Paestum (Sa). Inaugurato dal ministro Giuli “Paestum fuori le mura”, il nuovo allestimento del museo Archeologico nazionale al termine del vasto programma di riqualificazione e rinnovamento dell’edificio e dell’esposizione permanente avviato nel 2019: oltre quarantamila anni di storia tornano a comporsi in un unico racconto, dalla preistoria a Poseidonia, dal Grand Tour agli scavi recenti

Oltre quarantamila anni di storia tornano a comporsi in un unico racconto: dalle prime testimonianze della presenza umana alla città greca di Poseidonia, dalle trasformazioni di età lucana e romana alla riscoperta di Paestum durante il Grand Tour, fino alle più recenti attività di ricerca archeologica. Dal 4 agosto 2026 il museo Archeologico nazionale di Paestum si presenta al pubblico nel suo allestimento completo, al termine del vasto programma di riqualificazione e rinnovamento dell’edificio e dell’esposizione permanente avviato nel 2019 dai parchi archeologici di Paestum e Velia.

A inaugurare “Paestum fuori le mura” è stato – lunedì 3 agosto 2026 – il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, insieme al direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo; presenti anche Luca Mercuri, dirigente delegato della direzione generale Musei, e Gaetano Paolino, sindaco di Capaccio Paestum. “Il museo Archeologico nazionale di Paestum rappresenta da anni un punto di riferimento per il territorio”, dichiara il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. “Il nuovo allestimento lo rende ancora più bello e ne amplia le possibilità di fruizione. Cura e accessibilità sono le parole chiave di questa giornata: un museo realizza pienamente la propria funzione quando favorisce la partecipazione e consente a ciascuno di sentirsi parte attiva della comunità. Professionalità, passione e tecnologie avanzate permettono di avvicinare pubblici sempre più numerosi. È così che il museo diventa un presidio fondamentale, capace di tenere viva una rete di relazioni e di rafforzare il senso di appartenenza. La cultura è anche presenza e prossimità ai cittadini”.


L’inaugurazione segna il punto di arrivo di un percorso sviluppato per fasi. Nel 2023 sono state riaperte la sezione dedicata alla Preistoria e alla Protostoria del territorio, le sale sui Santuari e sullo spazio pubblico della città greco-lucana e la nuova sezione “Oltre il museo”. Nel 2024 è stata inaugurata la sezione “Paestum: dalla città romana a oggi”. Con l’inaugurazione della sezione “Nuovi scavi e ricerche” e la riapertura delle sale dedicate alle necropoli, al territorio e alle tombe dipinte della città greco-lucana, il disegno espositivo del Museo giunge a compimento. Il titolo “Paestum fuori le mura” racchiude il cuore del nuovo racconto espositivo: lo sguardo si sposta oltre la cinta muraria dell’antica città, verso un paesaggio popolato in età greco-lucana da necropoli, santuari suburbani e rurali, nuclei abitativi e produttivi. Uno spazio tutt’altro che marginale, nel quale la città costruiva il proprio rapporto con il territorio, con il sacro e con la memoria dei defunti. Non si tratta, dunque, dell’apertura di un singolo nucleo espositivo, ma del momento conclusivo di un progetto pluriennale che restituisce il Museo nella sua interezza. Reperti, contesti archeologici, apparati didattici e strumenti multimediali costruiscono oggi una narrazione organica, capace di mettere in relazione la storia della città con quella delle comunità e del paesaggio che la circondavano. “Il nuovo allestimento del museo Archeologico nazionale di Paestum rappresenta un risultato di grande rilievo per la valorizzazione del patrimonio: porta a conclusione un progetto pluriennale che restituisce al Museo la piena unità del suo percorso e ne rafforza il ruolo nel panorama nazionale e non solo”, afferma Alfonsina Russo, capo del dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale. “Un risultato reso possibile anche dalla capacità di integrare risorse pubbliche e contributi privati, consolidando il legame con il territorio e ampliando la capacità del Museo di raggiungere nuovi pubblici”.

