Archivio tag | mostra “Gli Etruschi e il Mann”

Dagli Etruschi ai Gladiatori: il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli ha aperto e chiuderà idealmente la XXVI edizione degli Incontri di archeologia. Le grandi mostre, le nuove collezioni del Museo che cambia, il dialogo con il territorio, le tendenze più aggiornate degli studi di settore

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Paolo Giulierini, direttore del Mann, apre gli “Incontri di archeologia” 2020-2021 (foto Giuseppe Di Leva / Mann)


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Lo staff del museo Archeologico nazionale di Napoli che organizza gli “Incontri di archeologia” (foto Mann)

Lo staff del museo Archeologico nazionale di Napoli che organizza gli “Incontri di archeologia” (foto Mann)“Insieme, oggi come ieri, uniti e pronti a volare grazie alla cultura”: è uno dei tanti messaggi emersi dalla conferenza del direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, che il 15 ottobre 2020 ha inaugurato nel nuovo auditorium del museo la XXVI edizione degli Incontri di Archeologia (sempre alle 16, in auditorium) parlando di “Previsioni bestiali: leggere il futuro dal volo degli uccelli nel mondo etrusco”; e sarà sempre il direttore, nel cuore della primavera del prossimo anno, che illustrando il tema “I giochi gladiatori e il mondo etrusco” (15 aprile 2021), rintraccerà il fil rouge tra i due grandi eventi culturali della stagione 2020/2021 del MANN: la mostra sugli Etruschi e quella su Gladiatori. “Il Mann riparte con gli Incontri del giovedì, cosciente dell’importanza di valorizzare la ricerca scientifica e di comunicare in forma corretta le grandi novità dell’archeologia mondiale”, commenta Giulierini. “La storica rassegna, a cura dei Servizi Educativi (responsabile: Lucia Emilio), crea diverse finestre di approfondimento per provare a “guardare da vicino” l’arte antica”. Tutti gli eventi, gratuiti, sono organizzati in sicurezza e nel rispetto delle vigenti disposizioni anti-Covid: obbligatoria la prenotazione telefonica presso la Segreteria dei Servizi Educativi del Museo (tel. 0814422328/329, dal lunedì al venerdì, ore 9-15).

Pubblico distanziato agli “Incontri di Archeologia” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)
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Le famose sculture dei Corridori, provenienti dalla Villa dei Papiri di Ercolano, conservate al Mann (foto Luigi Spina)

Le grandi mostre, le nuove collezioni del Museo che cambia, il dialogo con il territorio, le tendenze più aggiornate degli studi di settore: sono tanti i temi  approfonditi nella ventiseiesima edizione degli Incontri di Archeologia che racconteranno al pubblico l’unità nella diversità dei capolavori del passato. Antonio De Simone effettuerà un bilancio delle conoscenze sulla Villa dei Papiri (29 ottobre 2020), Antonio Scognamiglio mostrerà tecniche e saperi per ridare luce alla bellezza grazie al restauro (12 novembre 2020), Maria Morisco descriverà  il lungo lavoro di riordino dei depositi museali (21 gennaio 2021), Grete Stefani si soffermerà sulle storie quotidiane dischiuse dalle antiche suppellettili (25 marzo 2021).

Il castello di Baia, sede del museo Archeologico dei Campi Flegrei (foto Pafleg)

Una visione olistica dell’arte antica per travalicare i confini delle città vesuviane, rappresentando le tante anime della Campania felix:  Cuma, dalle origini al presente, nell’analisi di Matteo D’Acunto (26 novembre 2020); il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, tra ricerca ed innovazione, nella strategia del direttore Fabio Pagano (14 gennaio 2021); Nola, che riecheggia il Ginnasio di Atene, nella lezione di Mario Cesarano (4 marzo 2021). 

Il gruppo dei Tirannicidi nella collezione Farnese del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

Anche per l’offerta culturale 2020/2021, gli Incontri di Archeologia prevedono alcuni eventi legati ad una parola chiave: per quest’edizione, il collezionismo, declinato secondo diverse accezioni.  Naturalmente, non potrà mancare il racconto del “Museo di Napoli. Collezione di Collezioni (1780-1980)” (l’incontro, previsto il 22 aprile 2021, sarà a cura di Andrea Milanese e dell’Ufficio Museografia del MANN); da non perdere anche la conferenza di Paola D’Alconzo sui soggetti pompeiani nel collezionismo del XVIII secolo (4 febbraio 2021), l’analisi di Federico Rausa su “I Farnese e l’antico” (18 febbraio 2021), l’excursus di Marco Nocca sui preziosi reperti della Collezione Borgia (11 marzo 2021).

Il direttore del Mann Paolo Giulierini con Maria Lucia Giacco, curatrice della collezione Magna Grecia (foto Graziano Tavan)

Non solo lectiones, ma anche occasioni per riflettere sul dialogo tra le arti: sarà inserita nell’ArcheoCineMann la proiezione di “Stonehenge” di N. Gilliam Smith​ (3 dicembre 2020), mentre “Il Vaso del caos” di Giovanni Greco (17 dicembre 2020) sarà un istrionico omaggio a Pirandello e Camilleri. Uno sguardo alle nuove collezioni per concludere la rassegna in maggio, svelando al pubblico anche alcuni reperti che saranno oggetto di riallestimento: giovedì 6, Carmela Capaldi si occuperà di statuaria campana, mentre il 13 sarà la volta di Maria Lucia Giacco con il focus sulle collezioni pompeiane. 

“Giovedì sera al Museo”: riparte la programmazione con visite ed eventi serali al museo Archeologico nazionale di Napoli. Ingresso a 2 euro. Concerti del Festival Barocco Napoletano. AperiBox al Mann Caffè

La mostra “Gli Etruschi e il Mann” è visitabile nei “Giovedì al Museo” (foto Giorgio Albano)

Giovedì sera al museo Archeologico nazionale di Napoli con visite ed eventi serali: riparte la programmazione. Dal 1° ottobre al 3 dicembre 2020, il Mann sarà aperto ogni giovedì, dalle 20 alle 23 (la biglietteria chiuderà alle 22), con ticket simbolico al costo di 2 euro. Anche dopo il tramonto sarà così possibile ammirare le collezioni permanenti e la grande mostra sugli Etruschi: saranno fruibili tutte le sezioni museali, eccezion fatta per gli ambienti inaccessibili, al momento, per questioni di sicurezza.

La sala del Toro Farnese al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Giorgio Albano)

Non solo arte, ma anche musica: nel primo mese di programmazione, saranno proposti, a partire dalle 20.30 nella Sala del Toro Farnese, quattro concerti targati Festival Barocco Napoletano; si partirà giovedì prossimo con un viaggio dedicato all’estro di Farinelli: l’Ensemble Barocco Accademia Reale (Angela Luglio: soprano; Marina Esposito: mezzosoprano) eseguirà musiche di N. Porpora, G. F. Haendel, L. Vinci e R. Broschi. Non mancherà (8 ottobre 2020) il classico appuntamento dedicato alle contaminazioni melodiche: il pianoforte di Gino Giovannelli troverà un originale punto di incontro tra il jazz ed i ritmi più noti del Settecento europeo. Un inno alla donna, dall’antichità ai nostri giorni: giovedì 22 ottobre 2020 sarà in programma lo spettacolo/concerto “La via delle sacerdotesse” (musiche tradizionali con incursioni nel repertorio di  G. Caccini, C. Monteverdi, H. Alexiou, Ch. W. Gluck, G. F. Haendel​). Il gruppo Danzar Grantioso, con i propri suggestivi abiti d’epoca, tornerà a colorare la Sala del Toro Farnese: il 29 ottobre 2020, sarà in calendario “Il Ballo delle Ingrate”, accompagnato da suggestive melodie rinascimentali. Per partecipare agli spettacoli, che si svolgeranno secondo le vigenti disposizioni anti-Covid, necessario prenotare all’indirizzo mail info.fbn@libero.it.

