Archivio tag | museo archeologico nazionale di Crotone

#domenicalmuseo ai parchi archeologici di Sibari e Crotone: ecco il programma a Sibari, Crotone e Capo Colonna per una domenica all’insegna della cultura, della scoperta e della bellezza

#domenicalmuseo nei parchi archeologici di Sibari e Crotone per una domenica all’insegna della cultura, della scoperta e della bellezza. Domenica 2 novembre 2025 torna l’appuntamento con #domenicalmuseo, l’iniziativa del ministero della Cultura che apre gratuitamente le porte di musei e parchi archeologici statali in tutta Italia. Un’occasione perfetta per scoprire — o riscoprire — le meraviglie dell’antica Magna Grecia con visite e passeggiate archeologiche a cura del personale dei nostri musei. Ecco il programma della giornata. Al museo Archeologico nazionale della Sibaritide e parco archeologico di Sibari passeggiata archeologica con visita guidata, alle 10 e alle 15. Al parco e museo Archeologico nazionale di Crotone passeggiata tra i tesori dell’antica Kroton, alle 11. Al parco archeologico di Capo Colonna alla scoperta del santuario dedicato a Hera Lacinia, alle 15. Ingresso gratuito per tutti. Un viaggio nella storia tra templi, mosaici e leggende guidati da chi ogni giorno custodisce questi luoghi straordinari.

Crotone. Al museo Archeologico nazionale visita tematica/storytelling “Pitagora al Museo”, viaggio tra filosofia, matematica e mito, sulle tracce del pensiero rivoluzionario di Pitagora

Sabato 19 aprile 2025, alle 16.30, il museo Archeologico nazionale di Crotone apre le sue porte per un appuntamento speciale: la visita tematica/storytelling “Pitagora al Museo”, viaggio tra filosofia, matematica e mito, sulle tracce del pensiero rivoluzionario di Pitagora. Al centro della narrazione la figura di Pitagora, all’interno del contesto della polis di Kroton, attraverso la visita e l’osservazione delle collezioni esposte. La visita guidata, a cura del Consorzio Jobel in collaborazione con il Circolo Filosofico Pitagorico, è un’occasione per riscoprire il volto antico di Kroton, città in cui il sapere ha cambiato il mondo. Un percorso narrativo e coinvolgente che intreccia storia, archeologia e riflessione, in uno dei luoghi simbolo dell’eredità culturale calabrese. “Perché partecipare?”, si chiedono gli organizzatori. “Perché Pitagora non è solo un teorema, ma una visione rivoluzionaria che ha lasciato un segno indelebile nella storia della conoscenza… e tutto è cominciato qui”. Prenotazioni e info: 096227697, info@jobel.org

Parchi archeologici di Crotone e Sibari: dal 1° febbraio 2025 la nuova PACS COMMUNITY CARD 2025

crotone-sibari_parchi_pacs-community-card_foto-drm-cal

crotone-sibari_parchi_pacs-community-card_under-over_foto-drm-cal

In arrivo dal 1° febbraio 2025 la nuova PACS COMMUNITY CARD 2025: un’opportunità unica per diventare membri dei parchi archeologici di Crotone e Sibari. Con PACS COMMUNITY CARD, permetterà di avere accesso gratuito al museo Archeologico nazionale della Sibaritide, parco archeologico di Sibari, museo Archeologico nazionale di Amendolara, museo Archeologico nazionale di Crotone, Le Castella, museo e parco archeologico di Capo Colonna; ingressi gratuiti a mostre temporanee, rassegne estive, laboratori didattici e a tutti gli eventi organizzati dai parchi archeologici di Crotone e Sibari. Validità fino al 31 dicembre 2025. Prezzi: intero, 20 euro; ridotto (18-25 anni e over 65), 10 euro. La PACS COMMUNITY CARD si può acquistare al museo Archeologico nazionale della Sibaritide, il parco archeologico di Sibari e il museo Archeologico nazionale di Crotone.