Il ritorno delle tombe dipinte. Tra i protagonisti della nuova esposizione c’è la straordinaria collezione delle tombe dipinte, uno dei nuclei più importanti e identitari del patrimonio archeologico di Paestum. Le lastre funerarie di periodo greco-lucano, databili tra il V e i primi decenni del III secolo a.C., tornano pienamente fruibili insieme ai rispettivi corredi, all’interno di un allestimento completamente rinnovato. Scene di ritorno del guerriero, combattimenti, gare, cortei e momenti di commiato raccontano i valori, le credenze e i ruoli sociali delle comunità lucane. Il nuovo percorso restituisce le pitture al loro contesto originario, ricostruendo le forme delle sepolture, i rituali funerari e le circostanze del rinvenimento. Le lastre non sono presentate soltanto come testimonianze di straordinario valore artistico, ma come parti di contesti funerari unitari. Il dialogo con i corredi consente di avvicinarsi alle storie delle persone per le quali quelle immagini furono realizzate e di comprendere il significato che la morte, la memoria e la rappresentazione dell’identità assumevano nella società lucana.

Alle tombe dipinte già presenti nel precedente allestimento, si aggiungono lastre che entrano ora per la prima volta prima volta nell’esposizione permanente del Museo. Spiccano, tra queste, le pareti dipinte della tomba a camera 113 della necropoli di Spinazzo, pregevoli per qualità di esecuzione del programma decorativo, sottoposte a un delicato intervento di restauro cofinanziato dal ministero della Cultura e dalla donazione privata della società Eutecne Srl. nell’ambito del programma nazionale Art bonus. Accanto alla collezione delle tombe dipinte, le sale dedicate alle necropoli e al territorio ricostruiscono l’organizzazione dello spazio esterno alla città in età greca e lucana. Reperti noti e materiali finora non esposti restituiscono i rapporti tra il centro urbano, i luoghi di culto, gli insediamenti, le attività produttive e le aree funerarie disseminate nella chora dell’antica Poseidonia.
“Paestum fuori le mura” segna il completamento del progetto di rinnovamento del museo Archeologico nazionale di Paestum ed è un traguardo di grande significato”, dichiara il direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo. “È il risultato di un lavoro di squadra che oggi, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, restituiamo alla comunità e ai visitatori. Il nuovo allestimento racconta ciò che accadeva oltre le mura della città antica e il legame tra Poseidonia e il suo territorio, attraverso reperti provenienti da scavi ancora in corso, materiali finora conservati nei depositi e restauri realizzati anche grazie al sostegno dei nostri mecenati. Un museo non è soltanto un luogo di conservazione, ma uno spazio in cui il patrimonio viene interpretato, condiviso e reso accessibile. Il nuovo percorso tattile, esteso all’intero Museo, testimonia questo impegno e si inserisce in un più ampio progetto dedicato all’accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva. Con questo intervento il Museo di Paestum si conferma uno spazio aperto, di conoscenza e partecipazione. È un risultato che condividiamo con tutte le professionalità che hanno contribuito alla sua realizzazione a cui desidero esprimere un sentito ringraziamento e con tutta la comunità, alla quale oggi restituiamo un luogo fondamentale della propria identità e della propria cultura”.

Un Museo che racconta oltre quarantamila anni di storia. Fondato nel 1952 nel cuore dell’antica Poseidonia-Paestum, il museo conserva una delle più importanti collezioni archeologiche del Mediterraneo, formatasi attraverso oltre un secolo di scavi, studi e ricerche. L’edificio, progettato negli anni Trenta del Novecento secondo i principi dell’architettura razionalista, nacque per accogliere l’eccezionale ciclo di metope scolpite in arenaria, datate tra il 570 e il 560 a.C. e rinvenute nel santuario di Hera sul fiume Sele. Alle metope si sono aggiunte nel tempo testimonianze di valore eccezionale, prima fra tutte la celebre Tomba del Tuffatore, risalente al 480-470 a.C., unica tomba dipinta con scene figurate finora conosciuta nel mondo greco per questo periodo.

