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18 maggio 2020: Giornata internazionale dei Musei promossa dall’Icom. Ecco come la vivranno (ovviamente quest’anno solo social e on-line) il museo Archeologico nazionale di Napoli, il parco archeologico di Ercolano e il parco archeologico del Colosseo

La locandina della Giornata internazionale dei Musei 2020

18 maggio 2020: torna la Giornata Internazionale dei Musei-International Museum Day: appuntamento rigorosamente social – in tempi di coronavirus – per valorizzare i luoghi della cultura. Se il tradizionale rito della Notte Europea dei Musei sarà rinviato al 14 novembre 2020, il 18 maggio 2020 gli Istituti si ritroveranno, sui canali Facebook, Instagram e Twitter, per celebrare “Musei per l’uguaglianza: diversità e inclusione”. Ogni anno, dal 1977, ICOM organizza a livello mondiale la Giornata Internazionale dei Musei (International Museum Day – IMD), selezionando di volta in volta un tema specifico. I Musei che partecipano all’iniziativa programmano eventi innovativi e attività inerenti al tema prescelto e coinvolgono il proprio pubblico, evidenziando l’importanza del ruolo dei Musei come istituzioni al servizio della società e del suo sviluppo. Il tema dell’edizione 2020, come detto, è “Musei per l’eguaglianza: diversità e inclusione”, che pone all’attenzione e alla riflessione di tutta la comunità museale il ruolo sociale degli Istituti culturali, la loro potenzialità nell’essere agenti di cambiamento, realizzando azioni per favorire la fruizione e la partecipazione da parte di tutte le persone.

Mostra “Canova e l’antico” al Mann (foto di Paolo Soriani)

Con l’hashtag #IMD2020, anche il museo Archeologico nazionale di Napoli seguirà il filo conduttore della manifestazione di quest’anno, partendo dal valore polisemantico della diversità: tra post, fotografie e video, dunque, gli internauti potranno ritrovare, anche in versione web, l’impegno dell’Archeologico per garantire condivisione e conoscenza del nostro patrimonio culturale. Punto di inizio del viaggio online sarà la riflessione sulla differenza dell’osservazione, intesa come base di partenza per “leggere” i tesori dell’arte: saranno riproposti, così, i lavori del fotografo Paolo Soriani, che ha dedicato tre importanti progetti di ricerca ai visitatori del Museo, alla mostra “Canova e l’antico” ed all’allestimento dell’exhibit “Pompei. Dei, eroi, uomini” all’Ermitage di San Pietroburgo. In ciascun reportage, adesso comodamente sfogliabile con un click, il pubblico virtuale potrà ritrovare un fil rouge: la diversità è una forma di ricchezza. Diversità espressiva nei volti di chi ammira i capolavori del MANN, diversità armonica nelle fasi della produzione artistica del Maestro di Possagno, diversità di esperienza nei lavoratori alle prese con gli allestimenti di una mostra: con una new entry, perché, proprio per la Festa dei Musei del 2020, Paolo Soriani, seguendo il motivo della campagna ministeriale “L’arte ti somiglia”, presenterà due innesti fotografici nati dalla sovrapposizione tra persone e opere dell’Archeologico.

Il rispetto delle differenze è anche garanzia per l’inclusione: ancora una volta, seppur a distanza, il Mann ribadirà la propria attenzione nel coinvolgere i cosiddetti “pubblici speciali” nella fruizione del patrimonio culturale. Sarà postato su Facebook il video “La cultura si fa in…LIS”: nell’ambito del progetto regionale “Conoscere per crescere”, finalizzato a favorire l’accessibilità e la fruibilità della cultura museale, è stato promosso un percorso attraverso le collezioni dell’Archeologico, narrando venti capolavori con la lingua dei segni; la proposta didattica è nata dalla rete tra i Servizi Educativi del Museo, la Federazione Regionale Sordi di Napoli, Ar.eCa.S.c.a.r.l. Onlus.

Una pagina del calendario Anef 2020 realizzato al Mann

Dall’inclusione all’azione: grazie alla raccolta fondi realizzata con il Calendario 2020 ANEF (Associazione “Accà nisciuno è fesso”), tutto ambientato nelle sale del MANN, è stata ampliata la platea dei ragazzi napoletani, bisognosi di assistenza domiciliare. Il calendario, presentato al Museo Diocesano con un evento benefico, ha avuto come testimonial Monica Lima, Rosalia Porcaro ed Autilia Ranieri. Ed, infine, spazio ai diversi modi di raccontare il patrimonio dell’Archeologico: su Facebook sarà condivisa la lezione dell’Istituto comprensivo “Lucantonio Porzio” di Positano, che ha ospitato un intervento video del Direttore del MANN, Paolo Giulierini, sulla collezione egizia presentata ai ragazzi.

Mosaico dei contenuti digitali del parco archeologico di Ercolano durante il lockdown

Il Parco Archeologico di Ercolano, appena conclusa la partecipazione alla Museum Week, altro evento social internazionale, continua ad arricchire la sua offerta culturale in rete e per la Giornata Internazionale dei Musei 2020, dedicata alla diversità e all’inclusione, ripropone in una speciale maratona social, i propri contenuti più cliccati del lockdown attraverso i diversi linguaggi, che vanno dal video alla ricostruzione 3D. Lunedì 18 maggio 2020, a partire dalle 10 e per tutta la giornata, i visitatori potranno fruire di contenuti ogni ora diversi e approfittare della celebrazione per comporli in una narrativa unica, rivederli, fruirli e compiacersi del poter condividere così tanta bellezza in un’unica giornata. Con una crescita del 40% dei visitatori virtuali nei primi mesi del 2020, attraverso contenuti digitali vari e coinvolgenti (il solo video dove il direttore guida alla scoperta dei Fornici e la Barca è stato visto più di 100mila volte tra i vari canali, ma è un dato in continua crescita col passare delle ore e dei giorni), il Parco di Ercolano ha saputo reinterpretare la propria offerta di contenuti culturali rendendoli digitali e raggiungendo ogni giorno ogni angolo della terra supportando il consolidarsi di una comunità di visitatori, guide, operatori della cultura, innamorati della bellezza, che a distanza si ritrovano quotidianamente sulle pagine social del Parco come in una piazza virtuale, si scambiano emozioni, ricordi e speranze, partecipando alla fruizione e condivisione della cultura, diventando eccezionali protagonisti e testimoni del loro patrimonio universale.

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano

“Nel periodo del lockdown abbiamo raggiunto in soli due mesi sia su Instagram che su Facebook, con le visualizzazioni dei contenuti digitalI, il numero di visitatori che si collegano alle nostre pagine in un anno, – dichiara il direttore Francesco Sirano – creando un effetto traino che per i prossimi mesi sarà fondamentale per il futuro, in cui avremo bisogno di ripartire con la promozione. Possiamo dichiarare che tutti i nostri visitatori reali si sono spostati sul web, aggiungendosi al nostro pubblico virtuale che già ci seguiva; si tratta non di spettatori passivi, ma di persone che tutti i giorni si ritrovano insieme sulle nostre pagine riconoscendosi nei valori di cui il Parco è portatore, e ritrovando nella figura di Ercole il simbolo della forza e della resilienza di cui abbiamo bisogno per superare questo momento. Ho condiviso immediatamente e con piacere la proposta dei miei funzionari di raccontare il Parco nella Giornata dei Musei ricostruendo una narrativa che era stata diluita nei mesi attraverso i contenuti diffusi sui social, è un modo per riabbracciare tutti in una stretta virtuale che pian piano ci riconduce alla riapertura dei cancelli, che avverrà in totale sicurezza e tutela per visitatori e personale”. Insomma la community del Parco di Ercolano si è ritrovata e continua a ritrovarsi come in una piazza virtuale, protagonisti loro stessi della circolazione di cultura di questi mesi tanto intensi, come mostra anche il tasso di coinvolgimento elevatissimo dei frequentatori delle pagine, che partecipano sempre con commenti, like, condivisioni, riscontrabile tecnicamente nel tasso di “engagement” delle pagine social del Parco, che è più elevato di quello di musei e parchi archeologici anche più famosi e frequentati. Uno per tutti il commento di un visitatore: “We are a family of Ercolano’s in New Zealand. We were very upset to cancel our plans to visit Italy and particularly Herculaneum last month. I hope one day we can visit but for now we will enjoy your Instagram photos and stories”.

