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Castellammare di Stabia (Na). Al museo Archeologico presentazione del libro (in due volumi) “GRANDE POMPEI. Le nuove scoperte e i siti tra Stabiae e Oplontis”, in uscita omaggio con il quotidiano La Repubblica Napoli nel week end

Copertine dei due volumi del libro “GRANDE POMPEI. Le nuove scoperte e i siti tra Stabiae e Oplontis” a cura di Gabriel Zuchtriegel

Dagli scavi al museo diffuso. Cosa è la Grande Pompei? I luoghi che fanno parte di questo ampio museo diffuso sul territorio, raccontato da chi li vive quotidianamente con il suo lavoro, sono i protagonisti del libro “GRANDE POMPEI. Le nuove scoperte e i siti tra Stabiae e Oplontis”, in uscita omaggio con il quotidiano La Repubblica Napoli sabato 11 e domenica 12 ottobre 2025. Il libro in due volumi, a cura del direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel e di Antonio Ferrara de La Repubblica, su progetto editoriale di Ottavio Ragone, sarà presentato giovedì 9 ottobre 2025, alle 17, al museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” nella Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia (Na). I capitoli redatti dai funzionari del Parco, si susseguono all’interno di un percorso che prende spunto dalle recenti scoperte di Pompei a partire dalla casa del Tiaso con la stanza della megalografia dionisiaca, allarga lo sguardo oltre le mura della città sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. (Civita Giuliana, Boscoreale, Terzigno, Poggiomarino, Scafati, Oplontis) si spinge verso l’ager Stabianus, oltre il fiume Sarno (le Ville romane di Varano, il Museo archeologico di Stabia, il Castello di Lettere). Un racconto su protagonisti, aspetti luoghi ed eventi connessi al patrimonio archeologico e alla fruizione anche in chiave turistica dei beni culturali di Pompei e del territorio.

Festa della Musica 2024 agli scavi di Oplontis di Torre Annunziata: itinerari guidati gratuiti sul tema “La musica presso i Romani” con intermezzi musicali nella villa di Poppea

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La ricca decorazione parietale della villa di Poppea a Oplontis (foto parco archeologico di Pompei)

Per la Festa della Musica agli Scavi di Oplontis di Torre Annunziata (Na), venerdì 21 giugno 2024, itinerari guidati gratuiti sul tema “La musica presso i Romani” con intermezzi musicali nella villa di Poppea, dalle 17 alle 19 (ultimo ingresso 18). In collaborazione con l’Archeoclub d’Italia aps -sezione di Torre Annunziata “Mario Prosperi”.

Torre Annunziata (Na). Per la giornata internazionale della donna, a Oplontis visite tematiche “Nella Villa di Poppea, tra Donne Ninfe e Dee” 

torre-annunziata_oplontis_villa-di-poppea_giornata-donna_visite-guidate-a-tema_locandinaNell’ambito della Giornata Internazionale della Donna, alla Villa di Poppea ad Oplontis si svolgeranno visite tematiche “Nella Villa di Poppea tra Donne Ninfe e Dee” a cura dell’Archeoclub di Torre Annunziata, con mostra di oggetti relativi alla cosmesi e alla bellezza femminile, a cura del Gruppo Storico Oplontino. Le visite si terranno alle 9.30, 10.30, 11.30. Ingresso gratuito alle donne.

Metti “Una sera d’autunno” nei siti del parco archeologico di Pompei: visite serali a Oplontis (settembre-ottobre), Boscoreale (ottobre), Stabia (novembre), e Pompei (dicembre)

pompei_parco_una-serata-d-autunno-nei-siti-del-pap_locandina-generaleMetti “Una sera d’autunno” nei siti del parco archeologico di Pompei. Dal 16 settembre 2023 a Villa Arianna e Villa San Marco a Stabia, Villa di Poppea a Oplontis e Villa Regina a Boscoreale, prendono il via gli appuntamenti serali della stagione autunnale. Ogni mese un sito diverso, con aperture serali al costo di 6 euro (5 euro + 1 euro a sostegno del patrimonio culturale dell’Emilia Romagna danneggiato dall’alluvione).