Il percorso museale, che dalla preistoria si spinge fino all’età moderna, comprende due sezioni concepite ex novo: “Oltre il museo”, inaugurata nel 2023 e dedicata ai depositi visitabili; e “Nuovi scavi e ricerche”, uno spazio dinamico nel quale presentare le attività condotte dai Parchi nell’ambito della ricerca, della tutela, della conservazione, della didattica e della valorizzazione. Quest’ultima sezione, aperta oggi per la prima volta, porta il pubblico “dietro le quinte” del Museo, rendendo visibile il lavoro svolto quotidianamente dal personale dei Parchi e l’impegno che accompagna ogni scoperta, dallo scavo allo studio, dalla conservazione alla restituzione pubblica. Le vetrine accolgono allestimenti temporanei dedicati anche alle collaborazioni con università, istituti di ricerca italiani e internazionali, scuole del territorio, enti e associazioni impegnati nel settore culturale. “Con il completamento del nuovo allestimento, il museo Archeologico Nazionale di Paestum offre al pubblico un racconto unitario e accessibile della città antica, del suo territorio e delle comunità che lo hanno abitato, valorizzando la straordinaria ricchezza delle sue collezioni”, afferma Luca Mercuri, dirigente delegato della direzione generale Musei. “È un progetto che unisce qualità scientifica e attenzione a tutti i pubblici, rafforza il ruolo di Paestum nel sistema museale nazionale e interpreta pienamente la funzione del museo contemporaneo: un luogo aperto, nel quale conservazione, ricerca e partecipazione concorrono a rendere il patrimonio sempre più comprensibile e condiviso”.

Un percorso accessibile e aperto alla comunità. Il rinnovamento del Museo non riguarda soltanto ciò che viene esposto, ma anche il modo in cui il patrimonio viene raccontato e condiviso. Apparati didattici, contenuti multimediali, supporti tattili e percorsi in Lingua dei Segni offrono diversi livelli di lettura e favoriscono l’accessibilità fisica, cognitiva e sensoriale. Gli interventi sono stati sostenuti dai programmi PON “Cultura e Sviluppo” FESR 2014-2020, dal Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche e da progetti finanziati dal PNRR, dedicati al miglioramento dell’accessibilità fisica e cognitiva, alla digitalizzazione del patrimonio documentale e all’efficientamento energetico. Con i lavori del PNRR “Miglioramento dell’accessibilità fisica e cognitiva del patrimonio archeologico e documentale storico e corrente del Parco Archeologico di Paestum e Velia” è stato integrato e completato, anche grazie alla collaborazione con il Museo Statale Tattile “Omero” di Ancona, il percorso tattile che accompagna il visitatore in tutte le sale, con 25 nuove riproduzioni in stampa 3D e con la realizzazione di supporti su misura e didascalie in italiano, inglese e Braille bilingue, che ripercorrono la storia di Poseidonia-Paestum. Sia le riproduzioni sia i relativi supporti sono stati progettati secondo i principi dell’universal design, in coerenza con i reperti originali. I supporti, corredati da didascalie, sono concepiti per essere movimentati insieme ai modelli che ospitano, così da consentire al percorso tattile del Museo di essere riproposto anche in mostre temporanee e in diversi allestimenti. In questo modo, l’intero progetto mantiene la propria unitarietà e identità anche in contesti espositivi differenti, valorizzando il patrimonio archeologico di Paestum. Nella strategia di accessibilità del Museo il nuovo percorso tattile coopera con il progetto “E.LIS.A. per Paestum”, precedentemente realizzato nelle sale espositive, promosso dalla Regione Campania in collaborazione con l’ENS – Ente Nazionale Sordi e coordinato dalla Fondazione IFEL Campania con fondi della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità. Il progetto ha previsto la disseminazione di contenuti multimediali in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e in International Sign Language (IS), pensati per rendere la visita sempre più inclusiva e per dare ai visitatori sordi la possibilità di esplorare il patrimonio culturale in modo completo e accessibile.

