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“Il coraggio degli Antichi Veneti”: al museo Archeologico nazionale di Altino lo scrittore Federico Moro presenta il suo libro-trilogia

Il nuovo museo archeologico nazionale di Altino

Il nuovo museo archeologico nazionale di Altino

"Il coraggio degli Antichi Veneti" di Federico Moro

“Il coraggio degli Antichi Veneti” di Federico Moro

L’epica degli antichi veneti protagonista venerdì 13 maggio 2016 al museo archeologico nazionale di Altino. Nella nuova sede di via S. Eliodoro 56, ad Altino (Ve), sarà ospite alle 18 lo scrittore Federico Moro che presenterà il suo libro “Il coraggio degli Antichi Veneti. L’avventura. L’epopea. L’eredità perduta”, che raccoglie la trilogia completa dei thriller storici ambientati nel Veneto del III sec. a.C, costruiti sulla misteriosa figura di Nerka Trostiaia, la Gran Sacerdotessa del Santuario di Pora-Reitia di Ateste, diventata punto di riferimento per i Veneti nella loro lotta contro i Celti grazie alle estasi mistiche che la rendono la “voce della Dea”. In questi romanzi Federico Moro sfrutta a pieno tutte le sue potenti armi di scrittore: la verosimiglianza nella ricostruzione storica e la velocità adrenalinica nei combattimenti. “L’avventura” è il primo episodio della trilogia de “Il coraggio degli Antichi Veneti”. Le nazioni dei Celti sono riunite con l’obbiettivo di distruggere l’Armata e le città dei Veneti. La flotta dello spartano Cleonimo risale il Medoacus verso il Santuario di Lova seminando dolore e devastazione. Spetterà a Nerka Trostiaia assumere il comando della pericolosa missione per salvare il popolo veneto. Quindi c’è “L’epopea”, secondo episodio della saga. La morte corre lungo il fiume Plavis, falciando guerrieri veneti e scompaginando l’avanzata delle centurie romane. Toccherà al giovane Lucio Decimo Mure svelare i retroscena dei delitti che si diramano dal Santuario di Trumusiate a Lagole. Chiude la trilogia “L’eredità perduta”. Anno 452 d.C., gli Unni di Attila sono sotto le mura di Altino: esigono la consegna del misterioso Tesoro di Reitia. Solo “l’uomo senza paura”, Orso Galbaio, può salvare la città dall’attacco risolvendo l’arcano che sta dietro alla scritta “In Altino occultus est”. Federico Moro è nato a Padova, ma vive e lavora a Venezia. Di formazione classica e storica, intervalla ricerca e scrittura letteraria, saggistica e teatrale. È membro della Società Italiana di Cultura Classica e della Società Italiana di Storia Militare. Saggistica: “Venezia in Guerra” (2005), “Ercole e il Leone” (2008), “Labirinto Ducale” (2011), “Angelo Emo” (2012). Romanzi: “Donne all’Asta” (2002), “L’Oro e l’Argento” (2005), “Il Fulmine e il Ciclamoro” (2007), “Flagellum Dei” (2008). Spettacoli teatrali: “Fra Terra e Acqua” (2005), “Lo scudo di pietra” (2005), “Giganti, viaggio in Utopia” (2010), “Parole di pietra” (2012). Per Helvetia ha pubblicato: “La voce della Dea” (2003), “Storie a pelo d’acqua” (2004); “La custode dei segreti” (2005).

Museo Archeologico nazionale di Altino: per il primo compleanno ultimo “aperitivo” con i progetti Venissa e Venetian White Wine Experience

Il nuovo museo archeologico nazionale di Altino: il 12 dicembre quarto "Aperitivo"

Il nuovo museo archeologico nazionale di Altino: il 12 dicembre quarto “Aperitivo”

