Marzabotto (Bo). Visita tematica tra le sale del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” e il parco archeologico, per scoprire e riscoprire la città di Kainua

Ultimi posti disponibili per la visita tematica del mese di agosto. Domenica 23 agosto 2026, alle 18, passeggiata, della durata di circa un’ora e mezzo, tra le sale del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto e il parco archeologico, per scoprire e riscoprire la città di Kainua. Per l’occasione accesso straordinario alla Necropoli Nord, solitamente non visitabile. il costo dell’iniziativa è 10 euro incluso l’accesso al museo e parco archeologico. Bimbi fino a 10 anni non pagano, gratuito anche per i possessori Card Cultura dei musei bolognesi. La prenotazione è necessaria perché i posti sono limitati! Per prenotare scrivere a mn-bo.prenotazionikainua@cultura.gov.it. Si camminerà sui prati: si consigliano scarpe comode, spray anti zanzare e una bottiglia d’acqua. L’accesso in Necropoli Nord non è adatto a persone con ridotta mobilità in quanto l’unica via di ingresso è tramite una scalinata in pietra priva di corrimano.
Marzabotto (Bo). L’eccezionale scoperta di un pozzo rituale etrusco, con manufatti integri e resti umani, ha chiuso la XXXIX campagna di scavo dell’università di Bologna nella città etrusca di Kainua. Questi preziosi reperti saranno visibili all’interno del nuovo percorso espositivo del MNEMA – museo nazionale Etrusco di Marzabotto. Ecco la relazione tecnica della scoperta

La XXXIX campagna di scavo archeologico condotta dall’università di Bologna nella città etrusca di Kainua (Marzabotto) si è conclusa in questi giorni con l’eccezionale scoperta di un pozzo rituale con manufatti integri e resti umani, reperti che saranno visibili all’interno del percorso espositivo del MNEMA – museo nazionale Etrusco di Marzabotto (Bo), da poco rinnovato. Le indagini, finanziate dalla direzione generale Musei, e dirette dalla prof.ssa Elisabetta Govi dell’università di Bologna – Alma Mater Studiorum, hanno portato alla luce un pozzo rituale dalle caratteristiche uniche, situato presso l’area sacra urbana dedicata alla dea Uni, restituendo reperti di straordinaria fattura in ottimo stato di conservazione.

Il riempimento del pozzo, scavato con la preziosa collaborazione sul campo del G.R.A. (Gruppo Ravennate Archeologico), ha rivelato sul fondo due statuette femminili in bronzo e un rarissimo piatto bronzeo che conservano ancora l’originario colore lucente del metallo. Si tratta di offerte votive deposte durante un solenne rito di fondazione del pozzo, inquadrabile cronologicamente tra la fine del VI e i primi decenni del V sec. A.C., in concomitanza con la nascita stessa della città di Kainua. Riferibili invece a un atto rituale di chiusura del pozzo sono due scheletri umani di adulti che segnarono la fine dell’utilizzo della struttura. La scoperta dimostra che il pozzo non assolveva solo a una mera funzione di approvvigionamento idrico, ma rivestiva una profonda e complessa valenza sacra e rituale legata alla fondazione stessa della città e al culto dell’acqua.

Il pozzo si colloca nell’area sacra urbana a Kainua. In questo luogo sono stati rinvenuti due imponenti templi monumentali che le iscrizioni etrusche attribuiscono alla coppia divina suprema del pantheon: Tinia (corrispondente a Zeus/Giove greco-romano) e la sua consorte Uni (Hera/Giunone). Nell’area dedicata a Uni è documentato inoltre il culto di Vei (Demetra/Cerere), protettrice della fertilità agraria e umana. Proprio all’interno di questa cornice cultuale si inserisce il ritrovamento, arricchendo di nuovi, preziosi dettagli la conoscenza sulla religiosità e sui riti di fondazione delle città etrusche. Lo scavo – che l’università di Bologna conduce presso il Parco archeologico di Kainua dal 1988 – si basa su un modello di cooperazione virtuoso incentrato sul sostegno reciproco tra istituzioni, realizzato attraverso un finanziamento di 140mila euro da parte della direzione generale Musei del ministero della Cultura, sostenuto dal DiVA – Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale. Il finanziamento si inserisce all’interno dell’accordo quadro sottoscritto nel 2023 tra il MNEMA – museo nazionale Etrusco di Marzabotto e l’università di Bologna che prevede anche l’erogazione di contributi finanziari. Proprio la possibilità di prolungare le regolari attività di scavo (per ulteriori due settimane nel corso del 2026), ha reso possibile il ritrovamento del pozzo.

