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Velia (Sa). “Dai gelsi al digitale: Velia tra natura e innovazione”: un’intera giornata dedicata alla riscoperta del gelso, albero simbolo della tradizione agricola del Cilento. Omaggio ai gelsi del Cilento e presentazione della nuova App digitale del parco archeologico di Velia

L’appuntamento è alle 10 di venerdì 6 giugno 2025 alla biglietteria dell’area archeologica di Velia (Sa) per l’iniziativa “Dai gelsi al digitale: Velia tra natura e innovazione”, promossa dai parchi archeologici di Paestum e Velia, quando verranno presentate le diverse anime del sito in un evento che unisce natura e digitale. Velia non perde occasione per svelarsi e raccontare al pubblico i suoi mille volti: sito archeologico millenario, area naturalistica e patrimonio vegetale di eccezionale valore, fucina di sperimentazione per la valorizzazione e per le nuove tecnologie. Dopo la produzione di Oulios, l’olio extravergine del parco archeologico di Velia, prodotto dagli ulivi del sito attraverso una stretta collaborazione con importanti realtà agricole del territorio, la raccolta delle melagrane, dell’asparago e del finocchietto selvatico, un’intera giornata dedicata alla riscoperta del gelso, albero simbolo della tradizione agricola del Cilento. Un’occasione per vivere Velia in tutte le sue sfaccettature: dal respiro antico della sua natura al racconto digitale della sua storia millenaria. L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.

L’evento è l’occasione per raccontare il ruolo del gelso nella tradizione contadina, del suo impiego nel ciclo della seta e dell’uso dei frutti nella cucina popolare. La giornata prevede un’attività di raccolta dei gelsi, una visita tematica alla scoperta degli alberi dell’area archeologica, un laboratorio creativo di pittura per ragazzi e la degustazione di piatti tipici realizzati con i frutti raccolti: alle 10.30, “Gli alberi guardiani di Velia”, visita tematica sui grandi alberi di Velia a cura dell’agronomo Luigi Vicinanza; alle 11.30, “Toni di gelso”, laboratorio creativo di pittura per ragazzi; alle 13, “Gelsi e altri gusti”, degustazione di prodotti a base di gelsi.

Accanto a questo omaggio alla tradizione agricola, il 6 giugno 2025 (presentazione alle 11.30) segna anche il debutto della nuova App digitale del parco archeologico di Velia, che rappresenta un importante passo avanti nel progetto di valorizzazione tecnologica avviato dal Parco e che già vede attiva l’applicazione dedicata al sito di Paestum. Pensata per offrire un’esperienza di visita ancora più coinvolgente e personalizzata, l’app propone un sistema di narrazione geolocalizzata che accompagna i visitatori lungo il percorso, ricostruendo la storia di Velia attraverso le sue diverse fasi. Scaricabile gratuitamente e disponibile per Android e iOS, con la geolocalizzazione attiva è possibile esplorare il sito archeologico in autonomia, scegliendo tra 7 percorsi tematici accuratamente studiati: 3 principali, Velia degli Individui, Velia delle Comunità e Velia delle Risorse e 4 secondari dedicati alle Fortificazioni, alle Tradizioni, alle Tecniche e alla Gestione Idrica. L’app offre inoltre due itinerari guidati per visitare Velia in 60 o 90 minuti e contiene contenuti esclusivi con video in 360°, ricostruzioni 3D, immagini ad alta risoluzione, audio-guide, testi descrittivi dettagliati e una sezione dedicata alla gamification per vivere un momento educativo ancora più divertente e interattiva. Particolare attenzione è riservata all’accessibilità: i contenuti sono disponibili in sei lingue (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, russo e cinese) e in Lingua Italiana dei Segni (LIS), per garantire un’esperienza inclusiva, aperta a tutti e ricca di approfondimenti storici.

Veduta dell’area interessata dagli scavi archeologici sull’acropoli di Elea-Velia (foto pa-paeve)

Chiude alle 14, “Nuovi ritrovamenti”, visita allo scavo sull’acropoli di Velia.

