Archivio tag | Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026

Verona. Dopo dieci anni di chiusura riapre, nel cuore della città antica, sotto il cortile dell’ex Tribunale, il Centro internazionale di Fotografia – Scavi scaligeri con un percorso ipogeo tra le evidenze archeologiche dall’età romana al Medioevo in cui si aprono spazi per una grande mostra fotografica “Winter games! Gli sport invernali. Fotografie dagli archivi LIFE 1936-1972”, inserita nel programma di Olimpiade Culturale Milano-Cortina 2026

Il percorso archeologico al Centro internazionale di Fotografia – Scavi scaligeri di Verona (foto graziano tavan)

Allestimento della mostra “Winter Games” al Centro internazionale di Fotografia di Verona (foto graziano tavan)

Il 20 febbraio 2026 per Verona è un giorno importante, “storico” si potrebbe dire. Dopo un decennio di chiusura, riapre al pubblico il Centro Internazionale di Fotografia – Scavi Scaligeri e torna a essere uno spazio vivo di produzione culturale e confronto. Lo hanno ribadito il sindaco di Verona Damiano Tommasi, l’assessore Marta Ugolini, il soprintendente Andrea Rosignoli, la dirigente area Cultura, Turismo e Sport Barbara Lavanda. Nel cuore della città antica, sotto il cortile dell’ex Tribunale, viene restituito alla città uno spazio unico, che nel decennio di chiusura ha mostrato tutti gli effetti dell’abbandono e del degrado. Comune e Soprintendenza hanno fatto rete per consentire restauri e interventi strutturali per la creazione di un percorso – anche per disabili – che valorizzi le evidenze archeologiche, portate in luce tra il 1981 e il 1983, con testimonianze dall’età romana al Medioevo, e offra spazi per mostre di fotografie di valore internazionale, come il Centro è stato fin dalla sua nascita nel 1996. E la mostra “Winter games! Gli sport invernali. Fotografie dagli archivi LIFE 1936-1972”, accolta dal 20 febbraio 2026 nei suggestivi ambienti sotterranei nel cuore di Verona, da un’idea di Giuseppe Ceroni, curata da Simone Azzoni, promossa dal Comune di Verona e prodotta da Silvana Editoriale, in collaborazione con PEP Artists e Grenze Arsenali Fotografici, segna una ripartenza alla grande, portando negli Scavi Scaligeri uno sguardo iconico e senza tempo: quello della storica rivista LIFE, uno dei magazine fotografici più influenti del Novecento. A rendere unica questa esposizione è l’assoluta originalità del progetto, pensato e realizzato ad hoc per Verona e per questa occasione. L’esposizione è inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, Il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che anima l’Italia per promuovere i valori Olimpici e valorizza il dialogo tra arte, cultura e sport, per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospita rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.

Allestimento della mostra “Winter Games” al Centro internazionale di Fotografia di Verona (foto graziano tavan)

Il percorso archeologico al Centro internazionale di Fotografia – Scavi scaligeri di Verona (foto graziano tavan)

Il percorso espositivo prende avvio dagli sport invernali, ma va ben oltre la dimensione della competizione e della pura performance atletica. Le circa cento immagini selezionate, molte delle quali inedite, restituiscono lo sport come esperienza condivisa, spettacolo, rito collettivo e potente specchio del proprio tempo. Dalle Olimpiadi invernali di Garmisch-Partenkirchen del 1936 a quelle di Sapporo del 1972, passando per la storica edizione di Cortina 1956, LIFE racconta quasi quarant’anni di storia segnati da guerre, ricostruzioni, crescita economica e tensioni geopolitiche. Il percorso espositivo si articola in sei aree tematiche – Ice Lines, People, Experienced, Cortina 1956, Garmisch-Partenkirchen 1936 e Fun out of Life – che guidano il visitatore attraverso diversi livelli di lettura, offrendo una narrazione fluida e immersiva. Un vero e proprio viaggio nella memoria visiva del Novecento, capace di rendere il pubblico testimone e partecipe allo stesso tempo. La visita alla mostra offre un’occasione speciale per riscoprire gli Scavi Scaligeri, che tornano accessibili al pubblico proprio in concomitanza con l’esposizione, dopo dieci anni di importanti lavori di restauro e valorizzazione. Con un unico biglietto, i visitatori potranno accedere sia alla mostra sia all’area archeologica, riscoprendo un luogo di straordinario valore storico, all’interno del quale si snoda l’allestimento, in un dialogo suggestivo tra fotografie, architettura e stratificazioni del passato.

