (1.441+1.170); area archeologica di Ostia antica 2.580 (2.580+0); Terme di Diocleziano 2.405 (1.583+822); necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 2.320 (1.756+564); Palazzo Massimo 1.979 (1.288+691); parchi archeologici di Crotone e Sibari – Le castella – Isola Capo Rizzuto 1.944 (964+980); museo Archeologico di Venezia 1.935 (1.935+0); museo Archeologico nazionale di Taranto 1.403 (826+577); necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.332 (989+343); Anfiteatro campano – Santa Maria Capua Vetere 1.304 (626+678); museo Archeologico nazionale di Ravenna 1.188 (1.188+0); museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 1.165 (860+305); museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 1.068 (1.068+0); Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 1.039 (609+430).

#domenicalmuseo. Nella prima domenica di giugno Pompei resta al primo posto con 20.000 ingressi, seguita dal Colosseo – Anfiteatro Flavio (14.293 ingressi) e dalla Reggia di Caserta (13.285). Sulle nuove regole di accesso all’area archeologica di Pompei in occasione della domenica a ingresso gratuito interviene il direttore Zuchtriegel che traccia un bilancio positivo

Sono stati circa 255mila gli ingressi nei musei e nei parchi archeologici statali aperti domenica 1° giugno 2025 gratuitamente in occasione della #domenicalmuseo, iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’ingresso libero nei luoghi della cultura di propria pertinenza nella prima domenica del mese. Nella classifica assoluta l’area archeologica di Pompei resta al primo posto con 20.000 ingressi, seguita dal Colosseo – Anfiteatro Flavio (14.293 ingressi) e dalla Reggia di Caserta (13.285). Proprio sull’ingresso – con nuove regole – di 20mila persone al sito archeologico di Pompei – limite massimo per l’ingresso al sito, dal 15 novembre 2024 – interviene il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel.

Visitatori in coda all’ingresso agli scavi di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Pompei, bilancio positivo della prima domenica del mese, con ingresso gratuito in tutti i luoghi della cultura statali: tempi di accesso scorrevoli, con picchi di 20-30 minuti di attesa, anche grazie alle nuove regole stabilite in occasione della domenica gratuita, con la sospensione del biglietto nominativo per queste giornate. Grande attenzione anche alla sicurezza fuori gli scavi, con il Comune di Pompei che, su richiesta della direzione del Parco, ha fornito 250 transenne ed è presente con i vigili urbani. Proprio le transenne hanno evitato il peggio quando, nell’area antistante uno degli ingressi, un pullman nella salita verso Porta Marina superiore è fuoriuscito leggermente dalla corsia e ha spinto una delle transenne, buttando a terra una visitatrice che stava accedendo al sito. È stata portata in ospedale, in codice verde. Sono in corso accertamenti per ricostruire la dinamica precisa dell’incidente. “Ringrazio il Comune, le Forze dell’ordine e lo staff del Parco Archeologico, in particolare il personale di biglietteria, vigilanza e accoglienza e l’ufficio tecnico”, ha detto il direttore del sito, Gabriel Zuchtriegel, “senza le transenne, l’incidente poteva avere conseguenze molto più gravi. Avremo aggiornamenti sulla persona in ospedale e le auguriamo pronta guarigione. Nell’insieme, con accessi così scorrevoli, tempi di attesa minimi anche nel confronto nazionale ed internazionale, misure straordinarie di sicurezza grazie alla collaborazione del Comune di Pompei, posso solo meravigliarmi di chi, senza del resto essere stato sul posto, parla di inefficienza e disorganizzazione: nella migliore dell’ipotesi, è ignoranza, nella peggiore, un attacco strumentale, perché evidentemente la nostra linea di rispetto della legalità e di contrasto al bagarinaggio non piace a tutti, ma noi andremo avanti lo stesso senza farci intimidire. I tempi in cui i biglietti del Parco si rivendevano anche durante le giornate gratuite sono finiti e non torneranno più”.