Il parco archeologico del Colosseo partecipa alla Giornata internazionale dei Musei 2020

Il 18 maggio 2020 anche il Parco archeologico del Colosseo partecipa alla Giornata Internazionale dei Musei promossa dall’ICOM (International Council of Museums). Il tema prescelto per questo anno è Musei per l’eguaglianza: diversità e inclusione, con un evento online sulla piattaforma social Facebook, dedicato interamente all’accoglienza verso i bambini e verso i pubblici più fragili. Il PArCo Lo farà nel segno di quell’accessibilità che il digitale – come è stato testato in questi due mesi di lockdown – ha rafforzato, allargandola a fasce di popolazione prima escluse e emarginate. Il 18 maggio il PArCo si aprirà al proprio pubblico ancora una volta regalando emozioni virtuali. L’evento online si svolgerà nel corso dell’intera giornata, con una timeline che darà conto delle molte attività e iniziative che il PArCo ha in programma – una volta riaperti i cancelli – per rendere più completa la visita di pubblici non vedenti, non udenti o affetti da particolari patologie, per la cura delle quali il contesto archeologico e paesaggistico del PArCo svolge un ruolo terapeutico importante. “In questi mesi di emergenza sanitaria il mondo del digitale ha accorciato il distanziamento imposto dalle regole di contenimento della diffusione del virus”, commenta Alfonsina Russo, direttore del Parco archeologico del Colosseo. “E il nostro PArCo non ha mai smesso di prendersi cura del proprio pubblico, tanto più quello affetto da condizioni di particolari fragilità, maggiormente bisognoso di contatto e vicinanza. Ed è a questo pubblico che ci rivolgiamo, offrendo nuovi strumenti per la conoscenza e la partecipazione alla vita attiva del PArCo. VideoLIS, guide tattili e soprattutto un’App gratuita – disponibile in autunno – accompagneranno tutti i pubblici alla ri-scoperta delle origini di Roma”.

La Guida Tattile per il museo Palatino “Accarezzare la storia di Roma”

Alle 12 dai profili social @parcocolosseo (disponibile qui il 18 maggio) sarà lanciato il post di inizio dell’evento con la presentazione delle sezioni del sito web http://www.parcocolosseo.it che mettono a disposizione strumenti di accessibilità per tutti. In particolare il racconto si focalizzerà sulla pagina Il Parco per tutti e sulla nuova veste grafica della sezione Education del sito, con contenuti per bambini, quali didascalie partecipate, ricette, fumetti da scaricare e colorare ma anche giochi interattivi. Alle 15 l’evento proseguirà illustrando con un video le attività di Park-in-PArCo, un ciclo di laboratori (Yoga, laboratorio teatro e voce, drum circle, Dance Well) per la riabilitazione delle malattie neurologiche sviluppato nell’ambito del più ampio progetto “Salus per artem”, il programma del PArCo dedicato alle attività per il benessere della persona nel senso più ampio del termine. Tra le 17 e le 19 con due appuntamenti diversi sarà protagonista il progetto Il PArCo tra le mani, rivolto alle persone ipo e non vedenti e alle persone sorde. Le mani sono lo strumento per la comunicazione nel video che illustra, grazie ad un più ampio protocollo d’intesa con l’ISSR (Istituto Statale Sordi di Roma), il percorso lungo la Via Sacra alla scoperta del quartiere dell’ars medica. Ma le mani sono anche lo strumento di conoscenza della collezione del Museo Palatino, raccontata in una guida tattile – realizzata da Atipiche Edizioni in collaborazione con “Lazio FabLab” di Zagarolo –, concepita come un libro che raccoglie una selezione delle opere più rappresentative del Museo, descritte con testi ad alta leggibilità (in italiano e inglese con trascrizioni in braille) e illustrate con disegni tattili. Chiude l’evento alle 21 un video emozionale che raccoglie le esperienze vissute dal personale tecnico del PArCo impegnato nell’accessibilità e dal pubblico che in questi due anni di attività ha mostrato interesse, curiosità e grande partecipazione.

Napoli. Record di visitatori per Canova al Mann: oltre 300mila visitatori in tre mesi. E nel 2020 arriva un altro grande del Neoclassicismo: Berthel Thorvaldsen

Tanto pubblico attorno alle “Tre Grazie” uno dei capolavori di Antonio Canova esposti nella mostra al Mann

Il manifesto della mostra “Canova e l’Antico” al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 28 marzo al 30 giugno 2019

Canova lascia il Mann battendo ogni record di visitatori e prepara la strada a un altro grande artista del Neoclassicismo, Berthel Thorvaldsen. Si è conclusa il 1° luglio 2019 al museo Archeologico nazionale di Napoli, la mostra “Canova e l’antico”, promossa con il museo statele Ermitage di San Pietroburgo e con la collaborazione di Ermitage Italia: l’esposizione, che è stata organizzata insieme a Villaggio Globale International e ha raccolto nell’atrio e nel Salone della Meridiana del Mann oltre 110 capolavori del Maestro di Possagno, è stata accompagnata da un’ottima risposta di pubblico e critica. I numeri confermano il feeling, ed è già record: in poco più di tre mesi di programmazione, dal 28 marzo al 1° luglio 2019, oltre 300mila visitatori sono stati al MANN, segnando un trend in crescita di oltre il 40% rispetto allo stesso periodo del 2018.

Il direttore del Mann, Paolo Giulierini (foto Graziano Tavan)

Il direttore del Mann, Paolo Giulierini, e l’ambasciatore d’Italia a Copenaghen, Luigi Ferrari

“Mentre salutiamo i capolavori di Canova tracciando l’entusiasmante bilancio di una mostra che resterà nella storia recente della città”, interviene il direttore del Mann, Paolo Giulierini, “annunciamo come in un simbolico passaggio di consegne la prossima esposizione dedicata al Neoclassicismo: nel novembre del 2020, in virtù dei recenti accordi con il museo Thorvaldsen di Copenaghen, il Mann ospiterà una importante mostra dedicata all’artista danese che visse e lavorò a Roma, dopo un breve passaggio per Napoli, ispirato dalle antichità classiche e da Canova”.

“Canova e l’Antico”: la mostra-evento al Mann è l’occasione per approfondire il rapporto tra il Canova e Napoli, meta imprescindibile per gli artisti del Settecento richiamati dalle scoperte di Ercolano e Pompei. Ci accompagna l’esperto canoviano Giuseppe Pavanello

Il manifesto della mostra “Canova e l’Antico” al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 28 marzo al 30 giugno 2019

Giuseppe Pavanello, grande esperto di Canova, e curatore della mostra “Canova e l’Antico” al Mann (foto Graziano Tavan)

La mostra “Canova e l’Antico” al museo Archeologico nazionale di Napoli sta per chiudere (ultimo giorno di visita sarà il 30 giugno 2019), ma una passeggiata nel cuore del capoluogo partenopeo sulle orme del grande artista veneziano è sempre possibile. Ad accompagnarci è Giuseppe Pavanello, curatore della mostra-evento al Mann, tra i massimi studiosi di Canova. “Sappiamo che dopo Venezia, sua patria, e Roma, dove fissò la sua residenza a partire dal 1780 e dove visse sin quasi alla morte”, scrive Pavanello, “Napoli è di certo la città con la quale Antonio Canova ebbe più relazioni. Del resto la capitale del regno borbonico era meta imprescindibile per qualsiasi artista nella seconda metà del Settecento, anche per la risonanza degli scavi di Ercolano e Pompei. È dunque il desiderio di ammirare le bellezze e le opere d’arte della città, di conoscere le antichità “ercolanesi” e di Paestum, che spinse il giovane scultore a recarsi a Napoli. Vi giunse il 27 gennaio 1780. L’artista ci consente di seguire, passo passo, i suoi itinerari grazie alle preziose note del suo secondo “Quaderno di viaggio”. La città gli apparve “veramente situata in una delle più amene situazioni del mondo”. Il giorno dopo l’arrivo scrive: “per tutto sono situazioni di Paradiso”, e rimane incantato, dopo aver visto il “nuovo giardino pubblico”, della “deliciosissima situazione di questo Paese”. Subito prende contatto con l’ambasciatore della Repubblica di Venezia, Gaspare Soderini, e s’incontra con una delle donne più belle e celebri del tempo – parola, fra gli altri, dell’imperatore Giuseppe II – la veneziana Contarina Barbarigo, esiliata dalla Serenissima per la libertà dei suoi costumi, che alloggiava all’albergo Reale in largo Castello”.

