Parchi archeologici di Crotone e Sibari: dal 1° febbraio 2025 la nuova PACS COMMUNITY CARD 2025


In arrivo dal 1° febbraio 2025 la nuova PACS COMMUNITY CARD 2025: un’opportunità unica per diventare membri dei parchi archeologici di Crotone e Sibari. Con PACS COMMUNITY CARD, permetterà di avere accesso gratuito al museo Archeologico nazionale della Sibaritide, parco archeologico di Sibari, museo Archeologico nazionale di Amendolara, museo Archeologico nazionale di Crotone, Le Castella, museo e parco archeologico di Capo Colonna; ingressi gratuiti a mostre temporanee, rassegne estive, laboratori didattici e a tutti gli eventi organizzati dai parchi archeologici di Crotone e Sibari. Validità fino al 31 dicembre 2025. Prezzi: intero, 20 euro; ridotto (18-25 anni e over 65), 10 euro. La PACS COMMUNITY CARD si può acquistare al museo Archeologico nazionale della Sibaritide, il parco archeologico di Sibari e il museo Archeologico nazionale di Crotone.
Sibari (Cs). Al via al museo Archeologico nazionale della Sibaritide la mostra “Reversio – recuperi da saccheggi e dispersioni del santuario Timpone della Motta”, che racconta le storie collegate ai saccheggi ed ai recuperi del santuario di Francavilla Marittima
Al via sabato 18 gennaio 2025 al museo Archeologico nazionale della Sibaritide dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, alle 18, la mostra “Reversio – recuperi da saccheggi e dispersioni del santuario Timpone della Motta”, che racconta le storie collegate ai saccheggi ed ai recuperi del santuario di Francavilla Marittima (Cs). A partire verosimilmente dagli anni ’60 del Novecento una serie di sciagurati interventi clandestini portarono a un vero e proprio saccheggio dell’importante sito di Timpone della Motta a Francavilla Marittima. I tombaroli rivendettero in Svizzera il materiale trafugato che fu acquistato da diversi musei europei ed americani. L’eccellente lavoro dell’Arma dei Carabinieri portò a dimostrare il collegamento tra i reperti che “viaggiavano” sul mercato e quelli sicuramente provenienti dagli scavi regolari che si andavano svolgendo nel sito a cura di diverse équipes internazionali. Così, a partire dagli anni ’90 e poi a più riprese tra il 2001 ed il 2018, i reperti che rientrarono a Sibari furono sempre più numerosi, grazie al lavoro del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri coadiuvati da un gruppo di archeologi in particolare afferenti all’Istituto Danese a Roma, che continua gli scavi nelle zone depredate nel secolo passato. Raccontare le storie collegate ai saccheggi ed ai recuperi del santuario di Timpone della Motta di Francavilla Marittima è la mission di “Reversio”, la nuova esposizione archeologica del museo Archeologico nazionale della Sibaritide che sarà visitabile fino al 18 aprile 2025. L’esposizione invita a riflettere sulla responsabilità collettiva nella tutela del patrimonio culturale e sulla necessità di preservare la memoria delle nostre radici. Vi invitiamo a immergervi in questo viaggio emozionante, dove la storia, l’arte e la legalità si intrecciano in un racconto che appartiene a tutti noi. All’inaugurazione ingresso gratuito.

Un reperto trafugato e recuperato e ora esposto nella mostra “Reversio” al museo Archeologico nazionale della Sibaritide (foto drm-calabria)

Un reperto trafugato e recuperato e ora esposto nella mostra “Reversio” al museo Archeologico nazionale della Sibaritide (foto drm-calabria)
La mostra presenta reperti ricomposti da frammenti illecitamente trafugati e da frammenti rinvenuti negli scavi, unendo storie di saccheggio e recupero. I frammenti di arte e cultura rientrati in Italia da prestigiose istituzioni museali (l’Institut für Klassische Archäologie di Berna, il J. P. Getty Museum di Malibù e la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen) ritrovano il loro contesto e vengono accostati a quelli rinvenuti durante gli scavi regolari per ricomporre in una splendida unità oggetti unici, antichissime testimonianze dei primi contatti tra gli Enotri che abitavano la Regione nella prima età del Ferro ed i coloni Greci. L’arte, l’artigianato, la religione, il commercio, ma anche la moda dell’alta età arcaica, sono tutte materie che risultano illuminate dalle nuove conoscenze che questi rientri apportano.