Visitatori in coda all’ingresso agli scavi di Pompei (foto parco archeologico pompei)

“Il piano operativo che ho studiato insieme al direttore del Parco, con il nostro dirigente, e i rispettivi funzionari per garantire la sicurezza dei turisti e la tutela del Parco ha superato ampiamente le aspettative”, sottolinea il sindaco della Città di Pompei, Carmine Lo Sapio. “Con ampio anticipo, in vista dei due giorni ad ingresso gratuito di domenica e lunedì, ho firmato una ordinanza, unitamente al dirigente della Polizia Municipale, per fornire centinaia di transenne a tutela dei turisti in fila e la presenza massiccia degli agenti della municipale. Un’ordinanza, appunto, che va nella direzione della sicurezza. La collaborazione, unitamente anche alle altre forze dell’ordine, ha permesso di gestire al meglio i flussi turistici. Possiamo ritenerci soddisfatti per un bilancio molto positivo.  Sono lieto di poter collaborare con il direttore generale del Parco, anche in virtù del protocollo d’intesa che abbiamo siglato all’inizio dei rispettivi insediamenti. Una collaborazione nata ai tempi delle restrizioni del Covid. A chi lancia critiche gratuite invito a venire a Pompei per vedere di persona come la collaborazione tra Comune e Parco funziona”.

#domenicalmuseo: Visitatori nell’area archeologica di Paestum (foto pa-paeve)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 20.000; Colosseo. Anfiteatro Flavio 14.293; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.863; Foro Romano e Palatino 11.483; museo e area archeologica di Paestum 5.110; museo Archeologico nazionale di Napoli 4.300; Parco archeologico di Ercolano 3.722; Villa Adriana 3.327; area archeologica di Ostia antica 2.580; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.093; Palazzo Altemps 1.954; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1.641; Terme di Diocleziano 1.583; Palazzo Massimo 1.288; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 1.238; museo Archeologico nazionale di Ravenna 1.147; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 1.012; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 953; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 743; museo Archeologico nazionale di Taranto 741; parchi archeologici di Crotone e Sibari – Le castella – Isola Capo Rizzuto 725.

Pompei. Cambiano le regole di accesso al parco archeologico in occasione delle Domeniche al Museo e giornate a ingresso gratuito. Zuchtriegel: “Zero tolleranza per bagarinaggio e rivendite fraudolente”

Visitatori sempre numerosi agli scavi di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Domeniche al Museo e giornate a ingresso gratuito: a Pompei cambiano le regole. Basta ingressi con prevendite o prenotazioni, e quindi stop ai biglietti nominativi e di conseguenza file ai tornelli. “Zero tolleranza per bagarinaggio e rivendite fraudolente”. E il primo test saranno le prossime giornate ad ingresso gratuito nei siti del parco archeologico di Pompei, domenica 1° giugno e lunedì 2 giugno 2025, festa della Repubblica. Ricordando che comunque il limite giornaliero di accesso al sito di Pompei è di 20mila visitatori.

Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei (foto parco archeologico pompei)

“Purtroppo abbiamo verificato che queste giornate sono state sfruttate da terzi per rivendere biglietti, che sarebbero gratuiti, a visitatori ignari, recando così grave danno non solo alle persone ingannate in questo modo, ma anche al parco archeologico di Pompei”, spiega il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel. “Per questo abbiamo deciso, nel rispetto dello spirito dell’iniziativa, di non distribuire più biglietti nelle domeniche e in altre giornate ad ingresso gratuito tramite prevendita o prenotazione e di rilasciare i biglietti solo a chi entra fisicamente nel sito presso i tornelli, senza la possibilità di riutilizzarli o di accaparrarli per altri fini rispetto a quelli previsti. Confermiamo dunque la nostra linea di zero tolleranza per fenomeni di bagarinaggio e rivendita fraudolenta dei biglietti del Parco, meno che mai nelle giornate in cui il patrimonio si apre gratuitamente a tutti. Un effetto collaterale di questa misura è che nelle giornate gratuite non avremo più bisogno di usare il biglietto nominativo, dal momento che la modalità di rilascio escluderà un trasferimento dei biglietti a terzi in maniera illegittima. Questo significa anche che possiamo notevolmente ridurre le file in queste occasioni, e dunque avvicinarci ancora di più al nostro obiettivo: goderci la bellezza del patrimonio archeologico nelle domeniche gratuite senza truffe ai danni del pubblico e senza tempi di attesa lunghi.”

Pompei. Al Teatro Grande apre la stagione estiva con “Lisistrata”, riscrittura da Aristofane, drammaturgia e regia Marco Martinelli, messa in scena da 120 studenti/attori delle scuole del territorio vesuviano coinvolti nel progetto “Sogno di Volare”

Il regsita Marco Martinelli al Teatro Grande di Pompei (foto parco archeologico pompei)

120 studenti/attori delle scuole del territorio vesuviano coinvolti nel progetto “Sogno di Volare” aprono la stagione estiva del Teatro Grande di Pompei con “Lisistrata”, riscrittura da Aristofane, drammaturgia e regia Marco Martinelli. Appuntamento al Teatro Grande di Pompei sabato 24 e lunedì 26 maggio 2025, alle 21. In scena la comicità di Aristofane esilarante, provocatoria, paradossale, surreale per una commedia che parla di guerra, di ribellione, di emancipazione ma anche di collaborazione tra fazioni contrapposte per raggiungere un bene comune. Lo spettacolo replicherà mercoledì 28 maggio 2025 al teatro Dante Alighieri di Ravenna, sabato 4 ottobre 2025 al teatro Olimpico di Vicenza, sabato 15 e domenica 16 novembre 2025 al Piccolo Teatro di Milano, Studio Melato.

