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Per la quarta edizione Pompeii Theatrum Mundi torna nel teatro Grande di Pompei col pubblico: grandi registi, grandi interpreti per cinque prime nazionali. La rassegna estiva del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale diventa una sfida: “Sia l’inizio di una nuova stagione per il nostro Paese che possa coincidere con la ripresa di tutte le attività in presenza”

Il teatro Grande di Pompei ospita la quarta edizione di Pompeii Theatrum Mundi 2021 (foto parco archeologico di Pompei)

pompei_pompeii-theatrum-mundi_2021_locandinaFissate bene la data sull’agenda: 24 giugno 2021. Potrebbe essere il giorno della svolta. Il primo spettacolo teatrale col pubblico in presenza. Dove? Al teatro Grande del parco archeologico di Pompei per la quarta edizione di Pompeii Theatrum Mundi (24 giugno – 25 luglio 2021), la rassegna estiva del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale con il Parco Archeologico di Pompei in collaborazione con Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival. Grandi registi, grandi interpreti per cinque prime nazionali. Lo scorso anno la rassegna estiva non si è tenuta nel suo luogo di elezione, a Pompei, ma era stata garantita un’alternativa: Scena Aperta al Maschio Angioino, una rassegna limitata dalle doverose misure anti-COVID, ma di grande impatto artistico. Aspettando il ritorno alla normalità, gli organizzatori sono pronti. “Vogliamo affrontare con “l’ottimismo della volontà” la sfida della quarta edizione di Pompei Theatrum Mundi, confidando che da giugno vi sia l’inizio di una nuova stagione per il nostro Paese che possa coincidere con la ripresa di tutte le attività in presenza”, assicura Filippo Patroni Griffi, presidente Teatro di Napoli – Teatro Nazionale. “Quest’anno Pompei ci sarà. Non possiamo farne a meno, perché il ritorno alla nostra vita passa anche dalla riapertura dei luoghi della cultura. Il primo lockdown ci ha visti alternare le speranze di pronta ripartenza con il buio dell’aumento dei contagi e il dolore per i nostri morti; la pandemia ci ha privati di tanti diritti di libertà, ma ora finalmente, grazie alla campagna vaccinale, siamo vicini alla ripartenza. Noi ci crediamo e sono fiducioso che dal 24 giugno al 25 luglio ci potremo ritrovare nella cavea del Teatro antico di Pompei per assistere insieme alla magia del teatro sotto le stelle”.

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Filippo Patroni Griffi, , presidente Teatro di Napoli – Teatro Nazionale

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Roberto Andò, regista, direttore artistico di Pompeii Theatrum Mundi

“Noi siamo pronti per ripartire dal Teatro Grande di Pompei, che quest’anno vedrà il debutto della direzione artistica di Roberto Andò”, annuncia Patroni Griffi, “che ringrazio per la dedizione e la cura dedicata a ogni singolo dettaglio, per garantire una rassegna estiva ricca di ispirazione artistica in uno spazio accogliente e aperto, nel pieno rispetto della sicurezza di tutti. Il cartellone è ricco, sofisticato e avvincente; e ci auguriamo che faccia da volano anche per la prossima stagione del Teatro di Napoli, che confidiamo possa essere quella del ritorno al ritmo sano e rassicurante della “normalità”. Perché se c’è una cosa che ci ha insegnato questa pandemia è che niente è più importante di difendere la “normalità” della cultura fatta dalla forza delle emozioni da condividere in presenza”. Ne è convinto Roberto Andò, direttore Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, che firma la sua prima edizione della rassegna nata nel 2017: “Mai come questa volta tornare a teatro segna un possibile ritorno alla vita. E non solo perché in questo interminabile anno di peste il teatro ci è venuto a mancare, una ragione più che sufficiente a farcene avvertire ora il desiderio intenso e struggente. Ma anche perché quest’estate potremo finalmente tornare a sederci su uno di quei monumenti di pietre antiche, ed eterne, da cui è cominciata la prima idea di teatro come luogo in cui gli uomini possono formulare domande a ciò che è vivo e a ciò che è destinato a morire. Una idea di teatro che equivale a una esperienza radicale in cui rimettere in gioco ciò che crediamo di pensare, di sentire o di credere”.

Vedere, nel promo della quarta edizione di Pompeii Theatrum Mundi, il teatro Grande di Pompei gremito di spettatori ti fa stringere il cuore. Pensare quest’anno le gradinate con così tante persone è pura utopia, ma per organizzatori, artisti e registi sarà già un grande risultato sentire il calore e la vicinanza del pubblico. Quanti saranno gli spettatori ammessi? Oggi è ancora prematuro fissare delle cifre precise. Man mano che ci si avvicinerà all’inaugurazione della rassegna e che ci saranno gli aggiornamenti sull’andamento della pandemia, si fisseranno regole e numeri precisi. In programma cinque spettacoli che uniscono al Teatro di Napoli grandi produzioni internazionali come quella del Festival D’Avignone, intensi intrepreti della scena teatrale mondiale come Isabelle Huppert, prime come “Pupo di zucchero” di Emma Dante e “Quinta Stagione”, che era previsto in stagione, di Franco Marcoaldi, diretto e interpretato da un grande protagonista della scena teatrale quale Marco Baliani. Continua il sodalizio con il Campania Teatro Festival: a Pompei ci sarà “Resurexxit Cassandra” con la regia di Jan Fabre e protagonista Sonia Bergamasco; “Il Purgatorio. La notte lava la mente” di Federico Tiezzi, spettacolo allestito in occasione del settimo centenario della morte di Dante Alighieri e infine “La cerisaie (Il giardino dei ciliegi)”, del regista portoghese Tiago Rodrigues con protagonista Isabelle Huppert.