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Gruppo del Satiro ed Ermafrodito (I sec. d.C.) dalla Villa A di Oplontis rientrata alla villa di Poppea dalla mostra “Arte e sensualità” di Pompei per arricchire il museo diffuso (foto parco archeologico pompei)

Villa di Poppea – Oplontis. Si parte il 16 settembre 2023 da Oplontis, dove sarà possibile visitare ogni sabato fino al 21 ottobre la celebre villa di Poppea. Il calendario include le sere del 16 settembre, 30 settembre, 7, 14 e 21 ottobre 2023. Gli orari delle visite saranno dalle 19 alle 23 (ultimo ingresso 22). Costo 6 euro (5 euro + 1 euro a sostegno del patrimonio culturale dell’Emilia Romagna danneggiato dall’alluvione). Il percorso serale darà anche la possibilità di ammirare l’esposizione di statue e opere che arricchiscono la visita agli ambienti della dimora, nell’ambito di un progetto di Museo diffuso permanente, recentemente implementato con altre 5 opere provenienti dalla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” appena conclusasi alla Palestra Grande di Pompei. Il marmo delle statue, le linee eleganti dei bassorilievi e dei busti, e gli affreschi delle stanze che risaltano dei loro vivaci colori, regalano una passeggiata, ancor più suggestiva al tramonto, in una delle più maestose e lussuose ville romane del territorio.

pompei_parco_una-serata-d-autunno-a-boscoreale_locandinaVilla Regina – Boscoreale. A metà ottobre 2023 è il turno della Villa Regina di Boscoreale, l’antica fattoria romana, con visite serali nelle seguenti date: 14, 21, 28 ottobre, 4 e 11 novembre 2023. Gli orari delle visite saranno per le visite di ottobre dalle 19 alle 23 (ultimo ingresso 22). Per le visite di novembre dalle 18 alle 22 (ultimo ingresso alle 21). Ingresso gratuito.

pompei_parco_una-serata-d-autunno-a-stabia_locandinaVille di Stabia. Seguono a novembre 2023 le ville di Stabia, Villa Arianna e Villa San Marco. I giorni delle visite saranno i seguenti: 4, 11, 18, 25 novembre, 2 dicembre 2023. Gli orari delle visite saranno dalle 18 alle 22 (ultimo ingresso 21). Ingresso gratuito.

pompei_parco_una-serata-d-autunno-a-pompei_locandinaPompei. Infine a dicembre 2023 segue l’area archeologica di Pompei, con passeggiate al tramonto nei giorni di venerdì e sabato: 8, 9, 15, 16, 22 dicembre 2023. Gli orari delle visite saranno dalle 18 alle 22 (ultimo ingresso 21) al costo di 6 euro (5 euro + 1 euro a sostegno del patrimonio culturale dell’Emilia Romagna danneggiato dall’alluvione). Il percorso di visita si sposta nell’area orientale della città antica, con accesso alla Palestra grande che ospiterà la nuova mostra dedicata ai ceti più umili, che sarà inaugurata ad inizio dicembre.

Parco archeologico di Pompei e Campania By Night: aperture serali straordinarie nelle aree archeologiche di Oplonti, Stabia e Boscoreale con un programma speciale di tour gratuiti e visite teatralizzate

campania-by-night_locandinaL’edizione 2022 di Campania By Night fa il suo ingresso nei siti culturali periferici del parco archeologico di Pompei. A partire dall’11 settembre 2022 e per tutto il mese di ottobre, i luoghi della cultura più suggestivi di Torre Annunziata, Castellammare di Stabia e Boscoreale ospiteranno il programma di visite guidate, passeggiate notturne, aperture straordinarie ed eventi all’aperto. La rassegna – programmata e finanziata dalla Regione Campania (Poc 2014-2020) e organizzata e promossa dalla Scabec, Società Campana Beni Culturali – presenta un fitto calendario di eventi totalmente gratuiti che si terranno a Oplontis – Villa di Poppea, museo Archeologico Libero D’Orsi, Villa San Marco, Villa Arianna e Villa Regina. Per info e prenotazioni: www.campaniabynight.it

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La Villa di Poppea a Oplontis illuminata per le visite serali (foto parco archeologico di pompei)

Si parte dal sito archeologico di Oplontis – Villa di Poppea con lo spettacolo “Memorie di Oplontis” a cura dell’associazione ShowLab che andrà in scena l’11, il 18 e il 25 settembre 2022. Durante tre turni di visita che partiranno alle 20, 21 e 22 sarà possibile conoscere tutta la bellezza senza tempo dell’antica villa grazie a un affascinante percorso teatrale messo in atto da musicisti e attori. Affidandosi a una guida esperta e a un’App per smartphone che fungerà da mappa, infatti, sarà possibile conoscere la storia che si cela dietro l’immensa e labirintica struttura tramite le performance di artisti che potranno essere ammirate all’interno di alcune sale come il Tablinium, la Piscina e il Viridarium.

