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Torino. Il museo Egizio apre al pubblico nuovi spazi dedicati al racconto della propria storia: allestite cinque nuove sale, fra cui quella dedicata alla fedele ricostruzione di un ambiente museale dell’800

Al museo Egizio di Torino inedito percorso biografico nell’allestimento di cinque nuove sale, fra cui quella dedicata alla fedele ricostruzione di un ambiente museale dell’800. La costante opera di ricerca e di indagine che caratterizza l’attività scientifica dell’equipe del museo Egizio di Torino, negli ultimi anni ha intensamente coinvolto anche l’ambito archivistico, offrendo, fra gli altri, elementi utili a meglio tratteggiare le vicende storiche dell’istituzione culturale torinese, nonché a rileggere pagine dell’egittologia che l’hanno vista al centro della scena fin dall’800. Nasce da qui il bisogno di dare un’altra forma e, soprattutto, maggiore sostanza a queste sale, fornendo una esaustiva e articolata risposta al quesito che inevitabilmente ci si pone varcando la soglia dell’edificio al numero 6 di via Accademia delle Scienze: perché il museo Egizio è a Torino?

Il nuovo allestimento delle sale storiche del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

A meno di cinque anni dall’aprile del 2015, quando fu svelata al pubblico la nuova configurazione del museo Egizio, frutto dell’imponente opera di rifunzionalizzazione che ne aveva trasformato gli spazi e ripensato la disposizione della collezione, le superfici all’interno dell’ex Collegio dei Nobili si arricchiscono ora di un ulteriore e significativo ampliamento del percorso espositivo. “Si tratta di un importante intervento strutturale”, spiegano all’Egizio, “realizzato nel corso dell’autunno, che ha per protagoniste le cosiddette “sale storiche” con cui i visitatori iniziano il percorso al piano ipogeo, laddove l’itinerario alla scoperta dell’antico Egitto è introdotto da un racconto sulle origini del museo stesso. Una narrazione proposta ora in una modalità rinnovata, approfondita e interattiva, grazie al completo riallestimento che ha articolato tale area in cinque inediti ambienti, uno dei quali destinato ad ospitare la fedele ricostruzione di una sala così come si presentava nell’800”.

Bernardino Drovetti, al centro, tra le rovine di Tebe nel 1818 (foto museo egizio)

“Dopo quasi 200 anni di storia il museo Egizio continua a caratterizzarsi come un’istituzione dinamica e in continuo fermento”, interviene Evelina Christillin, presidente del museo Egizio. “Il riallestimento delle sale che introducono la visita con il racconto delle origini di questa collezione, costituisce un’occasione preziosa per riscoprire e approfondire le profonde connessioni tra la storia di questo luogo e quella del territorio che lo ospita, nonché a collocarla all’interno del più generale contesto socio-culturale nazionale e internazionale. Un progetto particolarmente significativo lungo il percorso di avvicinamento al bicentenario del Museo Egizio che celebreremo nel 2024 e per il quale siamo già all’opera per sviluppare un’opportuna concertazione con il Mibact, la Soprintendenza, gli enti del territorio e gli altri soggetti coinvolti”. E il direttore Christian Greco: “L’esigenza di intervenire sull’assetto espositivo a meno di cinque anni dal riallestimento della collezione pone le sue basi nella natura stessa di un museo e dell’Egizio in particolare: questo è un luogo vivo, in continuo divenire, che muta e si evolve in virtù dei risultati della ricerca e del suo essere parte attiva della comunità. Cambiare e adeguare se stessi è quindi una naturale vocazione per un’istituzione come la nostra. Per questo importante progetto la ricerca rappresenta ancora una volta il punto di partenza per la nostra attività espositiva. Grazie al lavoro svolto dai nostri curatori sugli archivi, infatti, il nuovo percorso espositivo sviluppa ed espande la narrazione sulla storia del Museo, con elementi utili a rappresentare il contesto culturale al cui interno si è sviluppata. Tale scelta ha permesso di affiancare alla narrazione principale altre storie, che finora non erano state approfondite all’interno dell’esposizione, che, tra l’altro, contribuiscono a inserire la vicenda torinese nel quadro più complesso della realtà egiziana ed europea”.

Il nuovo allestimento della sala con Iside al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Descrivere la storia del museo Egizio di Torino significa ripercorrere un cammino che muove i suoi passi iniziali circa 400 anni fa, quando le prime antichità egizie approdano a Torino per volere dei sovrani di Casa Savoia, alla ricerca di ciò che oggi definiremmo uno “storytelling”, radicato nel mito, che ne legittimasse il potere. Un ruolo, quello della monarchia sabauda, che sarà poi determinante nel 1824, con la decisione del re Carlo Felice di acquistare la collezione Drovetti, facendone il nucleo fondante del museo, che nasce così in quello stesso anno.

Il museo Egizio nel 1941-1942 con i reperti imballati (foto museo egizio)

Il nuovo percorso storico è stato modellato attorno agli studi condotti all’interno del museo Egizio dal curatore Beppe Moiso e dall’archivista Tommaso Montonati ed è impreziosito e reso di agevole fruizione da un raffinato progetto di comunicazione visiva, realizzato dagli uffici del Museo in collaborazione di Nationhood per i prodotti multimediale, con il ricorso a immagini d’archivio – antiche litografie, stampe e fotografie d’epoca – nonché a una serie di video e supporti digitali che si incontrano esplorando le cinque sale.

La Mensa Isiaca nella prima sala del museo (foto museo egizio)

Alla prima di esse spetta il compito di illustrare la fase in cui tutto ebbe inizio, a partire dalle ragioni del rapporto tra Torino e l’antico Egitto. Un’introduzione affidata ai depositari di questa vera e propria epopea, ossia quei reperti giunti da antesignani sulle rive del Po: ad accogliere il visitatore nella nuova area è l’imponente statua di Ramses II, dopo la quale si svelano la Mensa Isiaca, pregevole tavola metallica di provenienza romanica, e via via gli altri reperti che testimoniano la genesi della collezione, fra cui la riproduzione della testa con segni cabalistici, visualizzata in 3D su un apposito schermo, conservata ai musei Reali, presso il museo di Antichità di Torino.

La nuova sala dedicata alle spedizioni napoleoniche e a Champollion (foto museo egizio)

Il cammino prosegue poi, dopo aver approfondito il fondamentale contributo delle figure chiave di Vitaliano Donati e Bernardino Drovetti, tratteggiando lo sviluppo della “Egittomania” in epoca Napoleonica, nata sull’onda della spedizione lungo il Nilo delle truppe francesi, che lo stesso Bonaparte aveva voluto fossero affiancate da oltre 150 Savants, studiosi di varie discipline provenienti dalle Università francesi, con una decina di disegnatori. Proprio il lavoro di questi ultimi, confluito negli undici volumi della famosa Description de l’Ègypte, viene qui messo a disposizione del pubblico in formato digitale, per mezzo di un monitor touchscreen che consente di scorrerne le pagine della seconda edizione, stampata tra il 1821 e il 1829.
Sulla parete opposta allo schermo si estende il suggestivo e scenografico riallestimento del libro dei morti di Iuefankh, papiro la cui lunghezza sfiora i 19 metri, esposto corredato da un apparato infografico che ne percorre e descrive minuziosamente l’intero sviluppo, sulla base degli studi compiuti dalla curatrice e filologa del Museo, Susanne Töpfer, consentendo al visitatore di osservare da vicino e comprendere i disegni e le formule che compongono questo straordinario reperto.

Gli scavi nell’area del tempio di Eliopoli della Missione Archeologica Italiana tra il 1903 al 1905 (foto museo egizio)

Nella prosecuzione del percorso espositivo numerosi sono gli elementi che restituiscono il clima del tempo, e il fervore sviluppatosi attorno all’antico Egitto e ai suoi reperti in quegli anni pionieristici per l’egittologia: in tal senso, di particolare interesse appare l’inedita sezione dedicata al contesto europeo ed egiziano, che permette di comprendere in che modo la collezione torinese si inscriva entro un quadro più generale di grande interesse per la nascente disciplina. Ma altrettanto fondamentale per comprendere il museo Egizio di Torino risulta essere la conoscenza di fasi storiche dense di entusiasmo, come accade con il racconto della M.A.I. – Missione Archeologica Italiana in Egitto e della direzione di Ernesto Schiaparelli, oppure il ricordo di momenti cupi quali gli anni del Fascismo e l’impatto sul museo della Seconda Guerra Mondiale.