Questo traguardo corona una collaborazione proficua e consolidata tra la Musei nazionali di Bologna-direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna diretti da Luigi Gallo, il MNEMA – museo nazionale Etrusco di Marzabotto diretto da Denise Tamborrino e l’università di Bologna. Una sinergia virtuosa che unisce in un unico flusso continuo la ricerca scientifica sul campo, la tutela ministeriale e la valorizzazione museale. La portata culturale di questa scoperta trova subito spazio nell’innovativa visione museologica del MNEMA, di cui è stato presentato il nuovo allestimento lo scorso giugno. Recentemente riaperto al pubblico, dopo un profondo intervento e un ripensamento delle sue funzioni e della sua identità, il museo si rivolge al presente, non limitando la sua funzione all’idea di contenitore statico della “collezione storica”. Grazie a questo nuovo concept, il museo è già pronto ad accogliere i nuovi reperti appena rinvenuti negli scavi a Kainua, non appena gli approfondimenti scientifici lo consentiranno. Visitando il museo, il pubblico non assisterà più a un’esposizione immutabile nel tempo, ma potrà ammirare in tempo reale i risultati delle ricerche in corso, stabilendo un contatto diretto e pulsante con lo scavo archeologico.


Scoperta del pozzo rituale della città etrusca di Kainua (Marzabotto): il contesto. Il santuario urbano ospita due monumentali templi, che le iscrizioni etrusche ci rivelano dedicati alla coppia divina più importante: Tinia (il corrispettivo di Zeus/Giove) e la consorte Uni (Hera/Giunone). Nell’area sacra della dea Uni è venerata anche la dea Vei (Demetra/Cerere) che, assieme a Uni protettrice delle nascite e del matrimonio, tutela la fertilità umana e agraria. Nell’ambito di questo orizzonte cultuale, ricostruibile grazie alla eccezionale documentazione epigrafica, all’ottimo stato di conservazione delle strutture murarie di fondazione dei templi e alle tracce di una ritualità soprattutto declinata al femminile, negli ultimi anni di indagini archeologiche non sono mancate le novità significative, come la scoperta delle due terrecotte votive femminili, una testa e un busto riconducibili al culto di divinità femminili, da poco esposte nel Museo, rinnovato nell’allestimento.



Il pozzo. Nel 2026 presso il santuario della dea Uni è stato messo in luce un pozzo, che è stato possibile scavare grazie allo straordinario lavoro del G.R.A., Gruppo Ravennate Archeologico, un’associazione di volontari con una esperienza pluriennale di indagini di pozzi antichi e di reti idriche: la loro grande professionalità e passione ha consentito di svuotare in sicurezza il riempimento della struttura, rivestita con una camicia di ciottoli e profonda 4,40 m, nonostante le difficoltà determinate dalla presenza dell’acqua di falda. Il pozzo ha un diametro della bocca di 0,80 m e un rivestimento che raggiunge lo spessore di 0,80 m, costituito dalla camicia di ciottoli e da uno strato di ghiaia compatta. La struttura approfondendosi si allarga fino a raggiungere la marna, la roccia sedimentaria impermeabile, nella quale è ricavato un pozzetto. Sono ancora visibili le tracce degli strumenti utilizzati dagli Etruschi per scavare la parte più profonda che si allarga fino ad un diametro di 1,76 m. Il modello digitale del pozzo consente di studiarne la struttura. Opera molto impegnativa, il pozzo appena scoperto si aggiunge ai più di 50 pozzi finora noti e scavati nella città di Kainua, che aveva un efficiente sistema di gestione delle acque. Questo pozzo però racconta una storia diversa perché ha una funzione rituale e non solo di approvvigionamento idrico. Più in generale, è uno dei rari casi in cui è possibile ricostruire quasi integralmente il rito di fondazione di un pozzo etrusco. Si tratta quindi di un pozzo sacro, che si colloca alle origini della città.