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Sonia Bergamasco

Il programma. Giovedì 24 giugno 2021 apre la rassegna lo spettacolo “Resurrexit Cassandra”, testo di Ruggero Cappuccio, ideazione, regia, scenografia Jan Fabre che firma anche video e luci, musiche originali di Stef Camil Karlens, interpretato da Sonia Bergamasco. Parole nuove per l’inascoltata sacerdotessa Cassandra. Una fuga visionaria nella profezia come smascheramento dell’eterno autoinganno umano. Repliche venerdì 25, sabato 26 giugno.

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Federico Tiezzi (foto Luca Manfrini)

Giovedì 1° luglio 2021 – con repliche venerdì 2 e sabato 3 – il grande palcoscenico del teatro romano accoglierà lo spettacolo “Il Purgatorio. La notte lava la mente”, di Mario Luzi, con la regia di Federico Tiezzi, con Dario Battaglia, Alessandro Burzotta, Francesca Ciocchetti, Giovanni Franzoni, Francesca Gabucci, Leda Kreider, Sandro Lombardi, Annibale Pavone, Luca Tanganelli, Debora Zuin. Spettacolo realizzato per il settimo centenario della morte di Dante Alighieri. A distanza di trent’anni dalla sua prima teatralizzazione del poema dantesco, ripartendo da un testo affidatogli da Mario Luzi, Federico Tiezzi si concentra qui sulla cantica dell’amicizia e dell’arte, il luogo in cui avviene la trasformazione del vissuto e del dolore in speranza.

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Emma Dante (foto Carmine Maringola)

Dopo l’Eracle di Euripide portato nel 2018, Emma Dante torna al Teatro Grande di Pompei con “Pupo di zucchero”, di cui firma testo, regia e costumi, in prima giovedì 8 luglio 2021, con repliche venerdì 9 e sabato 10, interpretato da Tiebeu Marc-Henry Brissy Ghadout, Sandro Maria Campagna, Martina Caracappa, Federica Greco, Giuseppe Lino, Carmine Maringola, Valter Sarzi Sartori, Maria Sgro, Stephanie Taillandier, Nancy Trabona. Liberamente ispirato a “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile lo spettacolo racconta la storia di un vecchio che per sconfiggere la solitudine invita a cena, nella loro antica dimora, i defunti della famiglia. Nella notte fra il 1° e il 2 novembre, lascia le porte aperte per farli entrare. Dopo il debutto a Pompei lo spettacolo andrà in scena al settantacinquesimo Festival di Avignone, in Francia.

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Franco Marcoaldi e Marco Baliani (foto Mirto Baliani)

Giovedì 15, venerdì 16 e sabato 17 luglio 2021 un’altra attesa prima quella di “Quinta stagione”, monologo drammatico di Franco Marcoaldi interpretato da Marco Baliani, su paesaggio sonoro di Mirto Baliani e paesaggio scenico firmato da Mimmo Paladino. “Portare la poesia in teatro è, da sempre, impresa ardua… “, dichiara Marco Baliani. “Ma il poeta ha chiamato la sua opera “monologo drammatico”, due termini che appartengono di diritto alla storia del teatro. Dunque la visione del poema è legata alla scena, o potrebbe esserlo…”.

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Isabelle Huppert (foto Christophe Raynaud De Lage)

Grande chiusura dell’edizione 2021 di Pompeii Theatrum Mundi con il debutto in prima assoluta italiana de “La cerisaie / Il giardino dei ciliegi”, di Anton Cechov, con la regia del portoghese Tiago Rodrigues, con protagonista – per la prima volta in scena al Teatro Grande di Pompei – la grande Isabelle Huppert e Isabel Abreu, Tom Adjibi, Suzanne Aubert, Marcel Bozonnet, Océane Cairaty, Alex Descas, Adama Diop, David Geselson, Alison Valence e i musicisti Manuela Azevedo e Hélder Goncalves. “Ho sempre pensato”, scrive il regista portoghese nelle note, “che Il giardino dei ciliegi trattasse della fine… Oggi posso affermare che è una commedia sul cambiamento travestita da commedia sulla fine… Il giardino dei ciliegi tratta dell’inesorabile forza del cambiamento”. Lo spettacolo approda alla rassegna di Pompei a ridosso del debutto mondiale al settantacinquesimo Festival di Avignone.

Torre Annunziata. Il direttore del parco archeologico di Pompei riapre l’area archeologica di Oplontis e annuncia al sindaco nuovi scavi, nuovi percorsi e la connessione tra gli Scavi e lo Spolettificio dell’Esercito

Veduta della villa di Poppea nell’area archeologica di Oplontis a Torre Annunziata (foto parco archeologico di Pompei)
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Il sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione e il direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel negli scavi di Oplontis (foto parco archeologico di Pompei)

Riaperti il 3 maggio 2021, come annunciato, gli Scavi di Oplontis a Torre Annunziata (Na) alla presenza del direttore generale del parco archeologico di Pompei,​ Gabriel Zuchtriegel, e del sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione- “Stiamo riponendo molta attenzione per i siti del territorio. Ci sarà molto da fare”, è stato il commento del direttore Zuchtriegel. “Sono grato al sindaco. Abbiamo già avuto un primo incontro per lavorare insieme sui nuovi scavi, i nuovi percorsi e la connessione tra gli Scavi e lo Spolettificio dell’Esercito di Torre Annunziata”.

