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All’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea l’archeologo subacqueo Salvatore Agizza presenta il nuovo brand editoriale iMediterranei: un magazine, una trasmissione televisiva in onda su Canale 21, un sito web sempre aggiornato e tre canali social per la condivisione dei contenuti multimediali. E alla XXIII Borsa di Paestum iMediterranei protagonisti alla conferenza sul Turismo subacqueo

All’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologia di Licodia Eubea l’archeologo subacqueo Salvatore Agizza dialoga con Alessandra Cilio, direttore artistico (foto graziano tavan)

Nasce iMediterranei, perché il Mare Nostrum è uno e molte cose allo stesso tempo: scoperte, viaggi, storia, letteratura, geografia, religione, archeologia, scienza, ricerca, clima, natura, cosmopolitismo. All’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct) il nuovo brand editoriale iMediterranei è stato presentato dal suo ideatore e promotore, l’archeologo subacqueo Salvatore Agizza, amministratore di Teichos Servizi e Tecnologie per l’Archeologia. Il progetto prevede un magazine diretto dalla giornalista Matilde Andolfo e distribuito da Guida Editori, una trasmissione televisiva in onda su Canale 21, un sito web (www.imediterranei.it) sempre aggiornato e tre canali social per la condivisione dei contenuti multimediali. “Il nostro sarà un viaggio nell’archeologia tra scoperte, mostre, eventi, lavoro, manager e comunità legate al mare. Di sotto e di sopra. Il Mediterraneo, testimone del nostro passato, può rappresentare oggi il motore per lo sviluppo dell’economia dei nostri territori”, scrive nell’editoriale all’interno del primo numero della rivista Salvatore Agizza. Esposizioni museali, forum, la tv e la Rete, con il magazine trimestrale saranno occasione per attivare interessi economici e culturali, partendo da Napoli, capitale del Mediterraneo.

“Il Mediterraneo è un crocevia antichissimo”, scrive Agizza. “Da millenni tutto vi confluisce, complicandone ed arricchendone la storia: bestie da soma, vetture, merci, navi, idee, religioni, modi di vivere. E anche le piante. Un crocevia, un mondo. Geografia umana, storia, antropologia. Con una Terra di sotto, il mare. E una Terra di sopra, le coste, le città, gli uomini. Ecco, noi vogliamo raccontare la Terra del mare e la Terra degli uomini. Nasce un brand editoriale, magazine, web, tv. Il nostro sarà un viaggio del mondo sotterraneo, tra città sommerse, reperti archeologici, antiche civiltà, affascinanti silenzi. E un viaggio al centro di un mondo esterno, fatto di comunità, lavoratori, offerte culturali, musei, competenze, futuro. Nasce iMediterranei, il racconto di mari, popoli, comunità. Nasce nella notte del mondo alle prese con la drammatica Pandemia. Nasce per esorcizzare angosce ed esaltare speranze. Nasce perché recuperare la memoria storica, proprio laggiù nel cuore del Mediterraneo sommerso, con la stratificazione di epoche, guerre, commerci, tragedie, vittorie, misteri, uomini e donne, dominatori e dominati, forse, può aiutarci a costruire un futuro diverso”.

La copertina del primo numero della rivista iMediterranei

“Parlano tutti, oggi, di un Mediterraneo di sangue con i migranti nuove vittime”, continua Agizza. “Ma il Mediterraneo, attraversato, sfruttato, raccontato, non è solo teatro di eventi negativi. È un mare che ha unito, è la grande autostrada dell’antichità, è il mare di Napoli, Istanbul, Alessandria d’Egitto, il Cairo, Gerusalemme, Tunisi, Barcellona, Atene, Venezia, Genova. Insomma, il mare che ha unito grandi città e grandi popoli. È il mare di ebrei, cristiani e mussulmani, caleidoscopio delle diversità che riesce a diventare unità originale. IMediterranei sarà tutto questo ed altro. Racconteremo il mare fra le Terre ma anche gli uomini che in quelle terre lavorano e si confrontano guardando al futuro. Daremo voce ad istituzioni, network culturali, associazioni, territori, competenze, ed innanzitutto giovani”.

È ufficiale: iMediterranei saranno media partner della I Conferenza mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo in programma venerdì 26 novembre 2021 dalle 14 alle 18 a Paestum (Salerno), al Tabacchificio Cafasso, nell’ambito della XXIII BMTA, Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico ideata e diretta da Ugo Picarelli e promossa insieme a Regione Campania, Città di Capaccio Paestum e al Parco Archeologico di Paestum & Velia. E in quell’occasione sarà presentato il secondo numero della rivista iMediterranei.

Il giorno dopo, nella giornata di sabato 27 novembre 2021, dalle 10 alle 12, si terrà anche la cerimonia di consegna dei riconoscimenti della prima edizione del Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa”, a cui sarà presente l’editore Salvatore Agizza con un estratto del documentario “Thalassa, il racconto”, nato dall’omonima esposizione sul Mediterraneo tenutasi al Mann (museo Archeologico nazionale di Napoli) tra il 2019 e il 2020. In quella stessa occasione sarà anche assegnata la targa in memoria di Claudio Mocchegiani Carpano alla migliore tesi di laurea sull’archeologia subacquea.

