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Udine. Al museo Archeologico arriva il progetto “Anche le statue parlano” con Caterina Bernardi, Alessandro Maione ed Edoardo De Angelis: un vero e proprio viaggio indietro nel tempo

udine_archeologico_anche-le-statue-parlano_dicembre-2023_locandinaE se le opere del museo Archeologico di Udine iniziassero a parlare, quali storie ci racconterebbero? Nel pomeriggio di domenica 10 dicembre 2023 le opere del museo Archeologico di Udine (civici musei di Udine) prenderanno corpo e voce grazie al progetto “Anche le statue parlano”, ideato dall’A.C. CulturArti e realizzato con il contributo del Comune di Udine. Lo spettacolo in musica e parole nasce con l’intento di collegare passato e presente, archeologia e storia contemporanea. Si tratterà di un vero e proprio viaggio nel tempo: un percorso tra le opere più importanti del museo, che si racconteranno attraverso la voce degli attori Caterina Bernardi e Alessandro Maione e del cantautore Edoardo De Angelis, autore dei testi. Nel corso del pomeriggio le suggestioni dei brani composti per l’occasione si intrecceranno con le spiegazioni archeologiche, in un dialogo tra i dati scientifici e le memorie dei personaggi storici, ma non solo… “Anche le statue parlano” è un progetto innovativo che intende valorizzare in chiave accessibile e inclusiva le collezioni archeologiche, per far conoscere e apprezzare il patrimonio di storie custodito dalle diverse realtà museali, italiane ed estere, coinvolte nell’iniziativa. Sono previsti tre turni di visita: ore 14 (1° gruppo), ore 15.15 (2° gruppo), ore 16.30 (3° gruppo). L’evento è incluso nel biglietto di ingresso al Museo. I posti sono limitati e sono prenotabili al seguente link: bit.ly/udine.

Udine. Al museo Archeologico al Castello prorogata la mostra “Dal centro dell’Impero. Nuove scoperte archeologiche dell’università di Udine nell’antica Assiria”

udine_archeologico_mostra-al-centro-dell-impero_prorogata_locandinaLa programmazione prevedeva il finissage il 30 aprile 2023. Ma davanti al grande interesse suscitato dalla mostra archeologica “Dal centro dell’Impero. Nuove scoperte archeologiche dell’università di Udine nell’antica Assiria” al museo Archeologico del Castello di Udine, l’esposizione è stata prorogata fino al 4 giugno 2023. La mostra presenta al grande pubblico i risultati scientifici e le scoperte archeologiche più importanti effettuate dagli archeologi friulani durante questa ricerca attraverso un serrato e innovativo dialogo fra materiali documentari, reperti archeologici, immagini fotografiche e materiali multimediali che renderà concretamente comprensibili le scoperte presentate. La mostra porta infatti i visitatori nel cuore dell’antica Assiria, il primo impero globale della storia. Le ricerche condotte dall’università di Udine nella Regione del Kurdistan in Iraq, nel cuore dell’Assiria, e le straordinarie scoperte effettuate nelle pianure dell’alta Mesopotamia hanno contribuito a gettare luce su aspetti fino ad oggi poco o per nulla noti del processo formativo dell’impero assiro, consentendo di comprendere come l’élite imperiale abbia gestito l’organizzazione territoriale dell’Assiria attraverso la creazione di una vasta rete d’infrastrutture imperiali.

Questo video è realizzato per la mostra “Dal centro dell’Impero. Nuove scoperte archeologiche dell’università di Udine nell’antica Assiria” ospitata dai Civici Musei Udine al castello di Udine. “L’università di Udine”, spiega il prof. Daniele Morandi Bonacossi, “opera nello straordinario sito di Faida, nel Kurdistan iracheno, dal 2019 insieme alla Direzione generale dell’antichità di Duhok. Si tratta di un canale di 10 km scavato probabilmente tra la fine dell’VIII e gli inizi del VII secolo a.C. per portare le acque che sgorgavano dalle risorgenti carsiche alla base di una collina e portarle ai campi dove l’acqua scarseggiava. Lungo la sponda sinistra sono stati individuati 13 rilievi con delle scene che raffiguravano un sovrano assiro rappresentato due volte (a sinistra e a destra del pannello) di fronte alle sette divinità del pantheon assiro”.