 

Verona. Riapre al pubblico, dopo un decennio di chiusura, il Centro Internazionale di Fotografia – Scavi Scaligeri con la mostra “Winter games! Gli sport invernali. Fotografie dagli archivi LIFE 1936-1972” nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026

Dopo un decennio di chiusura, il Centro Internazionale di Fotografia – Scavi Scaligeri riapre al pubblico e torna a essere uno spazio vivo di produzione culturale e confronto. Dal 20 febbraio 2026, i suggestivi ambienti sotterranei nel cuore di Verona accolgono la mostra “Winter games! Gli sport invernali. Fotografie dagli archivi LIFE 1936-1972” che intreccia fotografia, sport, storia e immaginario collettivo, inserendosi nel palinsesto di iniziative che accompagnano la città durante i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, di cui Verona è protagonista. Attraverso questa mostra, gli Scavi Scaligeri non segnano soltanto la riapertura di un luogo emblematico per la fotografia italiana, ma ribadiscono anche la centralità di Verona come polo di produzione culturale, confronto internazionale e riflessione sull’immaginario contemporaneo. Un ritorno a lungo atteso, fortemente voluto dall’Amministrazione attraverso l’Assessorato alla Cultura, che restituisce al pubblico uno spazio affascinante e unico, capace di guardare al futuro a partire da immagini che hanno segnato la storia. La mostra, da un’idea di Giuseppe Ceroni e curata da Simone Azzoni, inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, è promossa dal Comune di Verona e prodotta da Silvana Editoriale, in collaborazione con PEP Artists e Grenze Arsenali Fotografici, e porta negli Scavi Scaligeri uno sguardo iconico e senza tempo: quello della storica rivista LIFE, uno dei magazine fotografici più influenti del Novecento. A rendere unica questa esposizione è l’assoluta originalità del progetto, pensato e realizzato ad hoc per Verona e per questa occasione.

Il percorso espositivo prende avvio dagli sport invernali, ma va ben oltre la dimensione della competizione e della pura performance atletica. Le circa cento immagini selezionate, molte delle quali inedite, restituiscono lo sport come esperienza condivisa, spettacolo, rito collettivo e potente specchio del proprio tempo. Dalle Olimpiadi invernali di Garmisch-Partenkirchen del 1936 a quelle di Sapporo del 1972, passando per la storica edizione di Cortina 1956, LIFE racconta quasi quarant’anni di storia segnati da guerre, ricostruzioni, crescita economica e tensioni geopolitiche. Il percorso espositivo si articola in sei aree tematiche – Ice Lines, People, Experienced, Cortina 1956, Garmisch-Partenkirchen 1936 e Fun out of Life – che guidano il visitatore attraverso diversi livelli di lettura, offrendo una narrazione fluida e immersiva. Un vero e proprio viaggio nella memoria visiva del Novecento, capace di rendere il pubblico testimone e partecipe allo stesso tempo. La visita alla mostra offre un’occasione speciale per riscoprire gli Scavi Scaligeri, che tornano accessibili al pubblico proprio in concomitanza con l’esposizione, dopo dieci anni di importanti lavori di restauro e valorizzazione. Con un unico biglietto, i visitatori potranno accedere sia alla mostra sia all’area archeologica, riscoprendo un luogo di straordinario valore storico, all’interno del quale si snoda l’allestimento, in un dialogo suggestivo tra fotografie, architettura e stratificazioni del passato.

Verona. Al museo Archeologico nazionale la mostra “Giochi d’inverno. Emozioni e giochi cittadini: duemila anni fa”, realizzata nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, con reperti dedicati al mondo dei Giochi antichi

Da venerdì 6 febbraio a lunedì 16 marzo 2026 al museo Archeologico nazionale di Verona è possibile visitare la mostra “Giochi d’inverno. Emozioni e giochi cittadini, duemila anni fa”, realizzata nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, all’interno di una rassegna che i musei nazionali del Veneto dedicano alle Olimpiadi invernali con la presentazione di opere e reperti dedicati all’inverno, allo sport e con esso alla cura del corpo. Sono esposti per l’occasione alcuni significativi reperti, provenienti dai depositi, dedicati al mondo dei Giochi antichi, in particolare nell’età romana. L’esposizione mira a valorizzare la storia e il territorio della regione del Veneto, il patrimonio artistico-culturale, materiale e immateriale nel segno dello Sport, della natura e dell’uomo. La visita all’esposizione è compresa nel regolare biglietto d’ingresso, nei giorni e nei consueti orari di apertura. Info: 045.591211; drm-ven.museoverona@cultura.gov.it

 