#domenicalmuseo e Festa della Repubblica: per il ponte di inizio giugno Pompei resta al primo posto (35mila ingressi complessivi) seguita da Pantheon (31.838 ingressi) e Colosseo (23.134 ingressi (ma solo mezza giornata il 2 giugno)

Sono stati circa 480mila gli ingressi in questa due giorni di aperture gratuite in occasione della #domenicalmuseo di giugno (255mila ingressi), l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese e dell’apertura straordinaria del 2 giugno 2025, festa della Repubblica (225mila ingressi). L’area archeologica di Pompei con 35.040 ingressi (20.000+15.040) si conferma sul primo gradino della classifica assoluta, seguita dal Pantheon con 31.838 ingressi (15.000+16.838) e dal Colosseo con 23.134 ingressi (15.835+7.299: ma il 2 giugno l’apertura è stata solo pomeridiana, dopo la sfilata per la festa della Repubblica).

Visitatori sempre numerosi agli scavi di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 35.040 (20.000+15.040); Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 31.838 (15.000+16.838); Colosseo. Anfiteatro Flavio 23.134 (15.835+7.299); Foro Romano e Palatino 16.365 (12.433+3.932); museo e area archeologica di Paestum 8.417 (5.847+2.570); museo Archeologico nazionale di Napoli 7.468 (4.468+3.000); parco archeologico di Ercolano 6.380 (3.722+2.658); Villa Adriana 6.130 (3.571+ 2.559); museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 3.604 (2.365+1.239); Terme di Caracalla 3.600 (2.051+1.549); Palazzo Altemps 2.674 (1.954+720); museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 2.611 (1.441+1.170); area archeologica di Ostia antica 2.580 (2.580+0); Terme di Diocleziano 2.405 (1.583+822); necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 2.320 (1.756+564); Palazzo Massimo 1.979 (1.288+691); parchi archeologici di Crotone e Sibari – Le castella – Isola Capo Rizzuto 1.944 (964+980); museo Archeologico di Venezia 1.935 (1.935+0); museo Archeologico nazionale di Taranto 1.403 (826+577); necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.332 (989+343); Anfiteatro campano – Santa Maria Capua Vetere 1.304 (626+678); museo Archeologico nazionale di Ravenna 1.188 (1.188+0); museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 1.165 (860+305); museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 1.068 (1.068+0); Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 1.039 (609+430).

Paestum. Nel giorno dell’anniversario della scoperta della Tomba del Tuffatore (3 giugno 1968) esposti nella sala del museo Archeologico nazionale i piccoli oggetti – conservati nei depositi – trovati in tre tombe, nello stesso giorno e a poca distanza

Dettaglio della lastra superiore della Tomba del Tuffatore, conservata al museo Archeologico nazionale di Paestum (foto graziano tavan)

Tiziana D’Angelo, nella sala della Tomba del Tuffatore, davanti agli oggetti da altre tre tombe scoperte nello stesso giorno (frame del video pa-paeve)

Il 3 giugno è una data importante per la storia dell’archeologia del Mediterraneo. Proprio in questo giorno, nel 1968, l’archeologo – e allora sovrintendente – Mario Napoli, scoprì nella necropoli di Tempa del Prete la “Tomba del Tuffatore”, straordinaria testimonianza pittorica di età classica, icona del museo Archeologico nazionale di Paestum. In un breve video il direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo, ripercorre quei momenti e i reperti che ne sono emersi, per ricordare che l’archeologia non è fatta solo di “grandi scoperte”, ma anche di piccoli ritrovamenti e che ogni frammento ha una storia da raccontare.

Stamnos proveniete da una delle tre tombe scoperte a Paestum nello stesso giorno della Tomba del Tuffatore, a poca distanza (frame del video pa-paeve)

“Non tutti sanno che quel giorno a pochi metri di distanza – ricorda D’Angelo -, vennero alla luce anche altre tre tombe, con piccoli oggetti sicuramente meno noti, ma altrettanto preziosi. Abbiamo recuperato dai depositi i loro corredi. Una di queste era la sepoltura di una donna vissuta nel IV sec. a.C. Tra gli oggetti che sono stati deposti al suo fianco c’è uno stamnos, un contenitore per liquidi, a figure rosse, e un piccolo peso da telaio in terracotta. L’archeologia è fatta di grandi e piccole storie di tutti i giorni, ognuna delle quali merita di essere raccontata”.