AperiBox al Mann Caffè nei “Giovedì al Museo” (foto Mann)

Durante i giovedì sera, anche il Mann Caffè proporrà ai visitatori la possibilità di degustare specialità del territorio:  al costo di 5 euro (4 euro per titolari di abbonamento OpenMANN), sarà offerto un calice di vino (falanghina o aglianico) per accompagnare l’Aperibox. Nel cofanetto, vi saranno prodotti a km0, scelti tra le specialità stagionali: l’Aperibox varierà settimanalmente e sarà curato in collaborazione con Pinzimonio, che, in ossequio ai principi di economia circolare, dedicherà particolare attenzione alle aziende agricole presenti nel mercato contadino Sanpaolo- Coldiretti Campagna Amica.

Giornate europee del Patrimonio: al museo Archeologico nazionale di Napoli entrata a 1 euro, concerto del Festival Barocco Napoletano, laboratorio didattico “Scriba per un giorno”

Affresco con Giove ed Europa conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

È un hashtag quasi socratico, che riveste un indubbio fascino per le istituzioni culturali e per il pubblico: in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (#Gep2020), #imparareperlavita sarà il filo conduttore social (e non solo) per un fine settimana da trascorrere all’insegna dell’arte. Sabato 26 e domenica 27 settembre 2020, anche il museo Archeologico nazionale di Napoli parteciperà alla manifestazione internazionale promossa dalla Commissione Europea e valorizzata dal Mibact: prevista, come da tradizione ormai consolidata, l’apertura serale del sabato (dalle 20 alle 23; l’ultima emissione di ticket sarà alle 22), con la possibilità di visitare collezioni permanenti ed esposizioni al prezzo simbolico di 1 euro, salvo le gratuità di legge. “L’Europa è per noi la cornice istituzionale di riferimento all’interno della quale ci muoviamo, sia rispetto ai valori mutuati dalla classicità, come la democrazia, sia rispetto ai finanziamenti che ci giungono, tramite Mibact o Regione, da Bruxelles. Celebrare l’Europa, di cui il Mann possiede la più bella rappresentazione su affresco, e il suo patrimonio, è un atto di grande valore”, commenta il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini. In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio saranno fruibili le collezioni permanenti del Museo (eccezion fatta per gli ambienti chiusi a causa dell’Emergenza Covid) e la mostra “Gli Etruschi e il MANN”.

Laboratori didattici al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

In calendario, due appuntamenti che seguiranno il fil rouge di #imparareperlavita: naturalmente, vi sarà un laboratorio didattico per bambini, che impareranno ad essere “Scriba per un giorno”; l’evento, in programma domenica 27 settembre 2020, alle 11, sarà articolato nella visita guidata alla Sezione Egizia, cui seguirà un momento di esercizio pratico alla scoperta della scrittura geroglifica. Il percorso, realizzato da Coopculture in collaborazione con i Servizi Educativi del Museo, sarà organizzato secondo le disposizioni anti-Covid e sarà necessario inoltrare adesione obbligatoria all’indirizzo mail prenotazioni@coopculture.it (per informazioni, possibile contattare, sino a venerdì, ore 9-12, anche i Servizi Educativi del Museo al numero 0814422328).

Concerto del Festival Barocco Napoletano al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

Eppure il tema delle Giornate Europee del Patrimonio sottintenderà anche una dimensione più generale di propensione all’apprendimento: per sottolineare l’importanza della curiosità e dell’attitudine sempre incline a cogliere le simmetrie tra arti diverse, sabato sera (allee 20.30, sala del Toro Farnese) sarà proposto un concerto della rassegna “Festival Barocco Napoletano”. L’Ensemble Barocco Accademia Reale (soprano: Erin Wakerman; direttore e violino barocco di concerto: Giovanni Borrelli) eseguirà musiche di Pergolesi, Haendel, Bach, Mascitti e Purcell, all’ombra del gruppo scultoreo più imponente pervenutoci dall’antichità (anche per questo evento, prenotazione obbligatoria sino ad esaurimento posti, scrivendo a info.fbn@libero.it).

11.ma edizione di Aquileia Film Festival: è on line la conversazione di Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, con Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Da Cortona a Napoli, l’esperienza di un giovane direttore che ha cambiato l’approccio al più grande museo archeologico d’Italia e la sua connessione con la città e il mondo

Tutto esaurito nelle piazze di Aquileia per l’edizione 11 dell’Aquileia Film Festival (foto fondazione Aquileia)

Paolo Giulierini, direttore del Mann, intervistato da Piero Pruneti all’Aquileia Film Festival (foto fondazione Aquileia)

È stata la conversazione del 29 luglio 2020, seconda giornata dell’11.ma edizione di Aquileia Film Festival, organizzato dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze ArcheoFilm, e il patrocino del Comune di Aquileia e il sostegno di Vini Jermann (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2020/07/27/al-via-l11-ma-edizione-di-aquileia-film-festival-2020-ma-attenzione-e-obbligatoria-la-prenotazione-gratuita-on-line-del-posto-ecco-tutto-il-programma-delle-cinque-serate/). Protagonista Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli,  intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. A poco più di un mese di distanza dall’evento, la Fondazione Aquileia mette a disposizione la registrazione dell’incontro così da dare la possibilità a quanti non erano presenti ad Aquileia o non lo hanno seguito in streaming di “partecipare” alla conversazione.

Paolo Giulierini racconta la sua esperienza a Napoli, direttore del più importante museo archeologico d’Italia e tra i più importanti al mondo, lui cortonese, etruscologo, partito dall’esperienza di direttore del museo dell’Accademia etrusca di Cortona, una realtà decisamente più piccola ma aperta al mondo e alle collaborazioni con le più grandi e prestigiose istituzioni mondiali, dall’Ermitage di San Pietroburgo al Louvre di Parigi al British museum di Londra. Proprio questa “apertura” e questa esperienza sono stati fondamentali nella nuova avventura napoletana portando in breve tempo il museo Archeologico nazionale di Napoli a essere protagonista attivo sulla scena culturale di Napoli, della Campania, dell’Italia e del mondo. L’incontro aquileiese è stata l’occasione per parlare degli etruschi in generale e degli etruschi del Sud in particolare, una presenza poco nota ma estremamente importante per capire i rapporti delle popolazioni italiche prima di Roma. E ovviamente non si poteva non parlare della grande mostra “Etruschi al Mann”, che si può visitare fino al maggio 2021) risultato di anni di ricerca nei depositi del museo dove sono stati trovati migliaia di reperti etruschi provenienti dalla Campania, frutto di scavi ottocenteschi e novecenteschi, e di acquisizioni del museo. Dalla tradizione all’innovazione nella comunicazione e nell’approccio al museo. Ecco dunque il video game prodotto dal Mann “Father and son”, scaricato già da 5 milioni di utenti nel mondo, che offre un modo diverso per conoscere un grande museo. E poi il cinema, con la produzione di un film, “Agalma”, in anteprima alla mostra del cinema Venezia 77, che non è un documentario storico, ma una finestra sulla vita quotidiana di un museo, con i dietro le quinte e il pubblico. Perché, come conclude Giulierini, un museo “deve tornare a regalare emozioni”.

