Archivio tag | parco archeologico di Pompei

Pompei. Aperte al pubblico la Villa di Diomede e la Casa dei Dioscuri: il parco archeologico amplia la fruizione della città antica con sistemi innovativi di accessibilità per disabili e giardini lussuosi ricostruiti

Una villa fuori porta con giardino scavata ancora nel Settecento, e una casa lussuosa nel cuore della città antica: il parco archeologico amplia i percorsi di fruizione di Pompei attraverso l’accesso alla Villa di Diomede e alla Casa dei Dioscuri, due grandi edifici di Pompei che da mercoledì 9 novembre 2022 sono aperti al pubblico al termine degli interventi di messa in sicurezza e restauro, con sistemi innovativi di accessibilità per disabili e giardini lussuosi ricostruiti. Con queste attese aperture, il parco archeologico avvia la restituzione alla fruizione di grandi dimore che, oltre ad aggiungersi all’offerta di visita della città antica,  prevedono il potenziamento dei percorsi dedicati alle persone con disabilità con una percorribilità fino al 90%, come nel caso dei  due piani del complesso della Villa di Diomede e la rigenerazione dei giardini della Casa dei Dioscuri – attraverso una nuova interpretazione dei dati archeologici e una vera e propria materializzazione delle pitture di giardino della casa, oggi quasi invisibili ma testimoniate dai disegni dei visitatori ottocenteschi – vero fulcro della vita domestica e dell’organizzazione spaziale e visuale della lussuosa dimora. Garantire l’accessibilità e l’inclusione sempre maggiore di tutti i visitatori e in più edifici di Pompei, è una priorità che il parco archeologico sta perseguendo ed affinando in tutti i suoi progetti di restauro. A questo si affianca la valorizzazione dei giardini e delle aree verdi in generale, che sono parte integrante del paesaggio della città antica.

pompei_01_Massimo_Osanna_foto-parco-archeologico-pompei

Massimo Osanna, direttore generale dei Musei (foto parco archeologico pompei)

“Queste aperture chiudono definitivamente i restauri del Grande progetto Pompei a cui risale la progettazione di entrambe le domus, che dall’inizio si è orientata nella direzione della piena accessibilità e della completa fruizione dei monumenti da parte di tutti i visitatori, al pari delle opportunità. A questo si aggiunge la grande attenzione anche ai giardini e alle aree verdi in generale, parti integranti della domus”, dichiara il direttore generale dei Musei, Massimo Osanna. “L’approccio adottato con il Grande progetto Pompei si conferma essere stato un modello di sostenibilità, che sin dai primi progetti ha dato priorità al valore della multidisciplinarietà e alla collaborazione tra le diverse competenze archeologiche, architettoniche, ingegneristiche, botaniche e di restauro”.

pompei_Gabriel Zuchtriegel_foto-parco-archeologico-pompei

Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei (foto parco archeologico Pompei)

“Il compito di noi archeologi è di raccontare l’eccezionalità della vita comune, che a Pompei possiamo ricostruire grazie a reperti unici, tra cui i calchi delle vittime e di oggetti d’uso quotidiano, ma anche di rendere accessibile e comune per tutti, quello che in antico era molto esclusivo”, interviene il direttore del parco archeologico Gabriel Zuchtriegel: “apriamo oggi due dimore eccezionali, appartenenti all’élite dell’antica Pompei, nell’ottica di una sempre maggiore inclusione, che non è solo quella fisica, di abbattimento delle barriere, ma anche culturale e sociale. Attraverso i giardini e gli spazi verdi, possiamo offrire delle esperienze che consentono una comprensione più ampia della realtà storica di Pompei e del suo territorio. Ricordo che oltre al progetto di riqualificazione delle aree verdi che ha visto collaborare bambini e adolescenti con autismo e altre forme di disabilità, nei lavori di manutenzione e restauro dei giardini della casa dei Dioscuri hanno collaborato anche alcuni giovani che grazie l’istituto della messa alla prova, nell’ambito di una convenzione tra Parco e il tribunale di Torre Annunziata, hanno svolto lavori di pubblica utilità. Dopo gli importanti risultati ottenuti con il Grande Progetto Pompei, ora ci impegniamo a rendere il territorio sempre più partecipe della nostra visione, e le due case che oggi consegniamo alla fruizione pubblica ne sono un’espressione esemplare”.

pompei_parco_Inaugurazione-villa-di-Diomede_con-coop-tulipano_foto-parco-archeologico-pompei

Inaugurazione della villa di Diomede a Pompei con la coop sociale Il Tulipano (foto parco archeologico pompei)

Presso la Villa di Diomede sono stati presenti bambini e adolescenti con autismo e disabilità cognitiva del Centro riabilitativo di Pompei. Nell’ambito di una convenzione promossa dal Parco archeologico con la Cooperativa sociale Il Tulipano, i ragazzi e le loro famiglie stanno seguendo un percorso di agricoltura sociale che comprende la raccolta della frutta nei giardini delle domus, nel vivaio e nei frutteti dell’area archeologica – a cominciare da melograni e mele cotogne per poi proseguire con i frutti del biancospino, gli agrumi, le sorbole – e la trasformazione con ricette desunte da autori antichi come Plinio, in succhi e marmellate.

pompei_parco_Villa dii Diomede 3_foto-parco-archeologico-pompei

Il giardino della Villa di Diomede a Pompei con la piscina centrale (foto parco archeologico pompei)

 

pompei_parco_Villa dii Diomede_ricostruzione_foto-parco-archeologico-pompei

Ricostruzione della Villa di Diomede a Pompei (parco archeologico pompei)

Villa di Diomede. Villa di Diomede, posta lungo la via dei Sepolcri, presso la necropoli di Porta Ercolano, è tra i primissimi edifici scavati nel sito di Pompei, tra il 1771 e il 1775. L’aspetto attuale della villa, secondo gli studi più recenti, è la sintesi della sovrapposizione di diverse fasi edilizie, che hanno portato alla realizzazione di un complesso residenziale organizzato in tre differenti nuclei architettonici, sorti su diverse terrazze poste a quote differenti, degradanti verso il mare. Il primo nucleo è composto dal quartiere residenziale, formato da ambienti diversi di soggiorno disposti attorno al peristilio superiore, superato il quale era possibile giungere, attraverso una scala, al peristilio inferiore, posto ad una quota più bassa e composto da 17 colonne per lato, che circondavano il giardino, al cui centro si apre una piscina con nicchie rettangolari e curve, con il lato nord absidato. In asse con la piscina, ma rivolta verso sud, trova posto una terrazza sopraelevata ai cui angoli erano poste colonne in laterizio. L’ultimo nucleo è composto dall’ampio criptoportico che funge da sostruzione per il giardino oltre che da deposito. La villa, dalla sua scoperta risalente al 1771 sotto la direzione di Francisco La Vega, fino ad oggi ha subito numerosi interventi di restauro, che hanno modificato l’originaria opera architettonica.

