Appia Antica (Roma). A maggio visite guidate al Mausoleo di Cecilia Metella, il Castrum Caetani e la chiesa di San Nicola col personale del parco archeologico dell’Appia Antica. Ecco il programma

Anche a maggio 2026 tanti nuovi appuntamenti con le visite guidate a cura dal personale del Parco archeologico dell’Appia antica (Roma), che condurranno alla scoperta di quello che forse è il monumento più identificativo del parco archeologico dell’Appia Antica: il complesso che comprende il Mausoleo di Cecilia Metella, il Castrum Caetani e la chiesa di San Nicola. Questi gli appuntamenti con le visite guidate: sabato 9 maggio 2026, ore 11 e 16; domenica 17 maggio 2026, ore 11 e 16; sabato 23 maggio 2026, ore 11 e 16; domenica 31 maggio 2026, ore 11 e 16. Ingresso in via Appia Antica 161 a Roma. Per partecipare selezionare il biglietto “Visita guidata | Mausoleo di Cecilia Metella” e la tariffa: intero 8 euro / ridotto 2 euro / gratuito e scegli tra le date previste. L’ingresso è gratuito per i possessori di Appia Card previa prenotazione da app o portale Musei Italiani. Il biglietto può essere acquistato: online sul sito Musei Italiani al link: https://portale.museiitaliani.it/…/a62f7628-2b88-42c7…, da telefono con la app Musei Italiani disponibile su Google Play e su App Store, il giorno stesso dai totem posizionati all’ingresso del sito, esclusivamente con carta di pagamento elettronico. Il biglietto consente l’accesso, nell’arco della stessa giornata e senza prenotazione, ai siti di Antiquarium di Lucrezia Romana, Mausoleo di Cecilia Metella, Complesso di Capo di Bove, Villa dei Quintili-Santa Maria Nova.
Ponte di Pasqua e Pasquetta (con #domenicalmuseo): 750mila ingressi in musei, parchi archeologici e altri luoghi della cultura statali (+9% rispetto al 2025). Sul podio della classifica assoluta al primo posto il Colosseo (con 81.841 ingressi), seguito dal Foro Romano e Palatino (68.136 ingressi) e dall’area archeologica di Pompei (52.812 ingressi)
Sono stati circa 750mila gli ingressi registrati nei musei, nei parchi archeologici e negli altri luoghi della cultura statali nel fine settimana di Pasqua e Pasquetta 2026. Nei tre giorni di aperture – sabato 4, domenica 5 e lunedì 6 aprile 2026 – si contano 57mila visitatori in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un incremento complessivo di circa il 9%. Nella classifica assoluta al primo posto il Colosseo (con 81.841 ingressi), seguito dal Foro Romano e Palatino (68.136 ingressi) e dall’area archeologica di Pompei (52.812 ingressi) che torna sul podio.
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 81.841; Foro Romano e Palatino 68.136; area archeologica di Pompei 52.812; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 49.393; parco archeologico di Ercolano 8.479; museo e area archeologica di Paestum 7.987; museo Archeologico nazionale di Napoli 7.928; Terme di Caracalla 7.028; Grotte di Catullo e Museo archeologico di Sirmione 6.651; Villa Adriana 6.253; area archeologica di Ostia antica 4.995; museo Archeologico di Venezia 4.419; Terme di Diocleziano 3.305; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 3.042; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 3.026; Palazzo Massimo 1.928; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.711; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 1.579; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 1.572; Palazzo Altemps 1.547; anfiteatro e teatro romano di Lecce 1.454; mausoleo di Cecilia Metella e chiesa di San Nicola 1.284; museo d’Arte Orientale Venezia 1.283; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e villa di Tiberio 1.271; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.262; Castello Scaligero di Sirmione 1.120; musei nazionali di Cagliari 1.105; museo di Palazzo Grimani 1.097; Basilica di Sant’Apollinare in Classe 1.044; Castello Giulio II 1.041; Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 1.036.