“Siamo in contatto sia con il Demanio sia con l’Esercito per ampliare l’area degli scavi, ma anche per creare spazi per depositi, spazi museali, laboratori per scuole, bambini ragazzi che vogliano creare qua”, ha spiegato Zuchtriegel. “Dunque c’è molta attenzione per questo territorio, per il patrimonio assolutamente importante. Quindi nei prossimi anni ci sarà molto da fare. Sono grato al sindaco, col quale ho già avuto un primo incontro, perché lavoriamo insieme: è essenziale la collaborazione con gli enti locali, visto che sono previsti anche nuovi scavi, nuovi percorsi, una connessione tra questa l’area archeologica e lo Spolettificio dell’Esercito”. E il sindaco Ascione: “Siamo chiaramente contenti della riapertura degli Scavi. Abbiamo puntato buona parte del nostro sviluppo proprio sulla valorizzazione della risorsa archeologica. Ritengo pure che il ragionamento sia da fare come comprensorio, perché non è solo la città di Torre Annunziata ma siamo tante città che hanno puntato su questo tipo di sviluppo. Noi abbiamo parlato di turismi perché abbiamo il Vesuvio, abbiamo il mare, abbiamo l’archeologia, abbiamo veramente una serie di potenzialità che vanno tutte sviluppate. Quindi grazie al direttore Zuchtriegel per essere qui a riaprire questo nostro sito e ringrazio soprattutto tutta l’organizzazione che spero in maniera incisiva ed efficace possa realizzare i progetti che sono già previsti per questo sito. Non solo del collegamento con lo Spolettificio dell’Esercito ma anche con la villa B che purtroppo è ancora chiusa al pubblico”. Zuchtriegel ha tranquillizzato il sindaco: “Anche per questo collegamento c’è già una progettualità, perché la Villa B è molto interessante perché dà un’altra visione dell’aspetto dell’insediamento antico di Torre Annunziata-Oplontis e quindi va assolutamente valorizzata insieme alla villa A, ma vorremmo raccontare appunto ai visitatori il territorio come era organizzato, che non c’era solo il sito di Pompei, ma intorno tutto un paesaggio rurale di ville di ozio, di ville rustiche e di piccoli insediamenti, piccoli e meno piccoli, che facevano parte di un paesaggio mediterraneo connesso con molte altre parti dell’impero. E quindi credo che in questa prospettiva Oplontis può dire molto anche in termini di valorizzazione, di racconto della storia di questo periodo”.

Parco archeologico di Pompei. Lunedì 3 maggio riaprono tutti i siti del territorio: la villa di Poppea, villa Regina, villa Arianna, villa S. Marco, il museo Archeologico “Libero D’Orsi”. Riapre anche il castello di Lettere. A Pompei tariffa ridotta nel pomeriggio

Affresco conservato al museo Archeologico “Libero D’Orsi” nella Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia (foto Francesco Squeglia)

Dopo Pompei Scavi, riaprono al pubblico dal 3 maggio 2021 gli altri siti archeologici del parco archeologico di Pompei: Villa Regina a Boscoreale, la Villa di Poppea a Oplontis, Villa Arianna e Villa San Marco a Stabiae,  il museo Archeologico “Libero D’Orsi” alla Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia e il Castello di Lettere. Le splendide ville archeologiche vesuviane consentono una conoscenza ampia della vita quotidiana, dell’organizzazione sociale e delle attività produttive in epoca romana.

La ricca decorazione parietale della villa di Poppea a Oplontis (foto parco archeologico di Pompei)

Dalla maestosa villa di Poppea  a Torre Annunziata, attribuita alla seconda moglie di Nerone, alla poco distante villa Regina di Boscoreale che costituisce un esempio ben conservato di fattoria rustica adibita alla produzione del vino, con i numerosi dolia interrati, usati per la conservazione del vino.

Un affresco parietale della villa Arianna a Castellammare di Stabia (foto parco archeologico di Pompei)

Mentre sulla collina di Varano a Castellammare predominano le grandi Ville di Stabia,  esempi di dimore aristocratiche con affaccio panoramico sul golfo e i cui pregiati affreschi e suppellettili assieme a tanti altri provenienti da tutto il territorio dell’antica Stabiae sono esposti e conservati al Museo archeologico Libero D’Orsi, presso la Reggia di Quisisana.

Il castello e le aree archeologiche del castello di Lettere (foto parco archeologico di Lettere)

Riapre al pubblico anche il Castello di Lettere nel Comune omonimo, con il suo percorso museale che racconta attraverso l’esposizione di vasellame e armi, la vita nel castello in età medievale.

Il foro romano della città antica di Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

Pompei introduce, dal 3 maggio 2021, la novità di una tariffa ridotta a 10 euro per l’accesso pomeridiano a partire dalle 15.30. L’ ingresso pomeridiano consentirà un’ampia visita del sito, con riduzione d’accesso in alcune domus a partire dalle 16.  L’elenco degli edifici visitabili è consultabile sul sito www.pompeiisites.org. Si conferma il giorno di chiusura del lunedì fino al 6 giugno 2021, e l’apertura tutti i giorni a partire dal 7 giugno 2021 per tutto il periodo estivo, fino a nuova comunicazione.

Il Palazzo Reale di Quisisana a Castellammare di Stabia (foto parco archeologico Pompei)

I siti periferici osserveranno il giorno di chiusura del martedì con accesso nei consueti orari estivi (9 – 19 con ultimo ingresso 17.30/ ultimo ingresso Reggia di Quisisana 18.30). I biglietti di ingresso ai siti saranno acquistabili sul sito www.ticketone.it, unico rivenditore online autorizzato o presso le biglietterie di piazza Anfiteatro e di piazza Esedra per Pompei o di Oplontis per la Villa di Poppea. Per tutti i siti, il sabato e la domenica la prenotazione per l’ingresso sarà possibile esclusivamente con acquisto on line sul sito www.ticketone.it, da effettuarsi almeno il giorno precedente alla visita, come da DPCM del 2 marzo 2021 art.14. Nei giorni infrasettimanali l’acquisto on-line è, invece, possibile anche nella stessa giornata fino a esaurimento disponibilità.