Le due tele di Lorenzo Delleani del 1871 con il museo Egizio e il museo di Scienze naturali (foto museo egizio)

Entrare in una sala del museo Egizio dell’800. Uno degli aspetti che si è inteso approfondire, nell’ottica di offrire al pubblico un’esperienza immersiva reale, è quello relativo alla storia delle modalità espositive della collezione egittologica torinese, della loro evoluzione nel tempo: per introdurre il visitatore nell’autentica atmosfera ottocentesca e far meglio comprendere l’aspetto del museo di allora, è stata realizzata una sala che riproduce puntualmente l’allestimento di quegli anni, che rende più che mai evidenti il gusto e i canoni museali dell’epoca. In quel periodo le antichità in pietra e le statue erano collocate al piano terreno dell’edificio, come documentato da un acquerello di Marco Nicolosino, mentre il resto stava ai piani superiori, come invece illustrano le due tele di Lorenzo Delleani, rispettivamente del 1871 e 1881, che immortalano due momenti allestitivi distinti con vetrine di tipo diverso.

La ricostruzione di una sala del museo con l’allestimento come era nell’800 (foto museo egizio)

La ricostruzione storica ha pertanto preso a modello proprio la testimonianza pittorica del 1871: al piacevole disordine che caratterizza l’ambiente, ancora inteso quale luogo di studio più che sala museale, con reperti sparsi sul pavimento, si contrappongono severe vetrine a parete ingentilite da una delicata colorazione pastello; in alcuni casi sono esposte le medesime antichità, nel tentativo di trasmettere al visitatore il fascino di vivere la stessa esperienza di chi lo ha preceduto di 150 anni. Gli oggetti sono sistemati all’interno di alcune vetrine ottocentesche e, come allora, sono privi di didascalie, segno di una fruizione ancora riservata a pochi. Il centro della sala ospita una vetrina storica con all’interno il Canone Regio, un preziosissimo papiro che ha contribuito alla ricostruzione della cronologia egiziana antica. A fianco una mummia ancora completamente bendata all’interno del suo sarcofago. Tutto intorno altre teche, appartenenti al primo allestimento, contengono oggetti di culto e di uso quotidiano. Una parete intera è dedicata all’esposizione delle stele funerarie, in pietra e in legno. È infine possibile vedere – grazie al prestito dei musei Reali di Torino – una selezione delle oltre 3000 medaglie e monete di epoca tolemaica e romana che fanno parte della collezione riunita da Bernardino Drovetti.

Festività natalizie al museo Egizio di Torino: aperture straordinarie e attività speciali, tra visite guidate interattive e laboratori per famiglie e per adulti

La Galleria dei Re nel museo Egizio di Torino quasi alla fine del percorso espositivo

Dal 23 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020, in occasione delle festività natalizie il museo Egizio di Torino accoglie i visitatori con un ricco programma di aperture straordinarie e di attività speciali, tra visite guidate interattive e laboratori per famiglie e per adulti. In particolare, da giovedì 26 a lunedì 30 dicembre 2019, e poi a ridosso dell’Epifania, da sabato 4 a lunedì 6 gennaio 2020, il museo osserverà un orario di apertura straordinario, dalle 9 alle 21, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Il museo rimarrà invece chiuso il giorno di Natale e il 1° gennaio. Per la vigilia di Natale, martedì 24 dicembre, il museo sarà inoltre aperto fino alle 16. Ricco il calendario di laboratori e visite speciali per il periodo natalizio.

Lunedì 23, martedì 24 e giovedì 26 dicembre 2019, alle 10.10, visita guidata per famiglie: Chi vuol essere faraone? L’antico Egitto in pillole”. Percorso condotto in forma di quiz: l’egittologo sottopone ai partecipanti una serie di domande e alla luce delle risposte ricevute ha l’opportunità di svelare “in pillole” le curiosità e gli aspetti più affascinanti della cultura faraonica. Durata: 90 minuti. Costo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/egizio-chi-vuol-essere-faraone-124

Giovedì 26, sabato 28 e lunedì 30 dicembre 2019, sabato 4 gennaio 2020, alle 19, visita guidata per adulti al “Museo Egizio nascosto”. Il percorso mette in luce le curiosità più interessanti relative alla fondazione del museo. La descrizione dei reperti è accompagnata dalla narrazione di alcuni aneddoti, che consentono di scoprire le meraviglie e gli aspetti più insoliti della cultura materiale egizia che il museo custodisce. Durata: 90 minuti. Costo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/museo-egizio-nascosto-132

Giovedì 26 dicembre 2019 e lunedì 6 gennaio 2020, alle 15, attività per famiglie “Seshen: luce di vita eterna”. “Seshen” è il nome che gli egizi davano al loto, la cui vita dipende fortemente dalla luce del sole. Miti, divinità, raffigurazioni: nell’antico Egitto, sono molti i richiami a questa pianta. Dopo la visita ai reperti della collezione legati al tema, in laboratorio i ragazzi, aiutati dai genitori, saranno invitati a costruire una semplice lanterna a forma di loto. L’iniziativa è indicata per le famiglie con bambini di età dai 6 ai 10 anni. Durata: 120 minuti. Costo: 8 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 08.30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13.

Da venerdì 27 a lunedì 30 dicembre 2019, attività per famiglie “Lo chiamavano But”. Lo scriba Butehamon e la cantatrice di Amon Tabekenkhonsu, in persona, guideranno i visitatori lungo un percorso museale ricco di sorprese. Un viaggio nel passato per rivivere le loro storie: la vita quotidiana nel villaggio di Deir el-Medina, la loro infanzia, le difficoltà della formazione da scriba e cantatrice, le amicizie e gli amori. Per approfondire il discorso sull’affascinante mondo delle divinità egizie e sui loro poteri, nella Galleria dei Re, Butehamon presenterà la dea Sekhmet e inviterà i partecipanti, tramite un rituale, a placare il cattivo umore della dea, nota per essere estremamente pericolosa. Infine, i visitatori potranno cimentarsi in una prova di disegno: da bravo maestro scriba, Butehamon sarà attento e disponibile a correggere le proporzioni, i dettagli e gli errori più comuni, ricordando con nostalgia le sue prime lezioni da apprendista. Infine, spiegherà ai giovani allievi come scrivere il loro nome in geroglifico, preceduto dal titolo onorifico di “sesh qedut” (“Scriba dei contorni”) direttamente su un frammento di carta di papiro. Ogni partecipante porterà a casa il foglio con il proprio disegno, a cui aggiungere il frammento di papiro personalizzato. Orari: 10.30 / 11.30 / 14 / 15. Durata: 90 minuti. Costo: 9 euro (biglietto di ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – mail: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13.