“Paestum fuori le mura” è stato costruito assieme alla comunità. Nel cortile del Museo è stata ripristinata la piena funzionalità dell’installazione artistica realizzata da Carlo Alfano nel 1972, anche grazie al sostegno della famiglia Palmieri dell’azienda Vannulo, nell’ambito del loro impegno a favore della valorizzazione del patrimonio culturale. L’opera, concepita come conclusione del ciclo “Tempi prospettici” in seguito alla straordinaria scoperta della Tomba del Tuffatore avvenuta nel 1968, costituisce il primo esempio opera d’arte contemporanea installata in un museo archeologico, contestualizzando così il tema del dialogo tra antico e contemporaneo. Grazie al recente restauro, l’opera di Alfano torna a confrontarsi, grazie al complesso gioco di riflessioni e rifrazioni reso possibile dai suoi dispositivi ottici, con la celebre scena dipinta sulla lastra di copertura della sepoltura, esposta nella sala antistante.
Paestum (Sa). Dal 4 agosto il museo Archeologico nazionale si presenta al pubblico nel suo allestimento completo. Per l’occasione il direttore Tiziana D’Angelo accompagnerà la cittadinanza alla scoperta del nuovo percorso museale

Dal 4 agosto 2026, il museo Archeologico nazionale di Paestum (Sa) si presenta al pubblico nel suo allestimento completo. Con l’apertura delle nuove sale dedicate alle necropoli, al territorio, alle tombe dipinte e alla sezione dedicata ai nuovi scavi e ricerche in corso, si conclude un importante progetto di rinnovamento che restituisce ai visitatori un racconto unitario di oltre 40.000 anni di storia, dalla preistoria fino alle più recenti scoperte archeologiche. Per celebrare questo importante traguardo, il direttore dei Parchi, Tiziana D’Angelo, sarà lieta di accogliere la cittadinanza e accompagnarla alla scoperta del nuovo percorso museale, condividendo un momento speciale con la comunità e con tutti coloro che desiderano conoscere il volto rinnovato del Museo.
Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale il laboratorio di ceramica “Kéramos” dedicato a “Donne e cosmesi nel mondo antico” alla scoperta di gesti, rituali e abitudini legati alla bellezza nel mondo antico

Domenica 21 giugno 2026, alle 11, al museo Archeologico nazionale di Paestum (Sa) torna l’appuntamento mensile con i laboratori di ceramica Kéramos, organizzati dai Parchi in collaborazione con l’Associazione Pandora Artiste Ceramiste. Il tema scelto per l’incontro è “Donne e cosmesi nel mondo antico”. Posti limitati (max 25 partecipanti). Biglietto per la partecipazione al laboratorio 2 euro (dai 6 anni in poi) che si aggiunge al costo del biglietto di ingresso ai Parchi (ove previsto) e all’abbonamento Paestum&Velia. Partendo dall’osservazione dei reperti conservati nel Museo di Paestum, i partecipanti scopriranno come le donne della Magna Grecia utilizzassero piccoli vasi, alabastron, pissidi e contenitori per custodire essenze, creme e cosmetici naturali. Attraverso questi oggetti sarà possibile conoscere gesti, rituali e abitudini legati alla bellezza nel mondo antico. Il laboratorio prevede la realizzazione in argilla di piccoli contenitori ispirati alle forme antiche, decorati con motivi geometrici, floreali e simboli tratti dall’arte magnogreca. Ogni partecipante potrà modellare il proprio “scrigno della bellezza”, immaginando di custodire al suo interno profumi e segreti provenienti da oltre duemila anni di storia. Un’esperienza che unisce archeologia, creatività e manualità, permettendo di comprendere come la ceramica non fosse soltanto un oggetto d’uso quotidiano, ma un prezioso custode di rituali, identità e tradizioni tramandate nel tempo.
Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale il laboratorio di ceramica “Kéramos” dedicato a “Il mare e i pesci” alla scoperta del nuovo allestimento presto aperto al pubblico

Domenica 31 maggio 2026, al museo Archeologico nazionale di Paestum (Sa), alle 11, torna l’appuntamento mensile con i laboratori di ceramica “Kéramos”, organizzati dai parchi archeologici di Paestum e Velia in collaborazione con l’associazione Pandora Artiste Ceramiste. Il tema scelto per l’incontro è “Il mare e i pesci”: i partecipanti faranno un viaggio creativo tra arte, mare e archeologia, ispirato ai meravigliosi piatti da pesce della tradizione pestana esposti nel nuovo allestimento del museo Archeologico nazionale di Paestum, presto aperto al pubblico, e realizzeranno poi dei manufatti in argilla ispirati al mondo marino. Un’esperienza coinvolgente che unirà manualità, fantasia e patrimonio culturale, per riscoprire attraverso la ceramica, il profondo legame tra il mare e la storia di Paestum. Biglietto per la partecipazione al laboratorio 2 euro (dai 6 anni in poi) che si aggiunge al costo del biglietto di ingresso ai Parchi (ove previsto) e all’abbonamento Paestum&Velia e che può essere acquistato presso le biglietterie dei Parchi oppure online: https://www.vivaticket.com/it/ticket/keramos-laboratori-di-ceramica/304047.
Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale “Contenere il cibo: nutrire il corpo rispettare la terra”, il secondo appuntamento del nuovo ciclo dei laboratori di ceramica “Kéramos”
Domenica 26 aprile 2026, alle 11, il museo Archeologico nazionale di Paestum ospita un nuovo appuntamento del laboratorio di ceramica Kéramos dal titolo “Contenere il cibo: nutrire il corpo, rispettare la terra”. Un’esperienza che unisce archeologia, ceramica e cultura del cibo, trasformando i reperti del passato in un’esperienza concreta e creativa da vivere oggi. L’attività è inclusa nel biglietto d’ingresso o nell’abbonamento Paestum&Velia. I posti sono limitati a un massimo di 25 partecipanti ed è richiesta la prenotazione obbligatoria. Prenotazione su https://parchipaestumvelia.cultura.gov.it/laboratorio-di-ceramica-keramos-contenere-il-cibo-nutrire-il-corpo-rispettare-la-terra/. L’attività è ispirata alle pratiche di conservazione e consumo del cibo nel mondo greco-romano: dalle anfore alle hydrie, fino alle ceramiche da mensa conservate nel museo, testimonianze preziose della vita quotidiana antica. Partendo da questi oggetti, i partecipanti potranno avvicinarsi a un modo di vivere profondamente legato alla terra, ai suoi ritmi e alle sue risorse, riscoprendo il valore dei materiali naturali e delle tradizioni. Guidati dalle artiste dell’Associazione Pandora Artiste Ceramiste, infatti, realizzeranno manufatti in argilla ispirati ai reperti esposti come piccoli contenitori per spezie e legumi, orci e vasetti decorati con motivi vegetali. A ispirare l’attività è stato anche un raffinato esemplare conservato nel museo, che si vede nella locandina dell’evento: una lekythos a vernice nera a forma di mandorla, databile al IV secolo a.C. e proveniente dal Santuario meridionale di Poseidonia. Realizzata in argilla e di piccole dimensioni (h 10 cm, larghezza 5 cm), presenta un corpo allungato e affusolato, con la parte superiore rivestita da vernice nera lucida. La porzione inferiore, invece, è lasciata grezza e incisa con grande cura per riprodurre la superficie rugosa del guscio di una mandorla, completa della tipica linea centrale. Priva di ansa e con una lieve sbeccatura sul bordo, questa forma così particolare restituisce un esempio significativo della creatività e della ricerca formale nella ceramica antica.