Studenti impegnati nelle prove di “Lisistrata” di Aristifane per “Sogno di Volare” (foto parco archeologico pompei)

Con 120 ragazzi, 90 dei quali partecipanti allo spettacolo – provenienti dai licei e dagli istituti tecnici della provincia Vesuviana, Pompei, Torre del Greco, Castellammare di Stabia e Torre Annunziata – si rende concreto il concetto di teatro come educazione morale. Teatro come esigenza di stabilire un concreto legame con il patrimonio culturale d’appartenenza. Il progetto nasce da un’idea del direttore generale del Parco, Gabriel Zuchtriegel ed è realizzato grazie a un protocollo di intesa con l’Ufficio regionale scolastico della Campania. Il progetto, di cui è Rup Maria Rispoli, vede la partecipazione delle scuole: liceo “E. Pascal” di Pompei, l’istituto superiore “E. Pantaleo” di Torre del Greco, entrano il liceo “G. de Chirico” di Torre Annunziata e l’istituto superiore “R. Elia” di Castellammare di Stabia. Economicamente il progetto è sostenuto dal parco archeologico di Pompei e dalla Fondazione Ray of light dell’artista Madonna che ha voluto finanziare l’intero progetto di questa edizione, testimoniando come l’arte e la cultura rappresentino investimenti per l’avvenire di molti ragazzi, alcuni dei quali ha conosciuto quando è stata in visita a Pompei (vedi Pompei incanta Madonna: l’artista – in visita privata nel giorno del suo compleanno – finanzia “Sogno di volare”, il progetto teatrale degli adolescenti del territorio promosso dal parco archeologico, e ne incontra un gruppo alla Casa del Menandro. Zuchtriegel: “Ringrazio Madonna per la sua generosità, visione e umanità” | archeologiavocidalpassato).

Il progetto, in collaborazione con il Ravenna Festival, il Teatro Nazionale di Napoli e il teatro delle Albe di Ravenna, dopo l’edizione zero del 2022 si avvia al quarto anno di attività, del triennio 2023 – 2025 dedicato ad Aristofane. Dopo “Uccelli”, “Acarnesi” e “Pluto”, gli studenti “mettono in vita” “Lisistrata” con la regia di Martinelli che applica la sua metodologia della non-scuola di teatro e l’ormai trentennale esperienza con gli adolescenti, con cui è stato capace di abbattere le ortodossie accademiche e recuperare il senso vitale del fare teatro. Lisistrata, colei che scioglie gli eserciti, messa in scena nel 411 a. C ad Atene, è il primo esempio drammaturgico incentrato sull’emancipazione femminile, non solo come atto di ribellione al genere maschile, ma soprattutto come momento di aggregazione tra donne che unite decidono di proporre agli uomini una sorta di compromesso: se i consorti non cesseranno il fuoco, le loro compagne si rifiuteranno di concedersi. Non è sola in questa protesta ma tira in mezzo anche altre donne, come la spartana Lampitò e l’altolocata Cleonice. Una commedia che parla di guerra, di ribellione, di emancipazione, ma anche di collaborazione tra fazioni contrapposte per raggiungere un bene comune. Aristofane, feroce critico del populismo imperialista dei demagoghi. La sua commedia scruta indiscreta, talvolta pettegola e sfrontata, il vissuto quotidiano dell’uomo comune, la sua mediocre esistenza, stretta tra necessità e piccole e grandi aspirazioni. Lo sfondo è l’agglomerato urbano, il linguaggio è quello delle piazze e dei mercati.