“Next generation culture. Tecnologie digitali e linguaggi immersivi per nuovi pubblici della cultura”: al Mann la presentazione del dodicesimo rapporto dell’Associazione Civita all’auditorium con Green Pass e in diretta su Zoom e Facebook

Locandina dell’evento al Mann “Next generation culture”, XII rapporto Civita

Musei sempre più digitali. E tecnologie che aprono nuovi sentieri della comunicazione. In coerenza con i propri asset  strategici, mercoledì 3 novembre 2021, alle 11, il museo Archeologico nazionale di Napoli ospiterà la presentazione del Dodicesimo Rapporto dell’Associazione Civita, “Next generation culture. Tecnologie digitali e linguaggi immersivi per nuovi pubblici della cultura”. L’evento, che si svolgerà nell’Auditorium del museo (partecipazione libera senza prenotazione, richiesto il Green Pass), sarà trasmesso in diretta su Zoom e Facebook. Nei mesi delle chiusure i media digitali hanno ripensato i modelli organizzativi dei musei e hanno valorizzato in modo innovativo i luoghi della cultura, facilitando un’accessibilità molto più ampia e inclusiva. Attraverso una collaborazione tra aziende tecnologiche e operatori del settore sarà possibile implementare il processo già iniziato e comprendere su quali forme di innovazione investire affinché la cultura svolga un ruolo da protagonista nella creazione di una responsabilità sociale e nella proposta di una proposta di un modello di sviluppo sostenibile. Il Rapporto, pubblicato da Marsilio  Editori e realizzato grazie al sostegno di IGT, nasce dall’analisi coordinata dal Centro Studi dell’associazione Civita e condotta in collaborazione con ICOM Italia. Scopo del volume è divulgare l’indagine sulle relazioni tra settore culturale e tecnologie digitali. Lo studio, su molteplici livelli, indaga il punto di vista dei musei, dei pubblici e delle imprese. Le istituzioni museali, infatti, si sono dovute adeguare allo scenario imposto dalla pandemia, adottando strategie di innovazione digitale e ampliando l’accessibilità online delle proprie collezioni; i pubblici, ancora, hanno seguito nuove modalità di fruizione culturale; le imprese, infine, hanno contribuito attivamente al processo di digital transformation, fornendo soluzioni tecnologiche avanzate. Non ci si ferma qui: la sfida è elaborare proposte e progetti originali, capaci di ampliare ancora l’audience museale. L’incontro sarà anche un’occasione di riflessione sulle nuove professionalità emergenti in ambito culturale, sul ruolo svolto dai giovani impegnati nella mission del PNRR e sulle relazioni tra persone e luoghi della cultura. Dopo i saluti di Paolo Giulierini (direttore Mann), interverranno Adele Maresca Compagna (presidente di ICOM Italia), Alfredo Valeri (responsabile ricerca Centro Studi Associazione Civita), Ludovico Solima (università della Campania “Luigi Vanvitelli”), Claudio Calveri (Digital Strategist DeRev), Rosanna Romano (direttore generale politiche culturali e turismo della Regione Campania), Paola Villani (università Suor Orsola Benincasa), Giusy Sica (founder think thank Re-generation Youth), Gabriele Granato (presidente associazione Fare Digitale) e Giuseppe Ariano (direttore comunicazione Scabec Spa). Simonetta Giordani (segretario generale Associazione Civita) modererà il dibattito.

Napoli. Attivati per la prima volta al museo Archeologico nazionale speciali sensori per il monitoraggio ambientale e avviata la rilevazione della temperatura delle sculture nella Collezione Farnese: così i progetti “MANN in Colours” ed “EcoValors” si arricchiscono di nuovi percorsi di ricerca

Rilevazione della temperatura media con una telecamera FLIR delle sculture della Collezione Farnese del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Sensori al museo Archeologico nazionale di Napoli per il monitoraggio ambientale: avviata la rilevazione della temperatura delle sculture nella Collezione Farnese. Il team scientifico di “MANN in Colours” ed “EcoValors” ha mostrato le operazioni necessarie per rilevare la temperatura dei capolavori della Collezione: questa attività, mai sperimentata al museo Archeologico nazionale di Napoli, si svolge con una termocamera FLIR, che serve a misurare a distanza la temperatura degli oggetti, non solo esaminando eventuali problemi relativi all’umidità dell’ambiente, ma anche monitorando lo stato di conservazione della scultura. Inoltre mostrata la nuova sensoristica per il monitoraggio di gas inquinanti; infine, analizzati i campionamenti che, nei mesi scorsi, hanno rivelato i colori sui più celebri marmi dell’istituto napoletano. Il colore nei marmi antichi è infatti impalpabile e presente, vivo e fragilissimo. Spetta alla ricerca il ruolo di tutelare questa importante acquisizione, aggiungendo, al quadro di conoscenze in fieri, le rilevazioni ambientali, le analisi chimico-fisiche, i parametri di inquinamento e, da qualche giorno, anche la temperatura dei corner dove si trovano i capolavori della Collezione Farnese. Il progetto “MANN in colours”, che studia la cromia nelle sculture del museo Archeologico nazionale di Napoli, diviene così itinerario pilota per una visione a tutto tondo sulla tutela dei capolavori del Mann: alla conservazione, segue, naturalmente, la valorizzazione, perché la ricerca sarà condivisa con il pubblico in cantieri aperti ai visitatori.

Rilevazione della temperatura media con una telecamera FLIR della Flora farnese al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Per approfondire il complesso insieme di dati disponibili è stata sviluppata la partnership scientifica con l’università di Roma Tor Vergata (progetto “EcoValors”), l’università di Perugia, cui si lega anche un supporto da parte dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR. “È importante sottolineare che le nostre ricerche”, spiega Cristiana Barandoni, responsabile scientifico per il Museo dei progetti “MANN in colours” ed “EcoValors”, “si sviluppano non soltanto in luoghi simbolo del Museo, ma anche in spazi non accessibili al pubblico, in particolare i depositi delle Cavaiole e il laboratorio di restauro: anche qui, infatti, troviamo preziosi esemplari di sculture con tracce di colore ed è nostro intento salvaguardare tutto il patrimonio”.