#domenicalmuseo e Festa della Repubblica ai parchi archeologici di Paestum e Velia con ingresso gratuito: ecco il programma e i servizi

Domenica 1° giugno 2025 torna l’appuntamento con la prima domenica del mese: un invito speciale a visitare gratuitamente i parchi archeologici di Paestum e Velia, luoghi straordinari dove ogni angolo racconta una storia.

A PAESTUM. Visite ai depositi del Museo, ore 10, 12, 15, 17, con l’iniziativa “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum”: un’occasione unica per accedere a luoghi solitamente non visitabili e ascoltare racconti inediti legati ai tesori nascosti del Parco. Prenotazione obbligatoria al numero +39 0828 811023 o via mail: pa-paeve.promozione@cultura.gov.it

A VELIA. Passeggiata sul Crinale degli Dei, ore 10. Un percorso archeo-paesaggistico che si snoda tra le terrazze sacre di Velia, l’Acropoli e l’entroterra. Un itinerario tra natura e storia, con scorci suggestivi sul paesaggio cilentano.

NAVETTA GRATUITA.  Paestum e Velia on the road. Partenza da Paestum ore 16, ritorno da Velia ore 19.
Un servizio gratuito per scoprire entrambe le aree archeologiche in un solo giorno. Il ticket navetta va ritirato in biglietteria.

ACCESSIBILITÀ. Zoom Uphill. A disposizione dei visitatori con difficoltà motorie lo Zoom Uphill, veicolo elettrico off-road con quattro ruote motrici. Servizio su prenotazione obbligatoria. Per maggiori info clicca qui.

FESTA DELLA REPUBBLICA. Il programma della #domenicalmuseo 1° giugno 2025 viene riproposto anche lunedì 2 giugno 2025, in occasione della Festa della Repubblica, con ingresso gratuito.

Mercogliano (Av). Alla biblioteca nazionale del Palazzo Abbaziale del Loreto aperta la mostra “Pharmakon: monaci eredi di cura e bellezza” a cura di Carla Maurano: esposti 65 reperti di età greco-romana, provenienti in gran parte dai depositi di Paestum e Velia, alcuni visibili al pubblico per la prima volta, testi antichi, pergamene, fogli di erbario e opere d’arte contemporanea

Il taglio del nastro della mostra “Pharmakon: monaci eredi di cura e bellezza”: al centro l’abate Riccardo Luca Guariglia, la curatrice Carla Maurano e il direttore dei parchi di Paestum e Velia Tiziana D’Angelo (foto biblioteca montevergine)

Dal 24 maggio al 30 novembre 2025 alla biblioteca nazionale del Palazzo Abbaziale del Loreto a Mercogliano (Av), la mostra “Pharmakon: monaci eredi di cura e bellezza”, a cura di Carla Maurano, fortemente voluta ed organizzata dall’abate ordinario di Montevergine Riccardo Luca Guariglia e dalla biblioteca nazionale di Montevergine, che si sviluppa come un percorso integrato che attraversa secoli di storia per indagare il rapporto tra scienza, religione e cura dell’essere umano. Grazie alla preziosa collaborazione con i parchi archeologici di Paestum e Velia, il museo civico Palazzo dei Consoli di Gubbio, l’abbazia benedettina di Cava de’ Tirreni, e con immagini provenienti dall’Abbazia Benedettina di San Martino delle Scale (Palermo), l’esposizione presenta al pubblico reperti archeologici inediti, testi antichi, pergamene, fogli di erbario e opere d’arte contemporanea, molti dei quali esposti per la prima volta. Sono esposti 65 reperti di età greco-romana, provenienti in gran parte dai depositi di Paestum e Velia, alcuni visibili al pubblico per la prima volta, attraverso i quali si vuole raccontare il complesso sistema della guarigione nel mondo classico e l’impegno assunto dalle città per prendersi cura dei propri abitanti.