Studenti impegnati nelle prove di “Lisistrata” di Aristifane per “Sogno di Volare” (foto parco archeologico pompei)


Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, in un incontro con gli studenti (foto kromatica pompei)

Un progetto nato da un’intuizione del direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel. “Il teatro nasce così: cittadini, abitanti della città che si raccontano, mettono in scena storie che parlano del mito, del passato, ma sempre anche della loro vita”, spiega il direttore Gabriel Zuchtriegel. “Con i ragazzi e le ragazze del territorio stiamo recuperando quel senso, e dopo aver assistito ad alcune prove, posso solo dire che quest’anno sarà uno spettacolo fortissimo, chi vuole capire le origini e la forza del teatro occidentale venga a vedere. È emozionante vedere come un testo classico possa sprigionare la creatività e l’espressività dei giovani di oggi, che vivono in un territorio considerato difficile, e da certi punti di vista lo è. Ma quello che vedrete vi libererà da più di un pregiudizio sui giovani dell’era digitale: quando li vedo recitare mi trasmettono un senso di speranza indescrivibile, e con la tournée che faranno dopo la prima di Pompei questa allegra speranza la porteranno anche in altre città: i ragazzi del territorio sono i migliori ambasciatori di Pompei nel mondo”.

Studenti impegnati nelle prove di “Lisistrata” di Aristifane per “Sogno di Volare” (foto parco archeologico pompei)

“Dalle macerie della guerra si impone la figura di Lisistrata, una donna che, attraverso l’ingegno e la determinazione, riesce a influenzare le decisioni politiche e sociali, sfidando le convenzioni del suo tempo, una pacifista ante litteram, modernissima, conscia che la pace non possa passare per le armi. A questi piccoli uomini, che fanno a gara per avere, per possedere, Lisistrata intuisce che vada tolto un bisogno primordiale: il sesso”, spiega Martinelli. “Cosa fare quando la pace si fatica a trovarla? Quando questa sguscia via dalle mani? Se lo chiedeva Aristofane nel V secolo a.C., mentre la guerra del Peloponneso avvampava furiosa, allontanando sempre più lo spiraglio di una tregua. Ce lo chiediamo ancora oggi, con ardore se lo domandano gli adolescenti che incontriamo nei nostri laboratori. Una che non si fa sedurre dal luccichio della sua epoca, che sa di avere un potere e lo utilizza per costruire lì dove gli uomini hanno distrutto”. Aristofane non smentisce mai la sua singolare attualità, mentre si lavora allo spettacolo il mondo sta cambiando per l’ennesima volta, ma le donne marciano per non vedersi sottrarre i propri diritti, la guerra continua a dilagare. Lisistrata descrive un colpo di Stato messo in atto dalle donne di Atene e Sparta, guidate dall’ateniese Lisistrata: esse costringono Ateniesi e Spartani a stipulare la pace, ricorrendo allo “sciopero sessuale” come arma di ricatto politico. Con la mediazione della protagonista si conclude infine la pace e la commedia termina fra canti e danze.

Il regista Marco Martinelli nelle prove di “Lisistrata” di Aristifane per “Sogno di Volare” (foto parco archeologico pompei)

Marco Martinelli, fondatore insieme a Ermanna Montanari del Teatro delle Albe, è tra i più importanti drammaturghi e registi del teatro italiano, e ha vinto ben sette volte il Premio Ubu come drammaturgo, regista, pedagogo. Le sue drammaturgie sono state tradotte, pubblicate e messe in scena in dodici paesi in Europa e nel mondo. Ha sviluppato inoltre negli anni un’esperienza di lavoro teatrale con gli adolescenti, che gli ha fruttato altri premi e riconoscimenti a livello internazionale. In Campania in particolare Martinelli nel 2006 a Napoli ha dato vita ad Arrevuoto, un progetto dell’allora Teatro Stabile di Napoli, per il quale ha ricevuto il Premio dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro e il Premio Ubu come “progetto speciale”. Nel 2007 ha diretto Punta Corsara, col sostegno della Fondazione Campania Festival. Nel 2017 ha pubblicato, per Ponte alle Grazie, “Aristofane a Scampia”, che ha vinto il premio dell’Associazione nazionale dei critici francesi come “miglior libro sul teatro” pubblicato in Francia nel 2021per Actes Sud. Nell’estate 2022 Martinelli ha debuttato a Ravenna Festival con il Paradiso dantesco, ideato e diretto insieme a Ermanna Montanari, ultima anta del progetto La Divina Commedia iniziato nel 2017 e prodotto sempre da Ravenna Festival, coinvolgendo nell’allestimento l’intera città, come in una sacra rappresentazione medievale e nel teatro rivoluzionario di massa di Majakovskij. Per gli spettacoli al Teatro Grande il regista è coadiuvato, già dalla prima edizione, dagli assistenti alla regia Valeria Pollice e Gianni Vastarella del Collettivo LaCorsa. 

