Napoli. Prorogata la direzione di Giulierini fino al 15 novembre 2023. E con la “Domenica al Museo”, il 1° ottobre ingresso gratuito e ultima occasione per la mostra “Picasso e l’antico”

Paolo Giulierini, direttore del Mann, nei depositi sotterranei delle Cavaiole (foto graziano tavan)
Torna la “Domenica al Museo”. E quello che per il museo Archeologico nazionale di Napoli doveva essere il primo giorno, dopo otto anni, senza il direttore Paolo Giulierini, sarà invece il primo giorno in deroga. È arrivata infatti dal ministero della Cultura la proroga del mandato di 45 giorni – fino al 15 novembre 2023 – per consentire l’espletamento del bando per il nuovo direttore. Intanto domenica 1° ottobre 2023 è aperto gratuitamente, senza prenotazione, dalle 9 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.30, le operazioni di chiusura iniziano alle 19). Il biglietto è valido per le collezioni permanenti e le mostre. Sarà l’ultima occasione per visitare la mostra “Picasso e l’antico”, prorogata fino al 2 ottobre 2023.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale riprendono al giovedì le “Sere del Mann”: visite guidate alla mostra “Picasso e l’antico” e approfondimenti su Alessandro Magno. Ecco il programma
Con un invito alla mostra “Picasso e l’antico” (visite guidate gratuite, prenotazione obbligatoria su www.eventbrite.it) riprendono al museo Archeologico nazionale di Napoli le aperture serali del giovedì (dalle 19 alle 22.30, ultimo ingresso alle 22) per tutto il mese di settembre con un programma che continua gli approfondimenti su Alessandro Magno dopo il successo della grande mostra appena conclusa. Il biglietto speciale avrà il costo di 3 euro (1 euro sarà devoluto per l’Emilia Romagna colpita dall’alluvione) comprensivo delle collezioni – con l’opportunità di scoprire la nuova sezione Campania Romana – e delle mostre.

Copertina del libro “Mosaico di Alessandro” di Luigi Spina
Giovedì 7 settembre 2023 si parte con le visite guidate gratuite a “Picasso e l’antico” a cura del personale del Mann (alle 20.30; 21; 21.30). Il 14 settembre 2023, alle 20, nel giardino delle Fontane, incontro su Alessandro Magno a cura di Laura Giuliano, curatrice delle collezioni Gandhara, India e Sud Est Asiatico al museo delle Civiltà di Roma. Le visite a “Picasso e l’antico” si terranno alle 21; 21.15; 21.30. Il 21 settembre 2023, alle 20, nel giardino delle Fontane, presentazione del libro di Luigi Spina edito da Five Continents sul Mosaico di Alessandro, arricchito dai contributi del direttore del Mann Paolo Giulierini, Valeria Sampaolo, Fausto Zevi. Nel corso della stessa serata opening della mostra “Afrodisia” di Michele Iodice. Visite guidate alla mostra “Picasso e l’antico” in partenza alle 21; 21.15; 21.30. Le visite si svolgeranno negli stessi orari anche giovedì 28 settembre 2023. In occasione dell’ottantesimo anniversario delle Quattro Giornate di Napoli, alle 20, nel giardino delle Fontane, è prevista la conferenza “1940 – 1945: il Museo e la guerra attraverso le pagine del Taccuino napoletano di Amedeo Maiuri”, a cura di Andrea Milanese con Alessandro Gioia. Letture di Angela Luppino.