Carlo di Borbone: promosse gli scavi di Ercolano e Pompei

Autoritratto di Canova scultore conservato alla Gypsoteca di Possagno (Tv)

“Visita sistematicamente le chiese – ricorda Pavanello – e, per prima cosa, si fornisce di una guida della città, forse la Guida di Napoli di Pompeo Sarnelli (pubblicata nel 1772), e che troviamo presente nella biblioteca di Canova, come l’altra Guida, pure di Sarnelli, dedicata a Pozzuoli, Baja, Cuma. Frequenta i teatri, dà una dettagliata descrizione della “famosa mascherata del Re” che figurava quell’anno il viaggio del Sultano alla Mecca. Nella cappella Sansevero: invece che la Pudicizia del veneto Antonio Corradini, gli “parve di più merito” il Cristo morto di Giuseppe Sanmartino. L’artista visita la galleria di Capodimonte e il Museo di Portici: come a dire una delle più belle raccolte di pittura d’Europa e il museo d’avanguardia, in cui erano state riunite le antichità ritrovate negli scavi recenti, approfitta del permesso di disegnare il nudo all’Accademia, ma osserva che la scuola “è male diretta, essendo li giovani troppo pieni di libertà, che li sembrano di essere in strada”. Non poteva mancare l’escursione sul Vesuvio e il 14 febbraio si reca a Pompei “sito che si sta scavando presentemente”, a Salerno e a Paestum. È quindi la volta degli scavi di Portici e di Pozzuoli, dell’antro della Sibilla, di Baia, della solfatara. Il 28 febbraio lascia Napoli per Caserta e per Capua: ritorna a Roma”.

Il gruppo “Adone e Venere” di Antonio Canova: da questo gesso (oggi in collezione privata) Canova fece il marmo che fu posto nel tempietto di casa Berio a Napoli (foto Graziano Tavan)

Il gruppo “Ercole e Lica” di Canova, bronzo oggi all’Ermitage di San Pietroburgo (foto Graziano Tavan)

“Occorreva, tuttavia, perché si potesse instaurare un rapporto privilegiato – sottolinea Pavanello -, una grande occasione, e questa fu l’accordo stipulato con il marchese Francesco Berio patrizio genovese residente a Napoli per scolpire il gruppo in marmo di Adone e Venere: un’idea già elaborata da Canova che piacque a Berio e per 2000 zecchini la portò nel suo tempietto, a Napoli, dove una interminabile processione di intendenti e di curiosi si recò in pellegrinaggio. Carlo della Torre, uno dei più autorevoli critici dell’epoca, esaltò l’artista come Prassitele redivivo, cogliendo la componente neoellenistica dell’ “antico” canoviano. Nello stesso 1795, quando il gruppo di Adone e Venere giunge a Napoli, inizia l’avventura dell’Ercole e Lica, un altro gruppo, questa volta colossale. Canova, allora in città, propone a don Onorato Gaetani dell’Aquila d’Aragona duca di Miranda di eseguire per lui una scultura raffigurante Ercole e Lica, per confrontarsi, ed è la prima volta, nel genere “forte” o “fiero”, come lo connotavano i contemporanei. Non casualmente l’opera era prevista per Napoli, dove si conservava il colossale “Ercole Farnese”, di cui lo scultore intendeva creare un equivalente moderno, anche nelle dimensioni, mentre per la soluzione compositiva, l’artista guarda piuttosto a un altro importante marmo delle raccolte farnesiane, che erano state trasferite da Roma a Napoli nel 1792, il cosiddetto “Atamante e Learco” o “Ettore e Troilo”, o “Commodo”, ancor oggi conservato nel museo Archeologico. Il modello fu realizzato prontamente ma la vicende della scultura furono travagliate e la scultura finita non arrivò mai nella città campana. Il gruppo alla fine andò a Roma, richiesto nel 1801 dal banchiere Giovanni Torlonia, nel cui palazzo fu collocato nel 1815”.

La colossale statua di re Ferdinando IV di Borbone, realizzata da Antonio Canova, che troneggia al museo Archeologico nazionale di Napoli

“All’inizio del 1800 – riprende Pavanello – si riannodano i rapporti con Napoli. Il re in persona, Ferdinando IV di Borbone, volle esser effigiato da Canova. Il sovrano intendeva lanciare l’immagine di Napoli, città di fondazione greca, quale nuova Atene e nuova Roma, in cui convivevano l’antico – dagli scavi ercolanesi alla raccolta di marmi farnesiani – e il moderno: e pure qui le collezioni Farnese giocavano un ruolo essenziale. La statua di Ferdinando IV ebbe una storia complessa, e, sebbene Canova si fosse alacremente messo al lavoro – tanto che già nell’ottobre 1800, dopo il modellino in gesso di Possagno, era compiuto il modello colossale e nel 1803 anche la sbozzatura del marmo – l’avvento sul trono napoletano della dinastia Bonaparte nel 1806 determinò un brusco arresto dell’impresa. Si dovette arrivare al 1815, al ritorno quindi del legittimo sovrano a Napoli con il nome di Ferdinando I re delle due Sicilie, perché si parlasse di riprendere l’opera, terminata quattro anni dopo, e spedita via mare a Napoli alla fine del 1819. Nel 1821, finalmente, la gigantesca statua veniva collocata nel museo Borbonico (ex Palazzo degli Studi; l’attuale museo Archeologico nazionale), a cura dell’architetto Pietro Bianchi, nel luogo indicato da Canova stesso: una nicchia dello scalone monumentale, dove da poco è finalmente tornata”.

L’Ercole Farnese, statua monumentale conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

“Canova, rispetto all’ “Adone e Venere” e all’ “Ercole e Lica”, cambia ancora”, fa notare Pavanello: “qui vuol imporre, secondo il modello antico prescelto, un’immagine di severa grandiosità. Proprio per questo piacque a Carl Ludwig Fernow, che rimproverava di solito ai marmi canoviani una certa gracilità: “l’atteggiamento è nobile e fermo, e questa statua, alta all’incirca 15 palmi, è fra le opere migliori di Canova”. Per l’altezza, lo scultore prende ancora a modello l’Ercole Farnese, che superava i tre metri come farà di lì a poco anche per la statua di “Napoleone I come Marte pacificatore”. L’attenzione dell’artista si focalizza sul panneggio che ammanta la figura del sovrano, con il braccio sinistro puntato sul fianco, interamente nascosto nella stoffa. Ma si tratta pur sempre di un ritratto: ecco allora emergere il volto icasticamente caratterizzato. Siamo a un vertice nella statuaria proprio a cavallo dei due secoli: l’Ottocento veniva ad aprirsi con un capolavoro che andava a integrarsi con altri marmi di prim’ordine, sempre differenti tra loro, dai Pugilatori al Perseo trionfante”.

Bozzetto del Canova per il monumento equestre di Carlo III Borbone (foto Graziano Tavan)

Seguiranno per Napoli: la statua equestre bronzea di Carlo III di Borbone (1815), che doveva essere in realtà di Napoleone – ma, realizzati i gessi del cavallo e del condottiero, il nuovo vento politico impose un cambio di personaggio per l’opera finita – e l’avvio di quella per Ferdinando I, per la quale Canova riuscì a realizzare solo il Cavallo; quindi i busti di Carolina e Gioacchino Murat (1813) e la raffinatissima Erma di Vestale (ora al Getty Museum di Los Angeles) commissionata dal conte Paolo Marulli d’Ascoli. Il monumento funerario al marchese Berio non fu mai completato a causa della sopraggiunta scomparsa dello scultore nel 1822 e venne utilizzato da monsignor Giambattista Sartori Canova, fratellastro dello scultore, come tomba per Canova e per se stesso nel Tempio di Possagno.

Giornate europee dell’archeologia: gli eventi in programma al museo Archeologico nazionale di Napoli. Alle grandi mostre (Canova e Corto Maltese) si affianca la nuova esposizione “Sotto mentite spoglie”: con le foto di Luciano e Marco Pedicini viaggio alla scoperta di poesia e potere evocativo dei dettagli della scultura antica

Il manifesto della mostra “Canova e l’Antico” al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 28 marzo al 30 giugno 2019

Il manifesto delle Giornate europee dell’Archeologia 2019

Con la mostra fotografica di Luciano e Marco Pedicini per riscoprire al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra di Canova in dialogo con le collezioni museali. Tornano, dal 14 al 16 giugno 2019, le “Giornate dell’Archeologia” (#JNArcheo e #GiornateArcheologia gli hashtag per condividere il proprio racconto sui social), un evento europeo ormai consolidato che, con il coordinamento dell’istituto nazionale francese di ricerca archeologica preventiva, mette in rete, per il decimo anno consecutivo, musei ed appassionati di cultura antica. Il Mann si prepara all’appuntamento proponendo al proprio pubblico, in primis, le grandi mostre in calendario: tra queste, naturalmente, “Canova e l’antico” (visitabile sino al 1° luglio) e “Corto Maltese. Un viaggio straordinario”, dedicata al misterioso marinaio che ha reso noto in tutto il mondo il genio di Hugo Pratt. Per gli appassionati di arte contemporanea, da non perdere, nella sala del Plastico di Pompei, la personale di Blub “L’arte sa nuotare” e, nella sala del Toro Farnese, l’exhibit “Senza tempo” del creatore di immagini Gianluigi Gargiulo.