Ferragosto 2020. Qualche idea per passare le “Feriae Augusti” nel segno dell’archeologia e dintorni da Treviso a Napoli, da Torino a Bologna, da Roma a Reggio Calabria

Il Riposo di Augusto, Feriae Augusti, da cui Ferragosto, venne istituito dall’imperatore Augusto nel 18 a.C.. In quello stesso mese si festeggiavano i Vinalia Rustica (il vino dell’anno precedente e il raccolto d’uva da venire), i Nemoralia (la sospensione della caccia) e i Consualia (Conso era il dio della terra e della fertilità), ed era il periodo di riposo (detti anche Augustali) per animali e uomini alla fine dei lavori agricoli. Nel corso dei festeggiamenti, in tutto l’impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro, buoi, asini e muli, ma anche i cani da caccia, venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. La festa originariamente cadeva il primo agosto; lo spostamento a metà mese si deve alla Chiesa Cattolica che volle far coincidere la ricorrenza laica con la festa religiosa dell’Assunzione di Maria. Il 15 agosto ricorre anche la data in cui, nel 1275, 745 anni fa, morì Lorenzo Tiepolo, doge in Venezia eletto il 23 luglio 1268. Era figlio terzogenito del doge Giacomo Tiepolo (1229-1249) e di Maria Storlato. Giace a Venezia nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo dove si trovano le spoglie anche del padre e del fratello Giovanni. Sabato 15 e domenica 16 agosto 2020 a villa Tiepolo Bassi a Carbonera di Treviso visita guidata “Ferragosto. In onore di Augustus e in memoria del Doge Lorenzo Tiepolo” alle 11 (presentarsi alle 10:50) con ingresso da via Brigata Marche, 24 – Carbonera (TV). Prenotazione obbligatoria: 329 7406219 / info@villatiepolopassi.it. Informazioni: parcheggio auto interno, la visita si effettua anche in caso di pioggia. Raccomandazioni: indossare la mascherina, mantenere la distanza interpersonale di almeno 1 metro, evitare strette di mano, abbracci e baci, eseguire le azioni corrette quando si starnutisce o tossisce, avvisare il personale in caso di problemi di salute, soprattutto stati influenzali o febbrili.

Una spettacolare immagine dall’alto del Colosso, icona di Roma

“Vacanze egiziane”: dal 31 luglio al 31 agosto 2020 il museo Egizio di Torino aperto tutti i giorni

Qualche altra idea per un Ferragosto nel segno dell’archeologia. Il parco archeologico del Colosseo  sabato 15 agosto 2020 sarà regolarmente aperto con orario 10.30-19.15 (ultimo ingresso alle 18.15). E da venerdì 14 agosto 2020 è nuovamente aperto al pubblico l’ingresso al PArCo dall’Arco di Tito. Sempre da venerdì 14 sarà possibile prenotare le visite al PArCo per il mese di settembre. Del museo Egizio di Torino già abbiamo ricordato l’iniziativa “Vacanze egiziane” che prevede l’apertura del museo per tutto il mese di agosto, e quindi anche a Ferragosto, con orario 9-10.30. E per i bimbi c’è un evento speciale “Storie egizie” promosso da Spazio Zerosei del museo Egizio. Sabato 15 agosto 2020, dalle 10 alle 16, c’è “Chi era la dea delle stelle?”: con una lettura all’ora, i piccoli visitatori potranno ascoltare storie diverse e affascinanti sui miti e le leggende dell’antico Egitto, nella magica atmosfera del museo Egizio di Torino. La partecipazione è gratuita, su prenotazione: https://bit.ly/spazio-egizio-form-prenotazioni. I bambini da 0 a 6 anni dovranno essere accompagnati da un genitore che dovrà indossare la mascherina, ci sarà comunque spazio per stare comodi e in sicurezza, nel rispetto delle distanze e delle normative; le storie durano 15/20 minuti, quindi si raccomanda la puntualità per iniziare la lettura tutti insieme; all’ingresso dello spazio sarà misurata la temperatura e occorrerà firmare il modulo di autocertificazione; l’area con fasciatoio, libri, poltrona allattamento è a disposizione e periodicamente igienizzata; i bagni all’interno di Spazio sono accessibili e periodicamente igienizzati.

L’Atlante Farnese simbolo e fulcro della mostra “Thalassa” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

La locandina della mostra “Gli Etruschi e il Mann” al Mann (12 giugno 2020 – 31 maggio 2021)

Ferragosto al museo Archeologico nazionale di Napoli: da non perdere le grandi mostre “Thalassa” e “Gli Etruschi e il MANN”. Un tuffo simbolico tra le meraviglie sommerse del Mediterraneo e un viaggio senza tempo alla scoperta delle antiche civiltà che popolarono il nostro territorio: anche a Ferragosto, con i soliti orari (ore 9-19.30), cittadini e turisti potranno esplorare le bellezze delle collezioni permanenti e delle esposizioni del museo Archeologico nazionale di Napoli. “I primi giorni di agosto hanno già fatto segnare un netto superamento dei numeri dei visitatori dell’intero mese di luglio”, commenta il direttore dell’Archeologico, Paolo Giulierini. “Il museo è vivo e offre due splendide mostre (‘ Gli Etruschi e il MANN’ e ‘Thalassa’) e si prepara al rilancio di settembre, quando verrà presentato il prossimo piano strategico e sarà inaugurata l’ala del Braccio Nuovo”. Per chi resta a Napoli, Ferragosto sarà anche occasione per visitare, a prezzi promo, il museo con ticket dei siti Extramann (sul nostro portale, il dettaglio dei siti che fanno parte della rete). Riservato a chi è tornato o è in partenza verso l’isola azzurra, l’accordo che lega il MANN alla villa San Michele e al museo Casa Rossa di Anacapri: anche in questo caso, scontistica integrata per un viaggio imperdibile nel nome dell’arte. Le vie del mare porteranno all’Archeologico anche grazie alle convenzioni siglate con Snav e Traghetti Lines; infine, sempre in tema di promozione turistica in quest’estate 2020, anche gli ospiti di strutture associate Federalberghi Napoli ed Unione Industriali di Napoli riceveranno due euro di riduzione per visitare il MANN.

I Bronzi di Riace nell’allestimento al museo archeologico della Magna Grecia a Reggio Calabria

Al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria Restano ancora pochi posti disponibili prima di registrare il “tutto esaurito” per poter visitare nel mese di agosto. È già completo il calendario degli ingressi programmati fino a ferragosto. La prenotazione è obbligatoria, telefonando al numero di telefono: 320.7176148, o al nuovo numero 320.7620091. È stato temporaneamente sospeso, per questo mese, il servizio di prenotazione online. Le norme governative e regionali di prevenzione dalla diffusione e dal contagio da COVID-19 (Coronavirus) hanno imposto le nuove regole di prenotazione obbligatoria e le limitazioni agli ingressi, in forma contingentata, per gruppi composti da massimo 10 persone, scaglionati in turni di visita ogni 15 minuti. Le misure di sicurezza nel rispetto di un protocollo condiviso comportano l’impossibilità di soddisfare tutti coloro che desidererebbero potere ammirare i Bronzi di Riace, protagonisti assoluti del ricco patrimonio archeologico e culturale calabrese, insieme ai Bronzi di Porticello e agli altri “tesori” della collezione museale. I giorni di apertura ordinaria del MArRC al pubblico sono dal martedì alla domenica. Ma proprio per venire incontro alle numerose richieste dei tanti “ammiratori” e dare a tutti una maggiore opportunità, la direzione ha scelto di aprire il museo alle visite in via straordinaria anche i prossimi lunedì 17 e 24 agosto 2020, il mese che registra la massima affluenza e il più elevato numero di richieste nell’arco dell’anno.