pompei_parco_Villa dii Diomede 4_prima-dei-restauri_foto-parco-archeologico-pompei

Le colonne del peristilio della Villa di Diomede a Pompei prima dei restauri (foto parco archeologico pompei)

La struttura appare realizzata con l’uso di materiali locali, quali il calcare del Sarno, i tufelli, la schiuma di lava, il tufo grigio, il tufo giallo ed i laterizi legati con malta di calce idraulica ed inerti di origine vulcanica. Nel corso del tempo i giunti delle pietre sono stati più volte stilati con malte cementizie e le piattabande in legno sono state sostituite. Buona parte delle murature presentavano ampie superfici coperte da vegetazione infestante, patine biologiche, erosioni, mancanze di materiali, esfoliazioni ed efflorescenze saline. Gli interventi del progetto di restauro hanno interessato prevalentemente il consolidamento delle volte degli ambienti che custodiscono elementi decorativi parietali e pavimentali, il restauro delle apparecchiature murarie, la conservazione delle stratificazioni dei restauri realizzati a partire dal XVIII secolo, la costruzione di nuove coperture archeologiche a protezione di ambienti completi di intonachi e degli elementi decorativi parietali, la verifica e la sostituzione degli architravi esistenti, il restauro e la manutenzione di elementi metallici, la sostituzione dei cancelli e balaustre, il  consolidamento delle creste murarie, la pulizia archeologica degli ambienti interni e degli spazi destinati ai percorsi di collegamento alle funzioni della villa, il recupero egli intonaci e dipinti murari.

pompei_parco_Villa dii Diomede_peristilio_foto-parco-archeologico-pompei

Le colonne del peristilio della Villa di Diomede a Pompei con le pedane per i disabili (foto parco archeologico pompei)

Un intervento significativo è stato riservato alla fruizione della Villa, in particolare per consentire un accesso “totale” ai diversamente abili, dotando il percorso di visita di un elevatore esterno e un sistema d pedane che consentono di superare gli ostacoli del sito. Il sistema di accesso alla Villa è stato poi agganciato al progetto più ampio di accessibilità di Pompei, con la nuova sistemazione del varco di Porta Ercolano e la passeggiata da Porta Ercolano a Porta Vesuvio che verrà realizzato nei prossimi mesi. Per le persone con disabilità è riservato l’accesso dalla strada esterna su via villa dei Misteri, previo contatto con i seguenti numeri di telefono: 081.8575400/333 o 081.8575347. Il personale di accoglienza Ales fornirà all’ingresso, le indicazioni per il percorso di visita e l’utilizzo dell’elevatore esterno. Il progetto di restauro di Villa di Diomede, risalente al 2016, è stato finanziato con fondi del GPP, nell’ambito del Programma Operativo Interregionale FESR “Attrattori culturali, naturali e turismo” Obiettivo Convergenza 2007/2013.

pompei_parco_Casa dei Dioscuri 4_scorci_foto-parco-archeologico-pompei

Scorci nella Casa dei Dioscuri a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Casa dei Dioscuri. Scavata tra il 1828 e il 1829, la Casa dei Dioscuri, nella Regio VI, è una delle più vaste e prestigiose di Pompei, celebre per la ricchezza delle pitture di IV stile e la sua organizzazione interna con ampi spazi aperti dai continui rimandi prospettici. Ancora oggi, nonostante molte pitture siano state nel passato staccate e ricollocate al museo Archeologico di Napoli, si può godere della volontà di creare decorazioni insolite e adatte alle vaste dimensioni degli ambienti, valutando quindi il gusto di una committenza tra le più colte di Pompei. L’abitazione è dotata di due atri, collegati da un elegante peristilio di tipo rodio, cioè con il braccio settentrionale scenograficamente più elevato rispetto agli altri, dal quale si vede una profonda vasca utilizzata per giochi di acqua e sul quale si affaccia un elegante ambiente di soggiorno le cui pareti erano in origine rivestite di marmo, fatto non comune a Pompei.

pompei_parco_Casa dei Dioscuri 5_atrio_foto-parco-archeologico-pompei

L’atrio principale della Casa dei Dioscuri a Pompei (foto parco archeologico pompei)

L’atrio principale è dotato di 12 colonne in tufo e su di esso si aprono ambienti sontuosi, adibiti al ricevimento e al convivio chiusi sul fondo da un piccolo giardino; l’atrio secondario è quasi interamente occupato dagli ambienti di servizio e da quelli dedicati al riposo. La decorazione parietale è opera della stessa bottega che ha lavorato nella vicina Casa dei Vettii, le pitture più significative sono visibili al museo Archeologico nazionale di Napoli, compresi i quadretti all’ingresso con i Dioscuri Castore e Polluce, che hanno dato il nome alla casa e le cui copie sono state recentemente ricollocate in situ.

pompei_parco_Casa dei Dioscuri 2_foto-parco-archeologico-pompei

La lussuosa Casa dei Dioscuri a Pompei dopo i restauri (foto parco archeologico pompei)

Gli interventi sulla casa sono consistiti nella realizzazione di nuove coperture archeologiche, leggere e reversibili, per l’intera estensione della casa, la risistemazione di alcune falde di copertura nonché la revisione delle strutture metalliche per poter rendere nuovamente fruibile il monumento. A seguito del completamento del cantiere sono stati eseguiti interventi di messa in sicurezza degli apparati decorativi parietali e pavimentali. Il progetto di recupero della Casa ha stimolato la rigenerazione dei giardini della domus – quello del peristilio e quello dello pseudoperistilio dorico – con nuove interpretazioni dei dati archeologici e archeobotanici degli scavi del passato, degli spunti e dell’analisi dell’architettura e dei suoi rapporti interni, nonché degli apparati decorativi originari trasmessi dal taccuino di schizzi dello studioso e viaggiatore inglese Sir William Gell, testimone dei primi scavi intorno al 1830.

pompei_parco_Casa dei Dioscuri_giardino_foto-parco-archeologico-pompei

Il giardino restaurato della Casa dei Dioscuri a Pompei (foto parco archeologico pompei)

 

pompei_parco_Casa dei Dioscuri 5_schizzi-william-gell_foto-parco-archeologico-pompei