Allestimento della mostra “Pharmakon: monaci eredi di cura e bellezza” a cura di Carla Maurano (foto proloco mercogliano)

“È una mostra di eccezionale importanza, che affronta con un approccio integrato temi diversi e mette al centro la relazione tra scienza e religione nel tempo e nello spazio”, dichiara l’Abate Riccardo Luca Guariglia, sottolineando il ruolo che il monachesimo ha avuto nella storia della Cura, intesa come medicina, supporto psicologico, forza della mente e dello spirito. “Grazie alla disponibilità della direttrice dei Parchi Archeologici di Paestum e Velia, la dottoressa Tiziana D’Angelo, la mostra presenta per la prima volta reperti legati al culto di Asclepio, testi rari, vasi da farmacia e documenti di grande valore scientifico e storico”.

Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, illustra i reperti esposti alla mostra “Pharmakon: monaci eredi di cura e bellezza” (foto annibale discepolo)

“Questa mostra affronta tematiche estremamente complesse e attuali legate alla salute pubblica, sia fisica sia mentale, attraverso periodi storici e contesti culturali differenti”, dichiara il direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo. “Siamo entusiasti e grati all’Abate Riccardo Luca Guariglia per averci coinvolto nella realizzazione di un progetto così importante, che ci ha consentito di esplorare e raccontare la città antica come spazio della cura. A Paestum e Velia non è solo la medicina, ma anche la filosofia e la religione a contribuire al benessere della comunità. Nella ceramografia, nella pittura parietale e nei doni votivi si ricostruisce una ricca tradizione medica che ha caratterizzato entrambi i siti, ma soprattutto si scoprono storie individuali e collettive di sofferenza, guarigione, resilienza e speranza”.

Un cratere da Paestum esposto alla mostra “Pharmakon: monaci eredi di cura e bellezza” (foto pa-paeve)

Tra i partner dell’esposizione anche il Comune di Gubbio, che ha contribuito con alcuni prestiti dal museo civico e con un percorso formativo elaborato insieme all’ISS Cassata Gattapone, alla biblioteca comunale Sperelliana e con la consulenza del dott. Giuseppe Marino Nardelli. “Le antiche pergamene, le cinquecentine, i fogli di erbario, trovano oggi posto in una mostra dove rivivono all’interno di un contesto che li inserisce in modo intelligente nella storia della Cura”, afferma don Carmine Allegretti, responsabile delle Biblioteche di Montevergine e Cava de’ Tirreni, tra gli organizzatori e anche ospite dell’esibizione. La curatela della mostra è affidata all’architetto Carla Maurano, che propone una lettura olistica e interdisciplinare del patrimonio legato alla cura e alla spiritualità, in linea con le più recenti raccomandazioni internazionali (UNESCO, ICOMOS) sulla valorizzazione del patrimonio culturale. “È la narrazione di come Scienza e Religione si incontrino nel nome della fragilità umana”, afferma Maurano, “un racconto che attraversa il passato e si proietta verso il futuro, in cui la Cura dell’uomo e quella del pianeta diventano un tutt’uno”.

Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale torna “Kéramos”, il laboratorio di ceramica con l’associazione “Pandora Artiste Ceramiste”, questo mese dedicato al mare e ai pesci

Domenica 25 maggio 2025, alle 11, torna al museo Archeologico nazionale di Paestum l’atteso appuntamento con “Kéramos”, il laboratorio di ceramica a cura dei parchi archeologici di Paestum e Velia e dell’associazione “Pandora Artiste Ceramiste”. Il tema di questo mese è dedicato al mare e ai pesci e prende spunto da una delle più affascinanti testimonianze della ceramica pestana del IV secolo a.C.: i piatti da pesce decorati con motivi marini. In particolare, il laboratorio si ispira a un piatto a figure rosse, rinvenuto nella tomba 18 della necropoli di Andriuolo, dove calamari, saraghi e spinaroli nuotano attorno a un piccolo incavo centrale, decorati con onde e foglie di edera. Realizzato oltre 2300 anni fa, è un esempio perfetto di equilibrio tra funzione e bellezza. Durante l’attività, i partecipanti potranno modellare piatti, ciotole e piccole sculture in ceramica ispirate a pesci, conchiglie, polpi e altre creature del mare. Un viaggio tra archeologia, arte e creatività per grandi e piccoli, all’insegna del Mediterraneo antico. L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso ai parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. Max 25 partecipanti. Prenotazione obbligatoria al seguente link: http://museopaestum.cultura.gov.it/laboratorio-di-ceramica. Appuntamento alla biglietteria del Museo.