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Suggestiva immagine notturna dei silos della Villa Regina di Boscoreale (foto

L’appuntamento successivo è per martedì 20 settembre 2022 a Villa Regina di Boscoreale con una mostra di maschere e con lo spettacolo “Oscae Personae” a cura di La Mansarda – Teatro dell’Orco. Durante due turni di visita che partiranno alle 20 e 21.30 sarà possibile assistere alla rivisitazione della Fabula Atellana, ovvero un’antica forma di teatro in maschera che verrà rielaborata in chiave contemporanea durante uno spettacolo dall’alto tasso di coinvolgimento. Contestualmente alla performance verrà allestita una mostra di Maschere del teatro classico che sarà accompagnata dalla riproduzione di un teatro fliacico, forma d’arte sviluppatasi nelle colonie doriche della Magna Grecia in età ellenistica tra il IV e il III secolo a.C.

Reggia di Quisisana

Le sale del museo Archeologico “Libero D’Orsi” nella Reggia Quisisana di Castellammare di Stabia (foto francesco squeglia)

A ottobre si riparte dal museo Archeologico Libero D’Orsi di Castellammare di Stabia con la visita teatralizzata “Dov’è Stabia? Viaggio onirico nelle stanze del Museo Libero D’Orsi” a cura di Collettivo LaCorsa, evento che si terrà l’8 e il 9 ottobre 2022 e al quale si potrà partecipare durante i turni da visita delle 19 e 20. La visita teatralizzata avrà una durata di un’ora ed è rivolta alle famiglie e ai ragazzi di età compresa tra i 7 e i 13 anni. Un’iniziativa volta alla scoperta della figura di Libero D’Orsi, archeologo stabiese al quale si deve il ritrovamento dei reperti che possono essere ammirati all’interno dell’omonimo museo. Uno spettacolo interpretato in chiave onirica che condurrà lo spettatore in un luogo senza tempo nel quale il Narciso degli stucchi prenderà vita e corpo per potersi finalmente raccontare con la sua voce. Una fiaba che consente di potersi perdere, ricercare e infine ritrovarsi.

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Luci e ombre a Villa San Marco a Stabia illuminata per le visite serali (foto parco archeologico di pompei)

Il percorso di Campania By Night nei siti culturali del parco archeologico di Pompei si concluderà con la visita teatralizzata “Stabias renatas” con la regia di Gabriele Saurio a cura della Fondazione dei Monti Lattari che si terrà a Villa San Marco di Castellammare di Stabia il 22 e il 23 ottobre 2022 e a Villa Arianna il 29 e il 30 ottobre 2022. Durante due turni di visita che partiranno alle 19 e 20.30 da entrambi i siti archeologici, i partecipanti potranno compiere un viaggio tra i reperti delle due ville romane durante una performance artistica fatta di musica e recitazione, un esperimento artistico volto a creare un’interazione tra luogo d’arte e linguaggio teatrale. A Villa San Marco è previsto tra gli altri il monologo dell’attore Mariano Rigillo che, interpretando Plinio il Giovane, narrerà sulla base della lettera a Tacito la morte dello zio Plinio il Vecchio avvenuta proprio a Castellammare di Stabia nella tragica eruzione del 79 d.C., oltre ad altri personaggi legati alla storia di Stabia.  Durante la visita a Villa Arianna, invece, gli spettatori incontreranno in alcuni ambienti della villa, personaggi ispirati al mondo antico. Tra questi anche una “giovane pittrice” che, tradita dal suo compagno, decide di riprodurre il meraviglioso affresco presente, narrando così durante la creazione la storia del mito di Teseo e Arianna.

Matera. Al museo Archeologico ultimi giorni per visitare la mostra “Da Matera a Pompei. Viaggio nella bellezza”: racconta il ruolo della donna nel mondo antico, attraverso ornamenti e gioielli, espressione del gusto estetico di epoche e contesti differenti

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Locandina della mostra “Da Matera a Pompei. Viaggio nella bellezza” al museo Archeologico nazionale di Matera dal 18 novembre 2021 al 30 giugno 2022

La donna si fa bella nelle sale del museo nazionale di Matera! È un viaggio nella bellezza tra Pompei e la Basilicata, quello che si sta per concludere nel museo lucano: si chiude infatti il 30 giugno 2022 la mostra “Da Matera a Pompei. Viaggio nella bellezza” allestita al museo Archeologico “Domenico Ridola” di Matera, frutto della collaborazione tra il ministero della Cultura, il museo nazionale di Matera e il parco archeologico di Pompei: raccontare il ruolo della donna nel mondo antico, attraverso ornamenti e gioielli, espressione del gusto estetico di epoche e contesti differenti, ma anche simbolo di uno status sociale, mettendo a confronto due mondi, apparentemente lontani nel tempo e nello spazio, che trovano un punto di incontro nel culto della bellezza femminile: da un lato la Basilicata antica, influenzata dai costumi e dalle mode del mondo greco coloniale, dall’altro Pompei e l’area vesuviana, dove nel I secolo d.C. sono ben documentati lo stile e il gusto romano.