Appia Antica (Roma). In aprile visite guidate alla scoperta dell’Antiquarium di Lucrezia Romana, piccolo gioiello dell’Appio Tuscolano. Ecco le date
Ad aprile 2026 tanti nuovi appuntamenti con le visite guidate per scoprire l’Antiquarium di Lucrezia Romana, piccolo gioiello dell’Appio Tuscolano che vi svelerà l’antica storia del quartiere, un viaggio storico e artistico dal Neolitico al Rinascimento preistorica e protostorica fino al medioevo tramite i reperti emersi dalle indagini archeologiche effettuate negli ultimi trent’anni. Questi gli appuntamenti con le visite guidate: domenica 5 aprile 2016, ore 10 e 15.30, ingresso gratuito in occasione della #domenicalmuseo; sabato 11 aprile 2026, ore 15; domenica 19 aprile 2026, ore 10 e 15.30; sabato 25 aprile 2026, ore 10 e 15.30, ingresso gratuito in occasione della Festa della Liberazione. Si accede da via Lucrezia Romana 62, Roma. Per partecipare selezionare il biglietto “Visita guidata | Antiquarium di Lucrezia Romana” e la tariffa: intero 8 euro / ridotto 2 euro / gratuito e scegli tra le date previste. L’ingresso è gratuito per i possessori di Appia Card previa prenotazione da app o portale Musei Italiani. Il biglietto può essere acquistato: online sul sito Musei Italiani al link: https://portale.museiitaliani.it/…/a62f7628-2b88-42c7…; da telefono con la app Musei Italiani disponibile su Google Play e su App Store; il giorno stesso dai totem posizionati all’ingresso del sito, esclusivamente con carta di pagamento elettronico. Il biglietto consente l’accesso, nell’arco della stessa giornata e senza prenotazione, ai siti di Antiquarium di Lucrezia Romana, Mausoleo di Cecilia Metella, Complesso di Capo di Bove, Villa dei Quintili-Santa Maria Nova.
Appia antica (Roma). La Tomba dei Pancrazi chiude per restauro: il diario del cantiere sui social. E apertura straordinaria della mansio

Il soffitto della Tomba dei Pancrazi nell’area archeologica della Via Latina a Roma (foto parco appia antica)
Dal 1° aprile 2026 la Tomba dei Pancrazi, uno dei sepolcri più suggestivi dell’area archeologica della Via Latina, nel parco archeologico dell’Appia Antica a Roma, chiude temporaneamente le sue porte al pubblico per un importante intervento di restauro degli affreschi della camera sepolcrale. Ma la tomba non sparisce: si può seguire sui social, passo dopo passo, con la rubrica “Diario di cantiere dalla Via Latina”. Dietro le quinte del restauro, tra diagnostica, ricerca e conservazione, vi racconteremo il lavoro di chi ogni giorno si prende cura di questo straordinario patrimonio.
E per chi vuole continuare a esplorare la via Latina, c’è una novità: il percorso si arricchisce con l’apertura straordinaria della mansio, uno spazio solitamente non accessibile al pubblico. Tabernae, ambienti residenziali, impianti termali: un mondo tutto da scoprire, dedicato all’accoglienza dei viaggiatori dell’antichità.
#domenicalmuseo. Nella prima domenica di marzo nel podio della classifica assoluta tra il primo posto del Colosseo (15.876 ingressi) e il terzo di Foro Romano e Palatino (13.114 ingressi), come a febbraio, si inserisce al secondo posto la Reggia di Caserta con 13.671 ingressi
Sono stati 260mila gli ingressi domenica 1° marzo 2026, giornata di apertura gratuita in occasione della #domenicalmuseo di marzo, l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. A marzo il podio della classifica assoluta è uguale a quella del mese precedente per il primo posto con il Colosseo (15.876 ingressi) e per il terzo con il Foro Romano-Colosseo (ingressi 13.114), mentre al secondo posto si inserisce la Reggia di Caserta (ingressi 13.671) che fa scalare il Pantheon al quarto posto.

Visitatori al museo Archeologico nazionale di Aquileia nei riaperti depositi arricchiti dalla mostra “Gli dei ritornano” (foto graziano tavan)
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 15.876 ingressi; Foro Romano e Palatino 13.114; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 11.957; area archeologica di Pompei 11.833; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.030; Terme di Caracalla 3.383; museo e area archeologica di Paestum 3.235; Terme di Diocleziano 3.157; parco archeologico di Ercolano 2.899; Villa Adriana 2.578; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.194; museo Archeologico di Venezia 2.160; Palazzo Massimo 2.097; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.968; Palazzo Altemps 1.853; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.563; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.071; museo delle Civiltà 1.022; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 853; Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 785; museo Archeologico nazionale di Firenze 571; Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 554; Scavi archeologici di Stabiae – Villa Arianna e Villa San Marco 551; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 528; musei nazionali di Cagliari 513; anfiteatro e teatro romano di Lecce 513; Villa di Poppea-Oplontis 509; area archeologica del Teatro romano di Benevento 500; parco archeologico delle Terme di Baia 456; museo Archeologico nazionale di Pontecagnano e parco archeologico di Pontecagnano 437; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 408; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 362; museo Archeologico nazionale “Giuseppe Andreassi” e parco archeologico di Egnazia 328; Antiquarium di Lucrezia Romana 305.
