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Ad Arona (No) prima tappa tra le Pro Loco piemontesi della mostra del museo Egizio “Liberi di imparare” con venti copie di reperti realizzati nel carcere di Torino con la collaborazione dell’istituto tecnico “Plana” e del Primo Liceo Artistico: dalla Cappella di Maia agli affreschi della tomba di Iti e Neferu, dai ritratti del Fayyum all’ostrakon della ballerina

L’ingresso della mostra “Liberi di imparare” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

È approdata ad Arona (No) il 10 settembre 2021 la mostra “Liberi di imparare”, frutto della collaborazione iniziata nel 2018 tra il museo Egizio di Torino, la Direzione della Casa Circondariale ‘Lorusso e Cutugno’ e l’Ufficio del Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Torino (vedi Torino. Al museo Egizio la mostra “Liberi di imparare” con venti copie di reperti realizzati nel carcere di Torino con la collaborazione dell’istituto tecnico “Plana” e del Primo Liceo Artistico: dalla Cappella di Maia agli affreschi della tomba di Iti e Neferu, dai ritratti del Fayyum all’ostrakon della ballerina | archeologiavocidalpassato), prima tappa di un tour dell’esposizione, ideato in collaborazione con Unpli Piemonte, comitato regionale dell’Unione nazionale pro loco d’Italia, e con il patrocinio della Regione Piemonte. Fino al 17 ottobre 2021 la Pro Loco di Arona ospiterà, all’ufficio turistico della località sul lago Maggiore, la mostra, che proseguirà il suo viaggio sul territorio piemontese, trovando ospitalità di volta in volta nelle altre Pro Loco. Un’opportunità molto apprezzata dal museo Egizio, che da anni dedica attenzione e risorse alla promozione della sua collezione anche in Piemonte. 

La Cappella di Maia e gli affreschi della tomba di Iti e Neferu riprodotti nel carcere di Torino per la mostra “Liberi di imparare” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

“Liberi di imparare” espone le copie di alcuni reperti dell’antico Egitto, realizzate dai detenuti delle sezioni scolastiche della Casa Circondariale dell’Istituto tecnico “Plana” e del Primo Liceo Artistico, tra cui la Cappella di Maia, gli affreschi della tomba di Iti e Neferu, i ritratti del Fayyum, l’ostrakon della ballerina. Gli oggetti riprodotti fedelmente dai detenuti, al termine di un corso di formazione con egittologi del museo torinese, hanno ricevuto l’apprezzamento dei vertici del museo Egizio. “Siamo molto orgogliosi di questa nuova iniziativa, che ci permette di far conoscere i nostri reperti in una veste inedita e accessibile e nell’ambito di un’iniziativa di grande valore sociale qual è Liberi di imparare”, dichiarano Evelina Christillin e Christian Greco, presidente e direttore del museo Egizio. “Un progetto che prosegue il nostro impegno nei confronti dei pubblici di prossimità e che proseguirà il tour   in altre località piemontesi”.

Torino. Il Green Pass non frena i visitatori al museo Egizio che in agosto segna il tutto esaurito. E già si pensa al 2024, anno del Bicentenario dell’Egizio

Visitatori al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

torino_egizio_logo_1824Le stime erano più caute, l’introduzione del Green Pass faceva temere un calo di prenotazioni ma, al contrario, il pubblico ha apprezzato le misure di sicurezza e ha dimostrato piena collaborazione, consentendo al museo Egizio di Torino di confermare il trend positivo dei mesi di giugno e luglio, registrando il tutto esaurito anche ad agosto con 53.203 visitatori, pari ad una crescita del 31,6% rispetto ad agosto 2020.  Un ottimo risultato, soprattutto alla luce delle norme sul distanziamento e delle altre prescrizioni di sicurezza previste dal DPCM del 23 luglio 2021 che limitano i numeri dell’affluenza. Come nell’estate 2020, il pubblico italiano è stato il più presente a cui, quest’anno, si sono aggiunti turisti europei (soprattutto francesi, olandesi e tedeschi, in una percentuale di circa 25%) che hanno potuto tornare in Italia e nelle città d’arte per le vacanze estive. Il museo Egizio ha espresso soddisfazione e gratitudine per il pubblico che si adegua ai regolamenti per continuare a scoprire le sue collezioni e fruire di un’ampia offerta museale. Le famiglie, in particolare, rappresentano un target importante, che ha costituito il 23% del totale dei visitatori.