Villa Regina a Boscoreale (foto parco archeologico di Pompei)
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L’allestimento museale all’interno del Castello di Lettere (foto parco archeologico di Pompei)

Costo dei biglietti. Pompei + Villa Regina (Boscoreale): dalle 9 alle 15.30: intero 16 euro, ridotto 2 euro, gratuità e riduzioni come da normativa; dalle 15.30: intero 10 euro, ridotto 2 euro, gratuità e riduzioni come da normativa. Acquisto possibile on-line o presso le biglietterie di piazza Esedra e piazza Anfiteatro. Il costo della prevendita on-line, al momento, è in aggiunta solo sul biglietto ridotto di 2 euro. Oplontis + Villa Regina (Boscoreale): 5 euro + prevendita on-line 1.50 euro, gratuità e riduzioni come da normativa. Acquisto possibile on-line o presso le biglietterie di Oplontis. Villa Regina (Boscoreale): 2 euro + prevendita on-line  1.50  euro, gratuità e riduzioni come da normativa. Acquisto possibile esclusivamente on-line sul sito www.ticketone.it. Ville di Stabiae: ingresso gratuito. Per la prenotazione del fine settimana: 081.8575347. Reggia di Quisisana: 6 euro + prevendita on-line 1.50 euro, gratuità e riduzioni come da normativa. Acquisto possibile esclusivamente on-line sul sito www.ticketone.it. Castello di Lettere: 2 euro biglietto unico. Accesso gratuito esibendo il biglietto di Pompei. Aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, con chiusura dalle 13.30 alle 14.30, ultimo ingresso alle 12 per la mattina/ alle 18 per il pomeriggio. Per prenotare per il fine settimana:  tel. 081.8575347, veritas.onlus@alice.it.

Si torna a visitare gli scavi di Pompei in sicurezza (foto parco archeologico di Pompei)

Per il sito di Pompei permangono le fasce orarie per il contingentamento dei visitatori secondo le seguenti modalità: al momento dell’acquisto on-line il visitatore potrà scegliere la fascia oraria di ingresso, prevista ogni 15 minuti per un massimo di 500 persone, fino alle 13. Dopo le 13 l’ingresso consentito è per un massimo 300 persone per turno. Il biglietto dovrà essere mostrato all’ingresso, direttamente su smartphone/tablet (QRcode) o già stampato a casa su carta e poi conservato per registrarlo sul tornello in uscita. È tollerato un ritardo di 10 minuti massimo rispetto all’orario della fascia oraria indicata, tanto per i visitatori quanto per le guide. Per i possessori della card Pompei365, la validità dell’abbonamento sarà prorogata per il numero di giorni corrispondenti a quelli di chiusura imposti dall’emergenza sanitaria. Per il sito di Oplontis e le Ville di Stabia il contingentamento dei visitatori è di 40 persone massimo ogni 15 minuti. Per Villa Regina 15 persone ogni 30 minuti. Per la Reggia di Quisisana di 15 persone ogni 15 minuti. In ciascun sito i visitatori saranno sottoposti, all’arrivo, a misurazione della temperatura mediante termoscanner. Resta obbligatorio l’utilizzo della mascherina nei luoghi chiusi e aperti a prescindere dalla distanza interpersonale. Tutte le informazioni relative alle misure di sicurezza del contenimento del contagio da SARS-COV 2 e alle modalità di visita saranno fornite ai visitatori attraverso i monitor presenti agli ingressi e la cartellonistica. La visita avverrà nel pieno rispetto delle misure di distanziamento previste dal Comitato Tecnico Scientifico, anche con il supporto di segnaletica direzionale appositamente installata nei singoli siti. Saranno garantiti dispenser di gel igienizzante all’ingresso e presso i servizi igienici a disposizione dei visitatori. 

Villa Regina di Boscoreale è ancora chiusa al pubblico. Ma non si sono mai fermati gli interventi di restauro e manutenzione qui riassunti da Elena Gravina, restauratrice del parco archeologico di Pompei

Villa Regina a Boscoreale, l’unica villa rustica (fattoria) del I sec. a.C. – I sec. d.C. interamente scavata (foto parco archeologico di Pompei)

Villa Regina a Boscoreale, a un passo da Pompei, è ancora chiusa al pubblico. Il parco archeologico di Pompei, che ha già provveduto ad aprire ai visitatori gli scavi di Pompei, riaprirà le porte della villa rustica appena le condizioni lo renderanno possibile. Ma se il sito è chiuso al pubblico, non lo è certo agli addetti ai lavori. Con un breve contributo filmato, Elena Gravina, funzionaria restauratrice del Parco, ci porta alla scoperta di Villa Regina e delle attività di manutenzione e restauro portate avanti in questi anni e che non si fermano neppure in tempi di pandemia.

