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GEP 2026: ecco gli eventi della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio in Friuli Venezia Giulia nelle province di Trieste, Udine e Pordenone

La soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia organizza, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2026, diversi appuntamenti sul territorio regionale in collaborazione anche con altri Enti e Istituti del Territorio. Il tema dell’edizione 2026 è “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”. In questa prospettiva i luoghi della cultura della soprintendenza ABAP FVG, inserendosi nella ricca offerta degli Istituti MiC, offrono un esteso calendario di appuntamenti: aperture straordinarie e gratuite delle proprie sedi e delle aree archeologiche con visite guidate, incontri e conferenze. L’ingresso ai luoghi di cultura, dove non altrimenti specificato, è da intendersi libero fino a esaurimento posti o a limite di capienza massima raggiunto.

PROGRAMMA SABATO 26 SETTEMBRE 2026

TRIESTE E PROVINCIA

Progetti architettonici dell’architetto ticinese Pietro Nobile (foto sabap fvg)

Trieste, Palazzo Economo (piazza della Libertà, 7): “Progetti architettonici, studi accademici e lettere dell’architetto ticinese Pietro Nobile (Capriasca, Canton Ticino 1776- Vienna 1854)”. Alle 9.45 e alle 11.45, visite guidate gratuite su prenotazione. Palazzo Economo apre le sue porte per poter ammirare non solo il fastoso edificio costruito a fine ‘800 dalla ricca famiglia di origini greche degli Economo, ma anche, in via del tutto eccezionale, alcune opere appartenenti alle collezioni del ministero della Cultura. In occasione dei 250 anni dalla nascita di Pietro Nobile, sarà infatti allestita una piccola esposizione di disegni, incisioni, volumi e lettere appartenenti al fondo acquisito nel 1952 dal Ministero che permetterà di ricostruire le tappe della carriera del celebre architetto, anche alla luce dei nuovi studi e dei progetti di valorizzazione in corso. Durata della visita: circa un’ora e mezza. Prenotazione obbligatoria al link https://Nobile-1.eventbrite.it (visita delle 9.45), https://Nobile-2.eventbrite.it (visita delle 11.45). Limite max 25 persone. Sarà automaticamente generata una lista di attesa.

Cittavecchia a Trieste (foto sabap fvg)

Trieste, Cittavecchia: visita itinerante in città (ritrovo davanti al Teatro romano) “La costa nascosta”. Alle 10 e alle 12, visite guidate gratuite su prenotazione. Archeologi della soprintendenza accompagneranno il pubblico in un percorso itinerante alla ricerca delle tracce della linea di costa della colonia di Tergeste in età romana. Partendo dal Teatro romano, che si ergeva sulla riva dell’Adriatico, la visita toccherà anche aree archeologiche meno note come la strada romana di piazzetta Santa Lucia o i ritrovamenti di banchine portuali nella zona di Cavana. Visite guidate gratuite. Durata della visita: circa un’ora e mezza. Prenotazione obbligatoria al link https://LaCostaNascosta26-1.eventbrite.it (visita delle 10); https://LaCostaNascosta26-2.eventbrite.it (visita delle 12). Limite max 25 persone. Sarà automaticamente generata una lista di attesa.

L’Antiquarium di via Seminario a Trieste (foto sabap fvg)

Trieste, Antiquarium di via del Seminario (via del Seminario, 2): apertura straordinaria dell’area archeologica, ore 10-12 e 17.30-21.30; ultimo ingresso alle 21.15. All’interno dell’Antiquarium sarà possibile osservare il tratto delle mura tardorepubblicane volute da Ottaviano nel 33-32 a.C. per difendere la colonia di Tergeste, arroccata sulla sommità del colle di San Giusto. All’inizio del II sec. d.C. le mura, ormai defunzionalizzate, servirono da struttura di contenimento e di terrazzamento per gli edifici costruiti a monte: qui si trova una vasca pavimentata in cotto, probabilmente impiegata nella lavorazione dell’olio. Ingresso libero (fino al limite di capienza massima).