Roma. Con la conferenza “Patrimonium Appiae. Le ragioni di questo volume e le sue istruzioni d’uso” di Stefano Roascio al via il ciclo di incontri in biblioteca “Leggiamo… il Parco Archeologico dell’Appia Antica” promosso dal parco archeologico dell’Appia antica per rafforzare il rapporto tra il Parco e le comunità locali. Ecco il programma
Come lavora un archeologo o come nasce un parco archeologico? Lo scopriremo seguendo “Leggiamo… il Parco Archeologico dell’Appia Antica”, il progetto di incontri pubblici dedicati alla conoscenza e alla condivisione del patrimonio archeologico, storico e paesaggistico dell’Appia Antica. Il parco archeologico dell’Appia Antica con questo progetto avvia una nuova collaborazione con le Biblioteche del Comune di Roma, in particolare con quelle che si affacciano sul suo territorio, con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra il Parco e le comunità locali e di promuovere una conoscenza più consapevole del patrimonio archeologico, storico e paesaggistico. Il progetto nasce dalla volontà di sensibilizzare i cittadini che vivono in prossimità dell’area protetta, utilizzando come strumento di dialogo il libro “Patrimonium Appiae. Depositi emersi” (disponibile gratuitamente online cliccando qui), edito come catalogo dell’omonima mostra, che diventa così il punto di partenza per gli incontri pubblici ospitati in due biblioteche limitrofe al Parco: la Biblioteca Nelson Mandela e la Biblioteca Arcipelago Auditorium. Gli incontri affronteranno temi generali legati alla storia, all’uso e alla percezione del territorio dell’Appia Antica. A questi momenti di approfondimento teorico seguiranno visite guidate nei principali luoghi della cultura del Parco, per favorire un collegamento diretto tra narrazione, studio ed esperienza dei luoghi. Particolare rilievo assume il circle time, momento conclusivo del ciclo di incontri che si svolgerà all’Antiquarium di Lucrezia Romana. Si tratta di uno spazio di ascolto e condivisione in cui il Parco accoglierà testimonianze, ricordi ed esperienze personali di cittadini, appassionati e frequentatori abituali dei luoghi, valorizzando saperi e narrazioni che contribuiscono a costruire un patrimonio culturale condiviso. L’iniziativa si propone, dunque, come progetto pilota, con la prospettiva di poter coinvolgere ulteriori biblioteche del circuito comunale e sviluppare nuove tematiche, nel segno della partecipazione, dell’inclusione e del dialogo tra istituzioni culturali e cittadinanza.
Questo un nuovo percorso nelle biblioteche di quartiere in collaborazione con le Biblioteche di Roma prende il via mercoledì 18 febbraio 2026, alle 17, alla Biblioteca Arcipelago Auditorium in via Benedetto Croce 50 a Roma, con la conferenza “Patrimonium Appiae, le ragioni di questo volume e le sue istruzioni d’uso” di Stefano Roascio che farà scoprire come una mostra organizzata su base topografica che diventa libro e offre una finestra sul lavoro dello storico, dell’archeologo e dell’architetto, possa trasformarsi in racconto, e come, dal Settecento a oggi, l’impegno di storici e architetti abbia contribuito a custodire e valorizzare la bellezza senza tempo della Regina Viarum con la formazione del Parco Archeologico dell’Appia Antica. Ingresso libero fino a esaurimento posti. La partecipazione agli Incontri in Biblioteca dà diritto a una visita guidata gratuita nei siti del Parco.
Calendario di “Leggiamo… il Parco Archeologico dell’Appia Antica”. Mercoledì 25 febbraio 2026, alle 17, alla Biblioteca Arcipelago Auditorium, “La morte e la memoria” con Mara Pontisso: sepolcri e pratiche funerarie presenti nell’area del parco archeologico dell’Appia Antica, tra monumenti funerari, rituali e forme di autorappresentazione che raccontano il rapporto tra i vivi, i defunti e il territorio. Lunedì 2 marzo 2026, alle 17, alla Biblioteca Nelson Mandela, “Percorsi per la conquista, le migrazioni, i viaggi” con Federica Pollari: strade fondamentali per l’organizzazione politica e gestionale dell’impero, come la via Appia, la via Latina e la via Ardeatina, che in seguito diventeranno cammini della fede. Lunedì 9 marzo 2026, alle 17, alla Biblioteca Nelson Mandela, “I luoghi del vivere” con Maria Cristina Rinaldoni: come viene utilizzato il territorio dall’età Repubblicana al Medioevo, tra abitati, villaggi, ville, fortificazioni, acquedotti e chiese, per comprendere le diverse forme di insediamento, organizzazione e vita quotidiana. L’ingresso agli incontri in biblioteca e alle visite guidate è libero fino ad esaurimento posti.