Poesia e potere evocativo dei dettagli della grande scultura antica nelle fotografie di Luciano e Marco Pedicini

La locandina della mostra fotografica “Sotto mentite spoglie. Riflessioni su Canova e l’Antico” al Mann dal 13 giugno al 30 agosto 2019

I fotografi Luciano e Marco Pedicini

Non mancheranno, però, le novità espositive, promosse proprio durante le Giornate dell’Archeologia: sarà dedicata a Canova ed al dialogo con le collezioni del Mann, la mostra fotografica “Sotto mentite spoglie. Riflessioni su Canova e l’Antico”, che i fotografi Luciano e Marco Pedicini costruiranno, tramite ventinove scatti, nelle sale 94 e 95 del Museo. Un viaggio per scoprire poesia e potere evocativo dei dettagli (frammenti di mani, panneggi, acconciature ed intrecci di corpi), alla ricerca di quei punti di vista che, pur rappresentando veri e propri saggi di scultura, spesso sfuggono ad un osservatore poco attento: la mostra di Luciano e Marco Pedicini, in programma sino al 30 agosto 2019 (vernissage giovedì 13 giugno 2019, alle 17), seguirà il percorso creativo tracciato dai fotografi al Museo, in un continuo rimando fra la tradizione classica e la cultura moderna. Luciano Pedicini, che insegna Fotografia di Beni culturali all’Accademia di Belle Arti di Napoli, ha realizzato personali in vari musei napoletani, così come a Parigi, Madrid e Pamplona. Sue fotografie sono pubblicate da editori di molti paesi del mondo. Tra i tanti suoi lavori, necessario ricordare Ritorno al Barocco (arte’m), L’Aquila, i monumenti da salvare (FMR), Mosaiques grecques et romaines (Citadelles & Mazenod), Herculaneum (Imprimerie Nationale), Pompeji. Götter, Mythem, Menschen (Bucerius Kunst Forum), Roman Wall Painting in Pompeji (The Tokyo Shimbun). Marco Pedicini, dopo la laurea in lettere moderne conseguita all’università di Napoli “Federico II”, ha deciso di dedicarsi alla fotografia. Tra i lavori cui ha partecipato, si citano L’Armeria Reale nella Galleria Beaumont (Fondazione CRT), Mosaici greci e romani (Arsenale editrice), Emilio Notte (arte’m), San Gregorio Armeno (Fridericiana Editrice), Rocco Molinari. Viaggio nella materia (Art Studio Paparo). Ha realizzato, inoltre, insieme al fratello Matteo, il documentario Il Viaggio di Nettuno, sulla fontana Medina di Napoli.

Il manifesto della mostra-concorso “Desiderio d’arte” al Mann dal 15 giugno al 10 luglio 2019

Dal 15 giugno al 10 luglio 2019, ancora, sarà in calendario “Desiderio d’arte”, mostra/concorso di pittura, scultura, grafica e fotografia: l’evento, organizzato, tra l’altro, in collaborazione con la Direzione Generale Ufficio Scolastico Regionale della Campania, ha previsto la realizzazione, da parte degli allievi di istituti di scuola secondaria di II grado, di un’opera d’arte ispirata al patrimonio culturale del nostro territorio. Saranno due, infine, i laboratori in programma: sabato 15 giugno 2019 (alle 10), nuovo appuntamento con il workshop di fotografia, a cura di Luigi Spina, per valorizzare, tramite l’obiettivo, il fascino del marmo antico; domenica 16 (alle 11), spazio ai più piccoli con la visita/laboratorio “Alla maniera di Canova”, che mette in rete i Servizi Educativi del Mann e la Scuola Italiana di Comix per raccontare il genio di Possagno attraverso le sue opere (dai gessi alle crete, dai marmi alle tempere). Per le attività didattiche, è obbligatoria la prenotazione ai Servizi Educativi (dal lunedì al venerdì: 0814422124) o all’Infopoint del Museo (sabato e domenica: 0814422149).

18 maggio 2019: Notte Europea dei Musei: ingresso al costo simbolico di 1 euro. E Festa dei Musei sul tema “Musei come hub culturali: il futuro della tradizione”. Ecco il programma dell’Egizio di Torino, dell’Archeologico di Napoli, degli Archeologici del Polo della Calabria, dei Civici di Pavia, e dei parchi archeologici del Colosseo, di Pompei e di Ercolano

18 maggio 2019: Giornata internazionale dei Musei sul tema “Musei come hub culturali: il futuro della tradizione”

Notte dei Musei: ingresso simbolico a 1 euro

Dopo il successo delle passate edizioni, sabato 18 maggio 2019 si celebra la quarta edizione della Festa dei Musei, grande evento nazionale organizzato dal ministero per i Beni e le attività culturali nel terzo fine settimana di maggio. Per l’occasione, i musei, i complessi monumentali, le aree e i parchi archeologici proporranno un ricco calendario di iniziative e attività aperte al pubblico. Qui di seguito ne presentiamo alcune. La sera molti istituti aderiranno alla quindicesima edizione della Notte Europea dei Musei, con tre ore di apertura straordinaria serale e ingresso al costo simbolico di 1 euro. L’iniziativa, patrocinata dal Consiglio d’Europa e da Icom, coinvolge nella stessa sera 3200 musei in 30 Paesi, con lo scopo di promuovere l’identità culturale europea in tutti gli Stati dell’Unione. Come tema di riflessione per la giornata, la Direzione generale musei condivide con Icom Italia il tema della Giornata internazionale dei Musei “Musei come hub culturali: il futuro della tradizione”, traduzione italiana del tema proposto per la Conferenza generale di Kyoto 2019. La Giornata Internazionale dei Musei 2019 si concentrerà sul nuovo ruolo dei musei come attori attivi nelle loro comunità di riferimento. Il ruolo dei musei nella società sta cambiando. I musei continuano a reinventarsi nella loro ricerca per diventare più interattivi, partecipativi, orientati alla comunità, flessibili, adattabili e mobili; sono diventati centri che funzionano come hub culturali in cui creatività e conoscenza sono affiancate e dove i visitatori possono anche co-creare, condividere e interagire. Pur preservando le loro missioni primarie – raccolta, conservazione, comunicazione, ricerca, esposizione – i musei hanno trasformato le loro pratiche per rimanere più vicini alle comunità di riferimento. Oggi i musei cercano modi innovativi per affrontare questioni sociali contemporanee. Agendo a livello locale, i musei possono difendere e mitigare i problemi globali, affrontando le sfide della società contemporanea in modo proattivo. Come istituzioni nel cuore della società, i musei hanno il potere di stabilire un dialogo tra culture, costruire ponti per un mondo pacifico e contribuire allo sviluppo sostenibile. Mentre i musei crescono sempre di più nel loro ruolo di hub culturali, essi stanno anche trovando nuovi modi per valorizzare le loro collezioni, le loro storie e le loro eredità, creando tradizioni che avranno un nuovo significato per le generazioni future e rilevanza per un pubblico contemporaneo sempre più diversificato a livello globale.

Festa dei Musei al museo Egizio di Torino

Giornata internazionale dei Musei al museo Egizio di Torino. Il 18 maggio 2019, in occasione della Giornata Internazionale dei Musei promossa da Icom, il museo Egizio rimarrà aperto straordinariamente fino alle 23 e a partire dalle 18.30 l’ingresso al museo sarà per tutti a 5 euro. Durante la serata saranno disponibili dei mini tour guidati gratuiti dal titolo: “Umanisti o scienziati?”, una visita di 40 minuti, guidata da egittologi, dedicata alla mostra temporanea Archeologia Invisibile e alla nuova area restauro al secondo piano del museo. Nel corso della guida i visitatori comprenderanno come le scienze naturali e l’archeologia siano intimamente connessi tra loro. Giunti all’area restauro sarà possibile vedere un restauratore a lavoro su di un sarcofago e fargli tutte le domande, anche le più curiose, sul suo lavoro! Visite dalle 18.30 alle 22 ogni 30 minuti. Le prenotazioni ai tour avverranno la sera stessa, al desk in Ipogeo.

