Roma. Al museo nazionale di Villa Giulia “Falerii Veteres e Vulci: vecchi scavi e nuove prospettive di ricerca”: pomeriggio in memoria di Giulio di Giorgio con la presentazione di due libri: “Falerii Veteres tra la tarda età arcaica e l’età ellenistica alla luce delle testimonianze funerarie: la necropoli della Penna (Sidera, 3)” di Manuela Bonadies, e “Gli scavi Ferraguti-Mengarelli (1929-1931) nella necropoli settentrionale di Vulci. 1. L’area sacra di Carraccio dell’Osteria (Quaderni vulcenti, 3)” di Alessandro Conti
“Falerii Veteres e Vulci: vecchi scavi e nuove prospettive di ricerca”: venerdì 27 settembre 2024, alle 17.30, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia ospita un pomeriggio in memoria di Giulio di Giorgio con la presentazione dei libri: Manuela Bonadies, “Falerii Veteres tra la tarda età arcaica e l’età ellenistica alla luce delle testimonianze funerarie: la necropoli della Penna (Sidera, 3)”, Roma, Edizioni Quasar 2023; e Alessandro Conti, “Gli scavi Ferraguti-Mengarelli (1929-1931) nella necropoli settentrionale di Vulci. 1. L’area sacra di Carraccio dell’Osteria (Quaderni vulcenti, 3)”, Acquapendente, Ed. AntiquaRes 2024. Ingresso gratuito in sala Fortuna. Info e prenotazioni all’indirizzo mail mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Introducono Luana Toniolo, direttrice museo nazionale Etrusco di Villa Giulia; Rossella Zaccagnini, funzionaria archeologa soprintendenza ABAP provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale. Dialogano con gli autori Simona Carosi, funzionaria archeologa soprintendenza ABAP provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale; Daniele F. Maras, direttore museo Archeologico nazionale di Firenze. Interviene Massimo Osanna, direttore generale Musei del MiC. Seguirà visita guidata alle sezioni di Vulci e Falerii.

Copertina del libro “Falerii Veteres tra la tarda età arcaica e l’età ellenistica alla luce delle testimonianze funerarie: la necropoli della Penna”
Falerii Veteres tra la tarda età arcaica e l’età ellenistica alla luce delle testimonianze funerarie: la necropoli della Penna. Se si escludono brevi commenti ai corredi funerari all’interno di alcuni importanti corpora, e accenni ad alcuni materiali esposti nelle sale del museo Archeologico dell’Agro Falisco e di Villa Giulia, i numerosi contesti provenienti dalle necropoli di Civita Castellana risultano privi di un’edizione sistematica e sono conosciuti, nel loro insieme, solo per l’edizione postuma della documentazione prodotta per l’edizione della Carta Archeologica, confluita nella Serie II della Forma Italiae edita del 1981. L’ingente materiale archeologico, attinente alla fase cronologica in esame, ha imposto la selezione di un primo campione di indagine costituito dai contesti funerari della necropoli della Penna, posta a sud-ovest del pianoro principale, integralmente presentati e commentati in questa sede. Per avere un quadro più omogeneo del record archeologico funerario della città, sono stati censiti e quantificati la maggior parte dei materiali provenienti dai restanti sepolcreti, aggiungendo al computo anche i materiali non acquisiti dallo Stato di cui si ha nota negli elenchi redatti contestualmente allo scavo dalla Guardia delle Antichità Giuseppe Magliulo. Sono noti, infatti, i limiti del record archeologico di Falerii, lontano dal costituire un campione di indagine ideale a causa dell’utilizzo prolungato delle camere funerarie nell’arco di più generazioni, delle numerose manomissioni avvenute fin dall’antico e dalle parziali acquisizioni del materiale archeologico effettuate contestualmente alle indagini. Il tentativo di “ricostruzione” dei contesti e della realtà funeraria di Falerii, proposto in questa sede, si avvale di un’importante base metodologica formalizzata da Giovanni Ligabue per l’edizione integrale della più antica necropoli di Montarano e di un’ampia e solida rassegna bibliografica, sia archeologica sia archivistica, che ha conosciuto negli ultimi anni un significativo incremento.