“Il grande progetto “Da Altino a Torcello. Archeologia, ambiente e storia della Laguna Nord di Venezia” prende forma venerdì 12 dicembre: la pre-apertura del nuovo museo nazionale Archeologico di Altino durerà solo un giorno per chiudere subito dopo e riaprire a giugno, una volta completato l’allestimento del primo lotto espositivo. Ma la cerimonia se pur breve di venerdì, con l’inaugurazione del nuovo edificio museale di Altino e la presentazione del progetto di restauro e del progetto del nuovo allestimento, darà il via ufficialmente a quel percorso virtuoso – condiviso con il pubblico – che porterà appunto nel prossimo giugno 2015 all’apertura del nuovo museo Archeologico nazionale di Altino” (https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2014/12/11/il-nuovo-museo-archeologico-di-altino-venezia-prende-forma-venerdi-12-si-inaugura-il-nuovo-edificio-e-per-un-giorno-si-visitano-gli-spazi-che-apriranno-nel-giugno-2015/). Giusto un anno fa, il 12 dicembre 2014, iniziava la riapertura del museo archeologico nazionale di Altino che la direzione vuole festeggiare nel suo primo compleanno con un evento speciale: il quarto aperitivo al museo. “Dopo i successi dei precedenti incontri”, spiega il direttore Mariolina Gamba, “concludiamo il ciclo dedicato all’alimentazione nella tradizione del territorio, al vino nell’antichità e al “bere insieme” con cui il Museo ha voluto aderire alle proposte di EXPO 2015, presentando i progetti sostenuti da Bisol, Venissa e Venetian White Wine Experience”.

La vigna murata realizzata nella tenuta di Venissa sull'isola di Mazzorbo nella laguna di Venezia

La vigna murata realizzata nella tenuta di Venissa sull’isola di Mazzorbo nella laguna di Venezia

Alle 17.15 di sabato 12 dicembre 2015 Gianluca Bisol interverrà su VENISSA e la Venetian White Wine Experience, tour emozionale di quattro tappe: oltre Bisol, il percorso lungo le eccellenze dei vini bianchi veneti include due perle incastonate nei Patrimoni UNESCO di Venezia e delle Dolomiti: da un lato, la storica vigna murata di Venissa a Mazzorbo Burano – nell’arcipelago Venezia Nativa – e, dall’altro, Vigna Major 1350 a Cortina d’Ampezzo, la più alta d’Europa, protagonista del progetto di valorizzazione dei Vini Estremi mondiali del Cortina Wine Club. Questo tour enologico e culturale propone, nel cuore dei Colli Euganei, Maeli, tenuta guidata da Elisa Dilavanzo, che sorge su un terroir di origine vulcanica, sopra Villa dei Vescovi, patrimonio FAI. Dalle 18, visita guidata del museo Archeologico nazionale a cura di Studio D. Al termine Gianluca Bisol brinderà al compleanno del museo con il pregiato spumante JEIO di Bisol. È gradita la prenotazione. Info e prenotazioni: museo Archeologico nazionale di Altino, tel.0422.789443. Ingresso al museo 3 euro.

Il vino, il simposio, il bere insieme nell’antica Roma: aperitivo al museo Archeologico nazionale di Altino con visita guidata e assaggio della birra Kykeon

Il nuovo museo archeologico nazionale di Altino: il 16 ottobre terzo "Aperitivo"

Il nuovo museo archeologico nazionale di Altino: il 16 ottobre terzo “Aperitivo”

Terzo “Aperitivo al Museo Archeologico Nazionale di Altino”, nella sede di recente inaugurata: dopo i successi di pubblico e di partecipazione di luglio e settembre, il 16 ottobre 2015 focus su “Il vino, il simposio, il bere insieme” in epoca preromana, temi sui quali si vuole porre l’attenzione in occasione della Giornata Mondiale dell’alimentazione. Alle 17.15 Franco Marzatico, soprintendente per i Beni Culturali della Provincia Autonoma di Trento, terrà una conversazione su “Le vie del vino. Fra Oriente e Occidente, simposio e banchetto prima di Roma”. Subito dopo, dalle 18, inizierà la visita guidata del museo Archeologico nazionale di Altino a cura delle archeologhe dell’Associazione Studio D.