Pasquetta ai parchi archeologici di Paestum e Velia per una giornata tra storia e natura
Pasquetta è il momento perfetto per uscire, esplorare e lasciarsi sorprendere. Ai parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa) il Lunedì dell’Angelo 6 aprile 2026 si può vivere una giornata tra storia e natura, tra scoperta e bellezza senza tempo.
VISITE AI DEPOSITI DEL MUSEO. A Paestum, alle 10, 12, 15 e 17, si potranno scoprire i depositi del Museo e i suoi tesori nascosti che risvegliano antiche leggende e che permettono di vivere un’esperienza unica con l’iniziativa “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum”. Prenotazione obbligatoria al numero + 39 0828811023 o alla mail pa-paeve.promozione@cultura.gov.it
CRINALE DEGLI DEI. A Velia, alle 10, passeggiata lungo il Crinale degli dei, il percorso archeo-paesaggistico che si snoda lungo le terrazze sacre di Velia, tra l’Acropoli e l’entroterra. Durante la passeggiata si potranno ammirare panorami e scorci unici di Velia, del suo mare e del suo territorio. Lungo il crinale, oltrepassando Porta Rosa, ci si immerge in un territorio vivace e ricco. Appuntamento in biglietteria ore 9.30.
PAESTUM & VELIA ON THE ROAD. Servizio di navetta da Paestum a Velia e ritorno. La navetta gratuita partirà alle ore 15:00 dal parcheggio Voza, a pochi passi dall’area archeologica di Paestum, raggiungerà Velia e, alle ore 18:00, ritornerà a Paestum. Il servizio è incluso nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. Per usufruirne, è obbligatorio ritirare il “ticket navetta” presso le biglietterie dei Parchi prima della partenza. Per informazioni telefonare al +39 0828811023 oppure scrivere a pa-paeve.promozione@cultura.gov.it.
Paestum e Velia (Sa). Pasqua, prima domenica del mese, parchi gratuiti: ecco le attività in programma
In occasione delle festività pasquali, i parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa) sono regolarmente aperti, dalle 8.30 alle 19.30 con ultimo ingresso alle 18.30, offrendo a visitatori e famiglie l’opportunità di vivere queste giornate all’insegna della cultura, della bellezza e della storia. Il 5 aprile 2026, Domenica di Pasqua, coincide con la prima domenica del mese, con ingresso gratuito per tutti, grazie all’iniziativa promossa dal ministero della Cultura. Anche a Pasquetta, i Parchi resteranno aperti per accogliere il pubblico che desidera trascorrere una giornata diversa, tra arte, natura e relax. Un’occasione speciale per riscoprire due tra i siti archeologici più affascinanti del Mediterraneo, tra templi maestosi, paesaggi unici e percorsi immersi nella storia millenaria, con la possibilità di spostarsi tra Paestum e Velia grazie al servizio di navetta gratuita, attivo per entrambe le giornate di festa e pensato per favorire una mobilità sostenibile e una fruizione integrata dei due siti.
VISITE AI DEPOSITI DEL MUSEO. A Paestum, alle 10, 12, 15 e 17, si potranno scoprire i depositi del Museo e i suoi tesori nascosti che risvegliano antiche leggende e che permettono di vivere un’esperienza unica con l’iniziativa “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum”. Prenotazione obbligatoria al numero +39 0828811023 o alla mail pa-paeve.promozione@cultura.gov.it
VISITE AL NUOVO PERCORSO “IL TEMPIO AL CONFINE – HERA E IL PAESAGGIO DEL SELE”. Presso il Santuario di Hera, alla foce del fiume Sele, sarà possibile scoprire il nuovo percorso “Il tempio al confine – Hera e il paesaggio del Sele”, recentemente aperto, che offre una lettura suggestiva del rapporto millenario tra santuario, paesaggio fluviale e memoria del culto di Hera. Il percorso, accompagnato da pannelli didattici, percorsi accessibili e un giardino ispirato alla vegetazione dell’epoca, permetterà ai visitatori di vivere un’esperienza immersiva tra storia e natura. Le visite partiranno alle 15 e, in caso di pioggia, saranno sospese. La prenotazione è obbligatoria all’indirizzo pa-paeve.promozione@cultura.gov.it
CRINALE DEGLI DEI. A Velia, alle 10, passeggiata lungo il Crinale degli dei, il percorso archeo-paesaggistico che si snoda lungo le terrazze sacre di Velia, tra l’Acropoli e l’entroterra. Durante la passeggiata si potranno ammirare panorami e scorci unici di Velia, del suo mare e del suo territorio. Lungo il crinale, oltrepassando Porta Rosa, ci si immerge in un territorio vivace e ricco. Appuntamento in biglietteria 9.30.