Venerdì 27, domenica 29 dicembre 2019 e domenica 5 gennaio 2020, alle 19, laboratorio didattico “Sulle tracce del passato: speciale adulti”. I visitatori potranno sperimentare il lavoro d’indagine compiuto da un archeologo, aiutato dalle moderne tecnologie. In questo modo, utilizzando speciali programmi informatici, sarà possibile vedere come “dal vivo” lo scavo archeologico nel deserto egiziano mediante l’uso della fotogrammetria e della riproduzione in 3D degli oggetti emersi dalla sabbia. Attraverso i potenti mezzi della tecnologia sarà possibile “sbirciare” dentro un vaso antico ancora sigillato, così come all’interno di un corpo imbalsamato senza spostare di una virgola le sue bende. A seguire i partecipanti, forniti di una torcia UV, potranno collaborare alla ricerca di errori, correzioni, mutilazioni antiche e restauri più recenti che l’occhio umano non è in grado di vedere. Orario: 19 (per tutte le date indicate). Durata: 90 minuti. Costo: 8 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/sulle-tracce-adulti

Lunedì 30 e martedì 31 dicembre 2019, alle 10.10, attività per famiglie “Egitto essenziale”: percorso per famiglie dedicato all’olfatto e agli aspetti più curiosi della cosmesi egizia. Gli antichi egizi si prendevano cura del proprio corpo, per esaltarne la bellezza e ottenere benessere. Da subito impararono a sfruttare le proprietà delle piante e dei minerali, alla ricerca di rimedi naturali, talvolta anche molto fantasiosi (ma poco efficaci). Unguenti, oli profumati, spezie e legni erano considerati preziosi, così come le resine profumate, bruciate durante le cerimonie religiose e funerarie. Durata: 90 minuti. Costo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso) Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/museo-egizio-essenziale-29

Da martedì 31 dicembre 2019 a giovedì 2 gennaio 2020, alle 15.10, attività per famiglie “Sulle tracce del passato”. I piccoli visitatori potranno farsi accompagnare dai loro genitori per sperimentare il lavoro d’indagine compiuto da un archeologo, aiutato dalle moderne tecnologie. In questo modo, utilizzando speciali programmi informatici, sarà possibile vedere come “dal vivo” lo scavo archeologico nel deserto egiziano mediante l’uso della fotogrammetria e della riproduzione in 3D degli oggetti emersi dalla sabbia. Attraverso i potenti mezzi della tecnologia sarà possibile “sbirciare” dentro un vaso antico ancora sigillato, così come all’interno di un corpo imbalsamato senza spostare di una virgola le sue bende. A seguire le famiglie, fornite di una torcia UV, potranno collaborare alla ricerca di errori, correzioni, mutilazioni antiche e restauri più recenti che l’occhio umano non è in grado di vedere. Le scoperte effettuate in museo saranno annotate sul proprio quaderno che ciascuno potrà personalizzare segretamente mediante una penna magica. Grazie a tale dotazione piccoli e grandi detective potranno dare continuità alle indagini iniziate in museo! Durata: 120 minuti. Costo: 12 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/visita-museo-egizio-sulle-tracce-del-passato

Mercoledì 1° e domenica 5 gennaio 2020, alle 10.10, visita per famiglie “A casa di Kha”. Un percorso dedicato alla vita quotidiana dell’antico Egitto, che per molti aspetti rispecchia le difficoltà che ancora oggi l’uomo affronta giorno per giorno, dividendosi tra il lavoro e la vita privata. Le attività lavorative erano frenetiche, ma non mancava il tempo da condividere in famiglia, ciascuno con il proprio ruolo. Il percorso propone di osservare gli oggetti più adatti a ricostruire uno spaccato di vita, particolarmente dettagliato nel caso del corredo funerario di Kha e Merit: dai mobili ai vestiti persino agli strumenti di lavoro, il pubblico potrà stupirsi di fronte alla straordinaria attualità di oggetti appartenuti ad un architetto e scriba reale vissuto circa 3400 anni fa. Durata: 90 minuti. Costo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso) Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/egizio-a-casa-di-kha

Giovedì 2 e domenica 5 gennaio 2020, alle 10.10, visita per famiglie “Geroglifici: che emozione!”. La visita guidata si focalizza sul fascino dell’antica scrittura geroglifica! Grazie all’aiuto di un egittologo, i giovani visitatori e i loro accompagnatori indagano il funzionamento dei segni geroglifici, provando a individuare e riconoscere i nomi, le formule e le espressioni più curiose che, con il loro significato nascosto, rendono ancora più affascinanti i reperti esposti. Un percorso coinvolgente invita alla riscoperta di quanto gli egizi hanno scritto di proprio pugno e hanno saputo tramandare fino ai giorni nostri! Durata: 90 min. Costo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso) Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/egizio-geroglifici-che-emozione

Venerdì 3 gennaio 2020, alle 10.10, visita per famiglie “Una fame da Oltretomba: menù per il corpo e per lo spirito”. Al museo Egizio potrete scoprire le principali strategie di sopravvivenza adottate dagli antichi abitanti della Valle del Nilo mediante la coltivazione della terra e le attività di caccia, pesca e allevamento. Le esigenze nutrite nel corso della vita quotidiana per gli Egizi avrebbero dovuto essere soddisfatte anche dopo la morte, in un Aldilà popolato dalle anime dei defunti e dalle divinità. Con l’aiuto della guida, osservando curiosi reperti, cibo e ingredienti da cucina perfettamente conservati e alcune raffigurazioni sulle pareti delle tombe, si andrà alla scoperta delle abitudini alimentari degli egizi, imparando a distinguere gli “ingredienti” comuni dai prodotti più pregiati riservati alla “tavola” del faraone e degli dei. Durata: 90 minuti. Costo: 5 euro per adulti e bambini (biglietto di ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/egizio-fame-da-oltretomba

Venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 gennaio 2020, alle 10.10, attività per famiglie “Il potere magico degli amuleti egizi”. Lische conficcate in gola, morsi di serpenti e scorpioni, malattie e ogni sorta di sventura venivano scongiurati dagli abitanti dell’antica Valle del Nilo grazie al potere degli amuleti. Una visita guidata speciale svela ai partecipanti tutti gli espedienti magici di protezione, validi sia nella vita quotidiana sia nell’Aldilà. Simboli, oggetti curiosi e rituali: tutti, dal faraone al contadino, affidavano la propria incolumità alle segreta sapienza magica. Nel corso del laboratorio, sarà possibile personalizzare uno proprio amuleto, da conservare come magico alleato in ogni difficoltà. Durata: 120 minuti. Venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 gennaio 2020, ore 10:10 Attività per famiglie Il potere magico degli amuleti egizi Lische conficcate in gola, morsi di serpenti e scorpioni, malattie e ogni sorta di sventura venivano scongiurati dagli abitanti dell’antica Valle del Nilo grazie al potere degli amuleti. Una visita guidata speciale svela ai partecipanti tutti gli espedienti magici di protezione, validi sia nella vita quotidiana sia nell’Aldilà. Simboli, oggetti curiosi e rituali: tutti, dal faraone al contadino, affidavano la propria incolumità alle segreta sapienza magica. Nel corso del laboratorio, sarà possibile personalizzare uno proprio amuleto, da conservare come magico alleato in ogni difficoltà. Durata: 120 minuti Costo: 10 euro per adulti e bambini (biglietto di ingresso escluso) Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/visita-museo-egizio-potere-magico-amuleti-egizi

Sabato 4 gennaio 2020, alle 10.10, visita per famiglie “L’antico sapere dei faraoni”. Dove inizia e finisce una parola? Come si riconosce una formula magica? Quale significato nascondono i geroglifici? All’epoca dei faraoni il sapere veniva trasmesso mediante formule e testi presenti nei papiri oppure presenti su statue, sarcofagi o stele. L’uso della scrittura geroglifica era rivelato a pochi eletti, grazie ad un lungo e difficile insegnamento. Il percorso guidato si concentra sul fascino delle antiche iscrizioni geroglifiche e, attraverso la descrizione dei reperti esposti, farà luce sul sapere dei faraoni, sulle paure e sui loro desideri. Durata: 90 minuti. Costo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/egizio-antico-sapere-dei-faraoni

La regina Nefertari arriva a Kansas City (Missouri). Al Nelson-Atkins Museum of Art ha aperto “Queen Nefertari: eternal Egypt”, con 250 reperti del museo Egizio di Torino

La locandina della mostra “Queen Nefertari: eternal Egypt” al Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City

La regina Nefertari conquista Kansas City, nel Missouri. Prosegue con una nuova tappa il tour nordamericano dei reperti del Museo Egizio, protagonisti della mostra itinerante “Regine del Nilo” che, reduce dal successo di Washington, è approdata con un nuovo allestimento al Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City, dove potrà essere visitata dal pubblico statunitense fino al 29 marzo 2020.

Una sala espositiva della mostra “Queen Nefertari: eternal Egypt”

L’esposizione, che sta raccogliendo grande apprezzamento a livello internazionale, si presenta nella nuova sede col titolo “Queen Nefertari: eternal Egypt” proponendo un focus dedicato proprio alla regina moglie del faraone Ramesse II (1279 – 1213 a. C.). Un percorso espositivo che si snoda attraverso circa 250 reperti del Museo che comprendono, insieme a statue e oggetti di vita quotidiana, il corredo funerario e il coperchio del sarcofago di Nefertari, portati alla luce dalla Missione Archeologica Italiana guidata da Ernesto Schiaparelli e al lavoro nella Valle delle Regine tra il 1903 e il 1905.