Notte europea dei Musei. A Paestum tra templi illuminati e storie di Roma, a Velia la poesia sussurrata delle rovine. Ecco tutto il programma con ingresso a 1 euro nei parchi archeologici

C’è un momento, quando il sole tramonta e il buio avvolge i paesaggi antichi, in cui i luoghi della memoria sembrano risvegliarsi sotto una nuova luce. È la magia della Notte Europea dei Musei, la manifestazione promossa dal Ministero della Cultura con il patrocinio di UNESCO, Consiglio d’Europa e ICOM, che sabato 17 maggio 2025 tornerà a incantare il pubblico con aperture serali straordinarie nei luoghi della cultura di tutta Europa. Anche quest’anno, i parchi archeologici di Paestum e Velia apriranno le porte alla notte, con la prima apertura straordinaria dell’anno in orario serale, che darà il via ad una serie di appuntamenti successivi. L’obiettivo è quello di offrire al pubblico la possibilità di vivere i due siti archeologici in una veste insolita e affascinante, tra templi illuminati, percorsi al chiaro di luna e suggestioni che si intrecciano tra suoni, parole e pietre millenarie. Il patrimonio che si accende di notte. Sabato 17 maggio 2025, dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso alle 22.30), Paestum e Velia saranno visitabili in notturna al costo simbolico di 1 euro, permettendo a tutti di riscoprire il fascino del patrimonio alla luce discreta della sera. Un’occasione speciale che invita a rallentare il passo, ad ascoltare il silenzio e a lasciarsi sorprendere dalla forza evocativa dei luoghi quando tutto intorno si fa quiete.

Paestum: tra templi illuminati e storie di Roma. A Paestum, la notte diventa una macchina del tempo capace di restituire voci e volti della città romana. Alle 20.30, i visitatori iniziano il loro viaggio all’interno del Museo, immergendosi nella sezione dedicata alla Paestum Romana, per riscoprire come la colonia latina ha trasformato l’antica città greca lucana, lasciando impronte profonde nella sua architettura e nel tessuto urbano. Un percorso che racconta storie di conquista, integrazione e quotidianità che ancora oggi affiorano tra le sale del Museo. Ma il viaggio non finisce qui. Alle 21.30, nell’area archeologica è in programma una passeggiata guidata sotto le stelle, alla scoperta dei monumenti che animavano il Foro Romano, cuore pulsante della città antica. Un’occasione per vedere Paestum con occhi nuovi, avvolta da luci soffuse e silenzi che amplificano la suggestione di un tempo lontano, quando proprio lì si intrecciavano vita politica e incontri quotidiani.

Velia: la poesia sussurrata delle rovine. A Velia, invece, la notte si veste di poesia. Con “Suoni e Parole Notturne”, alle 20.30 e alle 21.30, l’antica città di Elea si prepara ad accogliere il pubblico lungo un percorso itinerante, scandito da letture evocative e delicate armonie musicali che si fondono con il respiro della notte. Un’esperienza pensata per chi desidera vivere Velia in una dimensione più intima e sensoriale, dove ogni passo è accompagnato da suoni, parole e ombre che evocano antiche presenze. E per chi desidera immergersi ancora di più nell’atmosfera sospesa della serata, l’invito è quello di portare con sé una coperta o una stuoia, per stendersi sotto le stelle e lasciarsi semplicemente incantare.