 

Grande Pompei. Per la Notte europea dei Musei con le aperture serali a 1 euro, a Pompei un percorso tra le domus dei quartieri orientali e uno alla Villa dei Misteri con navetta fino a Boscoreale. Ecco il programma

La Villa Arianna a Castellammare di Stabia illuminata per le visite in notturna (foto parco archeologico pompei)

La Villa di Poppea a Oplontis illuminata per le visite serali (foto parco archeologico di pompei)

Aperture serali nei siti della Grande Pompei il 17 maggio 2025 in occasione della Notte dei Musei. Il sito di Oplontis con la Villa di Poppea, le Ville San Marco e Arianna e il museo Archeologico di Stabia Libero D’Orsi a Castellammare di Stabia, la Villa Regina con Antiquarium a Boscoreale e Pompei saranno accessibili dalle 20 alle 23 con ultimo ingresso alle 22 al costo di 1 euro (riduzioni e gratuità come da normativa). A Pompei la visita si sdoppia, con un percorso che prevede l’accesso ad alcune case del lato orientale della città antica e alla Palestra grande e dall’altro lato alla Villa dei Misteri, da dove poi si potrà raggiungere in navetta il sito di Boscoreale. Il costo è di 1 euro per ciascun itinerario. È consigliata la prenotazione on-line su www.ticketone.it

La mostra “Essere donna nell’antica Pompei” alla Palestra Grande di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Strade dell’antica Pompei illuminate per le visite serali (foto parco archeologico pompei)

Il primo percorso con ingresso da Piazza Anfiteatro consentirà di passeggiare tra alcune delle più eleganti domus pompeiane: i Praedia di Giulia Felice, una vera e propria villa urbana con ampio giardino e dallo scenografico porticato con colonne in marmo scanalate, la casa della Venere in Conchiglia che prende nome dal grande affresco posto su una parete del giardino, e la casa di Loreio Tiburtino, caratterizzato da un grande canale ad imitazione di un paesaggio nilotico e da quadretti mitologici dalle Metamorfosi di Ovidio. Il percorso include anche l’accesso mostra “Essere donna nell’antica Pompei” allestita presso la Palestra Grande di Pompei e di recente inaugurata. Orari dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso 22). Durata del percorso: circa 1 ora.

La nuova illuminazione adottata nella Villa dei Misteri a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Veduta d’insieme di Villa Regina a Boscoreale, illuminata per le visite notturne (foto cesare abbate)

L’altro itinerario consentirà invece di visitare la Villa dei Misteri e la Villa Regina a Boscoreale con l’annesso Antiquarium, dove è anche esposto il carro cerimoniale nella sala dedicata alla villa suburbana di Civita giuliana, tuttora in corso di scavo. Due esempi di ville suburbane del territorio, l’una grande dimora residenziale dedita anche ad attività di produzione del vino, l’altra villa rustica, vera e propria fattoria del vino, l’unica interamente conservata dell’epoca, che saranno collegate dal servizio navetta Pompeii Artebus. Il percorso delle Ville suburbane include il servizio navetta Pompeii Artebus, che consente lo spostamento da Piazza Esedra verso le due ville e ritorno. Orari dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso 22) a Villa dei Misteri. Per consentire la visita completa dell’itinerario, gli orari di accesso al sito di Boscoreale sono dalle 20.30 alle 23.30 (ultimo ingresso 22.30). Durata del percorso: circa 40 minuti Villa dei Misteri + Circa 1 ora Boscoreale. Biglietti acquistabili on line: www.ticketone.it (+ 1 euro prevendita on-line) o con carta di credito/ bancomat contactless presso il varco di Villa dei Misteri o in contanti presso la biglietteria di Boscoreale. L’ingresso alla Villa dei Misteri è da strada urbana esterna. Il servizio navetta Pompeii Artebus è in partenza da Piazza Esedra con fermate a Villa dei Misteri e a Boscoreale. Orari consultabili sul sito www.pompeiisites.org

Il museo Archeologico di Stabia nella Reggia di Quisisana illumnato per le visite serali (foto parco archeologico pompei)

Novità al museo Archeologico di Stabia dove i visitatori potranno fruire nel corso della visita di un’esperienza audio immersiva (3D binaurale) “Echeia, un museo che risuona”, una narrazione sonora di alcune sale del percorso espositivo alla scoperta di elementi identitari legati al territorio, tramite l’ascolto in cuffia, arricchito da musica. Il progetto è ideato dall’associazione FUNNECO aps, vincitrice dell’“Avviso Pubblico” pubblicato dal parco archeologico di Pompei per consentire alle associazioni e alle organizzazioni di volontariato di collaborare con il parco archeologico di Pompei. Echeia è un viaggio emozionante, fatto di suoni, parole e musica, che coniuga il recupero del paesaggio sonoro antico e la contaminazione con i linguaggi contemporanei. Sotto la supervisione scientifica del Parco, il progetto è stato coordinato e realizzato da Marco D’Acunzo e Marina Lucia, con il coinvolgimento di numerosi attori (artisti, ricercatori, studenti) tra investigazione storico-musicologica e ricerca artistica.