L’ingresso della mostra “Picasso e l’antico” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto graziano tavan)
PICASSO E L’ANTICO. 43 i lavori di Picasso messi a confronto con le sculture Farnese e i dipinti da Pompei. Il progetto, curato da Clemente Marconi, si inserisce nel programma internazionale “Picasso Celebrazioni 1973 – 2023: 50 mostre ed eventi per celebrare Picasso” nel cinquantenario della morte. La mostra ha l’intento di illustrare la profonda influenza di uno dei più grandi musei di arte classica sull’opera di uno dei più importanti artisti moderni. Allestita nelle sale della Collezione Farnese, l’esposizione si divide in due parti: la prima relativa ai soggiorni a Napoli di Picasso – delineando come si presentava al tempo della visita dell’artista il Museo, allora non ancora solo “archeologico” – la seconda relativa al confronto tra le opere del Museo e i lavori di Pablo Picasso. In mostra sono presentate 37 delle 100 tavole che compongono la Suite Vollard, eccezionale prestito del British Museum di Londra. A queste si aggiungono i rilevanti prestiti del musée national Picasso-Paris e del museo Gagosian di New York. L’eco profonda del viaggio in Italia del 1917 sulla produzione artistica di Picasso è stata riconosciuta da tempo; il soggiorno a Napoli ha a sua volta una rilevanza particolare: il naturalismo di questa fase picassiana assume forme esplicitamente classicizzanti, ben riconoscibili nella maggior parte dei dipinti e disegni non cubisti degli anni dal 1917 al 1925 e nell’opera grafica degli anni ’30. Prorogata fino al 2 ottobre 2023 (vedi Napoli. Al museo Archeologico nazionale prorogata la mostra “Picasso e l’antico”. Giulierini: “Questa mostra è possibile solo al Mann, con un dialogo tra i capolavori del mondo classico e le opere del genio spagnolo che ne fu influenzato nella sua visita del 1917” | archeologiavocidalpassato).
Napoli. Al museo Archeologico nazionale prorogata la mostra “Picasso e l’antico”. Giulierini: “Questa mostra è possibile solo al Mann, con un dialogo tra i capolavori del mondo classico e le opere del genio spagnolo che ne fu influenzato nella sua visita del 1917”

L’ingresso della mostra “Picasso e l’antico” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto graziano tavan)
Ancora poco più di un mese per visitare la mostra “Picasso e l’antico” in corso al museo Archeologico nazionale di Napoli, diretto da Paolo Giulierini, la cui chiusura era inizialmente prevista per il 27 agosto 2023. Visto il grande successo di pubblico l’esposizione è stata prorogata al 2 ottobre 2023. Quarantatré i lavori di Picasso messi a confronto principalmente con le sculture Farnese e i dipinti da Pompei. L’esposizione, curata da Clemente Marconi, è allestita nelle sale della collezione Farnese, e illustra la profonda influenza di uno dei più grandi musei di arte classica sull’opera di uno dei più importanti artisti moderni. Promossa dal museo Archeologico nazionale di Napoli con il ministero della Cultura e il sostegno della Regione Campania, e con l’organizzazione della casa editrice Electa, la mostra si inserisce nel progetto internazionale “Picasso Celebrazioni 1973 – 2023: 50 mostre ed eventi per celebrare Picasso” nel cinquantenario della morte (vedi Napoli. Nelle sale della collezione Farnese al museo Archeologico nazionale la mostra “Picasso e l’antico”: quarantatré i lavori di Picasso messi a confronto principalmente con le sculture Farnese (il Toro e l’Ercole) e i dipinti da Pompei. All’inaugurazione segue la performance “Tauromachia” | archeologiavocidalpassato).

Il direttore del Mann, Paolo Giulierini, con il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano (foto graziano tavan)
“Siamo davvero felici nell’annunciare la proroga di Picasso e l’Antico, una mostra possibile solo al Mann, dialogo tra i capolavori del mondo classico e le opere del genio spagnolo che ne fu influenzato nella sua visita del 1917″, commenta il direttore Paolo Giulierini. “Il primo ringraziamento va al British Museum di Londra prestatore delle eccezionali tavole della Suite Vollard, al Musée national Picasso-Paris e alla Gagosian Gallery di New York che hanno acconsentito alla nostra richiesta. Poter proseguire fino al primo fine settimana di ottobre questa esposizione unica nel quadro di Picasso Celebrazioni 1973 – 2023: 50 mostre ed eventi per celebrare Picasso è una bella notizia non solo per il Mann ma per Napoli e la Campania che nel mese di settembre si prevede saranno sempre più meta di turismo culturale, sull’onda di un agosto straordinario. Un grazie anche all’Istituto Cervantes e al Consolato spagnolo. Con oltre 250mila visitatori finora Picasso e l’Antico si proietta verso il record assoluto della mostra su Canova che nel 2019 totalizzò 300mila presenze”.