Un reperto trafugato e recuperato e ora esposto nella mostra “Reversio” al museo Archeologico nazionale della Sibaritide (foto drm-calabria)

Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Sibari e Crotone (foto drm-calabria)
“Uno dei danni più gravi prodotti dagli scavi clandestini è la distruzione dei contesti di provenienza, che rende definitivamente irrecuperabili le informazioni storiche di cui gli oggetti sono portatori”, dichiara Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari e curatore della mostra. “Il caso che si presenta a Sibari è importante anche perché costituisce un recupero di conoscenze, reso possibile dall’infaticabile lavoro dei Carabinieri e di colleghi come Jan K. Jacobsen ed il suo gruppo. È importante anche sottolineare che il tema dell’indagine e dei conseguenti rientri, e tutte le storie di arte, commercio, religione, moda, che possiamo raccontare attraverso i reperti si avvalgono di un allestimento che sfrutta molto la comunicazione visuale: ricostruzioni virtuali ed animazioni contenute in brevi e curatissime animazioni video collegate a ciascuna vetrina spiegano al visitatore le principali tematiche, rendendo il percorso stimolante ed anche divertente”.
Sibari (Cs). Al museo Archeologico nazionale della Sibaritide al via Sibaritik@, l’atteso Workshop Internazionale sulle ricerche archeologiche in corso nella Sibaritide: in presenza e on line. La presentazione del direttore Demma. Ecco il ricco programma
Al via Sibaritik@, l’atteso Workshop Internazionale sulle ricerche archeologiche in corso nella Sibaritide, un incontro che riunisce tutti i team di ricerca italiani ed esteri che studiano o hanno studiato l’affascinante patrimonio di Sibari e del suo territorio. Appuntamento il 25-26 novembre 2025, in presenza, al museo Archeologico nazionale della Sibaritide per fare il punto della situazione in vista di nuovi entusiasmanti progetti. Sarà infatti un’occasione per confrontare i dati emersi e le innovazioni nell’ambito della ricerca ma anche un momento per discutere di progetti di rimodulazione degli spazi espositivi, approfondimenti su come preservare ed interpretare la storia, migliorare l’accessibilità e l’interazione con il pubblico. È possibile seguire la diretta streaming sulla pagina YouTube dei Parchi archeologici di Sibari e Crotone: http://www.youtube.com/@parcoarcheologicodisibari8493.

Filippo Demma. direttore dei parchi archeologici di Sibari e Crotone (foto drm-calabria)
“Sybaritik@ NON È un convegno su Sibari, gli scavi di Sibari, il Museo di Sibari o il territorio della Sibaritide. Sybaritik@ è un workshop che vede per la prima volta negli ultimi anni la presenza nella stessa sala di tutti i gruppi di ricerca che svolgono scavi e attività di ricerca in Sibaritide e che stiano producendo risultati inediti”: inizia così una riflessione di Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Sibari e Crotone, e promotore del workshop. “Sarà quindi l’occasione per presentare i dati inediti raccolti negli ultimi anni grazie alla loro attività. Lo facciamo ora per diversi motivi – continua -, senz’altro perché adesso il gruppo dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari che lavora su temi sibariti ha terminato la ricognizione dei materiali, dei temi e dei problemi principali che il museo e le sue pertinenze pongono. La sistemazione dei magazzini, la messa a regime delle manutenzioni (sempre col beneficio d’inventario, essendo la situazione del nostro Parco particolarmente complessa), l’avvio della digitalizzazione del patrimonio e dei progetti di manutenzione e restauro del costruito archeologico e dei reperti mobili. Lo facciamo perché sono oramai anni che i colleghi delle missioni archeologiche della Sibaritide frequentano il nostro museo, i nostri depositi ed i nostri laboratori, condividono con noi il lavoro sui materiali, ed è arrivato il momento di sintetizzare e mettere a frutto gli scambi avvenuti fin qui. Lo facciamo soprattutto perché sta per partire la progettazione del nuovo allestimento dei Musei Sibariti, e prima di procedere è opportuno condividere con chi lavora su questo territorio materiali, temi, problemi e conoscenze, ascoltarne le idee e le opinioni. Perché i nuovi musei possano fornire un quadro il più possibile completo alle persone che frequenteranno Sibari. Ora, così impostata la cosa, appare evidente che non ci sia stata nessuna call for papers né poteva esserci alcun invito al di fuori del gruppo ristretto di cui sopra. Perché, appunto, si tratta del workshop organizzato dai gruppi che scavano e lavorano in Sibaritide, allo scopo – conclude – di presentare i propri risultati e per discuterli nell’ottica di progettare i nuovi allestimenti”.