Olimpiadi Milano-Cortina. Nelle sedi di Casa Italia la ricostruzione virtuale della Tomba delle Olimpiadi basata su studi, fonti storiche e iconografiche, realizzata in collaborazione con il parco archeologico di Tarquinia e Cerveteri

Olimpiadi Milano-Cortina: a Casa Italia la ricostruzione virtuale della Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia (foto mic)

Grazie alla collaborazione tra il CONI e il parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, il tour in realtà virtuale della Tomba delle Olimpiadi, una delle più affascinanti testimonianze dell’arte pittorica etrusca, è protagonista a Casa Italia, il quartier generale dell’Italia olimpica durante i XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, in programma dal 6 al 22 febbraio 2026. Attualmente, grazie ad uno straordinario prestito del PACT, i pannelli originali della Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia sono esposti all’interno della mostra “I Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni”, organizzata e promossa dalla Fondazione Luigi Rovati a Milano. Dal 6 febbraio 2026 il pubblico nelle sedi di Casa Italia può dunque ammirarne anche la ricostruzione virtuale che permette ai visitatori di esplorare integralmente l’ambiente originario e di osservare gli affreschi con un livello di dettaglio difficilmente raggiungibile durante la visita fisica. Un lavoro di ricostruzione basato su studi, fonti storiche e iconografiche, realizzato in collaborazione con il PACT – parco archeologico di Tarquinia e Cerveteri.

Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia: rilievi preparatori per la ricostruzione virtuale (foto skylabstudios)

Grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e delle più avanzate tecnologie immersive, Skylab Studios ha realizzato un tour virtuale che permette di entrare letteralmente all’interno della tomba, vivendo un’esperienza unica tra storia, innovazione e patrimonio culturale. Il tour offre una ricostruzione dettagliata degli affreschi, scene e simboli che raccontano il legame tra mondo etrusco e cultura sportiva. L’esperienza è arricchita da hotspot informativi, disponibili in italiano e inglese, che approfondiscono la storia della tomba, le circostanze della sua scoperta nel 1958 alla vigilia dei Giochi di Roma 1960, le tecniche pittoriche e il significato delle discipline sportive raffigurate.

La Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia e la sua ricostruzione (foto mic)

Per completare il percorso, Skylab Studios ha sviluppato un avatar digitale ispirato all’iconografia della tomba, realizzato con tecniche di intelligenza artificiale generativa, che accompagna i visitatori offrendo un punto di vista unico sul significato simbolico e rituale dello sport nel mondo antico. Questa esperienza è parte integrante del percorso di visita di Casa Italia durante le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026: una postazione dedicata con visori VR permette a ospiti, delegazioni e visitatori di vivere in prima persona l’emozione di questo viaggio nel tempo, valorizzando il patrimonio italiano in una delle vetrine internazionali più importanti al mondo.

 

Santa Maria Capua Vetere (Ce). All’anfiteatro Campano gli studenti dell’I.S.I.S.S. “Amaldi-Nevio” mettono in scena “Fulgens: storia di una scintilla” nell’ambito del programma della Fondazione Milano Cortina 2026 Olimpiade Culturale

Nell’ambito del programma della Fondazione Milano Cortina 2026 Olimpiade Culturale, giovedì 5 febbraio 2026, dalle 9 alle 13.30, all’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere (Ce) va in scena “Fulgens: storia di una scintilla”. L’iniziativa, promossa dalla direzione regionale Musei nazionali Campania e dalla direzione dell’Anfiteatro, del museo Archeologico nazionale dell’antica Capua e del Mitreo di Santa Maria Capua Vetere, in collaborazione con il Comune di Santa Maria Capua Vetere e con l’I.S.I.S.S. “Amaldi-Nevio”, intende celebrare le origini della gladiatura e il loro legame con i giochi funebri del mondo italico e con la tradizione letteraria classica – in particolare Omero e Virgilio – evidenziando come i valori agonistici, rituali e sociali dell’antichità siano confluiti nelle Olimpiadi moderne. Proprio nell’area antistante l’Anfiteatro campano – in origine area di necropoli che ospitava i giochi funebri in onore dei defunti – viene esposta la base per tripode che ospitò la fiamma olimpica negli anni Sessanta, rafforzando il dialogo simbolico tra passato e presente. Durante la mattinata, all’interno dell’Anfiteatro, gli studenti mettono in scena “Fulgens: storia di una scintilla” coinvolgendo il pubblico dei visitatori presenti in una connessione profonda tra la fiamma olimpica e la figura di Spartaco, simbolo di riscatto e dignità. Il fuoco, elemento sacro del mondo antico, diventa metafora di una sfida condivisa e di uno spirito olimpico che, ieri come oggi, invita a superare i limiti, a spezzare le catene dell’oppressione e a tendere verso ideali universali di libertà e speranza.