Crotone. Al museo Archeologico nazionale di Capo Colonna apre la mostra “Axioma” dell’artista veneziano Andrea Valleri, le cui opere richiamano al senso dell’esistenza e del pensiero autentico che ci danno il senso della vera bellezza

crotone_archeologico-di-capo-colonna_mostra-axioma_andrea-valleri_pittura_1_foto-drm-calabria

Un’opera pittorica di Andrea Valleri nella mostra “Axioma” al museo Archeologico nazionale di Capo Colonna (foto drm-calabria)

crotone_archeologico-di-capo-colonna_mostra-axioma_andrea-valleri_locandinaAl via il 13 luglio 2024 al museo Archeologico nazionale di Capo Colonna (Kr) la mostra “Axioma” dell’artista Andrea Valleri. L’inaugurazione alle 18. Presenta Francesco Cuteri. Intervengono Gregorio Aversa, coordinatore dei musei del Crotonese e responsabile del museo nazionale Archeologico di Crotone; Vincenzo Voce, sindaco di Crotone; e Marianna Savrami, curatrice della mostra. “Axioma”, da cui in italiano assioma o postulato, rinvia etimologicamente a ciò che ha una dignità, è degno di essere considerato nel suo valore, pone un ponte bidirezionale tra cultura scientifica e cultura umanistica, porta il visitatore a riconnettersi con la matrice storica unitaria da cui provengono le differenze. La mostra sarà visitabile fino al 16 agosto 2024. Valleri ha scelto Crotone e nello specifico il museo Archeologico di Capo Colonna, perché è il naturale percorso di tre sue precedenti mostre, negli anni 2022 e 2023, nell’isola di Samos in Grecia, l’isola dove nacque e visse inizialmente Pitagora; Crotone quindi rappresenta il luogo di destinazione dove Pitagora insegnò e fondò la scuola fino a terminare la sua vita nella vicina Metaponto. Costituisce un chiaro richiamo al pitagorismo ma, simultaneamente, anche a tutta quella tradizione connessa alle figure di Parmenide e Platone, figure che rappresentano ancora oggi il richiamo alla fondatezza del mondo intellegibile.

crotone_archeologico-di-capo-colonna_mostra-axioma_andrea-valleri_pittura_2_foto-drm-calabria

Un’opera pittorica di Andrea Valleri nella mostra “Axioma” al museo Archeologico nazionale di Capo Colonna (foto drm-calabria)

crotone_archeologico-di-capo-colonna_mostra-axioma_andrea-valleri_scultura_1_foto-drm-calabria

Una scultura di Andrea Valleri nella mostra “Axioma” al museo Archeologico nazionale di Capo Colonna (foto drm-calabria)

Il senso fondamentale delle sue opere richiama al senso dell’esistenza e del pensiero autentico che, nella giusta combinazione, ci danno il senso della vera bellezza. Le sue opere di scultura e pittura si ispirano a grandi modelli del passato, contenuti nella letteratura e nelle arti visive del mondo classico. Questi prototipi sono di per sé evolutivi si dispiegano nella storia, affondano le loro radici in Omero ed Esiodo, attraverso le opere dei grandi maestri del pensiero (Platone, Fidia, Policleto), essi culminano nel dinamismo del periodo ellenistico e passano quindi nella civiltà romana, che li ha resi archetipi della stessa civiltà in tutto il mondo. Egli ritiene che l’archeologia sia idonea a promuovere un confronto tra la storicità del pensiero e l’arte contemporanea. Le sue opere, che indagano sistematicamente nell’antichità e interpretano aspetti della storia e della tradizione, offrono al visitatore un contesto intimo per il dialogo tra creatività antica e contemporanea.

crotone_archeologico-di-capo-colonna_mostra-axioma_andrea-valleri_pittura_3_foto-drm-calabria

Un’opera pittorica di Andrea Valleri nella mostra “Axioma” al museo Archeologico nazionale di Capo Colonna (foto drm-calabria)

andrea-valleri_artista_da-FB

L’artista veneziano Andrea Valleri (dal suo profilo FB)

Andrea Valleri nasce a Venezia il 14 dicembre 1959. Dopo gli studi liceali classici, si laurea in filosofia nel 1985. Veneziano di origine e greco di “adozione”, inizia la sua carriera nell’insegnamento come lettore madrelingua di italiano ad Atene. Dal 1989 fino oggi insegna filosofia presso l’Istituto “Cavanis” di Venezia. L’artista è un autentico esponente del linguaggio della pop art. Utilizza immagini familiari, dando loro un significato profondo. Mette in relazione le sue opere contemporanee con opere e sculture del nostro patrimonio culturale. La prospettiva di Andrea Valleri evidenzia il valore universale della antichità greca, vista come imprinting di una cultura dinamica in continua evoluzione. Le opere di pittura, dense di archetipi e segni alfabetici, offrono al pubblico occasioni di reinterpretare in modo sempre originale e sempre nuovo i frammenti del passato. Le opere di scultura, nel richiamare ai miti antichi attraverso decostruzioni, permettono anche allo spettatore di avere conoscenza dei materiali della loro composizione, svelano autenticamente il messaggio che il senso della realtà è la stessa critica del presente.