La Notte dei Musei ai musei Civici di Pavia

Pavia e le grandi civiltà del passato, tra Collezionismo privato e il lavoro dell’Archeologo. Sabato 18 maggio 2019, ai Musei Civici di Pavia, alle 21.30, un tour inedito tra le sale della Sezione Archeologica + la visione del capolavoro di Giorgio De Chirico “Gli Archeologi”, esposto nella mostra temporanea “De Chirico, De Pisis, Carrà. La vita nascosta delle cose”. Il focus della visita guidata: la figura e l’attività dell’Archeologo, la sua missione e la riscoperta del mondo antico nell’età moderna e contemporanea. Il tour avrà inizio nella mostra, dove verrà illustrata ai visitatori la celebre opera di De Chirico, e subito dopo proseguirà nella Sezione Archeologica. Ritrovo: Biglietteria dei Musei Civici di Pavia. Costo: 4 euro + biglietto d’ingresso al Museo e Mostra 6 euro (10 euro complessive). Max 25 persone. Prenotazione obbligatoria: visiteguidate@vieniapavia.it / 375 570 9240

Una spettacolare immagine dall’alto del Colosso, icona di Roma

Il Parco archeologico del Colosseo fa il punto su arte e benessere. Frequentare i luoghi d’arte fa bene. A tutti, senza dubbio. Ma alcune categorie di visitatori possono trarre benefici particolari dall’osservazione delle opere d’arte e dal partecipare ad attività realizzate all’interno di contesti storici e archeologici, luoghi capaci di suscitare nuovi stimoli cognitivi. In tale ambito, studi recenti – pubblicati in occasione del convegno dedicato al tema dal Fresco Parkinson Institute Italia nel 2018 – concordano sul fatto che le persone affette dalla malattia di Parkinson rientrino a tutti gli effetti tra questi potenziali beneficiari. Per fare il punto della situazione sul binomio ormai irrinunciabile tra arte e benessere, fisico e psichico, il Parco archeologico del Colosseo ha ideato e organizzato sabato 18 maggio 2019 dalle 9.30, nella sede della Curia Iulia nel Foro Romano, il convegno “Salus per Artem – Salute per mezzo dell’arte”. Una giornata di incontri, laboratori e buone pratiche per affrontare il tema dei principi e degli effetti dell’arteterapia per il Parkinson, per dare voce non solo ai protagonisti di questo nuovo approccio alla cura delle malattie neurodegenerative ma anche alle persone interessate dalla malattia offrendo un segnale ancora più forte di attenzione, ascolto e inclusione. “Abbiamo pensato che la Giornata internazionale dei Musei di Icom fosse il giorno più adatto per approfondire il tema della frequentazione dei luoghi d’arte come terapia parallela all’assunzione di medicinali e anche come forma di riscatto per le categorie di pubblico più svantaggiate”, afferma Alfonsina Russo, direttore del Parco archeologico del Colosseo e aggiunge: “non a caso, per questa edizione 2019, il Museo è definito un HUB culturale, ovvero uno spazio sempre più inclusivo, capace di coinvolgere le categorie di visitatori più “fragili”, concretamente calato nella realtà della comunità locale”. Ed è proprio con questo spirito che il Parco archeologico del Colosseo ha sviluppato a partire da quest’anno il progetto di riabilitazione “Park-in-PArCo”, condotto in collaborazione con l’associazione Parkin Zone Onlus nell’ambito de “Il PArCo fuori dal PArCo”. Il progetto rientra in un più ampio quadro di attività affinché venga garantita una sempre maggiore accessibilità a tutte le fasce della popolazione, in un’ottica di inclusione e apertura. Nei primi sei mesi le persone con malattia di Parkinson hanno avuto modo di partecipare ad attività riabilitative (yoga, teatro, Dance Well, e altro) negli spazi del Museo Palatino e della Curia Iulia al Foro Romano, seguite da un team di professionisti. Le attività proseguiranno anche per tutta l’estate anche all’aperto, sulla terrazza del Tempio di Venere e Roma e nella splendida cornice della Vigna Barberini.

La locandina del convegno “Salus per artem” alla Curia Iulia del Foro Romano

Il convegno nasce da un’idea di Andrea Schiappelli con Francesca Boldrighini, Elisa Cella, Giulia Giovanetti, Federica Rinaldi e Francesca Pandolfi. Tra i relatori del convegno si segnalano, per la prima sessione, Antonio Pisani, Fondazione santa Lucia e UniRoma2, Michele Meglio, IRCCS Neuromed, Parkin Zone Onlus, e Nicola Modugno neurologo e direttore di Parkin Zone Onlus che discuteranno di Parkinson, degli aggiornamenti nel trattamento della malattia e delle terapie riabilitative artistiche. Annalisa Cicerchia di UniRoma2 tratteggerà il quadro generale sul binomio cultura-salute nel nostro Paese. La seconda sessione si concentrerà sulle esperienze nazionali nel campo delle terapie artistiche. Ad aprirla Gabriella Cetorelli, con un intervento sulle attività della Dg Musei del MiBAC in tema di accessibilità del patrimonio statale. Giulia Maria Paola Baldassarre del Fresco Parkinson Institute, insieme al ballerino di fama internazionale Roberto Casarotto, parleranno invece della Dance Well. A seguire il racconto delle attività organizzate con l’Associazione Parkinson Parthenope, “ParkinArte” a Palazzo delle Esposizioni e il percorso riabilitativo al Parco archeologico del Colosseo. Il convegno diventerà inoltre, nella sua sessione finale, un’occasione di incontro tra i pazienti e le associazioni regionali, con Parkinson Giovanile Roma PGR Onlus, Azione Lazio Parkinson, Azione Parkinson Ciociaria, e Bradirapidi Onlus. In chiusura si terrà una classe di Dance Well, aperta a tutti i presenti. Dance Well è un progetto nato nel 2013 a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, nell’ambito del progetto europeo ACT YOUR AGE per la promozione del dialogo intergenerazionale e dell’invecchiamento attivo attraverso l’arte della danza è sostenuto dal Comune di Bassano con la sua Casa della danza e in partnership con il Nederlandse Dansagen Festival di Maastricht (Olanda) e il Dance House Lemesos (Cipro). Dance Well ha come obiettivo l’inclusione e il benessere, attraverso la danza contemporanea, di persone con il Parkinson.

I laboratori di restauro del museo Archeologico nazionale di Napoli

La mostra “Corto Maltese. Un viaggio straordinario” al Mann

Festa dei Musei e Notte dei Musei al MANN. “Musei come hub culturali: il futuro della tradizione”: sarà questo il tema della “Festa e notte dei Musei 2019”, quarta edizione dell’appuntamento annuale che il Mibac dedica alla promozione del patrimonio culturale italiano. Sabato 18 maggio il museo Archeologico nazionale di Napoli parteciperà alla manifestazione garantendo tre ore di apertura serale (dalle 20 alle 23, con ultimo ingresso alle 22) al costo simbolico di 1 euro, salvo le gratuità previste dalla legge: così, anche dopo il tramonto, sarà possibile visitare le collezioni permanenti e le tre esposizioni temporanee in programma ( “Canova e l’antico”; “Corto Maltese. Un viaggio straordinario”; “Nel Vulcano. Cai Guo-Qiang e Pompei”). In coerenza con il fil rouge tematico del 2019, l’Archeologico di Napoli dedicherà al futuro della tradizione le due tipologie di eventi in calendario sabato prossimo: in tre turni (ore 20.30; 21.15; 22) sarà possibile partecipare agli appuntamenti “Dietro le quinte. Il restauro in diretta”, visitando le diverse sezioni dei laboratori del Mann; alle 21, ancora, percorso guidato all’esposizione “Corto Maltese. Un viaggio straordinario” per riscoprire, in collaborazione con Comicon, l’arte di Hugo Pratt. Entrambi gli eventi, per cui è obbligatoria la prenotazione (contattare, da lunedì a venerdì, i Servizi Educativi del Museo al numero 081/4422124; sabato, rivolgersi all’infopoint del Mann: 081/4422149), declineranno, in maniera diversa, il motivo della valorizzazione del patrimonio, in proiezione verso il domani: se le attività di restauro sono imprescindibili per conservare e difendere la bellezza degli antichi reperti, la magia dell’opera di Hugo Pratt riesce a coniugare il concetto di classico con il moderno linguaggio del fumetto. I visitatori, che parteciperanno alla “Festa dei Musei e Notte dei Musei 2019”, saranno invitati a condividere la loro esperienza sulle piattaforme social del Mann, utilizzando gli hashtag #FestadeiMusei2019 #NottedeiMusei #IMD2019 #MiBAC #museitaliani. Domenica 19 maggio 2019 sarà un’altra giornata ad accesso gratuito all’Archeologico, nell’ambito della campagna ministeriale #IoVadoAlMuseo: dopo il record presenze del 12 maggio (8.372 ingressi, dato più alto mai registrato), cittadini e turisti avranno non soltanto la possibilità di trascorrere il tempo libero al MANN, ma anche di partecipare all’OpenMann Fest. In biglietteria, infatti, sarà venduta la card di abbonamento annuale a prezzi promo (15 euro per adulti; 13 per giovani dai 18 ai 25 anni; 30 per famiglie di due adulti over 25 anni); ogni mille visitatori, ancora, sarà data in cadeau una tessera OpenMann.