Pompei. Al via il progetto “Pompei tra le mani”, un percorso multisensoriale in più azioni per “toccare con mano la storia” e favorire l’accessibilità culturale al sito. Zuchtriegel: “Strumenti concreti per aprire il sito alle esigenze di ciascun visitatore, senza escludere nessuno”

Al via il 6 maggio 2025 il progetto “Pompei tra le mani”, un percorso multisensoriale in più azioni per “toccare con mano la storia” e favorire l’accessibilità culturale al sito di Pompei, promosso dal parco archeologico di Pompei e realizzato con il sostegno del ministero della Cultura attraverso i fondi del PNRR – Investimento “Rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei luoghi della cultura”, nell’ambito della Missione 1 “Patrimonio culturale per la prossima generazione”. Il progetto si inserisce in un più ampio percorso già avviato da tempo dal Parco per garantire una fruizione piena, autonoma e rispettosa a tutti i visitatori, nell’ottica di un’accessibilità ampliata e inclusiva che va oltre la rimozione delle sole barriere fisiche, includendo anche quelle sensoriali, cognitive e comunicative, rivolta a tutta la comunità. Una prima parte del progetto vedrà dal 6 maggio e poi il 20 maggio, il 3, 17 e 26 giugno e il 2, 7 e 18 luglio 2025 la realizzazione di visite guidate agli Scavi di Pompei in Lingua dei Segni (LIS) che potranno essere prenotate dai visitatori interessati, tramite mail: prenotazioni@pompeitralemani.it. L’ingresso è gratuito ai sensi del DM 11 dicembre 1997, n. 507 e s.m.i.

L’incontro di persone con disabilità uditiva alla Villa di Poppea di Oplontis (foto parco archeologico pompei)

Pompei tra le mani guarda al futuro, e punta a diventare un modello replicabile per altri siti culturali italiani ed europei, con l’obiettivo di contribuire a far sì che l’accessibilità si trasformi in valore per tutti”, sottolinea il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel. “Pompei deve poter essere accessibile a tutti, non solo nel senso fisico del termine, ma anche come esperienza culturale ed emozionale. ‘Pompei tra le mani’ va in questa direzione: offre strumenti concreti per aprire il sito alle esigenze di ciascun visitatore, senza escludere nessuno”. “Siamo orgogliosi di contribuire alla costruzione di un nuovo modo di vivere Pompei: più accessibile, più emozionante, più umano”, dichiara Enrico Agresta, Communication Manager di Mare Group. “Il progetto ‘Pompei tra le mani’ rappresenta un passo concreto verso un patrimonio aperto a tutti, da toccare, ascoltare e vivere con tutti i sensi”.

Ma “Pompei tra le mani” è molto di più. Ideato all’interno del protocollo “Campania tra le mani”, si propone come intervento pilota, fortemente radicato nei principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, volto a integrare strumenti fisici e digitali in grado di restituire la città antica di Pompei in forma più leggibile, sensoriale e inclusiva, e prevede diverse azioni e strumenti in fase di completamento, quali: mappe tattili e modelli 3D dei principali luoghi del sito; bassorilievi ad alta definizione con didascalie in Braille; video accessibili in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e International Sign (IS), sottotitolati e con voice-over; tour virtuali e audiodescrizioni inclusive, fruibili anche da remoto; una postazione sensoriale per scoprire materiali, forme e profumi della Pompei antica; segnaletica interattiva con QR code; e con le visite guidate con interprete LIS, anche una formazione specifica per il personale del Parco.

La Mano di Sabazio, dalla casa dei Riti Magici di Pompei (foto parco archeologico pompei)

La realizzazione delle diverse attività si sviluppa attraverso un approccio graduale e condiviso, in costante dialogo con le professionalità interne del Parco e gli esperti di accessibilità, seguendo una logica di intervento personalizzato che tiene conto dell’unicità e della sensibilità del contesto archeologico. Il progetto si avvale di un’identità visiva accessibile e simbolica. A rafforzare la riconoscibilità del progetto realizzato da Mare Group, anche un marchio visivo e tattile ispirato alla Mano di Sabazio, dalla Casa dei Riti Magici di Pompei, reinterpretata come simbolo di inclusività tra linguaggio verbale, LIS e Braille. La mano stilizzata, che integra la lettera “P” in Braille, come richiamo a Pompei dell’alfabeto Braille. Il marchio non è solo un simbolo grafico, ma un messaggio che racconta l’obiettivo del progetto: rendere la cultura patrimonio di tutti, da vedere, toccare e comprendere.