Giornate europee del Patrimonio 2021: visite guidate, spettacoli ed eventi speciali nei musei e parchi archeologici della direzione regionale Musei della Calabria

Filippo Demma

Filippo Demma, direttore regionale dei Musei della Calabria

Sabato 25 e domenica 26 settembre 2021, dopo l’anno di sospensione dovuto alla pandemia da Covid-19, ritornano le Giornate del Patrimonio, nate per volontà del Consiglio d’Europa e della Commissione Europea al fine di potenziare e favorire il dialogo e lo scambio culturale tra le nazioni. Nell’occasione, la Direzione regionale Musei della Calabria guidata da Filippo Demma propone una serie di interessanti iniziative. Nell’occasione vengono proposte visite guidate, spettacoli ed eventi speciali. Sabato 25 settembre, inoltre, sono previste aperture straordinarie serali con biglietto di ingresso al costo simbolico di 1 euro, fermo restando le gratuità attualmente in vigore.

vibo_Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia

La sede del museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia “Vito Capialbi”

Museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia. Apertura straordinaria ed evento digitale trasmesso nelle sale del Museo e pubblicato sulla pagina Facebook al link: https://www.facebook.com/museoarcheologicovv/. Attraverso un video verrà proposto un exursus cronologico di storia e leggenda, patrimonio culturale immateriale di una lunga vicenda storica che nel Museo, ubicato all’interno del castello trova il suo custode naturale. Le leggende presentate saranno illustrate con opere del maestro Antonio La Gamba. Nell’occasione il museo “Vito Capialbi” rimarrà aperto al pubblico, sabato 25 dalle 20 alle 23 e domenica 26 dalle 9 alle 13.

lametia_Museo archeologico lametino_sale-espositive2_foto-pm-cal

Una sala espositiva del museo Archeologico Lametino di Lamezia Terme (foto pm-cal)

Museo Archeologico Lametino. In collaborazione con l’associazione di promozione sociale “Ambrosia” sabato 25 settembre sarà presentato l’evento “Il diadema del Tesoro di Terina: dal 3D al tattile”. Programma: 17-17.30: visita guidata a misura di bambino (max 15 bambini età 6-8 anni) a cura della diagnosta e tecnico di restauro Felicia Villella; 17.30-18.30: laboratorio di diagnostica junior: “Com’è fatto il diadema?” (max 15 bambini età 6-8 anni) a cura di Felicia Villella; 19.30-21: seminario, che dopo l’introduzione della direttrice Simona Bruni prevede gli interventi di: Francesco La Trofa su “Il tema dell’inclusività nel settore dei Beni Culturali”, Felicia Villella su “L’importanza della comunicazione nel patrimonio culturale” e Gabriele Simonetta su “Dal 3D al tattile, il caso studio del diadema del Tesoro di Terina”. Dalle 17.30 e alle 18.30, previa prenotazione obbligatoria, sarà possibile prendere parte a due visite guidate a cura dell’archeologo Antonio Vescio. Prenotazioni al numero telefonico: 3207984594 o alla e-mail: drm-cal.lametino@beniculturali.it.

Locri,_museo-archeologico-nazionale

La sede del museo Archeologico nazionale di Locri

Parco archeologico nazionale di Locri – Complesso museale del Casino Macrì. Sabato 25 settembre: 17, “Inclusione è partecipazione!”, con introduzione della direttrice del Parco Elena Trunfio e narrazione guidata a cura dell’archeologa Margherita Milanesio; 18.30, performance reading “Le voci delle donne di Omero”, di e con Katia Colica (testi e voce) e Antonio Aprile (basso elettrico e synth). L’evento viene realizzato nell’ambito della terza edizione del “Balenando in burrasca reading festival”, promosso dall’Associazione Adexo con il patrocinio del Comune di Reggio Calabria e della Città metropolitana di Reggio Calabria.

