Melfi (Pz). Al museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino” apertura della mostra diffusa “SALVATI. Storia di un sequestro” allestita in contemporanea al Castello di Melfi e al Castello di Venosa e dedicata al recupero di circa 140 reperti archeologici sottratti all’Italia da scavi clandestini e reimmessi sul mercato clandestino internazionale

Venerdì 17 luglio 2026, alle 19, al museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino” nel Castello di Melfi (Pz), inaugurazione della mostra diffusa “SALVATI. Storia di un sequestro”, allestita in contemporanea presso il Museo Archeologico Nazionale “Massimo Pallottino” (Castello di Melfi) e il Museo Archeologico Nazionale “Mario Torelli” (Castello di Venosa). Un percorso espositivo diffuso, tra Melfi e Venosa, che spazia da raffinati vasi a figure rosse a preziosi gioielli in ambra e oro, fino a sculture e a un grande mosaico policromo. La mostra, promossa dai Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa in collaborazione con il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, resterà aperta fino al 27 settembre 2026. Alla vernice interverranno Erminia Lapadula, direttrice del museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino” di Melfi; ten. Col. Paolo Salvatori, comandante della Sezione Archeologia del reparto operativo TPC; Lorena Trivigno, archeologa, supporto Ales dei musei nazionali di Matera; Claudia Lucchese, funzionario archeologo del Castello Svevo di Bari; Angelo Bottini, già soprintendente Archeologia della Basilicata; Tommaso Serafini, direttore dei Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa.
L’esposizione è dedicata al recupero di circa 140 reperti archeologici sottratti all’Italia da scavi clandestini e reimmessi sul mercato clandestino internazionale. Il cruciale rientro, finalizzato nel maggio 2023 al termine di un lungo e complesso negoziato con la società di diritto inglese in liquidazione Symes Ltd – appartenuta al noto trafficante d’arte Robin Symes –, è stato reso possibile grazie alla complessa attività investigativa del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. L’operazione ha visto il fondamentale coinvolgimento dell’Avvocatura Generale dello Stato, dell’Ambasciata d’Italia a Londra e dei Dipartimenti del Ministero della Cultura dedicati alla Tutela e alla Valorizzazione del patrimonio. A seguito del recupero, il Ministero della Cultura ha avviato un’attenta ridistribuzione territoriale dei beni: il lotto assegnato ai Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa comprende vasi a figure rosse, ornamenti in ambra e oro, sculture, oggetti di uso quotidiano e un grande mosaico policromo. La mostra intende accendere i riflettori su un fenomeno drammatico che colpisce il nostro patrimonio culturale. Strappati brutalmente ai contesti di provenienza, questi reperti erano stati ridotti a meri oggetti d’arredo per il collezionismo clandestino. L’esposizione si configura quindi come una profonda riflessione sulla legalità e sulla congiunta azione di tutela e valorizzazione del patrimonio.
Per la Festa della Musica quattro appuntamenti esclusivi tra Castello di Lagopesole, museo Archeologico nazionale “M. Torelli” di Venosa e museo Archeologico nazionale “M. Pallottino”, nel Castello di Melfi. Ecco il programma

Domenica 21 giugno 2026, in occasione della Festa della Musica, il circuito dei luoghi della cultura dell’istituto autonomo musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa (Pz) si trasformerà in un palcoscenico diffuso. Quattro appuntamenti esclusivi animeranno il Castello di Lagopesole, il museo Archeologico nazionale “M. Torelli” di Venosa e il museo Archeologico nazionale “M. Pallottino”, nel Castello di Melfi, offrendo ai visitatori un viaggio sonoro unico tra le architetture storiche e i tesori archeologici del territorio del Vulture. Per entrambi i concerti l’ingresso è compreso nel normale costo del biglietto del museo. (prenotazione al numero 0972 238726)
CASTELLO DI LAGOPESOLE, CAPPELLA PALATINA: ore 11, concerto per violino e violoncello. La mattinata si aprirà nella suggestiva cornice della domus federiciana con l’esibizione del duo composto da Vincenzo Lioy (violino) e Mario Filippo Calvelli (violoncello). Le trame dei due strumenti ad arco dialogheranno con la maestosa architettura del castello in un repertorio di grande raffinatezza. Evento in collaborazione con l’Associazione Dimora Culturale. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti (prenotazione al numero 0972 238726).