Un interno del grande edificio che ospita il nuovo museo Archeologico di Altino

Un interno del grande edificio che ospita il nuovo museo Archeologico di Altino

La nuova sede museale si trova nella cosiddetta ex Risiera, caratterizzata da spazi ampi ed indivisi: 180 mq espositivi, su un’area disponibile di 1500. Il percorso museale attualmente si snoda dal piano terreno al primo piano, seguendo un itinerario cronotematico con l’esposizione di materiale proveniente esclusivamente dal centro altinate: preistoria del territorio e protostoria dell’abitato indigeno al piano terra, la città romana nelle sue diverse espressioni al primo piano. Fa eccezione a tale criterio solo la sezione preistorica dove è esposta una campionatura di materiali, databili dal mesolitico all’età del bronzo finale, provenienti più in generale dalla gronda lagunare. Con il X – IX secolo a. C. ossia con la fase di passaggio dall’età del bronzo all’età del ferro, si apre la sezione protostorica che illustra i diversi aspetti della vita quotidiana dell’insediamento preromano, delle prime attestazioni epigrafiche in lingua venetica, delle espressioni di culto. Segue quindi il settore dedicato alle necropoli, in cui è esposta un’ampia campionatura dei corredi funerari a partire dalla fine del VII secolo a.C. fino alle soglie della romanizzazione, con una suggestiva ricostruzione di alcuni contesti tra i più significativi. Uno spazio particolare è riservato alle sepolture di cavalli, attestate ad Altino in numero ben maggiore che nelle altre necropoli venete: sono esposte tre inumazioni di cavalli, a suo tempo asportate dallo scavo in cassoni appositamente predisposti per la fruizione museale. La visita proseguirà quindi, salendo al primo piano, con la sezione dedicata alla romanizzazione dell’insediamento, illustrata nei suoi diversi aspetti: architettonici, rituali, epigrafici, funerari. Il percorso si articola quindi attraverso una serrata successione di sezioni volte a restituire un panorama, il più completo possibile, dell’aspetto urbanistico-architettonico, dell’articolazione sociale, delle espressioni artistiche, degli aspetti devozionali, delle transazioni commerciali, della documentazione numismatica e della vita quotidiana in generale del municipio altinate nei primi secoli dell’età imperiale.

La cartolina-invito all'Aperitivo al museo archeologico di Altino

La cartolina-invito all’Aperitivo al museo archeologico di Altino

Il programma si concluderà con l’assaggio di Kykeon, la birra ideata da Gabriella Cinelli, Archeochef, e dal libum (focaccia) elaborato da Pane Dolci & Golosità di Mestre. L’aperitivo è realizzato con il contributo dell’azienda Bisol, Viniviticoltori in Valdobbiadene e della Trattoria Antica Altino. L’iniziativa promossa dalla direzione del Museo, è curata da Francesca Lamon e Marta Sperandio. Per l’evento, a pagamento (10 euro), informazioni e prenotazioni: companatiche@gmail.com. L’evento è sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/events/1622297988024169/

Notte europea dei Musei 2015: le proposte dei musei nazionali del Veneto, del civico di Montebelluna e di Archeonaute a Verona

nottedeimusei2015Sabato 16 maggio, in occasione della “Notte Europea dei Musei”, anche i musei archeologici nazionali presenti in Veneto, cioè Adria, Altino e Fratta Polesine, il Concordiese di Portogruaro e l’Atestino di Este offrono un’apertura serale straordinaria (dalle 20 alle 23.30), accompagnata da iniziative di divulgazione, concerti e inaugurazioni. Il biglietto d’ingresso per la serata avrà il prezzo simbolico di 1 euro. Ecco il programma di massima.

Il manifesto della Notte dei Musei negli archeologici nazionali del Veneto

Il manifesto della Notte dei Musei negli archeologici nazionali del Veneto

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI ADRIA. Alle 21: “Quando eravamo Re”. Inaugurazione della mostra fotografica di Matteo Sauli e presentazione del libro d’artista, con fotografie di Matteo Sauli e poesie di Daniele Serafini. Iniziativa nell’ambito di DeltArte, Festival d’arte contemporanea. MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI ALTINO. Alle 20.30: “Passeggiando tra Altino romana e Altino preromana”. Percorso guidato alle aree archeologiche e alla sezione preromana del nuovo Museo. MUSEO NAZIONALE ATESTINO DI ESTE. Alle 21: “Foglie, fiori e frutti. Materie prime vegetali tra antichità e contemporaneità”. Percorso interattivo con visita guidata. Iniziativa in collaborazione con l’Associazione Studio D. MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI FRATTA POLESINE. Alle 21: “To a certain Mr. Andrea Palladio”. Concerto per chitarra del maestro Franco Guidetti, con esecuzione di testi musicali ispirati alle ville venete del Polesine e all’opera di Andrea Palladio. MUSEO NAZIONALE CONCORDIESE DI PORTOGRUARO. Alle 21.30: “Musica e feste nel mondo romano”. Visita guidata tematica., in collaborazione con l’associazione studio D. L’apertura straordinaria riguarderà anche l’area archeologica di Concordia Sagittaria.