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Affresco con figura femminile alata proveniente dalla Casa della Biblioteca di Pompei (foto parco archeologico di pompei)

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Statuetta di Venere, in marmo, dalla Villa A di Oplontis (foto parco archeologico di Pompei)


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Pelike a figure rosse con rappresentati gioielli e monili. Collezione Rizzon del museo di Matera (foto drm – basilicata)

La mostra introduce i visitatori in un mondo dorato con l’esposizione di un vaso a figure rosse della Collezione Rizzon del museo di Matera, che riporta nell’iconografia la rappresentazione di monili e ornamenti, e due straordinari reperti da Pompei: l’affresco di una Vittoria alata riccamente ornata e la sensuale statua della Venere da Oplontis, simbolo della mostra.

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Diadema in oro dalla Tomba 102 di Vaglio, Braida, una delle tombe femminili più ricche della Basilicata arcaica e apparteneva ad una bambina di circa 7 anni, che doveva certamente far parte dell’élite della comunità (foto drm – basilicata)

Il percorso prosegue poi con il confronto tra le due realtà. Per i contesti del Materano (Timmari, Montescaglioso, Matera, Tricarico) le più ricche fonti di conoscenza di questo aspetto della vita femminile antica sono i corredi funebri e i contesti sacri. I preziosi ritrovati mostrano la particolare attenzione che anche le popolazioni locali avevano per il gusto e l’estetica dai tempi più antichi. Ornamenti in pasta vitrea, argento e oro, prodotti sia in Magna Grecia sia nel Mediterraneo Orientale, erano per le donne di rango elevato un vero e proprio status symbol. La lavorazione di particolari materiali, come l’ambra che era estratta nell’area del mar Baltico e lavorata da artigiani etrusco-campani, indica anche un florido commercio legato a questo tipo di oggetti esclusivi.

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Armilla a semisfere in oro da Moregine (foto parco archeologico di pompei)

I materiali provenienti da Pompei e dall’area vesuviana (Stabiae, Oplontis, Terzigno), appartenenti a cronologie più recenti, testimoniano a pieno i modelli della cultura e della società romana dell’epoca. Questi mostrano proprio l’abbandono del rigore e dell’austerità della precedente età repubblicana, in favore di esibizione di lusso in età imperiale, per le classi sociali emergenti. L’aspetto più interessante dei ritrovamenti di Pompei, distrutta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., è proprio legato alla vita di chi possedeva questi oggetti. Molti di questi erano ancora indossati da coloro che fuggivano e che li avevano portati con sé nella speranza di un futuro. A chiudere l’esposizione è, infatti, la copia del calco della fanciulla della villa B di Oplontis, sulla quale si possono ammirare i monili aderenti al corpo.

Oplontis, i venerdì di luglio e agosto apre, per la prima volta al pubblico, la Villa B (o Villa di Lucius Crassius Tertius) grazie a un accordo tra il parco archeologico di Pompei e il Comune di Torre Annunziata. Visite guidate e tematiche con l’Archeoclub

Panoramica della Villa B di Oplontis (foto parco archeologico di pompei)

Da venerdì 16 luglio 2021 apre la cosiddetta Villa B di Oplontis, nota anche come Villa di Lucius Crassius Tertius, finora mai stata aperta al pubblico. Il complesso, grazie a un’operazione in sinergia tra il parco archeologico di Pompei, diretto da Gabriel Zuchtriegel, e il Comune di Torre Annunziata, sindaco Vincenzo Ascione, è stato reso accessibile al piano terra, da cui è possibile ammirare l’antico complesso architettonico, al fine di rendere fruibile una parte della struttura con visite contingentate, in attesa dell’avvio di un più ampio progetto di restauro e valorizzazione. Ogni venerdì di luglio e agosto 2021, dalle 16 alle 19 (ultimo ingresso alle 18.30) sarà possibile accedere all’edificio accompagnati dall’Archeoclub di Torre Annunziata, nell’ambito di una convenzione tra l’associazione e il parco archeologico di Pompei. L’ingresso è compreso nel biglietto della Villa A “di Poppea” (5 euro) per un massimo di 10 persone ogni 30 minuti. La prenotazione non è obbligatoria, ma consigliata ai seguente numeri +39 333 307 8635 e +39 081.8612704 o mail: mirella.azzurro@gmail.com. Da tenere presente che dal 16 luglio 2021 l’ultimo ingresso alla Villa di Poppea sarà spostato alle 18.30 (chiusura alle 19) al fine di estendere gli orari di visita al sito. Inoltre, tutti i venerdì e sabato fino al 31 luglio 2021, sono in corso alla Villa di Poppea le aperture serali dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso 22). Prenotazioni consigliate sul sito http://www.ticketone.it (costo prenotazione on-line 1,50 euro). In alcune giornate sono previsti anche i seguenti itinerari tematici a cura dell’Archeoclub di Torre Annunziata: 17 luglio, Giochi e giocattoli dei piccoli oplontini; 24 luglio, Musica e strumenti musicali degli antichi Romani; 31 luglio, Miti e cibi nelle pitture oplontine. Gruppi di max 10 persone. Prenotazione consigliata ai seguenti numeri: +39 333 307 8635 e +39 081.8612704 o via mail: mirella.azzurro@gmail.com.