Allestimento della mostra “Picasso e l’Antico” al Mann: domina l’Ercole Farnese e, dietro, la Donna seduta di Picasso (foto valentina cosentino)
I soggiorni di Picasso a Napoli nel 1917, con la visita sia a Pompei sia al museo di Napoli che esponeva la Collezione Farnese e le opere da Ercolano e Pompei, hanno una rilevanza particolare nella produzione artistica di Picasso: il naturalismo del cosiddetto “secondo periodo classico” assume forme esplicitamente classicizzanti, ben riconoscibili nella maggioranza dei dipinti e disegni non cubisti degli anni dal 1917 al 1925 e nell’opera grafica degli anni ‘30.

Nella mostra “Picasso e l’Antico” al Mann le opere di Picasso dialogano con la collezione del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto graziano tavan)
Quarantatré i lavori di Picasso messi a confronto principalmente con le sculture Farnese e i dipinti da Pompei. La mostra ha l’intento di illustrare la profonda influenza di uno dei più grandi musei di arte classica sull’opera di uno dei più importanti artisti moderni. Allestita nelle sale della collezione Farnese, l’esposizione si divide in due parti: la prima relativa ai soggiorni a Napoli di Picasso, delineando come si presentava il museo al tempo della visita dell’artista, allora non ancora solo “archeologico”, e la seconda relativa al confronto tra le opere del museo e i lavori di Pablo Picasso. Sono presentate 37 delle 100 tavole che compongono la Suite Vollard, eccezionale prestito del British Museum di Londra. Queste incisioni, realizzate tra il 1930 e il 1937, si configurano come un fulcro interpretativo nell’opera dell’artista. A queste si aggiungono i rilevanti prestiti del Musée national Picasso-Paris e di Gagosian New York.

Il catalogo Electa della mostra “Picasso e l’Antico”
Le tematiche della mostra sono ripercorse e approfondite dagli importanti saggi pubblicati nel catalogo edito da Electa che prende l’avvio dai due soggiorni effettuati da Picasso nel 1917 nel capoluogo campano e a Pompei per poi ripercorrere il tema portante dell’esposizione: la visita all’allora museo nazionale di Napoli, non ancora (solo) archeologico e l’influenza sulla sua arte. L’esposizione si inserisce nel progetto internazionale “Picasso Celebration 1973-2023: 50 mostre ed eventi per celebrare Picasso” nel cinquantenario della morte. Il volume ricostruisce ispirazioni e metamorfosi della sua arte a partire dall’osservazione di alcuni dei grandi capolavori dell’archeologia classica. Tappa fondamentale di un periodo speciale del percorso artistico di Pablo Picasso, il cui naturalismo assume forme esplicitamente classicizzanti dopo il viaggio in Italia, ben riconoscibili nella maggioranza dei dipinti e disegni non cubisti degli anni dal 1917 al 1925 e nell’opera grafica degli anni ‘30. Il confronto diretto di una serie di opere dell’artista con quelle del Museo, l’incontro con le sculture Farnese in particolare, che lo colpiscono per il gigantismo e la monumentalità, sono la principale rivelazione artistica che Napoli abbia offerto a Picasso. I saggi, ampiamente illustrati, restituiscono l’ispirazione dell’antico – e nello specifico delle opere del Mann –, le esplorazioni e invenzioni di Picasso che hanno generato un’arte nuova attraverso la trasfigurazione dei suoi modelli.
Napoli. Ponte di Ferragosto al museo Archeologico nazionale con Alessandro Magno e Picasso. Dopo un luglio da record (40mila visitatori) agosto si annuncia più ricco

L’ingresso della mostra “Picasso e l’antico” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto graziano tavan)
Si è aperto il lungo ponte di Ferragosto al museo Archeologico nazionale di Napoli che, come tutti i musei statali, sarà aperto nella festività del 15 agosto 2023 con i consueti orari e due eccezionali mostre: “Alessandro Magno e l’Oriente” (fino al 28 agosto 2023) e “Picasso e l’antico”, già visitate da oltre 250mila persone. Il museo posticipa pertanto il giorno di chiusura settimanale dal consueto martedì a mercoledì 16. Con l’ulteriore richiamo della nuova sezione dedicata alla Campania Romana – 2000 mq di allestimento e sale restaurate – il Mann sta vivendo un’estate da record, meta di visitatori da tutto il mondo e di tanti cittadini, ai quali sono proposte diverse formule di abbonamento annuale. I dati del mese di agosto si annunciano infatti più ricchi di quelli di luglio, che ha contato 40mila visitatori.