Gli schizzi di William Gell del peristilio della Casa dei Dioscuri a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Nei giardini lo spazio verde dialogherà idealmente con gli affreschi ricchi di nastri decorativi a carattere botanico, ratificando il ruolo originale del peristilio come paradeisos privato. Al fine di garantire la filiera corta quale buona pratica ambientale ormai peculiare del Parco Archeologico di Pompei, anche per i nuovi giardini della Casa dei Dioscuri è stato possibile utilizzare gran parte delle specie vegetali tra quelle allevate nel nuovo Vivaio della Flora Pompeiana alla Casa di Pansa. Il giardino del semiperistilio dorico interpreta e materializza la decorazione pittorica che ornava le pareti e che oggi è ancora possibile vedere negli schizzi di William Gell secondo un’idea di base che parte dal concetto di continuità del giardino rispetto alla decorazione dipinta (la stessa continuità tra le colonne libere del peristilio “vero” e le semicolonne dell’ala posteriore “finta”. Il giardino vegetale è la prima quinta, reale, fatta dalla successione di rose antiche sarmentose che si arrampicano intorno alle colonne, seguite da una fascia di prato con fioriture spontanee e dove l’incannucciata separa le bulbacee, i piccoli fruttiferi allevati a coppa tra le linee spezzate dei cancella di legno che accompagnano lo sguardo verso il filare di piccoli cipressi e le pitture retrostanti.

pompei_parco_Casa dei Dioscuri 6_foto-parco-archeologico-pompei

Ambienti affrescati della Casa dei Dioscuri a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Il giardino del peristilio s’inserisce nella corrente neo-pittorica del paesaggio contemporaneo, con rimandi allo storicismo, caratteristico dei giardini pompeiani realizzati nel Novecento. Il giardino presenta un disegno ben definito e storicizzato che rimanda allo stile di altri giardini di domus vicine come quella degli Amorini dorati con una scelta delle specie che vuole richiamare l’opulenza e il lusso della dimora patrizia: Ars topiaria con la classica siepe di Ruscus molto bassa, evitando di coprire i punti di fuga e la prospettiva sugli affreschi delle pareti circostanti e sulla grande vasca in posizione opposta; elementi che disegnano la verticalità accompagnando il colonnato con forme topiarie di Tasso e Cipresso, eleganti non invasive sottili a garanzia del principio di equilibrio. All’interno dei letti disegnati dalla siepe sono fioriture di Rosa, Iris, Narcisi per la primavera, campanule e lavanda per il periodo estivo con due strutture topiarie fatte di canne di fiume a sostenere Lonicera caprifolium.

Parco archeologico di Pompei. Scoperto a Villa Arianna un serbatoio in piombo decorato dell’antico sistema idrico: elemento straordinario per conservazione e decorazioni a vista. Sarà visibile al pubblico in “Cantieri aperti”

stabia_villa-arianna_Serbatoio in piombo (5)_foto-parco-archeologico-pompei

Il serbatoio in piombo, trovato a Villa Arianna di Stabia, parte dell’antico sistema idrico (foto parco archeologico pompei)

Ricorda un po’ il nostro bollitore o scaldabagno che dir si voglia. Ma quel serbatoio in piombo decorato trovato a Villa Arianna di Stabia ha duemila anni ed è un reperto straordinario per le caratteristiche di conservazione e per le decorazioni a vista. Così anche l’antica Stabiae restituisce eccezionali reperti sulla vita quotidiana di epoca romana. Elementi del sistema idrico, tra cui appunto un serbatoio in piombo decorato, sono riemersi nel corso dei lavori per la fruizione ampliata e l’abbattimento delle barriere architettoniche in corso a Villa Arianna. La pulizia archeologica condotta nel peristilio piccolo (giardino colonnato) della Villa ha permesso di riportare nuovamente alla luce questo elemento, già individuato circa un decennio fa, che faceva parte dell’antico sistema di distribuzione dell’acqua all’interno dell’edificio. Ora questo reperto unico, posto nel giardino a pochi passi dall’ingresso dell’atrio, sarà visibile all’interno del cantiere per alcune settimane prima della definitiva musealizzazione in situ, a partire da mercoledì 26 ottobre 2022 dalle 15 alle 16 nell’ambito delle iniziative dei “Cantieri aperti” del parco archeologico di Pompei, senza obbligo di prenotazione. Ingresso gratuito.

pompei_casa-dei-vettii_docufilm-eterna-pompeii_gabriel-zuchtriegel-sul-set_foto-parco-archeologico-pompei

Il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel (foto parco archeologico di pompei)

Il serbatoio, in particolare, rappresenta uno straordinario rinvenimento per l’area vesuviana, per lo stato di conservazione e perché rinvenuto nella sua posizione originaria che consente insieme agli altri tratti rinvenuti, di apprezzarne il funzionamento, che era quello sia di regolare il flusso dell’acqua sia di smistarlo nei vari ambienti della villa. Collegate al pezzo centrale sono emerse due tubazioni che alimentavano rispettivamente l’impianto termale della villa e il gioco d’acqua che probabilmente abbelliva l’impluvio (vasca centrale di raccolta delle acque) presente nell’atrio. Le decorazioni infine ornavano la struttura che doveva essere parzialmente a vista, per permettere l’accesso alle due chiavi di arresto che consentivano di regolare il flusso dell’acqua o di chiuderlo completamente per permettere le operazioni di manutenzione degli impianti.

stabia_villa-arianna_Serbatoio in piombo (2)_foto-parco-archeologico-pompei

L’antico serbatoio in piombo con le chiavi di arresto ritrovato a Villa Arianna dell’antica Stabia (foto parco archeologico pompei)

“Un serbatoio come questo, con le sue chiavi di arresto, rientra in quella tipologia di impianti e apprestamenti che possono sembrare quasi moderni per come sono fatti e che hanno sempre destato stupore sin dalle prime scoperte tra Stabia, Pompei e Oplontis”, sottolinea Gabriel Zuchtriegel direttore del parco archeologico di Pompei. “Gli antichi anche in questo caso non hanno rinunciato a un elemento ornamentale, un astragalo in rilievo, che forse caratterizzava la bottega che l’ha prodotto, a mo’ di un marchio moderno, e che in ogni caso doveva essere visibile, poiché il serbatoio fu collocato al di sopra del livello di calpestio. Un ulteriore esempio di come accessibilità, conoscenza e tutela si integrano, che andremo a raccontare al pubblico in corso d’opera nell’ambito dei cantieri aperti del Parco”.