La rilevazione della temperatura del Toro farnese al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Si è partiti, così, dalla rilevazione ambientale, che consente di definire una sorta di “stato di salute” delle aree che ospitano le statue; tale attività si avvale di due strumentazioni differenti: da una parte, in cinque spazi del Museo (tra gli angoli scelti per la sperimentazione, vi sono anche i depositi delle Cavaiole e la sala dell’Ercole Farnese) sono stati installati dei sensori che captano, in intervalli di tempo predefiniti, la concentrazione di inquinanti in situ; a queste apparecchiature si aggiunge l’utilizzo, da parte degli esperti, di un campionatore volumetrico per aspirazione d’aria. Dietro questo nome, apparentemente complesso, si svela una piccola scatolina che permette allo scienziato di aspirare dieci litri d’aria al minuto, identificando, successivamente tramite una piastra Petri, le spore fungine in un ambiente: grazie all’intreccio dei dati, si può capire quali sono i rischi provenienti dall’esterno dell’edificio (acidi e ossidi di azoto da inquinamento viario) e quali sono le “minacce” naturali legate alla presenza umana in sala. Nel caso in cui gli esperti identifichino valori limite, dannosi per la tutela dei reperti, saranno adottate misure di contenimento, in particolare per una corretta circolazione dell’aria. 

Rilevazione della temperatura delle statue della Collezione Farnese al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Dalla chimica all’analisi termografica: sono state avviate le indagini, con termocamera FLIR, per verificare la temperatura degli angoli che ospitano le statue del Museo. Lo strumento è una fotocamera digitale che rileva la radiazione emessa e riflessa nelle lunghezze d’onda dell’infrarosso termico: in sintesi, viene scattata un’immagine termica dell’oggetto osservato, identificando stime di temperatura tra aree calde e fredde. Questo aspetto è importante perché consente di identificare eventuali microfessurazioni, in cui si insinuano acqua e inquinanti vari (organici e inorganici), potenzialmente dannosi per la conservazione del reperto. Dalle prime analisi della mattinata, da suffragare necessariamente con gli sviluppi di laboratorio, sono emerse le temperature medie apparenti dei capolavori: ad esempio, 22.3°C per l’Ercole Farnese rispetto ai 24.1° C della sala.

Napoli. Al via gli eventi di avvicinamento alla mostra “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Commedia nelle collezioni del MANN”, dal 6 dicembre al museo Archeologico nazionale: ogni venerdì voce ai personaggi danteschi con Divina Archeologia Podcast; incontro di Archeologia con Gennaro Ferrante, e lo spettacolo “Divin’a mmente”, la Commedia in napoletano

La locandina della mostra “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Commedia nelle collezioni del MANN” dal 6 dicembre 2021 al 2 maggio 2022

In attesa della mostra “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Commedia nelle collezioni del MANN”, che sarà in calendario al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 6 dicembre 2021 al 2 maggio 2022, il viaggio nel mondo del Sommo Poeta inizia sul web. Dal 29 ottobre 2021, infatti, tutti i racconti di “Divina Archeologia Podcast” saranno disponibili non solo su Spreaker e sulle principali piattaforme dedicate tra cui Spotify, ma anche sul sito e sul canale Facebook dell’Archeologico. Ogni venerdì, sino alla data di programmazione della mostra, focus online per celebrare Dante700 e, dunque, il settecesentesimo anniversario dalla morte dell’Alighieri: il Mann seguirà un innovativo percorso di comunicazione, intrapreso con le narrazioni del ciclo podcast realizzato da Archeostorie® e NWFactory.media, con il contributo di Scabec.

Una grafica di Divina Archeologia podcast

Dopo l’esordio a settembre con la prima puntata dedicata a Virgilio, altri personaggi, presenti nel poema dantesco, narreranno di sé in modo decisamente non convenzionale. Il 29 ottobre 2021 sarà Ercole, l’eroe che affronta gli esseri più mostruosi, a parlare per bocca del colossale Ercole Farnese. Dante non si riferisce direttamente al protagonista delle dodici fatiche, ma lo cita quando incontra nell’Inferno i “suoi” mostri oscuri. E il podcast riflette su di lui, che sconfigge terribili creature perché, in fondo, ne condivide la capacità di superare i limiti, esagerando nel bene e, forse, anche nel male. Tra i passi scelti dalla Commedia, possibile riconoscere Inferno VI, 16-18 e Inferno IX, 97-99 (Cerbero), Inferno, XXV (Caco sotto il monte Aventino) e Inferno XXXI, 132 (Anteo nel deserto libico).  A seguire, saranno fruibili i podcast su Medusa, Traiano e Ulisse, per concludere con la voce dello stesso Dante.

Francesca Muio e Luca Trezza nello lo spettacolo “Divin’a mmente”, la Commedia in dialetto napoletano (foto mann)

Dal web agli eventi dal vivo: attendendo la mostra, l’incontro di archeologia dell’11 novembre 2021 (alle 16) sarà una conversazione con Gennaro Ferrante, docente all’Ateneo Federiciano e responsabile dell’Illuminated Dante Project. Il team scientifico di Ferrante collaborerà per la realizzazione della mostra “Divina Archeologia” con approfondimenti sui manoscritti medioevali della Commedia. Dopo la conferenza dello studioso, alle 17.15 sarà in programma, sempre in Auditorium, lo spettacolo “Divin’a mmente” di Francesca Muio e Luca Trezza. I due attori, diplomati all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, tradurranno in napoletano l’Inferno dantesco, partendo dall’esperienza dell’editrice napoletana Matilde Donnarumma Pierro, che ne curò una versione in vernacolo.

Venerdì col Mann protagonista in due prestigiosi festival del cinema archeologico: con il film “Agalma” in concorso al RAM Film Festival di Rovereto, e con il film “Thalassa. Il racconto” in prima internazionale alla XI edizione della rassegna di Licodia Eubea: entrambi visibili anche on line

Il direttore Paolo Giulierini sul set del film “Agalma” di Doriana Monaco (foto Angelo Antolino)

Venerdì di cinema archeologico con protagonista il museo Archeologico nazionale di Napoli. Dal Nord al Sud della Penisola, viaggiando con le emozioni del grande schermo: il MANN porta due opere in concorso, una al I RAM Film Festival di Rovereto, l’altra all’XI edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea.