#domenicalmuseo. Nella prima domenica di maggio Pompei torna al primo posto con 20.000 ingressi, seguita dalla Reggia di Caserta (16.956 ingressi) e dal Foro Romano e Palatino (16.694). Sul grande afflusso a Pompei (raggiunto il tetto massimo) interviene il direttore Zuchtriegel

A tre giorni di distanza dal 1° maggio 2025, quando i luoghi della cultura hanno fatto registrare oltre 235mila ingressi, domenica 4 maggio 2025, in occasione della #domenicalmuseo, sono stati circa 290mila gli ingressi nei musei e nei parchi archeologici statali aperti gratuitamente. Nella classifica assoluta l’area archeologica di Pompei è tornata al primo posto con 20.000 ingressi, seguita dalla Reggia di Caserta (16.956 ingressi) e dal Foro Romano e Palatino (16.694). Proprio sull’ingresso di 20mila persone al sito archeologico di Pompei – limite massimo per l’ingresso al sito, dal 15 novembre 2024 – con grande presenza di visitatori all’esterno degli ingressi, il direttore Gabriel Zuchtriegel precisa la posizione del Parco in relazione alle misure adottate per la tutela e sicurezza del sito.

Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei (foto parco archeologico pompei)

“Vorrei ringraziare tutti i lavoratori e lavoratrici del parco archeologico di Pompei, in particolare i colleghi della vigilanza, delle biglietterie e dell’accoglienza, nonché gli operatori, le guide e tutti i visitatori e visitatrici grandi e piccoli”, esordisce Zuchtriegel. “Oggi (4 maggio, ndr), in occasione della prima domenica del mese, c’era grandissima affluenza a Pompei, abbiamo in poco tempo raggiunto il tetto massimo del numero di visitatori, introdotto per motivi di sicurezza e tutela, e abbiamo dovuto sospendere per alcune ore gli ingressi, per riprendere nelle prime ore del pomeriggio. Lo facciamo per salvaguardare un patrimonio unico e fragile – continua -. Grazie alla collaborazione di tutti siamo riusciti a gestire questa giornata; in mattinata c’erano delle file, vedremo come migliorare la gestione degli afflussi. Ma una cosa deve essere chiara: il tempo in cui qualcuno fuori gli scavi rivendeva i biglietti ai turisti ignari anche nelle giornate gratuite e il sito era soggetto a fenomeni vari di bagarinaggio e speculazione sono finiti. Su questo c’è tolleranza zero e confermiamo il biglietto nominativo legato al tetto massimo giornaliero. Pompei non è un patrimonio da consumare come il petrolio, ma una fonte inestimabile di energia rinnovabile culturale da consegnare intatta alle generazioni future per ritrovarci le radici della nostra storia”.

#domenicalmuseo: con 20mila ingressi di visitatori a Pompei, raggiunto il tetto massimo previsto (foto parco archeologico pompei)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 20.000; Foro Romano e Palatino 16.694; Colosseo. Anfiteatro Flavio 14.102; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 11.786; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.350; museo e area archeologica di Paestum 4.616; Villa Adriana 4.268; parco archeologico di Ercolano 3.965; area archeologica di Ostia antica 3.746; Terme di Caracalla 3.669; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.706; Terme di Diocleziano 2.336; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.775; Palazzo Altemps 1.513; Palazzo Massimo 1.481; museo Archeologico di Venezia 1.456; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.403; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1.270; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.086; Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 860; museo Archeologico nazionale Mario Torelli e parco archeologico di Venosa 812.

25 aprile: oltre 290mila gli ingressi nei musei e nei parchi archeologici statali aperti gratuitamente. Per la prima volta il Vittoriano in testa alla classifica assoluta con 21.723 ingressi seguito da Pompei (20mial ingressi) e per la prima volta dal Giardino di Boboli (18.330 ingressi)

Sono stati oltre 290mila gli ingressi nei musei e nei parchi archeologici statali aperti gratuitamente il 25 aprile 2025, in occasione dell’ottantesimo anniversario della Liberazione. E per la prima volta sul gradino più alto del podio dei siti più visitati d’Italia troviamo il Vittoriano – VIVE 21.723 ingressi, al secondo posto gli Scavi di Pompei con 20mila ingressi. Chiude il podio il Giardino di Boboli con 18.330 ingressi.