Il riempimento del pozzo per circa 3,5 m ha restituito una quantità considerevole di sassi e di terra, buttati nella cavità per colmarla. Verso il fondo sono stati rinvenuti due scheletri di individui adulti, che ad una prima analisi condotta dalla Prof.ssa M.G. Belcastro dell’Università di Bologna, possono essere ricondotti ad una donna anziana e ad un uomo giovane. Non è la prima volta che nei pozzi di Marzabotto si rinvengono scheletri umani, che in passato sono stati interpretati come deposizioni della fase di occupazione celtica della città. Questa scoperta, cui sarà dedicato uno specifico progetto di ricerca interdisciplinare che metterà in campo le più avanzate metodologie di indagine scientifica (analisi del radio carbonio (C14), del DNA, isotopiche), consentirà di dare risposte ai molti quesiti sollevati, a partire dalla datazione di questa deposizione che decretò la fine del pozzo e forse anche della città, alla natura forse rituale di questo seppellimento.


Il rito di fondazione. Nello strato più profondo del pozzo, a contatto col pozzetto sono stati recuperati molti oggetti, alcuni forse caduti, altri deliberatamente deposti. Infatti, vi sono le tracce di un rito di fondazione del pozzo. Il pozzo, una struttura che si approfondisce nel terreno per diversi metri, di fatto è un dispositivo che mette in comunicazione l’uomo con le divinità della terra. Due statuette di bronzo di pregevole fattura sono state deposte sul fondo del pozzo. Si tratta di figure femminili abbigliate con tunica e mantello che scende sul petto con due lembi e sulla schiena. Sono fratturate e mancano alcune parti, ma sono eccezionalmente conservate nel colore originario del metallo, perché non hanno subito il processo di ossidazione essendo immerse nell’acqua. Sulla testa il diadema, decorato con un motivo a foglie e onde, fuoriesce dal mantello. Il volto è stato deformato da un colpo accidentale. Il gesto, ricorrente in queste statuette, è quello di tenere con la mano sinistra un lembo della veste (Fig. 10), mentre l’altra è portata in avanti per l’offerta di un fiore o di un frutto. La produzione delle cosiddette Korai, cioè le fanciulle, è ben nota a Marzabotto, grazie a rinvenimenti ottocenteschi e anche degli scavi più recenti. Quelle ora scoperte nel pozzo rientrano nel tipo più raffinato sia per il livello elevato dei dettagli incisi sulla superficie e sia per le dimensioni, che dovevano raggiungere l’una almeno 25 cm, l’altra 20 cm circa. Ragguardevole anche la quantità di metallo utilizzato per realizzarle: più di 1400 gr. per quella più grande e circa 650 gr. per la più piccola. Le statuette sono state realizzate tra la fine del VI e i primi decenni del V sec. a.C. e probabilmente sono state deposte quando il pozzo “sacro” fu realizzato, cioè nella fase di fondazione della stessa città.

