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Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa (Pz): ecco il ricco programma di iniziative per ripensare l’eredità storica tra ricerca scientifica e creatività contemporanea

Allestimento del museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino” di Melfi (Pz) (foto drm-basilicata)
Allestimento del museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz) (foto drm-basilicata)

Dal 25 al 27 settembre 2026 i musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa (Pz) aderiscono alle Giornate Europee del Patrimonio (GEP 2026), la più estesa manifestazione culturale europea promossa dal Ministero della Cultura con il patrocinio del Consiglio d’Europa. Il tema di quest’anno, “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”, si traduce in un fitto calendario di iniziative volte a ripensare l’eredità storica come materia viva, inclusiva e in costante trasformazione attraverso la promozione di un dialogo integrato tra ricerca scientifica e creatività contemporanea. Le attività vedranno protagonisti i luoghi della cultura dell’Istituto — dal parco paleolitico di Notarchirico al Castello svevo di Melfi, fino al parco archeologico di Venosa — affiancando alla fruizione dei monumenti focus archeologici, performance artistiche e presentazioni editoriali. Iniziative in collaborazione con università della Tuscia, liceo Artistico “P.F. Campanile” di Melfi, Comune di Venosa, Archeofuturo APS, Fondazione Elpis, Club per l’Unesco del Vulture, Archeoclub di Melfi.

IL PROGRAMMA A MELFI

Venerdì 25 settembre 2026, Castello Svevo – museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino”: alle 10.30, inaugurazione della mostra “Installazioni Artistiche Temporanee. Dialoghi tra Storia, Natura e Futuro”, nell’ambito della collaborazione con il liceo Artistico “P.F. Campanile” di Melfi.

Sabato 26 settembre 2026, Castello Svevo – museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino”: ore 10–12.30 / 17–19.30, visite guidate alla mostra “Installazioni Artistiche Temporanee” condotte dagli studenti del liceo Artistico “P.F. Campanile”. Alle 18, presentazione del libro “Strumenti sonori e contesti del mondo antico” di Alessandra D’Eugenio, viaggio tra archeo-musicologia e reperti archeologici, a cura dell’Archeoclub di Melfi. Ore 20–24, apertura serale al prezzo simbolico di 1 euro.

Domenica 27 settembre 2026, Castello Svevo – museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino”: alle 17.30, presentazione del programma di residenze d’artista e di ricerca IN-RUINS, promosso da Archeofuturo APS. L’incontro offrirà un’occasione di confronto diretto con gli artisti e le artiste residenti Nona Inescu, Nazira Karimi, Niccolò Masini e Lucas Cornejo Pasara, per riflettere sulle intersezioni tra patrimonio archeologico e produzione artistica contemporanea.

IL PROGRAMMA DI VENOSA

Sabato 26 settembre 2026, parco archeologico (ore 10-13): apertura straordinaria dell’Anfiteatro Romano e alle 10, visita guidata della nuova area di scavo, in collaborazione con la missione archeologica dell’università della Tuscia diretta dal prof. Salvatore De Vincenzo. Un’occasione per approfondire dal vivo le metodologie d’indagine. (Prenotazione obbligatoria al n. 0972.36095). Museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” (ore 20 –24): apertura serale al prezzo simbolico di 1 euro e apertura straordinaria delle Cisterne Romane, testimonianza dell’ingegneria idraulica dell’antica Venusia. Loggiato del Castello “Pirro del Balzo” (ore 18.30): “A cinque voci”, performance sonora del duo Polisonum (F. Lilli e D. Loforese). L’intervento, realizzato nell’ambito della residenza d’artista In-ruins (in collaborazione con Archeofuturo APS, Fondazione Elpis e il Comune di Venosa), esplora la dimensione acustica e materica del monumento.

Domenica 27 settembre 2026, parco paleolitico di Notarchirico (ore 10–13): apertura straordinaria; alle ore 10:30 visita guidata dedicata ai bambini e alle loro famiglie (prenotazione obbligatoria al n. 0972.36095). Parco archeologico (ore 17.30): passeggiata nel Parco dal tema “Le strade romane”, organizzata da Club per l’Unesco del Vulture.