Il porticato a due ordini di colonne doriche in tufo grigio di Nocera nella Villa B di Oplontis (foto parco archeologico di pompei)
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Il sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione e il direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel negli scavi di Oplontis (foto parco archeologico di Pompei)

“Il parco archeologico di Pompei sta mettendo in atto una serie di azioni al fine di ampliare il più possibile l’offerta di visita in tutti i siti, con aperture straordinarie e visite serali, compatibilmente con le attività in ripresa post pandemia”, dichiara il direttore Gabriel Zuchtriegel. “Ci stiamo impegnando a migliorare gli itinerari e a promuovere anche percorsi inediti nell’ottica della massima fruizione e partecipazione alle attività del Parco. Il sito di Oplontis, come gli altri siti periferici, merita una grande attenzione e investiremo in tal senso con progetti di valorizzazione della vicina struttura dello Spolettificio e con interventi di ampliamento e scavo della Villa di Poppea. I progetti futuri prevedranno il miglioramento dell’accessibilità e l’ampliamento della fruizione dei due complessi di Oplontis con l’apertura permanente anche della cosiddetta Villa B. Iniziamo con piccoli passi. In tale direzione abbiamo tutto il supporto dell’amministrazione di Torre Annunziata con la quale stiamo proficuamente lavorando a iniziative comuni di rilancio del sito”.

Anfore trovate negli scavi della Villa B di Oplontis (foto parco archeologico di pompei)

Più che una villa, in base ai materiali rinvenuti e alla funzione degli ambienti, è probabile che si trattasse di un’azienda dedita alla lavorazione di prodotti agricoli e all’imbottigliamento e del commercio del vino, dotata di un quartiere residenziale al piano superiore. All’interno del complesso, che risale alla fine del II sec. a.C., è stato rinvenuto un anello sigillo di Lucius Crassius Tertius, probabilmente il proprietario dell’edificio. Il nucleo centrale della struttura è costituito da un porticato a due ordini di colonne doriche in tufo grigio di Nocera, intorno al quale si dispongono diversi ambienti di servizio e ad uso produttivo. Sul lato nord si estende una serie di abitazioni su due livelli, separate da una strada in terra battuta.

Tratto del portico colonnato della Villa B di Oplontis (foto parco archeologico di pompei)

Nel periodo tra il 1984 e il 1991, gli scavi della cosiddetta Villa B di Oplontis si concentrarono nell’area orientata verso Sud, dove si trovavano otto ambienti voltati affacciati su un portico colonnato, all’epoca rivolto verso il mare, di cui rimane visibile soltanto un breve tratto. I materiali scoperti al loro interno – contenitori di vario tipo e dimensione, suppellettili contenenti resti organici, pesi in marmo e terracotta, attrezzi ed oggetti in metallo, oltre a una grande quantità di melograni inframezzati da strati di fieno – documentano che questi ambienti erano rimasti in uso come magazzini e luoghi di deposito fino al momento dell’eruzione del 79 d.C. Uno di essi, l’ambiente 10, diventò la tomba di un gruppo di persone le quali, nel tentativo di sfuggire all’eruzione, cercarono riparo al suo interno. Alcuni degli individui avevano con sé oggetti preziosi quali gioielli, ornamenti in osso ed avorio, monete d’oro e d’argento, suppellettili in bronzo. La maggior parte degli oggetti preziosi fu trovata accanto ai corpi, evidentemente avvolti nelle vesti o racchiusi in appositi contenitori di cuoio, stoffa o corda, ma in altri casi si rinvennero direttamente indosso al proprietario.