La mostra “Etruschi. Viaggio nella terra dei Rasna” riprogrammata dal 6 giugno al 29 novembre 2020

Musei aperti per ferie. Anche quest’anno l’Istituzione Bologna Musei offre molteplici proposte, fruibili in sicurezza, per un’estate all’insegna dell’arte e della cultura: le collezioni permanenti, le mostre temporanee, gli eventi, le attività e i nuovi contenuti dell’app MuseOn, scaricabili gratuitamente, per creare un’esperienza di visita più coinvolgente  attraverso percorsi ricchi di informazioni e curiosità. I musei civici aperti a Ferragosto 2020: museo civico Archeologico (via dell’Archiginnasio 2), dalle 10 alle 20; museo civico Medievale (via Manzoni 4), dalle 10 alle 18.30.

#InviaggiocongliEtruschi: nel nome dell’antica civiltà italica, un accordo tra museo Archeologico nazionale di Napoli, museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma e museo civico Archeologico di Bologna consente un percorso ideale che ripropone il viaggio dei Rasna nella nostra penisola attraverso due grandi mostre e una straordinaria collezione. Sconti in biglietteria per chi visiterà i musei di Bologna, Roma e Napoli

Antefissa esposta nella mostra “Gli Etruschi e il Mann” a Napoli fino al 31 maggio 2021 (foto Paolo Bondielli)

Bologna, Roma, Napoli. Tre città, dalle nebbiose pianure del Nord fino all’aspro Vesuvio, legate da un filo rosso comune: gli Etruschi. Non è un caso che un famoso scrittore come David Herbert Lawrence ha annotato sul suo taccuino nel 1927, dopo un breve viaggio – atteso e preparato con cura – tra Cerveteri, Tarquinia, Vulci e Volterra: “Nell’Italia di oggi c’è assai più sangue etrusco che romano, e sarà sempre così. In Italia l’elemento etrusco è come l’erba del campo, i germogli del grano: sarà sempre così”. Nasce da questa convinzione la campagna #InviaggiocongliEtruschi che dal 1° agosto 2020 unisce il museo Archeologico nazionale di Napoli, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma e il museo civico Archeologico di Bologna. Dal Nord al Sud della Penisola, tre città (Bologna, Roma e Napoli) propongono un ideale itinerario turistico-culturale dedicato all’antica popolazione italica.

Piccolo calderone dalla tomba Bernardini di Palestrina, conservato al museo di Villa Giulia a Roma: è esposto alla mostra “Gli Etruschi e il Mann” fino al 31 maggio 2021 (foto Mann)

Affibiaglio della Tomba Bernardini di Palestrina (inzio del secondo quarto del VII sec. a.C.) conservato al museo nazionale Etrusco di “Villa Giulia” (foto Villa Giulia)

Il famoso Sarcofago degli Sposi scoperto nella necropoli della Banditaccia, uno dei simboli del museo Etrusco di Villa Giulia

Antefissa con la testa di Acheoloo proveniente da Cerveteri, conservata al museo di Villa Giulia, ed esposto alla mostra di Bologna “Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna” (foto Villa Giulia)

I Rasna, come gli Etruschi chiamavano se stessi, sono una delle civiltà più affascinanti del mondo antico, un popolo che è parte fondamentale della nostra storia. In un tempo remoto, essi hanno dominato e abitato il vasto territorio compreso tra la pianura padana del Po fino alle pendici del Vesuvio: le loro fertili terre producevano grano, olio, vino e fichi tanto famosi da attirare – secondo la leggenda – i barbari Galli che giunsero poi a saccheggiare persino Roma. Di loro hanno detto che erano “di tutti i popoli il più religioso”, ma anche che erano terribili pirati, abili guerrieri, e che le loro donne – bellissime – erano troppo libere e spregiudicate. Signori del Tirreno, i loro porti erano frequentati da commercianti che giungevano da tutto il Mediterraneo con merci esotiche, profumi, stoffe preziose, avori pregiati…  Le decorazioni e gli arredi di tombe e palazzi ci restituiscono momenti di festa in cui il vino, legato al dio Fufluns (l’etrusco Dioniso), era protagonista assoluto: calderoni in bronzo, piatti, anfore, brocche, calici sono degni del più moderno design e realizzati con le tecniche più varie, fra cui spicca l’elegantissimo ed originale bucchero, la caratteristica ceramica dal colore nero lucente. La loro abilità artigianale è testimoniata anche da splendidi gioielli in oro, argento, bronzo, ambra e vetro che abbellivano le donne delle grandi famiglie aristocratiche; ancora oggi gli orafi più esperti cercano, spesso senza successo, di riprodurre la raffinata tecnica della granulazione. Lusso ed eleganza erano le cifre che li contraddistinguevano agli occhi di Greci e Romani.

La locandina della mostra “Gli Etruschi e il Mann” al Mann (12 giugno 2020 – 31 maggio 2021)

La mostra “Etruschi. Viaggio nella terra dei Rasna” riprogrammata dal 6 giugno al 29 novembre 2020

Oggi la storia e la cultura di questa affascinante civiltà sono protagoniste grazie a due esposizioni che, attraverso approfondimenti tematici dedicati, dialogano con i propri territori di riferimento e accompagnano il pubblico alla scoperta delle “terre” degli Etruschi. Chi, dunque, complici le vacanze estive, trascorrerà le proprie ferie all’insegna della cultura e dell’arte, potrà partire dal museo civico Archeologico di Bologna, che ospita, fino al 29 novembre 2020, la mostra “Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna”, con una sezione dedicata all’Etruria padana e, in particolare, alla città di Felsina, la Bologna etrusca che le fonti antiche chiamano Princeps Etruriae, per sottolinearne l’importanza e la nascita antichissima (etruschibologna.it); per poi fermarsi ad ammirare le collezioni del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, il più importante museo etrusco al mondo, che vanta nelle sue raccolte alcuni tra i più celebri capolavori di questa civiltà, a conferma della collaborazione tra le tre istituzioni nella ricerca storico-scientifica e nella valorizzazione del patrimonio (museoetru.it); e chiudere il Tour al museo Archeologico nazionale di Napoli, dove è in programma la grande esposizione “Gli Etruschi e il MANN”, con circa 600 reperti, di cui 200 visibili per la prima volta, che fino al 31 maggio 2021 indaga invece la presenza di questo popolo nell’area campana, valorizzando i materiali etrusco-italici acquisiti sul mercato collezionistico dal Museo in varie fasi della sua storia (museoarcheologiconapoli.it). Il melting pot culturale, che caratterizzò l’identità etrusca, è la cifra di lettura della mostra partenopea che presenta, tra l’altro, un inedito dialogo tra il corredo della Tomba Artiaco 104 di Cuma e quello della Tomba Bernardini di Palestrina (importante prestito dal museo nazionale Etrusco di Villa Giulia); punto di forza della mostra anche il focus sul collezionismo napoletano che, da fine Settecento in poi, ha sviluppato un vero e proprio culto della civiltà dei Rasna.

Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma partecipa alla campagna di scontistica #InviaggiocongliEtruschi

Nell’ambito dell’iniziativa promozionale #inviaggioconglietruschi, dal 1° agosto 2020 per i possessori dei biglietti di ingresso alle mostre Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna a Bologna o Gli Etruschi e il MANN a Napoli o al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a  Roma è previsto l’ingresso ridotto alle altre sedi. I visitatori che sceglieranno di fare tappa nei tre Musei, anche aiutati dalla frequenza dell’Alta Velocità che collega Bologna, Roma e Napoli, avranno degli sconti alle biglietterie, presentando il ticket dei tre istituti che hanno siglato l’accordo: il costo di ingresso sarà di 10 euro (piuttosto che 14) al museo civico di Bologna (qui la promo sarà valida sino al 29 novembre), 7 euro (in luogo di 10) al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, 8 euro (e non 10) al museo Archeologico nazionale di Napoli. I visitatori percorreranno così un itinerario ideale che si snoda non solo nelle diverse Etrurie, ma anche all’interno di alcuni importanti momenti e temi di quella storia che ciascuna di queste terre evoca e documenta: la nascita e lo sviluppo delle città, la ritualità religiosa e funeraria, l’arte e l’artigianato, i contatti e gli scambi culturali e commerciali con gli altri popoli. Un viaggio alla scoperta dell’Italia dei Rasna, attraverso paesaggi appenninici e marini, lungo strade e corsi fluviali, dalle nebbiose pianure del Po fino all’aspro Vesuvio.