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE “M. TORELLI” – VENOSA: ore 17.45, “Note di Cinema” – evento multimediale. La sala conferenze del museo (all’interno del Castello Pirro del Balzo) ospiterà un connubio perfetto tra la settima arte e i suoni dal vivo. I musicisti dell’Accademia del SOL di Venosa, in collaborazione con la nota community cinematografica ITALIAN KINGS OF THE B’s, eseguiranno le più iconiche colonne sonore della storia del cinema, accompagnate dalla proiezione simultanea delle scene madri dei film. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti (prenotazione al numero 338 3891462).
CASTELLO DI MELFI – MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE “M. PALLOTTINO”. Il maniero normanno-svevo farà da sfondo a una doppia sessione interamente dedicata al fascino del violoncello solista, ospitando due giovani e straordinari talenti del panorama concertistico. Evento in collaborazione con l’Associazione Dimora Culturale. Alle 18.30, Violoncello Solo – Eleonora Testa: un cammino musicale intimo e di grande impatto emotivo, perfetto per accompagnare le luci del tardo pomeriggio tra le mura storiche del castello. Alle 21, Violoncello Solo – Stefano Bruno: il concerto serale chiuderà la rassegna della Festa della Musica, regalando al pubblico un’atmosfera notturna di rara suggestione, sospesa tra storia e virtuosismo.
Venosa (Pz). Al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz), la conferenza “Il viaggio dell’Askòs Catarinella. Storia ritualità e identità”, dedicato al ritorno nella collezione museale venosina di uno dei più importanti esemplari della ceramica listata canosina di età ellenistico-romana

Martedì 26 maggio 2026, alle 17.15, al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz), la conferenza “Il viaggio dell’Askòs Catarinella. Storia, ritualità e identità”, dedicato al ritorno nella collezione museale venosina di uno dei più importanti esemplari della ceramica listata canosina di età ellenistico-romana. Il ritorno e la valorizzazione dell’Askòs Catarinella, straordinaria testimonianza della civiltà daunia e delle sue pratiche rituali legate al culto dei defunti e alla concezione dell’aldilà, rappresenta un momento di grande rilievo culturale e simbolico per la città di Venosa e per il patrimonio archeologico della Basilicata.
Ad aprire l’incontro sarà Rosanna Calabrese, direttrice del museo Archeologico nazionale di Venosa, seguita dai saluti istituzionali del sindaco di Venosa Francesco Mollica. Interverranno studiosi italiani e internazionali: Christian Heitz – università di Innsbruck, Matthias Hoernes – università di Salisburgo, su “Lusso, rituali e potere: l’Askòs Catarinella e le élite della Daunia nell’età ellenistico-romana”; Maria Teresa Imbriani – università della Basilicata, su “Figlio mio che sogno lungo che ti fai: morte e pianto rituale nella Lucania di Scotellaro”. Le conclusioni saranno affidate a Tommaso Serafini, direttore dei musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa.

A seguire, il pubblico assisterà allo svelamento della nuova teca espositiva che accoglierà l’Askòs Catarinella all’interno del percorso museale permanente. Il reperto, un grande vaso destinato a contenere e versare liquidi potori era verosimilmente parte del corredo funerario di un personaggio appartenente all’élite daunia. Scoperto intorno agli anni Venti del Novecento in seguito a scavi clandestini, l’Askòs costituisce un eccezionale esempio di produzione tarda della ceramica listata canosina, decorata con bande geometriche e motivi naturalistici stilizzati. Di straordinario interesse è il ricco apparato figurativo che si sviluppa sotto le bocche del vaso: un lungo corteo funerario animato da offerenti, musicisti e prèfiche con le braccia alzate in segno di lutto che assiste il defunto verso il passaggio nell’oltretomba. La scena culmina attorno a un catafalco funerario e a una struttura interpretata come ingresso della tomba a camera, mentre grandi figure femminili ornate di gioielli evocano divinità ctonie protettrici dei momenti di transizione tra vita e morte. L’intero immaginario decorativo rimanda a credenze salvifiche e a simboli di rinascita, tra cui galli, elementi floreali e il cipresso, in una narrazione visiva di eccezionale potenza simbolica e spirituale. Il ritorno dell’Askòs Catarinella al museo archeologico nazionale di Venosa rappresenta la restituzione alla comunità di una memoria identitaria profondamente legata alla storia antica del territorio.
Venosa (Pz). Al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz), seminario pubblico “Matera, Melfi, Bradanica: paesaggi, archeologie, reti di conoscenza” nell’ambito del progetto “Grand Tour Diversions. Redesigning Tourism Flows towards Sustainable Cultural Itineraries”