Museo del territorio di Palazzo Nieddu. Apertura straordinaria: 20-23. Agli eventi delle 17 e delle 18.30 si potrà accedere previa prenotazione telefonica al numero 334.6126386 e al solo costo del biglietto di ingresso.

Museo Archeologico nazionale di Crotone. Sabato 25 settembre: apertura straordinaria, 20-23. Domenica 26 settembre: 10-13, attività didattiche per bambini e famiglie.

Museo Archeologico nazionale di Capocolonna. Sabato 25 settembre: 19.30-22.30, apertura straordinaria con visita alla mostra fotografica temporanea “Navigando nella storia”.

Dantedì al museo Archeologico nazionale di Crotone: incontro on line su Dante, la sua lingua e la figura della Sirena, personaggio mitologico collegato all’antica Kroton

La locandina dell’incontro al museo Archeologico nazionale di Crotone per il Dantedì 2021

Dante viaggiò e visse in vari luoghi d’Italia: Firenze, che lo vide venire al mondo nel 1265 e poi lo esiliò; Verona che prima lo ospitò e poi lo lasciò andare; Ravenna, che lo accolse fino alla fine dei suoi giorni nel 1321; ma anche altre tappe a Roma, Arezzo, Pisa, Bologna, Forlì… Pur non essendo mai sceso in Calabria, il Padre della lingua italiana cita però uno dei personaggi mitologici più direttamente collegati al patrimonio culturale dell’antica città greca di Kroton: la Sirena. In occasione del Dantedì 2021, giovedì 25 marzo, dalle 18, diretta Facebook sulle pagine del museo Archeologico nazionale di Crotone e della Società Dante Alighieri di Crotone per parlare di Dante, della sua lingua e della figura della Sirena. Partecipano: Gregorio Aversa, direttore museo Archeologico nazionale di Crotone; Antonella Cosentino, presidente Società Dante Alighieri di Crotone. L’iniziativa si svolge in collaborazione col Teatro della Maruca di Crotone.

Alla scoperta del santuario di Hera alla Vigna Nuova nella conversazione al museo Archeologico nazionale di Crotone a corollario della mostra “Il cavallo, compagno di viaggio

La locandina della conversazione “Il santuario della dea Hera a Vigna Nuova di Crotone” al museo Archeologico nazionale di Crotone

Gregorio Aversa, direttore del museo Archeologico nazionale di Crotone

“Il santuario della dea Hera a Vigna Nuova di Crotone” è il titolo della conversazione che verrà tenuta da Roberto Spadea, già direttore del museo Archeologico nazionale di Crotone, martedì 3 marzo 2020, alle 17, a Crotone, al museo Archeologico nazionale di Crotone, diretto da Gregorio Aversa, afferente al Polo museale della Calabria, guidato da Antonella Cucciniello, nell’ambito della mostra “Il cavallo, compagno di viaggio. Equipaggiamento equino e arte della cavalleria presso gli antichi greci” che espone una pregiata museruola in bronzo: “Una vera e propria rarità, non solo per il tipo di oggetto, ma anche per la sua decorazione”, spiega Aversa. “Nobile ornamento per cavalli, esso costituiva certamente una significativa offerta votiva da parte di un membro della cavalleria crotoniate per il santuario di Hera nella località Vigna Nuova” (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/12/20/crotone-il-progetto-vide-fa-tappa-al-museo-archeologico-con-la-mostra-il-cavallo-compagno-di-viaggio-che-espone-una-museruola-equina-trafugata-dai-tombaroli-e-recuperata-dal-nucle/). Sebbene poco noto, il santuario di Vigna Nuova risale a età greca ed era dedicato al culto della principale divinità degli Achei, Hera. Da qui proviene la museruola in bronzo esposta lo scorso dicembre nel museo archeologico nazionale di Crotone che l’ha ricevuta in consegna dal Comando del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale dopo un rocambolesco recupero. Del santuario di Vigna Nuova, dell’eccezionale contesto e dei suoi rinvenimenti parlerà, assieme al direttore Aversa, Roberto Spadea che negli anni ’90 effettuò una campagna di indagine a Vigna Nuova ed ebbe l’opportunità di discutere dell’eccezionale reperto (che ha recentemente arricchito il museo archeologico nazionale di Crotone) con la grande archeologa francese Juliette de La Géniere, allora professore ordinario all’università di Lille. Sarà un modo interessante per sentire dalla viva voce di uno dei protagonisti, quanto sia importante preservare e indagare con scrupolo e sistematicità contesti di assoluta rilevanza quali appunto il santuario greco di Vigna Nuova, uno dei principali della grecità d’Occidente.