Aperta al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra “Gli Etruschi al Mann”: un inedito focus sulla realtà di una Campania etrusca con 600 reperti (di cui 200 visibili per la prima volta). I tesori “scoperti” nei depositi del Mann costituiranno una nuova sezione permanente del museo napoletano

Una vetrina della mostra “Gli Etruschi e il Mann” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Giorgio Albano)

La locandina della mostra “Gli Etruschi e il Mann” al Mann (12 giugno 2020 – 31 maggio 2021)

“Gli Etruschi al MANN tornano per restare. Non solo con una mostra raffinata e dall’altissimo rigore scientifico, ma con l’annuncio dell’allestimento permanente che restituirà alla fruizione del pubblico un altro fondamentale pezzo della storia del nostro Museo, ‘casa’ dei tesori di Pompei ed Ercolano, così come custode di eredità molto più antiche”: così Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, che nel giorno dell’inaugurazione della mostra “Gli Etruschi e il Mann” in programma al museo Archeologico nazionale di Napoli, dal 12 giugno 2020 al 31 maggio 2021, annuncia che diventerà un’altra sezione del museo. L’esposizione, che raccoglie circa 600 reperti (di cui 200 visibili per la prima volta), è curata da Paolo Giulierini (direttore del Mann) e Valentino Nizzo (direttore museo nazionale Etrusco di Villa Giulia); il coordinamento scientifico è di Emanuela Santaniello (funzionario archeologo del Mann) e l’organizzazione è di Electa. La mostra “Gli Etruschi e il MANN” è accompagnata dal catalogo edito da Electa, a cura di Valentino Nizzo. Per l’occasione è stato inoltre edito nelle pubblicazioni scientifiche “Quaderni del MANN” il volume, a cura di Valentino Nizzo, “Gli Etruschi in Campania. Storia di una (ri)scoperta dal XVI al XIX secolo”, strettamente correlato alle tematiche della seconda sezione del percorso espositivo.

La locandina della mostra “Pompei e gli Etruschi” alla Palestra Grande di Pompei fino al 2 maggio 2019

Una mostra preziosa, sorprendente, innovativa, che nasce anche dalla rete stabilita con il parco archeologico di Pompei, dove è stata ospitata la tappa iniziale del percorso con la mostra “Pompei e gli Etruschi” (dicembre 2018-maggio 2019). Già con “Egitto Pompei” (2016) e “Pompei e i Greci” (2017), esposizioni che hanno confermato la collaborazione tra il parco archeologico di Pompei e il Mann, è stato intrapreso un suggestivo viaggio per scoprire le civiltà del passato: anche grazie al coordinamento di Electa, la sinergia tra le due istituzioni proseguirà dopo la mostra sugli Etruschi, con la mostra “Pompei e Roma” prevista nella programmazione del parco archeologico. All’anteprima riservata a stampa ed istituzioni, hanno partecipato, insieme ai curatori, Rosanna Romano (direttore generale per le Politiche Culturali e il Turismo/ Regione Campania), Carlos Maldonado Valcàrcel (console generale di Spagna a Napoli), Teresa Elena Cinquantaquattro (soprintendente SABAP per l’area metropolitana di Napoli) e Luigi La Rocca (soprintendente SABAP per il Comune di Napoli). Il direttore generale del parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna, non è intervenuto all’evento, ma ha mandato un messaggio di saluto ai partecipanti, ricordando che la rete tra istituzioni ha favorito itinerari espositivi dedicati ai legami tra la città vesuviana e le diverse culture dell’antichità.

Una delle “scoperte” nei depositi del Mann: coppia di orecchini in oro, lamina, applicazioni a stampo, filigrana (produzione dell’Etruria meridionale) della seconda meta del VI sec. a.C. (foto Mann)

Il direttore Giulierini al dispenser con gel disinfettante (foto Mann)

“Gli Etruschi sono abitualmente associati ad altri territori, come la Toscana, il Lazio e l’Emilia Romagna. Solo dalla seconda metà dell’Ottocento, più o meno con l’Unità d’Italia, è stata accettata ufficialmente l’idea di una loro presenza in Campania. Ma nessuno aveva mai dedicato a questo tema una mostra di simili dimensioni”, ha detto Paolo Giulierini. “Attraverso reperti provenienti dai depositi del Museo, insieme a prestiti di altre istituzioni e collezioni, ricostruiremo una storia di frontiera, nella quale gli Etruschi possono essere considerati quasi come dei cowboy. Partendo probabilmente dall’Umbria, raggiunsero le pianure campane e le dominarono per diversi secoli, intrecciando legami culturali, commerciali e artistici molto stretti con gli altri abitanti di quei luoghi, gli altri popoli italici e i Greci”. Museo della capitale di un Regno, l’Archeologico di Napoli vanta, infatti, collezioni sterminate derivate sia da scavi che da acquisizioni come, ad esempio, quella del bronzetto dell’Elba, reperto più antico ritrovato sull’isola toscana. “Ma, soprattutto – continua Giulierini -, nei depositi c’è la testimonianza di una Campania centrale nel Mediterraneo e da sempre coacervo di popoli: Greci, Etruschi e Italici, a conferma che la ricchezza della cultura del Meridione sta nella diversità e nella contaminazione. Per comprendere in pieno gli Etruschi, oggi bisogna quindi volgersi anche al Sud e al patrimonio del Mann, dove duecento pezzi, praticamente inediti, splendono di nuova luce grazie allo straordinario lavoro del Laboratorio di Restauro del Museo. Un traguardo che mi riempie, come etruscologo, di personale soddisfazione, e che è occasione per ricordare la figura del celebre archeologo Marcello Venuti, nel 1727 fondatore dell’Accademia Etrusca e, poi, tra gli scopritori di Ercolano”.

Cista in bronzo da Palestrina conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli (fine IV-inizio III sec. a.C.) (foto Mann)

L’esposizione abbraccia un arco temporale di circa sei secoli (X- IV sec. a.C.) e definisce un percorso di indagine che, sulle orme degli Etruschi, cerca di ricostruire le fondamenta storiche di questa popolazione, la cui grandezza derivava anche dal controllo delle risorse di due fertilissime pianure (quella padana nel Nord e quella campana nel Sud). Come ricordava, ancora nel II secolo a.C., il celebre storico greco Polibio “chi vuol conoscere la storia della potenza degli Etruschi non deve riferirsi al territorio che essi possiedono al presente, ma alle pianure” da loro controllate. La storia della scoperta della Campania etrusca si configura, quindi, come uno dei capitoli più avvincenti della ricerca archeologica in Italia e nel Mediterraneo: in tal senso, il ricchissimo patrimonio, custodito nei depositi del Mann e studiato in occasione della mostra, fornisce uno spaccato inedito nel panorama espositivo internazionale. L’allestimento della mostra negli ambienti collegati alla sezione “Preistoria e Protostoria”, appena riaperta al pubblico, crea un trait d’union con la sezione museale che, nel suo ultimo livello di visita, raccoglie reperti dell’Età del Bronzo e della prima Età del Ferro.

affibiaglio della Tomba Bernardini di Palestrina (inzio del secondo quarto del VII sec. a.C.) conservato al museo nazionale Etrusco di “Villa Giulia” (foto Villa Giulia)

Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto Mann)

“Scavare negli sterminati depositi del Mann è sempre un privilegio unico”, interviene Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. “Farlo per ‘andare a caccia di Etruschi’ lo ha reso ancora più avvincente. Da un lato perché si è così potuto delineare un rigoroso percorso storico-archeologico volto a ricostituire la trama di relazioni che caratterizzò la plurisecolare presenza degli Etruschi in Campania. Dall’altro perché l’approfondimento delle vicende antiquarie e collezionistiche legate alla riscoperta dell’importanza del loro dominio nella regione ha offerto una prospettiva per molti versi inedita sull’evoluzione della disciplina archeologica e sul contributo dato ad essa da generazioni di studiosi che, da Camillo Pellegrino a Giovanni Patroni, passando attraverso nomi del calibro di Giovan Battista Vico, Alessio Simmaco Mazzocchi, Johann Joachim Winckelmann, Pietro Vivenzio, Eduard Gerhard, Raffaele Garrucci, Theodor Mommsen, Giuseppe Fiorelli, Julius Beloch, si sono confrontati con questo presunto enigma, fino ad arrivare alla sua definitiva soluzione, al principio del ‘900, quando il reperto più prezioso, la Tegola di Capua, aveva ormai irreparabilmente lasciato il nostro Paese alla volta di Berlino”.

Piccolo calderone in argento dorato dell’Inizio del secondo quarto del VII sec. a.C. dalla Tomba Bernardini di Palestrina, conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma (foto Villa Giulia)

Lekythos in ceramica a figure nere dell’Inizio del V sec. a.C. conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

Il percorso si articola in due nuclei tematici principali, corrispondenti ad altrettante sezioni espositive con inestimabili reperti. “Gli Etruschi in Campania”: dal carattere prevalentemente archeologico, questo segmento dell’itinerario di visita è dedicato all’approfondimento della documentazione relativa alla presenza degli Etruschi nella regione, dagli albori del I millennio a.C. alla fase dell’affermazione del popolo dei Campani. Il declino della popolazione è sancito dalle sconfitte subite presso Cuma tra VI e V secolo a.C., in seguito alla quali comincia ad incrinarsi progressivamente la potenza etrusca nella Penisola e nel Mediterraneo; “Gli Etruschi al Mann”: questa sezione valorizza i materiali etrusco-italici, generalmente provenienti da aree esterne alla Campania, acquisiti sul mercato collezionistico dal Museo di Napoli in varie fasi della sua storia. Accanto ai capolavori in mostra, volumi, plastici e documenti d’epoca illustrano al visitatore l’evoluzione del pensiero scientifico in campo archeologico dal Settecento sino alla fine del Novecento, focalizzando l’attenzione sui protagonisti dell’archeologia campana ed, in particolare, su quelli che maggiormente hanno contribuito alla riscoperta del suo passato etrusco.

Dopo lo stop forzato per coronavirus, apre finalmente al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra “Gli Etruschi e il Mann”: un percorso espositivo inedito, con 600 reperti, 200 dei quali visibili per la prima volta

Vernice della mostra “Pompei e gli Etruschi”; da sinistra, Paolo Giulierini, direttore del Mann; Massimo Osanna, direttore generale del Parco archeologico di Pompei; e Stéphane Verger, directeur d’études à l’École Pratique des Hautes Etudes di Parigi (foto Graziano Tavan)

Seicento i reperti che saranno presentati al pubblico: almeno duecento opere, dopo un’attenta campagna di studio, documentazione e restauro, saranno visibili per la prima volta in occasione della mostra “Gli Etruschi e il Mann” che apre al museo Archeologico nazionale di Napoli il 12 giugno 2020. La grande mostra di Napoli, che in qualche modo segue e completa la mostra “Pompei e gli Etruschi”, promossa dal parco archeologico di Pompei e dal Mann, sempre in collaborazione con Electa, tra l’inverno 2018 e la primavera 2019 (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2018/12/16/pompei-e-gli-etruschi-dopo-legitto-e-i-greci-nuova-mostra-nella-palestra-grande-degli-scavi-di-pompei-con-800-reperti-per-affrontare-la-controversa-e-complessa-questione-d/), in realtà – come mostra il promo qui sopra – doveva aprire il 16 marzo 2020: una data che si è poi rivelata infausta, perché proprio all’indomani della chiusura di tutti i musei e parchi archeologici d’Italia per l’emergenza coronavirus. Dopo tre mesi di lockdown, come promesso dal direttore Paolo Giulierini alla riapertura del museo Archeologico nazionale di Napoli il 2 giugno 2020, ecco il primo grande evento: la mostra “Gli Etruschi e il Mann”, a cura di Paolo Giulierini e Valentino Nizzo, promossa dal Mann con l’organizzazione di Electa e il contributo della Regione Campania. E c’è una novità positiva: anziché rimanere aperta sette mesi (avrebbe dovuto chiudere il 31 ottobre 2020), andrà avanti per quasi un anno e chiuderà il 31 maggio 2021.

Cista in bronzo da Palestrina conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli (fine IV-inizio III sec. a.C.) (foto Mann)

La locandina della mostra “Gli Etruschi e il Mann” al Mann (12 giugno 2020 – 31 maggio 2021)

La mostra “Gli Etruschi e il Mann”, che abbraccia un arco temporale di circa sei secoli (X- IV sec. a. C.), definisce un percorso di indagine che, sulle orme degli Etruschi, cerca di ricostruire le fondamenta storiche di questa popolazione, la cui grandezza derivava anche dal controllo delle risorse di due fertilissime pianure, quella padana nel Nord e quella campana nel Sud. Due le sezioni dell’itinerario di visita: la prima, “Gli Etruschi in Campania”, ha un carattere prettamente archeologico ed approfondisce la presenza dell’antica civiltà nel Mezzogiorno d’Italia; la seconda, “Gli Etruschi al MANN”, valorizza, in una prospettiva storico-culturale, i materiali etrusco-italici acquisiti sul mercato collezionistico dal Museo di Napoli. La storia della scoperta della Campania etrusca si configura, quindi, come uno dei capitoli più avvincenti della ricerca archeologica in Italia e nel Mediterraneo: in tal senso, il ricchissimo patrimonio, custodito nei depositi del Mann e studiato in occasione della mostra, fornisce uno spaccato inedito nel panorama espositivo internazionale. La mostra è accompagnata da un catalogo (Electa), a cura di Valentino Nizzo. Per l’occasione è stato inoltre edito nelle pubblicazioni scientifiche “Quaderni del MANN” il volume, a cura di Valentino Nizzo, Gli Etruschi in Campania. Storia di una (ri)scoperta dal XVI al XIX secolo, strettamente correlato alle tematiche della seconda sezione del percorso espositivo.

Affibbiaglio della Tomba Bernardini di Palestrina (inzio II quarto del VII sec. a.C.) conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto Villa Giulia)

Affibbiaglio dalla Tomba Artiaco 104 di Cuma (ultimo quarto dell’VIII sec. a.C.) conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

Ad arricchire l’esposizione napoletana giunge poi uno straordinario gruppo di materiali dal museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: si tratta dell’intero corredo della celeberrima Tomba Bernardini da Palestrina (675-650 a.C.), sepoltura tra le più ricche e famose che il mondo antico ci abbia restituito, tanto da divenire un vero e proprio “manifesto” dell’età orientalizzante, epoca delle grandi rotte commerciali e degli scambi di beni di lusso su scala mediterranea.