Il 13 maggio 2026, alle 15.30, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz), seminario pubblico “Matera, Melfi, Bradanica: paesaggi, archeologie, reti di conoscenza”, dedicato alla conoscenza e alla valorizzazione di nuovi itinerari culturali lungo l’asse bradanico tra Matera, Venosa e Melfi, nell’ambito del Progetto di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) “Grand Tour Diversions. Redesigning Tourism Flows towards Sustainable Cultural Itineraries”, una ricerca biennale finanziata dal ministero dell’università e della Ricerca e sviluppata da cinque unità di ricerca appartenenti a università italiane: Sapienza università di Roma (capofila), IUAV Venezia, università di Ferrara, università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara e università di Camerino. Programma del seminario. Alle 15.30, saluti istituzionali: Tommaso Serafini, direttore dei musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa; Francesco Mollica, sindaco di Venosa; Giuseppe Maglione, sindaco di Melfi; Giuseppe Mecca, sindaco di Avigliano; Giuseppe Candela, sindaco di Irsina; 16, introduzione: Fabrizio Toppetti, Ettore Vadini, Ludovico Romagni, Marino Borrelli su “Grand Tour Diversions. Matera, Melfi, Bradanica”; 16.30, interventi: Tommaso Serafini (musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa) su “Castelli, musei e parchi archeologici nazionali del Vulture: strategie e percorsi di valorizzazione”; Antonio Bixio (università della Basilicata) “Borghi rurali lucani in divenire”; Antonio Elettrico (fondazione Matera Basilicata 2019) su “Infrastrutture culturali e narrazione: la creazione di itinerari medievali nelle aree interne lucane”; 17.30, tavola rotonda: dialogo tra i partecipanti e chiusura seminario.
Promossa dalle Unità di Ricerca e dai Laboratori di Pre-Laurea coordinati dal prof. Ettore Vadini e dal prof. Ludovico Romagni della Scuola di Architettura e Design dell’università di Camerino, in collaborazione con l’istituto autonomo Musei e Parchi archeologici di Melfi e Venosa, l’iniziativa prevede un articolato programma di visite studio nei luoghi-patrimonio dell’Alto Bradano e un seminario pubblico conclusivo. Saranno coinvolti trenta studenti laureandi del corso di laurea in Scienze dell’Architettura della SAAD di Ascoli Piceno, accompagnati da docenti, ricercatori, tutor e guide. Il gruppo sarà impegnato nell’esplorazione di significativi patrimoni della modernità e dell’antichità tra Matera e Melfi, tra cui borghi della Riforma, castelli medievali, centri storici e siti archeologici.
L’obiettivo del progetto è indagare le condizioni di sfruttamento turistico di alcuni luoghi-simbolo del territorio italiano e, parallelamente, individuare nuove opportunità di sviluppo per contesti limitrofi ad alto potenziale. I casi studio includono Venezia e la Riviera del Brenta fino ai Colli Euganei, Roma e la costa nord da Fiumicino a Civitavecchia, Pescara e la costa dei Trabocchi con i parchi dell’Appennino centrale, e Matera con l’area interna bradanica verso il Vulture Melfese. In un contesto segnato dalle criticità dell’overtourism, il progetto intende promuovere un approccio multidisciplinare capace di valorizzare la diversità dei territori e di superare i limiti della monocultura turistica. Attraverso la costruzione di un solido quadro conoscitivo e lo sviluppo di progetti sperimentali a diverse scale, “Grand Tour Diversions” mira a delineare nuove funzioni e forme a supporto di itinerari culturali sostenibili.
Ponte di Pasqua e Pasquetta (con #domenicalmuseo): 750mila ingressi in musei, parchi archeologici e altri luoghi della cultura statali (+9% rispetto al 2025). Sul podio della classifica assoluta al primo posto il Colosseo (con 81.841 ingressi), seguito dal Foro Romano e Palatino (68.136 ingressi) e dall’area archeologica di Pompei (52.812 ingressi)