I ragazzi di Pompei in tournée. Dopo il successo al Teatro Grande, gli studenti protagonisti dello spettacolo “Uccelli”, col progetto “Sogno di volare”, raccolgono applausi al teatro Arena del Sole – Ert di Bologna

pompei_ragazzi-in-tournee-a-bologna-con-uccelli_spettacolo_1_foto-parco-pompei

Progetto “Sogno di volare”: i ragazzi di Pompei con “Uccelli” raccolgono applausi anche a Bologna (foto parco archeologico pompei)

pompei_ragazzi-in-tournee-a-bologna-con-uccelli_gruppo_foto-parco-pompei

Foto di gruppo dei ragazzi di Pompei a Bologna impegnati con “Uccelli” nel progetto “Sogno di volare” (foto parco archeologico pompei)

Grande successo “in trasferta” per gli studenti delle scuole di Pompei e Torre del Greco che partecipano al progetto “Sogno di volare”. Dopo il successo estivo al teatro grande di Pompei con la commedia “Uccelli” di Aristofane, per la regia di Marco Martinelli, i ragazzi si sono esibiti al Teatro Arena del Sole – Ert di Bologna sabato 22 e domenica 23 ottobre 2022. Lo spettacolo, prima produzione teatrale del Parco archeologico di Pompei , realizzata in collaborazione con Ravenna Festival, Teatro delle Albe/Ravenna, Teatro di Napoli-Teatro Nazionale e Giffoni Film Festival, rientra in un ampio progetto “Sogno di volare”, finalizzato a coinvolgere i giovani e le scuole del territorio e stabilire un legame concreto tra le antiche testimonianze e i giovani fruitori, in un percorso volto alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio storico-archeologico e nato nell’ambito di un protocollo di intesa stipulato, in attuazione del Piano strategico, lo scorso aprile tra il Parco archeologico di Pompei, il Grande Progetto Pompei/Unità Grande Pompei e l’Ufficio scolastico regionale della Campania.

pompei_ragazzi-in-tournee-a-bologna-con-uccelli_foto-parco-pompei

Progetto “Sogno di volare”: i ragazzi di Pompei con “Uccelli” sul palco del Teatro Arena del Sole a Bologna (foto parco archeologico pompei)

Dopo Pompei, lo spettacolo che ha la regia di Marco Martinelli, musiche di Ambrogio Sparagna e disegno luci di Vincent Longuemare, professionisti della scena teatrale di fama internazionale, è andato in scena anche al teatro delle Albe di Ravenna e ora a Bologna. “Per molti di questi ragazzi Pompei era sconosciuta o nota solo attraverso le gite scolastiche”, sottolinea il direttore del parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel. “Adesso è un luogo loro, che con orgoglio portano in giro per tutta Italia come veri ambasciatori del territorio. Questo è il vero successo dell’iniziativa, oltre alla qualità dello spettacolo che ha riscontrato un fortissimo entusiasmo da parte del pubblico”.

pompei_teatro-grande_Sogno di Volare_uccelli_ragazzi-di-pomepi_foto-parco-archeologico-pompei

Progetto “Sogno di volare”: i ragazzi di Pompei con “Uccelli” nel Teatro Grande di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Il progetto continuerà quest’anno con un nuovo spettacolo in programma a fine maggio nuovamente sulla scena del Teatro Grande di Pompei. E a breve sarà presentato tutto il percorso dalle prime prove alla messa in scena documentato dal Giffoni Film festival attraverso un docufilm cura di Marcello Adamo e Luca Apolito per raccontare questa straordinaria esperienza di vita dei ragazzi e la loro partecipazione attiva a diretto contatto con luoghi della cultura.

Pompei. All’anfiteatro degli Scavi, concerto di Max Gazzè, tributo alla band inglese, nel 50mo del film-concerto “Pink Floyd: Live at Pompeii”: gli spettatori in presenza e in streaming (visione gratuita sulla piattaforma ITsART) vivranno un’esperienza immersiva unica grazie a soluzioni digitali innovative basate sulla tecnologia 5G a onde millimetriche

POMPEI_pink_floyd_live-at-pompeii

Un frame del video “Pink Floyd. Live at Pompeii” girato nell’anfiteatro nel 1971

pompei_parco_max-gazzè_foto-parco-archeologico-pompei

Il cantante Max Gazzè agli Scavi di Pompei (foto parco archeologico di pompei)

Cinquant’anni. Tanti ne sono passati da quel memorabile concerto a porte chiuse nell’anfiteatro di Pompei che vide esibirsi nel 1971 la storica band inglese per il film-concerto ‘Pink Floyd: Live at Pompeii’ diretto da Adrian Maben. Un evento irripetibile, certo. Ma in qualche modo evocabile. È quanto si propone Max Gazzè col concerto-evento immersivo tributo ai Pink Floyd. Venerdì 21 ottobre 2022, alle 20.30, l’Anfiteatro degli scavi di Pompei sarà infatti lo scenario di un concerto-evento capace di far vivere agli spettatori un’esperienza immersiva unica, generando suggestive interazioni tra la performance musicale, la scenografia e l’atmosfera magica del luogo grazie alle più avanzate tecnologie digitali. Protagonisti di questo spettacolo coinvolgente saranno Max Gazzè, che con un gruppo di eccezionali musicisti e voci si esibirà in un tributo ai Pink Floyd per rendere omaggio al film-concerto girato a Pompei nel 1971, e TIM che in collaborazione con Qualcomm metterà a disposizione del pubblico avanzate tecniche di Extended Reality e soluzioni digitali innovative basate sulla tecnologia 5G a onde millimetriche (mmWave). Il risultato di questo mix tra musica, luci e immagini speciali, sarà un concerto-evento che nell’atmosfera magica dell’Anfiteatro proietterà il passato nel futuro grazie alle più moderne tecnologie, realizzando un connubio tra reale e virtuale e arricchendo in questo modo lo spettacolo di forme e contenuti inediti. L’evento sarà fruibile sia in presenza, con prenotazione obbligatoria su piattaforma http://www.ticketone.it, sia in live streaming gratuito su ITsART, la piattaforma streaming dedicata all’arte e alla cultura italiana promossa dal ministero della Cultura, disponibile su Smart TV, PC, Smartphone e Tablet.

pompei_parco_concerto-max-gazzè_locandinaL’evento, di cui Magister Art ha curato la produzione artistica ed esecutiva, OTR Live quella artistica del concerto e GSNet la direzione tecnica dell’esperienza live, e del quale il Gruppo TIM è sponsor unico e partner tecnologico, si inserisce all’interno di ‘Pompeii Echoes’. Un format prodotto da Magister Art con la curatela di Ernesto Assante e nato per celebrare i 50 anni del film-concerto ‘Pink Floyd: Live at Pompeii’ diretto da Adrian Maben. Con questa iniziativa il parco archeologico di Pompei e il Gruppo TIM – in virtù di un accordo di partenariato pubblico privato – intendono proporre forme innovative di valorizzazione del patrimonio culturale attraverso nuovi modelli di fruizione basati su applicazioni immersive in grado di offrire agli spettatori esperienze culturali e di intrattenimento dal vivo maggiormente coinvolgenti, con servizi di realtà aumentata e virtuale che sfruttano le potenzialità del 5G mmWave.