La sede del museo nazionale Archeologico della Sibaritide a Cassano all’Ionio (Cs) (foto drm-calabria)
PROGRAMMA 25 NOVEMBRE 2024. Introduzione ai lavori: alle 9.30, M. Osanna, direzione generale Musei; 9.45, L. La Rocca, direzione generale Abap; 10, F. Demma, parchi archeologici di Sibari e Crotone, “Valorizzazione e ricerca nella Sibaritide”; P. Aurino, Sabap di Cosenza; e F. Sudano, museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, “Ricerca e tutela nella Sibaritide”. I SESSIONE “ALLE ORIGINI DELLA SIBARITIDE”, presiede A. Mazzaglia. Alle 10.30, P. Aurino, “Novità sulla preistoria della Sibaritide”; A. Vanzetti, M.A. Castagna, A. Di Renzoni, L.M. Magno, S. Marino, “Struttura dell’insediamento di Broglio di Trebisacce”; 11.20, pausa caffè; M. Van Leusen, F. Ippolito, “Passato, presente e futuro della ricerca archeologica dell’università di Groningen nella Sibaritide”; I. Battiloro, M. d’Acri, “Torre Mordillo Archaeological Project: nuove indagini r prospettive future”; M. Barbato, D. Pisarra, “Spazi geografici e costrutti politici. Relazioni tra coloni e popolazioni epicorie alla luce di nuove acquisizioni da attività di tutela in Sibaritide”; 13, pausa pranzo. II SESSIONE “FRANCAVILLA MARITTIMA TRA ENOTRI E GRECI”, presiede V. Parisi. Alle 13.45, F. Quondam, “Paola Zancani Montuoro a Francavilla Marittima: aggiornamenti da Macchiabate”. M.A. Guggisberg, I. Gullo, N. Savaresi, “Ellenizzazione vs Enotrizzazione: nuovi dati per il periodo tardo della necropoli di Francavilla Marittima”; 14.35, J. Kindberg Jacobsen, G. Mittica, “Status quo della missione italo-danese a Francavilla Marittima”; 15, L. Altomare, C. Capparelli, M. Perri, “L’insediamento del Timpone della Motta di Francavilla Marittima: alcuni risultati dalle nuove ricerche”; 16, visita al Palazzo Andreassi di Amendolara.
PROGRAMMA 26 NOVEMBRE 2024. III SESSIONE “SYBARIS-THURII-COPIAE E IL TERRITORIO OLTRE I SUOI CONFINI”, presiede M. Paoletti. Alle 9.30, C. Rescigno, M. Pallonetti, “Sibari. Nuovi dati dallo scavo della plateia A”; P. Carafa, F. De Stefano, “Comunità, merci e paesaggi di Amendolara e del suo territorio”; 10.20, F. Mollo, “Ricerche a Santa Gada di Laino Borgo: un grande insediamento nell’alta valle del Mercure-Lao”; M. Cannatà, “Temesa, Sibari e non solo… Per una nuova analisi della colonizzazione greca nella Calabria tirrenica”; 11.10, pausa caffè; G. D’Alessio, C. Rescigno, “Favella: una tomba in ricettacolo fittile e resti di una nuova lamella aurea orfica”; M.L. Caliò, G. Gerogiannis, E. Brienza, A. Fino, “Prospettive di studio e di analisi per la ripresa delle ricerche a Castiglione di Paludi”; S. Guidone, A. Saponara, “Magazzini accessibili e digitalizzazione della collezione del museo Archeologico nazionale della Sibaritide”; 13, pausa pranzo; 14, C. Brivio, A. Saponara, M. Pallonetti, G. Mantella, “Nuovi dati dal restauro di due capolavori della collezione del museo Archeologico nazionale della Sibaritide”; 14.25, F. Demma, “Conclusioni a margine dei lavori del workshop e tavola rotonda finale”. Dalle 15, SESSIONE POSTER. Alle 16, riunione collegiale del comitato tecnico scientifico allargato per il riallestimento dei musei di Sibari e di Amendolara.
Pavia. Al Collegio Ghislieri per i “Seminari ghisleriani di Archeologia” la conferenza “Tre anni di ricerche in Magna Grecia: strategia e comunicazione” con Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari
Martedì 19 novembre 2024, alle 18, al Collegio Ghislieri, in piazza Ghislieri a Pavia, per i “Seminari ghisleriani di Archeologia” promossi con il dipartimento di Studi umanistici dell’università di Pavia, la conferenza “Tre anni di ricerche in Magna Grecia: strategia e comunicazione” con Filippo Demma, archeologo di formazione classica, con un passato di responsabilità nei Campi Flegrei, nelle Marche e al museo di Reggio Calabria, attualmente direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari. Demma parlerà di queste realtà incredibilmente ricche: non solo degli aspetti scientifici, ma anche di come si valorizza il patrimonio e soprattutto come lo si comunica fuori dalla cerchia di specialisti. Un tema particolarmente delicato, su cui solo da qualche anno si sta ragionando in maniera più attenta.
Sibari (Cs). Al via al museo Archeologico della Sibaritide il festival “Che non sia solo il 25 novembre”: un mese intero per dibattere, riflettere, riconoscere i meccanismi della violenza di genere. Ecco il programma
Al via “Che non sia solo il 25 novembre”, il festival culturale organizzato da “Io Calabria Magazine” in collaborazione con i Parchi archeologici di Crotone e Sibari e dedicato al contrasto della violenza di genere. Appuntamento dal 9 al 23 novembre 2024 al museo Archeologico nazionale della Sibaritide. “Che l’archeologia (e la cultura in generale) possa essere un buon viatico per contrastare la violenza di genere ai parchi archeologici di Crotone e Sibari ne siamo ben consapevoli”, spiegano al museo della Sibaritide. “È per questo motivo che, a fine 2023, in collaborazione col Centro Antiviolenza Fabiana, abbiamo lanciato #nonRompeteci, una serie di azioni concrete (conferenze, laboratori tematici, un’asta di beneficenza i cui proventi sono stati utilizzati per finanziare un mensile che affronta il tema da vari punti di vista, e tanto altro) per contrastare la violenza di genere stimolando giovani e meno giovani per educarli alla cultura del rispetto, raccontare loro le donne del passato e la condizione contemporanea, attraverso un impegno civico necessario, un sistema di relazioni da costruire fin da piccoli, con una comunicazione sana che dia gli strumenti giusti a decodificare la violenza e le sue strategie. È su questa rotta che si inserisce anche “Che non sia solo il 25 novembre”, il festival culturale organizzato da Io Calabria Magazine in collaborazione con i parchi archeologici di Crotone e Sibari e dedicato al contrasto della violenza di genere che si terrà dal 9 al 23 novembre 2024 al museo Archeologico nazionale della Sibaritide”.
Un mese intero per dibattere, riflettere, ridere, imparare a riconoscere tutti quei meccanismi apparentemente innocui che creano terreno fertile per la violenza di genere. “L’uguaglianza femminile non è fatta dei temi delle rivendicazioni, ma è ancorata nella intera visione del mondo” scriveva Alice Ceresa. La terza edizione sarà supportata e avrà luogo in una location nuova ed apparentemente insolita: il museo Archeologico nazionale della Sibaritide. In verità lo stereotipo di genere ha origini antichissime ed influenza ancora oggi il nostro modo di abitare e concepire la società odierna, quali ruoli uomini e donne siano ancora tenuti “naturalmente” a rispettare. Valori, usi e costumi che hanno origine dall’Antica Grecia e che determinano ancora vari aspetti politici, sanitari, culturali e relazionali. Importanti ospiti abiteranno gli spazi del museo e daranno voce al festival il 9-16-23 novembre 2024. Un festival rivolto a grandi e piccoli, con linguaggi chiari e confronti costruttivi. Inoltre a corredo degli incontri – che si terranno sempre dalle 18 alle 20, al museo Archeologico nazionale della Sibaritide – sarà sempre attivo un laboratorio rivolto ai bambini 6-10 anni, tratto dal libro “Il tuo corpo è tuo” di Lucia Serrano. Il laboratorio, tramite disegni, letture e giochi, sarà un mezzo per parlare di sessualità ai bambini e poter così trattare il tema del consenso, dei limiti e della prevenzione di abusi e contatti indesiderati. L’ingresso alle conferenze e la partecipazione ai laboratori saranno interamente gratuiti.