Il rito di fondazione del pozzo, oltre all’offerta di queste raffinate statuette in metallo, ha comportato anche la deposizione di vasi utilizzati durante la cerimonia, per lo più brocche di argilla ma anche un eccezionale piatto di bronzo, anch’esso perfettamente conservato. Si tratta di un rinvenimento rarissimo, che conferma la sacralità del rito dedicato ad una dea, il cui nome è scritto su un frammento di una coppa di bucchero: la dea che per definizione è la fanciulla e la figlia, la Persefone del mondo greco figlia di Demetra, la Cavatha etrusca, figlia di Vei. Questa nuova iscrizione riporta l’attenzione sulla coppia della madre e della figlia, già documentata nel tempio vicino e probabilmente raffigurate nelle terrecotte votive come paradigmi divini della parabola esistenziale della donna. Il riferimento alla dea, che nella mitologia greca è sposa di Ade, sembra inoltre confermare il legame con le profondità della terra e con l’elemento naturale dell’acqua che è fondamento della ritualità etrusca. Possibile offerta è anche l’applique di un vaso di bronzo, decorata con due figurine di cavalli alati, così come una chiave perfettamente conservata.

Il significato di questa scoperta è poi amplificato dalla quantità considerevole di resti vegetali (persino foglie) e animali. Ossi di animali di molte specie, dai mammiferi agli uccelli, sono stati restituiti dallo scavo del pozzo che li ha preservati intatti per secoli. Lo studio di questo materiale consentirà quindi di ricostruire il paesaggio e l’ambiente naturale nel quale il pozzo e la città furono costruiti. La cavità del pozzo fu definitivamente colmata durante la fase di occupazione romana del pianoro di Marzabotto, come dimostra un frammento di anfora romana rinvenuto nel riempimento di terra più alto, presso l’imboccatura. La struttura diviene così uno straordinario palinsesto del sito. La scoperta apre una nuova stagione di ricerche sul santuario urbano di Kainua e sui rituali che accompagnarono la fondazione di una delle città etrusche meglio conservate d’Italia.
Marzabotto (Bo). Per “Sere d’estate” al parco archeologico dell’Antica Kainua lo spettacolo “Il sogno di una cosa” di e con Elio Germano e Teho Teardo della rassegna “Crinali teatro”

Domenica 26 luglio 2026, alle 21, al parco archeologico dell’Antica Kainua a Marzabotto (Bo), per “Sere d’Estate”, lo spettacolo “Il sogno di una cosa” di e con Elio Germano e Teho Teardo delal rassegna “Crinali teatro”. Ma, attenzione, lo spettacolo è stato spostato all’ex Cartiera di Lama di Reno causa forte rischio maltempo. L’opera è liberamente tratta dal celebre capolavoro di Pier Paolo Pasolini, in una produzione firmata da Pierfrancesco Pisani per Infinito e Argot Produzioni. “Il sogno di una cosa”, tratto dall’omonimo romanzo di Pier Paolo Pasolini, è uno spettacolo di parole e musica con Elio Germano e Teho Teardo. Il racconto segue tre giovani friulani nel loro percorso verso l’età adulta, tra sogni, emigrazione, impegno politico e ricerca di un futuro migliore, restituendo tutta l’attualità e la forza della riflessione pasoliniana. Alle 18.30, visita guidata tematica alla scoperta del parco archeologico di Kainua, a cura dello staff del museo nazionale Etrusco di Marzabotto. Dalle 19.30, possibilità di consumare un aperitivo aspettando lo spettacolo (costo: 10 euro). Alle 21, inizio spettacolo: ingresso spettacolo 20 euro. L’ingresso è gratuito per i minori di 18 anni e per le gratuità previste di legge: https://www.evients.com/…/2c29faf3353c4ab1838d5bf24dea7… Per prenotazioni: iat@comune.marzabotto.bo.it
Marzabotto (Bo). Per “Sere d’estate” al parco archeologico dell’Antica Kainua le poesie vincitrici del concorso “L’inesauribile segreto: lo stupore della bellezza”