Udine. Seconda domenica al museo Archeologico con il progetto “Anche le statue parlano” alla scoperta della mostra “Dal centro dell’Impero. Nuove scoperte archeologiche dell’università di Udine nell’antica Assiria”. Intervento dell’archeologa Francesca Simi

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Anche le statue parlano: gli attori Caterina Bernardi e Alessandro Maione e il cantautore Edoardo De Angelis (foto cultur-arti)

udine_archeologico_mostra-al-centro-dell-impero_anche-le-statue-parlano_locandinaUltimissimi posti disponibili per le tre repliche di domenica 23 aprile 2023 delle visite guidate teatralizzate Anche le statue parlano “Dal centro dell’Impero” al museo Archeologico del Castello di Udine. L’archeologa Francesca Simi, vice-direttrice del progetto archeologico regionale Terra di Ninive, gli attori Caterina Bernardi e Alessandro Maione e il cantautore Edoardo De Angelis – autore di tutti i testi del progetto “Anche le statue parlano” – ci porteranno alla scoperta della mostra “Dal centro dell’Impero. Nuove scoperte archeologiche dell’università di Udine nell’antica Assiria” aperta fino al 30 aprile 2023 al museo Archeologico del Castello di Udine. L’evento è organizzato dai Civici Musei di Udine, dall’università di Udine e dall’associazione A.C.CulturArti ed è finanziato dal Comune di Udine, dalla Regione Friuli-Venezia Giulia e da Maico.

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Anche le statue parlano: l’archeologa Francesca Simi (foto cultur-arti)

Il 23 aprile sono previsti tre turni di visita: alle 14 (1° gruppo), alle 15 (2° gruppo) e alle 16 (3° gruppo). I posti per le visite guidate teatralizzate sono limitati ed è obbligatoria la prenotazione su Eventbrite: https:// bit.ly/statueud. La visita guidata teatralizzata è compresa nel biglietto di ingresso al Museo. L’esposizione, attraverso un serrato e innovativo dialogo fra documentari, reperti archeologici, immagini fotografiche e materiali multimediali offre ai visitatori la possibilità di conoscere la civiltà assira e i suoi monumenti, mostrando per la prima volta i risultati scientifici e le scoperte archeologiche più importanti effettuate dagli archeologi friulani del Progetto Archeologico Regionale Terra di Ninive negli ultimi dieci anni di ricerche sul campo nel Kurdistan iracheno.

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Anche le statue parlano: un momento della performance all’Archeologico di Udine (foto cultur-arti)

“Anche le statue parlano” nasce con l’intento di collegare passato e presente, archeologia e storia contemporanea. Si tratta di un vero e proprio viaggio all’indietro nel tempo, di tipo espressivo e artistico, un progetto innovativo di valorizzazione culturale accessibile a tutti, ideato per far conoscere e apprezzare le storie e le leggende relative alle opere conservate presso le realtà museali coinvolte nell’iniziativa. Nel caso della mostra udinese, gli artisti – grazie alle suggestioni della musica e dei testi scritti per l’occasione – creeranno un dialogo tra i dati scientifici e le memorie dei personaggi storici: ci racconteranno storie di re e di congiure di palazzo, di guerre e di deportazioni, storie di città dimenticate, di imponenti sistemi idraulici e di grandi scoperte archeologiche. Un viaggio nell’antica Assiria, ma anche un filo diretto con la Storia dei nostri giorni e un appello alla necessità di tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio culturale.