Torre Annunziata. Il direttore del parco archeologico di Pompei riapre l’area archeologica di Oplontis e annuncia al sindaco nuovi scavi, nuovi percorsi e la connessione tra gli Scavi e lo Spolettificio dell’Esercito

Veduta della villa di Poppea nell’area archeologica di Oplontis a Torre Annunziata (foto parco archeologico di Pompei)
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Il sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione e il direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel negli scavi di Oplontis (foto parco archeologico di Pompei)

Riaperti il 3 maggio 2021, come annunciato, gli Scavi di Oplontis a Torre Annunziata (Na) alla presenza del direttore generale del parco archeologico di Pompei,​ Gabriel Zuchtriegel, e del sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione- “Stiamo riponendo molta attenzione per i siti del territorio. Ci sarà molto da fare”, è stato il commento del direttore Zuchtriegel. “Sono grato al sindaco. Abbiamo già avuto un primo incontro per lavorare insieme sui nuovi scavi, i nuovi percorsi e la connessione tra gli Scavi e lo Spolettificio dell’Esercito di Torre Annunziata”.

“Siamo in contatto sia con il Demanio sia con l’Esercito per ampliare l’area degli scavi, ma anche per creare spazi per depositi, spazi museali, laboratori per scuole, bambini ragazzi che vogliano creare qua”, ha spiegato Zuchtriegel. “Dunque c’è molta attenzione per questo territorio, per il patrimonio assolutamente importante. Quindi nei prossimi anni ci sarà molto da fare. Sono grato al sindaco, col quale ho già avuto un primo incontro, perché lavoriamo insieme: è essenziale la collaborazione con gli enti locali, visto che sono previsti anche nuovi scavi, nuovi percorsi, una connessione tra questa l’area archeologica e lo Spolettificio dell’Esercito”. E il sindaco Ascione: “Siamo chiaramente contenti della riapertura degli Scavi. Abbiamo puntato buona parte del nostro sviluppo proprio sulla valorizzazione della risorsa archeologica. Ritengo pure che il ragionamento sia da fare come comprensorio, perché non è solo la città di Torre Annunziata ma siamo tante città che hanno puntato su questo tipo di sviluppo. Noi abbiamo parlato di turismi perché abbiamo il Vesuvio, abbiamo il mare, abbiamo l’archeologia, abbiamo veramente una serie di potenzialità che vanno tutte sviluppate. Quindi grazie al direttore Zuchtriegel per essere qui a riaprire questo nostro sito e ringrazio soprattutto tutta l’organizzazione che spero in maniera incisiva ed efficace possa realizzare i progetti che sono già previsti per questo sito. Non solo del collegamento con lo Spolettificio dell’Esercito ma anche con la villa B che purtroppo è ancora chiusa al pubblico”. Zuchtriegel ha tranquillizzato il sindaco: “Anche per questo collegamento c’è già una progettualità, perché la Villa B è molto interessante perché dà un’altra visione dell’aspetto dell’insediamento antico di Torre Annunziata-Oplontis e quindi va assolutamente valorizzata insieme alla villa A, ma vorremmo raccontare appunto ai visitatori il territorio come era organizzato, che non c’era solo il sito di Pompei, ma intorno tutto un paesaggio rurale di ville di ozio, di ville rustiche e di piccoli insediamenti, piccoli e meno piccoli, che facevano parte di un paesaggio mediterraneo connesso con molte altre parti dell’impero. E quindi credo che in questa prospettiva Oplontis può dire molto anche in termini di valorizzazione, di racconto della storia di questo periodo”.

Nuovo sito web per il parco archeologico di Pompei: mappa interattiva e informazioni in sette lingue

Una pagina del nuovo sito web del Parco archeologico di Pompei

Dal 10 dicembre sarà online il nuovo sito web del Parco Archeologico di Pompei con una nuova veste grafica, ma soprattutto con una maggiore navigabilità e accessibilità per gli utenti e un più ricco contenuto testuale, di immagini e video. Il sito del Parco, che manterrà l’indirizzo http://www.pompeiisites.org e avrà le due versioni in italiano e inglese, prevede anche una landing page con le informazioni di base in ulteriori 7 lingue (tedesco, francese, spagnolo, russo, portoghese, giapponese e cinese) e porta in evidenza le informazioni su Pompei, ma anche sui siti periferici della Reggia di Quisisana, del Polverificio Borbonico, di Villa Sora e Longola che, oltre ai siti di Stabiae, Oplontis e l’Antiquarium di Boscoreale, rientrano nella competenza del Parco Archeologico di Pompei.