Poster del film “Agalma” di Doriana Monaco in concorso alla prima edizione di RAM film festival Rovereto Archeologia Memorie (2021)

RAM Film Festival di Rovereto (13/17 ottobre 2021). Nella sezione pomeridiana di venerdì 15 ottobre 2021, va in scena il film “Agalma”, vita al museo Archeologico nazionale di Napoli, film documentario scritto e diretto da Doriana Monaco con le voci di Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni, che concorre per il Premio Paolo Orsi e per la menzione speciale “Archeoblogger”. Il documentario, già selezionato per le Giornate degli Autori di Venezia 77 è prodotto da Antonella Di Nocera (Parallelo 41 produzioni) e Lorenzo Cioffi (Ladoc) con il museo Archeologico nazionale diretto da Paolo Giulierini; la produzione esecutiva è di Lorenzo Cioffi. Il pubblico potrà seguire la manifestazione in loco e online: sarà possibile, infatti, assistere gratuitamente alla proiezione grazie alla piattaforma digitale raggiungibile dal sito RAM film festival ONLINE | Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico | Fondazione Museo Civico Rovereto (rassegnacinemaarcheologico.it).

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Lo spostamento dell’Atlante Farnese sul set di “Agalma” (foto Angelo Antolino)

Il film, realizzato con il contributo della Regione Campania e in collaborazione con Film Commission Regione Campania, si sintonizza con lo spirito della rassegna trentina che, promossa dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, sin dal 1990 dedica attenzione ai temi dell’archeologia e della memoria, con uno sguardo privilegiato a tutela e valorizzazione del patrimonio culturale mondiale: in cinquanta (e intensi) minuti, la regista Doriana Monaco segue l’esistenza “dietro le quinte” del MANN, tra lavori di restauro e progetti di allestimento. Filo conduttore della pellicola, la celebrazione dell’impegno e della passione delle persone, che rendono concreto un progetto di promozione culturale.

XI edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea (14-17 ottobre 2021). Non può che partire dalla Sicilia, il viaggio del documentario “Thalassa. Il racconto”, diretto da Antonio Longo e scritto dallo stesso Longo con Salvatore Agizza: venerdì 15 ottobre 2021 (ore 19), il film, prodotto da Teichos srl Servizi e Tecnologie per l’Archeologia e dal Mann, sarà presentato in prima internazionale per la sezione “Cinema e Archeologia” della rassegna. “Thalassa. Il racconto”, in concorso per il Premio Archeoclub d’Italia al film preferito dal pubblico e per il Premio ArcheoVisiva al miglior film, ripercorre, anche grazie a filmati d’archivio di Rai Teche, gli scavi di archeologia subacquea realizzati nelle acque del Sud Italia:

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Frame del film “Thalassa. Il racconto” di Antonio Longo

una vera e propria immersione ricca di suggestioni, per ripercorrere il lavoro che ha permesso di proporre la grande mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, in programma al Mann nella stagione 2019/2020. Da quelle straordinarie ricerche, condotte anche sotto l’egida dell’indimenticabile Sebastiano Tusa, è stato possibile riunire 400 reperti in un unicum espositivo, che ha rappresentato una prospettiva nuova, per complessità di approccio, sui tesori dischiusi dal Mare nostrum. Possibile consultare il calendario della manifestazione dal sito rassegnalicodia.it, mentre la votazione sarà accessibile da streamcult.it.

Napoli. Al via la XXVI edizione di “Incontri di archeologia”: 19 giovedì al Mann tra ottobre ’21 e maggio ‘22. Molti approfondimenti e curiosità sui gladiatori, focus su Dante e le collezioni museali. Per i più piccoli, la terza domenica del mese è MANNforkids

A far la parte del leone della XXVI stagione di “Incontri di Archeologia”, storica rassegna che dà un marchio inconfondibile ai giovedì pomeriggio della programmazione culturale del Mann, non poteva non essere la grande mostra “Gladiatori”, protagonista assoluta in questi mesi al museo Archeologico nazionale di Napoli. E lo sarà con suggestioni e approcci più diversi per seguire i principali sentieri di ricerca del Mann. Appuntamento per 19 giovedì, tra ottobre 2021 e maggio 2022, alle 16, nell’Auditorium del Mann: speciale Gladiatori, focus su Dante e sui progetti scientifici più innovativi, racconti delle attività di restauro ed approfondimenti sui nuovi linguaggi della comunicazione. Il ciclo di conferenze, a cura di Lucia Emilio (Responsabile Servizi Educativi del Museo) e del suo staff, si propone, come ogni anno, di coniugare divulgazione ed approfondimento, con un taglio accattivante destinato ad un pubblico composto non soltanto da specialisti. Si parte giovedì 14 ottobre 2021 con “Spartaco. La grande rivolta” di Paolo Giulierini e Giovanni Brizzi.

Il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, presenta la mostra “Gladiatori” (foto mann)

“Gli incontri di archeologia sono, da quasi un trentennio, il cuore della programmazione del Mann, frutto dell’instancabile lavoro dei nostri Servizi Educativi”, spiega il direttore del Museo, Paolo Giulierini. “Non si tratta, come sanno bene i tanti affezionati frequentatori, di un semplice cartellone di appuntamenti per addetti ai lavori, ma di un autentico percorso ‘a tappe’ attraverso la vita intensa e affascinante all’interno del nostro museo, un racconto di assoluto spessore scientifico, ma che vuole essere sempre curioso e  intrigante, per allargare il nostro pubblico e coinvolgere sempre più giovani ed appassionati. Nel 2021/2022 si parlerà molto di gladiatori e arricchiremo  ancora con tanti contenuti la grande mostra prorogata fino ad aprile, ma non solo. Racconteremo i nostri studi, i restauri, i nuovi allestimenti, gli scavi in città, lo faremo insieme ai nostri archeologi e a prestigiosi docenti ed esperti. Perché gli Incontri di archeologia del Mann rappresentano oggi anche una significativa  rete tra istituzioni culturali.  Vi aspettiamo in tanti e in sicurezza nel nostro splendido Auditorium”.