Il salone della Meridiana al museo Archeologico nazionale di Napoli che ospita la sezione principale della mostra “Alessandro e l’Oriente” (foto graziano tavan)
“Benvenuti al Mann a Ferragosto”, è il saluto del direttore Paolo Giulierini, “siamo orgogliosi di contribuire in maniera significativa all’offerta culturale della città con due mostre premiate dai visitatori e dalla critica internazionale, che spesso sembra non accorgersi di quello che di importante accade nel Sud Italia. Puntare su due esposizioni così ambiziose in piena estate si è rivelata una buona scelta. Napoli è città d’arte sempre e deve proporre un cartellone da capitale in ogni periodo dell’anno. In particolare mi fa piacere ricordare l’originalità della mostra Picasso e l’antico, proposta italiana inserita nelle celebrazioni ufficiali di Spagna e Francia nel cinquantenario della morte dell’artista”.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale “Le sere del Mann”: aperture straordinarie nei giovedì di luglio a 3 euro con le grandi mostre Alessandro Magno e Picasso. Oltre 310mila i visitatori dei primi sei mesi dell’anno (+45% rispetto al 2022)
Al via “Le sere del Mann” con le grandi mostre su Alessandro Magno e Picasso. Tre le aperture serali del giovedì (dalle 19 alle 22.30, ultimo ingresso alle 22) il 6, 13 e 20 luglio 2023 con biglietto speciale al costo di 3 euro (1 euro sarà devoluto per l’Emilia Romagna colpita dall’alluvione) comprensivo delle collezioni – con l’opportunità di scoprire la nuova sezione Campania Romana – e delle mostre. E alcune iniziative speciali: il 6 luglio 2023, appuntamento nell’Atrio del Mann alle 21, visita guidata su prenotazione alla mostra “Alessandro Magno e l’Oriente”, a cura del direttore Paolo Giulierini; il 13 luglio 2023, alle 20 nel Giardino delle Fontane, presentazione del libro di Gastone Breccia “Il demone della battaglia. Alessandro a Isso”, Edizioni Il Mulino. L’autore ne parlerà con Paolo Giulierini e Gennaro Carillo; il 20 luglio 2023, alle 20, nel Giardino delle Fontane, presentazione della guida “Alessandro Magno e l’Oriente”, Edizioni Electa Mondadori, a cura di Paolo Giulierini e Laura Forte. Le aperture serali straordinarie saranno ripetute per tutti i giovedì di settembre.

Oltre 310mila visitatori nei primi sei mesi del 2023 al Mann (foto mann)
Oltre 310mila visitatori dall’inizio dell’anno (più 45% rispetto al 2022), con le due grandi mostre “Alessandro Magno e l’Oriente” e “Picasso e l’antico” il Mann questa estate si pone al centro delle rotte culturali europee. “Napoli si conferma città d’arte attrattiva in tutte le stagioni. Puntare su una offerta estiva forte è stata una scelta vincente”, spiega il direttore Paolo Giulierini. “Dopo il successo della domenica gratuita con 4014 presenze, invitiamo cittadini e turisti a vivere il Museo nel mese di luglio cogliendo anche opportunità di visita come i Giovedì del MANN, gli abbonamenti e il biglietto valido due giorni”.