Crotone. Il progetto Vide fa tappa al museo Archeologico con la mostra “Il cavallo, compagno di viaggio” che espone una museruola equina trafugata dai tombaroli e recuperata dal nucleo dei carabinieri

La locandina della mostra “Il cavallo, compagno di viaggio. Equipaggiamento equino e arte della cavalleria presso gli antichi greci”

Il progetto VIDE (VIaggio Dell’Emozione) fa tappa a Crotone: al museo Archeologico nazionale apre la mostra “Il cavallo, compagno di viaggio. Equipaggiamento equino e arte della cavalleria presso gli antichi greci” con l’esposizione di una museruola in bronzo per cavallo del IV secolo a.C. recuperata dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico, e che, secondo gli archeologi, proverrebbe da scavi clandestini nel territorio del crotonese. Il prezioso reperto andrà ad arricchire le già ricche collezioni del museo crotonese. Appuntamento per l’inauguarzioni sabato 21 dicembre 2019, alle 17. “Si tratta di una pregiata museruola in bronzo che rappresenta una vera e propria rarità, non solo per il tipo di oggetto, ma anche per la sua decorazione”, spiega Gregorio Aversa, direttore del museo Archeologico nazionale di Crotone. “Nobile ornamento per cavalli, esso costituiva certamente una significativa offerta votiva da parte di un membro della cavalleria crotoniate per il santuario di Hera nella località Vigna Nuova. Simbolo di prestigio sociale e di disponibilità economica, nel mondo antico il cavallo è sempre stato oggetto di grande attenzione da parte dell’uomo, che molto presto ha dovuto ideare strumenti di imbrigliamento per controllarlo e guidarlo. Per questo – conclude Aversa – nell’ambito del progetto VIDE (VIaggio Dell’Emozione) che lega in un affascinante percorso i vari siti appartenenti al Polo museale della Calabria, si è pensato di approfondire la tematica del cavallo come mezzo di trasporto e compagno nella guerra, nel lavoro, nel gioco anche grazie ad altri reperti riferibili al mondo equino”.

Da Cosenza a Scolacium, dalla Sibaritide a Locri Epizefiri, da Vibo Valentia a Kaulon, da Amendolara a Gioia Tauro fino a Crotone: apre a Palazzo Arnone la mostra “VIDE Viaggio Dell’Emozione”, per un viaggio virtuale 3.0 nel mondo antico della Magna Grecia

Palazzo Arnone, a Cosenza, sede della Galleria nazionale e della direzione territoriale delle reti museali della Calabria

La locandina dell’inaugurazione della mostra VIDE Viaggio Dell’Emozione

Si chiama “Viaggio Dell’Emozione”: VIDE, in acronimo. È la mostra-evento proposta dalla Direzione territoriale delle reti museali della Calabria, che con la riforma agostana del ministro Bonisoli sostituisce il Polo museale della Calabria. Appuntamento a Cosenza, il 28 agosto 2019, alle 20.30, a Palazzo Arnone, sede della Galleria nazionale di Cosenza, per il vernissage della mostra “VIDE Viaggio Dell’Emozione” che rimarrà aperta fino al 29 febbraio 2020. Dalle 21 alle 23 focus e declinazione del viaggio, legato all’evento “VIDE Viaggio Dell’Emozione”, a cura della GNC con visite guidate tematiche “il viaggio verso la salvezza”- a partire dall’opera Riposo nella fuga in Egitto di Francesco De Rosa, detto Pacecco, si approfondirà il tema del viaggio inteso come fuga disperata dalle atrocità della guerra, dalle persecuzioni e dall’indifferenza del prossimo nella speranza di trovare la salvezza in nuove terre, facendo tappa tra altre significative opere custodite nella GNC. Nel corso dell’iniziativa si terrà un intrattenimento musicale sul terrazzo a cura della Dj Pat Pikierri. Il progetto “VIDE Viaggio Dell’Emozione”, ideato dal Polo museale della Calabria ora Direzione territoriale delle reti museali della Calabria e realizzato con il sostegno della Regione Calabria, è un invito al viaggio attraverso una mostra diffusa, tracciata per iniziare il viaggiatore 3.0 alle innumerevoli storie che si snodano lungo gli itinerari regionali. L’esposizione − che coinvolge 16 reperti evocativi del tema del viaggio dislocati su tutto il territorio regionale all’interno dei contesti museali di appartenenza − traccia una road map che da cammino fisico diventa esperienza emotiva, coinvolgendo l’intera rete di connessioni esistenti tra le sedi della Direzione territoriale delle reti museali della Calabria e i paesaggi culturali in cui esse insistono.