Filippo Demma. direttore del parco archeologico di Sibari (foto drm-calabria)
“La violenza di genere affonda le proprie radici in una vera e propria cultura della sopraffazione, combatterne e reprimerne le manifestazioni è un atto necessario, ma non sufficiente: un problema culturale va affrontato con gli strumenti della Cultura. È una guerra e i Parchi archeologici di Crotone e Sibari – la principale istituzione culturale del territorio – fanno la loro parte in questa battaglia – ha rimarcato il direttore Filippo Demma – l’hanno fatta per tutto il 2024 con il progetto “#nonRompeteci”, che ha visto laboratori riservati alle scuole sul ruolo della donna nell’antichità e la sua figura nella cultura classica, ma anche incontri aperti a tutti sui temi dell’abuso, dell’elaborazione e della reazione alla molestia, della medicina di genere. Continueranno a farla ospitando un intenso mese di incontri e azioni concrete e collaborando attivamente con Io Calabria alla loro progettazione e realizzazione”.
9 novembre 2024, alle 18, “L’inizio della storia delle discriminazioni attraverso la voce del mito”. Indagando le figure femminili nel mito greco, da Penelope a Clitemnestra, da Circe ad Arianna, fino ad arrivare a figure storiche della romanità come Poppea, proveremo a ripercorrere la storia del ruolo della donna nelle società antiche toccando “con mano”, attraverso i reperti archeologici, la vita quotidiana, le abitudini e i costumi femminili che sono stati parte di una storia dalle radici lontane, ma che resta comunque strettamente connessa alla nostra cultura. A cura di Gianluca Sapio, archeologo, giornalista, scrittore, e Paola Sammarro, giornalista e imprenditrice. Titolare del centro sanitario multidisciplinare Io Calabria e direttrice della testata giornalistica Io Calabria Magazine.
16 novembre 2024, alle 18, “La performance della mascolinità: e tu che uomo sei?”. L’inganno principale che la società patriarcale crea negli uomini? L’illusione della loro libertà. Gli uomini, al pari delle donne, sono intrappolati dentro schemi sociali e costrizioni culturali di genere talmente interiorizzati da inchiodarli, senza che neanche se ne accorgano, a comportamenti preconfezionati, rigidi, stereotipati. Come decostruire quindi il mito della mascolinità tossica? Con Lorenzo Gasparrini, filosofo femminista, formatore e autore di molti libri dedicati ai femminismi e alle nuove maschilità, pubblicati con vari editori, come Tlon, Eris, Effequ. Dialogano con Gasparrini: Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari e, ad interim, direttore regionale Musei Calabria, e Giovanna Vingelli, ricercatrice di sociologia, insegna “Differenze e disuguaglianze di genere” al dipartimento di Scienze politiche e sociali, Unical.
23 novembre 2024, alle 18, presentazione del libro “Corpi invisibili” (Ediz. Becco Giallo 2024) di Antonia Caruso (autore), Michela Rossi (illustratore), Chiara Melchionna (illustratore), dialoga con l’autrice Gemma-Anaïs Principe, archivista della soprintendenza Archivistica e bibliografica della Calabria, storica e critica d’arte. Si occupa di tutela e valorizzazione culturale.
Cosa succede quando un corpo viene ignorato, nascosto o ne viene proposta una percezione diversa? Questo corpo diventa invisibile. C’è chi non deve pensare al proprio corpo, quando è in pubblico, perché conforme, adatto, “normale”; e ci sono corpi invece che vengono (e sono sempre stati) tenuti fuori dalla sfera pubblica, dai luoghi fisici, dalle narrazioni. La loro assenza non si nota, anzi, al contrario turba la loro presenza perciò “lontano dagli occhi, lontano dal cuore” e questi corpi cessano di esistere, vengono dimenticati. L’idea di questo libro è quella di rappresentare i corpi invisibilizzati dal 1930 fino ai nostri tempi. A corredo degli incontri laboratorio gratuito per bambini “Il tuo corpo è tuo” a cura della dottoressa Valeria Aloe. Psicologa clinica e del benessere. Insegnante di Yoga Kundalini e pratiche mente/corpo. Rivolto ai bambini dai 6-10 anni max 10 persone dalle ore 18 alle ore 19, il 9 e il 16 novembre (su prenotazione) insegna ai bimbi a riconoscere e rispettare le parti del proprio corpo, i confini personali e l’importanza di stabilire e rispettare i propri spazi e quelli degli altri. Tramite la lettura condivisa del libro “Il tuo corpo è tuo” di Lucía Serrano e la pratica dello yoga, il laboratorio ha l’obiettivo di fornire strumenti per riconoscere situazioni inappropriate e come reagire. Promuove l’idea che ogni bambino ha il diritto di decidere cosa è giusto per il proprio corpo e l’incoraggia a parlare con adulti di fiducia se si sentono a disagio o minacciati. Per partecipare al laboratorio è necessario iscriversi inviando una mail a info@iocalabriamagazine.it.
Sibari (Cs). Il parco archeologico ospita la prima edizione di “Vinitaly and the City – Calabria in wine”: tre giorni di degustazioni, talk, masterclass e appuntamenti culturali alla scoperta dei vini del Mediterraneo, in una suggestiva cornice ricca di storia, cultura e bellezze naturali. Demma: “Sito intimamente connesso con la storia del vino”
Vinitaly and the City diventa Calabria in wine, e da Verona si sposta a sud, ospite da venerdì 30 agosto a domenica 1° settembre 2024 del parco archeologico di Sibari: tre giorni di degustazioni, talk, masterclass e appuntamenti culturali alla scoperta dei vini del Mediterraneo, in una suggestiva cornice ricca di storia, cultura e bellezze naturali. “Siamo particolarmente felici che la scelta della Regione Calabria e di Verona Fiere sia caduta sul Parco Archeologico di Sibari per questo Vinitaly and the City”, ha detto il direttore del parco archeologico di Sibari, Filippo Demma, alla presentazione dell’evento alla Cittadella regionale di Catanzaro giovedì 30 agosto 2024. “Del resto, l’antica Sibari costituisce un sito archeologico di per sé intimamente connesso con la storia del vino in Italia e nell’intero bacino del Mediterraneo. Questa manifestazione è l’occasione per consolidare un nuovo modello di gestione dei beni culturali calabresi, orientato a considerarli come un elemento fondamentale per perseguire uno sviluppo locale su base culturale, che rappresenta il più fecondo orizzonte possibile per questa regione ricca di storia. In questa occasione, l’enorme tesoro storico e archeologico del Parco dà all’evento una cornice adatta a fornire una profondità culturale all’esperienza che i wine lovers d’Italia proveranno e, allo stesso tempo, la possibilità di ampliare gli orizzonti sensoriali dei nostri visitatori”.