Locandina della mostra “Alessandro Magno e l’Oriente” al museo Archeologico di Napoli dal 29 maggio al 28 agosto 2023
ALESSANDRO MAGNO E L’ORIENTE – 170 opere da tutto il mondo, dall’antica Persia al Gandhara, incontrano i capolavori del MANN in una grande mostra dedicata alla straordinaria figura di Alessandro (356-323 a.C.), l’eroe macedone che in poco più di dieci anni divenne re dell’Asia e dell’Europa. L’esposizione si articola su due piani: l’Atrio monumentale e il Salone della Meridiana al secondo piano, con rimandi tematici nei tre giardini storici. Il Mann è l’unico museo in cui si conservano tre ritratti del Macedone e tra questi il più prezioso: il Mosaico della battaglia di Alessandro e Dario. Quest’opera, attualmente in restauro, è sostituita in mostra da una riproduzione posizionata a pavimento nel Salone della Meridiana, nella sezione in cui è ricostruito l’ambiente della Casa del Fauno.

Testa di Alessandro dal museo di Salonicco all’ingresso della mostra “Alessandro e l’Oriente” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto graziano tavan)
Nell’atrio si viene accolti dalle raffigurazioni del condottiero macedone su busti, gemme, sculture – tra cui il busto erma in prestito dal Museo del Louvre, copia romana di un originale di Lisippo – e un enigmatico genio alato (anche questo in prestito dal Louvre). Il peristilio e la sala principale della famosa Villa di Fannius Synistor di Boscoreale, uno dei più grandi enigmi della storia dell’arte, sono per la prima volta interamente ricostruiti e interpretati. Nel Salone della Meridiana sono esposti celebri manufatti, come il Vaso dei Persiani, risalente alla seconda metà del IV secolo a.C., sul quale è rappresentato l’eterno conflitto, raccontato da Omero, Erodoto, Eschilo, tra Europa e Asia, tra Grecia e Persia. L’esposizione prosegue con i viaggi di conquista e scoperta di Alessandro. In mostra è ricomposto il gruppo di statue equestri in marmo, proveniente dal santuario di Giunone Sospita a Lanuvio, conservato in parte al British Museum e in parte a Lanuvio. Curatori della mostra sono Filippo Coarelli ed Eugenio Lo Sardo. Fino al 28 agosto 2023.
PICASSO E L’ANTICO – 43 i lavori di Picasso messi a confronto con le sculture Farnese e i dipinti da Pompei. Il progetto, curato da Clemente Marconi, si inserisce nel programma internazionale “Picasso Celebrazioni 1973 – 2023: 50 mostre ed eventi per celebrare Picasso” nel cinquantenario della morte. La mostra ha l’intento di illustrare la profonda influenza di uno dei più grandi musei di arte classica sull’opera di uno dei più importanti artisti moderni. Allestita nelle sale della Collezione Farnese, l’esposizione si divide in due parti: la prima relativa ai soggiorni a Napoli di Picasso – delineando come si presentava al tempo della visita dell’artista il Museo, allora non ancora solo “archeologico” – la seconda relativa al confronto tra le opere del Museo e i lavori di Pablo Picasso. In mostra sono presentate 37 delle 100 tavole che compongono la Suite Vollard, eccezionale prestito del British Museum di Londra. A queste si aggiungono i rilevanti prestiti del Musée national Picasso-Paris e del Museo Gagosian di New York. L’eco profonda del viaggio in Italia del 1917 sulla produzione artistica di Picasso è stata riconosciuta da tempo; il soggiorno a Napoli ha a sua volta una rilevanza particolare: il naturalismo di questa fase picassiana assume forme esplicitamente classicizzanti, ben riconoscibili nella maggior parte dei dipinti e disegni non cubisti degli anni dal 1917 al 1925 e nell’opera grafica degli anni ’30. Fino al 27 agosto 2023.
Napoli. Festa scudetto: divieto di transito e circolazione in centro storico: il museo Archeologico nazionale sarà aperto solo domenica mattina, e poi regolare da lunedì 1° a domenica 8 maggio (eccetto martedì)