La mummia di Nefertari è stata sottoposta a Tac all’ospedale di Kansas City

Ma prima di approdare nelle sale espositive del Nelson-Atkins, alcuni di questi reperti hanno soggiornato alcuni giorni, nelle scorse settimane, in un altro edificio della cittadina del Missouri: il Saint Luke’s Hospital, dove alcune indagini diagnostiche ne hanno certificato lo stato di conservazione ottimale.

Il Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City

L’esposizione racconterà inoltre ai visitatori la storia delle mogli dei faraoni durante il Nuovo Regno nel periodo che va dal 1500 al 1000 a.C., quando regine come Ahmose Nefertari, Hatshepsut, Tiye, Nefertiti, e in particolare Nefertari, erano donne influenti che non ricoprivano soltanto il ruolo di mogli ma gestivano anche il palazzo del faraone esercitando un potere politico significativo.

“Sensualità, sesso e oscenità fra Egitto antico e moderna Egittologia”: al museo Egizio di Torino incontro con Luigi Prada sul Papiro Satirico-erotico conservato all’Egizio

La locandina della conferenza del prof. Luigi Prada al museo Egizio di Torino

L’amore che gli antichi Egizi nutrivano per la vita e i suoi piaceri è evidente in innumerevoli testimonianze della loro cultura. Si pensi, per esempio, alle poesie d’amore giunteci dall’Età Ramesside o alle scene di banchetti nelle tombe di Nuovo Regno, piene di riferimenti diretti o metaforici al mondo della sensualità e dell’erotismo. Meno conosciuto, invece, è l’aspetto più prosaico e diretto – e non, a volte, pienamente crasso – che la celebrazione del sesso ha pure conosciuto lungo le rive del Nilo. Un esempio illustre ne è il Papiro Satirico-erotico conservato nel museo Egizio stesso, un manoscritto che può essere considerato uno dei primi esempi di pornografia nella storia umana. Martedì 3 dicembre 2019, alle 18, il museo Egizio di Torino in collaborazione con ACME (Associazione Amici e collaboratori del Museo Egizio) ospiterà la conferenza “Sensualità, sesso e oscenità fra Egitto antico e moderna Egittologia” tenuta da Luigi Prada. La conferenza sarà introdotta da Christian Greco e si terrà in italiano. La conferenza sarà inoltre trasmessa in streaming sulla pagina Facebook del Museo. Ingresso gratuito alla sala conferenze in base alla disponibilità.

L’egittologo Luigi Prada

Luigi Prada è membro del dipartimento di Egittologia dell’università di Oxford e ricercatore per l’Accademia Britannica di Londra. Già ricercatore in Egittologia alle università di Oxford, Heidelberg, e professore invitato all’università di Copenaghen, è specializzato nello studio della lingua, religione, e letteratura antico-egizia, con focus particolare sul Periodo Tardo e Greco-Romano. Al momento, sta preparando per la pubblicazione una monografia sulla divinazione e l’oniromanzia (interpretazione dei sogni) nell’Egitto antico. Altri suoi interessi includono l’epigrafia egiziana dal Nuovo Regno al Periodo Greco-Romano e Tardo Antico, e la questione dell’alfabetizzazione e scolarizzazione nell’Egitto dinastico e post-faraonico. È vice-direttore della missione di Oxford ad Elkab, nell’Alto Egitto, e partecipa anche a missioni nel deserto sudanese. Luigi Prada è anche il presidente dell’associazione ACME.

Particolare del Papiro Satirico-erotico conservato al museo Egizio di Torino (foto museo Egizio)

Sesso ed oscenità nell’antico Egitto sono argomenti poco conosciuti al pubblico anche a causa della storia della moderna Egittologia, e, in particolare, della censura applicata a testi ed artefatti antichi da generazioni di egittologi, sino ancora ad anni recenti. Questa conferenza intende presentare una storia alternativa dell’erotismo antico-egizio, dal periodo faraonico a quello greco-romano, illustrandola con esempi celebri e testimonianze meno note, se non ancora inedite, da un Egitto antico “a luci rosse”. Il Papiro satirico-erotico è tra i più famosi reperti del museo Egizio di Torino, scritto e illustrato da un pittore del villaggio di Deir el Medina all’epoca della XX dinastia. Il papiro si compone di due parti: la prima più satirica, con animali umanizzati; la seconda decisamente erotica, con una commistione di immagini e testo. Protagonista un uomo barbuto, con il corto gonnellino dei campagnoli, durante l’incontro con una cortigiana che viene descritto con dovizia di dettagli e un sorprendente senso dell’humor.

“Carte d’Egitto. Sulle tracce del passato”: a Torino giornata studi sulla collaborazione tra museo Egizio e Archivio di Stato per riunire il proprio patrimonio archivistico

La locandina della giornata di studi “Carte d’Egitto. Sulle tracce del passato” al museo Egizio e all’Archivio di Stato di Torino

Il museo Egizio e l’Archivio di Stato di Torino insieme in una nuova iniziativa che racconta la loro proficua collaborazione volta a riunire il proprio patrimonio archivistico, all’interno di una giornata di studi dal titolo “Carte d’Egitto. Sulle tracce del passato” in programma mercoledì 27 novembre 2019. L’intento è quello di proporre una riflessione sul ruolo degli Archivi e dei Musei quali luoghi di condivisione, comunicazione e conoscenza del patrimonio e sulla possibilità – agevolata anche dalle tecnologie digitali – di mettere in relazione frammenti di archivi per renderli nuovamente fruibili nella loro omogeneità. Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria su Eventbrite entro il 25 novembre, alle 13. Il simposio si svolgerà nelle sedi delle due Istituzioni (mattina all’Archivio di Stato, pomeriggio al museo Egizio) e la partecipazione prevede l’adesione a tutta la giornata. Ecco il programma.

La sede dell’Archivio di Stato di Torino

ARCHIVIO DI STATO DI TORINO, in sala Conferenze: piazzetta Mollino, 1. Alle 9, registrazione; 9.20, saluti istituzionali: Elisabetta Reale (Archivio di Stato di Torino), Luisa Papotti (soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Torino); Anna Maria Buzzi (direzione generale Archivi). SESSIONE 1: “Archivi e musei: patrimoni per la collettività”, presidente Christian Greco (museo Egizio): 9.40, introduzione ai lavori, Christian Greco in “Storia e prospettive di un progetto”; 10, Roberto Balzani (università di Bologna) in “Il racconto degli oggetti”; 10.20, Stefano Benedetto (Area Cultura e Archivio Storico della Città di Torino) in “Dialogo tra diverse realtà. Archivi, musei e biblioteche per la città”. Dopo il coffee break, SESSIONE 2: “Dallo scavo all’ archivio”, presidente Marco Carassi (Amici Archivio di Stato di Torino): 11, Elena Calandra (Istituto Centrale per l’Archeologia) in “La preziosità degli archivi e della documentazione archeologica: la conservazione digitale e il geoportale nazionale per l’archeologia”; 11.20, Egle Micheletto (già soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le provincie di Alessandria, Asti, Cuneo) in “Archivi della soprintendenza, archivi dei musei: relazioni istituzionali e reti virtuali per un patrimonio documentario da condividere”; 11.40, Maria Gattullo (Archivio di Stato di Torino) in “Coltivare la memoria in una casa comune: il museo Egizio nell’Archivio di corte”; 12, visita ai depositi juvarriani (per partecipare è necessario prenotarsi in loco al momento della registrazione). Dalle 12.30 alle 14, pausa pranzo.