Vinitaly and the city Calabria in wine: parcheggi e punti raccolta (fonte arsac)
In questa edizione tutta calabrese di Vinitaly and the City, a cui aderiscono i quattro Consorzi di Tutela dei Vini calabresi e le più importanti realtà vitivinicole della regione e del settore distillati e liquori, saranno presenti anche otto “collettive” con leader nella comunicazione del vino: Gambero Rosso, Le Donne del Vino, Radici del sud, Merano Wine Festival e, tra “le collettive territoriali”, Pescara Abruzzo Wine e aziende importanti per la produzione del prosecco. Parteciperanno inoltre due stand internazionali: Wine Vision by Open Balkan con vini provenienti da Macedonia, Albania e Serbia e il Concours Mondial de Bruxelles. Ad accompagnare il viaggio, i Wine Talk condotti dall’enologa e divulgatrice del vino, Sissi Baratella. Presenti anche le collettive Olio Evo: Elaioteca Regionale Casa degli Oli extravergini d’oliva di Calabria, Consorzio di Tutela e Valorizzazione Olio di Calabria IGP, Consorzio Lamezia DOP, Consorzio di Tutela e Valorizzazione dell’Olio Extra vergine di Oliva DOP Bruzio. Saranno messi a disposizione dei visitatori diversi parcheggi situati vicino al Parco Archeologico. Le aree saranno segnalate e il personale di servizio sarà presente per aiutare i visitatori a trovare il parcheggio più vicino disponibile. Per agevolare la partecipazione all’evento sono state anche attivate diverse navette gratuite con partenza da: Ex InSud, Centro commerciale “I Portali”, Marina di Sibari, Laghi di Sibari. I visitatori avranno la possibilità di acquistare carnet speciali che includono una serie di degustazioni di vini e prodotti tipici locali. I carnet saranno disponibili presso i punti informativi all’interno del Parco e presso le biglietterie. L’evento si svolgerà nelle serate del 30, 31 agosto e 1° settembre 2024, dalle 18.30 alle 24, e le navette saranno attive dalle 18 con frequenza ogni 15 minuti.
La Calabria e il Vino: un legame antico con la Storia. “Già tra il 1300 e l’1100 a.C.”, scrivono gli esperti del parco di Sibari, “i nostri antenati Enotri, grazie ai contatti con i Greci Micenei ed i Fenici, hanno scoperto l’arte di fare vino. Per loro, il vino era un lusso riservato ai nobili, proprio come nella Grecia antica dove si beveva solo durante le occasioni speciali. Quando più tardi i Greci fondarono città come Sibari tra il 720 e il 700 a.C., il vino divenne la superstar dei banchetti. Servito in coppe preziose durante cerimonie sacre e feste pubbliche, era il modo migliore per onorare gli dei e unirsi come comunità. E oggi? Il nostro legame con il vino è ancora vivo, come un buon bicchiere di Magliocco, che ci ricorda le nostre antiche radici e la ricchezza della storia calabrese”.