La sezione Campania romana del Mann dialoga con il giardino delle Camelie (foto graziano tavan)
Festa dello scudetto del Napoli: definito il piano sicurezza. E a seguito dello slittamento alle 14 di domenica 30 aprile 2023 del divieto di circolazione, inizialmente previsto dalle 12, contenuto nell’ordinanza dirigenziale del Comune di Napoli n. 196 del 27.04.2023, che istituisce il divieto di transito e circolazione veicolare nel centro storico cittadino fino alle 4 di lunedì 1° maggio 2023, il museo Archeologico nazionale di Napoli comunica che sarà aperto dalle 9 alle 13 nella giornata di domenica 30 aprile 2023 ed osserverà il consueto giorno di riposo settimanale martedì 2 maggio 2023. La settimana successiva il Mann sarà visitabile tutti i giorni, da lunedì 1° a lunedì 8 maggio 2023, eccetto martedì. “È stato un aprile straordinario, che ha visto l’inaugurazione della Campania Romana e della mostra Picasso e l’antico”, commenta il direttore Paolo Giulierini. “Settantamila i visitatori, per un totale di 180mila dall’inizio del 2023, che segnano un incremento del 142% rispetto agli ultimi tre anni e del 58% rispetto al 2022. Con una media di circa 2500 persone al giorno stiamo raggiungendo lo straordinario successo di Canova nel 2019 e il 25 maggio 2023 ci attende la grande mostra su Alessandro Magno”.
Napoli. Nelle sale della collezione Farnese al museo Archeologico nazionale la mostra “Picasso e l’antico”: quarantatré i lavori di Picasso messi a confronto principalmente con le sculture Farnese (il Toro e l’Ercole) e i dipinti da Pompei. All’inaugurazione segue la performance “Tauromachia”
Non si sono ancora spenti gli echi dei consensi entusiasti per la riapertura, lunedì 3 aprile 2023, delle sale monumentali dell’ala occidentale con l’allestimento della sezione “Campania Romana”, che oggi, mercoledì 5 aprile 2023, il museo Archeologico nazionale di Napoli offre un altro evento importante. Alle 17 al Mann si inaugura la mostra “Picasso e l’antico”, promossa dal museo Archeologico nazionale di Napoli, con il sostegno della Regione Campania e con l’organizzazione della casa editrice Electa, a cura di Clemente Marconi. L’esposizione si inserisce nel progetto internazionale “Picasso Celebration 1973 – 2023: 50 mostre ed eventi per celebrare Picasso” nel cinquantenario della morte. E i partecipanti oggi accederanno con biglietto gratuito. Alle 18, poi, il Centro di Produzione di Danza Kœrper propone la performance “Tauromachia. La lotta del doppio”.
“Da mercoledì 5 aprile 2023”, spiega ad archeologiavocidalpassato.com il direttore Paolo Giulierini, “al Mann sarà possibile visitare la splendida mostra “Picasso e l’antico”. Il fatto è che nel 1917 Pablo Picasso insieme a Jean Cocteau e Igor Stravinskij fece un bellissimo tour di Napoli, Pompei e del museo Archeologico. Il museo lo colpì soprattutto per l’Ercole Farnese e il Toro Farnese, di cui abbiamo recuperato oltre 40 disegni al British Museum. La mostra sottolinea questo dialogo tra l’arte picassiana che prende ispirazione dall’antico ma la rielabora nelle forme del genio spagnolo”.

L’atrio del museo Archeologico nazionale agli inizi del Novecento: così lo vide Picasso nel suo tour (foto archivio mann)
Quarantatré i lavori di Picasso messi a confronto principalmente con le sculture Farnese e i dipinti da Pompei nella mostra “Picasso e l’antico”, dal 5 aprile al 27 agosto 2023 al museo Archeologico nazionale di Napoli. La mostra ha l’intento di illustrare la profonda influenza di uno dei più grandi musei di arte classica sull’opera di uno dei più importanti artisti moderni. Allestita nelle sale della collezione Farnese, l’esposizione si divide in due parti: la prima relativa ai soggiorni a Napoli di Picasso, delineando come si presentava il museo al tempo della visita dell’artista, allora non ancora solo “archeologico”, e la seconda relativa al confronto tra le opere del museo e i lavori di Pablo Picasso. Sono presentate 37 delle 100 tavole che compongono la Suite Vollard, eccezionale prestito del British Museum di Londra. Queste incisioni, realizzate tra il 1930 e il 1937, si configurano come un fulcro interpretativo nell’opera dell’artista. A queste si aggiungono i rilevanti prestiti del Musée national Picasso-Paris e di Gagosian New York.

