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Roma. All’Odeion – museo dell’Arte classica dell’università La Sapienza ultimo appuntamento con il ciclo di incontri “Cronache vulcenti” e inaugurazione mostra “Vulci: il patrimonio disperso e ritrovato. Dalle ricerche ottocentesche al digitale”

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“Vulci, Ponte della Badia” (1842), acquerello di Samuel James Ainsley (1806-1874) (foto The Trustees of the British Museum): immagine usata dall’École française de Roma per il seminario “Cronache vulcenti”

Un Seminario sulla storia degli scavi e sulle collezioni archeologiche disperse per affrontare il tema della dispersione del patrimonio archeologico di Vulci, attraverso il recupero della documentazione d’archivio relativa agli scavi condotti nei secoli scorsi nelle necropoli della città e grazie al coinvolgimento di studiosi che sotto diversi aspetti hanno affrontato il tema. Giovedì 26 maggio 2022, alle 13.30, all’Odeion – museo dell’Arte classica dell’università La Sapienza di Roma, ultimo appuntamento con il ciclo di incontri ‘Chroniques vulciennes. Séminaire sur l’histoire des fouilles et des collections archéologiques dispersées – Cronache vulcenti’ organizzato dal dipartimento di Scienze dell’Antchità – Sapienza università di Roma, in collaborazione con l’École française de Roma e il patrocinio dell’Istituto nazionale di Studi Etruschi e Italici. Perché tra le grandi metropoli etrusche, Vulci è forse quella su cui ancora oggi pesano maggiormente le complesse vicende degli scavi, che hanno profondamente condizionato la possibilità di ricostruirne la storia e di apprezzarne adeguatamente il ruolo nel più ampio quadro dell’Italia preromana.

roma_sapienza_mostra-vulci-il-patrimonio-disperso-e-ritrovato_foto-sapienzaMolti sono i fattori all’origine di questa situazione che affligge la città, tra le più indagate e le meno conosciute dell’Etruria meridionale: se da un lato le convulse ricerche condotte a partire dall’Ottocento con finalità antiquarie hanno determinato la distruzione di numerosi contesti e un’immane dispersione del suo patrimonio archeologico in musei e collezioni di tutto il mondo, dall’altro il saccheggio indiscriminato delle sue necropoli perpetrato dagli scavatori clandestini fin dagli anni ’50 del Novecento, ha continuato, nonostante i tentativi di repressione, a provocare la diaspora sistematica di eccezionali reperti che, decontestualizzati, hanno per sempre perduto la loro condizione di documenti storici divenendo solo “begli oggetti” destinati ad arricchire raccolte museali o private, soprattutto all’estero. Per queste ragioni, il settore di Etruscologia e antichità italiche del dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza, in collaborazione con l’École Française de Rome e con il patrocinio dell’Istituto nazionale di Studi Etruschi e Italici, ha organizzato tra febbraio e maggio 2022 il ciclo di incontri Chroniques vulciennes. Séminaire sur l’histoire des fouilles et des collections archéologiques dispersées – Cronache vulcenti.

roma_sapienza_seminario_vulci-nell-era-digitale_locandinaProgramma. Alle 13.30, accoglienza e presentazione della sessione: Alessandro Conti, Christian Mazet, Laura M. Michetti. Seguono i saluti istituzionali: Giorgio Piras, direttore del dipartimento di Scienze dell’Antichità – Sapienza Università di Roma; Brigitte Marin, directrice de l’École française de Rome; Nicolas Laubry, directeur des études pour l’Antiquité – École française de Rome; Giuseppe Sassatelli, presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici. Moderatore: Stéphane Verger, museo nazionale Romano. Alle 14, Cécile Colonna, Néguine Mathieux (Institut National d’Histoire de l’Art; Musée du Louvre) su “Le patrimoine de Vulci et le marché parisien du XIXe siècle”; 14.30, Benjamin Houal, Vincent Jolivet (CNRS, AOrOc) su “Fouilles anciennes, technologie numérique: la nécropole de Cavalupo”; 15, Maurizio Forte, Elisa Biancifiori (Duke University; Sapienza Università di Roma) su “Vulci nell’era digitale: il progetto Vulci 3000”; 15.30, Manuela Bonadies, Anna Sofia Lippolis, Laura M. Michetti, Arturo Zampaglione (Sapienza Università di Roma; CNR-ISTC; Direzione VNM) su “Vulci nel Mondo. Un museo virtuale del patrimonio disperso”; 16, Sara De Angelis (Direzione regionale Musei Lazio – museo Archeologico nazionale di Vulci) su “Raccontare il patrimonio disperso. Il fenomeno della sottrazione e spoliazione dei beni archeologici all’interno dei percorsi museali: sfide e opportunità”; 16.30, Simona Carosi (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale): conclusioni del seminario “Vulci: la ricerca come volano per la tutela e la valorizzazione”.

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La locandina della mostra “Vulci: il patrimonio disperso e ritrovato. Dalle ricerche ottocentesche al digitale” dal 26 maggio al 26 novembre 2022 al museo delle Antichità Etrusche e Italiche dell’università La Sapienza di Roma

Il Seminario è accompagnato da una mostra “Vulci: il patrimonio disperso e ritrovato. Dalle ricerche ottocentesche al digitale” che si apre il 26 maggio 2022, alle 17.30, nel museo delle Antichità Etrusche e Italiche del Polo Museale della Sapienza e alla quale il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia ha contribuito con il prestito di reperti e con materiali d’archivio. Alle 18.45, aperitivo di fine seminario nell’Odeion, Museo dell’Arte Classica. La mostra “Vulci: il patrimonio disperso e ritrovato. Dalle ricerche ottocentesche al digitale”, che rimarrà aperta fino al 26 novembre 2022, intende presentare le tematiche affrontate durante gli incontri di studio, al fine di sensibilizzare la comunità tutta sul tema cruciale della dispersione del patrimonio archeologico (vulcente e non solo) e condividere le diverse attività di studio, tutela, valorizzazione e comunicazione portate avanti da diversi enti e istituzioni.