Il vino in Calabria: l’antico glamour che faceva impazzire, se non il mondo, tutto il Mediterraneo. “Fin dall’alba della civiltà magnogreca”, ricordano sempre gli esperti del parco di Sibari, “il vino era la vera star in Calabria, tanto da far girare la testa anche ai coloni di Sybaris, Kroton, Locri, Kaulonia e Rhegion. 2700 anni fa, queste città si facevano spedire anfore da luoghi esotici del Mediterraneo, proprio come noi oggi ordiniamo bottiglie da Bordeaux o Champagne! E per il vino locale? Veniva conservato in enormi contenitori da oltre 1000 litri. La qualità era così alta che dal VI secolo a.C. il vino calabrese veniva esportato in tutta Italia, Grecia, Gallia e Spagna”.

Il vino, i simposi e le libagioni: l’eredità greca in Calabria. “Con l’arrivo dei Greci sulle coste della Calabria, la coltivazione della vite subì un vero e proprio boom”, ricordano gli esperti del parco di Sibari. “I Greci, infatti, erano grandi amanti del vino e le loro abitudini culturali portarono a un aumento della produzione vitivinicola, introducendo nuovi vitigni e tecniche di coltivazione. Il vino diventò il cuore del simposio, una cerimonia conviviale durante la quale si discuteva di filosofia e politica, si cantava e si giocava, tutto sotto il segno di Dioniso. Durante il simposio il vino scorreva a fiumi, miscelato con acqua, miele e spezie, e servito in ricchi servizi da tavola, spesso importati dalla Grecia. Il vino aveva un ruolo speciale anche nei riti sacri, dove veniva versato per onorare le divinità o i defunti. Durante queste cerimonie, i contenitori ceramici usati venivano spesso infranti alla fine del rito, per consacrarli agli dei e impedire che fossero riutilizzati”.
Crotone. Al parco di Capo Colonna “open day” al cantiere di scavo nel sito del Santuario di Hera Lacinia con illustrazione delle scoperte e aperitivo. La sera concerto jazz

Campagna di scavo 2024 della Scuola Superiore Meridionale nel sito del Santuario di Hera Lacinia a Capo Colonna (Kr) (foto drm-calabria)

Campagna di scavo 2024 della Scuola Superiore Meridionale nel sito del Santuario di Hera Lacinia a Capo Colonna (Kr) (foto drm-calabria)
Venerdì 2 agosto 2024 termina la campagna di indagini archeologiche nel sito del Santuario di Hera Lacinia a Capocolonna (Kr). La direzione dei parchi archeologici di Crotone e Sibari propone un open day per conoscere le scoperte emerse dalla campagna di indagini archeologiche nel sito del Santuario di Hera Lacinia. A partire dalle 17.30 e fino alle 19.30, sarà possibile visitare il cantiere dove gli archeologi della Scuola Superiore Meridionale, guidati dal prof. Carlo Rescigno, e il direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, Filippo Demma, illustreranno le scoperte e risponderanno alle domande del pubblico. L’ingresso, consentito con il biglietto del Museo, sarà gratuito.