Il mitreo nella Grotta del Mitreo a Duino Aurisina (foto sabap fvg)

Duino Aurisina, Grotta del Mitreo: apertura dell’area archeologica, 10-12; ritrovo alle 9.45 alla Stazione della Guardia forestale di Duino. Attraverso un sentiero carsico si parte alla scoperta della Grotta del dio Mitra, divinità di origine iranica connessa con il ciclo del sole e delle stagioni. La grotta, frequentata fin dall’età neolitica, fu adattata in epoca romana (dal II al V secolo d.C.) a luogo di culto del Mitraismo, religione salvifica giunta nella Roma imperiale grazie alle legioni di stanza in Oriente. Nella suggestiva ambientazione della Grotta sarà possibile osservare i calchi dei rilievi in calcare rinvenuti all’interno del sito, assieme ad alcune iscrizioni con i nomi di offerenti. Si consiglia di indossare calzature sportive adeguate. Ingresso libero a cura del Gruppo Speleologico Flondar (email: flondar@libero.it; tel. +39 3396908950).

UDINE E PROVINCIA

Casa Bertoli ad Aquileia (foto sabap fvg)

Aquileia, Casa Bertoli: “Reinventare” Casa Bertoli tra arte, architettura, storia ed epigrafia, ore 15.30–19 (ultimo ingresso alle 18.30). Apertura straordinaria con visite guidate ogni 30 minuti. Visita alla riscoperta della casa di Giandomenico Bertoli, padre della ricerca archeologica di Aquileia, tra aspetti architettonici e affreschi medievali, reinventando la sua “Conserva di Lapide”. Per maggiori info: assaquileia@libero.it. A cura dell’Associazione Nazionale per Aquileia APS, in collaborazione con la soprintendenza ABAP FVG. Ingresso libero, a piccoli gruppi, senza prenotazione.

Il civico museo Archeologico Iulium Carnicum a Zuglio (foto sabap fvg)

Zuglio, civico museo Archeologico Iulium Carnicum e area archeologica del Foro romano a Palazzo Tommasi Leschiutta in via Giulio Cesare, 19. Pomeriggio a Zuglio con l’archeologia: alle 16, visita al museo e all’area archeologica. Il museo Archeologico apre al pubblico con una visita accompagnata alle proprie sale espositive per scoprire la storia della città romana più settentrionale d’Italia attraverso i numerosi reperti provenienti dalle indagini archeologiche finora effettuate a Zuglio, piccolo centro della Carnia situato a pochi chilometri da Tolmezzo, dove sono stati portati alla luce importanti monumenti dell’antica Iulium Carnicum. Seguirà quindi la visita all’area archeologica del Foro romano che, scavato agli inizi dell’Ottocento, è articolato su una piazza rettangolare, con la presenza di un tempio, della basilica civile e portici sopraelevati lungo tre lati della piazza. Per maggiori info: museo.zuglio@libero.it, 0433 92562. A cura del Comune di Zuglio – civico museo Archeologico Iulium Carnicum, in collaborazione con la soprintendenza ABAP FVG. Ritrovo alle 15.45 nel cortile davanti al Museo. Pagamento del solo biglietto di ingresso al Museo.

PORDENONE E PROVINCIA

La villa romana di Torre di Pordenone (foto sabap fvg)

Pordenone, Villa romana di Torre in località Torre, via Vittorio Veneto, dentro il Parco comunale del Noncello. E museo Archeologico del Friuli Occidentale in località Torre. Aperture straordinarie, visite guidate e laboratori. Lo studio associato Eupolis, in stretta collaborazione con la soprintendenza e con il museo Archeologico del Friuli Occidentale propongono una serie di attività per visitare e valorizzare il sito archeologico della Villa romana di Torre di Pordenone e il vicino museo Archeologico. Apertura al pubblico dalle 15 alle 18. Visite guidate gratuite alla Villa romana e alla sezione romana del museo archeologico (con partenza dalla Villa romana, lungo via Vittorio Veneto): ore 15.30 (Turno 1), ore 16.30 (Turno 2). Durata della visita: circa un’ora e mezza. Laboratorio per ragazzi (ritrovo al museo Archeologico del Friuli Occidentale), ore 16.30. Per info: 0434 541433 / 0434 541412; museo.archeologico@comune.pordenone.it. Tutte le attività sono ad accesso libero, senza prenotazione.