Notte speciale al museo di Montebelluna con un pensiero all'Expo 2015

Notte speciale al museo di Montebelluna con un pensiero all’Expo 2015

MUSEO DI STORIA NATURALE E ARCHEOLOGIA DI MONTEBELLUNA. Ma il Veneto propone anche altre iniziative culturali in adesione alla Notte internazionale dei Musei. A Montebelluna dalle 19 alle (ingresso libero) una serata per immergersi nei grandi temi di Expo, declinati in tante e coinvolgenti espressioni. Un’occasione per tutti per vivere gli spazi del Museo di Montebelluna in modo insolito e in un orario insolito: luogo di sperimentazione, dialogo, confronto ed esperienza rispetto ai temi che Expo 2015 ha posto all’attenzione mondiale: nutrire il pianeta, energia per la vita. Partire dal museo significa partire dalla cultura e partire dall’approccio culturale significa recuperare usi e costumi antichi, come anche sapori antichi, mettendo al centro le persone e le loro emozioni, orientando gli stili di vita e di consumo verso modalità più sostenibili per la salute, l’ambiente e l’integrità sociale. Attività previste: “Il vino di Omero”, “Il sorbetto di Nerone”, “Acqua, l’oro blu”, “Energie: tra passato e futuro”, “Gioca in cucina”, “Musiche e danza del ventre dal vivo” con Venice Oriental Ensamble. Percorso sensoriale al buio: 4 sensi in azione! Con Unione Italiana Ciechi-sezione di Treviso e CoopAdriatica. Incontri: “La biodiversità”, “Le eccellenze alimentari del territorio”, “Le cucine solari”, “Osservazione del cielo” con Astrofili Gruppo Bellona; video: “Il Viandante del Sole”, video documentario di Dimitri Feltrin.

verona_nottemusei-2015CORTE SGARZERIE A VERONA. In occasione della Notte Europea dei Musei, sabato 16 maggio sarà possibile visitare gratuitamente a Verona l’area archeologica di Corte Sgarzerie dalle 20.00 alle 23.30 e passeggiare nel criptoportico romano che sorgeva sotto il Capitolium della Verona romana. Un’opportunità unica proposta dall’associazione onlus Archeonaute per esplorare in notturna un gioiello archeologico della Verona sotterranea!

Altino preromana: il 24 aprile terza tappa verso il nuovo museo archeologico nazionale di Altino

Il nuovo museo archeologico nazionale di Altino: l'inaugurazione ufficiale è prevista per la prossima estate

Il nuovo museo archeologico nazionale di Altino: l’inaugurazione ufficiale è prevista per questa estate

Altino preromana, terza tappa di avvicinamento al nuovo museo archeologico. Venerdì 24 aprile la soprintendenza ai Beni archeologici del Veneto propone “Verso Il Nuovo Museo Archeologico Nazionale di Altino – Lavori in corso #3”.  Appuntamento alle 15.30, alla nuova sede museale di via S. Eliodoro 56, per l’inaugurazione della sezione preromana del museo. L’inedito percorso espositivo si snoda al piano terra della nuova sede espositiva nell’edificio dell’ex-Risiera, recentemente restaurato. Numerosi reperti, esposti al pubblico per la prima volta, illustrano gli aspetti più interessanti della vita quotidiana, delle attività produttive, della religione e della ritualità funeraria di Altino preromana, importante città dei Veneti antichi, vivace emporio, tra terraferma e laguna, aperto ai traffici e alle rotte adriatiche. L’abitato di Altino fu fondato dai Veneti antichi nel I millennio a.C. e alla fine del VI secolo a.C. rappresentava ormai un porto di notevole importanza, tappa obbligata per i traffici mercantili che collegavano gli empori di Spina e Adria alle aree settentrionali. Articolato il programma della giornata: alle 15.30, inaugurazione dell’approdo per natanti sul canale di Santa Maria presso il nuovo museo; alle 16, presentazione della sezione preromana del nuovo museo con interventi di Simonetta Bonomi, soprintendente al Beni archeologici del Veneto; Daniele Ferrara, direttore del Polo museale del Veneto; Silvia Conte, sindaco di Altino; Mariolina Gamba, direttore del museo archeologico nazionale di Altino; Margherita Tirelli, curatrice del progetto scientifico. Alle 16.30, Loredana Capuis e Giovanna Gambacurta parleranno di “Altino preromana”. Quindi, dalle 17.15 alle 19, visite guidate alla sezione preromana del nuovo museo.