Il manifesto con i musei delal Calabria coinvolti da VIDE in questo viaggio “virtuale” dell’emozione

La mostra ha il suo centro propulsore a Cosenza, in Palazzo Arnone, dove una sala multimediale sviluppata con moderne tecnologie di animazione grafica computerizzata, permetterà ai visitatori di intraprendere un viaggio virtuale presso tutte le altre sedi coinvolte. All’interno degli altri musei e luoghi della cultura, grazie a un’applicazione dedicata, essi potranno, poi, visualizzare non solo il reperto inserito all’interno del percorso, ma avranno la possibilità di intraprendere virtualmente ulteriori e nuovi percorsi da tracciare secondo i propri interessi e sensibilità. Il ‘viaggiatore VIDE’ si sposterà dal museo di Amendolara, dove piccoli scarabei testimoniano la fitta trama di scambi attivi nel mondo antico, al museo della Sibaritide, per conoscere le insidie del viaggio degli Achei. Alla Galleria di Cosenza vivrà l’ansia di una fuga esasperata per la salvezza e giungerà a Lamezia Terme per scoprire il mondo femminile della Magna Grecia. Si sposterà a Vibo Valentia e Scolacium dove, silenzioso, visiterà il mondo dei morti; a Mileto entrerà in contatto con le antiche abilità dei maestri argentieri mentre a Gioia Tauro scoprirà la manifattura ceramica dei Calcidesi. Si sposterà a Bova percorrendo l’antico asse viario Reggio – Taranto, arrivando poi nella Locride dove presso Locri Epizephiri e Kaulon vivrà il forte legame tra le antiche popolazioni e le risorse naturali della regione. Poco distante raggiungerà La Cattolica e la chiesa di San Francesco, mete di un viaggio spirituale, e si sposterà alla fortezza di Le Castella che evoca ancora accese battaglie per il controllo della costa. Concluderà, al galoppo, il suo viaggio a Crotone.

Ferragosto 2019 in Calabria. Aperti i musei e i parchi archeologici del Polo museale. Un’occasione per ammirare l’inestimabile patrimonio della regione

Giovedì 15 agosto 2019, in occasione della festività dell’Assunta (Ferragosto), i musei e i parchi archeologici ricadenti nel Polo museale della Calabria, guidato da Antonella Cucciniello, rimarranno aperti al pubblico secondo i consueti orari. Sarà, pertanto, occasione propizia per ammirare i tanti Beni culturali patrimonio inestimabile della Calabria.

La sede del museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia “Vito Capialbi”

Museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia – (Vibo Valentia): dal 1995 il museo ha sede nel Castello Normanno-Svevo della città che, nella sua struttura originaria e più antica, risale all’epoca di Federico II. I materiali esposti provengono dagli scavi effettuati nella città e nel suo territorio a partire dalle prime ricerche effettuate da Paolo Orsi nel 1921. Accanto ai reperti rinvenuti nelle indagini archeologiche, sono presenti quelli provenienti dalle prestigiose raccolte Capialbi, Cordopatri e Albanese. Le collezioni del Museo illustrano la storia e l’archeologia del territorio, dalla preistoria (primo piano) all’età greca (piano terra e primo piano) e a quella romana e medioevale (piano terra). Orario: 9-20. Mail: pm-cal.capialbi@beniculturali.it