DOMENICA 27 SETTEMBRE 2026

TRIESTE E PROVINCIA

Progetti architettonici dell’architetto ticinese Pietro Nobile (foto sabap fvg)

Trieste, Palazzo Economo (piazza della Libertà, 7): “Progetti architettonici, studi accademici e lettere dell’architetto ticinese Pietro Nobile (Capriasca, Canton Ticino 1776- Vienna 1854)”. Alle 9.45 e alle 11.45, visite guidate gratuite su prenotazione. Palazzo Economo apre le sue porte per poter ammirare non solo il fastoso edificio costruito a fine ‘800 dalla ricca famiglia di origini greche degli Economo, ma anche, in via del tutto eccezionale, alcune opere appartenenti alle collezioni del ministero della Cultura. In occasione dei 250 anni dalla nascita di Pietro Nobile, sarà infatti allestita una piccola esposizione di disegni, incisioni, volumi e lettere appartenenti al fondo acquisito nel 1952 dal Ministero che permetterà di ricostruire le tappe della carriera del celebre architetto, anche alla luce dei nuovi studi e dei progetti di valorizzazione in corso. Visite guidate gratuite. Ritrovo nell’atrio di Palazzo Economo, in piazza della Libertà, 7. Durata della visita: circa un’ora e mezza. Prenotazione obbligatoria al link https://Nobile-3.eventbrite.it (visita delle 9.45), https://Nobile-4.eventbrite.it (visita delle 11.45). Limite max 25 persone. Sarà automaticamente generata una lista di attesa.

PORDENONE E PROVINCIA

La villa romana di Torre di Pordenone (foto sabap fvg)

Pordenone, Villa romana di Torre in località Torre, via Vittorio Veneto, dentro il Parco comunale del Noncello. E museo Archeologico del Friuli Occidentale in località Torre. Aperture straordinarie, visite guidate e laboratori. Lo studio associato Eupolis, in stretta collaborazione con la soprintendenza e con il museo Archeologico del Friuli Occidentale propongono una serie di attività per visitare e valorizzare il sito archeologico della Villa romana di Torre di Pordenone e il vicino museo Archeologico. Apertura al pubblico dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. Visite guidate gratuite alla Villa romana e alla sezione romana del museo Archeologico (con partenza dalla Villa romana, lungo via Vittorio Veneto): ore 9 (Turno 1), ore 10.30 (Turno 2), ore 15.30 (Turno 3), ore 16.30 (Turno 4). Durata della visita: circa un’ora e mezza. Laboratorio per ragazzi (ritrovo presso l’area archeologica della Villa romana di Torre) alle 10.30. Tutte le attività sono ad accesso libero, senza prenotazione. Per maggiori info: 0434 541433 / 0434 541412; museo.archeologico@comune.pordenone.it

Zuglio (Ud). Per la rassegna “Un’estate all’insegna dell’archeologia” ancora tre appuntamenti a cura del museo Archeologico Iulium Carnicum con la Sabap FVG. Ecco il programma

Nuovi appuntamenti della rassegna “A Zuglio un’estate all’insegna dell’archeologia” a cura del museo Archeologico Iulium Carnicum del Comune di Zuglio in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia. Appuntamento al museo Archeologico Iulium Carnicum, in via Giulio Cesare 19 a Zuglio. Telefono 0433 92562 – email: museo.zuglio@libero.it, www.comune.zuglio.ud.it. Biglietto d’ingresso per le attività previste in Museo.

Venerdì 21 agosto 2026, alle 18, conferenza “Prima di Iulium Carnicum. Le nuove ricerche nel villaggio di Cjanâs” di Roberto Micheli (soprintendenza ABAP-FVG) e Nicola Degasperi (Cora Società Archeologica srl) presso l’ex scuola primaria di Zuglio.

Sabato 22 agosto 2026, alle 16, pomeriggio al Museo: visita guidata alle sale del Museo archeologico.

Venerdì 28 agosto 2026, alle 16, “Il cantiere aperto”: ritrovo al museo Archeologico di Zuglio per visitare gli scavi in corso nel cuore della città romana a cura della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia e della ditta Archeo Test srl

Zuglio (Ud). Al via Estate 2026 con l’archeologia a Zuglio”: visite partecipate, conferenze e laboratori didattici permetteranno di conoscere, anche alla luce dei rinvenimenti più recenti, la storia di Iulium Carnicum, a cura del museo Archeologico con Sabap-FVG