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Evelina Christillin, presidente del museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

“Siamo veramente fiduciosi nel prossimo futuro della nostra istituzione e speriamo di proseguire con tutti i numerosi progetti che abbiamo in cantiere”, ha dichiarato la presidente Evelina Christillin. “Per questo auspichiamo che al più presto possa insediarsi il Consiglio di Amministrazione: bisogna considerare che mancano poco più di 2 anni al 2024, anno in cui celebreremo il bicentenario dell’Egizio che dovrà essere all’altezza dell’incessante attività di ricerca e divulgazione che ha restituito la rilevanza e il rispetto internazionale che merita il museo”. Ed è proprio la parola Rispetto che la presidente Christillin ha scelto come ospite di un altro importante appuntamento: infatti l’8 settembre 2021, Giornata mondiale dell’Alfabetizzazione e della Cultura, la Corte Costituzionale, alla presenza del Capo dello Stato e delle più Alte cariche, incontrerà personaggi che testimoniano la centralità della cultura in ogni processo di ricostruzione della società. L’evento si terrà alle 19 ma verrà poi trasmesso su Rai 5 alle 21 dello stesso giorno.

Torino. Al museo Egizio la mostra “Figli di Horus proteggete questo ushabti! Il modellino di sarcofago di Kha”, a cura di Paolo Marini, terzo appuntamento del progetto espositivo “Nel laboratorio dello studioso”

Il modellino del sarcofago di Kha esposto nella mostra “Figli di Horus proteggete questo ushabti!” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Terzo appuntamento del progetto espositivo “Nel laboratorio dello studioso”, dedicato all’attività scientifica che quotidianamente si svolge sugli oggetti esposti nelle sale e custoditi nei magazzini del museo Egizio di Torino. Da venerdì 3 settembre 2021 è aperta al pubblico la mostra “Figli di Horus proteggete questo ushabti! Il modellino di sarcofago di Kha”. Il tema al centro di questa mostra, che resterà aperta al pubblico fino al 1° novembre 2021, è quello dei modellini di sarcofago, reperti rivenuti in luoghi dedicati al culto del defunto o nelle camere funerarie a partire dal periodo compreso tra la XI e la XII dinastia (1980-1759 a.C.) e, sporadicamente, fino al Terzo periodo Intermedio (1076-664 a.C.), che avevano l’obiettivo di enfatizzare l’identificazione dell’ushabti al loro interno con il defunto. L’esposizione dedicata al modellino di sarcofago di Kha è a cura di Paolo Marini, curatore e coordinatore delle mostre itineranti ideate dal museo Egizio.

Ushabti conservati all’interno del modellino del sarcofago di Kha esposti nella mostra del progetto “Nel laboratorio dello studioso” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

In particolare, a costituire il centro dell’esposizione è il modellino di sarcofago dell’architetto Kha, vissuto nella seconda metà della XVIII dinastia (ca. 1400-1292 a.C.), e il cui corredo funebre è interamente conservato ed esposto al Museo Egizio. Il reperto, in legno e ricoperto da vernice nera, costituisce un unicum per il perfetto stato di conservazione, la completezza del set – composto da modellino di sarcofago, ushabti e attrezzi da lavoro – e per la conoscenza del contesto di rinvenimento: una tomba intatta scoperta nel 1906 da Ernesto Schiaparelli a Deir el-Medina. Le tipologie e l’evoluzione dei modellini di sarcofago sono raccontate e approfondite nelle restanti quattro vetrine della mostra, che espongono alcuni degli esemplari più significativi presenti all’interno della collezione del Museo. Tra i temi approfonditi anche quello religioso dei figli di Horus, i quattro geni funerari chiamati, come avveniva per il defunto, a protezione dell’ushabti.  

L’allestimento della mostra “Figli di Horus proteggete questo ushabti! Il modellino di sarcofago di Kha” del progetto “Nel laboratorio dello studioso” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Nei mesi di apertura della mostra sono inoltre in programma alcune visite guidate con il curatore della mostra: le visite sono programmate per martedì 21 settembre e 19 ottobre dalle 16.10 alle 17.10.  La partecipazione è consentita a un massimo di 20 persone con prenotazione online; il costo è di 7 euro a persona (escluso il biglietto d’ingresso). “Nel laboratorio dello studioso” è un ciclo di mostre per mettere sotto la lente di ingrandimento una serie di reperti della collezione torinese e offrire ai visitatori un approfondimento inedito sulle storie che custodiscono e sulle ricerche realizzate dal museo Egizio di Torino. Ecco il calendario delle prossime mostre che saranno realizzate nello spazio della mostra: NOVEMBRE 2021 – GENNAIO 2022: Gatti, falchi e anguille. I bronzi votivi per mummie animali (a cura di Johannes Auenmüller); GENNAIO – MARZO 2022: Un santuario portatile per la dea Anuket (a cura di Paolo Del Vesco); MARZO – MAGGIO 2022: Il Libro dei Morti di Baki, Scriba del Signore delle Due Terre (a cura di Susanne Töpfer).