Paestum. Al museo Archeologico nazionale la tavola rotonda “Building social value beyond conservation” con apertura della mostra di fine workshop

Al museo Archeologico nazionale di Paestum, sabato 17 maggio 2025, alle 10.30, in sala Cella, workshop internazionale “Building social value beyond conservation” promosso dal Politecnico di Milano e l’università di Napoli “Federico II”, con la direzione scientifica di Tiziana D’Angelo. Alla tavola rotonda intervengono il direttore dei Parchi Tiziana D’Angelo, Valerio Tolve  e Luisa Ferro  del Politecnico di Milano, Renato Capozzi e Federica Visconti  dell’università di Napoli “Federico II”, Oana Diaconescu e  Daniel Armenciu dell’Universitatea de Arhitectură și Urbanism “Ion Mincu”, Luis Bosch Roig e María José Ballester dell’Universitat Politècnica de Valencia, Miguel Angel de La Iglesia Santamaria, Flavia Zelli, Carlos Rodríguez e Sagrario Fernández Raga dell’Universidad de Valladolid. Alle 12, inaugurazione della mostra di fine workshop (fino al 23 maggio 2025) con cinque visioni progettuali per ripensare il valore sociale dei Parchi archeologici di Paestum e Velia: frutto del lavoro congiunto di studenti, tutors e docenti delle Scuole di Architettura di Milano, Napoli, Bucarest, Valencia e Valladolid.

Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale presentazione in anteprima del corto “Elea – La Rinascita” da un’idea del direttore Tiziana D’Angelo: il progetto cinematografico si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione del sito di Velia

Il 15 maggio 2025, alle 10, nella sala Spazio pubblico del museo Archeologico nazionale di Paestum, i parchi archeologici di Paestum e Velia presentano in anteprima il cortometraggio “Elea – La Rinascita”, un progetto cinematografico che affonda le radici nell’antichità per riflettere su temi quanto mai attuali: migrazione, identità e rinascita. Nato da un’idea di Tiziana D’Angelo, direttore dei Parchi, con la regia di Luigi Marmo e la sceneggiatura di Luca Apolito, il corto è realizzato in collaborazione con il Giffoni Film Festival e co-finanziato dalla Regione Campania. L’opera si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione del sito di Velia, avviato con la mostra “Elea – La Rinascita” (2023–2024), e ispirato alle recenti e significative scoperte emerse durante gli scavi archeologici sull’Acropoli, tuttora in corso. L’anteprima sarà l’occasione per riflettere, insieme a studenti, istituzioni e pubblico, sull’universalità della storia antica e di come il cinema possa restituire senso, emozione e accessibilità a un passato che continua a parlare alle nuove generazioni.

Nel corso della giornata di presentazione, interverranno: Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia; Jacopo Gubitosi, direttore generale di Giffoni; Giuseppe Coccorullo, presidente del parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni; e Filippo Ungaro, portavoce di UNHCR Italia, il quale offrirà un contributo sul tema delle migrazioni, cuore pulsante del film. Presenti inoltre Luigi Marmo, regista del cortometraggio e, in rappresentanza del cast, l’attore Orazio Cerino, volto noto del cinema e del teatro. Porterà il saluto istituzionale anche il sindaco di Ascea, Stefano Sansone, in rappresentanza del territorio che ospita l’antica Velia. Saranno anche presenti le classi della scuola secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo Carducci Capaccio Trentinara e il Forum dei Giovani di Ascea.

Il sito archeologico di Velia (foto pa-paeve)

Una proiezione permanente per tutti i visitatori. Dopo l’anteprima del 15 maggio 2025, il cortometraggio sarà proiettato quotidianamente presso l’Antiquarium della Canonica, sull’Acropoli di Velia, durante tutto l’orario di apertura del sito. A Paestum, invece, la proiezione avverrà ogni giorno alle 11 e alle 17 nella sala Spazio pubblico del museo Archeologico nazionale. Un’iniziativa che arricchisce l’esperienza di visita, offrendo a famiglie, studenti e viaggiatori un’occasione di approfondimento emozionale e visivo. Un modo nuovo per entrare in dialogo con il passato, attraverso la forza delle immagini e la potenza dei sentimenti.