Melfi (Pz). Al museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino” apertura della mostra diffusa “SALVATI. Storia di un sequestro” allestita in contemporanea al Castello di Melfi e al Castello di Venosa e dedicata al recupero di circa 140 reperti archeologici sottratti all’Italia da scavi clandestini e reimmessi sul mercato clandestino internazionale

Venerdì 17 luglio 2026, alle 19, al museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino” nel Castello di Melfi (Pz), inaugurazione della mostra diffusa “SALVATI. Storia di un sequestro”, allestita in contemporanea presso il Museo Archeologico Nazionale “Massimo Pallottino” (Castello di Melfi) e il Museo Archeologico Nazionale “Mario Torelli” (Castello di Venosa). Un percorso espositivo diffuso, tra Melfi e Venosa, che spazia da raffinati vasi a figure rosse a preziosi gioielli in ambra e oro, fino a sculture e a un grande mosaico policromo. La mostra, promossa dai Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa in collaborazione con il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, resterà aperta fino al 27 settembre 2026. Alla vernice interverranno Erminia Lapadula, direttrice del museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino” di Melfi; ten. Col. Paolo Salvatori, comandante della Sezione Archeologia del reparto operativo TPC; Lorena Trivigno, archeologa, supporto Ales dei musei nazionali di Matera; Claudia Lucchese, funzionario archeologo del Castello Svevo di Bari; Angelo Bottini, già soprintendente Archeologia della Basilicata; Tommaso Serafini, direttore dei Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa.

L’esposizione è dedicata al recupero di circa 140 reperti archeologici sottratti all’Italia da scavi clandestini e reimmessi sul mercato clandestino internazionale. Il cruciale rientro, finalizzato nel maggio 2023 al termine di un lungo e complesso negoziato con la società di diritto inglese in liquidazione Symes Ltd – appartenuta al noto trafficante d’arte Robin Symes –, è stato reso possibile grazie alla complessa attività investigativa del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. L’operazione ha visto il fondamentale coinvolgimento dell’Avvocatura Generale dello Stato, dell’Ambasciata d’Italia a Londra e dei Dipartimenti del Ministero della Cultura dedicati alla Tutela e alla Valorizzazione del patrimonio. A seguito del recupero, il Ministero della Cultura ha avviato un’attenta ridistribuzione territoriale dei beni: il lotto assegnato ai Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa comprende vasi a figure rosse, ornamenti in ambra e oro, sculture, oggetti di uso quotidiano e un grande mosaico policromo. La mostra intende accendere i riflettori su un fenomeno drammatico che colpisce il nostro patrimonio culturale. Strappati brutalmente ai contesti di provenienza, questi reperti erano stati ridotti a meri oggetti d’arredo per il collezionismo clandestino. L’esposizione si configura quindi come una profonda riflessione sulla legalità e sulla congiunta azione di tutela e valorizzazione del patrimonio.

Melfi (Pz). Al museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino” appuntamento speciale con “La conversione di un cavallo. Tableaux vivants da Caravaggio” per le celebrazioni dei 50 anni del museo

Sabato 25 aprile 2026, negli spazi del museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino”, nel Castello di Melfi (Pz), “La conversione di un cavallo. Tableaux vivants da Caravaggio”, articolato in due turni, alle 17 e alle 18.15. Un appuntamento speciale che si inserisce nel programma di celebrazioni per i cinquant’anni del museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino” di Melfi, un importante traguardo che si vuole condividere con il pubblico attraverso un calendario di iniziative di alto valore culturale. L’iniziativa propone un’esperienza immersiva di forte impatto visivo ed emotivo, in cui la pittura si fa azione scenica: i capolavori di Michelangelo Merisi da Caravaggio prendono vita attraverso la tecnica dei tableaux vivants, restituendo al pubblico la potenza espressiva dell’arte caravaggesca, fondata su intensi contrasti di luce e ombra, capaci di rivelare e coinvolgere profondamente lo spettatore. Lo spettacolo, a cura della compagnia Ludovica Rambelli Teatro di Dora De Maio, prevede la rappresentazione di 23 celebri tele del maestro lombardo, ricostruite dal vivo in una sequenza di immagini di straordinaria suggestione. L’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria al numero 0972238726. Con questa iniziativa, i Musei e Parchi archeologici di Melfi e Venosa rinnovano il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio culturale, promuovendo forme innovative di fruizione capaci di avvicinare pubblici diversi e offrire nuove chiavi di lettura dell’esperienza artistica.