Torino. Al museo Egizio riprendono “Le Passeggiate del Direttore” dal vivo: Christian Greco accoglie i visitatori a porte chiuse, per guidarli nelle sale del Museo seguendo l’ispirazione del momento

Il direttore del museo Egizio, Christian Greco, riprende le “Passeggiate” dal vivo (foto museo egizio)

Tornano dal vivo “Le Passeggiate del Direttore” con un nuovo appuntamento: venerdì 20 agosto 2021, alle 18.30. Christian Greco accoglie i visitatori a porte chiuse, per guidarli nelle sale del Museo seguendo l’ispirazione del momento. Un percorso riservato a un piccolo gruppo (max 25 persone) per aprire un dialogo con i partecipanti che, a fine percorso, avranno 30 minuti per confrontarsi con il direttore per approfondire o ricevere risposte alle loro curiosità. La nuova proposta intende creare un rapporto più intimo con le collezioni, una maggiore condivisione di esperienza e conoscenza. Ogni visita corrisponde ad un concreto sostegno destinato alla ricerca e alla valorizzazione di un patrimonio che appartiene a tutti e di cui tutti possono prendersi cura. Durata: 2 ore. Biglietto d’ingresso: 50 euro a persona (per i possessori della Carta Abbonamento Musei 46 euro). Prenotazione obbligatoria: Ufficio Informazioni e Prenotazioni 011 44 06 903 dal lunedì al venerdì, 9-17; sabato, 9-19; info@museitorino.it.

Torino. Ferragosto sold out al museo Egizio: oltre 6mila visitatori nel fine settimana. E ora per due martedì visita guidata con il curatore della mostra “Ad Astra: la decifrazione della tavola stellare di Mereru”

L’ingresso della mostra “Ad Astra: la decifrazione della tavola stellare di Mereru” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
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L’egittologo Enrico Ferraris, curatore al museo Egizio di Torino

Ultime due settimane di agosto con altrettante visite guidate al museo Egizio di Torino. Appuntamento martedì 17 e 24 agosto 2021, alle 16.30: visita guidata con il curatore della mostra “Ad Astra: la decifrazione della tavola stellare di Mereru”, realizzata nell’ambito del ciclo espositivo “Nel laboratorio dello studioso”. Il curatore Enrico Ferraris accompagnerà i visitatori alla scoperta dell’osservazione del firmamento nell’antico Egitto e dei sistemi sviluppati dalla cultura nilotica per misurare lo scorrere del tempo e l’avvicendarsi ciclico delle stagioni attraverso la volta celeste. Al centro della visita la decifrazione della tavola stellare di Mereru, protagonista della mostra. I partecipanti saranno inseriti in gruppi di massimo 20 persone. A ogni partecipante sarà consegnata una radio guida con auricolari monouso per rispettare le distanze di sicurezza. Durata: 60 minuti. Prezzo: 7 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione online obbligatoria: https://egizio.museitorino.it/eventi/visita-guidata-con-curatore-museale/

Visitatori al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Ferragosto sold-out. Intanto sono stati pubblicati i dati dell’affluenza nel week end ferragostano. Sono stati 6031 gli ingressi al museo Egizio tra venerdì 13 e domenica 15 agosto 2021, con la giornata di Ferragosto che ha registrato il “tutto esaurito”. “Siamo davvero soddisfatti dei numeri registrati in questo fine settimana, che confermano l’andamento positivo che sta caratterizzando i mesi estivi”, dichiarano Evelina Christillin e Christian Greco, presidente e direttore del museo Egizio. “Una fiducia a cui il museo risponde con un’offerta ricca, che va dalle visite guidate ai servizi per i più piccoli dello Spazio ZeroSei, nonché capace di rinnovarsi grazie alla ricerca, come dimostrano la nuova sala permanente Alla ricerca della Vita, inaugurata a giugno, e il ciclo di mostre Nel laboratorio dello studioso”.