Copertina del libro “Gli scavi Ferraguti-Mengarelli nella necropoli settentrionale di Vulci (1929-1931). Vol. 1: L’ area sacra di Carraccio dell’Osteria”
Gli scavi Ferraguti-Mengarelli nella necropoli settentrionale di Vulci (1929-1931). Vol. 1: L’ area sacra di Carraccio dell’Osteria. Con questo volume si avvia, a distanza di oltre novant’anni, l’edizione sistematica delle ricerche condotte tra il 1929 e il 1931, nell’immediato suburbio settentrionale dell’antica città di Vulci, da Ugo Ferraguti, regio ispettore onorario e finanziatore degli scavi, sotto il controllo e la supervisione di Raniero Mengarelli, funzionario (diremmo oggi) dell’allora soprintendenza agli Scavi di Roma e Provincia, competente per territorio: una campagna di indagini che, nonostante i risultati notevoli – numerosi complessi funerari databili dall’età orientalizzante a quella ellenistica e i resti di un’area sacra –, non era mai giunta, per diverse ragioni, ad una compiuta edizione. Dopo un primo capitolo dedicato alla presentazione delle attività svolte a Vulci dai due protagonisti, vengono illustrate le complesse vicende che hanno determinato la mancata pubblicazione delle indagini e riassunti i punti salienti del lavoro di revisione che, in parte ancora in atto per ciò che concerne i complessi funerari, ha consentito di riordinare l’intera documentazione prodotta ai tempi degli scavi o negli anni immediatamente successivi; nel terzo capitolo viene affrontata la presentazione di uno dei contesti indagati dal “mecenate” e dall’“ingegnere”: l’area sacra di Carraccio dell’Osteria, già oggetto di fondamentali considerazioni da parte di Francesco Buranelli nel volume del 1994 dedicato alla presentazione delle fotografie del “Fondo Ferraguti”. Seguono alcune osservazioni conclusive che si spera possano costituire la base per ulteriori, auspicabili ricerche e approfondimenti.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia Alessandra Leonardi ci porta “Sulla rotta di Spina”, ottavo appuntamento con gli itinerari guidati alla mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”

Askos a forma di volatile, proveniente dalla tomba 233 di Valle Trebba e conservato al museo Archeologico nazionale di Ferrara (foro drm-er)
Per il ciclo di visite guidate “Sulla Rotta di Spina”, appuntamento giovedì 29 febbraio 2024, alle 17, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Alessandra Leonardi condurrà i visitatori a scoprire le origini e la sua struttura urbana di Spina, città etrusca perduta negli echi del mito e ritrovata 100 anni fa nel Delta del Po, descritta nella mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”. Visita guidata compresa nel costo del biglietto su prenotazione all’indirizzo: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. È possibile prenotarsi all’accoglienza salvo disponibilità. Tra i materiali provenienti da Spina, uno splendido askos a forma di volatile, proveniente dalla tomba 233 di Valle Trebba e conservato al museo Archeologico nazionale di Ferrara. In antichità era usato per versare olio ed altri unguenti e spesso aveva una forma di animale, come in questo caso.
Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia ospita nel Giardino centrale il “Filottete” di Sofocle con il progetto Theatron dell’università La Sapienza
Teatro classico a Villa Giulia sabato 14 ottobre 2023 alle 17. In collaborazione con l’assessorato alla Cultura e i Rapporti con le università del Municipio II di Roma Capitale, il museo nazionale Etrusco ospita nel Giardino centrale di Villa Giulia il “Filottete” di Sofocle, la rappresentazione teatrale prodotta nell’ambito del progetto Theatron – Teatro Antico alla Sapienza. Il progetto dal 2010 produce traduzioni di testi teatrali antichi su cui si basano le relative rappresentazioni. Theatron consta di due laboratori: uno di traduzione, cui partecipano gli studenti del Corso di Laurea magistrale in Filologia, Letterature e Storia del Mondo antico, e uno di messa in scena, cui partecipano gli studenti iscritti alle diverse facoltà che animano l’università Sapienza. Coordinamento Anna Maria Belardinelli. Ideazione e regia Adriano Evangelisti. Evento compreso nel biglietto di ingresso ai giardini della villa al costo di 5 euro (compreso 1 euro a sostegno delle zone alluvionate dell’Emilia Romagna).