Sul nuovo sito web del parco archeologico di Pompei mappa interattva e info in 7 lingue

Una novità è la mappa interattiva dell’area archeologica di Pompei, facilmente navigabile sia da mobile che da desktop, con aggiornamenti in tempo reale sulle aperture e gli orari delle domus, con foto e descrizione degli edifici e con la possibilità di potersene servire come guida mobile per orientarsi facilmente all’interno degli scavi. Il sito, nell’ottica dell’attenzione che il Parco archeologico sta riservando all’ accessibilità degli utenti di ogni categoria al patrimonio culturale di Pompei, è in linea da un punto di vista normativo con gli standard tecnici previsti dal Decreto Ministeriale 8 luglio 2005 e successive modifiche (Allegato A ).

24 agosto: nell’anniversario della devastante eruzione del Vesuvio (79 d.C.) i social network del parco archeologico di Pompei hanno fatto rivivere quei terribili momenti con immagini evocative e le parole di Plinio il Giovane

Il sito archeologico di Pompei: ancora oggi la sagoma del vulcano Vesuvio domina il paesaggio

24 agosto del 79 d.C. è la data in cui, dall’esito dell’analisi filologica di un passo della lettera di Plinio il Giovane a Tacito, si colloca convenzionalmente l’eruzione del Vesuvio, evento che portò alla devastazione di tutta l’area circumvesuviana. Oggi, 24 agosto 2018, 1939 anni dopo il tragico evento, per ricordare quel fatidico giorno, i social network del parco archeologico di Pompei hanno fatto rivivere ai propri utenti i terribili istanti dell’eruzione, attraverso una sequenza di immagini fortemente evocative ed il racconto di Plinio il Giovane contenuto nelle sue famose epistole. Il nostro cronista, Plinio il Giovane appunto, che, in quel momento, si trova a Miseno dallo zio, Plinio Il Vecchio, uomo di scienza e comandante della flotta romana, descrive nel dettaglio, nelle sue epistole, quella terribile esperienza e le ultime ore di vita del fratello della madre, così come gli vengono riportate dal racconto dei sopravvissuti.

Nell’incisione di Thomas Burke ispirata a un dipinto di Angelika Kauffmann rappresenta Plinio il Giovane rimproverato mentre era in atto l’eruzione del Vesuvio

L’eruzione del Vesuvio nell’olio su tela di Pierre Henri de Valenciennes oggi al Musee des Augustins a Tolosa

Ore 13, a Miseno… Ecco il racconto di Plinio il Giovane (Ep. VI). “[…] Il 24 Agosto, verso l’una del pomeriggio, mia madre attirò l’attenzione di mio zio su una nube di straordinaria forma e grandezza. […] Si elevava in alto, ma chi guardava da lontano non riusciva a precisare da quale montagna [si seppe poi che era il Vesuvio]: nessun’altra pianta meglio del pino ne potrebbe riprodurre la forma. […] Nella sua profonda passione per la scienza, mio zio stimò che si trattasse di un fenomeno molto importante e meritevole di essere studiato più da vicino. Pertanto, ordinò che si preparasse una liburnica, offrendomi, se volevo, la possibilità di andare con lui. Risposi che preferivo studiare: era stato egli stesso, infatti, ad assegnarmi qualcosa da scrivere. […] In gran fretta si diresse là, da dove gli altri fuggivano, navigando diritto tenendo il timone verso il luogo del pericolo con animo così impavido da dettare o annotare egli stesso ogni nuova fase e ogni aspetto di quel terribile flagello, come gli si veniva presentando allo sguardo. Oramai, quanto più si avvicinavano, la cenere cadeva sulle navi sempre più calda e più densa, vi cadevano ormai anche pomici e pietre nere, corrose e frantumate dal fuoco; poi, improvvisamente, si trovarono in acque basse e una frana della montagna impediva di accostarsi al litorale. Dopo una breve esitazione, indeciso se tornare indietro, al pilota che lo esortava a farlo, disse: “La fortuna aiuta gli audaci; drizza la prora verso la villa di Pomponiano a Stabiae!”. Questi si trovava a Stabia, dalla parte opposta del golfo […]. Pomponiano aveva trasportato sulle navi le sue masserizie, determinato a fuggire non appena si fosse calmato il vento contrario. Per mio zio invece questo era allora pienamente favorevole, cosi che vi giunge, lo abbraccia tutto spaventato com’era, lo conforta, gli fa animo, per smorzare la sua paura con la propria serenità, si fa calare nel bagno: terminata la pulizia prende posto a tavola e consuma la sua cena con un fare gioviale o, cosa che presuppone una grandezza non inferiore, recitando la parte dell’uomo gioviale”.