La cruenta rissa tra pompeiani e nocerini del 59 d.C. all’anfiteatro è ricordato da un affresco pompeiano oggi al Mann (foto mann)

Si partirà giovedì 14 ottobre 2021, alle 16, all’insegna dunque della mostra Gladiatori: Paolo Giulierini e Giovanni Brizzi racconteranno la grande rivolta di Spartaco che, dall’antica Capua, guidò la sommossa di chi era considerato eroe nelle arene pur essendo schiavo nella vita reale. La settimana successiva (21 ottobre), sarà Valeria Sampaolo, curatrice del progetto scientifico dell’esposizione, a concentrarsi su un particolare aspetto della fortuna dei giochi gladiatori: la “traduzione” pittorica dei combattimenti antichi. Ancora a novembre, due incontri da non perdere per soffermarsi sulle ricerche che hanno dato origine all’allestimento: giovedì 4, Stefano De Caro si occuperà degli Anfiteatri della Campania antica, mentre il 18 novembre Gennaro Rispoli illustrerà le caratteristiche del corner che, in sezione Gladiatorimania, descrive come la scienza medica, in età antica e contemporanea, abbia curato le “ferite sul campo”. Sempre a novembre 2021, da non perdere lo Speciale Dante (giovedì 11) con la conferenza di Gennaro Ferrante sulla ricezione del mito classico nel Medioevo: all’incontro, seguirà una visita guidata alla mostra “Divina Archeologia”, a cura del responsabile scientifico dell’allestimento, Valentina Cosentino.

Un fotogramma del film “Spartacus” (1960) di Stanley Kubrick con Kirk Douglas

A dicembre 2021 (giovedì 2), Ida Gennarelli parlerà delle vera e propria macchina scenica degli spettacoli dei gladiatori, mentre la settimana successiva (giovedì 9), Valerio Caprara farà una suggestiva incursione nel genere peplum, tra fiction e ricerca. Ultimo incontro del 2021 con Giovanni Greco, nell’ormai consolidato appuntamento in rete con l’Accademia d’Arte drammatica “Silvio D’Amico”, nell’ambito dell’Icra project: giovedì 16, in un evento-perfomance, ecco il racconto delle “Baccanti nel XX secolo”.

Diomede, scultura marmorea proveniente da Cuma e conservata al Mann (foto Luigi Spina)

Il 2022 si aprirà con la conferenza di Carlo Rescigno su Cuma nelle raccolte del Mann, con una proiezione verso la nuova sezione che sarà aperta al Museo e sarà dedicata a un territorio ricchissimo dell’area flegrea (13 gennaio); per la Giornata della Memoria, giovedì 27, incontro a cura di Fabio Beltrame su giovani e donne nelle Quattro Giornate di Napoli. A febbraio, focus sull’allestimento di “Gladiatori” partendo dai depositi del Mann: ne parlerà Laura Forte​ (giovedì 3), coordinatrice dell’esposizione; il 24, Fabio Pagano e Paolo Iorio tracceranno la storia dell’Anfiteatro di Pozzuoli, in un’analisi che includerà narrazioni su gladiatori e santi. Per gli appassionati di curiosità storico-artistiche, da non perdere l’incontro con Luca Di Franco e Silvio La Paglia, che descriveranno una speciale collezione di vasi nella Napoli settecentesca (giovedì 10 febbraio).

MANN in colours: La Venere in bikini e, a destra, l’ingrandimento mostra le tracce di pigmenti verdi (foto mann)

Marzo 2022, mese al femminile: giovedì 10, Rossana Valenti parlerà dei legami tra le donne ed il Mediterraneo, mentre il 24 Cristiana Barandoni presenterà i risultati scientifici più aggiornati delle ricerche sulla cromia nei marmi antichi. Due gli appuntamenti previsti ad aprile: giovedì 7, con Andrea Milanese, Ruggiero Ferrajoli, Alessandro Gioia ed Angela Luppino, un inno al Museo, collezione di collezioni; il 28, con Jacopo Grossi Mazzorin, sarà analizzato l’impiego negli animali nelle venationes durante gli spettacoli gladiatori. La rassegna si concluderà in maggio con l’esposizione sui dati inediti dagli scavi ottocenteschi in via Santa Teresa, a cura di Valentina Cosentino (giovedì 5) ed il racconto del “dietro le quinte” delle grandi mostre, con Mariateresa Operetto (19 maggio).

Anche per la programmazione 2021/2022, ogni terza domenica del mese, sarà in calendario l’appuntamento “Mann for kids”, dedicato a bambini e ragazzi tra i 6 ed i 12 anni: i Servizi Educativi proporranno laboratori didattici in collezione, safari fotografici ed itinerari, con un approccio attento a disegno, fumetto e cinema. Per alcune proposte, prevista la collaborazione con la Scuola Italiana di Comix ed uno speciale sugli animali condotto in rete con lo Zoo di Napoli. La partecipazione a tutti gli Incontri sarà gratuita e prevedrà la prenotazione obbligatoria, telefonando ai Servizi Educativi del MANN (lunedì/venerdì: ore 9-15; tel: 0814422329). Per i laboratori didattici, sarà libero l’ingresso per un solo adulto accompagnatore. Le iniziative si svolgeranno secondo la vigente normativa anti-Covid e l’accesso sarà consentito al pubblico munito di Green Pass. 

Napoli. Al museo Archeologico nazionale la mostra “Naples. Sense of place” del fotografo Alex Trusty, un percorso suggestivo in 52 scatti in BN nella sala del Toro Farnese, che punta a cogliere le atmosfere uniche di Napoli

Scorcio di Napoli che spazia sul golfo e su Capri (foto di Alex Trusty)

È il volto di Pier Paolo Pasolini, che diviene murales sul tufo dei palazzi del centro storico di Napoli; è uno squarcio di libertà con la visione di Capri, distesa nel mare del Golfo; è il Vesuvio coperto di nuvole,  vulcano che sovrasta l’agglomerato urbano del boom dell’edilizia. È un vero e proprio viaggio, attraverso cinquantadue scatti in bianco e nero, la mostra “Naples. Sense of place”, che il fotografo Alex Trusty presenta dal 1° ottobre 2021 al 6 gennaio 2022, nella sala del Toro Farnese al Mann: un atto d’amore per Napoli e la sua complessità, in un luogo simbolo della cultura partenopea (e non solo).