“Siamo a villa Regina”, spiega Elena Gravina, “che è una villa rustica situata nell’Ager Pompeiano, precisamente a Boscoreale, ossia un chilometro a Nord di Pompei. E come l’antica città di Pompei anche questa villa fu sepolta dall’eruzione del 79 d.C. Venne scavata in tempi recenti, nel 1977, in seguito a lavori urbanistici in zona. Questa villa, come le altre nei territori di Torre Annunziata, Torre del Greco e di Castellammare di Stabia, fanno parte dell’area di competenza del parco archeologico di Pompei. Nel 2019 sono stati conclusi i lavori di restauro, che sono stati integrali. A partire da un restauro e un recupero in senso filologico delle coperture della villa, un recupero degli apparati decorativi e consolidamento delle strutture murarie, e un consolidamento anche degli elementi dei manufatti realizzati attraverso i calchi in gesso e in calcestruzzo che si trovano all’interno e all’esterno della villa. Successivamente ai lavori di restauro, conclusi nel 2019, approfittando anche di questo periodo di chiusura della villa al pubblico e ai visitatori, procede l’attenta manutenzione e lavori di manutenzione programmata che vengono eseguiti periodicamente con cadenza semestrale per quanto riguarda le operazioni di manutenzione ordinaria, e biennale per quanto riguarda le operazioni di manutenzione straordinaria. Le prime operazioni da compiere sono quelle fatte a seguito di un monitoraggio. Il monitoraggio è un controllo dei fenomeni di degrado delle superfici decorate; un controllo della vegetazione, della patina biologica, che qui come in tanti luoghi e posti archeologici è un problema costante. Soprattutto qui che è una villa sottoposta rispetto al livello del piano odierno di calpestio di circa 8-9 metri. Quindi c’è un problema di risalita capillare e con il periodico ciclico formarsi e migrare in superficie dei sali solubili. Quindi un monitoraggio costante, una rimozione e asportazione delle polveri dei depositi parzialmente coerenti come di terriccio, una rimozione dei depositi di guano e una attenta analisi dei manufatti che sono posti all’interno e all’esterno della villa, come i dolia in terracotta o i manufatti realizzati in calcestruzzo o in gesso che traggono i calchi o delle radici degli alberi o degli elementi per la produzione agricola, come il Torcularium all’interno della villa. Invece operazioni di manutenzione straordinaria si eseguono con cadenza biennale e prevedono interventi di consolidamento dell’intonaco, interventi di coesione e ristabilimento della pellicola pittorica e interventi di riqualificazione estetica, particolarmente importanti per le superfici decorate come il Larario o come gli affreschi presenti nel triclinio che sono riconducibili a una fase tra il III e il IV stile. La manutenzione programmata, l’osservazione costante e il monitoraggio dei fenomeni di degrado – conclude – garantiscono una prevenzione adeguata alla conservazione della villa e di tutte le superfici e manufatti in essa conservati”.

Pompei riapre il 27 aprile: dal martedì alla domenica fino al 7 giugno, poi tutti i giorni. Entrate contingentate, percorsi in sicurezza. Ecco le modalità di visita, e cosa si può visitare

Si torna a visitare gli scavi di Pompei in sicurezza (foto parco archeologico di Pompei)
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Alcune indicazioni per visitare in sicurezza l’area archeologica di Pompei in tempi di coronavirus

Il sito archeologico di Pompei riaprirà martedì 27 aprile 2021, dopo l’ultima chiusura di questi mesi, nelle modalità già attuate nelle precedenti aperture. Per gli altri siti del parco archeologico di Pompei saranno fornite successive comunicazioni in merito alle riaperture. L’accesso al sito di Pompei sarà possibile dal martedì alla domenica nei consueti orari estivi (Pompei 9 – 19, con ultimo ingresso 17.30), con giorno di chiusura il lunedì fino al 7 giugno 2021. Dal 7 giugno 2021 per tutto il periodo estivo e fino a nuova comunicazione il sito resterà aperto tutti i giorni. Il sabato e la domenica la prenotazione per l’ingresso sarà possibile esclusivamente con acquisto on line sul sito www.ticketone.it, da effettuarsi il giorno precedente. L’accesso e l’uscita per l’area archeologica di Pompei saranno possibili dal varco di Piazza Anfiteatro e di Piazza Esedra. La visita si svilupperà lungo un percorso consigliato da apposita segnaletica all’interno del sito e sull’app di supporto My Pompeii, allo scopo di assicurare una visita in sicurezza e nel pieno rispetto delle disposizioni sanitarie anti Covid. I visitatori saranno sottoposti, all’arrivo, a misurazione della temperatura mediante termoscanner. Resta obbligatorio l’utilizzo della mascherina nei luoghi chiusi e aperti a prescindere dalla distanza interpersonale. Tutte le informazioni relative alle misure di sicurezza del contenimento del contagio da SARS-COV 2 e alle modalità di visita saranno fornite ai visitatori attraverso i monitor presenti agli ingressi e la cartellonistica. La visita avverrà nel pieno rispetto delle misure di distanziamento previste dal Comitato Tecnico Scientifico, anche con il supporto di segnaletica direzionale appositamente installata dal Parco. Saranno garantiti dispenser di gel igienizzante all’ingresso e presso i servizi igienici a disposizione dei visitatori.

Il dromos di ingresso all’anfiteatro di Pompei (foto parco archeologico di Pompei)
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La locandina della mostra “VENUSTAS. Grazia e bellezza a Pompei” alla Palestra Grande di Pompei dal 31 luglio 2020 al 31 gennaio 2021: prorogata

Sarà possibile passeggiare all’interno dell’Anfiteatro, accedere alla Palestra grande e alla mostra “Venustas. Grazia e Bellezza a Pompei”.  Si potranno visitare i Praedia di Giulia Felice e spostarsi su Via dell’Abbondanza con accesso alle principali domus, ma anche attraversare la necropoli di Porta Nocera, l’Orto dei fuggiaschi, arrivare al quartiere dei teatri e al Foro triangolare. Da Via dell’Abbondanza, inoltre, si potrà raggiungere il Foro con tutti i suoi edifici pubblici e religiosi, visitare lo spazio esterno delle Terme Stabiane o risalire Via Stabiana fino a Via del Vesuvio dove ammirare la casa di Leda e il cigno. L’ingresso di Piazza Esedra è consigliato per chi volesse accedere immediatamente all’Antiquarium di Pompei, di recente inaugurato nel suo nuovo allestimento. L’elenco completo degli edifici visitabili è consultabile sul sito www.pompeiisites.org.