Il nuovo museo Archeologico di Altino (Venezia) al secondo step per il pubblico: venerdì 13 febbraio prendono forma le tombe con i grandi corredi funerari dalle necropoli preromane e della romanizzazione

Il soprintendente ai Beni archeologici del Veneto, Vincenzo Tinè, l’aveva promesso lo scorso 12 dicembre in occasione della pre-apertura del nuovo museo archeologico nazionale di Altino: “Dopo tanti anni di attesa, ora il pubblico potrà seguire passo passo l’allestimento di quello che è destinato a diventare il più importante museo archeologico del Veneto” (vedi post di archeologiavocidalpassato  https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/?s=altino). È stato di parola. Venerdì 13 febbraio con “Lavori in corso#2” siamo al secondo step del cantiere aperto del grande progetto “Da Altino a Torcello. Archeologia, ambiente e storia della Laguna Nord di Venezia”  in cui il pubblico è invitato a partecipare alle fasi di sviluppo del percorso di allestimento:  dalle 15 alle 17, un’équipe di archeologi e di restauratori dialogherà con il pubblico in occasione dell’allestimento di tre straordinari corredi funerari provenienti dalle necropoli preromane e di romanizzazione dell’antica città di Altino.

Veduta assonometrica del progetto del nuovo museo Archeologico nazionale di Altino

Veduta assonometrica del progetto del nuovo museo Archeologico nazionale di Altino

La seconda tappa di avvicinamento all’inaugurazione del museo riguarda il completamento della musealizzazione di alcuni contesti funerari che, per le loro caratteristiche eccezionali, si annoverano tra i principali blockbusters del museo di Altino: sono le cosiddette tombe “Fornasotti 17”, “Fornasotti 1”e “Albertini 1/5”. L’allestimento curato dallo staff altinate della soprintendenza per i beni archeologici del Veneto (Mariolina Gamba, Margherita Tirelli, Francesca Ballestrin, Michele Pasqualetto e Stefano Buson) e realizzato da Carla Baldini e Antonio Cornacchione, prevede la suggestiva restituzione al pubblico dei contesti di deposizione delle antiche sepolture. Sono state ricostruite le cassette lignee e l’imponente recinto di tegole destinati a contenere i resti incinerati dei defunti con i loro ricchissimi corredi personali. “Particolarmente prestigiosa ed esemplificativa del rituale più antico”, spiegano in soprintendenza, “è la tomba 17 della necropoli Fornasotti. Si tratta di una cassetta lignea contenente due situle di bronzo con funzione di ossuario per le ceneri di due defunti, deposte entro preziosi tessuti, secondo la tradizione funeraria dei Veneti antichi. Alla sepoltura femminile apparteneva un corredo costituito da alcuni ornamenti di bronzo e da una cintura, elemento tipico del costume delle donne venete di alto rango”.

La cosiddetta tomba Fornasotti 1 ricostruita nel nuovo museo archeologico di Altino

La cosiddetta tomba Fornasotti 1 ricostruita nel nuovo museo archeologico di Altino

Segnano, invece, il momento di passaggio alla romanizzazione (II-I secolo a.C.) le altre due sepolture plurime. La tomba Albertini 1/5 con sei deposizioni attesta il permanere di deporre status symbol di rango quali il tradizionale scettro cilindrico di lamina di bronzo, accanto all’adozione della moneta romana quale obolo di Caronte per il viaggio nell’aldilà. La tomba Fornasotti 1 con la sua monumentalità esprime il prestigio delle famiglie emergenti, protagoniste degli importanti mutamenti introdotti dai Romani sul piano culturale, economico e politico. Si tratta di una grande sepoltura di famiglia in uso per diverse generazioni dove le iscrizioni presenti in alcuni dei 13 ossuari riportano il gentilizio della famiglia dei “Pannari”. La radice onomastica rinvia alla redditizia attività economica legata alla produzione o al commercio dei tessuti, che aveva garantito una posizione sociale elevata alla famiglia e un ruolo non secondario nella gestione del processo di romanizzazione all’interno della realtà altinate. Il programma dell’apertura al pubblico è così articolato: dalle 15 alle 16, percorsi guidati all’allestimento al piano terra; dalle 16 alle 17, archeologi e restauratori al lavoro: l’allestimento della tomba Fornasotti 1. Il prossimo evento (Lavori in corso #3), con l’allestimento completo del primo piano dell’edificio Risiera, è programmato per il prossimo 24 aprile.