In un video realizzato per la mostra “Dal centro dell’Impero. Nuove scoperte archeologiche dell’Università degli Studi di Udine nell’antica Assiria” con la collaborazione di Federico Millevoi e il Digital Storytelling Lab dell’università di Udine, l’archeologa Francesca Simi approfondisce alcuni temi della mostra. “L’entroterra delle capitali Khorsabad e Ninive, nella moderna provincia di Dohuk”, spiega Simi, “era il granaio dell’impero. La campagna assira, nel cuore dell’impero, era caratterizzata dalla presenza di numerosissimi villaggi e fattorie che andavano a sfruttare in maniera capillare i terreni agricoli. Infatti era fondamentale l’affidabilità della produttività agricola della regione per sostenere proprio lo sviluppo di queste antiche metropoli. Per questo motivo, sebbene in quest’area fosse possibile praticare un’agricoltura di tipo siccagno, i sovrani assiri decisero di costruire monumentali sistemi irrigui proprio per irrigare le campagne, e migliorare potenziare la resa agricola di questa regione. In particolare il sovrano assiro Sennacherib decise di costruire un monumentale sistema di irrigazione che si ramificava per oltre 340 chilometri dall’area ai piedi degli Zagros fino alla sua capitale Ninive con il doppio obiettivo di irrigare le campagne e portare acqua alla sua città. Questo monumentale sistema di irrigazione era anche celebrato da tutta una serie di monumenti tra cui rilievi rupestri e iscrizioni cuneiformi che in qualche maniera segnavano particolari punti del paesaggio fondamentali non soltanto dal punto di vista simbolico ma anche di propaganda. Tra questi possiamo ricordare il sito archeologico di Khinis che comprende tutta una serie di monumenti – iscrizioni, rilievi rupestri, statue colossali – che celebravano proprio il punto in cui il cosiddetto canale di Sennacherib deviava l’acqua di Gomel e la passava verso Ninive. Poco più a valle, a Jerwan, 400mila blocchi di calcare invece formavano il primo acquedotto della storia: l’acquedotto di Jerwan. Lungo quasi 300 metri e alto 9 – conclude – era anch’esso decorato da un’iscrizione monumentale che celebrava proprio Sennacherib e la sua opera”.

Udine. Alla Casa della Contadinanza la conferenza “Gli ‘aquiloni del deserto’ e la caccia preistorica alle gazzelle nel deserto di Palmira (Siria)” con Daniele Morando Bonacossi (università di Udine) del ciclo di incontri a corollario della mostra “Dal Centro dell’Impero. Nuove scoperte archeologiche dell’Università di Udine nell’Antica Assiria” al Castello

udine_casa-della-contadinanza_incontri_locandina“Gli ‘aquiloni del deserto’ e la caccia preistorica alle gazzelle nel deserto di Palmira (Siria)” è il titolo della conferenza del professor Daniele Morando Bonacossi (università di Udine) nell’ambito della mostra “Dal centro dell’impero. Nuove scoperte archeologiche dell’università di Udine nell’antica Assiria” al museo Archeologico al Castello di Udine (vedi Udine. Al museo Archeologico al Castello apre la mostra “Dal centro dell’Impero. Nuove scoperte archeologiche dell’università di Udine nell’antica Assiria” | archeologiavocidalpassato). Appuntamento martedì 21 marzo 2023, alle 18, alla Casa della Contadinanza. E questo il quinto incontro del ciclo che si propone di avvicinare il grande pubblico alla conoscenza dell’impero assiro e dell’antico Vicino Oriente, risultato della collaborazione fra il Dipartimento di Studi umanistici e del Patrimonio culturale dell’università di Udine e il museo Archeologico di Udine con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. L’esposizione e gli eventi sono a cura di Daniele Morandi Bonacossi, Francesca Simi, Luigi Turri e Paola Visentini. Gli incontri di divulgazione sono aperti al pubblico e ad accesso libero e si tengono alla Casa della Contadinanza sul colle del castello (vedi Udine. Alla Casa della Contadinanza la conferenza “Gilgamesh e la scoperta del Diluvio Universale” con Luigi Turri (università di Verona) del ciclo di incontri a corollario della mostra “Dal Centro dell’Impero. Nuove scoperte archeologiche dell’Università di Udine nell’Antica Assiria” al Castello | archeologiavocidalpassato).