Danilo Ragona e Luca Paiardi sulla loro carrozzina attraversano una strada di Pompei sui passaggi pedonali sopraelevati (foto parco archeologico di Pompei)
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L’abbonamento POMPEI 365 consente di entrare nel sito archeologico tutte le volte che si vuole per un anno intero

Il biglietto di ingresso al sito sarà acquistabile sul sito  www.ticketone.it, unico rivenditore online autorizzato o presso le biglietterie di Piazza Anfiteatro e di Piazza Esedra e consentirà l’ingresso al sito sia da Piazza Anfiteatro sia dal varco di Piazza Esedra. Il sabato e la domenica il biglietto potrà essere acquistato esclusivamente on line sul sito www.ticketone.it, con acquisto il giorno precedente come da DPCM del 2 marzo 2021 art.14. Dal martedì al venerdì l’acquisto sul sito è possibile anche nella stessa giornata fino a esaurimento disponibilità. Costo del biglietto: Pompei: intero 16 euro, ridotto 2 euro, gratuità e riduzioni come da normativa. Al momento dell’acquisto on-line il visitatore potrà scegliere la fascia oraria di ingresso, prevista ogni 15 minuti per un massimo di 500 persone ogni 15 minuti, fino alle 13. Dopo le 13, l’ingresso consentito è per un massimo 300 persone per turno. Il biglietto dovrà essere mostrato all’ingresso, direttamente su smartphone/tablet (QRcode) o già stampato a casa su carta e poi conservato per registrarlo sul tornello in uscita. È tollerato un ritardo di 10 minuti massimo rispetto all’orario della fascia oraria indicata, tanto per i visitatori quanto per le guide. Per i possessori della card Pompei365, la validità dell’abbonamento sarà prorogata per il numero di giorni, corrispondenti a quelli di chiusura imposti dall’emergenza sanitaria. Da Piazza Anfiteatro è possibile, inoltre, usufruire del percorso “Pompei per tutti”, senza barriere architettoniche, con possibilità di ritorno in uscita a Piazza Anfiteatro o eventualmente da Piazza Esedra, utilizzando l’ascensore dell’Antiquarium. Presso l’ingresso di Piazza Anfiteatro e Piazza Esedra sarà possibile richiedere un servizio visite guidate, dalle 9 alle 13. I gruppi potranno accedere secondo le seguenti indicazioni: gruppi di visitatori autonomi, massimo 5 persone; gruppi accompagnati da guide turistiche, massimo 10 persone (max 25 persone se il gruppo è dotato di auricolari/whisper usa e getta).

Campania in zona gialla: ecco il calendario delle riaperture di musei e parchi archeologici dal 26 aprile al 1° maggio 2021

Il celebre affresco pompeiano conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli con donna con stilo e tavolette cerate, noto anche come “ritratto di Saffo” (foto Mann)

Prendiamo nota, seguendo l’esempio della donna con stilo e tavolette cerate nel celebre affresco pompeiano, noto anche come ritratto di Saffo, conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli. Con il passaggio della Campania in zona gialla, musei autonomi e parchi archeologici insieme alla Direzione regionale Musei Campania, comunicano il programma di riaperture per invitare i cittadini a riappropriarsi dei loro siti identitari e dare il via a una ‘Primavera’ dell’arte e della rinascita. Pronti per accogliere il pubblico in sicurezza con nuove mostre e iniziative, dal 26 aprile 2021 al primo maggio è la ‘Settimana delle riaperture’. Musei e siti archeologici torneranno ad accogliere i visitatori dal lunedì al venerdì, e con ingresso su prenotazione anche nel fine settimana e nei giorni festivi. I siti riapriranno con il seguente calendario.

Lunedì 26 aprile 2021. Reggia di Caserta (limitatamente a Parco reale e Giardino Inglese); parco archeologico di Paestum e Velia; Castel Sant’Elmo e Certosa di San Martino a Napoli; museo Archeologico di Eboli, Teatro romano di Benevento e Dogana dei Grani di Atripalda.

Martedì 27 aprile 2021. Parco archeologico di Pompei; Museo di Capodimonte (il Real Bosco è aperto da lunedì 26); Palazzo Reale di Napoli; musei archeologici di Alife, Pontecagnano, Piano di Sorrento, Sarno, Nola, antica Capua e Montesarchio, Certosa di San Giacomo a Capri.

Mercoledì 28 aprile 2021. Museo Archeologico nazionale di Napoli; museo Pignatelli, museo 900 a Napoli; museo Duca di Martina nella Villa Floridiana a Napoli; musei archeologici di Teano e di Maddaloni; parco archeologico Campi Flegrei (Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, parco archeologico di Cuma, museo Archeologico Castello di Baia, Terme di Baia, Parco Sommerso di Baia).

Giovedì 29 aprile 2021. Certosa di San Lorenzo a Padula.

Venerdì 30 aprile 2021. Parco Archeologico di Ercolano.

Sabato 1° maggio 2021. Reggia di Caserta con Appartamenti reali.

Parco archeologico di Pompei: intervento di archeologia di emergenza in via Plinio, durante lavori Enel. Rinvenute elementi di un edificio sull’antica strada da Porta Nocera

Il percorso dell’antica strada da Porta Nocera intercettata nella posa dei cavi Enel in via Plinio a Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

Durante i lavori di scavo per la messa in opera di cavi Enel in via Plinio – incrocio via Tenente Ravellese, nel comune di Pompei, il parco archeologico di Pompei ha effettuato un intervento di archeologia d’emergenza a seguito del rinvenimento fortuito di alcuni blocchi in calcare pertinenti a strutture antiche.