Il concerto-evento sarà la ricostruzione di un viaggio onirico sulle note dei 14 brani reinterpretati dai musicisti; al contempo 14 spazi virtuali in realtà aumentata, basati su simboli e architetture tra le più iconiche di Pompei, diventeranno parte attiva della scenografia e faranno da cornice al palco, restituendo una dimensione inedita del contesto storico e culturale dell’Anfiteatro. Grazie alla tecnologia TIM, gli spettatori presenti potranno ascoltare i brani musicali arricchiti di contenuti digitali 3D in realtà aumentata semplicemente inquadrando il palco con il proprio smartphone, fruendo di un’esperienza non godibile ad occhio nudo. Inoltre, da un’area dedicata e attraverso la tecnologia 5G mmWave, si potrà godere lo spettacolo con performance e qualità ancora migliori. Il 5G a onde millimetriche, infatti, grazie alla bassa latenza e ad un’elevata capacità di banda, consente di realizzare esperienze immersive uniche anche durante eventi con alta concentrazione di partecipanti. Anche coloro che guarderanno il concerto da casa in live streaming dalla piattaforma ITsART assisteranno ad uno spettacolo speciale: durante la visione, infatti, una telecamera dotata di specifici sensori per la realtà aumentata permetterà di creare una correlazione tra contenuti digitali ed elementi reali.

“Pompei chiude con quest’evento la serie di iniziative che sono state dedicate per tutto l’anno alla celebrazione dei 50 anni del concerto a porte chiuse dei Pink Floyd all’Anfiteatro”, spiega il direttore del parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel. “È stata un’occasione per ricordare che i luoghi di Pompei vivono in ogni tempo, attraverso il contemporaneo e varie forme d’arte, tra cui la musica. Ma soprattutto ci sta permettendo di sperimentare modalità differenti di fruizione, tecnologiche e immersive allo scopo di amplificare l’esperienza culturale e raggiungere un pubblico variegato”.

“Questo evento rappresenta un altro grande traguardo per TIM e ci consente di rafforzare la nostra leadership nelle soluzioni di nuova generazione per le Smart City, facendo vivere ai cittadini esperienze immersive in occasione di eventi culturali e di intrattenimento dal vivo”, interviene Claudio Pellegrini, responsabile Sales Local Government, Health & Education di TIM. “Siamo i primi sul mercato nazionale ed europeo a ideare e realizzare un concerto aperto al pubblico in cui il 5G ad onde millimetriche è l’abilitatore per esperienze uniche ed immersive. La forza delle connessioni di TIM trasformerà l’anfiteatro del parco archeologico di Pompei in un luogo unico dove la forma, le immagini evocative e i colori si integreranno con la musica per far vivere agli spettatori un’esperienza indimenticabile. Il nostro impegno è mettere a servizio le competenze di Gruppo per la valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale e artistico italiano attraverso tecnologie digitali. Vogliamo sempre di più consolidare la nostra presenza nel settore e diventare l’operatore di riferimento per accompagnare le organizzazioni pubbliche e private in questa direzione”. E Fabio Iaione, senior director, business development, Qualcomm Europe Inc., afferma: “Il concerto di Pompei Echoes sarà una straordinaria vetrina per dimostrare le capacità del 5G mmWave e i partecipanti potranno vivere un evento come mai prima d’ora che aggiungerà una nuova dimensione all’esperienza di andare al concerto. È un progetto entusiasmante e siamo orgogliosi di farne parte, non vediamo l’ora di vedere i risultati”.

Parco archeologico di Pompei. Per le Giornate Fai d’Autunno 2022 riflettori accesi su Villa San Marco a Castellammare di Stabia con visite dedicate del gruppo Fai Vesuvio

castellammare_Villa San Marco_portico_foto-parco-archeologico-pompei

Villa San Marco è una delle perle del territorio stabiese (foto parco archeologico pompei)

È Villa San Marco, a Castellammare di Stabia, il sito scelto dal gruppo Fai Vesuvio per l’undicesima edizione delle Giornate Fai d’Autunno che si terranno sabato 15 e domenica 16 ottobre 2022. Situata sul crinale della collina di Varano, in posizione panoramica sul mare, Villa San Marco è una perla del territorio stabiese. Si trattava di una delle ville d’ozio, residenze di lusso, che dovevano punteggiare fittamente il golfo di Napoli, dotata di terme private, due immensi colonnati con fontane e piscina, statue e raffinate decorazioni parietali. Sepolta dall’eruzione del 79 d.C. e giunta fino a noi in uno straordinario stato di conservazione, costituisce oggi una delle testimonianze più affascinanti del modo di abitare dell’aristocrazia romana fra I sec. a.C. e I sec. d.C.

castellammare_Villa San Marco_affeschi_dettaglio_foto-parco-archeologico-pompei

Dettaglio dei preziosi affreschi che decorano villa San Marco a Castellammare di Stabia (foto parco archeologico pompei)

Allo scopo di accendere i riflettori e far conoscere sempre più questo straordinario patrimonio culturale – ubicato poco lontano dai siti di Pompei ed Ercolano, ai quali la Villa è legata da un’unica storia territoriale oltre che dallo stesso tragico destino dell’eruzione -nello spirito che caratterizza il FAI, il Gruppo Fai Vesuvio ha organizzato per le giornate del 15 e 16 ottobre un percorso esclusivo, che unisce archeologia, storia e letteratura. Un’ occasione per riscoprire una perla del territorio, e rendersi consapevoli di quanto i Romani ci abbiano lasciato, ma anche di quello che è nostro dovere tutelare e preservare. Per le visite del Gruppo Fai (a contributo libero) non è richiesta prenotazione. Orario visite dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 17 (ultima visita alle 17). Il sito di competenza del parco archeologico di Pompei è aperto fino al 31 ottobre 2022 tutti i giorni (escluso il martedì) dalle 9 alle 19 (ultimo ingresso alle 18). Dal 1° novembre fino al 30 aprile 2022 tutti i giorni (escluso il martedì) dalle 9 alle 17 (ultimo ingresso alle 16).