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Il restauratore racconta. La Latona di Veio: dalla scoperta al restauro”: terzo incontro del ciclo “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”. L’incontro nell’anniversario della scoperta dell’Apollo di Veio, ricordato con il racconto del dio Ermes
“Il restauratore racconta. La Latona di Veio: dalla scoperta al restauro”: al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia terzo incontro del ciclo “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”. Otto conferenze tenute da esperti e studiosi che aprono il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico e sono rivolte a curiosi, studenti e specialisti di ogni età, a cura dei Servizi educativi del Museo. Venerdì 19 maggio 2023, alle 16, i restauratori Miriam Lamonaca e Sante Guido presentano il restauro della Latona di Veio rivelandoci le novità emerse dal loro lavoro. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Per info e prenotazioni: mn-etru.didattica@cultura.gov.it-. La data non è affatto casuale. Il 19 maggio del 1916 veniva alla luce in frammenti la scultura in terracotta dell’Apollo di Veio destinata a decorare, anch’essa, la sommità del tetto del tempio di Portonaccio a Veio, dedicato alla dea etrusca Menerva (Atena) e datato alla fine del VI secolo a. C.

Sante Guido in una fase del restauro della statua di Latona dal tempio di Portonaccio di Veio conservata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto pasquale de bellis)
Fra le opere di eccezionale fattura conservate a Villa Giulia, la statua di Latona, la madre di Apollo, è stata oggetto di un importante lavoro di restauro concluso proprio in questi giorni. Sotto le sapienti mani dei restauratori Miriam Lamonaca e Sante Guido, questa eccezionale scultura in terracotta policroma risalente al 510-500 a.C., è tornata a brillare, rivelando dettagli tecnici e particolari che solo un delicato e attento intervento restauro è in grado di restituire.
Miriam Lamonaca è funzionario restauratore al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Dopo la laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, facoltà ad alta formazione e specializzazione, alla Reggia di Venaria, ha frequentato all’università La Sapienza di Roma un Master di II livello “Restauri e Consolidamenti ad alta complessità”. Dal 2018 si prende cura di Villa Giulia e dei suoi preziosi reperti archeologici del mondo etrusco.
Sante Guido è restauratore e docente a contratto all’università di Trento. Si è laureato in restauro di opere d’arte all’Istituto Centrale per il Restauro di Roma e diplomato in Conservazione dei Beni Culturali della Chiesa alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. Svolge attività di restauro di opere d’arte dal 1982 presso numerose soprintendenze italiane, in missioni archeologiche all’estero e presso la Città del Vaticano. Tra il 2007 e il 2011 si è già occupato delle opere di Veio all’Etru, in particolare delle straordinarie statue di Eracle, Apollo e Mercurio.
107 anni fa, il 19 maggio del 1916, la statua dell’Apollo, insieme ai frammenti di altre statue provenienti dal tempio di Portonaccio a Veio, fu rinvenuta in uno scarico, spezzata in più parti ben allineate lungo un terrapieno. Fu una scoperta eccezionale. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia lo ricorda da un insolito punto di vista: quello del dio Hermes, Turms in etrusco, che – a suo modo – vuole celebrare l’anniversario e ricordare che c’era anche lui fra le statue rinvenute. Accanto ad Apollo ed Eracle, infatti, dovevano trovar posto, come parte integrante della stessa scena mitologica, anche Artemide, la dea a cui era stata sottratta la cerva, e Hermes, in veste di pacificatore, la cui testa oggi è esposta nella stessa sala. La voce e il racconto sono di Maria Paola Guidobaldi, conservatrice delle collezioni del museo.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia al via il ciclo di incontri su “Roma. L’acqua e la città. L’elemento liquido nella cultura urbana dall’antico alla città contemporanea” promosso dal FAI – Delegazione di Roma
“Roma. L’acqua e la città. L’elemento liquido nella cultura urbana dall’antico alla città contemporanea” è il titolo del ciclo di quattro incontri a cura di Giuseppe Morganti, Rossana Nicolò, Giorgio Ortolani, che dal 16 aprile al 28 giugno 2023 il FAI – Delegazione di Roma in collaborazione con il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia organizza nella Sala della Fortuna di Villa Giulia dalle 11 alle 13. Per le modalità di partecipazione e la prenotazione vedi il link https://fondoambiente.it/…/roma-l-acqua-e-la-citta… Grazie alla convenzione ETRU/FAI i possessori di tessera FAI hanno diritto a riduzioni sull’acquisto del biglietto e dell’abbonamento al Museo.