Sono stati circa 750mila gli ingressi registrati nei musei, nei parchi archeologici e negli altri luoghi della cultura statali nel fine settimana di Pasqua e Pasquetta 2026. Nei tre giorni di aperture – sabato 4, domenica 5 e lunedì 6 aprile 2026 – si contano 57mila visitatori in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un incremento complessivo di circa il 9%. Nella classifica assoluta al primo posto il Colosseo (con 81.841 ingressi), seguito dal Foro Romano e Palatino (68.136 ingressi) e dall’area archeologica di Pompei (52.812 ingressi) che torna sul podio.
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 81.841; Foro Romano e Palatino 68.136; area archeologica di Pompei 52.812; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 49.393; parco archeologico di Ercolano 8.479; museo e area archeologica di Paestum 7.987; museo Archeologico nazionale di Napoli 7.928; Terme di Caracalla 7.028; Grotte di Catullo e Museo archeologico di Sirmione 6.651; Villa Adriana 6.253; area archeologica di Ostia antica 4.995; museo Archeologico di Venezia 4.419; Terme di Diocleziano 3.305; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 3.042; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 3.026; Palazzo Massimo 1.928; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.711; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 1.579; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 1.572; Palazzo Altemps 1.547; anfiteatro e teatro romano di Lecce 1.454; mausoleo di Cecilia Metella e chiesa di San Nicola 1.284; museo d’Arte Orientale Venezia 1.283; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e villa di Tiberio 1.271; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.262; Castello Scaligero di Sirmione 1.120; musei nazionali di Cagliari 1.105; museo di Palazzo Grimani 1.097; Basilica di Sant’Apollinare in Classe 1.044; Castello Giulio II 1.041; Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 1.036.
Giornata internazionale della Donna al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz): percorso di visita guidato “Donne e lavoro nell’antica Venusia”
Domenica 8 marzo 2026, in occasione della Giornata internazionale della Donna, al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz), diretto da Rosanna Calabrese, alle 17.30, il percorso di visita guidato “Donne e lavoro nell’antica Venusia”, dedicato alle donne della colonia latina di Venusia, con ingresso gratuito alle donne. L’itinerario tra epigrafi, reperti archeologici e fonti letterarie restituisce voce alle donne venusine e riconosce il loro contributo, spesso silenzioso ma fondamentale, alla vita economica e sociale della città. Occasione per riflettere sul ruolo femminile nell’antichità e valorizzare storie di autonomia e partecipazione attiva alla vita della comunità. Dietro i nomi femminili incisi nella pietra emerge una comunità viva e dinamica: donne impegnate nel lavoro, inserite in reti di relazioni umane e professionali, protagoniste di attività produttive e imprenditoriali. Tra le testimonianze: la lanipendia Catallage, addetta alla distribuzione della lana, esempio di competenze specializzate in un sistema organizzato; Minatia e Babullia, attive nella produzione laterizia, figure riconoscibili come imprenditrici autonome nell’Italia romana. Uno sguardo alle fonti letterarie, a partire da Orazio, che restituisce profili significativi di donne e del loro lavoro. Prenotazione allo 097236095.
Venosa (Pz). Al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” visita tematica “San Faustino oltre San Valentino. Dell’amore e dei suoi volti”
Il 15 febbraio 2026, alle 17.30, il museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz) celebra San Faustino, festa dedicata ai single, con il percorso tematico “San Faustino oltre San Valentino. Dell’amore e dei suoi volti”. Partendo dalla concezione antica per cui esistono sei diverse forme d’amore, da quello narcisistico a quello filiale, da quello passionale a quello spirituale, verranno analizzati insieme i molteplici aspetti di questo complesso sentimento. I reperti esposti nel museo saranno lo spunto per affrontare questa tematica da una prospettiva insolita, attraverso mito, storia e arte. Informazioni e prenotazioni al n. 0972.36095.




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