Il museo Archeologico nazionale di Crotone

Museo Archeologico nazionale di Crotone (Crotone): aperto al pubblico nel 1968, è tra i più importanti della Calabria. Nel suo più recente allestimento, inaugurato nel 2000, il Museo propone un percorso espositivo articolato su due piani. Al piano terreno il visitatore è guidato, secondo un criterio cronologico, alla scoperta delle principali tappe storiche dell’antica città greca di Kroton, attraverso la storia dei suoi atleti, medici e filosofi, fino alla tarda antichità. Vi è poi un approfondimento sull’archeologia urbana e una sezione dedicata ai corredi della necropoli in località Carrara. Il secondo piano offre una panoramica sugli insediamenti del territorio, Krimissa, Petelia, Makalla, e prosegue con una sezione dedicata ai principali santuari della città. Particolare riguardo gode il santuario della dea Hera Lacinia presso Capo Colonna con il suo tesoro: spiccano per bellezza il diadema aureo e un’affascinante quanto misteriosa barchetta nuragica realizzata in bronzo. Orario: 9-20. mail: pm-cal.crotone@beniculturali.it

Il museo nazionale Archeologico della Sibaritide

Museo e parco Archeologico nazionale di Sibari – Cassano all’Ionio (Cosenza): il museo della Sibaritide accoglie ed espone i documenti archeologici della Sibaritide, il territorio che dall’antichità gravitava attorno alla città di Sibari. Dalla protostoria alla civiltà romana, fino alla tarda antichità e al Medioevo la ricerca ha restituito importanti testimonianze di questa area. Emblema della città di Sibari è il toro; figura scelta nella monetazione antica il toro stante, con la testa volta all’indietro, identifica ancora oggi il museo. Il “toro cozzante” è senza dubbio il reperto più suggestivo. Orario: 9-19.30. Il parco archeologico di Sibari è ubicato sulla costa Ionica della Calabria a breve distanza dalla foce del Fiume Crati. Questa parte del territorio calabro, nota topograficamente come Sibaritide vide il sorgere, lo sviluppo e l’espansione e poi il declino della grande polis di Sibari; qui furono impiantati, in epoche successive alla distruzione della città greca, sovrapponendosi in parte alle sue rovine, prima il centro ellenistico di Thurii e poi quello romano di Copia. Questa eccezionale stratificazione fa di Sibari uno dei siti più estesi ed importanti del Mediterraneo di età arcaica e classica. Orario: 9-19.30. Mail: pm-cal.sibaritide@beniculturali.it

Dettaglio del grande mosaico dei draghi e dei delfini del complesso termale al parco archeologico dell’Antica Kaulon

Museo Archeologico e parco archeologico dell’Antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria): il parco archeologico di Monasterace Marina, presso il promontorio di Punta Stilo, insiste sul sito del centro coloniale di Kaulon, fondato dagli achei crotoniati. Le ricerche del secolo scorso hanno reso possibile la conoscenza delle prime fasi di vita della colonia (seconda metà VII secolo a. C.) e l’organizzazione urbanistica, definita da un impianto regolare con strade ortogonali e isolati stretti e lunghi, tutti di uguale dimensione, di età ellenistica. Tra le abitazioni si distingue la cosiddetta “Casa del Drago” dall’immagine raffigurata sul mosaico pavimentale, oggi esposto nel museo, originariamente posto sulla soglia di una stanza per banchetto. Monumentali i resti del tempio dorico periptero (470-460 a.C.) in blocchi di arenaria, scoperto agli inizi del secolo scorso e parte di un’ampia area santuariale frequentata dagli inizi del VII secolo a.C. e successivamente adibita ad area produttiva per attività metallurgiche. Di grande interesse, nel settore centrale del parco, l’edificio con funzione originariamente abitativa, trasformato nel IV secolo a.C. in complesso termale, cui è riconducibile il mosaico pavimentale policromo con draghi e delfini. Nella seconda metà del III sec. a.C. la costruzione fu adibita a luogo di culto, forse a carattere pubblico. Il museo, situato a monte della SS 106, alle spalle del parco, racconta la città secondo un percorso che illustra l’abitato, le aree sacre e le necropoli. Tra i manufatti, si segnalano gli splendidi elementi di armature, ex voto provenienti dal tempio dorico. Un reperto di grande valenza scientifica è la tabula bronzea iscritta, “Tabula Cauloniensis”, con dedica a Zeus in alfabeto acheo (470-460 a.C.). Orario: 9-20. Mail: pm-cal.kaulon@beniculturali.it