Questo video è realizzato per la mostra “Dal centro dell’Impero. Nuove scoperte archeologiche dell’università di Udine nell’antica Assiria” ospitata dai Civici Musei Udine al castello di Udine. “L’università di Udine”, spiega il prof. Daniele Morandi Bonacossi, “opera nello straordinario sito di Faida, nel Kurdistan iracheno, dal 2019 insieme alla Direzione generale dell’antichità di Duhok. Si tratta di un canale di 10 km scavato probabilmente tra la fine dell’VIII e gli inizi del VII secolo a.C. per portare le acque che sgorgavano dalle risorgenti carsiche alla base di una collina e portarle ai campi dove l’acqua scarseggiava. Lungo la sponda sinistra sono stati individuati 13 rilievi con delle scene che raffiguravano un sovrano assiro rappresentato due volte (a sinistra e a destra del pannello) di fronte alle sette divinità del pantheon assiro”.

Udine. Al museo Archeologico al Castello apre la mostra “Dal centro dell’Impero. Nuove scoperte archeologiche dell’università di Udine nell’antica Assiria”

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Il ritratto di Sennacherib in un rilievo rupestre assiro di Khinis nel Kurdistan iracheno (foto LoNAP)

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Dal 17 dicembre 2022 al 30 aprile 2023, al Castello di Udine, la nuova mostra archeologica “Dal centro dell’Impero. Nuove scoperte archeologiche dell’università di Udine nell’antica Assiria” porterà i visitatori nel cuore dell’antica Assiria, il primo impero globale della storia. Le ricerche condotte dall’ateneo friulano nella Regione del Kurdistan in Iraq, nel cuore dell’Assiria (vedi Svelato giallo archeologico. In Kurdistan iracheno la missione dell’università di Udine ha scoperto il luogo della battaglia di Gaugamela (330 a.C.) dove Alessandro Magno sconfisse il re persiano Dario III. Evento cruciale che fece nascere l’Ellenismo. Col progetto “Terre di Ninive” in sette anni mappati 1100 siti archeologici | archeologiavocidalpassato), e le straordinarie scoperte effettuate nelle pianure dell’alta Mesopotamia (vedi Dieci imponenti rilievi rupestri raffiguranti il sovrano Sennacherib e i grandi dei d’Assiria: è l’ultima grande scoperta della missione archeologica dell’università di Udine e della direzione delle Antichità di Duhok nel Kurdistan iracheno con il progetto Terre di Ninive. La presentazione dei risultati a Roma | archeologiavocidalpassato; Grandi dei e sovrani scolpiti nella roccia lungo un imponente canale d’irrigazione: la grande scoperta dell’università di Udine nel Kurdistan iracheno illustrata a Roma. Il team di Daniele Morandi Bonacossi impegnato in una missione dove l’archeologia diventa strumento di cooperazione internazionale per la protezione del patrimonio culturale minacciato dell’Iraq | archeologiavocidalpassato) hanno contribuito a gettare luce su aspetti fino ad oggi poco o per nulla noti del processo formativo dell’impero assiro, consentendo di comprendere come l’élite imperiale abbia gestito l’organizzazione territoriale dell’Assiria attraverso la creazione di una vasta rete d’infrastrutture imperiali (vedi Svelato giallo archeologico. In Kurdistan iracheno la missione dell’università di Udine ha scoperto il luogo della battaglia di Gaugamela (330 a.C.) dove Alessandro Magno sconfisse il re persiano Dario III. Evento cruciale che fece nascere l’Ellenismo. Col progetto “Terre di Ninive” in sette anni mappati 1100 siti archeologici | archeologiavocidalpassato). La mostra presenterà al grande pubblico i risultati scientifici e le scoperte archeologiche più importanti effettuate dagli archeologi friulani durante questa ricerca attraverso un serrato e innovativo dialogo fra materiali documentari, reperti archeologici, immagini fotografiche e materiali multimediali che renderà concretamente comprensibili le scoperte presentate.