PAESTUM & VELIA ON THE ROAD. Servizio di navetta da Paestum a Velia e ritorno. La navetta gratuita partirà alle ore 15:00 dal parcheggio Voza, a pochi passi dall’area archeologica di Paestum, raggiungerà Velia e, alle ore 18:00, ritornerà a Paestum. Il servizio è incluso nel biglietto di ingresso ai Parchi, gratuito per la prima domenica del mese, e nell’abbonamento Paestum&Velia. Per usufruirne, è obbligatorio ritirare il “ticket navetta” presso le biglietterie dei Parchi prima della partenza. Per informazioni telefonare al +39 0828811023 oppure scrivere a pa-paeve.promozione@cultura.gov.it
Giornata internazionale della Donna: a Paestum alla scoperta delle donne nell’antichità, a Velia visita tematica “Storie pop di donne e città ribelli”
Nel mondo antico, le figure femminili occupano uno spazio complesso e profondo, fatto di vita quotidiana, riti, miti e passaggi simbolici. Le pitture delle tombe lucane, presto visibili nel nuovo allestimento del museo Archeologico nazionale di Paestum, raccontano anche questo: viaggi ultraterreni, presenze divine, richiami a modelli della grande pittura greca, in una narrazione che intreccia memoria, identità e rappresentazione. L’8 marzo 2026 è un’occasione per attraversare questi racconti e riscoprire, attraverso l’archeologia, le storie delle donne nell’antichità in una giornata di cultura e condivisione con ingresso gratuito per tutte le donne ai Parchi archeologici di Paestum e Velia.
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, che prevede l’ingresso gratuito per tutte le donne, i Parchi propongono un appuntamento speciale nell’area archeologica di Velia. Domenica 8 marzo 2026, alle 11, appuntamento in biglietteria, visita tematica “Storie pop di donne e città ribelli”, a cura dei ragazzi del Servizio Civile in servizio a Velia, un percorso pensato per raccontare il sito di Velia attraverso prospettive nuove, mettendo al centro figure femminili iconiche, vicende di libertà e momenti di trasformazione che hanno segnato la storia. Tra le strade e i monumenti dell’antica Elea, la visita guiderà i partecipanti in un viaggio tra archeologia e racconto, intrecciando episodi della storia della città con riflessioni sul ruolo delle donne e sulle forme di resistenza e cambiamento che hanno attraversato il mondo. La visita tematica è inclusa nel biglietto d’ingresso ai Parchi, gratuito per le donne e nell’abbonamento Paestum&Velia.
Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale l’evento speciale “Aeternum”, una riflessione sul tempo, sulla memoria e sul legame profondo che unisce le persone ai luoghi della storia
Ci sono luoghi che non appartengono a un solo tempo. Luoghi che continuano a parlare, a trasformarsi, a generare domande e meraviglia. Il 13 Febbraio 2026, alle 11, al museo Archeologico nazionale di Paestum, i parchi archeologici di Paestum e Velia invitano il pubblico a partecipare a “Aeternum” un evento speciale, pensato come un momento di incontro, racconto e condivisione. Un appuntamento che non nasce per svelare subito, ma per aprire uno spazio di ascolto e di attesa, in cui la storia viene osservata non come qualcosa di concluso, ma come una presenza viva, capace di dialogare con il presente. Durante l’evento verrà presentata una nuova visione legata al modo di vivere e attraversare il patrimonio archeologico: una riflessione sul tempo, sulla memoria e sul legame profondo che unisce le persone ai luoghi della storia. Un filo conduttore accompagnerà l’incontro e ne anticipa il senso più profondo: la storia è Aeternum. Un’espressione che racchiude il valore di ciò che dura, di ciò che ritorna, di ciò che non si esaurisce in una sola visita, ma continua a esistere attraverso lo sguardo e l’esperienza di chi sceglie di esserci. L’evento è aperto a visitatori, appassionati e a tutti coloro che sentono che la storia non è solo racconto del passato, ma scelta del presente.