Veronica Parilla & Carlo Maria Manna Quartet (foto guido milli – drm-calabria)
A seguire, al Punto Ristoro del Parco sarà possibile prendere un aperitivo accompagnato da prodotti tipici crotonesi, nell’attesa del concerto serale, organizzato da Consorzio Jobel al Giardino di Hera, dove la serata potrà concludersi con le note Jazz di Veronica Parilla & Carlo Maria Manna Quartet (Ingresso al concerto 10 euro. Info e prenotazioni: 0962.27697 – 379.1338626).
Crotone. Al via “This must be the place. Un teatro nel Mediterraneo”, la rassegna musicale promossa dai parchi archeologici di Crotone e Sibari, nell’ambientazione magica di Capo Colonna e Le Castella

Al via “This must be the place. Un teatro nel Mediterraneo”, la rassegna musicale promossa dai parchi archeologici di Crotone e Sibari, nell’ambientazione magica di Capo Colonna e Le Castella, con un obiettivo: se “il Mediterraneo è mille cose insieme” per dirla come lo storico Fernand Braudel, l’esito è anche un armonioso groviglio culturale che dà vita ad espressioni artistiche diverse ma con una matrice comune.
Ad alzare il sipario sulla rassegna, venerdì 26 luglio 2024, sarà il concerto “Mediterranean Rolling Thunder Review” che, prendendo ispirazione da uno dei tour più incredibili e cinematografici della storia, allestito da Bob Dylan, vedrà brillare la violinista del celebre “Poeta”, Scarlet Rivera, sul palco allestito nel parco archeologico di Capo Colonna. Una Rolling Thunder dal sapore mediterraneo, con una band che miscela musicisti italiani e internazionali, tra cui la cantante Eileen Rose, pupilla dello scrittore Nick Hornby e del chitarrista di Nashville Rich Gilbert, ma anche Violante Placido che si alternerà tra il ruolo di cantante, storyteller e attrice, in un armonioso intreccio tra letteratura e cinema. Si susseguiranno omaggi a Bob Dylan, Leonard Cohen e a Fabrizio De Andrè, sotto la direzione artistica del cantautore Andrea Parodi Zabala.
Proseguendo lungo il ponte culturale e artistico, tra Mediterraneo e vari angoli del mondo, a salire sul palco, martedì 6 agosto 2024, sarà la cantante polistrumentista Serena Brancale che unisce la passione per soul, R&B e jazz. Dopo il successo del tour 2023 e del nuovo singolo “Baccala” che è tra i brani più virali in Europa, si esibirà in quintetto con il finger Drummer Dropkick, diffondendo nel sito archeologico di Capo Colonna il profumo di ritmi sudafricani che si incontreranno con i brani più rappresentativi dell’artista pugliese, considerata il fiore all’occhiello della musica nu-soul/Jazz italiana all’estero.
Lunedì 19 agosto 2024, invece, sarà il turno degli Almamegretta, la nota band che miscela triphop, reggae, dub, rap e canzoni napoletane. Capitanati da Raiz, noto anche per il suo ruolo di protagonista nella serie tv “Mare Fuori”, proporranno i successi che hanno scandito la loro carriera ultratrentennale, tra cui anche canzoni tratte dall’album “Senghe”, premiato con la Targa Tenco 2023 come miglio disco in dialetto.
L’indomani, martedì 20 agosto 2024, si esibirà il cantautore calabrese Peppe Voltarelli che, oltre ai suoi grandi successi che gli hanno assicurato grande pubblico in vari Paesi del mondo, presenterà il nuovo album “La grande corsa verso Lupionòpolis”, registrato a New York da Marc Urselli (tre Grammy Award e collaborazioni con Nick Cave e Lou Reed) nello storico EastSide Sound di Manhattan e prodotta artisticamente e arrangiata dal pianista italiano di base a Los Angeles, Simone Giuliani, che ha all’attivo produzioni con Andrea Bocelli e la London Symphony Orchestra. Tra canzoni in italiano e dialetto calabrese, ma anche un valzer strumentale, reduce dal secondo posto nella classifica finale del Premio Tenco, nella categoria miglior album in dialetto, Voltarelli tornerà nella sua terra, consolidando sempre più il suo legame con le radici.
A suggellare la rassegna, sabato 24 agosto 2024, spostandoci a Le Castella, sarà il sassofonista partenopeo James Senese che torna in tour, dopo l’uscita del suo ultimo album nel 2023. Icona artistica, sulla scena da oltre 50 anni, presenterà un lavoro sincero e appassionato, mantenendo fede a quell’urgenza espressiva che lo ha portato ad essere un punto di riferimento per molte generazioni di musicisti, protagonista assoluto di quella rivoluzione culturale che è stata il Neapolitan Power. Fra canzoni e brani strumentali in cui il suono del suo sax, così riconoscibile ed espressivo, diventa il filo conduttore per una narrazione sempre in bilico fra jazzfunk, latin music e tradizione partenopea, Senese diffonderà emozioni, in un continuo alternarsi di amore e rabbia di chi combatte una vita quotidiana per la dignità di vivere.
Sibari (Cs). Al Parco del Cavallo il concerto di Danilo Rea “I Piani di Sibari” apre la rassegna Magna Graecia Jazz Festival di #Sibarinprogress e inaugura il servizio di navette gratuito