L’anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere (foto mic)

Lo spettacolo, ideato e realizzato dagli studenti dell’I.S.I.S.S. “Amaldi-Nevio”, prende le mosse dalla Grecia arcaica e dall’episodio dei giochi funebri in onore di Patroclo (Omero, Iliade, vv. 257 ss.), per svilupparsi in una carrellata di scene che ripercorrono la storia delle Olimpiadi dalle origini ai nostri giorni. Il racconto, accompagnato da musica e danza, attraversa epoche di guerra e di pace, momenti di esclusione e di inclusione, soffermandosi in particolare sulla loro evoluzione nei giochi gladiatori, che trovarono nell’Anfiteatro dell’antica Capua uno dei luoghi più significativi. Il programma della giornata prevede i saluti istituzionali del sindaco di Santa Maria Capua Vetere, Antonio Mirra; del direttore dell’Anfiteatro campano, Antonella Tomeo; della dirigente scolastica dell’I.S.I.S.S. “Amaldi-Nevio”, Rosaria Bernabei, e la presentazione del progetto extracurricolare curato dai professori Renata D’Angelo, Natascia De Gennaro e Alfredo Troiano. Verrà illustrato il percorso didattico e creativo che ha condotto alla realizzazione dell’iniziativa e proposto un intervento introduttivo dedicato alla fiaccola olimpica, simbolo di pace, continuità e dialogo tra i popoli.

Antonella Tomeo, direttrice dell’Anfiteatro, del Museo archeologico nazionale dell’antica Capua e del Mitreo (foto bmt)

“Eventi come questo confermano il ruolo del museo e dell’Anfiteatro campano come luoghi vivi, capaci di mettere in dialogo il patrimonio archeologico con le giovani generazioni e con i grandi temi del presente. In concomitanza con il viaggio della fiamma olimpica, lo spazio che fu teatro della gladiatura e della storia di Spartaco diventa occasione per riflettere sui valori della dignità umana, della libertà e dell’inclusione, riaffermando la funzione civile e sociale dei nostri luoghi della cultura”, così Antonella Tomeo, direttrice dell’Anfiteatro, del Museo archeologico nazionale dell’antica Capua e del Mitreo commenta l’iniziativa rivolta a un pubblico di tutte le età e pienamente accessibile alle persone con disabilità, con misure volte a garantire inclusione e partecipazione.

 

Fratta Polesine (Ro). Al museo Archeologico nazionale per “Un Tè al Museo” conversazioni sullo “sport” e la cura del corpo nell’Antichità con la direttrice Maria Letizia Pulcini. E inaugurazione del percorso tematico dedicato alla cura del corpo nell’età del Bronzo in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina

Come si allenavano e come si prendevano cura del corpo le società del passato? Se ne parla domenica 1° febbraio 2026, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro) nel nuovo incontro del ciclo “Un Tè al Museo” che coniuga il piacere di un momento conviviale con l’approfondimento di temi legati all’archeologia e alla storia antica. Il nuovo appuntamento, “Conversazioni sullo “sport” e la cura del corpo nell’Antichità”, offre al pubblico l’occasione di esplorare il modo in cui le società del passato concepivano il benessere fisico, la preparazione all’attività fisica e le pratiche di cura del corpo. A guidare l’incontro sarà Maria Letizia Pulcini, direttrice del museo, che accompagnerà i partecipanti in un percorso di riflessione tra fonti letterarie e iconografiche e reperti archeologici. Come di consueto, “Un Tè al Museo” si svolgerà in un clima informale e accogliente: una tazza di tè accompagnerà il dialogo tra la direttrice e il pubblico, favorendo la condivisione e il confronto su temi che uniscono archeologia e attualità. La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria (tel. 0425668523; drm-ven.museofratta@cultura.gov.it) fino a esaurimento posti. Per evitare sprechi, ai/alle partecipanti è consigliato di portare con sé la propria tazza!