Alla Palestra Grande di Pompei la mostra “Vanity: storie di gioielli dalle Cicladi a Pompei”

È “Festa dei Musei” nei siti archeologici vesuviani del Parco archeologico di Pompei. Il 18 maggio 2019, nell’ambito dell’iniziativa promossa dal ministero dei Beni e delle Attività culturali le aree archeologiche di Pompei, la Villa San Marco a Stabia, la Villa di Poppea ad Oplontis e l’Antiquarium di Boscoreale saranno aperti in via straordinaria per la “Notte Europea dei Musei”, dalle 20,30 alle 22,30 (chiusura biglietterie alle ore 22) con ingresso a 1 euro (gratuito a Stabia e per i minori di 18 anni, come da normativa vigente).
Doppia opportunità per i visitatori di POMPEI che potranno accedere sia dall’ingresso di Piazza Anfiteatro sia da Porta Marina con il pagamento di un biglietto unico per i due itinerari. Da Piazza Anfiteatro sarà possibile visitare presso la Palestra Grande l’allestimento dei reperti provenienti dalla località Moregine, una scelta di reperti organici dell’area vesuviana e la mostra “Vanity: storie di gioielli dalle Cicladi a Pompei”, dove sono esposti, in un elegante percorso di stili e civiltà, monili provenienti da Delos e dalle altre Cicladi, accanto a gioielli rinvenuti nei siti archeologici vesuviani. Entrando da Porta Marina, si potrà accedere all’Antiquarium, edificio dell’’800 che ospita mostre temporanee quali “Alla ricerca di Stabiae” e “Tesori sotto i lapilli”, oltre alla mostra permanente al piano terra “Sacra Pompeiana”, dedicata ai santuari urbani ed extraurbani. La visita si concluderà in alcuni ambienti della Villa Imperiale dove sono allestiti ricostruzioni di arredi e oggetti d’uso.

Villa San Marco a Stabia di notte

A STABIA, sarà visitabile la villa San Marco (I sec. a.C. – I sec. d.C.), tra le più grandi ville romane residenziali della zona, con una superficie di 11.000 mq, illuminata per l’occasione.

La Villa di Poppea a Oplontis di notte

A OPLONTIS è prevista l’apertura della Villa di Poppea, tra i più splendidi esempi di villa dell’aristocrazia romana, attribuita a Poppea Sabina, moglie dell’imperatore Nerone.

Nell’Antiquarium di Boscoreale la mostra “Il villaggio protostorico di Longola”

Mentre all’Antiquarium di BOSCOREALE oltre alla visita del museo, è proposta la novità della mostra “Il villaggio protostorico di Longola” dedicata all’ antico insediamento perifluviale attivo dalla media Età del Bronzo fino al VI sec. a.C., unico per l’ Italia meridionale e rinvenuto casualmente nel 2000 durante i lavori per l’impianto di depurazione di Poggiomarino-Striano. La mostra espone reperti connessi alle principali attività produttive, e non solo, dell’abitato di Longola, tra cui per la prima volta sono esposte al pubblico due piroghe monossili rinvenute nell’area della darsena del villaggio, e alcuni esemplari di mangiatoie per animali e ruote di carro, viva testimonianza della vita quotidiana degli abitanti.

La locandina de La Notte dei Musei al Parco archeologico di Ercolano

Notte Europea dei Musei 2019 al Parco Archeologico di Ercolano. Nell’ambito della Festa dei Musei 2019, il Parco Archeologico di Ercolano aderisce anche quest’anno alla quindicesima edizione della Notte Europea dei Musei che si terrà il 18 maggio 2019: manifestazione a carattere nazionale, patrocinata dal Consiglio d’Europa e da Icom e che coinvolge migliaia di musei di 30 paesi di tutta Europa con lo scopo di promuovere l’identità culturale europea. Il tema proposto quest’anno dall’Icom per la Giornata internazionale dei Musei (IMD) è “Musei come hub culturali: il futuro della tradizione”. La sera del 18 maggio 2019, a partire dalle 19.45 e fino alle e 24 (ultimo ingresso da corso Resina alle 22.30) il Parco archeologico di Ercolano sarà accessibile in una visita suggestiva al chiaro di luna con visite guidate, condotte da guide turistiche accompagnate dal personale di vigilanza del Parco, che guideranno nel Parco in un itinerario che toccherà i principali edifici del sito archeologico, con partenze ogni 10 minuti. L’ingresso avverrà esclusivamente da corso Resina, il biglietto avrà un costo simbolico di 1 euro e potrà essere acquistato esclusivamente la sera del 18 maggio presso la biglietteria del Parco. La biglietteria sarà in funzione dalle 19.45 fino alle 23 con ultimo ingresso da corso Resina alle 22.30. La Direzione si riserva per ragioni di sicurezza del monumento e salvaguardia dell’ordine pubblico di chiudere l’accesso anche prima dell’orario indicato. “Ripartono così le aperture serali del Parco Archeologico di Ercolano con una stagione densa di appuntamenti che renderemo noti prossimamente”, dichiara il direttore Francesco Sirano. “Rinnoveremo la formula della visita in notturna, guide esperte multilingue, illuminazione artistica di grande effetto e con fantasiose sorprese che renderanno davvero unica quest’esperienza. Nostri partner saranno, oltre all’Herculaneum Conservation Project, la Regione Campania con SCABEC, il Comune di Ercolano, il MAV e la Pro Loco Herculaneum”. Per la Notte dei Musei i visitatori avranno il piacere di visitare eccezionalmente aperti anche di notte la mostra “SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano”, collezione di circa 100 preziosi monili e una scelta degli arredi delle case della città antica in esposizione all’Antiquarium del Parco e il Padiglione che custodisce la barca romana rinvenuta a Ercolano sull’antica spiaggia con una serie di oggetti collegati al mare e alle attività marinare. Per la serata saranno accessibili le aree di parcheggio degli Istituti scolastici Iovino e Rodinò e di Villa Favorita, ma non il parcheggio comunale di via dei Papiri Ercolanesi.

La locandina della Giornata dei Musei all’Archeologico “Vito Capialbi” di Vibo Valentia

Ecco i musei del Polo museale della Calabria, diretto da Antonella Cucciniello, che hanno aderito alla Giornata Internazionale dei Musei 2019 di sabato 18 maggio 2019. Il museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di VIBO VALENTIA partecipa alla celebrazione della Giornata Internazionale dei Musei 2019 con iniziative mirate a mettere in rete le competenze degli artisti del territorio, le associazioni ed i cittadini. Il programma di sabato 18 maggio 2019: alle 15.30, “La ceramica di Gerocarne tra tradizione e innovazione”, laboratorio con il ceramista Domenico Sabatino, l’artista Antonio La Gamba e gli artisti della bottega Limen; alle 17, laboratorio dedicato a Unione Ciechi e Ipovedenti; alle 18, concerto del coro “Voci di luce” dell’Unione Ciechi ed Ipovedenti di Catanzaro: “Un viaggio tra cultura, integrazione e conoscenza dell’altrui”.

La Giornata dei Musei a Crotone e Capo Colonna

L’evento consentirà di visitare sia il museo Archeologico nazionale di CROTONE, sia il museo Archeologico nazionale di CAPO COLONNA con orario continuato dalle 9 alle 23. E per le famiglie con bambini tra i 6 e i 12 anni al museo di via Risorgimento verrà organizzato il laboratorio didattico Archeogiocando: un modo divertente di far scoprire la storia e l’archeologia in maniera istruttiva, ma allo stesso tempo in maniera creativa. L’attività, che verrà svolta all’interno del museo, è gratuita con prenotazione obbligatoria (tel. 0962.23082; email: pm-cal.crotone@beniculturali.it). I partecipanti saranno coinvolti in una visita tematica e permetterà loro di avere un primo approccio con i reperti del museo che possono essere connessi con i giochi e i passatempi antichi. Subito a seguire si entrerà nel vivo dei giochi antichi, andando a riprodurne alcuni (in particolare utilizzando gli astragali!). L’intento è quello di imparare giocando! Le attività saranno condotte da personale dell’ufficio didattico del Polo Museale della Calabria e si svolgeranno in due momenti alle 10.30 e alle 16.30.

La Giornata dei Musei a Scolacium

Il museo di KAULONÍA aderisce alla Notte Europea dei Musei, promossa dal Mibac, con un’apertura straordinaria dalle 20 alle 23 e la proposta di una visita guidata alle sale espositive. In particolare, verranno messi in evidenza reperti costituiti da offerte di armi fatte alla divinità, in virtù di un voto o di un sacrificio propiziatorio, ed altarini domestici, quali strumenti della pratica quotidiana del culto, che attestano come, nel corso dei secoli, essi abbiano rappresentato la manifestazione di una prassi religiosa, pur con forme diverse, che è tutt’ora in uso. Ingresso a 1 euro. Al museo del Territorio di Palazzo Nieddu a Locri, che fa parte dei musei e parco Archeologico nazionale di LOCRI (Reggio Calabria), dalle 20 alle 23, “Nella notte dei Musei la Locride si racconta”. Al museo e parco Archeologico nazionale di SCOLACIUM (Roccelletta di Borgia, Catanzaro), dalle 9 alle 20, “Caccia al Tesoro Archeologica”, scoprire i tesori del parco attraverso un’innovativa caccia al tesoro con codici QR.; dalle 20 alle 23, al museo Archeologico nazionale di Scolacium, e non al parco per ragioni di sicurezza, apertura straordinaria serale per la Notte Europea dei Musei.