Blocchi in calcare probabilmente pertinenti al portale di un edificio sull’antica strada da Pompei rinvenuti in via Plinio (foto parco archeologico di Pompei)

Si trattava probabilmente del portale di accesso di un edificio situato sull’antica strada che da Porta Nocera conduceva in direzione della collina di Sant’Abbondio. Rinvenimenti risalenti agli inizi del ‘900 suggeriscono che lungo la strada sorgevano altri edifici, come attestato anche su altri assi viari extraurbani.

Grossa tegola con bollo dalla copertura dell’edificio antico intercettato in via Plinio a Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

Sono state rinvenute anche tracce carbonizzate del portone ligneo, dell’alloggiamento dei cardini, oltre a chiodi e borchie decorative in ferro. Tra i reperti anche alcune tegole di grosse dimensioni pertinenti alla copertura del portale, di cui tre recanti un bollo, trasportate nei depositi del Parco. Il parco archeologico di Pompei, dopo aver assicurato la documentazione dei resti archeologici rinvenuti, ha avviato la procedura per la verifica di interesse culturale.

Pompei. Geronimo Stilton, il topo giornalista più amato dai bambini, svela ai più piccoli i segreti del mestiere degli archeologi, intervistando un’archeologa e una restauratrice del parco archeologico di Pompei

Geronimo Stilton, il topo giornalista direttore dell’Eco del Roditore, tra l’archeologa Luana Toniolo e la restauratrice Elena Gravina (foto parco archeologico di pompei)

Nuovo viaggio di Geronimo Stilton, il topo giornalista più amato dai bambini di tutto il mondo, alla scoperta dei segreti del mondo archeologico, dal sito di Pompei. Geronimo, dopo aver raccontato in alcuni video le bellezze dei siti vesuviani, ci svela questa volta i segreti del mestiere degli archeologi, intervistando direttamente chi opera sul campo a stretto contatto con le meraviglie emerse dalla cenere e dai lapilli del Vesuvio che coprirono l’antica città di Pompei 2000 anni fa, e approfondendo il lavoro dei restauratori che intervengono in situ o in laboratorio sui reperti, gli oggetti e gli affreschi ritrovati durante gli scavi. Il progetto educativo è realizzato in collaborazione con Atlantyca Entertainment, l’azienda milanese che del personaggio Geronimo Stilton, nato da un’idea di Elisabetta Dami, gestisce i diritti editoriali internazionali nonché quelli di animazione e di licensing per tutto il mondo. La serie di libri di Geronimo Stilton, pubblicata in Italia da Edizioni PIEMME, è diventata un fenomeno globale con 170 milioni di libri venduti in tutto il mondo e 3 serie animate coprodotte con Rai Fiction e distribuite in oltre 130 paesi.

Un video con duplice intervista a un’archeologa, Luana Toniolo, e una restauratrice, Elena Gravina, del parco archeologico di Pompei a cui Geronimo Stilton, direttore dell’Eco del Roditore, rivolge le domande per i più piccoli, per comprendere il grande lavoro affidato ai professionisti dell’archeologia. Dallo scavo vero e proprio, con la rimozione dei singoli strati di terra, come “sfogliare una cipolla in cucina”, al rinvenimento dei reperti, al loro studio e contestualizzazione che aiutano a comprenderne la storia, l’attività e la vita quotidiana di una certa epoca, fino all’inventario  e alla conservazione degli oggetti rinvenuti. E poi il successivo delicato intervento dei cosiddetti “dottori delle opere d’arte” che con grande pazienza devono rimettere assieme frammenti preziosi, restaurarli e riportarli al loro originario splendore.

Massimo Osanna e Francesco Sirano in posa con Geronimo Stilton (foto parco archeologico di pompei)

Geronimo Stilton, protagonista di tanti libri apprezzati dai giovani lettori, è già stato testimonial d’eccezione di un progetto per il sito Unesco “Pompei, Ercolano, Torre Annunziata” rivolto ai giovani cittadini del territorio, in collaborazione con l’Osservatorio Permanente del Centro Storico di Napoli-sito Unesco, che ha avuto come obiettivo quello di aumentare la consapevolezza e la sensibilità dei più giovani nei confronti del patrimonio culturale mondiale. Nell’ambito di questo progetto sono state realizzate una mappa del sito di Pompei e Oplontis e una guida consultabili sul sito www.pompeiisites.org.

Pompei. Primo giorno ufficiale per il neo direttore generale del parco archeologico Gabriel Zuchtriegel

Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei (foto parco archeologico Pompei)
paestum_Conferimento cittadinanza italiana al direttore Zuchtriegel

Cittadino italiano: Gabriel Zuchtriegel, all’epoca direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, giura davanti al sindaco di Matera Raffaello De Ruggeri

Primo giorno ufficiale a Pompei per il neo direttore generale del parco archeologico Gabriel Zuchtriegel, nominato il 20 febbraio 2021 dal ministro della Cultura Dario Franceschini, in successione a Massimo Osanna, attuale direttore generale dei Musei statali. La sua nomina è stata controfirmata ieri dal ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Il nuovo direttore è stato scelto tra i 44 candidati, di cui 10 di origine straniera, che si sono sottoposti al vaglio della Commissione presieduta da Marta Cartabia, presidente emerita della Corte costituzionale e attualmente ministro della Giustizia. Al termine della selezione, conclusa con i colloqui dei dieci candidati della short list, tenutisi il 10 e 11 febbraio 2021, la commissione ha individuato la terna dei candidati sottoposta al ministro, tra i quali è stato nominato il nuovo direttore che ha preso servizio giovedì 8 aprile 2021. Gabriel Zuchtriegel, nato nel 1981 a Weingarten, in Germania ha studiato archeologia classica, preistoria e filologia greca a Berlino, Roma e Bonn, dove nel 2010 ha concluso un dottorato di ricerca sul sito laziale di Gabii nei pressi di Roma. È stato borsista dell’Istituto Archeologico Germanico e della Fondazione Alexander von Humboldt, che nel 2012 l’ha portato all’università della Basilicata (Matera) per un progetto di ricerca triennale sulla colonizzazione greca lungo la costa Ionica. Ha insegnato negli atenei di Bonn, Matera, Napoli “Federico II” ed è autore di numerosi articoli e monografie, tra cui “Colonization and Subalternity in Classical Greece”, Cambridge University Press 2018.  Nel 2019, gli è stato riconosciuto il premio di Ravenna Festival. Nel 2015, ha collaborato nel “Grande Progetto Pompei” quale membro della Segreteria tecnica di progettazione. Da novembre 2015 ha diretto il parco archeologico di Paestum, al quale nel 2020 si è aggiunto il sito di Velia, ambedue iscritti nella lista del patrimonio UNESCO. Zuchtriegel, che è sposato e ha due figli, dal 2020 è anche cittadino italiano.