Per “Sere d’estate” al parco archeologico dell’Antica Kainua di Marzabotto (Bo), alle 18.30, performance con le poesie vincitrici del concorso “L’inesauribile segreto: lo stupore della bellezza” edizione 2026 a cura della compagnia teatrale Laboratorio per l’Arte. Evento gratuito. Per la serata il museo nazionale Etrusco di Marzabotto offre l’accesso al parco archeologico al prezzo speciale di 2 euro (gratuito per i residenti a Marzabotto). A seguire possibilità di aperitivo in area archeologica al prezzo di 10 euro. Per info e prenotazione aperitivo: iat@comune.marzabotto.bo.it oppure 051931026 o 3497536667.
Marzabotto (Bo). Nuova visita tematica a cura dello Staff del Museo con apertura della Necropoli Nord, di solito chiusa al pubblico

Domenica 19 luglio 2026, alle 18, al museo nazionale Etrusco di Marzabotto e al parco archeologico dell’Antica Kainua nuova visita tematica a cura dello Staff del Museo e apertura Necropoli Nord. La visita tematica, della durata di circa un’ora e mezzo, inizierà con l’accesso straordinario alla Necropoli Nord, di solito chiusa al pubblico, per poi proseguire tra Museo e parco archeologico sulla scia di un percorso tematico che incrocerà storia, archeologia e arte. Informazioni: inizio visita alle 18, è consigliato arrivare qualche minuto prima; il costo dell’iniziativa è 10 euro incluso l’accesso al Museo e parco archeologico. Bambini e bambine fino a 10 anni non pagano, gratuito anche per i possessori Card Cultura dei musei bolognesi. La prenotazione è necessaria perché i posti sono limitati! Per prenotare scrivere a mn-bo.prenotazionikainua@cultura.gov.it.
Marzabotto (Bo). Per “Sere d’Estate al parco archeologico dell’Antica Kainua” lo spettacolo “Intorno a La Ciociara” preceduto, per chi lo desidera, da una visita guidata tematica al parco archeologico e da un aperitivo

Per “Sere d’Estate al parco archeologico dell’Antica Kainua” giovedì 16 luglio 2026, riprendono gli spettacoli serali al parco archeologico a Marzabotto (Bo): appuntamento alle 21 con “Intorno a La Ciociara” nell’ambito della rassegna “Crinali Teatro 2026”. Reading con musica dal vivo di e con Angela Malfitano e live electronics di Francesco Brini. Un racconto a più facce dove vedremo la Ciociara di Moravia con la Ciociara di De Sica e la Ciociara della Loren. Il racconto della nascita di un film, del libro che lo ha generato, delle storie intrecciate di Vittorio, Alberto, Sofia, a Roma e a Napoli, dei loro percorsi paralleli dagli anni della guerra fino a ritrovarsi insieme su un set. Per chi lo vorrà la serata inizierà alle 18.30 con una visita guidata tematica al parco archeologico a cura dello Staff del museo nazionale Etrusco di Marzabotto (durata 1h circa). Dalle 19.30 possibilità di aperitivo in area archeologica al costo di 10 euro. Inizio spettacolo alle 21. Costo evento 10 euro, gratuito per i minori di 18 anni e gratuità di legge. Il biglietto comprende lo spettacolo, l’ingresso e la visita guidata tematica al parco archeologico. Per prenotazioni: iat@comune.marzabotto.bo.it. Per info: 051931026/3497536667.
Marzabotto (Bo). Al museo nazionale Etrusco e nel parco dell’antica Kainua il concerto del percussionista iraniano Mohammad Reza Mortazavi per un’esperienza di ascolto immersiva, dove il paesaggio archeologico e la musica si incontrano in un dialogo tra passato e presente