 

Il nuovo museo Archeologico di Altino (Venezia) prende forma: venerdì 12 si inaugura il nuovo edificio, e per un giorno si visitano gli spazi che apriranno nel giugno 2015

Il grande edificio che viene inaugurato e che ospiterà il nuovo museo Archeologico nazionale di Altino (Venezia)

Il grande edificio che viene inaugurato e che ospiterà il nuovo museo Archeologico nazionale di Altino

Il grande progetto “Da Altino a Torcello. Archeologia, ambiente e storia della Laguna Nord di Venezia” prende forma venerdì 12 dicembre: la pre-apertura del nuovo museo nazionale Archeologico di Altino durerà solo un giorno per chiudere subito dopo e riaprire a giugno, una volta completato l’allestimento del primo lotto espositivo. Ma la cerimonia se pur breve di venerdì, con l’inaugurazione del nuovo edificio museale di Altino e la presentazione del progetto di restauro e del progetto del nuovo allestimento, darà il via ufficialmente a quel percorso virtuoso – condiviso con il pubblico – che porterà appunto nel prossimo giugno 2015 all’apertura del nuovo museo Archeologico nazionale di Altino, destinato a diventare “non solo contenitore/comunicatore degli oggetti simbolo di Altino e della Laguna Nord, ma anche grande polo culturale, attrattore e catalizzatore di tutte le istanze collegate alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione dell’intero comparto territoriale”, parola di Ugo Soragni, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto, e di Vincenzo Tiné, soprintendente per i Beni archeologici del Veneto, Vincenzo Tiné. Dopo vent’anni (dieci dei quali impiegati nello scavo del santuario protostorico – il più antico nucleo della futura città – scoperto proprio nello spazio destinato al nuovo museo) si sono infatti conclusi i complessi e articolati lavori di ristrutturazione e adeguamento funzionale del nuovo museo Archeologico nazionale di Altino (la Venezia prima di Venezia). “Finalmente questo straordinario sito, uno dei più importanti della romanità cisalpina e un caso storico-archeologico di rilevanza internazionale, dispone di una sede idonea ad ospitare gli ingenti lotti di materiali provenienti da secoli di collezionismo e ricerca scientifica”.

Il progetto del nuovo museo Archeologico nazionale di Altino annesso al sito archeologico

Il progetto del nuovo museo Archeologico nazionale di Altino annesso al sito archeologico

L'ingresso di quello che ora è il vecchio museo Archeologico di Altino

L’ingresso di quello che ora è il vecchio museo di Altino

L’idea del nuovo museo. L’attuale sede del museo Archeologico nazionale di Altino era da tempo considerata inadeguata a conservare, fare conoscere e divulgare la storia archeologica del territorio altinate. Per questo è stata pensata una nuova struttura “idonea a soddisfare le crescenti esigenze espositive e gestionali del patrimonio culturale, la cui costruzione si accompagna a un riallestimento della parte esistente”. Il nuovo complesso architettonico, realizzato su un’area demaniale in località “La Fornace” nel comune di Quarto d’Altino (Venezia), consisterà in due edifici rurali restaurati e in tre nuovi corpi di fabbrica, diventando, per estensione, numero e qualità dei servizi offerti, il primo museo archeologico del Veneto. Il progetto, elaborato dalla direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto, è stato concepito in modo da assicurare la continuità alla narrazione espositiva, la differenziazione dei percorsi (pubblico, dipendenti del museo, gestori dei servizi aggiuntivi), la visibilità delle persistenze archeologiche, lo svolgimento di attività collaterali (mostre, spettacoli teatrali, concerti, installazioni). “I visitatori – spiegano in soprintendenza – saranno in grado di percepire il percorso che dal loro rinvenimento conduce all’esposizione delle testimonianze archeologiche del passato, familiarizzandosi con quei passaggi, tecnici e amministrativi, che consentono al reperto di divenire bene culturale oggetto di godimento pubblico e parte integrante di un processo scientifico-informativo di grande rilevanza”.