L’ingresso del museo Egizio di Torino

MUSEO EGIZIO, in sala Conferenze: via Accademia delle Scienze, 6. SESSIONE 3: “Conoscere per conservare. Gli archivi raccontano”, presidente Elena Calandra (Istituto Centrale per l’Archeologia): 14, Marilina Betrò (università di Pisa) in “Introduzione ai lavori. Progetto Archivio Rosellini: valorizzazione e digitalizzazione dell’archivio”; 14.20, Beppe Moiso (museo Egizio) in “Carte a confronto: Gebelein 1911, un difficile scavo della Missione Archeologica Italiana in Egitto”; 14.40, Tommaso Montonati (museo Egizio) in “Le carte di Qau el-Kebir, indagini per la ricostruzione dell’area archeologica”; 15, Paolo Del Vesco (museo Egizio) in “E cantano, cantano tutto il giorno…: canzoni di lavoro degli operai della Missione Archeologica Italiana in Egitto nel 1909”; 15.20, Federica Ugliano (università di Pisa) in “Ernesto Schiaparelli e la Missione Archeologica Italiana a Eliopoli (1903 – 1906): un dialogo tra archivi del passato e scavi del presente”. Dopo il Coffee break, SESSIONE 4: “Un’eredità per il futuro”, presidente Elisabetta Reale (Archivio di Stato di Torino): 16, Edoardo Garis (Archivio di Stato di Torino) in “Archivi e carte d’Egitto: strategie per la conoscenza e la divulgazione del patrimonio dell’Archivio di Stato di Torino mediante il suo sito web”; 16.20, Sara Rivoira (Archivio Tavola Valdese) in “Comunicare carte e oggetti: la “rete” del patrimonio culturale valdese”; 16.40, dibattito; 17, visita alla fototeca storica del museo Egizio (per partecipare è necessario prenotarsi in loco al momento della registrazione).

Christian Greco, direttore del museo Egizio, a Vicenza e Torino per parlare de “La biografia dell’oggetto”. E nella città berica curerà la grande mostra “Tebe nel Nuovo Regno”

Ciascun oggetto, antico o contemporaneo, possiede una propria biografia, unica ed irripetibile, che non termina insieme all’epoca o alla civiltà dalle quali ha avuto origine, ma continua a registrare silenziosamente frammenti di nuove memorie, via via che l’oggetto attraversa il tempo e i mutamenti della storia. Proprio “La biografia dell’oggetto” è il tema della conferenza che tiene Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, con un doppio appuntamento: domenica 24 novembre 2019, alle 17.30, sarà a Vicenza nel salone d’onore di Palazzo Chiericati. L’incontro è a cura del Gruppo Archeologico C.R.T. in collaborazione con l’assessorato alla cultura e i Musei civici di Vicenza, che registra già il tutto esaurito. Martedì 26 novembre 2019, alle 18, giocherà “in casa”, al museo Egizio, in collaborazione con ACME (Associazione Amici e collaboratori del Museo Egizio). La conferenza sarà in lingua italiana e verrà trasmessa in streaming sulla pagina Facebook del museo Egizio. Ingresso gratuito alla sala conferenze in base alla disponibilità.

Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

Christian Greco è direttore del museo Egizio dal 2014. Ha guidato e diretto il progetto di ri-funzionalizzazione, il rinnovo dell’allestimento e del percorso espositivo, concluso il 31 Marzo 2015, che ha portato alla trasformazione dell’Egizio, da museo antiquario a museo archeologico. Formatosi principalmente in Olanda, è un egittologo con una grande esperienza in ambito museale. Alla direzione del museo Egizio ha sviluppato importanti collaborazioni internazionali con musei, università ed istituti di ricerca di tutto il mondo. Il lavoro sul campo archeologico è particolarmente importante: è stato membro dell’Epigraphic Survey of the Oriental Institute of the University of Chicago a Luxor e, dal 2011, è co-direttore della missione archeologica italo-olandese a Saqqara. Al suo attivo ha molteplici pubblicazioni divulgative e scientifiche in diverse lingue e numerose partecipazioni a convegni internazionali di egittologia e di museologia come keynote speaker.

Un poster della mostra “Archeologia Invisibile” al museo Egizio di Torino che spiega quante informazioni si possono ricavare da una mummia (foto Graziano Tavan)

Raccontando come sono stati usati, trasformati, abbandonati, dimenticati, riscoperti e poi tramandati magari per sottrarli ad un nuovo oblio, gli oggetti si oppongono perciò al tempo come testimoni della nostra esistenza e di quelle che ci hanno preceduto. Siano essi artistici o di uso quotidiano, reperti antichissimi o oggetti della nostra infanzia, gli oggetti agiscono come un ponte che mette in contatto chi li ha prodotti allora con chi oggi li osserva e li interroga. Nel tentativo di rendere sempre più nitido il mondo e le persone che hanno creato quegli oggetti, un Museo assolve così al fondamentale compito di raffinare continuamente quel contatto tra uomini ed esperienze di ogni tempo. Per cogliere negli oggetti i frammenti biografici che essi custodiscono nei materiali e nelle tecniche usati per produrli, nei danni, nelle riparazioni e nelle alterazioni a cui sono andati incontro con il tempo, un Museo ricorre alla sua più profonda e raffinata forma di ascolto: la Ricerca.

Il sarcofago intermedio di Merit al museo Egizio di Torino (foro museo Egizio)

Pendua e Nefertari, calcare da Deir el Medina, oggi al museo Egizio di Torino (foto museo Egizio)

Christian Greco sarà a Vicenza anche per annunciare la terza grande mostra in Basilica palladiana. Sarà proprio Christian Greco a curare la mostra “Tebe nel Nuovo Regno” (dall’11 dicembre 2021 al 18 aprile 2022) che chiuderà il ciclo dei tre eventi culturali che si aprirà il 6 dicembre con “Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi” (fino al 13 aprile 2020) curata da Stefania Portinari e che proseguirà con “Rinascimento privato” (dal 5 dicembre 2020 al 5 aprile 2021) per la curatela di Guido Beltramini, Davide Gasparotto e Mattia Vinco. “È un piacere ospitare a Vicenza Christian Greco con cui collaboreremo per la terza grande mostra in Basilica palladiana che sarà dedicata a “Tebe nel Nuovo Regno” e che aprirà nel 2021”, dichiara l’assessore Simona Siotto che sarà presente alla conferenza e porterà i saluti dell’amministrazione. “È per noi un grande onore collaborare con un direttore esperto e capace, apprezzato per avere trasformato il museo Egizio di Torino in un museo efficiente e attrattivo. La conferenza in programma domenica a Palazzo Chiericati registra già il tutto esaurito, un significativo segnale di quanto Greco si apprezzato e stimato”. E il direttore Greco: “Il museo Egizio, e anch’io a titolo personale, siamo davvero lieti di essere a fianco della città di Vicenza in questa nuova programmazione culturale. Da molti anni ho messo al centro della mia attività e dell’istituzione che ho l’onore e l’onere di dirigere quello della ricerca, la ricerca del passato. Del passato di una terra vicina all’Italia, l’Egitto, per studiarne la cultura materiale, per capirne gli sviluppi sociali, per comprenderne la concezione del mondo soprannaturale, della vita e della caducità dell’esistenza. Approfondire queste tematiche ci permette di capire chi siamo noi oggi. Ecco perché sono davvero felice di poter partecipare a questa nuova impresa culturale e di poter condividere con la mia città di origine, alla quale devo così tanto (in primis per la mia formazione), la ricerca che stiamo portando avanti al museo Egizio. Una ricerca a 360 gradi, che permetterà al pubblico non solo di vedere alcuni dei nostri magnifici reperti ma anche di conoscerne la loro biografia, di scoprire come grazie alle nuove metodologie d’indagine siamo riusciti a portare alla luce segreti che finora erano rimasti nascosti. Al contempo, per noi che siamo un museo archeologico è centrale l’attività sul campo: ecco quindi che l’artefatto esposto non è solo un oggetto d’arte, ma è restituito nel suo contesto, è letto come un documento storico, come la pagina di un libro aperto su un paesaggio in cui ha operato l’elemento antropico. Per questo ribadisco sempre l’importanza della ricerca, dell’archeologia di base, la sola che può farci scoprire nuovi segreti permettendoci di riconnettere un popolo e una società all’importantissimo patrimonio culturale che abbiamo; perché – lo ricordo – il museo Egizio è la seconda collezione egittologica al mondo e la più importante dopo quella conservata al Cairo”.