In attesa dell’edizione 2026 del festival, ROBOT torna al Parco Archeologico di Kainua con una produzione speciale realizzata in collaborazione con il MNEMA – museo nazionale Etrusco di Marzabotto. L’appuntamento è in programma venerdì 10 luglio 2026, alle 20, nell’ambito di Membrane Culturali 2026, la rassegna promossa dai Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna. Giunta alla sua edizione 2026 grazie al sostegno del ministero della Cultura, Membrane Culturali si conferma come un progetto che negli anni ha saputo affermarsi quale modello innovativo di valorizzazione dei luoghi della cultura, mettendo in dialogo musica contemporanea e patrimonio storico-artistico. La rassegna rinnova la volontà di trasformare i musei e i siti archeologici statali in spazi vivi e partecipati, capaci di accogliere esperienze artistiche contemporanee e di offrire nuove modalità di fruizione del patrimonio culturale. In questo contesto, il museo nazionale Etrusco di Marzabotto e il parco archeologico di Kainua diventano il palcoscenico di un’esperienza di ascolto immersiva, dove il paesaggio archeologico e la musica si incontreranno in un dialogo tra passato e presente. L’evento è a partecipazione gratuita con l’acquisto del biglietto di ingresso al museo (intero € 7). La capienza è limitata a 100 persone, la prenotazione è consigliata e il biglietto può essere acquistato anche online al seguente link: https://portale.museiitaliani.it/b2c/buyTicketless/7e1cf3d0-7787-473b-a231-e42ed5271d7e. L’iniziativa è realizzata con il sostegno della direzione generale Spettacolo, della direzione generale Musei del ministero della Cultura e della Fondazione Carisbo.

Protagonista della serata sarà Mohammad Reza Mortazavi, tra i più importanti percussionisti contemporanei. Il musicista iraniano si esibirà nell’Acropoli dell’antica città etrusca, uno dei luoghi più suggestivi del sito archeologico, caratterizzato da un forte valore simbolico e da un’atmosfera unica. Nato a Isfahan nel 1979, Mortazavi ha iniziato a suonare all’età di sei anni. A nove aveva già superato il proprio maestro e conquistato il primo dei sette titoli nazionali iraniani di tombak, lo storico tamburo persiano. Da oltre vent’anni vive a Berlino, dove sviluppa una ricerca artistica che, pur affondando le proprie radici nella tradizione musicale persiana, ne supera costantemente i confini. La sua pratica musicale trasforma lo strumento in un’estensione del corpo, alla ricerca di uno spazio in cui gesto, suono e percezione si fondono in un’unica esperienza. Il suo ultimo album, Nexus (Latency, 2025), rappresenta una nuova apertura del suo percorso artistico, introducendo voce, effetti elettronici e nuove sperimentazioni sonore. Nel corso della sua carriera si è esibito in alcuni dei più prestigiosi teatri e istituzioni culturali internazionali, tra cui la Philharmonie di Berlino, il Panthéon di Parigi e la Sydney Opera House. Il disco Ritme Jaavdanegi è stato inoltre inserito da Pitchfork tra i migliori album sperimentali del 2019.
Marzabotto (Bo). Al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” l’incontro “Scavo aperto: metodi e pratiche della ricerca archeologica. Un’opportunità per conoscere l’andamento di scavi e ricerche nella città etrusca di Kainua” con Elisabetta Govi, professoressa ordinaria di Etruscologia e Archeologia italica e direttrice degli scavi, e il team di ricerca e gli studenti dell’università di Bologna

Giovedì 2 luglio 2026, alle 18, al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto l’incontro “Scavo aperto: metodi e pratiche della ricerca archeologica. Un’opportunità per conoscere l’andamento di scavi e ricerche nella città etrusca di Kainua” con Elisabetta Govi, professoressa ordinaria di Etruscologia e Archeologia italica e direttrice degli scavi, che insieme al team di ricerca e gli studenti dell’università di Bologna dialogherà con il pubblico per presentare i risultati della XXXIX campagna di scavo. Evento gratuito. Accesso al museo al prezzo ridotto di 2 euro, gratuito per minori, residenti a Marzabotto e gratuità di legge. L’incontro sarà l’occasione per raccontare non soltanto le scoperte emerse dal terreno, ma anche il lavoro complesso e interdisciplinare che rende possibile la comprensione di un sito archeologico. La ricerca archeologica, infatti, non passa solo dallo scavo: si compone di molte competenze, tutte indispensabili e strettamente connesse tra loro. Dalle indagini preliminari e dalle prospezioni geofisiche, utili a individuare le aree da esplorare, alla documentazione tridimensionale delle strutture e dei reperti durante lo scavo; dalla classificazione e dallo studio dei materiali alla loro corretta conservazione attraverso il restauro. Saranno inoltre presentate le attività di flottazione, fondamentali per il recupero e lo studio dei resti archeobotanici, e le prove di archeologia sperimentale, che aiutano a comprendere gesti, tecniche e processi produttivi del passato. Un appuntamento per scoprire come dati, materiali, tecnologie e competenze diverse contribuiscano, ciascuno in modo essenziale, alla ricostruzione della storia del sito e delle comunità che lo hanno abitato.
Marzabotto (Bo). Al parco archeologico della città di Kainua terzo appuntamento della rassegna “Crinali Danza” con lo spettacolo di danza “Grethel”, con visita guidata al parco e aperitivo