L’Ercole Farnese della collezione Farnese al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto luigi spina)

Afrodite accovacciata della collezione Farnese al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto luigi spina)
L’eco profonda del viaggio in Italia del 1917 sulla produzione artistica di Picasso è stato riconosciuto da tempo e rappresenta ormai un punto fermo in letteratura. Proprio all’impatto delle opere d’arte viste a Roma, Napoli e Firenze si attribuisce un decisivo rafforzamento della tendenza di Picasso verso il naturalismo del cosiddetto “secondo periodo classico”. All’interno di quel viaggio, il soggiorno a Napoli, con la visita sia a Pompei sia al museo che allora esponeva la Collezione Farnese e le opere da Ercolano e Pompei, ha a sua volta una rilevanza particolare: il naturalismo di questa fase picassiana assume forme esplicitamente classicizzanti, ben riconoscibili nella maggioranza dei dipinti e disegni non cubisti degli anni dal 1917 al 1925 e nell’opera grafica degli anni ‘30. Tutte le tematiche della mostra sono ripercorse dai saggi a firma di importanti studiosi di Picasso nel catalogo edito da Electa.

Donna seduta, 1920. Olio su tela, di Pablo Picasso, conservato al Musée national Picasso-Paris (foto Mathieu Rabeau / Succession Picasso by SIAE 2023)
Il 2023 segna il cinquantesimo anniversario della morte di Pablo Picasso e pone quindi l’anno sotto il segno della celebrazione della sua opera in Francia, Spagna e a livello internazionale. Celebrare oggi l’eredità di Picasso è un modo per interrogarsi su cosa rappresenti oggi quest’opera fondamentale per la modernità occidentale. È mostrare la sua parte viva, accessibile e attuale. “Picasso Celebration 1973-2023” è promossa dal Musée national Picasso-Paris, coordinatore e principale prestatore dell’evento, e da Bernard Picasso, nipote dell’artista e presidente della FABA – Fundación Almine y Bernard Ruiz-Picasso para el arte – e del Museo Picasso di Malaga. L’iniziativa conta una cinquantina di mostre e di eventi che si svolgeranno in rinomate istituzioni culturali europee e nordamericane, che insieme, grazie a nuove interpretazioni e metodi moderni, consentiranno di fare il punto sullo stato degli studi e della comprensione dell’opera di Picasso. Il governo francese e quello spagnolo hanno deciso di collaborare a questo grande evento transnazionale, e la commemorazione sarà scandita da celebrazioni ufficiali in Francia e Spagna e si concluderà con un grande simposio internazionale nell’autunno del 2023, in occasione dell’apertura del Centro Studi Picasso a Parigi. È un Picasso oggi che incarna questa Celebrazione e che getta le basi per il Musée national Picasso-Paris di domani.
Mercoledì 5 aprile 2023, alle 18, Körper | Centro nazionale di produzione della Danza presenta, in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Napoli, “Tauromachia”, una performance realizzata “a quattro mani” da Adriano e Andrea Bolognino; il primo coreografo premiato come coreografo italiano emergente 2022 dalla rivista Danza&Danza e Andrea, artista visivo con già all’attivo importanti collaborazioni e personali come al museo di Capodimonte nel 2021 e la Quadriennale di Roma. Una performance sul motivo del toro, un sismografo dell’opera in continua metamorfosi di Pablo Picasso. È una figura di conflitto, di lotta, di danza, la cui duplicità simbolica è espressa dall’artista nell’archetipo del Minotauro. L’intervento di Andrea e Adriano Bolognino si concentrerà quindi sul motivo del toro in quanto punto di collegamento tra la poetica di Picasso e la collezione del Mann, con la volontà di esplorarne l’iconografia e il movimento, mettendo in dialogo la pratica pittorica con quella coreutica. La performance si inserisce in un protocollo d’intesa per i prossimi anni tra il Mann – museo Archeologico nazionale di Napoli e Körper | Centro nazionale di produzione della Danza, che prevede altre azioni performative negli spazi espositivi del MANN, in un’ottica di interconnessione tra le arti e i nuovi linguaggi del contemporaneo e con una relazione privilegiata tra le strutture che rappresentano la cultura nel territorio campano.
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