Pompei. Ultimo appuntamento con la rassegna “Palestra culturale”: “Pompei per l’Ucraina. Una lettera dal fronte”, rassegna di opere filmiche e immagini in movimento di artisti contemporanei dall’Ucraina

pompei_campania-by-night_palestra-grande_palestra-culturale_pompei-per-l-ucraina_locandinaVenerdì 7 ottobre 2022 il Portico Nord della Palestra Grande degli Scavi di Pompei ospita – a partire dalle 19 – l’ultimo appuntamento della “Palestra Culturale”, rassegna di eventi programmata e finanziata dalla Regione Campania nell’ambito di Campania by Night, prodotta e promossa dalla Scabec, società regionale di valorizzazione dei beni culturali. La chiusura del ciclo di eventi è affidata a “Pompei per l’Ucraina. Una lettera dal fronte”, rassegna di opere filmiche e immagini in movimento di artisti contemporanei dall’Ucraina, originariamente commissionata e prodotta dal Castello di Rivoli dopo l’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022. L’evento si svolge in collaborazione con il parco archeologico di Pompei, nell’ambito del progetto Pompeii Commitment. Il programma è curato da Nikita Kadan, classe 1982 che vive e lavora a Kiev, con Giulia Colletti, curatrice dei progetti digitali e per il pubblico del Castello di Rivoli. L’evento avrà anche una programmazione digitale temporanea – sul sito pompeiicommitment.org e pompeiisites.org.

nikita-kadan

L’artista ucraino Nikita Kadan

Nikita Kadan lavora con la pittura, la grafica e l’installazione, spesso in collaborazione interdisciplinare con architetti, sociologi e attivisti per i diritti umani. È membro del gruppo artistico REP (Revolutionary Experimental Space) e membro fondatore di Hudrada (Comitato artistico), collettivo curatoriale e attivista. Nikita Kadan ha rappresentato l’Ucraina alla Biennale di Venezia nel 2015.

giulia-colletti_foto-andrea-guermani

Giulia Colletti, storica dell’arte (foto andrea guermani)

Giulia Colletti: 28 anni, laureata in Storia dell’Arte a Venezia, ha lavorato per istituzioni come La Biennale di Venezia, Fondazione Musei Civici di Venezia e CCA: Centre for Contemporary Arts Glasgow. Nel 2015, come assistente curatoriale di Barnabás Bencsik, direttore del Ludwig Múzeum Budapest, ha preso parte alla realizzazione della prima edizione di OFF-Biennale. Colletti è inoltre responsabile dei programmi pubblici e della sfera digitale del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, dove attualmente coordina il luogo virtuale Digital Cosmos. Recentemente è stata nominata membro del Consiglio curatoriale della XIX Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo.

pompei_palestra-grande_mostra-Arte-e-Sensualità_gruppo scultoreo ermafrodito e satiro_da-Villa A di Oplontis_foto-parco-archeologico-pompei

Il gruppo scultoreo dell’ermafrodito dalla Villa A di Oplontis al centro della mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” (foto parco archeologico di pompei)

Al termine dell’incontro sarà possibile effettuare una visita guidata alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, curata dal direttore Gabriel Zuchtriegel e dall’archeologa Maria Luisa Catoni, , professoressa all’IMT Alti Studi Lucca, ed allestita all’interno del percorso della Palestra Grande. L’ingresso all’evento e la visita alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” sono gratuiti, fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata su www.ticketone.it (costo prenotazione 1,50 euro, effettuando l’acquisto di un biglietto gratuito).

Pompei. Per il quinto appuntamento della rassegna “Palestra Culturale” lezione concerto su “La lira di Orfeo, i miti classici nella musica occidentale” con Giovanni Bietti

pompei_campania-by-night_palestra-grande_palestra-culturale_orfeo-bietti_locandinaUna lezione concerto dedicata a “La lira di Orfeo. I miti classici nella musica occidentale” per il quinto appuntamento della rassegna “Palestra culturale” agli scavi di Pompei il 29 settembre 2022, alle 19, nella suggestiva location della Palestra Grande. L’evento si svolgerà al coperto sotto il portico nord della palestra. L’iniziativa fa parte del programma Campania by Night, rassegna di eventi culturali e di spettacolo promossa dalla Regione Campania attraverso la Scabec, società regionale di valorizzazione dei beni culturali. Una vera e propria palestra culturale dove allenare la mente e lo spirito attraverso la bellezza e la storia di Pompei, ma anche attraverso incontri speciali con scrittori e artisti. Questo nuovo incontro rientra nella sezione “Il Fantasma dell’antico. Dialoghi sulla tradizione classica” a cura di Gennaro Carillo e vede protagonista Giovanni Bietti, compositore, pianista, musicologo, considerato tra i maggiori divulgatori musicali italiani.

pompei_palestra-grande_mostra-Arte-e-Sensualità_gruppo scultoreo ermafrodito e satiro_da-Villa A di Oplontis_foto-parco-archeologico-pompei

Il gruppo scultoreo dell’ermafrodito dalla Villa A di Oplontis al centro della mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” (foto parco archeologico di pompei)

Al termine dell’incontro sarà possibile effettuare una visita guidata alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, allestita all’interno di uno dei portici della Palestra Grande, curata dal direttore Gabriel Zuchtriegel e dall’archeologa Maria Luisa Catoni, professoressa all’IMT Alti Studi Lucca, che spiega l’onnipresenza di immagini sensuali nella vita quotidiana della città antica. L’ingresso all’evento e la visita alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” sono gratuiti, fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata su www.ticketone.it (costo prenotazione 1,50 €, effettuando l’acquisto di un biglietto gratuito).

Carillo-Gennaro

Gennaro Carillo, curatore della rassegna “Gli ozi di Ercole”

“Il mito classico è un repertorio pressoché inesauribile cui attinge a piene mani il nostro immaginario. Letterario ma non solo. Si pensi alle arti figurative, al cinema, al teatro. Se dunque Eschilo campava di rendita con le briciole del banchetto di Omero, noi – più o meno consapevolmente – facciamo altrettanto. Con Omero e con tutti coloro che sono venuti dopo di lui. La musica non fa eccezione. Qualche nome a caso? Monteverdi, Händel, Cherubini, Strauss, Stravinskij. Alla lezione/concerto di Giovanni Bietti il compito di accompagnarci in un viaggio musicale nella tradizione classica”. Così il curatore della rassegna Gennaro Carillo, professore ordinario di Storia del pensiero politico nel Dipartimento di Scienze umanistiche dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli, dove insegna anche Storia della filosofia e Filosofia teoretica. Al Dipartimento di Architettura della Federico II insegna Filosofie della polis. Ha scritto su Vico, i tragici e i comici greci, la storiografia antica, Antifonte, Platone, Balzac, Simone Weil, oltre a occuparsi da tempo delle riscritture moderne e contemporanee del mito di Diana e Atteone. Condirettore artistico di Salerno Letteratura, è il curatore de Gli Ozi di Ercole al parco archeologico di Ercolano e di Fuoriclassico. La contemporaneità ambigua dell’antico al Mann di Napoli.