L’estate è appena iniziata e al parco archeologico della città di Kainua le serate si arricchiscono di spettacoli, musica e teatro. Domenica 28 giugno 2026, alle 21, terzo appuntamento della rassegna “Crinali Danza” con lo spettacolo di danza “Grethel”. Grethel un giorno si imbatte nella casa della strega e scopre le proprie paure più profonde. Un’esperienza che parla direttamente al cuore, con passaggi leggeri e spiritosi che invita alla riflessione e alla scoperta di sé. Regia e coreografia Christian Fara, assistente alla coreografia Sara d’Amicis, danzatori del progetto PangPar DP. La serata inizia alle 18.30 con una visita guidata tematica al parco archeologico a cura dello Staff del museo Etrusco. Dalle 19.30 possibilità di aperitivo in area archeologica al costo di 10 euro. Inizio spettacolo ore 21. Costo evento 5 euro, gratuito per i minori di 18 anni, abbonamento 35 euro. Per prenotazioni: iat@comune.marzabotto.bo.it
Marzabotto (Bo). Al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” la conferenza “Acque sacre a Marzabotto (Kainua). Il santuario fontile” con Elisabetta Govi, Denise Tamborrino, Federica Timossi, ottavo appuntamento del ciclo di conferenze diffuso in dialogo con la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a Venezia

Sabato 13 giugno 2026, alle 18, al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto (Bo) appena inaugurato nel suo nuovo allestimento, la conferenza “Acque sacre a Marzabotto (Kainua). Il santuario fontile” con Elisabetta Govi, Denise Tamborrino, Federica Timossi, ottavo appuntamento del ciclo di conferenze diffuso che da marzo a settembre 2026, in dialogo con la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a Palazzo Ducale di Venezia fino al 29 settembre 2026, si terrà nei luoghi coinvolti dal progetto espositivo. Gli incontri accompagnano il pubblico lungo una geografia ampia e connessa, toccando Venezia e Adria, fino a Marzabotto, Milano, Ferrara e San Casciano dei Bagni: un’occasione per approfondire temi e contesti della mostra direttamente nei territori, tra musei e siti che ne condividono la trama di ricerche, prestiti e relazioni. La conferenza verterà sulla sezione dedicata ad Adria e Spina nella mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” in corso a Venezia. Il santuario fontile di Kainua era un luogo di culto dedicato ad acque curative situato appena fuori dal centro urbano. Le ricerche archeologiche sul santuario delle acque hanno restituito molti bronzetti che testimoniano quanto il culto di questo particolare luogo fosse sentito dalla comunità di Kainua e non solo. La conferenza sarà anche l’occasione per conoscere meglio gli aspetti religiosi e devozionali del mondo etrusco, in particolar modo per quanto riguarda il contesto della città di Kainua. La conferenza è gratuita, per i partecipanti biglietto di accesso al Museo alla tariffa speciale di 2 euro, gratuito fino a 18 anni e residenti nel comune di Marzabotto. Posti limitati, è consigliata la prenotazione scrivendo a mn-bo.prenotazionikainua@cultura.gov.it


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