Altino romana era in una posizione strategica all'incrocio della via Annia e della via Claudia Augusta

Altino romana era in una posizione strategica all’incrocio della via Annia e della via Claudia Augusta

Monumento funerario romano conservato ad Altino

Monumento funerario romano conservato ad Altino

Altino e l’Altinate. Le prime tracce di frequentazione umana sembrano risalire al VII millennio a.C., ma è con l’età del Ferro (I millennio a.C.) che si forma un primo insediamento stabile. Occorre, però, giungere al V secolo a.C. per trovare uno stanziamento sul territorio di una certa consistenza posto tra il fiume Zero e il canale Siloncello, in prossimità di quella che sarà l’arteria romana principale, la via Annia, realizzata nel 131 a.C. Lo sviluppo e la fortuna della città sono dovuti anche alla posizione geografica limitrofa alla laguna e, quindi, al mare, nonché ai numerosi corsi d’acqua che costituirono una vera e propria rete di trasporto e di scambio commerciale. Il porto, probabilmente situato in località Montiron, conferma la funzione di interscambio tra il traffico terrestre e quello acqueo-marittimo-lagunare. Le notevoli capacità tecnico-costruttive acquisite nell’organizzazione dei territori conquistati suggerirono ai Romani di costruire la via Annia e parte della Claudia Augusta rialzate su un terrapieno, in considerazione delle escursioni di marea e del regime variabile dei corsi d’acqua. Il tessuto abitativo e l’impianto viario, delineati già alla metà del I secolo a.C., trovano naturale completamento nella centuriazione che si va estendendo a Nord della città, fra il Muson e il Sile, al confine con quelle di Padova, Asolo e Treviso: a partire dall’anno 89 a.C. e per circa un cinquantennio si realizza la trasformazione da abitato paleoveneto a città romana. Pochi anni dopo Altino diviene municipio e viene iscritta alla tribù “Scaptia”. La maggiore espansione di Altino è da collocare agli inizi del I secolo d.C.: le numerose campagne di scavo promosse e fatte eseguire dalla soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto hanno portato alla luce numerose strutture edilizie della città e della necropoli, oltre a innumerevoli reperti. È in questo periodo che Altino assume il ruolo di importante scalo fluviale e marittimo dell’Adriatico, assolvendo soprattutto alla funzione di smistamento del traffico commerciale tra il Nord e il Mediterraneo. Con il II secolo d.C. si assiste ad una lenta, ma inarrestabile, decadenza economica e culturale di Altino. A partire, poi, dal IV secolo d.C. diviene sede vescovile con la costruzione di chiese e sacelli. E durerà fino al VII secolo d.C. quando, con la caduta della città per mano longobarda, e la maggior parte della popolazione che si spostava sulle isole dell’estuario, territorio ritenuto più sicuro, l’episcopio venne trasferito a Torcello.

Veduta assonometrica del progetto del nuovo museo Archeologico nazionale di Altino

Veduta assonometrica del progetto del nuovo museo Archeologico nazionale di Altino

Un museo strategico. La posizione geografica dell’area demaniale destinata ad accogliere il nuovo museo archeologico, il cui valore strategico era stato compreso e abilmente sfruttato in epoca romana, consente collegamenti reali e possibili per terra, per acqua e per aria. L’area museale, posta in prossimità dell’asse viario Padova-Venezia-Treviso, è collegata alla rete viaria, stradale e autostradale, che conduce a Udine, a Trieste e al confine da un lato, e all’entroterra veneto dall’altro. Il sistema fluviale, attualmente sottoutilizzato (vi è un solo collegamento da Portegrandi a Treviso sul Sile), deve essere potenziato: la linea pubblica di navigazione da Venezia per Torcello può giungere a ridosso dell’area demaniale risalendo parte del fiume Dese e quindi imboccando il canale Santa Maria. L’attuazione di tale collegamento farebbe entrare di fatto Altino nel circuito dei musei veneziani. La vicinanza con l’aeroporto di Venezia, il Marco Polo di Tessera, fa, poi, assumere interesse internazionale al nuovo museo, potendo disporre di una rete aerea in continuo e progressivo potenziamento: durante la sosta per l’interscambio dei voli intercontinentali può essere organizzato un trasporto per effettuare una visita veloce al museo.

Nel "vecchio" museo di Altino trovano posto i reperti provenienti dalla necropoli romana

Nel “vecchio” museo di Altino trovano posto i reperti provenienti dalla necropoli romana