Particolare inquadratura dei due Corridori della Villa dei Papiri del Mann, immagine guida della mostra (foto di Alex Trusty)
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Due giovani bagnanti, che si lanciano nella acque della Gaiola (foto di Alex Trusty)

Sulle bianche pareti della sala del Toro Farnese, così, i turisti potranno scoprire un percorso suggestivo, che punta a cogliere, al di là degli stereotipi, le atmosfere uniche di Napoli: poche le presenze umane nelle foto di Trusty, perché l’obiettivo è tutto concentrato sul potere evocativo dei luoghi. Fa eccezione lo scatto di due giovani bagnanti, che si lanciano nella acque della Gaiola: un invito a tuffarsi in una dinamica, non sempre facile, di amore ed appartenenza. Come immagine guida della mostra, ecco una particolare inquadratura dei due Corridori della Villa dei Papiri del Mann: proprio dalla cultura si parte per vivere la città.

il volto di Pier Paolo Pasolini diviene murales sul tufo dei palazzi del centro storico di Napoli (foto Alex Trusty)

Classe 1967, romano, Alessandro Fidato è un manager che, sin da giovanissimo, coltiva la passione per la fotografia. Allestisce la sua prima mostra collettiva nel 2014 con un reportage su L’Aquila dopo il terremoto: da allora, è noto con lo pseudonimo Alex Trusty e segue un itinerario creativo che intreccia i temi del paesaggio e dell’architettura urbana, con una predilezione per il bianco e nero.

Il Vesuvio coperto di nuvole: vulcano che sovrasta l’agglomerato urbano del boom dell’edilizia (foto Alex Trusty)

“Tanti altri luoghi hanno perso la memoria cancellandone i segni o venendo abbandonati da quei cittadini che, come in Campania, hanno nel loro Dna la stessa stratificazione culturale dei quartieri che poggiano direttamente sugli stenopoi greci (strade secondarie) a pochi passi dal mare; e, per questo motivo, sono geneticamente preposti all’accoglienza, alla multiculturalità, al diverso”, commenta il direttore del Mann, Paolo Giulierini, nella prefazione del catalogo della mostra. “Il lavoro di Trusty non solo ha valore artistico, ma è, a tutti gli effetti, un’azione di tutela e salvaguardia del genius loci”. Il volume è edito da Arte’m ed è arricchito da un contributo introduttivo del fotografo Sergio Siano.

Napoli. “Il MANN e la Memoria”: in galleria Principe di Napoli dodici pannelli raccontano le Quattro Giornate di Napoli. Fotografie ed approfondimenti per non dimenticare

Le protezioni attivate nel 1943 per salvaguardare i tesori del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto archivio storico mann)

Seconda guerra mondiale. Tra il 27 e il 30 settembre 1943 con un’insurrezione popolare civili, con l’apporto di militari fedeli al Regno del Sud, riuscirono a liberare la città di Napoli dall’occupazione delle forze della Wehrmacht, aiutate da gruppi di fascisti locali. Il fatto d’arme, che valse alla città il conferimento della medaglia d’oro al valor militare, è noto come le Quattro Giornate di Napoli. Il museo Archeologico nazionale di Napoli celebra gli eroi delle Quattro Giornate di Napoli: da giovedì 30 settembre 2021, alle 12, in galleria Principe di Napoli, saranno installati dodici grandi pannelli per raccontare un’indimenticabile storia di coraggio e libertà. Punto di partenza per l’allestimento saranno gli studi, fotografici e documentari, alla base della mostra “Hercules alla guerra” (MANN, settembre 2018- gennaio 2019), a cura di Gennaro Morgese, figlio dell’eroina antifascista Maddalena Cerasuolo e  scomparso lo scorso maggio: nel percorso presentato a cittadini e turisti, focus sul ruolo del Museo diretto, nel 1943, dal celebre archeologo Amedeo Maiuri; non mancheranno approfondimenti su uomini, donne e bambini che furono i volti della battagli, così come pannelli didattici rivolti ai più giovani per ribadire la condanna di qualsiasi forma di totalitarismo.

Le protezioni attivate nel 1943 per salvaguardare i tesori del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto archivio storico mann)

Contrassegnato dal marchio “Il MANN e la memoria”, l’itinerario in galleria Principe di Napoli presenterà scatti dall’Archivio Storico del Museo e dalla Collezione di Gianmaria Lembo: nei pannelli dedicati agli “Scudi del MANN’, il racconto della febbrile attività di salvaguardia delle opere d’arte, in alcuni casi protette nei depositi oppure, se inamovibili, circondate da sacchi di juta e sabbia. Resta emblematico il trasporto, voluto dallo stesso Maiuri, di 87 casse, contenenti  bronzi, argenti, gemme, monete e medaglie, partite dal Museo alla volta dell’Abbazia di Montecassino. E poi, in un percorso da leggere e vivere in Galleria, tante emozioni dinanzi al ricordo di Gennarino Capuozzo (11 anni), Filippo Illuminato (13), Mario Minichino (17), Pasquale Formisano (18), giovanissimi eroi che in quel settembre di settantotto anni fa persero la vita.

Le protezioni attivate nel 1943 per salvaguardare i tesori del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto archivio storico mann)

“Secondo quanto previsto dal Piano Strategico”, spiega il direttore del museo, Paolo Giulierini, “il Mann continua a concentrare gli sforzi in galleria Principe di Napoli sotto la matrice unica dell’identità. Dopo aver sostenuto Ricomincio dai Libri anche in virtù della presenza di tante librerie storiche presenti nel Quartiere, l’impegno passa doverosamente al ricordo delle Quattro Giornate, alle quali il Mann dedicò una grande  mostra in occasione del 75mo anniversario. Con questa nuova installazione abbiamo voluto proporre una selezione di foto e riflessioni significative. È sulla cacciata dei nazi-fascisti che si fonda infatti l’identità profondamente democratica di Napoli”.  L’evento nasce dalla collaborazione con il Comune di Napoli, nel più ampio quadro della valorizzazione della galleria Principe di Napoli, e con l’Anpi.