La trama. Teos e Thalia: il viaggio di due fratelli tra storia e contemporaneità. Nel cuore della notte, Teos e Thalia, fratello e sorella adolescenti, fuggono da Focea, una città sotto assedio, prossima alla distruzione. Le mura tremano, il futuro è incerto. I genitori sono scomparsi, forse caduti in battaglia, e ai due giovani non resta che un’ultima indicazione: fuggire. Andare lontano. Attraversare il mare. Cercare una nuova terra dove ricominciare. È da questa premessa drammatica che prende vita il cortometraggio “Elea – La Rinascita”, ambientato in una Focea sospesa tra passato e presente, tra l’antica città ionica e una città contemporanea devastata dalla guerra. Il confine tra epoche si dissolve: la storia dei due fratelli si colloca in un tempo indefinito e, proprio per questo, profondamente universale. Una fuga attraverso paesaggi in rovina e mari agitati, dove ogni passo porta con sé la paura e la speranza. A rendere unico il cammino dei due protagonisti, il continuo mutamento dei loro volti e delle loro voci: a ogni tappa attori diversi, provenienti da contesti e paesi differenti. Un espediente narrativo potente e simbolico, che restituisce al racconto una dimensione collettiva e globale. I due adolescenti diventano così simboli di tutti i migranti, rifugiati, esuli di ogni epoca; la loro storia attraversa i secoli, unisce civiltà, culture, geografie. Il loro viaggio si conclude a Elea, la nuova patria, fondata da esuli come loro. Con questo racconto per immagini, il cortometraggio “Elea – La Rinascita” restituisce dignità e centralità a storie troppo spesso dimenticate, e ci invita a guardare alla storia antica non come a un frammento lontano, ma come a uno specchio del nostro presente.

L’archeologo Francesco Uliano Scelza con il direttore del parco archeologico di Paestum e Velia Tiziana D’Angelo (foto pa-paeve)

“Questo progetto”, sottolinea Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, “rappresenta un modo nuovo e potente per raccontare la storia di Velia: attraverso il linguaggio simbolico del cinema, i valori di accoglienza, resilienza e trasformazione, che hanno segnato la nascita della polis, riaffiorano come insegnamenti vivi per il nostro tempo”. E Jacopo Gubitosi, direttore generale del Giffoni Film Festival, dichiara: “Abbiamo realizzato questo cortometraggio in stretta collaborazione con il parco archeologico di Paestum e Velia, condividendo l’obiettivo di avvicinare i giovani a un patrimonio culturale di straordinaria importanza. Velia, l’antica Elea, custodisce una storia che merita di essere raccontata con nuovi linguaggi: attraverso il cinema, abbiamo voluto dare forma a un racconto capace di emozionare, educare e creare connessioni profonde tra passato e presente. Unendo immagini, archeologia e memoria, abbiamo costruito insieme un ponte verso le nuove generazioni”.

“Questo cortometraggio e la storia di Elea sono di grandissima attualità, e ci portano a riflettere sul valore della solidarietà e dell’accoglienza”, afferma Filippo Ungaro, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – UNHCR Italia. “Oggi più che mai, visto che il numero delle persone nel mondo che scappano da conflitti e persecuzioni ha raggiunto la cifra record di oltre 120 milioni. A fronte di questo aumento dei bisogni, le risorse a disposizione sono sempre più scarse. L’intero sistema umanitario è a un punto di rottura: alle carenze di lunga data nell’assistenza umanitaria, si somma l’attuale brutale crisi dei finanziamenti, il cui impatto sulla vita dei rifugiati è già devastante e peggiorerà ulteriormente. Non si tratta solo di una carenza di fondi, ma di una crisi di responsabilità. Il costo dell’inerzia si misurerà in sofferenza, instabilità e futuro perduto. Tagliando gli aiuti umanitari si tradiscono principi di solidarietà che definiscono la nostra umanità. È una ferita ai valori su cui si fondano le società giuste”.

Velia (Sa). Al parco archeologico presentato il progetto “Velia Immersive” che trasforma la scoperta del sito archeologico di Velia in un viaggio multisensoriale