Una sala espositiva del museo Archeologico nazionale di Altino

Una sala espositiva del museo Archeologico nazionale di Altino

Venerdì 12 dicembre, il grande giorno. Vent’anni di lavori, si diceva, ostacolati da notevoli difficoltà burocratiche e finanziarie e dal rinvenimento dello straordinario santuario protostorico. Ma il primo traguardo è stato raggiunto grazie alla sinergia tra il ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici e soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto), la Regione del Veneto e la società Arcus SpA. La conquista della prima tappa di questo percorso, che farà di Altino e della Laguna Nord di Venezia uno dei principali attrattori turistici del Veneto, sarà dunque celebrata venerdì 12 dicembre, alle 15.30: al taglio del nastro con Soragni e Tiné ci sarà il governatore del Veneto, Luca Zaia. Seguirà l’inaugurazione del nuovo allestimento del “vecchio” museo di Altino, riqualificato come ulteriore spazio espositivo presso le aree archeologiche, e un brindisi offerto da Bisol. Da fine luglio 2014 infatti il “vecchio” museo Archeologico è stato riallestito per illustrare esclusivamente la necropoli romana, con un nuovo apparato didascalico, con reperti archeologici provenienti dall’antica città di Altinum e dalla sua necropoli. L’evento di venerdì è aperto al pubblico e rappresenta la prima data di un calendario di eventi pubblici e partecipati che accompagneranno tutti gli interessati alla conoscenza delle ulteriori tappe di realizzazione del progetto di allestimento e in generale degli sviluppi del grande progetto “Da Altino a Torcello. Archeologia, ambiente e storia della Laguna Nord di Venezia”. “Considerata la lunga attesa e la forte aspettativa da parte della comunità locale e degli addetti ai lavori”, sottolineano Soragni e Tiné, “e la grande soddisfazione di aver finalmente completato un percorso estremamente laborioso ma con risultati eccezionali, che fanno di Altino l’unica struttura museale archeologica propriamente moderna e in linea con gli standard internazionali del Veneto, è parso giusto condividere con il pubblico un primo momento inaugurale del complesso”. E aggiungono: “In un’ottica di partecipazione delle tappe del programma di allestimento è stata predisposta una sezione di spiegazione del percorso espositivo dell’intero compendio e sono state preallestite alcune vetrine che fungono da esempio di quello che sarà l’assetto definitivo. Solo sabato sarà possibile visitare tutti gli spazi del museo, già perfettamente restaurati e adeguati alle nuove funzioni, comprese quelle essenziali degli uffici, dei laboratori, della biblioteca, della sala conferenze, dello spazio per esposizioni temporanee e dei servizi aggiuntivi al pubblico (bar-ristorante, book-shop, punto informativo, aula didattica)”.

Un interno del grande edificio che ospiterà il nuovo museo Archeologico di Altino

Un interno del grande edificio che ospiterà il nuovo museo Archeologico di Altino

Museo e cantiere aperto. Una sorta di “cantiere aperto” condiviso in itinere, quindi, più che la definitiva inaugurazione dell’intero museo, che comporterà ancora anni per il restauro e il trasferimento delle ingenti collezioni altinati e la disponibilità di ulteriori, importanti, risorse finanziarie per la realizzazione dei relativi allestimenti museografici. L’allestimento degli spazi museali è già iniziato: il primo lotto espositivo, che prevede, nella storica “Risiera”, le sezioni dedicate alla preistoria e alla protostoria al piano terra e quelle dedicate alla romanizzazione e alla città romana al primo, sarà completato entro giugno 2015. I costi complessivi dell’attuale intervento sono stati di 500mila euro per il primo lotto di lavori di allestimento e di adeguamento funzionale del museo Archeologico nazionale di Altino interamente finanziato da Arcus Spa; 6 milioni per il completamento dell’intervento (di cui 1,2 milioni da Arcus attraverso la direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto e la Regione del Veneto, e 4,88 milioni da risorse POR-parte FESR (2007-2013).

Il nuovo allestimento, che si potrà già intuire se non proprio apprezzare nell’apertura straordinaria di venerdì 12, punta a minimizzare la presenza delle strutture espositive per valorizzare i reperti ed attirare l’attenzione sul contenuto piuttosto che sul contenitore. “Il filo conduttore della progettazione museografica – ricordano in soprintendenza – è stato quello di creare strutture che non denunciano se stesse, ma solo la funzione del loro essere, privilegiando la linearità e l’essenzialità delle forme alla spettacolarità”. Per far ciò si sono ridotti al minimo possibile gli spessori e gli ingombri delle strutture portanti gli oggetti; l’illuminazione stata direzionata e concentrata sugli oggetti per esaltarne le caratteristiche e far “scomparire” gli espositori e i supporti; l’apparato didascalico è stato reso chiaramente leggibile e sintetico; infine è stato previsto un percorso di visita definito ed univoco, pur se articolato per sezioni e percorsi alternativi.