“Il museo Archeologico nazionale di Napoli non si ferma”: nel giorno della riapertura dopo quasi tre mesi di lockdown, il direttore Giulierini annuncia l’ambizioso programma del dopo-Covid: il 12 giugno apre la mostra Etruschi, a luglio il Braccio Nuovo, nel 2021 nuova hall e Statuaria campana

Primo giorno di riapertura del museo Archeologico nazionale di Napoli dopo l’emergenza di coronavirus (foto Mann)

“Il museo Archeologico nazionale di Napoli non si ferma: il 12 giugno apre la mostra Etruschi, a luglio consegneremo i locali del Braccio Nuovo, nella primavera del prossimo anno avremo una nuova hall per un atrio aperto a cittadini e turisti, e, soprattutto, sarà riaperta l’ala della Statuaria campana”: più che un saluto ai primi visitatori che dopo quasi tre mesi di lockdown il 2 giugno 2020 sono tornati ad animare le sale del Mann nella massima sicurezza, le parole del direttore Paolo Giulierini sono un manifesto della voglia di reagire alla forzata chiusura e a una situazione generale che coinvolge tutto il mondo che costringe a ripensare la gestione e la proposizione dei musei e della cultura.

 

Marta Ragozzino, Eleonora De Majo e Paolo Giulierini alla riapertura del museo (foto Mann)

“Oggi è un giorno straordinario, un giorno di rinascita e ripresa”, dice Giulierini: “questo momento coincide, in modo simbolico, con la Festa della Repubblica. Il messaggio che vogliamo lanciare è che siamo caduti, ma ci siamo rialzati. Adesso le attività continueranno numerose: sono confermate le mostre attuali, da Thalassa a Lascaux 3.0, da Capire il cambiamento climatico a SuperWomen, mentre, dal 12 giugno, sarà in programma la grande esposizione sugli Etruschi. Il MANN non si ferma, il mondo della Cultura sta progettando anni importanti, il Museo si sta ingrandendo: a luglio consegneremo i locali del Braccio Nuovo, nella primavera del prossimo anno avremo una nuova hall per un atrio aperto a cittadini e turisti, e, soprattutto, sarà riaperta l’ala della Statuaria campana. Siamo convinti che presto il pubblico ci premierà di nuovo”. È Luca, ricercatore, il primo visitatore a varcare la soglia del Mann e, per questo, riceve una pubblicazione, data in dono ai primi cinquanta prenotati del primo giorno. Non manca neppure Francesco, studente di vent’anni, abbonato al Museo e strenuo supporter social dell’Istituto, mentre, nel Salone della Meridiana, una coppia di giovani confida di aver scelto proprio questa giornata per visitare per la prima volta l’Archeologico: una festa ordinata per ritrovarsi, dopo circa tre mesi di necessario distanziamento dalla fruizione del patrimonio del Mann. Giulierini ha regalato un tour per il museo con i visitatori e con Eleonora de Majo (assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli), Marta Ragozzino (direttore del Polo Museale della Campania), Mirella Barracco (presidente Fondazione Napoli 99 e presidente Advisory Board del Mann) per ritrovare vita e magia dell’Archeologico: nelle sale degli Affreschi, appena riallestite con un nuovo apparato grafico e con alcuni preziosi reperti provenienti dai depositi, anche l’occasione per ritrovarsi con i rappresentanti della rete Extramann, il circuito di siti culturali partenopei che promuove la valorizzazione del patrimonio storico-artistico cittadino.

All’ingresso del Mann i visitatori vengono controllati con il termoscanner (foto Mann)

Il direttore Giulierini al dispenser con gel disinfettante (foto Mann)

In vigore, le procedure organizzative che garantiscono la sicurezza del pubblico: il biglietto è esclusivamente digitale, acquistabile sui siti http://www.museoarcheologiconapoli.it e http://www.coopculture.it (possibile anche verificare in loco la disponibilità di posti, ma resta obbligatorio il pagamento elettronico); all’ingresso del museo, una telecamera termica consente la rilevazione della temperatura corporea, indicando come soglia limite per l’ingresso i 37.5°C; all’interno dell’edificio, è indispensabile indossare dispositivi di protezione individuale; nell’itinerario di visita, sono allestiti pannelli informativi e indicatori per il distanziamento; in alcuni punti degli ambienti, presenti dispenser con gel disinfettante. Le novità procedurali riguardano non soltanto i visitatori singoli ed eventuali gruppi, ma anche i titolari di abbonamento OpenMANN: i possessori di card, infatti, dovranno prenotare ogni accesso al museo; dal 2 giugno, per chi attiva un’offerta OpenMANN, le tessere annuali sono esclusivamente vendibili online e disponibili in formato elettronico. Visitare l’Archeologico non è soltanto sicuro, ma anche vantaggioso: dal 2 giugno al 31 dicembre 2020, infatti, i prezzi per accedere al museo sono sensibilmente ridotti. Ferme restando le gratuità previste dalla legge, sono queste le tariffe praticate, senza alcun onere aggiuntivo per la prenotazione obbligatoria: biglietto intero, 8 euro; biglietto due adulti over 25 anni: 12 euro; biglietto ridotto: 4 euro; biglietto per cittadini UE dai 18 ai 25 anni non compiuti: 2 euro. Anche l’abbonamento Openmann diventa sempre più conveniente: l’opzione adulti costa 10 euro, le card Young (18-25 anni) e Academy (per studenti di qualsiasi corso di laurea e scuola di specializzazione, senza limiti di età) prevedono un prezzo di 5 euro, la card Family (due adulti over 25) è acquistabile a 16 euro. Per I titolari di tessera in corso di validità, è garantito un recupero di tre mesi per compensare la mancata fruizione del museo nel periodo di chiusura: questa dilazione temporale sarà registrata dal sistema in automatico.

Il museo Archeologico nazionale di Napoli riapre il 2 giugno in tutta sicurezza: prezzi ridotti, fasce orarie e tre percorsi di visita. Prorogate le mostre “Thalassa”, “Lascaux” e “Cambiamento climatico”. Apre quella sugli Etruschi. Novità le sale degli Affreschi con restyling e aggiornamento

“Il Mann ricomincia da te” è lo slogan proposto per la prima campagna di comunicazione digitale

Il museo Archeologico nazionale di Napoli riapre. In tutta sicurezza, a prezzi ridotti, a fasce orarie, e con percorsi di visita. La Festa della Repubblica al museo Archeologico nazionale di Napoli diventerà anche Festa dell’Arte: il Mann, infatti, riaprirà al pubblico martedì 2 giugno 2020. “Il Mann ricomincia da te. Dai cittadini, dalla comunità dei nostri abbonati, dal territorio, dagli operatori della cultura”, spiega il direttore Paolo Giulierini. “Ricomincia da dove ci eravamo lasciati, dalle università, da chi sta lavorando per far ripartire le scuole e le attività per l’infanzia. Per più di ottanta giorni il portone del Museo è rimasto chiuso, ma non ci siamo mai fermati, la nostra bellezza e la nostra identità hanno viaggiato, sia pur virtualmente, per il mondo. Con emozione ci prepariamo ora alla riapertura nella simbolica data del 2 giugno, con una proposta di fruizione in assoluta sicurezza, ingressi scontati e una offerta più ricca, a partire dagli “Etruschi e il Mann”, una accoglienza speciale per le famiglie. Sarà un piacere per noi salutare i visitatori di questa prima giornata con un piccolo omaggio. Voglio ricordare che chi sceglierà l’abbonamento, ad un costo davvero simbolico, potrà organizzarsi al meglio per godere di tutti i percorsi, in più volte. Ci siamo, quindi. Guardiamo ai prossimi mesi con ottimismo e grande responsabilità. Il passato lo abbiamo subito e affrontato. Il finale però, adesso, lo scegliamo noi. Vi aspettiamo”.