In questi luoghi il tempo non si arresta: continua a parlare, a intrecciarsi con le storie di chi le attraversa. Nei parchi di Paestum e Velia, l’eternità non è solo quella dei templi o delle statue, ma vive nella connessione profonda tra le comunità del passato e quelle di oggi. Conoscere la storia degli antichi abitanti significa riconoscere gesti, scelte e valori che ancora ci appartengono, e che guidano il nostro presente. E se l’eterno non avesse una durata illimitata nel tempo, ma fosse ciò che non conosce né passato né futuro ma solamente il puro presente? Nel suo poema Parmenide lo chiama τὸ ἐόν, che letteralmente significa “ciò che è”. Esso non ha nascita né morte ma, dice il sapiente di Elea, “è ora”, identico a sé stesso. L’eterno come ciò che dura in ogni tempo; l’eterno come “ciò che è”. Due sensi diversi dell’eternità, che però parlano entrambi della storia di Paestum e di Elea-Velia, del loro patrimonio, delle loro comunità e del pensiero che vi ebbe luogo. Il senso dell’eternità continua a interrogarci sfidando le nostre intuizioni. Lo farà ancora una volta il 13 febbraio 2026.
Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale “Ricordi Sergio? Un tributo all’artista a otto anni dalla sua scomparsa”: momento di ricordo, riflessione e condivisione, per celebrare l’eredità artistica e umana di Sergio Vecchio
“Ricordi Sergio? Un tributo all’artista a otto anni dalla sua scomparsa”: mercoledì 11 febbraio 2026, alle 16, nello spazio pubblico del museo Archeologico nazionale di Paestum incontro dedicato alla figura di Sergio Vecchio, a otto anni dalla sua scomparsa. L’iniziativa intende rendere omaggio all’artista e al suo percorso umano e creativo, sottolineando il legame profondo che unisce Sergio Vecchio a Paestum. Un rapporto che si è concretizzato, lo scorso anno, nella donazione al Museo di una tela da parte della famiglia dell’artista che celebra il forte legame di Vecchio con il paesaggio pestano. L’opera, dal titolo “L’attesa”, oggi parte integrante del patrimonio del museo Archeologico nazionale di Paestum, rappresenta un segno tangibile della volontà di mantenere viva la sua memoria attraverso l’arte, affidandola a un luogo simbolo della storia e dell’identità culturale del territorio.
L’incontro, aperto a tutti, sarà un momento di ricordo, riflessione e condivisione, per celebrare l’eredità artistica e umana di Sergio Vecchio e il valore della donazione come gesto di dialogo tra memoria privata e patrimonio collettivo. Oltre alla moglie dell’artista, Bruna Alfieri e ai figli Viviana e Marco, saranno presenti alla commemorazione: il direttore dei Parchi Tiziana D’Angelo, l’antropologo Paolo Apolito, lo storico e critico d’arte Massimo Bignardi e il giornalista e scrittore Paolo Romano, tutte personalità che hanno condiviso con l’artista un rapporto di vicinanza umana e intellettuale, testimoni del suo percorso artistico e della sua eredità culturale. A seguire, visita all’opera di Sergio Vecchio esposta stabilmente nel Museo e alla nuova sezione “Paestum: dalla città romana ad oggi”, recentemente rinnovata e aperta al pubblico.















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