Roma. Al museo nazionale Etrusco per le GEP 2021 nuovo allestimento delle tombe principesche di Palestrina e la prima edizione del festival archeostorico “FESTA ETRUSCA! La storia si racconta”: momenti di svago, videogames, libri, musica, conferenze, documentari, performance rievocative, laboratori didattici e visite guidate

I Principi di Palestrina fanno ritorno a Villa Giulia per “Festa Etrusca!”. In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio promosse dal ministero della Cultura il 25 e 26 settembre 2021, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma fine settimana all’insegna della cultura con momenti di svago, videogames, libri, musica, conferenze, documentari, performance rievocative, laboratori didattici e visite guidate per conoscere usi e costumi degli Etruschi e delle genti che hanno popolato il Lazio antico. Punti di forza del ricco programma sono il nuovo allestimento delle tombe principesche di Palestrina e la prima edizione del festival archeostorico “FESTA ETRUSCA! La storia si racconta”. Orari: 25 settembre 2021, 9 – 23 (ultimo ingresso alle 22.30); 26 settembre 2021, 9 – 19 (ultimo ingresso alle 18.30). Ingresso compreso nel biglietto del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (ETRU). Info e prenotazioni: le visite guidate, i laboratori didattici (i laboratori didattici all’esterno e le visite guidate al museo prevedono un massimo di 15 partecipanti, mentre i laboratori didattici all’interno del museo un numero massimo di 8) e la presenza alle tavole rotonde potranno essere prenotati all’indirizzo info@festaetrusca.info e, durante la manifestazione, direttamente al Museo presso la segreteria organizzativa di Festa Etrusca (fino a esaurimento posti).

“FESTA ETRUSCA! La storia si racconta” al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma (foto Federico Rubini / associazione SUODALES

“FESTA ETRUSCA! La storia si racconta” è una manifestazione culturale dedicata all’archeologia e alla storia, in particolare agli strumenti per la loro divulgazione: dai libri alla rievocazione storica, un’occasione di incontro, divertimento e scambio culturale tra i molteplici operatori del settore (Musei, Università, Centri di ricerca, Case editrici, Società e Cooperative archeologiche, Agenzie specializzate nel Turismo culturale, Associazioni Culturali) e il pubblico dei visitatori. Il progetto è prodotto e finanziato interamente da Entertainment Game Apps, Ltd., con il sostegno scientifico e organizzativo del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e la collaborazione dell’associazione culturale Suodales.

Il nuovo allestimento delle tombe principesche di Palestrina a villa Poniatowski (foto etru)

FESTA ETRUSCA! è l’occasione per svelare al pubblico il nuovo allestimento permanente delle tombe principesche Barberini e Bernardini di Palestrina conservate a Villa Poniatowski, scoperte nell’800 ed entrate nelle collezioni del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia sin dai primi del ‘900. Si tratta senza dubbio di due tra i più importanti corredi principeschi del periodo Orientalizzante, risalenti all’inizio del VII secolo a.C. Ciascun corredo è composto da decine di oggetti di inestimabile valore e da alcuni capolavori assoluti dell’oreficeria, della bronzistica e della scultura in avorio di questo periodo. Materiali provenienti dal vicino oriente e dall’Egitto figuravano insieme a gioielli e vasellame di produzione etrusca, rendendo i “principi” che li indossavano e li utilizzavano simili ai monarchi più influenti del mediterraneo orientale. Questa è una peculiarità del periodo Orientalizzante ed è manifestata ad altissimo livello dalle due sepolture prenestine che, pur provenendo da un’area culturale di influenza latina, beneficiavano del controllo delle vie di transito e delle risorse ad esse connesse per rappresentarsi al massimo livello di sfarzo possibile come e anche in modo più esuberante dei loro vicini Etruschi sull’opposta sponda del fiume Tevere.

Gli straordinari corredi delle tombe principesche di Palestrine esposti a villa Poniatowski (foto etru)

I due corredi sono esposti dal 2012 nelle dieci sale di Villa Poniatowski, incluse nel percorso espositivo di Villa Giulia ma, dal 2013, in seguito al furto di una parte degli ori Castellani, per motivi di sicurezza gli oggetti più preziosi sono stati prelevati dalle vetrine, privando il pubblico di una visione di insieme dei due importanti contesti. Grazie a una proficua collaborazione con il parco archeologico di Pompei (e dell’allora direttore Massimo Osanna) e con il museo Archeologico nazionale di Napoli (e del direttore Paolo Giulierini) e al prestito dei corredi per due importanti mostre dedicate agli Etruschi nel 2018 e nel 2020/21, il museo di Villa Giulia ha potuto contare sul supporto dei partner nella realizzazione di due nuove vetrine con le quali è stato possibile migliorare la sicurezza e la qualità dell’esposizione. I due corredi torneranno così, per la prima volta dopo oltre 8 anni, ad essere ammirati dal pubblico nella sala a loro dedicata a Villa Poniatowski che sarà eccezionalmente aperta al pubblico e il ritorno dei “Principi” di Palestrina costituirà una ulteriore occasione per festeggiare le iniziative intraprese negli ultimi anni dal Museo al fine di arricchire e migliorare l’esperienza dei visitatori, nello spirito del tema delle Giornate Europee del Patrimonio 2021 “Patrimonio culturale: TUTTI inclusi!”.