Presentato al parco archeologico di Velia (Sa), il 14 maggio 2025, “Velia Immersive”, un progetto del parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Grazie all’integrazione di tecnologie digitali avanzate – tra cui visori Oculus Quest 3, ricostruzioni 3D e animazioni in realtà virtuale – il progetto trasforma la scoperta del sito archeologico di Velia in un viaggio multisensoriale: i visitatori non si limiteranno a scoprire i resti dell’antica polis della Magna Grecia, ma potranno «camminare» virtualmente tra le piazze e i templi, immergendosi nella vita quotidiana, negli spazi sacri e nei dibattiti filosofici dell’antica Elea–Velia. Grazie ai fondi della Legge 77 – che promuove misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO – il Parco ha dotato il sito di visori Oculus Quest 3, con i quali i visitatori potranno attraversare virtualmente le piazze e i templi dell’antica Elea–Velia. Indossando i visori, il pubblico viene catapultato nell’antica città: tra strade animate da cittadini in costume, edifici pubblici e privati che riprendono vita, e trasformazioni urbanistiche e ambientali svelate attraverso spettacolari ricostruzioni 3D, animazioni 2D e coinvolgenti sequenze in realtà virtuale. Al centro dell’allestimento, un video, guidato dal filosofo Senofane, conduce gli spettatori alla scoperta delle origini di Elea–Velia — dalle piazze agli spazi privati e pubblici, dalla vita quotidiana ai dibattiti filosofici di Parmenide e Zenone — in una narrazione avvincente che si conclude con un breve quiz interattivo per mettere alla prova le conoscenze acquisite.

 

 

Presentato al parco archeologico di Velia (Sa), il 14 maggio 2025, “Velia Immersive”, un progetto del parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Grazie all’integrazione di tecnologie digitali avanzate – tra cui visori Oculus Quest 3, ricostruzioni 3D e animazioni in realtà virtuale – il progetto trasforma la scoperta del sito archeologico di Velia in un viaggio multisensoriale: i visitatori non si limiteranno a scoprire i resti dell’antica polis della Magna Grecia, ma potranno «camminare» virtualmente tra le piazze e i templi, immergendosi nella vita quotidiana, negli spazi sacri e nei dibattiti filosofici dell’antica Elea–Velia. Grazie ai fondi della Legge 77 – che promuove misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO – il Parco ha dotato il sito di visori Oculus Quest 3, con i quali i visitatori potranno attraversare virtualmente le piazze e i templi dell’antica Elea–Velia. Indossando i visori, il pubblico viene catapultato nell’antica città: tra strade animate da cittadini in costume, edifici pubblici e privati che riprendono vita, e trasformazioni urbanistiche e ambientali svelate attraverso spettacolari ricostruzioni 3D, animazioni 2D e coinvolgenti sequenze in realtà virtuale. Al centro dell’allestimento, un video, guidato dal filosofo Senofane, conduce gli spettatori alla scoperta delle origini di Elea–Velia — dalle piazze agli spazi privati e pubblici, dalla vita quotidiana ai dibattiti filosofici di Parmenide e Zenone — in una narrazione avvincente che si conclude con un breve quiz interattivo per mettere alla prova le conoscenze acquisite.

“Nel nostro parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, ogni pietra racconta secoli di storia: è quindi naturale affidarsi alle nuove tecnologie per rendere il passato non solo più vivido, ma anche immediatamente fruibile”, dichiarano Giuseppe Coccorullo, presidente, e Romano Gregorio, direttore dell’ente. “Con Velia Immersive vogliamo accendere l’interesse di visitatori di ogni età, trasformando la scoperta di un sito UNESCO di portata mondiale – ancora poco conosciuto – in un’esperienza interattiva. Grazie a visori e contenuti immersivi, offriamo a studenti e appassionati una chiave di lettura dinamica della storia di Velia, restituendo vita e accessibilità a un patrimonio unico al mondo”.

“Velia Immersive aggiunge un’ulteriore dimensione al viaggio che i nostri visitatori intraprendono nella storia più antica di Velia”, dichiara il direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo. “Siamo grati al parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni per aver scelto il sito di Velia come protagonista di questo innovativo progetto. Il paesaggio naturale e quello archeologico si legano indissolubilmente e divengono sempre più chiari e coinvolgenti. Le nuove tecnologie rappresentano infatti una risorsa straordinaria per colmare la distanza tra passato e presente. Ai parchi archeologici di Paestum e Velia siamo fortemente impegnati sul fronte del miglioramento dell’accessibilità fisica, cognitiva e sensoriale ai nostri siti e alle nostre collezioni. Con questo progetto, il parco nazionale del Cilento si muove esattamente in tale direzione, dimostrando ancora una volta una straordinaria sensibilità e capacità di valorizzare e promuovere il nostro patrimonio”.