“Interno Pompeiano e Archivio dello Spazio”: progetto fotografico per raccontare l’anima di Pompei attraverso lo sguardo di Luigi Spina. Due fasi: foto in bianconero (vie e visioni prospettiche), foto a colori (interni delle domus a luce naturale). Alla fine ci sarà una mostra fotografica sull’immagine più intima della città antica

Uno scorcio della Casa di Marco Lucrezio Frontone a Pompei (foto Luigi Spina)

Un progetto fotografico per raccontare l’anima di Pompei, attraverso lo sguardo di Luigi Spina. “Interno Pompeiano e Archivio dello Spazio” è il nome della duplice ricerca artistica che sarà realizzata dal fotografo all’interno degli scavi di Pompei in due fasi. L’una attraverso fotografie in bianconero, con le sequenze delle vie e le visioni prospettiche delle case pompeiane; e l’altra che introduce il colore nella rappresentazione degli interni degli edifici pompeiani. I due progetti di ricerca hanno avuto il sostegno tecnico di un marchio celebre e prestigioso. Hasselblad, la famosa casa produttrice di fotocamere professionali, ha messo a disposizione di Luigi Spina una delle sue ammiraglie: l’Hasselblad H6D 100 C con ottiche, l’accessorio, essenziale, per il controllo del decentramento e basculaggio. Le foto, al termine del lavoro, costituiranno un nuovo patrimonio visivo per il Parco e il sito di Pompei e potranno essere oggetto di una mostra fotografica per presentare l’immagine più intima e profonda della antica città, ricercata e emersa attraverso questo progetto.

Uno scorcio della Casa dell’Efebo a Pompei (foto Luigi Spina)

“Pompei è la città delle mutazioni, dei cambiamenti.  È proprio il fattore temporale, lo scorrere degli anni, che restituiscono una diversa visione della città”, sottolinea il direttore uscente del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna, promotore del progetto. “Dalla metà del Settecento, disegnatori, pittori, filosofi, poeti, letterati, viaggiatori e poi i fotografi hanno subito il fascino della città sepolta. Hanno percepito la dimensione della catastrofe storica e umana.  L’immagine fotografica, medium contemporaneo del nostro presente, è fisiologicamente legata alla città del vulcano. Il duplice progetto fotografico di Luigi Spina è una ricerca autoriale, una ricerca visiva epica, mai prima tentata, per le ovvie finalità scientifiche. Il termine enciclopedico è la parola che più riesce a dare il senso della dimensione della antica città e in questo caso al lavoro di Spina. Pompei è una soglia temporale che ci offre la possibilità di poter conoscere ogni aspetto della vita romana. Un autentico sapere enciclopedico”.

Uno scorcio della Casa del Menandro a Pompei (foto Luigi Spina)

Il Parco archeologico di Pompei, da sempre attento alle diverse forme d’arte e in particolare alla fotografia, promuove la ricerca artistica, in questo caso attraverso uno dei più apprezzati fotografi d’arte italiani, che a più riprese, ha già indagato la bellezza della città di Pompei. L’obiettivo di “Interno Pompeiano” è restituire una dimensione umana degli interni delle domus, rispettando la loro esistenza come spazi attuali, senza gli abitanti di un tempo: le famiglie. L’autore si affiderà alla mutevolezza della luce e alle declinazioni del tempo. Gli ambienti delle domus saranno colti nella loro luce naturale quotidiana, senza aggiunta di artifici. Lo scopo è di coglierne l’intima vitalità, restituendo agli scavi – non solo luogo archeologico – la dimensione originaria di spazio esistenziale, progettato e costruito per la società del tempo.

Via dell’Abbondanza a Pompei (foto Luigi Spina)

Le Regiones saranno indagate in modo da restituire all’osservatore l’immensità e la diversità dei luoghi pompeiani. Emergerà una nuova visione urbana, fatta di sequenze di interni che saranno interrotti da vedute della rete viaria, degli incroci, del Foro. In questo senso la ricerca di Spina si estende in tutte le direzioni con lo scopo di offrire una nuova immagine della città.

Uno scorcio della Casa di Marco Lucrezio Frontone a Pompei (foto Luigi Spina)

“Interno Pompeiano” si completa con “Archivio dello Spazio”, che indaga e penetra con maggior attenzione le domus mostrandone il tessuto costruttivo e decorativo. Dalle Regiones, alle Insulae fino alle abitazioni sarà un viatico della conoscenza materica, volto ad approfondire lo spazio antico, mostrandone le superfici nella loro esistenza contemporanea. Nella sua inventariazione e restituzione sensibile delle materie architettoniche pompeiane, “Archivio dello Spazio” collaborerà anche con il primo progetto del Parco archeologico di Pompei dedicato alle arti contemporanee, “Pompeii Commitment. Materie archeologiche”.