Pompei. Per il quarto appuntamento della rassegna “Palestra Culturale” Silvia Romani presenta il suo libro “Saffo, la ragazza di Lesbo” 

pompei_campania-by-night_palestra-grande_palestra-culturale_saffo_silvia-romani_locandinaQuarto appuntamento della rassegna “Palestra culturale” agli scavi di Pompei il 23 settembre 2022, alle 19, nella suggestiva location della Palestra Grande. L’iniziativa fa parte del programma Campania by Night, rassegna di eventi culturali e di spettacolo promossa dalla Regione Campania attraverso la Scabec, società regionale di valorizzazione dei beni culturali. Una vera e propria palestra culturale dove allenare la mente e lo spirito attraverso la bellezza e la storia di Pompei, ma anche attraverso incontri speciali con scrittori e artisti. Questo nuovo incontro dedicato a “Il Fantasma dell’antico. Dialoghi sulla tradizione classica” a cura di Gennaro Carillo vede protagonista Silvia Romani, docente di mitologia, religioni del mondo classico e Antropologia del mondo classico, con un suo intervento su “Saffo, la ragazza di Lesbo”. Silvia Romani insegna Mitologia, Religioni del mondo classico e Antropologia del mondo classico all’università Statale di Milano. “Saffo, la ragazza di Lesbo” (Einaudi) è il suo ultimo libro.

libro_saffo-la-ragazza-di-lesbo_di-silvia-romani_copertina

Copertina del libro “Saffo. La ragazza di Lesbo” di Silvia Romani (Einaudi)

Al termine dell’incontro sarà possibile effettuare una visita guidata alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, allestita all’interno di uno dei portici della Palestra Grande, curata dal direttore Gabriel Zuchtriegel e dall’archeologa Maria Luisa Catoni, professoressa all’IMT Alti Studi Lucca, che spiega l’onnipresenza di immagini sensuali nella vita quotidiana della città antica. “Se in ogni eroe o eroina c’è un Achille, nella poesia d’amore di ogni tempo c’è Saffo, riscritta all’infinito. Silvia Romani ci conduce nel mistero della ragazza di Lesbo vissuta in un’epoca – e su un’isola – nella quale la memoria degli eroi omerici era ancora fresca, al punto da farne figure non tanto del mito quanto della storia”, sottolinea Gennaro Carillo. “Ma parlare di Saffo significa anche misurarsi con il debito contratto con lei dal nostro immaginario, in un andirivieni vertiginoso da Catullo a Leopardi, da Shakespeare ad Anna Maria Ortese, da Rilke a María Zambrano, passando – fra le altre stazioni del viaggio – per Rodin, Salinger e Picnic a Hanging Rock”.

Al via il Pompei Street Festival. Tre giorni di eventi con quattro sezioni dedicate all’arte: musica, street art, cinema e fotografia. Si inizia dagli Scavi di Pompei con quattro street artist

Pompei-Street-Festival_un-opera

Al via la seconda edizione del Pompei Street Festival (foto psf)

pompei_street-festival_locandinaAl via giovedì 22 settembre 2022 la seconda edizione del Pompei Street Festival, evento organizzato dal Comune di Pompei in collaborazione con Art and Change Impresa Sociale e la partecipazione del parco archeologico di Pompei. L’evento, in programma dal 22 al 24 settembre 2022, prevede quattro sezioni dedicate all’arte: musica, street art, cinema e fotografia, con particolare attenzione a tematiche che ne animano i contenuti come la legalità, il lavoro precario, l’interazione sociale, la tutela dell’ambiente e la riqualificazione urbana. Ma che ha anche l’obiettivo di sviluppare una crescita turistica e socio-economica della città di Pompei.

pompei_street-festival_run_locandinapompei_street-festival_maxi-bagnasco_locandinapompei_street-festival_pompei-scavi_locandinaSi partirà proprio dagli Scavi dove quattro street artist, dalle 9 alle 17, realizzeranno opere all’interno del parco archeologico degli Scavi di Pompei, nella scia del nuovo protocollo sottoscritto tra Comune e Direzione del Parco. L’antica Pompei, sede naturale di bassorilievi, dipinti e graffiti, ritroverà così, attraverso le opere moderne di quattro street artist, un filo conduttore che neanche i secoli hanno potuto interrompere con un salto temporale di oltre 2000 anni. L’argentino Max Bagnasco, nel viale di accesso degli Scavi di Pompei, il canadese Ben Johnston, l’olandese Gomad e l’iraniana Run, in via dell’Abbondanza all’interno degli scavi, avranno così l’arduo compito di realizzare le proprie opere nel noto sito archeologico. A testimoniare la valenza del progetto due presenze importanti agli Scavi nella giornata inaugurale: quella del sindaco Carmine Lo Sapio e del direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel che, accompagnati dall’ideatore e produttore della manifestazione Nello Petrucci, seguiranno le esibizioni degli artisti.

pompei_street-festival_gomad_locandinapompei_street-festival_ben-johnston_locandinaL’arte utilizzata, quindi, come strumento di cambiamento per sensibilizzare e far conoscere a tutti la capacità di ogni movimento artistico popolare e, in particolare, della street art, di stimolare il desiderio di miglioramento e riflessione. Il festival vuole scuotere la coscienza delle nuove generazioni sui problemi ambientali e sociali utilizzando pittura, musica, cinema e fotografia come strumenti per interagire con il tessuto sociale del territorio, aprendo nuove strade al cambiamento.

pompei_street-festival_dj-daddy-g_locandinaLa seconda edizione del Pompei Street Festival sarà suddivisa in quattro sezioni: cinema, curata dal direttore Andrea Valentino, con un concorso internazionale dedicato ai corti e ai documentari (dalle 17); musica, con i Dj Set on the street di Daddy G dei Massive Attack, Paolo Polcari degli Almamegretta,  Filo Q e il concerto del gruppo musicale partenopeo La Maschera (dalle 21); arte, con la partecipazione di 32 street artist provenienti da 23 nazioni e 5 continenti, che realizzeranno anche 21 opere di riqualificazione urbana e live show; foto, sezione curata da Fabrizio Scomparin, con una mostra dedicata alle guerre nel mondo attraverso gli scatti di fotoreporter e workshop con 3 tra i migliori fotografi della Campania. Incontri, dibattiti e laboratori tematici completeranno il fitto calendario della kermesse che coinvolge attivamente i giovani studenti delle scuole di ogni grado della città sui temi della socialità-archeologia-arte/arte urbana. film_il-giudice-ragazzinoMentre per il cinema le linee guida delle tematiche del concorso dei corti e docufilm (dalle 19) saranno Legalità, nell’anniversario del 30° anno delle stragi di Capaci e via d’Amelio (1992), e Lavoro Precario visto il difficile momento del mondo del lavoro e il suo accesso per i giovani.  La strada, dunque, diventa un punto di partenza del Festival per favorire l’incontro tra il pubblico e l’arte, ma anche per sensibilizzare, con alcuni appuntamenti, la coscienza sociale dei cittadini. Tra questi spiccano TreeNation – pianta un albero, con gazebo per la sensibilizzazione sul tema ambiente; La Parola del Cuore, con un gazebo per la raccolta delle opere degli studenti; Plastic Free, il seminario per l’educazione ambientale e, non ultimo, Street Haart un check point con test gratuiti per l’HIV.