#IoVadoAlMuseo: per tre domeniche nel Maggio dei Monumenti ingresso gratuito al museo Archeologico nazionale di Napoli, con possibilità di acquistare l’abbonamento OpenMann a prezzi promo

Il Salone della Meridiana al Mann dove è allestita una sezione della mostra “Canova e l’Antico” (foto Graziano Tavan)

Prendete nota dei seguenti numeri: 12, 19, 26. No, la cabala non c’entra nulla anche se vengono da Napoli. Sono le tre giornate a ingresso gratuito al museo Archeologico nazionale di Napoli. Per la precisione, come si può controllare su #IoVadoAlMuseo, sono domenica 12, 19 e 26 maggio 2019. Cioè le prossime tre domeniche del mese. Durante le quali sarà in programma anche l’OpenMann Fest con abbonamento annuale a prezzi promo e cadeau OpenMANN ogni mille visitatori. In queste tre domeniche sarà possibile visitare le collezioni permanenti e le esposizioni temporanee in programma: innanzitutto, la mostra “Canova e l’antico”, ma anche “Corto Maltese. Un viaggio straordinario”, che nasce dalla sinergia con COMICON, e “Nel Vulcano. Cai Guo-Qiang e Pompei” (la personale dell’artista cinese sarà in calendario sino al 20 maggio 2019). La prima domenica gratuita, 12 maggio 2019, coincide con la Festa della Mamma. Per l’occasione saranno proposti, sui canali social del MANN, contest fotografici per raccontare momenti di allegria, trascorsi in famiglia ed all’insegna dell’arte.

Il direttore del Mann, Paolo Giulierini (foto Graziano Tavan)

Il manifesto dell’OpenMann Fest del maggio 2019 al museo Archeologico nazionale di Napoli

“Con grande entusiasmo abbiamo scelto di far coincidere tre domeniche gratuite, nell’ambito della campagna ministeriale #IoVadoAlMuseo, con il Maggio dei Monumenti, quest’anno dedicato al tema Il diritto alla felicità. Filangieri e il ‘700 dei Lumi”, interviene il direttore Paolo Giulierini. La grande mostra Canova e l’Antico è legata fortemente a questo straordinario percorso di civiltà: solo uno tra i tanti rimandi è il modellino della statua di George Washington che ci ricorda ancora una volta l’influsso dei nostri pensatori, e della nostra cultura, sui padri fondatori americani. Saranno anche tre domeniche OpenMann Fest, con la possibilità di acquistare la card annuale del MANN al prezzo di lancio, e di ricevere altre sorprese. Vogliamo un museo più aperto che mai”. Soltanto presso le biglietterie del MANN (non attraverso i canali di vendita online) e nelle tre domeniche gratuite di maggio, l’abbonamento OpenMANN avrà il prezzo promozionale di 15 euro nell’opzione adulti, 30 euro nella versione Family (due adulti over 25 anni) e 10 euro nella tipologia prevista per pubblico young (giovani tra i 18 ed i 25 anni): la card permetterà, per 365 giorni dalla data di prima attivazione, accessi illimitati al Museo ed alle esposizioni temporanee in calendario. Sempre per l’OpenMANN Fest, durante le giornate gratuite di maggio, ogni mille visitatori sarà regalato un abbonamento annuale al Museo.

Topolino diventa Canova. In occasione della mostra-evento a Napoli “Canova e l’Antico”, arriva in edicola un numero speciale di Topolino con la storia “Topolinio Canova e la scintilla poetica”

La copertina del numero 3310 di Topolino con la storia “Topolinio Canova e la scintilla poetica”

Davide Catenacci, caporedattore Comics della Panini Spa (foto Graziano Tavan)

Topolino non finisce mai di stupire. Stavolta veste i panni del grande artista Antonio Canova. Così, in occasione della mostra “Canova e l’Antico” in programma al museo Archeologico nazionale di Napoli fino al 30 giugno 2019, la Panini Editore manda in edicola mercoledì 1° maggio 2019 il settimanale “Topolino” n. 3310 con una nuova storia a fumetti “Topolinio Canova e la scintilla poetica”. L’avventura, scritta e disegnata in maniera magistrale dall’autore napoletano Blasco Pisapia, è un omaggio al grande artista neoclassico e si inserisce nel filone educational che unisce l’umorismo delle storie di Paperi e Topi a eventi culturali di grande rilievo. L’iniziativa rientra nel progetto OBVIA ideato per il Mann dall’università “Federico II” di Napoli. La vicenda, ambientata nell’anno 1787, narra del viaggio che Topolinio Canova compie a Napoli insieme al suo amico e collega Pippin Hamilton, alla scoperta delle sculture antiche conservate nella città partenopea. Qui, Topolinio Canova conta di uscire dalla crisi creativa che lo attanaglia e dalla quale riemerge realizzando il suo capolavoro, Amore e Psiche. “Siamo orgogliosi di unire intrattenimento e cultura sulle pagine di Topolino”, dichiara Davide Catenacci, caporedattore Comics della Panini Spa. “È una nostra tradizione, che grandi autori e personaggi magnifici rendono possibile, ogni settimana, grazie a un medium accessibile come il fumetto” (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2019/03/26/canova-e-lantico-mostra-evento-al-museo-archeologico-nazionale-di-napoli-120-opere-del-novello-fidia-dialogano-con-i-capolavori-dellarte-antica/).

Napoli-San Pietroburgo: due mostre sulla via dell’Antico. Canova, maestro del Neoclassicismo, al Mann; Pompei, dove è nato il senso dell’Antico, all’Ermitage: ne parlano Giulierini, Piotrovskij e De Luca

Il Salone della Meridiana al Mann dove è allestita una sezione della mostra “Canova e l’Antico” (foto Graziano Tavan)

Il manifesto della mostra “Canova e l’Antico” al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 28 marzo al 30 giugno 2019

Il manifesto della mostra “Pompei. Uomini, dei ed eroi” al museo Ermitage di San Pietroburgo dal 19 aprile al 23 giugno 2019 2019)

Vincenzo De Luca, governatore della Campania

Napoli-San Pietroburgo, andata e ritorno sulla via dell’Antico. Non è un caso, quindi, che al museo Archeologico nazionale di Napoli da qualche settimana sia aperta la mostra “Canova e l’Antico” (fino al 30 giugno 2019), dove la parte del leone la fanno le preziose sculture canoviane conservate nella città degli zar, e che al 19 aprile 2019 al museo statale dell’Ermitage apra la mostra “Pompei. Uomini, dei ed eroi” (fino al 23 giugno 2019) con preziosi reperti provenienti dal Mann e dagli scavi dell’area vesuviana, cioè dove è nato, con gli scavi archeologici dei Borboni dalla metà del Settecento, il concetto di Antico: il progetto è il risultato tangibile dell’ampio e articolato protocollo di collaborazione culturale che lega i due musei (e Pompei) dal novembre 2016. “Se la scoperta di Ercolano e Pompei sono alla base della nascita del Neoclassicismo”, interviene il direttore del Mann, Paolo Giulierini, “la figura di Canova ne è, forse, la massima espressione artistica. Riflettere poi sul fatto che “il moderno Fidia” trasse ispirazione dal patrimonio antico di Napoli, anche in termini di statuaria, e ricevette numerose commesse tanto da consentirci, oggi, di poter proporre un “itinerario canoviano”, fornisce la risposta al perché di una mostra di Canova all’Archeologico di Napoli, curata magistralmente da Giuseppe Pavanello”. E il governatore della Campania, Vicenzo De Luca: “Perché Canova ha tanto senso? Perché sentiamo così profondamente la mostra dell’ultimo degli antichi e il primo dei moderni, fra gli artisti del ‘700? La risposta è nella mostra proposta dal Mann, che dimostra non solo l’eccellenza del museo che la ospita, ormai fra le più importanti istituzioni culturali europee, e lo straordinario intuito del suo direttore che riesce a tessere una fitta rete di rapporti interni e internazionali: negli ultimi mesi con la Cina, oggi con l’Ermitage di San Pietroburgo. Soprattutto, però, la mostra prova l’universalità “politica” dell’arte e la sua perenne contemporaneità. Da San Pietroburgo giungono a Napoli prestiti unici e irripetibili, come i gruppi scultorei di Canova, che, per la prima volta, vivranno un emozionante confronto con i modelli che hanno ispirato l’autore. A San Pietroburgo, reperti provenienti dal Mann e dal Parco archeologico di Pompei danno vita alla mostra “Pompei. Uomini, dei ed eroi”. E’ il significato dell’arte come patrimonio universale e collettivo. Ed è, per noi, motivo di orgoglio sentirci protagonisti di questa eccezionale interazione, condividere la capacità quasi “olfattiva” del Mann di intercettare, per questo magma in movimento che è la Campania, un “sistema” dell’arte, unico nel suo genere, che possa indicare nuovi orizzonti nella gestione della cultura della nostra nazione”.