Torino. Il museo Egizio aperto regolarmente per Ferragosto, con prenotazione obbligatoria. Sabato e domenica, attività per i bambini a Spazio ZeroSei Egizio. E un annuncio: in autunno il concerto “Silent Wifi Concert Torino 2021 – stay tuned”

Al museo Egizio di Torino week end di Ferragosto dedicato ai bambini. E non solo. Sabato 14 e domenica 15 agosto 2021, in programma attività per bambini allo Spazio ZeroSei Egizio: un’attività di scoperta e narrazione di miti e leggende egizie, percorsi esperienziali, visivi e tattili dedicata ai bambini fino ai 6 anni. L’esperienza si compone di 30 minuti in Spazio ZeroSei Egizio + 30 minuti nelle sale Deir El Medina e Galleria dei Re. Sabato 14 e domenica 15 agosto le attività si svolgeranno nei seguenti orari: dalle 9:15 alle 10:15, dalle 10:45 alle 11:45, dalle 12:15 alle 13:15, dalle 14:15 alle 15:15, dalle 15:45 alle 16:45. Le attività sono gratuite, per un massimo di 14 partecipanti per fascia di orario, nel rispetto dei protocolli anti-contagio. I bambini devono essere accompagnati da un adulto. Prenotazione obbligatoria tramite form online.

torino_egizio_logo_1824Domenica 15 agosto 2021, Ferragosto al Museo Egizio. Nella giornata di Ferragosto il Museo resterà aperto con orario ordinario, dalle 9 alle 18.30. Ultimo ingresso ore 17.30. Prenotazione online obbligatoria.

Ma al museo Egizio di Torino la programmazione non si ferma. “Mentre voi vi godete le tanto attese vacanze estive”, annunciano, “noi stiamo già organizzando per il 9 ottobre 2021 un concerto davvero speciale, con Andrea Vizzini al pianoforte, che ci farà iniziare l’autunno nel migliore dei modi… è il Silent Wifi Concert Torino 2021 – stay tuned, in collaborazione con PianoLink e Yamaha Pianos”.

Torino. Dal 6 agosto al museo Egizio si entra con il Green Pass: “Ognuno protegge tutti”

Al museo Egizio di Torino si entra con il Green Pass

Ognuno protegge tutti: nuove modalità per la visita al museo Egizio di Torino. In ottemperanza alle disposizioni governative vigenti, previste per tutti i luoghi di cultura italiani (rif. D.L. del 23 luglio 2021), dal 6 agosto 2021 è obbligatorio che i visitatori esibiscano il Green Pass corredato da un valido documento di identità per accedere al museo Egizio. Le disposizioni non si applicano ai bambini di età inferiore ai 12 anni e ai soggetti con certificazione medica specifica. ATTENZIONE: in mancanza del Green Pass e di un documento valido non sarà possibile accedere al Museo e il biglietto acquistato non sarà rimborsato. La Certificazione verde COVID-19 – EU digital COVID è una certificazione digitale e stampabile (cartacea), che contiene un codice a barre bidimensionale (QR Code) e un sigillo elettronico qualificato. Rimangono inoltre in vigore le prescrizioni di sicurezza anti-Covid: per l’ingresso è necessaria la misurazione della temperatura ed è obbligatorio indossare la propria mascherina (per chi non ne fosse autonomamente provvisto è disponibile in loco). Lungo il percorso museale sono inoltre posizionati dispenser di gel igienizzante, mentre le sale hanno una capienza contingentata nel rispetto della distanza fisica prevista per la sicurezza dei visitatori.

Torino, Egitto a km Ø: quest’estate biglietti ridotti per chi raggiunge il museo Egizio con i treni regionali

Egitto a km Ø: quest’estate chi raggiunge il museo Egizio di Torino con i treni regionali può approfittare di speciali tariffe grazie a un accordo con Trenitalia. Oltre all’ingresso ridotto sul biglietto singolo (12 euro anziché 15 euro), è possibile ricevere lo sconto anche sul Family Ticket (2 adulti e 2 minori 28 euro anziché 30 euro). È sufficiente essere in possesso di un biglietto o abbonamento regionale, sovraregionale o integrato Formula (per la riduzione sul Family Ticket almeno un membro della famiglia), valido da o per Torino, anche nei tre giorni precedenti o successivi alla data del viaggio. Il titolo di viaggio va conservato durante la visita del Museo. La promozione è valida fino al 31 ottobre 2021. Per raggiungere il Museo con i regionali veloci sono a disposizione collegamenti quotidiani con Milano, Genova, Cuneo, Savona, oltre ai regionali tra Torino e Aosta. Con oltre 300 treni del servizio ferroviario metropolitano (SFM), la città della Mole è connessa con tutta la Regione: Pinerolo e Chivasso, Alba ed Asti, Fossano, Rivarolo, Chieri, Susa e Bardonecchia. Per maggiori informazioni su orari e prezzi: www.trenitalia.com. Resta comunque valido l’obbligo di prenotazione online dei biglietti d’ingresso al Museo. Per maggiori informazioni e aggiornamenti sulle modalità di ingresso consultare il sito www.museoegizio.it.