Visitatori alle Terme di Caracalla a Roma (foto graziano tavan)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 20.000; Pantheon 15.000: Anfiteatro Flavio 14.822; Foro Romano e Palatino 11.744; museo e area archeologica di Paestum 5.610; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.328; parco archeologico di Ercolano 4.979; Villa Adriana 3.616; Terme di Caracalla 2.867; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.012; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1.933; museo Archeologico di Venezia 1.263; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.253; Terme di Diocleziano 1.196;  Palazzo Altemps 1.132; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.015; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 1.013; musei nazionali di Cagliari 950; museo archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 908; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 873; Palazzo Massimo 818; museo Archeologico nazionale di Aquileia 738; mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 727.

Pompei. Al via le visite guidate al cantiere dell’Insula Meridionalis accompagnati dal personale del Parco che illustrerà i principali rinvenimenti e ambienti emersi e la metodologia di scavo

Veduta generale dell’Insula Meridionalis nell’area archeologica di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Partono le visite guidate al cantiere dell’Insula Meridionalis, visibile dalla strada principale della città moderna lungo il viale delle Ginestre e tra i più articolati fronti di scavo del sito archeologico, un tempo affacciato scenograficamente sul golfo di Napoli e sulla vallata del Sarno. Il Parco consolida così una forma di fruizione, avviata da anni con il “racconto dei cantieri” in corso, che sta registrando un sempre più forte interesse da parte del pubblico partecipante. E dunque a partire dal 22 aprile 2025 tutti i giorni, dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 12, sarà possibile – previa prenotazione al numero 327 2716666 – accedere in gruppi di 15 persone all’area, accompagnati dal personale di cantiere che illustrerà i principali rinvenimenti e ambienti emersi e la metodologia di scavo. Il servizio di prenotazione è attivo dalle 9.30 alle 13.30 dal lunedì al venerdì. Visite in lingua italiana. Punto di incontro: ingresso cantiere Insula Meridionalis, lato piazza Esedra. In caso di forte pioggia la visita sarà annullata e saranno contattati telefonicamente i partecipanti. Per accedere alle visite occorre munirsi del regolare biglietto di ingresso al parco archeologico. Anche questa iniziativa, come “Raccontare i Cantieri” e le visite al “Cantiere della Regio IX”, sarà un’occasione per conoscere la delicata e al tempo stesso complessa attività di scavo, di messa in sicurezza, restauro e manutenzione, attraverso il racconto e la visione in diretta degli esperti sul campo – archeologi, architetti, restauratori e ingegneri.

Ambienti affrescati all’interno del cantiere dell’Insula Meridonalis a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Il fronte dell’Insula Meridionalis si sviluppa su un dislivello di oltre 30 metri per oltre 450 metri lungo un’area che si estende dalla terrazza di Villa Imperiale alle Terme del Sarno e dalla Casa di Aelio Magno alla Casa di Giuseppe II, al Foro Triangolare compreso. La complessità morfologica e storica degli insediamenti, delle strutture e degli ambienti si riverbera nella multiforme varietà di materiali e di tecniche costruttive sia messe in campo in antico sia negli interventi moderni di scavo e restauro. I segni dei terremoti che si susseguirono nel corso del I sec. d.C. e quelli dello sciame sismico che dovette precedere l’eruzione sono presenti e ben visibili nel corpo vivo delle architetture.

Tra le impalcature del cantiere dell’Insula Merdionalis di dPompei (foto parco archeologico pompei)

L’intervento di messa in sicurezza, consolidamento e restauro dell’Insula Meridionalis, costituisce un caso estremamente complesso a causa delle condizioni conservative in cui versa per la morfologia dell’area di sedime e dell’articolazione tipologica degli edifici. Gli interventi stanno interessando in particolare la messa in sicurezza e il consolidamento degli edifici, il recupero strutturale e architettonico che si estenderanno anche al costone roccioso; il restauro architettonico e degli apparati decorativi pavimentali e parietali. L’intervento, inoltre, dovrà considerare un complessivo ripensamento del sistema di accessibilità attuale e in particolare in relazione all’uscita che taglia il prospetto sud del poderoso edificio a valle della terrazza del Tempio di Venere, e dell’ingresso diretto al quartiere dei Teatri che interrompe forzosamente il circuito esterno.