In armonia con l’inverno: natura, sport e salute. Il corpo e la sua cura nell’età del Bronzo: percorso tematico al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine dal 1° al 28 febbraio 2026. L’evento, inoltre, inaugura il percorso tematico dedicato alla cura del corpo nell’età del Bronzo, proposto dal museo in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e incluso nel programma dell’Olimpiade Culturale della Fondazione Milano Cortina 2026. Gli oggetti esposti raccontano le pratiche di cura del corpo nelle comunità dell’età del Bronzo finale che abitavano l’area dell’antico fiume Po. Gesti quotidiani apparentemente semplici, carichi invece di significati simbolici e sociali, che trovano sorprendenti punti di contatto con i valori dello sport contemporaneo e con l’attenzione al corpo propria del mondo olimpico e paralimpico. Il percorso tematico propone una rilettura di oggetti legati alla cura del corpo, selezionati sia dal percorso espositivo permanente sia dai depositi del Museo. Strumenti per la toilette, ornamenti personali e oggetti connessi alla sfera del benessere fisico raccontano gesti quotidiani che, oltre alla funzione pratica, rivestivano un forte valore simbolico, identitario e sociale. Attraverso i reperti selezionati, il visitatore sarà invitato a riflettere sul significato della cura del corpo nelle comunità dell’età del Bronzo: un insieme di pratiche legate all’igiene, all’aspetto esteriore, allo status e alle relazioni sociali, che trovano un inaspettato punto di contatto con i temi Olimpici contemporanei, dove il corpo è al centro di disciplina, preparazione e rappresentazione. Il percorso tematico offre così una narrazione nuova e mirata, capace di valorizzare una piccola selezione di reperti, inserendoli in un dialogo più ampio che unisce archeologia, storia culturale e attualità, nel segno delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026.

Al termine dell’incontro, la direttrice del museo accompagnerà i partecipanti in una visita guidata ai reperti esposti, tra cui alcuni presentati al pubblico per la prima volta.

Verona. Nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026, al via al museo di Storia naturale la mostra “Ghiacciai nascosti. La vita nelle grotte con ghiaccio: ultime riserve glaciali nelle Prealpi venete” a cura di Leonardo Latella e Roberta Salmaso, dedicata a uno degli ambienti meno conosciuti al mondo: i ghiacciai che si trovano all’interno delle cavità naturali. 

Dal 29 gennaio al 12 aprile 2026, nell’atrio e cavedio di Palazzo Pompei, sede del museo di Storia naturale di Verona, la mostra “Ghiacciai nascosti. La vita nelle grotte con ghiaccio, ultime riserve glaciali nelle Prealpi venete” a cura di Leonardo Latella e Roberta Salmaso, dedicata a uno degli ambienti meno conosciuti al mondo: i ghiacciai che si trovano all’interno delle cavità naturali. La mostra si inserisce nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026, di cui la città scaligera sarà protagonista con le cerimonie di chiusura delle Olimpiadi invernali e di apertura delle Paralimpiadi. All’inaugurazione, giovedì 29 gennaio 2026, alle 16, dopo i saluti di Marta Ugolini, assessore alla Cultura di Verona; e Barbara Lavanda, dirigente ad interim dei Musei Civici; sono intervenuti Leonardo Latella (museo civico Storia naturale di Verona) su “La vita nei ghiacciai sotterranei”, e Valeria Lancioni (Muse Trento) su “Ecologia dei ghiacciai superficiali”. La mostra è accessibile dall’ingresso principale con scale o tramite la rampa di accesso per disabili dall’ingresso laterale in via Museo. La visita alla mostra è compresa nel biglietto d’ingresso al museo. Durante il periodo di apertura della mostra saranno organizzate visite guidate, laboratori per bambine e bambini e conferenze riguardanti lo stato di salute dei ghiacciai e le ricerche in corso sugli effetti del cambiamento climatico.

Mostra “Ghiacciai nascosti” al museo di Storia naturale di Verona: il Buso delle Taccole (foto daniele sighel)

I depositi di ghiaccio, non solo quelli superficiali, ma anche quello meno conosciuti che si trovano all’interno di alcune grotte, rischiano di scomparire completamente entro pochi anni, con la concomitante perdita irreparabile di dati storici sul clima, sulle condizioni ambientali e sulla vita che ospitano. Si sa ancora molto poco sugli adattamenti fisiologici e morfologici delle specie delle grotte con ghiaccio e, data la velocità con cui questi ecosistemi stanno scomparendo, è necessario intensificare la ricerca su questi ambienti unici. Per questo motivo, il museo di Storia Naturale, in collaborazione con alcuni gruppi speleologici, ha iniziato a studiare l’ecologia e la fauna delle grotte con ghiaccio delle Alpi e delle Prealpi, dando vita alla prima ricerca biologica completa su questo tipo di ambiente in Italia.

Mostra “Ghiacciai nascosti” al museo di Storia naturale di Verona: Caverna del Sieson (Vi) (foto daniele sighel)

La mostra. Gli ambienti glaciali sotterranei vengono illustrati con 20 immagini fotografiche di Daniele Sighel, video, modelli in scala di alcune delle specie che frequentano questi ambienti, esemplari reali e oggetti di ricerca.