Torino. Al museo Egizio tre visite guidate col curatore alla mostra “Ad Astra: la decifrazione della tavola stellare di Mereru”. Intervista a Enrico Ferraris che si racconta e descrive il reperto scelto per il ciclo “Nel laboratorio dello studioso”

L’ingresso della mostra “Ad Astra: la decifrazione della tavola stellare di Mereru” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Martedì 27 luglio, 17 e 24 agosto 2021, alle 16.30, il museo Egizio di Torino organizza una visita guidata con il curatore della mostra “Ad Astra: la decifrazione della tavola stellare di Mereru”, realizzata nell’ambito del ciclo espositivo “Nel laboratorio dello studioso” (vedi Torino. Al museo Egizio “Ad Astra: la decifrazione della tavola stellare di Mereru”, seconda mostra del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” dedicata all’osservazione del firmamento nell’Antico Egitto e sui sistemi sviluppati per misurare lo scorrere del tempo e l’avvicendarsi ciclico delle stagioni attraverso la volta celeste | archeologiavocidalpassato). Il curatore Enrico Ferraris accompagnerà i visitatori alla scoperta dell’osservazione del firmamento nell’antico Egitto e dei sistemi sviluppati dalla cultura nilotica per misurare lo scorrere del tempo e l’avvicendarsi ciclico delle stagioni attraverso la volta celeste. Al centro della visita la decifrazione della tavola stellare di Mereru, protagonista della mostra. Durata: 60 minuti. Prezzo: 7 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione online obbligatoria: https://egizio.museitorino.it/eventi/visita-guidata-con-curatore-museale/ I partecipanti saranno inseriti in gruppi di massimo 20 persone. A ogni partecipante sarà consegnata una radio guida con auricolari monouso per rispettare le distanze di sicurezza.

Enrico Ferraris, curatore del Museo Egizio e della mostra “Ad Astra: la decifrazione della tavola stellare di Mereru”, parte del ciclo espositivo “Nel Laboratorio dello studioso”, ci racconta il suo percorso per diventare un curatore del Museo dal 2013. “In realtà non ho fatto questa scelta”, spiega. “All’epoca l’accesso al mondo del lavoro nei musei, per quello che riguardava le collezioni egittologiche, in Italia erano collegate prevalentemente alle soprintendenze. C’erano dei concorsi che si aprivano quando capitava, anche a distanza di 10-15 anni. E per questo il museo non era esattamente un orizzonte verosimile. Per chi si formava in Egittologia era più che altro l’università. L’attività di scavo archeologico però è capitata un po’ casualmente. Proprio durante la mia seconda stagione di scavo a cui partecipavo con l’università di Torino ad Alessandria d’Egitto, di ritorno da una giornata di lavoro, ricordo il mio professore Paolo Gallo che riceve una telefonata dalla sua professoressa Edda Bresciani, la compianta Edda Bresciani, che proponeva un progetto di collaborazione Italia-Egitto per la nascita del nuovo museo Egizio del Cairo a Giza. E quando iniziai a lavorare al Cairo – continua – fu una svolta. Improvvisamente quello che avevo studiato trovava dei nuovi agganci e soprattutto mi si rivelavano delle nuove lacune che dovevano essere colmate. Soprattutto il lavoro con gli oggetti, la dimensione storica di un museo, il progettare e selezionare degli oggetti che dovevano narrare una storia, sono tutte esperienze che ho iniziato a fare lì, dove ho scoperto di avere effettivamente un particolare affetto per questo tipo di lavoro, cioè quello della narrazione. Sono passati alcuni anni, ed è venuto fuori un concorso al museo Egizio di Torino”. E rivela: “Se non avessi fatto il curatore, avrei fatto il veterinario. Grazie ai racconti dei miei genitori, intorno ai 5 anni manifestai il desiderio di fare il veterinario perché mentre le persone sono in grado di dire dove ti fa male gli animali no, e allora per loro bisogna avere un’attenzione un po’ più particolare”.