Tesori italiani nel mondo. È “egittomania” a Rio per la mostra “Antico Egitto” con 140 reperti da Torino. Nuovo successo internazionale del museo Egizio che nel 2018, con esposizioni all’estero, ha attratto 4 milioni di visitatori: un record

La locandina della mostra “Antico Egitto: dalla vita quotidiana all’eternità” promossa dal museo Egizio di Torino a Rio de Janeiro

Ben 140 pezzi della collezione del museo Egizio di Torino sono volati sull’altra sponda dell’Atlantico, a Rio de Janeiro, per la mostra “Antico Egitto: dalla vita quotidiana all’eternità”, visitabile fino al 27 gennaio 2020 al Centro Cultural Banco do Brasil. E dopo neanche venti giorni è già “egittomania”: superati i 200mila visitatori, numeri che segnano un nuovo successo internazionale del museo Egizio che con questo progetto approda per la prima volta in Brasile dando vita a un evento espositivo con cui vengono celebrati i trent’anni di attività dello stesso Centro Cultural Banco do Brasil, istituzione a cui si deve la volontà di proporre alla comunità carioca un percorso di visita capace di svelare la vita dell’antico Egitto grazie ai reperti provenienti da Torino.

La dea Sekhmet arrivata dal museo Egizio di Torino a Rio de Janeiro (foto museo Egizio)

Una risposta del pubblico straordinaria, quella fin qui registrata da “Egito Antigo”, un risultato record in termini assoluti per le iniziative culturali a Rio de Janeiro, dove nessuna mostra finora promossa dall’organizzatore Art Unlimited, partner locale dell’operazione, aveva mai registrato un’affluenza analoga in meno di venti giorni. Ma si tratta solo dell’inizio di una lunga trasferta, poiché l’allestimento – che contempla anche uno spazio di promozione turistica con un video dedicato al Museo e a Torino – verrà in seguito portato in tour durante tutto il 2020, facendo tappa a San Paolo, Brasilia e Belo Horizonte, le altre tre sedi nazionali dell’ente culturale dell’istituto di credito brasiliano.

Il gruppo di egittologi del museo Egizio di Torino coordinato dal direttore Christian Greco con i coleghi brasiliani (foto museo Egizio)

Una sala della mostra “Antico Egitto” a Rio de Janeiro con i reperti del museo Egizio di Torino (foto museo Egizio)

“È emozionante vedere come la cultura millenaria dell’antico Egitto sia in grado di accendere l’interesse e la passione del pubblico ad ogni latitudine, attirando così tanti visitatori nelle mostre che il Museo Egizio sta portando in giro per il mondo”, interviene il direttore del museo Egizio, Christian Greco, “ed è per me motivo di grande orgoglio che quest’opera di divulgazione avvenga grazie ai reperti della nostra collezione. Esposizioni che mostrano come gli oggetti giunti a noi attraverso i millenni non siano la muta testimonianza di una civiltà passata, bensì dei veri e propri narratori, in grado di raccontarci delle storie: dalla loro creazione e utilizzo fino alla ‘rinascita’ col momento della loro scoperta in uno scavo archeologico. Un modo, quindi, per sensibilizzare il pubblico circa l’importanza del passato, in particolare quale chiave di lettura fondamentale per capire noi stessi e il tempo presente”. E la presidente del museo Egizio, Evelina Christillin, aggiunge: “L’attività internazionale del museo Egizio è quanto mai dinamica in questo momento: la mostra di Rio de Janeiro, che proseguirà poi per altre tre sedi in Brasile, si affianca alla tournée statunitense in corso. Dopo il debutto all’Ermitage di San Pietroburgo nel 2017, e le felicissime esperienze in Canada e in Cina, che complessivamente hanno saputo attrarre nel 2018 la cifra record di 4 milioni di visitatori, il museo Egizio prosegue dunque, in perfetta sintonia con il Mibact e la soprintendenza torinese, il suo percorso di internalizzazione e di diffusione della cultura egizia e della propria attività di scavo e ricerca, in vista dell’importante realizzazione del progetto europeo di supporto al rinnovo del museo del Cairo, e del bicentenario della nostra istituzione, la più antica al mondo, che verrà celebrato nel 2024”.

Torino, al museo Egizio torna il Pharaoh’s Day: una giornata dedicata alle famiglie con attività e laboratori per i più piccoli tra giochi, arte e storia

La locandina del Pharaoh’s Day al museo Egizio di Torino: giornata dedicata alle famiglie

Famiglia in fila all’ingresso per partecipare al Pharaoh’s Day al museo Egizio di Torino (foto museo Egizio)

Ragazzi, siete pronti? C’è un faraone che vi aspetta. Dove? Ma al museo Egizio di Torino, ovviamente. Domenica 27 ottobre 2019 il museo Egizio dedica per il secondo anno consecutivo una giornata ai bambini e alle loro famiglie, con un ricco programma di attività e tariffe speciali: il Pharaoh’s Day. Dalle 9 alle 18.30 (ultimo ingresso alle 17.30) le sale espositive ospiteranno infatti laboratori e attività, organizzate in collaborazione con la rivista per famiglie GG Giovani Genitori. Dal teatro delle ombre al truccabimbi a tema egizio, dalle storie più affascinanti di principi e faraoni alle “cacce al reperto”, l’evento permetterà ai più piccoli di esplorare il museo con i loro genitori e scoprire storie e curiosità sulla collezione e sull’antico Egitto. Per l’ingresso al Museo nel corso della giornata sarà necessario acquistare il biglietto online sul sito http://www.museoegizio.it. Per il Pharaoh’s Day sono previste tariffe speciali che comprendono l’ingresso al museo e l’accesso a tutte le attività (escluse quelle dello Spazio ZeroSei): biglietto intero: 10 euro; biglietto ridotto: 5 euro (6-14 anni e possessori di Carta Abbonamento Musei e Torino + Piemonte Card); biglietto famiglia: 20 euro (2 adulti + 2 bambini); gratuito per bambini fino a 5 anni e persone con invalidità certificata superiore al 74% (è obbligatorio esibire il certificato in biglietteria) + 1 accompagnatore. Tutte le attività saranno incluse nel biglietto d’ingresso; alcune saranno fruibili fino a esaurimento posti. Attenzione! Gli zaini non entrano! Obbligo di deposito per tutti i tipi di zaini e borse e bagagli superiori a 30x40x15 cm. Il Guardaroba è al piano -1. Cibi e bevande si consumano fuori dal Museo. È bene sapere poi che durante la giornata saranno effettuate riprese video e fotografie alle attività per fini promozionali.

Il “truccabimbi” al museo Egizio per saperne di più sui “trucchi dei faraoni” (foto museo Egizio)

Il programma della giornata sarà particolarmente ricco: il giovanissimo pubblico potrà ascoltare storie e favole straordinarie accompagnate dal suono del sistro, antico strumento musicale, ma anche scoprire, grazie al laboratorio Personaggi egizi raccontano, storie e segreti di illustri personaggi storici, dal faraone Ramesse II allo scriba Butehamon, interpretati dagli attori della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani. La sala del Tempio di Ellesija diventerà poi il palcoscenico per una performance di teatro delle ombre a cura dell’artista Bombetta, mentre l’attrice italo-tunisina Zahira Berrezouga, conosciuta ai più per aver interpretato il personaggio della Strega Varana della Melevisione, incanterà gli ascoltatori con uno spettacolo inedito, Il principe d’Egitto, che narra una storia d’amore e di magia. L’artista Ale Puro, che ha realizzato la locandina dell’evento, sarà protagonista di Geroglifici street!, laboratorio di “street art” egizia, mentre gli esperti del libro Nativi Matematici porteranno i visitatori alla scoperta dei segreti geometrici delle piramidi. Una visita fuori dall’ordinario tra storia e arte, dunque, anche con La musica racconta…il quartetto d’archi: “incursioni” nelle sale del Museo a cura dell’Unione Musicale, che coinvolgeranno i bambini in attività ludiche sul ritmo e il suono, e alla scoperta degli strumenti del quartetto d’archi. Spazio alla fantasia, poi, con palloncini e trucchi per i più piccoli, tutti rigorosamente ispirati all’antico Egitto. I visitatori avranno infine la possibilità di scoprire i pezzi più importanti della collezione del Museo, ma anche curiosità e aneddoti, con Segui l’indizio…scopri l’Egizio: vere e proprie “cacce al reperto” pensate per i bambini, ma non solo, che li accompagneranno attraverso le sale esplorando alcuni temi particolarmente significativi, dai geroglifici ai colori dell’antico Egitto, dalle divinità a tutto il necessario per assicurarsi la vita eterna. Il programma completo del Pharaoh’s Day, il dettaglio degli orari e le modalità di prenotazione sono consultabili sul sito del Museo: https://museoegizio.it/esplora/appuntamenti/pharaohs-day-27-ottobre2019/. Per maggiori informazioni e per partecipare alla giornata è inoltre possibile contattare l’Ufficio prenotazioni: 0114406903 – info@museitorino.it.