Quest’estate il museo archeologico di Zuglio – Comune di Zuglio (Ud), in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia, organizza “Estate 2026 con l’archeologia a Zuglio”, serie di appuntamenti che mettono in primo piano una delle realtà archeologiche più importanti della Regione. Visite partecipate, conferenze e laboratori didattici permetteranno di conoscere, anche alla luce dei rinvenimenti più recenti, la storia di Iulium Carnicum, città romana sorta ai confini settentrionali dell’Italia antica. Un programma pensato per tutte le età, che vuole rimarcare l’importanza della sede museale quale luogo di incontro e scambio, impegnata in questi ultimi anni in un importante progetto di riallestimento delle sue sale. Un museo, dunque, punto di riferimento non solo per il centro archeologico di Zuglio ma anche per l’intero territorio regionale. Informazioni: civico museo Archeologico “Ivlivm Carnicvm”, in via Giulio Cesare 19 a Zuglio. Telefono 0433 92562 – email: museo.zuglio@libero.it – www.comune.zuglio.ud.it.

SABATO 25 LUGLIO 2026, alle 21: “Di notte al Museo per viaggiare nello spazio e nel tempo”, apertura serale straordinaria con visita guidata alle sale del museo Archeologico.

SABATO 1° AGOSTO 2026, alle 16: “Una tessera tira l’altra!”, laboratorio creativo dedicato alla tecnica del mosaico. Al museo Archeologico con i più piccoli (per bambini tra 6 e 11 anni). Prenotazione tramite email all’indirizzo museo.zuglio@libero.it

SABATO 8 AGOSTO 2026, alle 18: “Un interessante corredo funebre da Misincinis di Paularo”, conferenza di Serena Vitri (già soprintendenza ABAP-FVG) e Susi Corazza (università di Udine) all’ex scuola primaria di Zuglio.

VENERDÌ 14 AGOSTO 2026, alle 21: “Di notte al Museo e all’area archeologica del Foro”, apertura straordinaria del Museo e visita guidata serale anche al Foro di Iulium Carnicum in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia.

VENERDÌ 21 AGOSTO 2026, alle 18: “Prima di Iulium Carnicum. Le nuove ricerche nel villaggio di Cjanâs”, conferenza di Roberto Micheli (soprintendenza ABAP-FVG) e Nicola Degasperi (Cora Società Archeologica srl) all’ex scuola primaria di Zuglio.

SABATO 22 AGOSTO 2026, alle 16: “Pomeriggio al Museo”, visita guidata alle sale del museo Archeologico.

VENERDÌ 28 AGOSTO 2026, alle 16: “Il cantiere aperto”, ritrovo al museo Archeologico di Zuglio per visitare gli scavi in corso nel cuore della città romana a cura della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia e della ditta Archeo Test srl.

“Celti sui monti di smeraldo”: nella mostra di Zuglio, l’antica Iulium Carnicum, per la prima volta la storia dei Celti nelle Alpi Orientali con reperti da Veneto, Friuli Venezia Giulia, Carinzia e Slovenia

Visitatori alla mostra "Celti sui monti di smeraldo" aperta al museo civico archeologico di Zuglio in Carnia

Visitatori alla mostra “Celti sui monti di smeraldo” aperta al museo civico archeologico di Zuglio in Carnia

zuglio_Logo_titolo_mostra_celti_Museo_ZuglioLa storia dei Celti nell’arco alpino orientale: una storia complessa, per certi versi ancora da scrivere che viene ora affrontata per la prima volta attraverso le testimonianze più significative del territorio compreso tra Veneto, Friuli Venezia Giulia, Carinzia e Slovenia occidentale. Dove? Nella straordinaria mostra “Celti sui Monti di Smeraldo”, a Zuglio, l’antica Iulium Carnicum, in provincia di Udine, ideata per per celebrare i venti anni di apertura al pubblico del museo. Dopo il fortunato successo della mostra “In viaggio verso le Alpi. Itinerari romani dell’Italia nord-orientale diretti al Norico” del 2013, il piccolo ma attivissimo museo Archeologico di Zuglio si cimenta in un’esposizione di sicura rilevanza culturale proponendo – fino al 31 ottobre 2015 – appunto una nuova, importante mostra dall’affascinante titolo “Celti sui monti di smeraldo”, frutto della sinergia tra il Comune di Zuglio, la soprintendenza Archeologia del Friuli Venezia Giulia, la soprintendenza Archeologia del Veneto e numerosi musei italiani ed esteri. L’allestimento, curato e pensato per offrire contenuti di qualità anche ad un pubblico non esperto del settore, è stato realizzato con il sostegno di numerosi enti pubblici e privati.