Il museo Archeologico nazionale di Capo Colonna

Museo e parco Archeologico nazionale di Capo Colonna (Crotone): il parco, a 10 Km da Crotone, si estende per circa 50 ettari, occupando la punta più orientale del promontorio di Capo Colonna, noto nell’antichità come “Lakinion akron”. Comprende l’area archeologica, circoscritta dalle mura di età romana, una zona boschiva e a macchia mediterranea, simbolo del bosco sacro a Hera, e l’area del Museo. Nell’area archeologica sono i resti dell’Heraion Lakinion, santuario extraurbano della colonia greca di Crotone, ancora attivo in età romana. Luogo di culto molto venerato, noto anche per essere stato frequentato da Pitagora, il santuario rappresentava un riferimento essenziale per la navigazione e un rifugio sicuro, di cui la dea si faceva garante. Hera proteggeva anche la natura e in particolare i bovini, che pascolavano liberamente all’interno del bosco a lei sacro. A Capo Colonna è legata anche la figura di Annibale, che da qui ripartì per fare ritorno a Cartagine. Il più importante edificio del santuario è il grande tempio dorico di Hera Lacinia (tempio A), presso il ciglio della falesia. Orario: 9-19.30. Il museo Archeologico, inaugurato nel 2006, propone un percorso espositivo in tre sezioni, all’interno di ampie sale open space. La prima sezione è dedicata all’abitato romano e propone una selezione delle principali classi ceramiche e alcuni oggetti di uso comune. La seconda sezione accoglie i rinvenimenti effettuati nell’area del santuario e la ricostruzione di uno spaccato della copertura marmorea del tetto del tempio A. Nella terza sezione sono esposti reperti provenienti dai fondali della costa crotonese; di particolare interesse il carico di marmi di età romana del relitto di Punta Scifo. Orario: 9-13 e 15-20. Mail: pm-cal.capocolonna@beniculturali.it

Il teatro greco nel parco archeologico nazionale di Locri (Rc)

Musei e parco Archeologico nazionale di Locri – Locri (Reggio Calabria): il parco archeologico di Locri, tra i più estesi della Calabria, è situato lungo la SS 106 “Jonica” a circa 5 km dall’odierna città di Locri, nel sito della colonia magno-greca di Lokroi Epizephyroi. Nell’area del Parco sono presenti due realtà espositive: il museo Archeologico nazionale, dedicato alla narrazione della vita di Locri nel periodo greco, e il Complesso museale Casino Macrì, che conserva le testimonianze riconducibili all’età romana e tardo-antica. L’età protostorica della Locride è documentata nel “Museo del territorio” di Palazzo Teotino Nieddu del Rio, nel centro di Locri, inaugurato nel 2018. Orario: 9-un’ora prima del tramonto. Mail: pm-cal.locri@beniculturali.it

Il teatro romano di Scolacium all’interno del parco archeologico

Museo e parco Archeologico nazionale di Scolacium – Roccelletta di Borgia (Catanzaro): il parco racconta la storia di Skylletion, città della Magna Grecia, che divenne una prospera colonia romana, Scolacium. I ritrovamenti nell’area del Parco testimoniano una frequentazione fin dal paleolitico inferiore e superiore. Poco noto è l’insediamento greco. La colonia romana di Scolacium, con i suoi imponenti resti, è la protagonista del percorso di visita e rappresenta un unicum nel panorama archeologico calabrese. Dedotta nel 123-122 a.C., fu interessata da interventi di sistemazione della parte urbana e dell’intero territorio attraverso la divisione delle parcelle coltivabili (centuriazione).Essa prosperò fino alla rifondazione da parte dell’imperatore Nerva, quando assunse il nome di Colonia Minervia Nervia Augusta Scolacium e venne ulteriormente monumentalizzata. Oggi è possibile visitare il Foro, con la sua singolare pavimentazione in laterizio che non ha eguali in tutto il mondo romano e i resti di alcuni edifici, tra cui la Curia, il Cesareum e il Capitolium. Poco distante dalla piazza è il teatro da 3.500 posti, adagiato, alla maniera greca, su una collina naturale e i resti dell’unico anfiteatro romano in Calabria. All’interno del parco c’è il museo dove sono esposti i risultati delle campagne di scavo con un allestimento che ripercorre la storia della città attraverso reperti che documentano la vita antica sotto ogni aspetto. Il museo conserva un importante ciclo statuario e di ritrattistica romana. Si segnala, infine, uno straordinario manufatto: l’avambraccio colossale in bronzo. Orario: 9-20. Mail: pm-cal.scolacium@beniculturali.it