Piccolo calderone dalla tomba Bernardini di Palestrina: sarà esposto alla mostra “Gli Etruschi e il Mann” dal 12 giugno 2020 (foto Mann)

Per dialogare con il pubblico ed informare sulle novità dell’estate, il primo claim della campagna di comunicazione digitale sarà proprio “Il MANN ricomincia da te”. E sicurezza sarà la parola chiave per la ripartenza: in una prima previsione temporale legata all’attuale situazione sanitaria, per visitare il Mann sarà obbligatoria la prenotazione, da effettuare, a partire dal 29 maggio 2020, tramite i siti web http://www.museoarcheologiconapoli.it e http://www.coopculture.it. Il visitatore potrà scegliere, in una specifica fascia oraria di riferimento, fra tre itinerari di scoperta del Museo: il Percorso Classico (Collezione Farnese, Mosaici e Gabinetto Segreto, Collezione Oggetti della vita quotidiana nelle città vesuviane, Tempio di Iside e Sale degli Affreschi); le Nuove Collezioni (Sezione Egizia ed Epigrafica, Magna Grecia, Preistoria e Protostoria); le Mostre Temporanee (“Gli Etruschi e il MANN”, in programma dal 12 giugno 2020; “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, in proroga sino al 21 giugno 2020; “Lascaux 3.0”, visitabile fino al 2 luglio 2020; “Capire il cambiamento climatico”, in calendario sino al 31 agosto 2020). Previa disponibilità di posti nell’orario prescelto, il visitatore avrà modo anche di sommare tutte le opzioni di tour museale.

I reperti dal relitto di Antikytera esposti alla mostra “Thalassa” (foto Mann)

Le procedure organizzative garantiranno la sicurezza del pubblico: il biglietto sarà esclusivamente digitale; all’ingresso del Museo, una telecamera termica consentirà la rilevazione della temperatura corporea, indicando come soglia limite per l’ingresso i 37.5°C; all’interno dell’edificio, sarà indispensabile indossare dispositivi di protezione individuale; nell’itinerario di visita, saranno allestiti pannelli informativi e indicatori per il distanziamento; in alcuni punti degli ambienti, presenti dispenser con gel disinfettante. Le novità procedurali riguarderanno non soltanto i visitatori singoli ed eventuali gruppi, ma anche i titolari di abbonamento OpenMANN: i possessori di card, infatti, dovranno prenotare ogni accesso al Museo; dal 2 giugno 2020, per chi attiverà un’offerta OpenMANN, le tessere annuali saranno esclusivamente vendibili online e disponibili in formato elettronico. Visitare l’Archeologico non sarà soltanto sicuro, ma anche vantaggioso: dal 2 giugno al 31 dicembre 2020, infatti, i prezzi per accedere al Museo saranno sensibilmente ridotti. Ferme restando le gratuità previste dalla legge, saranno queste le tariffe praticate, senza alcun onere aggiuntivo per la prenotazione obbligatoria: biglietto intero, 8 euro; biglietto due adulti over 25 anni: 12 euro; biglietto ridotto: 4 euro; biglietto per cittadini UE dai 18 ai 25 anni non compiuti: 2 euro. Anche l’abbonamento Openmann diventerà sempre più conveniente: l’opzione adulti costerà 10 euro, le card Young (18-25 anni) e Academy (per studenti di qualsiasi corso di laurea e scuola di specializzazione, senza limiti di età) prevederanno un prezzo di 5 euro, la card Family (due adulti over 25) sarà acquistabile a 16 euro. Per I titolari di tessera in corso di validità, sarà garantito un recupero di tre mesi per compensare la mancata fruizione del Museo nel periodo di chiusura: questa dilazione temporale sarà registrata dal sistema in automatico.

“Eracle e Onfale”, affresco scelto per il nuovo allestimento delle sale degli Affreschi del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

Novità della riapertura, la possibilità di fruire, dal 2 giugno 2020, del restyling delle sale degli Affreschi del Mann: nell’ambito delle attività di riallestimento delle collezioni permanenti anche questa sezione ha richiesto un aggiornamento dei pannelli e delle didascalie, per conseguire una maggiore essenzialità di comunicazione e coordinarsi con la nuova immagine grafica del Museo. Al suo interno, tuttavia, si sono rese necessarie alcune modifiche dovute allo spostamento di alcuni affreschi (due nella sala 68 provenienti dalla Basilica di Ercolano e altri nove nella sala 78 con scene di vita quotidiana dai Praedia di Iulia Felix di Pompei) da collocare nella futura sezione dedicata alla Scultura campana, al piano terra dell’ala occidentale del Museo, per ricomporvi i complessi figurativi di alcuni edifici pubblici di Pompei ed Ercolano. In sostituzione di questi sono stati selezionati dai depositi tre affreschi da Ercolano, da esporre nella sala 68, e specificamente due con prospetti architettonici e un altro con il mito Fedra e Ippolito. Per la sala 78 sono stati scelti sei “ritratti”, con espressivi volti di giovani e donne, nonché i busti di Ercole e di Ercole e Onfale particolarmente notevoli dal punto di vista stilistico.

La cruenta rissa tra pompeiani e nocerini del 59 d.C. alll’anfiteatro è ricordato da un affresco pompeiano oggi al Mann

La collezione di affreschi e stucchi dipinti provenienti dalle città sepolte dal Vesuvio nel 79 d.C., vanto unico del museo Archeologico nazionale di Napoli, deve essere considerata il più ampio e importante repertorio di pittura romana conservato al mondo, composto da circa 1500 esemplari, e fu esposta nell’edificio monumentale sin dal 1826. L’attuale allestimento della sezione Affreschi, realizzato nel 2009, disegna con oltre 300 esemplari un quadro della pittura romana tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. secondo canoni sia cronologici che storico-artistici, presentando, al contempo, alcuni contesti pittorici significativi per ricostruirne la visione e l’aspetto originari. Dopo la sala 66 introduttiva con la storia della collezione e l’esposizione di oggetti e opere riguardanti la tecnica della pittura antica, segue la sala 68, dedicata ai primi rinvenimenti durante gli scavi borbonici nei siti vesuviani nella seconda metà del Settecento, ove sono mostrati anche alcuni dipinti su marmo, il primo affresco trovato con festoni, il quadretto con la Venditrice di amorini, i pannelli staccati con danzatrici, Satiri funamboli e Centauri e Centauresse. Nella sala 67 sono presentati, invece, gli splendidi apparati pittorici dalla villa di P. Fannius Synistor a Boscoreale in II stile, con la famosa scena di corte ellenistica. Seguono le sale 69, 70 e 71 con esempi pittorici in III stile, databili tra il 15 a.C. e il 45 d.C., provenienti da vari edifici di Pompei ed Ercolano. Fra di essi si segnalano i monocromi dalla villa presso la Reale Scuderia di Portici, gli eleganti affreschi dalla villa di Agrippa Postumo di Boscotrecase, e quelli dalla Casa di Giasone di Pompei. Gli intonaci e gli stucchi dipinti in IV stile dalle case di Meleagro e dei Dioscuri sono presentati nella sala 72. Ai temi mitologici è dedicata la sala 73 con gli affreschi dalle case del Poeta Tragico e di Gavio Rufo, mentre nella sala 74 sono esposti le nature morte e i paesaggi, con la parete dipinta e vari frammenti con pitture di genere dai Praedia di Iulia Felix. Alle pitture di larario è dedicata la sala 75, mentre nella sala 77 sono illustrati gli affreschi dalla Villa Arianna di Stabiae con le famose vignette dal cubicolo raffiguranti la Flora, Leda con il cigno, Medea e Artemide. Infine alla pittura cosiddetta popolare e ai ritratti è riservata la sala 78, ove emerge la famosa scena con la Rissa tra Pompeiani e Nucerini nell’Anfiteatro, rinvenuta in una casa privata di Pompei.