Al Pharaoh’s Day al museo Egizio di Torino attività e laboratori per i più piccoli tra giochi, arte e storia (foto museo Egizio)

Vediamo un po’ meglio il ricco programma della giornata. “Palloncini egizi”, dalle 9 alle 18, per un benvenuto allegro e colorato, a cura di Dream Dust. Nel cortile. Per tutti. “I trucchi dei faraoni”, dalle 9.30 alle 18, giochiamo a farci trasformare in sovrani del mondo egizio, a cura di Dream Dust. Al Piano 1 – Roof Garden. Per tutti. “Racconti del sistro”, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16, cercate il sistro, antico strumento musicale legato al culto della dea Iside. Vi saranno narrate storie e favole straordinarie sull’antico Egitto. Inizio ogni 30 minuti; Redji e le pozioni magiche (sala2); Che fine ha fatto Osiride? (sala 12); il mito di Sekhmet, la Potente (Sala 14/B); Il principe e il serpente che prevedeva il futuro (sala 4). Per tutti. “Personaggi egizi raccontano”, dalle 9.30 alle 11.30, dalle 12.30 alle 15.30 e dalle 16.30 alle 18. Inizio ogni 15 minuti. I protagonisti dell’antico Egitto sono tornati in vita e sono pronti a raccontarvi le loro fantastiche avventure. Incontrerete il faraone Ramesse II (sala 14/a), lo scriba Butehamon (Ovale), il generale Djehuty (Sala 5) e la bellissima Merit, amata moglie dell’architetto Kha (sala 7), a cura di Museo Egizio e Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino. Per tutti. “Bombetta e le ombre del tempio”, dalle 11 alle 14 e dalle 15 alle 17.30, spettacolo interattivo e laboratorio per rivivere la magica storia del Tempio. Incontri per famiglie che hanno coraggio, curiosità e amano le storie, a cura di Davide Toscano. Durata 40 minuti, ingresso fino a esaurimento posti, Sala 15, Tempio di Ellesjia. Dai 5 anni con un adulto. “Il principe d’Egitto”, dalle 10.30 alle 12 e dalle 14 alle 16, Zahira Berrezouga ci fa vivere la magia di un racconto poetico e avventuroso, a cura di Giovani Genitori e Zahira Berrezouga. Durata 30 minuti, ingresso fino a esaurimento posti, Sala Conferenze – Piano Terra. Per tutti. “Geroglifici street!”, dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18, street art e messaggi segreti in un laboratorio di pittura con lo street artist, a cura di Ale Puro e Giovani Genitori, Piano 1 – Roof Garden. Per tutti. “Nativi matematici alla base delle piramidi”, dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18, un laboratorio per adulti e bambini per scoprire insieme i numeri e la geometria. Non c’è bisogno di saper contare, basta tanta curiosità per imparare i numeri e i segreti delle piramidi insieme agli autori del libro “Nativi Matematici”, a cura di Editrice La Piccolina. Sala 10 piano 1, dai 4 anni. “La musica racconta…il quartetto d’archi”, dalle 11.30 alle 15.30, sulle note di una celebre Serenata di Mozart suonata dal vivo i bambini saranno coinvolti in attività ludiche ritmico-sonore e saranno accompagnati alla scoperta degli strumenti del quartetto d’archi, a cura di Unione Musicale: Elena Gallafrio, violino; Maria Pia Olivero, violino; Annarita Crescente, viola; Cecilia Salmè, violoncello”. Sala 5- Piano 2. “Segui l’indizio … scopri l’Egizio” a cura di Museo Egizio. Quali segreti nascondono le sale del Museo Egizio? Tocca a voi scoprirli seguendo gli indizi e rispondendo a indovinelli, quiz e rompicapo. Ritirare la vostra scheda al desk in Sala 2 e Sala 6 e…alla fine… ci sarà una sorpresa per tutti i piccoli partecipanti! “Pharaoh’s Day – Spazio ZeroSei Egizio”, dalle 9.30 alle 18.30, costo: 3 euro 1 bambino, 5 euro 2 bambini. Il grande fiume d’Egitto fra pesca e semina, i colori e il loro significato antico, gli animali nelle vesti di amuleti: questi alcuni degli ingredienti delle attività che i bambini da 3 a 6 anni potranno trovare a Spazio ZeroSei Egizio. Una scoperta guidata da educatori specializzati, in cui i bambini, mettendo le mani in pasta, ascoltando una storia e scavando nella sabbia alla ricerca di oggetti, potranno incamminarsi in una cultura millenaria per riconoscere composizione, materiali, essenze e sfumature di reperti (riprodotti), oggetti della vita quotidiana. Per i neonati (e i genitori), è disponibile un’area di accoglienza con libero accesso, con una postazione per allattamento, fasciatoio, microonde e libri. Per maggiori informazioni: spazioegizio@xkeimpresasociale.it

Antico Egitto. A Dra Abu el-Naga (Tebe Ovest) una missione archeologica spagnola ha trovato un giardino funerario con semi di 4mila anni fa. È il primo scoperto, e conferma quanto finora dedotto solo dall’iconografia. Il prof. Josè Manuel Galan, direttore dello scavo, ne parla al museo Egizio di Torino

Il giardino funerario trovato a Dra Abu el-Naga (Tebe Ovest, Egitto) dalla missione spagnola diretta da Josè Manuel Galan (foto Project Djehuty)

È un piccolo rettangolo di 3 metri per 2, sollevato da terra di circa mezzo metro, e diviso in spazi/aiuole di 30 centimetri quadrati. È il primo giardino funerario scoperto da una missione archeologica in Egitto. Finora infatti non ne era mai stato trovato nessuno, anche se dell’esistenza di giardini funebri gli archeologi sapevano dalle illustrazioni presenti in alcune tombe. José Manuel Galán, l’archeologo che dirige la missione spagnola sulla collina di Dra Abu el-Naga, a Tebe Ovest, lo ha scoperto in un cortile aperto, all’ingresso di una tomba scavata nella roccia, risalente forse al 2000 a.C. (Medio Regno). I diversi riquadri in cui era diviso il giardino contenevano probabilmente tipi diversi di piante e fiori, mentre al centro, in due “lettucci” rialzati rispetto agli altri dovevano essere ospitati piccoli alberi o arbusti. “È la prima volta che si è trovato un giardino, fisicamente, ed è quindi la prima volta che l’archeologia può confermare ciò che era stato dedotto dall’iconografia“ spiega Galan, che martedì 15 ottobre 2019, alle 18, al museo Egizio di Torino parlerà di “The Djehuty Project in Egypt: a funerary garden in Dra Abu el-Naga”, conferenza promossa in collaborazione con ACME (Associazione Amici e collaboratori del Museo Egizio). José Manuel Galán, direttore del Progetto Djehuty, è professore di Egittologia al dipartimento di Lingue e culture del Vicino Oriente e del Mediterraneo del Consejo Nacional de Investigaciones Científicas (CSIC, Madrid). L’incontro, a ingresso gratuito in base alla disponibilità della sala, sarà introdotta dal direttore Christian Greco e si terrà in inglese. Per chi desidera, in sala sarà disponibile un servizio di traduzione simultanea. La conferenza sarà inoltre trasmessa in streaming sulla pagina Facebook del Museo.