In mostra a Zuglio reperti da Cividale, Udine, Trieste, Montebelluna, Montecchio Maggiore, Klagenfurt, Pieve di Cadore, Pordenone, Ljubijana, Tolmino

In mostra a Zuglio reperti da Cividale, Udine, Trieste, Montebelluna, Montecchio Maggiore, Klagenfurt, Pieve di Cadore, Pordenone, Ljubijana, Tolmino

Un reperto proveniente dal Marc in mostra a Zuglio

Un reperto del Marc in mostra a Zuglio

Il titolo della mostra “Celti sui monti di smeraldo”, interviene la curatrice Angela Ruta, “evoca il paesaggio della Carnia, dove l’archeologia ha acquisito negli ultimi anni dati che hanno cambiato il panorama degli studi. Sappiamo che fu percorsa da guerrieri transalpini, che si soffermarono sulle alture più strategiche, in posizione dominante rispetto ai corsi d’acqua”. Armi celtiche provenienti da rilievi e altipiani carnici sono infatti gli indicatori preziosi della penetrazione, a partire dalla fine del IV-III secolo a.C., di gruppi in movimento dall’area danubiana verso la penisola balcanica (Taurisci, Scordisci). “Ma fin dal V secolo a.C. la documentazione archeologica suggerisce la presenza di stranieri abbigliati alla maniera celtica, inseriti all’interno delle comunità locali”. Numerosi gli studiosi coinvolti e di grande rilievo l’elenco delle istituzioni che hanno collaborato all’esposizione, appoggiata e sostenuta da enti pubblici e privati. Il museo di Zuglio ha realizzato questo importante progetto in collaborazione con la soprintendenza Archeologia del Friuli Venezia Giulia e la soprintendenza Archeologia del Veneto e con numerosi musei: i civici musei e gallerie di Storia e arte di Udine, i civici musei di Storia e arte di Trieste, il Landesmuseum für Kärnten di Klagenfurt, il museo Archeologico nazionale di Cividale, il museo di Storia naturale e Archeologia Città di Montebelluna (TV), il museo di Archeologia e Scienze naturali “Giuseppe Zannato” di Montecchio Maggiore (VI), il museo Archeologico della Magnifica Comunità di Cadore di Pieve di Cadore (BL), il museo Archeologico del Friuli Occidentale – Castello di Torre di Pordenone, il Narodni muzej Slovenije di Ljubljana e il Tolminski muzej di Tolmin in Slovenia.

Il gancio di cintura traforato in ferro trovato a Montebello Vicentino e conservato al museo Zannato di Montecchio

Il gancio di cintura traforato in ferro trovato a Montebello Vicentino e conservato al museo Zannato di Montecchio

Il percorso espositivo è stato pensato per offrire una sintesi ragionata e aggiornata della presenza celtica. Nella sezione “Primi Celti a Nordest (V-IV secolo a.C.)” viene dato risalto a materiali rinvenuti a Montebello Vicentino, Montebelluna e Paularo-Misincinis: la composizione dei corredi tombali suggerisce una mobilità non solo individuale ma anche di gruppi di stranieri, che via via si integrarono con la popolazione locale, dando vita così a nuove produzioni originali, come le fibule tipo Paularo. È in questa sezione che si può osservare il “Gancio di cintura traforato in ferro”, databile tra la metà del V e gli inizi del IV secolo a.C., trovato a Montebello Vicentino (Vicenza) e conservato al museo di Archeologia e Scienze naturali “G. Zannato” di Montecchio Maggiore. Si tratta di una placca traforata di forma triangolare allungata, che termina a uncino, con fascetta rettangolare ribattuta alla base e chiodo per il fissaggio alla cintura. Raffigura tre coppie di animali sovrapposti: e affrontati, dal basso: uccelli acquatici, dragoni, cavallucci marini. “I ganci da cintura traforati”, spiega Ruta, “costituiscono l’elemento di chiusura del sistema di sospensione che assicurava il fissaggio dell’arma (spada o coltellaccio) al corpo del guerriero. L’avvolgimento delle cinghie di cuoio (non conservate), raccordate da anelli (di solito associati ai ganci), avveniva al fianco o sul torace”.