Dettaglio dell’affresco “Bacco e il Vesuvio” dalla Casa del Centenario a Pompei, oggi al Mann

Il paesaggio intorno era da sempre pacifico, rigoglioso e nulla faceva sospettare la natura vulcanica di quella “montagna” e presagire quello che di terribile stava per accadere. Interessante, al proposito, l’affresco, in IV stile pompeiano, proveniente dal larario della Casa del Centenario, raffigurante “Bacco e il Vesuvio” (68-79 d.C.), oggi conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli: il vulcano domina quel mondo che non sembra conoscere paure. Improvvisamente, invece, il vulcano si sveglia da un sonno durato oltre 1500 anni: il magma sale in superficie attraverso una serie di forti esplosioni. Una colonna eruttiva di gas, vapori e frammenti litici, in veloce ascesa, cresce progressivamente. Gli abitanti di Pompei e degli altri centri vicini assistono a questo spettacolo increduli, con un misto di curiosità e panico, mentre una pioggia di pietre e pomici bianche, sempre più fitta, si riversa sulle città. Ma riprendiamo il racconto di Plinio il Giovane: “Nel frattempo dal Vesuvio risplendevano in parecchi luoghi delle larghissime strisce di fuoco e degli incendi che emettevano alte vampate, i cui bagliori e la cui luce erano messi in risalto dal buio della notte. Egli, per sedare lo sgomento, insisteva nel dire che si trattava di fuochi lasciati accesi dai contadini nell’affanno di mettersi in salvo e di ville abbandonate che bruciavano nella campagna. Poi si abbandonò al riposo […]. Senonché il cortile da cui si accedeva alla sua stanza, riempiendosi di ceneri miste a pomice, aveva ormai innalzato tanto il livello che, se mio zio avesse ulteriormente indugiato nella sua camera, non avrebbe più avuto la possibilità di uscirne. Svegliato, viene fuori e si ricongiunge al gruppo di Pomponiano e di tutti gli altri […]. Infatti, sotto l’azione di frequenti ed enormi scosse, i caseggiati traballavano e, come se fossero stati sbarbicati dalle loro fondamenta, lasciavano l’impressione di sbandare ora da una parte ora dall’altra e poi di ritornare in sesto. D’altronde all’aperto cielo c’era da temere la caduta di pomici, anche se erano leggere e corrose; tuttavia il confronto tra questi due pericoli indusse a scegliere quest’ultimo. In mio zio una ragione predominò sull’altra, nei suoi compagni una paura s’impose sull’altra. Si pongono sul capo dei cuscini e li fissano con dei capi di biancheria; questa era la loro difesa contro tutto ciò che cadeva dall’alto. Altrove era già giorno, là invece era una notte più nera e più fitta di qualsiasi notte, quantunque fosse mitigata da numerose fiaccole e da luci di varia provenienza. Si trovò conveniente di recarsi sulla spiaggia ed osservare da vicino se fosse già possibile tentare il viaggio per mare; ma esso perdurava ancora sconvolto ed intransitabile”.

L’ultimo giorno di Pompei nell’olio su tela di Karl Brjullov conservato all’Ermitage di San Pietroburgo

Plinio il Giovane, nella sua ricostruzione drammatica di quei momenti, giunge alla descrizione della morte dello zio. “Colà, sdraiato su di un panno steso a terra, chiese a due riprese dell’acqua fresca e ne bevve. Poi delle fiamme ed un odore di zolfo che preannunciava le fiamme spingono gli altri in fuga e lo ridestano. Sorreggendosi su due semplici schiavi riuscì a rimettersi in piedi, ma subito stramazzò, da quanto io posso arguire, l’atmosfera troppo pregna di cenere gli soffocò la respirazione e gli otturò la gola, che era per costituzione malaticcia, gonfia e spesso infiammata. Quando riapparve la luce del sole (era il terzo giorno da quello che aveva visto per ultimo) il suo cadavere fu ritrovato intatto, illeso e rivestito degli stessi abiti che aveva indossati: la maniera con cui si presentava il corpo faceva più pensare ad uno che dormisse che non ad un morto”.

Il logo del parco archeologico di Pompei

I canali social del Parco, in continua crescita di numeri ed interazione, rappresentano la piattaforma principale per la promozione e la quotidiana comunicazione di notizie e curiosità che riguardano Pompei e i siti vesuviani di Oplontis, Stabiae e Boscoreale, luoghi che oggi, a centinaia di anni dalla loro scoperta, ancora riservano importantissime novità grazie ai recenti e sensazionali rinvenimenti che continuano ad affiorare dai lapilli di quella tragica eruzione.