Il giardino funerario di Dra Abu el-Naga è il primo trovato in Egitto (foto Djehuty Project)

L’egittologo Josè Manuel Galan

Una missione archeologica spagnola, coordinata dal Consiglio Nazionale Spagnolo delle Ricerche di Madrid, lavora dal gennaio 2002 a Dra Abu el-Naga, all’estremità settentrionale della necropoli di Tebe sulla riva occidentale di Luxor. La missione ha iniziato a concentrarsi sulle cappelle funerarie scavate nella roccia di Djehuty e Hery, due alti funzionari che hanno servito rispettivamente sotto Hatshepsut e la Regina Madre Ahhotep (ca. 1520-1460 a.C.). L’area era in precedenza occupata da pozzi funerari e cappelle in mattoni di fango che appartenevano ai membri della famiglia reale e all’élite tebana durante la diciassettesima dinastia, tra il 1600 e il 1520 a.C. A loro volta, questi ultimi dovettero trovare uno spazio libero tra le grandi tombe scavate nella roccia costruite quattrocento anni prima dell’undicesima e della dodicesima dinastia. Due di esse condividono un cortile aperto, e davanti a uno degli ingressi è stato portato alla luce il modellino di un piccolo giardino funerario. L’analisi dei semi e dei resti di 4mila anni fa che si trovano all’interno del giardino può contribuire alle nostre conoscenze sulla coltivazione di piante per scopi funerari e territoriali.

Tentativo di riproduzione del giardino funerario di Dra Abu el-Naga (foto Djehuty Project)

Ipotesi di riproposizione virtuale del giardino funerario di Dra Abu el-Naga (foto Djehuty Project)

“Il giardino – continua Galan – fornirà anche informazioni sulle credenze e le pratiche religiose, così come sulla cultura e la società al momento della XII dinastia, quando Tebe divenne per la prima la capitale del regno unificato dell’Alto e del Basso Egitto“. La palma, il sicomoro e la Persea (l’Albero dell’Egitto, un lontano parente dell’avocado), secondo gli egittologi, erano piante associate alla forza della resurrezione, mentre la lattuga era legata alla fertilità. Galan è prudente: “Dobbiamo aspettare, per vedere quali piante si possono individuare, analizzando i semi che abbiamo raccolto. Si tratta di un ritrovamento spettacolare e più unico che raro, che apre molteplici strade di ricerca”.

La collezione di papiri del museo Egizio di Torino, 700 completi e oltre 17mila frammenti, è ora online grazie alla piattaforma “TTOP. Turin Papyrus Online Platform” aperta a studiosi e appassionati

Uno dei preziosi papiri da Deir el Medina conservati nella collezione papirologica del museo Egizio di Torino (foto museo Egizio Torino)

Papiro da Deir el Medina conservato nella collezione papirologica del museo Egizio di Torino (foto museo Egizio Torino)

È una delle collezioni di papiri più significative a livello mondiale quella custodita dal museo Egizio di Torino con quasi 700 manoscritti completi (interi o ricomposti) e oltre 17mila frammenti di papiro. Circa la metà di questi testi sono scritti in egiziano (nella scrittura corsivo-geroglifica o ieratica), mentre il resto è scritto in demotico, greco, copto o arabo. I manoscritti spaziano da contenuti documentari (ad es. amministrazione di necropoli e templi, testi giuridici) a quelli letterari, rituali, religiosi, magici e funerari (ad es. il Libro dei morti). Solo una piccola parte della collezione trova spazio lungo il percorso espositivo, mentre la maggior parte di essi è custodita nella “papiroteca” del museo, il deposito in cui vengono archiviati e conservati gli antichi scritti. Da oggi questo patrimonio inestimabile, in larga parte non visibile né noto al pubblico, non sarà più “chiuso” nelle mura dell’istituzione torinese, riservato a pochi studiosi, perché i papiri del museo Egizio di Torino approdano sul web grazie alla piattaforma online open data “TPOP – Turin Papyrus Online Platform” che rende accessibili i reperti digitalizzati della collezione papirologica torinese con l’obiettivo, in particolare, di consentirne liberamente lo studio alla comunità scientifica, oltreché di garantirne una migliore conservazione e valorizzazione. “TPOP – Turin Papyrus Online Platform” rappresenta un progetto strategico per il Museo, che permetterà di implementare la conoscenza sulla propria collezione di papiri e, inoltre, si propone di diventare in prospettiva un punto di riferimento per gli egittologi di tutto il mondo, nonché un luogo virtuale di ricerca, condivisione e confronto, in particolare per quanto riguarda l’attività di studio sui frammenti, anche nell’ottica di contribuire a ricomporre documenti finora divisi in porzioni di ogni dimensione.

Una pagina della nuova piattaforma online Tpop Turin Papyrus Online Platform per l’accesso alla collezione papirologica del museo Egizio di Torino n(foto museo Egizio Torino)

Il sito che rende disponibile la piattaforma (https://collezionepapiri.museoegizio.it/), al momento in lingua inglese e prossimamente disponibile anche in italiano, si sviluppa attorno a un database che attualmente conta 230 papiri, la cui totalità è a disposizione degli utenti professionali e di coloro che si registrano sul portale, mentre 50 di essi sono liberamente “navigabili” da chiunque. È comunque in corso una costante attività di implementazione che renderà sempre più ricco questo eccezionale catalogo digitale, le cui schede, oltre all’immagine fotografica ingrandibile di entrambe le facciate di ciascun papiro, propongono la trascrizione dei contenuti e la loro traslitterazione in caratteri geroglifici, le informazioni sul reperto e la sua storia. Inoltre specifiche sezioni del sito consentono anche di scoprire l’attività di ricerca che si sta compiendo attraverso l’applicazione delle nuove tecnologie su questi antichi manoscritti. La maggior parte dei testi presenti sono in ieratico (la forma di scrittura dell’antico Egitto più utilizzata nel quotidiano), e appartengono al gruppo di papiri legati al sito archeologico di Deir el-Medina.

Susanne Töpfer, responsabile della collezione papirologica del museo Egizio di Torino

Il numero dei reperti disponibili online è in continua crescita: il progetto TPOP, infatti, avviato e sostenuto fortemente dal Museo, è sviluppato con un lavoro quotidiano e continuativo a cura dei ricercatori del Museo – e in particolare della responsabile della collezione papiri, Susanne Töpfer – e con l’apporto di una comunità accademica internazionale. Ecco perché il database è stato realizzato in lingua inglese, ma in futuro, e in particolare le traduzioni dei testi, saranno disponibili anche in altre lingue. Tra le iniziative che vedono protagonista la collezione papiri vale la pena di citare inoltre il progetto internazionale “Crossing Boundaries” che, oltre al Museo, coinvolge le università di Basilea e Liegi: tale programma, che ha l’obiettivo di approfondire lo studio dei papiri di epoca Ramesside (1292 – 1076 a.C. circa) del sito di Deir el-Medina presenti nella collezione torinese, ha garantito un sostegno economico al Museo che, in particolare, permette di impiegare un restauratore che si occupa della conservazione e del consolidamento dei papiri ramessidi. Molti frammenti devono infatti essere puliti, distesi e stabilizzati per migliorare (o semplicemente permettere) la leggibilità e per consentire la loro riproduzione fotografica, e il successivo inserimento nel database digitale.

Christian Greco, direttore dell’Egizio di Torino

“La messa online di TPOP, Turin Papyrus Online Platform, è un risultato importante, che permetterà di rendere visibile a tutti una delle parti fondamentali della ricerca del museo Egizio”, dichiara Christian Greco, direttore del museo Egizio. “In questi anni abbiamo infatti dedicato una grande attenzione ai papiri: con la piattaforma d’ora in poi studiosi, studenti, ma anche appassionati e curiosi, potranno trovare numerose e preziose informazioni che riguardano una delle documentazioni più importanti che si sono preservate dall’antico Egitto. Sarà così possibile costruire, e in alcuni casi rafforzare, la rete di accademici che studiano sulla nostra collezione papirologica, e allo stesso tempo permettere a tutti di scoprire tesori inediti custoditi nel Museo. Un’ulteriore testimonianza del forte impegno a fare della ricerca sulla cultura materiale, sulla biografia degli oggetti e sulla ricerca filologica, la spina dorsale di questa istituzione”.