Morso di cavallo proveniente dalla necropoli di Caporetto/Kobarid

Morso di cavallo proveniente dalla necropoli di Caporetto/Kobarid

La seconda sezione è dedicata ai luoghi di culto tra Cadore e alto Isonzo. I due principali contesti esposti, la straordinaria deposizione di armi e cavalli scoperta di recente a Kobarid/Caporetto e il luogo di culto militare di Monte Sorantri di Raveo, rientrano nei casi di aree consacrate dove venivano conservate le spoglie di nemici vinti o venivano dedicate offerte di armi alle divinità. Va sottolineato che tra Carnia e valli del Natisone risultano ormai numerosi i luoghi di offerta o sacrificio di armi, che trovano confronto in Gallia ed Europa centrale danubiana. Il Monte Sorantri di Raveo, altura che controlla le vallate del Degano e del Tagliamento, è il sito più importante per l’archeologia celtica della Carnia. Sulla sommità del monte, a circa 900 metri di altitudine e sul pendio sudoccidentale, all’esterno di un vasto insediamento cinto da una muraglia, con case in muratura attribuibili, per le parti finora indagate, all’età romana, sono stati raccolti tra il 1995 ed il 1997 numerosi reperti metallici di ambito celtico, databili tra il III ed il I secolo avanti Cristo. Le armi, sia di offesa (spade, cuspidi di lancia) che di difesa (umboni di scudo, elementi di elmi) dovevano in origine far parte di trofei o altre installazioni cultuali collocate probabilmente in un’area sacra, secondo un uso attestato in molti santuari della Gallia. Le armi presentano spesso tracce di defunzionalizzazione rituale. Le pratiche cultuali sono proseguite fino alla prima età imperiale romana.

Una spada piegata ritualmente dalla necropoli di Brezec di San Canzian

Una spada piegata ritualmente dalla necropoli di Brezec di San Canzian

Da ultima la sezione dedicata alle necropoli in uso tra il III e I secolo a.C., rappresentata da diversi corredi funerari, emblematici del Celtismo finale, da Montebelluna a S. Floriano di Polcenigo a Dernazzacco,. a Socerb/San Servolo e Škocjan/S. Canziano del Carso fino a Reka presso Cerkno, Idrija di Bača, Most na Soči /S. Lucia di Tolmino e Kobarid/Caporetto. Le lunghe spade e le lance, spesso ritualmente ripiegate caratterizzano i personaggi maschili, preziosi ornamenti d’argento spiccano nelle tombe femminili. Nè mancano i famosi torques intrecciati che tanto hanno contributo al fascino del Celtismo, tra il Veneto orientale e il golfo di Trieste. Il percorso si conclude con una piccola ma preziosa sezione numismatica.

Il museo civico archeologico "Iulium Carnicum" di Zuglio

Il museo civico archeologico “Iulium Carnicum” di Zuglio

Il foro romano dell'antica Iulium Carnicum

Il foro romano dell’antica Iulium Carnicum

La visita “Celti sui monti di smeraldo” offre l’opportunità di apprezzare anche il museo civico Archeologico “Iulium Carnicum”: inaugurato nel 1995, espone i numerosi reperti provenienti dalle indagini finora effettuate a Zuglio, piccolo centro della Carnia situato a pochi chilometri da Tolmezzo. Il materiale era precedentemente conservato in un antiquarium locale che, come risulta da una serie di documenti manoscritti, esisteva già agli inizi dell’Ottocento, epoca in cui ebbero luogo i primi scavi regolari per iniziativa del Commissario di guerra del Regno d’Italia. Il Museo, che ha sede in un edificio storico di proprietà comunale restaurato dopo il terremoto del 1976, dà al visitatore una panoramica dello stato attuale della ricerca archeologica in Carnia, con particolare riguardo alla realtà di Zuglio, dove le indagini archeologiche hanno consentito di portare alla luce importanti monumenti dell’antica Iulium Carnicum.La superficie espositiva si sviluppa in un percorso che ha lo scopo di far conoscere il territorio gravitante nell’antichità su Zuglio. Una serie di pannelli didattici ed alcune cartine di distribuzione dei siti archeologici accompagnano i reperti che da diverse località della Carnia sono confluiti nella raccolta civica. Si tratta di materiale di notevole interesse, frutto di ritrovamenti occasionali e di scavi sistematici, che si riferisce ad un ampio arco cronologico compreso tra l’età preistorica e quella altomedioevale.