La copertina della Guida archeologica del Parco di Veio

Il festival archeostorico FESTA ETRUSCA! propone un ricco programma di eventi, un’occasione di incontro, divertimento e scambio culturale tra i molteplici operatori del settore e il pubblico dei visitatori. Gli editori (Arbor Sapientiae, MMC Edizioni, Campi di carta, D’Abruzzo Edizioni Menabò, Valtrend Editore, Tored, L’Erma di Bretschneider, Archeoares, Edizioni Efesto, Gangemi Editore e Castelvecchi editore) presenteranno le proprie novità e i libri di maggior successo. La manifestazione si apre, infatti, con l’attesissima presentazione della Guida archeologica del Parco di Veio. roma_villa-giulia_concerti-di-musicainsieme_locandinaQuattro focus didattici indagheranno la ceramica, la pittura, la tessitura e la musica nel mondo antico; e quattro tavole rotonde, ispirandosi alle Giornate Europee del Patrimonio 2021, offriranno spunti di riflessione su vari temi: gli Etruschi patrimonio dell’Umanità; il racconto dei musei del Lazio, della Toscana e dell’Umbria; i videogames per la cultura (con tutti i giochi di EGA) e la rievocazione nei musei. Per allietare il pubblico dopo una intensa prima giornata di festa, l’associazione Musicaimmagine, in occasione dell’apertura serale del Museo a 1 euro, darà vita a La Vigna di Papa Giulio e il Palestrina, concerto-conversazione sui madrigali di Giovanni Pierluigi da Palestrina.

Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia animazione “etrusca” con l’associazione Suodales (foto Federico Rubini / associazione Suodales)
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Home page di un videogame della Entertainment Game Apps Ltd

Non mancheranno laboratori dedicati ai bambini! Cinque le divertenti e interessanti tipologie proposte da associazione culturale ChissàDove, associazione culturale Suodales, Valter Fattorini: Caro Larth ti scrivo: la scrittura degli Etruschi; Etrusca disciplina: la scuola degli aruspicini; Kottabos che passione! Giochiamo come gli antichi Etruschi; Il Mestiere del Restauratore; Gli ori etruschi. Il pubblico, inoltre, potrà prendere parte a visite guidate (a cura del Museo) e assistere a rievocazioni storiche (organizzate dall’associazione culturale Suodales e dall’associazione culturale Herentas – I passi del tempo).

Napoli. Al museo Archeologico nazionale per le Giornate Europee del Patrimonio incontri e visite guidate. Seminari sulla misura del tempo a Pompei e su api e miele nel mondo antico. Sabato sera, concerto. Tornano anche gli itinerari “Dietro le quinte” alla scoperta dei laboratori di restauro

Il museo Archeologico nazionale di Napoli partecipa alle GEP 2021 con incontri, visite guidate ed un concerto serale. Le Giornate Europee del Patrimonio- GEP 2021 sono all’insegna della condivisione: con lo slogan “Patrimonio culturale: TUTTI inclusi!”, sabato 25 e domenica 26 settembre 2021 torneranno le attese programmazioni a tema degli istituti nazionali. Prevista, naturalmente, l’apertura straordinaria del sabato sera (dalle 20 alle 23, ultima emissione di ticket alle 22), con biglietto al costo simbolico di 1 euro. Per partecipare agli eventi, le prenotazioni saranno obbligatorie e si effettueranno da mercoledì 22 a venerdì 24 settembre, telefonando ai Servizi Educativi (tel.: 081.4422329, ore: 9,30-15). Sarà anche possibile riservare in loco, previa disponibilità, sabato pomeriggio e domenica presso il Punto informazioni. 

La grande meridiana nell’omonimo salone del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Si partirà il 25 settembre 2021, alle 19.30 (sala conferenze) con il seminario “Agricoltura e misura del tempo a Pompei: le collezioni del Mann”, a cura di Alessandra Pagliano e Gaetano Di Pasquale, entrambi docenti all’Ateneo Federiciano. L’evento, collegato alla Notte Europea della Ricerca, avrà un taglio teorico e pratico al tempo stesso: alla lezione degli esperti, che si concentreranno sulle tecniche di determinazione delle ore nella giornata ed alle attività produttive correlate, seguirà un itinerario ad hoc nelle sale del Museo; focus scientifico anche sulla alimentazione dei romani, con alcune anticipazioni del catalogo digitale dei reperti di archeobotanica del Mann.

Il trio Le Ardesia in concerto al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Alle 21, nel Giardino delle Fontane, concerto del trio “Le Ardesia”: Stefania Tarantino (voce, tastiera, fisarmonica), Claudia Scuro (chitarra e voce), Giovanna Grieco (violino) presenteranno al pubblico un repertorio ricco di suggestioni letterarie, per creare un trait d’union fra la musica leggera e le pagine di grandi scrittrici di tutti i tempi.

Visite nei laboratori di restauro del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Ancora didattica e divulgazione per domenica 26 settembre 2021: in due turni, alle 10.30 e alle 12, tornerà la rassegna “Dietro le quinte”, con apertura straordinaria dei laboratori di restauro del Mann. Alle 11, in sala conferenze, Michele Di Gerio terrà il seminario “L’allevamento delle api e la produzione del miele nel mondo antico”; l’incontro sarà accompagnato da letture e racconti per immagini a cura di Miriam Capobianco.

“Arianna” secondo Moebius (foto mann)

Un itinerario da non perdere per il pomeriggio: dalle 16.30, i curatori di COMICON accompagneranno il pubblico a scoprire la mostra “Moebius. Alla ricerca del tempo”, che è stata prorogata sino al 24 ottobre 2021. Per le Giornate Europee del Patrimonio, ci si potrà dedicare naturalmente alla visita di tutte le mostre del Mann: da “Gladiatori”, con l’allestimento nel Salone della Meridiana e la sezione Gladiatorimania nel Braccio Nuovo, ad “Omero, Iliade. Le opere del MANN tra le pagine di Alessandro Baricco”. Nella sala del Plastico di Pompei, gli appassionati di design potranno ammirare le creazioni di oreficeria firmate da Cleto Munari. Il racconto di #GEP2021 sarà seguito sui social del Mann con gli hashtag della manifestazione.