La tavola stellare di Mereru al centro della mostra “Ad Astra” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

“Ad Astra: la decifrazione della tavola stellare di Mereru”. Per il ciclo espositivo “Nel laboratorio dello studioso” Enrico Ferraris ha scelto la tavola stellare dipinta sulla parte interna del coperchio del sarcofago del Medio Regno appartenuto a un personaggio che si chiamava Mereru. “Qui in museo ne abbiamo due di queste tavole stellari e sono conservate nella medesima vetrina. L’ho scelta per due ragioni. La prima è perché è un argomento a me molto caro, proprio perché ho dedicato il mio dottorato di ricerca alle stelle. La seconda è perché è un tipo di oggetto molto raro (ne esistono soltanto una trentina di esempi in tutto il mondo, tra integri e frammenti) ed è difficile da spiegare e dunque questa nostra piccola mostra bimestrale rappresenta un po’ una sfida per riuscire a far passare un tipo di informazione che altrimenti è storicamente relegato nell’ambito delle scienze esatte e dunque poco popolare, poco leggibile”. E continua: “Questo reperto ci parla di una storia che non siamo altrimenti in grado di raccontare, ovverossia una storia di generazioni di sacerdoti astronomi che si impegnano a osservare a occhio nudo il firmamento, a registrare, a prendere nota e a selezionare in un processo che tuttavia ci è totalmente oscuro. Non ci sono infatti testimonianze a mostrarci i passaggi formativi a tenere nota e a selezionare stelle, proprio quelle della cintura dei 36 decani, trasmettendo le conoscenze via via apprese alle generazioni successive fino a codificare una tabella che di per sé è a sua volta una nuova sfida. Ovverossia prima hanno raccolto i dati con uno sforzo davvero gigantesco, dopodiché hanno cercato un modo per rappresentare in maniera facile da consultare queste informazioni e si sono inventati una specie di Excel, perciò una griglia, con le ore della notte per le righe, e per le colonne invece le decadi, e anche in queste perciò abbiamo uno sforzo di astrazione, di organizzazione dell’informazione. E in più quando noi poi vediamo queste tabelle sul sarcofago, come quello appunto in mostra, assistiamo a un ulteriore passaggio: quando queste tabelle che venivano di fatto utilizzate per vari scopi anche religiosi, non solo funerari, approdano nel mondo appunto del rituale funerario, diventano una rappresentazione, è una visione che però è anche una speranza per la vita nell’aldilà”.

Torino. Pubblicato il primo bilancio integrato del museo Egizio: visione a 360° delle proprie numerose attività, dalla ricerca all’inclusione sociale

È online il primo bilancio integrato del museo Egizio di Torino: il documento nasce dalla volontà di unire la rendicontazione qualitativa e quantitativa delle proprie attività, ma in particolare di analizzare e misurare gli elementi che ne determinano il valore oltre gli indicatori che tradizionalmente costituiscono il bilancio. Dal 2018 il museo Egizio ha sviluppato infatti un progetto di rendicontazione non finanziaria: dopo tre edizioni di bilancio sociale (2017, 2018 e 2019) e il documento “La Creazione del Valore” (2018), primo passo verso una presentazione integrata, per il racconto del 2020 è stata realizzata un’analisi attenta che ribadisce con forza gli obbiettivi culturali, di ricerca e di formazione centrali in tutte le attività svolte. Il documento restituisce quindi la sperimentazione di un metodo innovativo di misurazione delle attività svolte e dei risultati raggiunti, che va ben oltre le rilevazioni economiche tradizionali, basate su dati come i ricavi di biglietteria. Il valore di un museo risiede nella sua missione di custode della memoria collettiva e tutte le sue attività sono svolte a radicare questa consapevolezza nella società. Attraverso il Report integrato 2020 il Museo ha inteso dunque restituire una visione a 360° delle proprie numerose attività, dalla ricerca all’inclusione sociale, che l’istituzione svolge quotidianamente e che ha continuato ad implementare anche durante un anno complesso come quello preso in esame. I contenuti presentati nel report sono stati elaborati a partire da una serie di indicatori chiave di prestazione e analizzano i processi che caratterizzano il lavoro del Museo, e come questi si integrino con aspetti come il rapporto con gli stakeholder e i temi materiali, ossia le attività rilevanti dell’ente. Il racconto qualitativo è inoltre arricchito con grafici e tabelle di grande impatto, che offrono una maggiore intelligibilità dei progetti svolti e dei risultati ottenuti.