Pompei: il Comitato di gestione aggiorna il Piano Strategico all’unanimità e approva nuovi progetti dal valore di 900 milioni di euro

pompei_comitato-di-gestione_nuovo-piano-strategico_sirano_zuchtriegel_di-blasio_foto-parco-archeologico-pompei

Presentazione dei risultati dell’incontro del comitato gestione per il Piano strategico: da sinistra, Francesco Sirano, Gabriel Zuchtriegel, e il gen. B. Giovanni Di Blasio (foto parco archeologico di pompei)

Il Comitato gestione di Pompei aggiorna all’unanimità il Piano Strategico con nuovi progetti dal valore di 900 milioni di euro. È stato il ministro della Cultura, Dario Franceschini, a presiedere il Comitato di gestione del Piano strategico per lo sviluppo socio economico delle aree comprese nel Piano di gestione del sito Unesco “Aree archeologiche di Pompei Ercolano e Torre Annunziata”. Il Piano ha la finalità di rilancio e riqualificazione ambientale e urbanistica dei nove comuni interessati e il potenziamento della loro attrattività turistica. Nel corso della riunione convocata dal direttore generale di progetto, il Gen. B. Giovanni Di Blasio ha illustrato ai membri del comitato di gestione gli argomenti in trattazione all’ordine del giorno, in particolare: la presentazione e approvazione dell’aggiornamento del Piano strategico; l’avvio del Contratto Istituzionale di Sviluppo “Vesuvio-Pompei-Napoli” e i suoi effetti sul Piano strategico; l’aggiornamento sull’impiego dei fondi CIPE deliberati il 28 febbraio 2018; gli esiti dell’avviso pubblico finalizzato a raccogliere manifestazioni di interesse per l’inserimento nel Piano strategico di nuovi progetti. Argomento centrale della discussione è stato l’aggiornamento del Piano elaborato dall’Unità Grande Pompei che il comitato ha approvato all’unanimità in piena condivisione con gli Enti locali interessati, con una variazione in termini di risorse pari a oltre 900 milioni di euro, di cui 594 milioni di euro per interventi già finanziati e 337 milioni di euro per interventi da finanziare.

torre-annunziata_real-fabbrica-d-armi_spolettificio_ingresso_foto-grande-pompei-mic

L’ingresso dell’ex Real Fabbrica d’Armi di Torre Annunziata (foto grande pompei – mic)

Questi gli aggiornamenti più significativi, riguardanti diverse linee di finanziamento statali e regionali: realizzazione dell’hub ferroviario a Pompei (30,6 milioni di euro); riconversione della linea ferroviaria Torre Annunziata – Castellammare di Stabia – Gragnano in tram leggero (33 milioni di euro); riqualificazione del complesso di Villa Favorita con molo borbonico a Ercolano (49 milioni di euro); valorizzazione della ex Real Fabbrica d’Armi “Spolettificio dell’Esercito” di Torre Annunziata; definizione del Sistema di interventi per il completamento degli schemi fognari e di collettamento dei comuni dell’area interessata dal Piano di gestione del sito Unesco (113 milioni di euro); realizzazione di interventi sul patrimonio culturale individuati nell’ambito del Piano strategico (10 milioni di euro); compatibilizzazione urbana ferrovia EAV Pompei Santuario con un nuovo tracciato per la connessione (67 milioni di euro); rimodulazione del Grande Progetto “Completamento della riqualificazione del fiume Sarno (da 217 a 402 milioni di euro).

portici_reggia_veduta-d-insieme_foto-mic

L’articolato complesso della reggia di Portici (foto mic)

Nel corso del comitato sono anche state presentate nuove proposte pervenute dal territorio, tra le quali: la Cabinovia del Vesuvio (53 milioni di euro) – Comune di Ercolano; il completamento del programma generale di valorizzazione del sito reale di Portici (71 milioni di euro) – Città Metropolitana di Napoli. Infine, il comitato ha discusso della realizzazione degli interventi proposti dal territorio nei due ambiti programmatici: riqualificazione ambientale-paesaggistica ed opere di difesa della fascia costiera e rigenerazione urbana-ambientale del waterfront (20 interventi per circa 275 mln di euro); riqualificazione e rigenerazione del tessuto edilizio degradato (25 interventi per circa 158 mln di euro). Infine, il comitato è stato aggiornato rispetto a quanto finanziato dal Contratto Istituzionale di Sviluppo “Vesuvio-Pompei-Napoli”, che individua il direttore generale di progetto dell’Unità Grande Progetto Pompei quale referente unico del ministero della Cultura per il monitoraggio, valutazione e controllo degli interventi del Piano strategico finanziati dal CIS e per l’attuazione dei 14 progetti finanziati direttamente dal MiC per circa 73 milioni di euro confluiti nel CIS.

pompei_Gabriel Zuchtriegel_foto-parco-archeologico-pompei

Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei (foto parco archeologico Pompei)

“Con il progetto “Sogno di volare”, avviato quest’anno e che continuerà nei prossimi anni”, dichiara Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, “siamo entrati in una fase concreta di attuazione e implementazione del piano strategico, attraverso il coinvolgimento diretto di giovani del territorio in attività del Parco. 80 studenti delle scuole locali sono stati impegnati nella prima produzione teatrale del Parco portando sulle scene del teatro grande di Pompei una commedia di Aristofane, acquisendo e contribuendo alla diffusione di una consapevolezza del patrimonio culturale al loro immediato circondario. Una azione di sensibilizzazione e promozione diretta e senza mediazioni dei luoghi della cultura e del proprio territorio. Allo   stesso modo la valorizzazione delle aree verdi dei siti del Parco, attraverso il progetto di Azienda Agricola Pompei vedrà un rafforzarsi di sinergie con diversi attori per prima locali, con un importante ricaduta a livello economico”.

ercolano_casa-della-gemma_apertura-al-pubblico_sirano_foto-paerco

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

“Il parco archeologico di Ercolano ha avuto grande vantaggio dai fondi Cipe e Cis”, interviene Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, “ed è grazie al Piano strategico che si sono potute potenziare azioni di tutela del sito Patrimonio dell’UNESCO ma anche ampliare l’offerta culturale per i visitatori. Sulla base dei primi progetti conclusi abbiamo già raccolto i primi risultati in termini di ricaduta occupazionale e di maggiore permanenza sul territorio dei turisti. Bisogna continuare ad orientarsi verso l’impegno nella valorizzazione dei territori, perché i siti culturali non rimangano isolati ma rappresentino sempre di più un vero volano di sviluppo e crescita”.