Si inizia domenica 16 aprile 2023 con “Mostrare l’acqua”. Intervengono Andrea Carandini (“Le feste di Nerone sulle acque di Roma: dai monumenti pubblici, alle ville di Anzio e Baia, alla domus Aurea: ultimo set del tiranno); Hubertus Manderscheid “La gestione idrica di Roma, con sguardi particolari agli acquedotti, le terme, i giochi d’acqua e il Palatino”); Simone Quilici (“Gli acquedotti di Roma nell’antichità e oggi”). Secondo incontro domenica 14 maggio 2023 con “Distribuire l’acqua. Perizia e comodità”. Intervengono Paolo Vitti (“Acqua, architettura e propaganda. Il ruolo dell’acqua nell’espansione del dominio di Roma”); Giorgio Ortolani (“Architettura e consenso: le terme imperiali di Roma”); Claudio Impiglia (“La distribuzione delle acque a Roma dall’Unità d’Italia: temi e problemi”). Terzo incontro domenica 21 maggio 2023 con “Vita dall’acqua. Il Tevere e la città”. Intervengono Maria M. Segarra Lagunes (“Roma e le acque del Tevere”); Rosario Pavia (“Lungotevere boulevard”); Luca Zevi (“L’arte contemporanea “abbatte” i muraglioni”). Quarto e ultimo incontro domenica 28 maggio 2023 con “Magnificenza per Roma. Mostre e fontane”. Intervengono Alessandro Cremona (“Aqua Felix”: l’evoluzione delle fontane nei giardini romani dal Quattrocento agli inizi del Seicento); Alberta Campitelli (“Gli “ingegnosi artifizi”: il trionfo della scenografia e dell’invenzione nelle fontane dei giardini barocchi romani”); Francesca Romana Liserre (“Architetture d’acqua a Roma tra ‘500 e ‘600: dalla storia al restauro”); Roberto Civetta (“La Pietra e l’acqua – interventi di restauro conservativo”).
Roma. Riapre martedì 27 aprile il museo Etrusco di Villa Giulia, il più importante museo etrusco al mondo

Ci si può rituffare nel mondo degli etruschi. Riapre il 27 aprile 2021 il museo Etrusco nazionale di Villa Giulia a Roma, il più importante museo etrusco al mondo, potendo vantare nelle sue raccolte alcuni tra i più celebri capolavori di questa civiltà, per un totale di oltre 6000 oggetti distribuiti in 50 sale, su di una superficie espositiva di oltre 3000 mq. Il museo Etrusco nazionale riapre con i seguenti orari: martedì-domenica 9-20 (ultimo ingresso 19, chiusura delle sale 19.30). Sabato e festivi: prenotazione obbligatoria. Lunedì: chiuso. Dal martedì al venerdì non è richiesta alcuna prenotazione per le visite individuali, con i familiari e, in generale, per piccoli gruppi. Il biglietto sarà acquistabile come sempre presso la biglietteria del museo. Per evitare assembramenti in entrata e tempi di attesa, per i gruppi superiori alle 15 unità è obbligatoria la segnalazione del giorno e dell’orario di visita all’indirizzo email: mn-etru.prenotazioni@beniculturali.it. Il sabato e la domenica è obbligatoria la prenotazione, almeno un giorno prima, all’indirizzo: https://www.ticketone.it/artist/museo-nazionale-etrusco/ e al call center 0632810. Sarà obbligatorio l’uso della mascherina e saranno previste all’ingresso postazioni per la misurazione della temperatura corporea e per l’igienizzazione delle mani. Il tutto per garantire la piena fruizione e il godimento dei giardini di Villa Giulia e delle sale espositive. Il percorso espositivo non subirà variazioni e solo l’accesso alle tombe sarà su richiesta al personale di sala e per non più di 2 persone per volta.




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