Il concerto “I Piani di Sibari” di Danilo Rea apre sabato 20 luglio 2024 il Magna Graecia Jazz Festival nell’ambito del cartellone #Sibarinprogress, lo spettacolo della cultura. Appuntamento alle 22 al Parco del Cavallo del parco archeologico di Sibari (Cs) che si può raggiungere anche con la navetta gratuita del Comune. Quello di Danilo Rea, che da anni ha aperto il suo repertorio jazzistico ad altri stili musicali: dal melodramma alla musica classica, fino al rock, sarà un racconto personale dunque, del luogo stesso in cui il jazzista, tra i più noti a livello internazionale, suonerà. L’artista collabora inoltre stabilmente con grandi autori della musica italiana, come Paoli, Mina, De Gregori e Baglioni. L’ingresso all’evento è compreso nel normale costo del biglietto ed è gratuito per i possessori della PAS Card. Il concerto può essere quindi l’occasione per acquistare la community card ed entrare gratis a tutti i prossimi spettacoli. Un servizio di navetta gratuita, con corse ogni 30 minuti, è disponibile a partire da due ore prima dell’inizio del concerto.

Quello di Danilo Rea è infatti il primo dei concerti di #Sibariinprogress in cui sarà attivo il servizio navetta gratuito reso possibile grazie alla partnership col Comune di Cassano All’Ionio. Con corse ogni 30 minuti, a partire da due ore prima dell’inizio dei concerti. Fermate: Vigilanza Marina di Sibari, ore 20, 20.30, 21, 21.30; Vigilanza Laghi di Sibari, ore 20.10, 20.40, 21.10, 21.40; museo Archeologico nazionale della Sibaritide, ore 20.15, 20.45, 21.15, 21.45; parco archeologico di Sibari, ore 20.25, 20.55, 21.25, 21.55. Le navette ripartiranno a fine concerto. CONCERTI LUGLIO: 20 luglio, ore 22, Danilo Rea Piano Solo; 21 luglio, ore 22, Piano solo con Egberto Gismonti; 26 luglio, ore 22, Peppa Marriti Band; 27 luglio, ore 22, Scarlett Rivera Folk Band; 28 luglio, ore 21.30, Carmine Abate & Cataldo Perri. CONCERTI AGOSTO: 3 agosto, ore 22, Suoni di Sybaris a cura di Remi Picò e Chiara Giordano; 6 agosto, ore 22, Kind of Bill Tributo a Bill Evans con Eddier Gomez, Joe La Barbera, Dado Moroni; 13 agosto, ore 22, Marina Acoustic Concert, Marina Rei in versione unplugged; 14 agosto, ore 22, Fabrizio Bosso meets Elio Coppola Trio Special Guest Gerald Cannon; 16 agosto, ore 22, Donne pucciniane, Orchestra Internazionale della Campania, voce recitante Sebastiano Somma; 19 agosto, ore 22, Concerto per il mediterraneo di pace, Noa; 24 agosto, ore 22, Da Cassandra a Medea a Tosca e Turandot, Compagnia Create Danza; 25 agosto, ore 22, Canto alla durata, un pellegrinaggio nella poesia Happening di Franco Brambilla.
Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella la conferenza “La gestione e la valorizzazione dei parchi archeologici” con Filippo Demma (parco di Sibari) e Fabio Pagano (parco dei Campi Flegrei) terzo appuntamento del progetto Kepos 2024
Sabato 13 luglio 2024, alle 19, nella Sala Recital Hall dei Giardini la Mortella a Ischia (Na), terzo appuntamento del Progetto Kepos, in cui interverranno il direttore del parco archeologico di Sibari Filippo Demma e il direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, Fabio Pagano, su “La gestione e la valorizzazione dei parchi archeologici”. Dopo i saluti di Alessandra Vinciguerra, presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, la conferenza di Filippo Demma e Fabio Pagano. L’appuntamento sarà moderato da Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. Ingresso libero dalle 18.30.

Filippo Demma, direttore del parco archeologico di Sibari (foto drm-calabria)

Fabio Pagano, direttore parco Campi Flegrei (foto pa-fleg)
La gestione e la valorizzazione di un parco archeologico rappresenta una sfida complessa poiché strettamente correlata a caratteristiche intrinseche del sito, come la sua morfologia, che tengano conto della compatibilità con la conservazione del patrimonio culturale e a fattori estrinseci come la qualità dei progetti, la disponibilità economica oltre che il desiderio di un cambiamento culturale e rivoluzionario da parte delle comunità che vivono i territori in cui insistono i parchi archeologici. Diventa necessaria una visione attualizzante che proponga soluzioni innovative per alimentare l’attrattività dei siti facendo sì che l’iter del visitatore si traduca in una esperienza di apprendimento e diletto, che incominci ben prima del suo effettivo inizio e possa eternarsi sul piano mnemonico integrandosi alla sua cornice culturale.
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CHI SIAMO
Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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