Appia antica (Roma). A febbraio visite guidate alla scoperta del monumento più identificativo del parco archeologico: il complesso che comprende il Mausoleo di Cecilia Metella, il Castrum Caetani e la chiesa di San Nicola. Ecco le date
A febbraio 2026 nuovi appuntamenti con le visite guidate a cura dal personale del parco archeologico dell’Appia antica (Roma), che conducono alla scoperta di quello che forse è il monumento più identificativo del parco archeologico dell’Appia Antica: il complesso che comprende il Mausoleo di Cecilia Metella, il Castrum Caetani e la chiesa di San Nicola. Le visite guidate sono in programma domenica 8 febbraio, alle 11 e alle 15; sabato 14 febbraio, alle 11 e alle 15, con Metella Unexpected: una speciale visita guidata alla scoperta della parte nascosta del Mausoleo di Cecilia Metella-Castrum Caetani. In questa visita guidata il monumento simbolo dell’Appia svela il suo volto segreto. È un’occasione unica per visitare il fronte nord, solitamente chiuso al pubblico, ed ammirarne l’imponenza. Domenica 22 febbraio, alle 11 e alle 15; e sabato 28 febbraio, alle 11 e alle 15. Ingresso in via Appia Antica 161, Roma
Per partecipare selezionare il biglietto “Visita guidata | Mausoleo di Cecilia Metella” e la tariffa: intero 8 euro / ridotto 2 euro / gratuito e scegliere tra le date previste. L’ingresso è gratuito per i possessori di Appia Card previa prenotazione da app o portale Musei Italiani. Il biglietto può essere acquistato: online sul sito Musei Italiani al link: https://portale.museiitaliani.it/…/a62f7628-2b88-42c7…; da telefono con la app Musei Italiani disponibile su Google Play e su App Store; il giorno stesso dai totem posizionati all’ingresso del sito, esclusivamente con carta di pagamento elettronico. Il biglietto consente l’accesso, nell’arco della stessa giornata e senza prenotazione, ai siti di Antiquarium di Lucrezia Romana, Mausoleo di Cecilia Metella, Complesso di Capo di Bove, Villa dei Quintili-Santa Maria Nova.
Appia antica (Roma). Al Complesso di Capo di Bove il convegno “EByRome. L’epigrafia di Roma ‘bizantina’: le iscrizioni greche e medievali di Roma e del Lazio (sec. VI–XV)”: presentazione del progetto dedicato al censimento e allo studio delle epigrafi greche medievali, conservate o perdute, di Roma e del Lazio
Sabato 7 febbraio 2026, alle 10, nella sala conferenze del Complesso di Capo di Bove, in via Appia Antica 222 a Roma, il parco archeologico dell’Appia Antica ospita il convegno “EByRome. L’epigrafia di Roma ‘bizantina’: le iscrizioni greche e medievali di Roma e del Lazio (sec. VI–XV)”. L’incontro propone una presentazione generale del progetto di ricerca PRIN 2022 EByRome, dedicato all’epigrafia bizantina di Roma e del Lazio e finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). Il progetto, coordinato dal prof. Francesco D’Aiuto, nasce dalla collaborazione tra l’università di Roma Tor Vergata e Sapienza università di Roma e si propone il censimento e lo studio delle epigrafi greche medievali, conservate o perdute, di Roma e del Lazio (secoli VI–XV). Si tratta di un patrimonio di grande rilevanza storica e culturale, mai finora raccolto e analizzato in modo unitario, che testimonia il ruolo centrale di Roma nel dialogo continuo con il mondo bizantino ed ellenofono nel corso del Medioevo. Il convegno è rivolto a un pubblico ampio e intende offrire un quadro introduttivo sull’epigrafia bizantina di Roma e del Lazio, attraverso la presentazione di alcuni casi di particolare interesse. Intervengono Francesco D’Aiuto, Paolo De Rossi, Alessandra Giuliano, Andrea Luzzi, Francesca Potenza, Mariafrancesca Sgandurra. Modera Lorenzo Bianchi.
PROGRAMMA. Salle 10, Saluti istituzionali: Luana TONIOLO (direttrice del parco archeologico dell’Appia Antica, delegata del direttore generale Musei Massimo Osanna); 10.30, Francesco D’AIUTO – Andrea LUZZI, “Un progetto di ricerca sull’epigrafia bizantina di Roma, e il centenario della Rivista di studi bizantini e neoellenici”; 10.50, Francesca POTENZA, “Parole scolpite, incise, dipinte: la varietà delle iscrizioni greche medievali dell’Urbe”; 11.10, Maria Francesca SGANDURRA, “Lost and found: le sillogi manoscritte come ponte tra perdita materiale e conservazione della memoria epigrafica”; 11.30, Paolo DE ROSSI – Alessandra GIULIANO, “Il greco nelle iscrizioni quattrocentesche: un aspetto insondato dell’Umanesimo romano”; 11.50, Discussione.












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