Il gruppo “Amore e Psiche”, oggi all’Ermitage, scolpito da Canova per Josephine de Beauharnais (foto Graziano Tavan)

I direttori Paolo Giulierini (Mann) e Michail Piotrovsky (Ermitage)

“Chi conosce la terra, dove il cielo d’indicibile azzurro si colora? dove tranquillo il mar con l’onda sfiora rovine del passato?”: inizia così citando Puskin l’intervento di Michail Piotrovskij direttore generale museo statale Ermitage, una delle anime di questo progetto internazionale. “La penna di Puškin, come il pennello di un pittore”, continua, “ha creato un’immagine dell’Italia meridionale in due versi, dove la natura stessa ha nutrito l’immaginazione di artisti dei tempi antichi e ha ispirato l’incarnazione dell’ideale di bellezza: “Dove il gran Torquato cantò superbo, […], Ove dipinse Raffaello, dove nei nostri giorni lo scalpello di Canova dava vita al marmo ubbidiente”… Accanto ai nomi di famosi maestri del passato, il poeta mette il nome del suo contemporaneo”. Puškin – ricorda Piotrovskij – conosceva bene le opere di Canova: doveva averle viste all’Ermitage, per il quale Alessandro I acquistò dalla prima moglie di Napoleone, Joséphine, quattro statue nel 1814 e nelle collezioni di famosi collezionisti russi. Il principe Nikolaj Jusupov e il conte Nikolaj Rumjancev furono perenni ammiratori del talento del maestro italiano. Nel 1817, l’inviato austriaco scrisse a Antonio Canova a Roma dalla capitale russa: “Per diverse settimane tutti a San Pietroburgo dicono che tu e la tua statua, creati per il conte Rumjancev […], siete ammirati ed essa è diventata oggetto di vera adorazione del pubblico illuminato”: di questo pubblico illuminato faceva parte il diciottenne Aleksandr Puškin. “Grazie a filantropi e collezionisti russi, entusiasti estimatori del talento di Antonio Canova”, spiega Piotrovskij, “l’Ermitage possiede la più grande collezione al mondo di statue in marmo del famoso maestro italiano ed è alla luce della forte collaborazione che lega il nostro museo al museo Archeologico nazionale di Napoli e al suo direttore Paolo Giulierini che abbiamo voluto con convinzione promuovere insieme al Mann la mostra “Canova e l’Antico”, importante occasione di conoscenza e studio, partecipando all’evento con il prestito di un nucleo di opere davvero unico”.

L’affresco con “Dioniso e Arianna a Nasso” dalla Casa del Bracciale d’Oro di Pompei: sarà alla mostra all’Ermitage (foto Parco archeologico di Pompei)

Il direttore del Mann, Paolo Giulierini (foto Graziano Tavan)

“Canova e l’Antico”: come sono collegati questi due fenomeni? Quali le somiglianze e le differenze tra il lavoro dello scultore neoclassico e la plastica antica? Quali gli stimoli colti in quell’arte passata e, nel contempo, la straordinaria modernità dello scultore italiano? “Ci auguriamo che la mostra fornisca una risposta a questi interrogativi che, ripetutamente, si ponevano anche i contemporanei di Canova. E tra pochi giorni a San Pietroburgo al museo Ermitage, grazie al Protocollo di Collaborazione siglato ormai tre anni fa con il Mann e con il Parco archeologico di Pompei, si aprirà la più importante mostra mai realizzata in Russia sulla città sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. Un momento di conoscenza e di celebrazione di quell’arte e di quella cultura antica che i primi scavi di Pompei portavano all’attenzione internazionale proprio negli anni in cui Canova muoveva i primi passi; e che il giovane artista volle conoscere e vedere dal vivo nel suo primo viaggio a Napoli”. Un’ultima riflessione dal direttore Giulierini: “Il linguaggio del Neoclassicismo, è noto, sta alla base, come il mondo classico, di un codice interpretativo e culturale connaturato all’Europa delle Corti prima e delle Nazioni poi. Mai come ora un’operazione culturale è propizia per fornire un segnale di unità, dialogo e crescita intorno a temi che tutti noi abbiamo mutuato dal passato e che ancora oggi sono il fondamento dei nostri istituti di cultura, degli spazi urbani, del paesaggio”.

“Canova e l’Antico”, mostra-evento al museo Archeologico nazionale di Napoli: 120 opere del “novello Fidia” dialogano con i capolavori dell’arte antica, greco-romana e pompeiana, che l’hanno ispirato

Scriveva Stendhal: “Il Canova ha avuto il coraggio di non copiare i greci e di inventare una bellezza, come avevano fatto i greci: che dolore per i pedanti! Per questo continueranno ad insultarlo cinquant’anni dopo la sua morte, ed anche per questo la sua gloria crescerà sempre più in fretta. Quel grande che a vent’anni non conosceva ancora l’ortografia, ha creato cento statue, trenta delle quali sono capolavori!”. E già a vedere alcune opere del Canova che scorrono nel video di Ars Invicta, trailer di presentazione della mostra-evento “Canova e l’Antico” al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 28 marzo al 30 giugno 2019 ci dà un assaggio della grandezza di questo artista celebrato da Stendhal. E che per tutto il corso della sua attività artistica ha seguito il monito di Johann Joachim Winckelmann, padre del Neoclassicismo: “Imitare, non copiare gli antichi” per “diventare inimitabili”. Al Mann, a Napoli, per la prima volta 12 grandi marmi e oltre 110 opere del sommo scultore per mettere a fuoco, nel “tempio” dell’arte classica, il legame fecondo tra Canova e l’Antico.

Il manifesto della mostra “Canova e l’Antico” al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 28 marzo al 30 giugno 2019

Per la prima volta si mette a fuoco in una mostra quel rapporto continuo, intenso e fecondo che legò Canova al mondo classico, facendone agli occhi dei suoi contemporanei un “novello Fidia”, ma anche un artista capace di scardinare e rinnovare l’Antico guardando alla natura. “L’ultimo degli antichi e il primo dei moderni”: definizione che ben si attaglia al sommo Antonio Canova e alla sua arte sublime, celebrata per la prima volta a Napoli, al museo Archeologico nazionale nella mostra-evento co-promossa dal Mibac-Mann con il museo statale Ermitage di San Pietroburgo nell’ambito dell’importante protocollo di collaborazione che lega le due Istituzioni. La mostra “Canova e l’Antico” ha ottenuto il sostegno della Regione Campania, i patrocini del Comune di Napoli, della Gypsotheca-Museo Antonio Canova di Possagno e del museo civico di Bassano del Grappa ed è stata realizzata con la collaborazione di Ermitage Italia.

Vincenzo De Luca, governatore della Campania

“Perché Canova ha tanto senso? Perché sentiamo così profondamente la mostra “dell’ultimo degli antichi e il primo dei moderni”, fra gli artisti del ‘700?”, si chiede il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. “La risposta è nella mostra proposta dal Mann, che dimostra non solo l’eccellenza del museo che la ospita, ormai fra le più importanti istituzioni culturali europee, e lo straordinario intuito del suo direttore che riesce a tessere una fitta rete di rapporti interni e internazionali: negli ultimi mesi con la Cina, oggi con l’Ermitage di San Pietroburgo. Soprattutto, però, la mostra prova l’universalità “politica” dell’arte e la sua perenne contemporaneità. Da San Pietroburgo, giungono a Napoli prestiti unici e irripetibili, come i gruppi scultorei di Canova che, per la prima volta, vivranno un emozionante confronto con i modelli che hanno ispirato l’autore. A San Pietroburgo, reperti provenienti dal Mann e dal Parco Archeologico di Pompei danno vita alla mostra “Pompei. Uomini, dei ed eroi”. È il significato dell’arte come patrimonio universale e collettivo. Ed è, per noi, motivo di orgoglio sentirci protagonisti di questa eccezionale interazione, condividere la capacità quasi “olfattiva” del Mann di intercettare, per questo magma in movimento che è la Campania, un “sistema” dell’arte, unico nel suo genere, che possa indicare nuovi orizzonti nella gestione della cultura della nostra nazione”.

Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

“Se la scoperta di Ercolano e Pompei sono alla base della nascita del Neoclassicismo”, interviene il direttore del Mann, Paolo Giulierini, “la figura di Canova ne è, forse, la massima espressione artistica. Riflettere poi sul fatto che “il moderno Fidia” trasse ispirazione dal patrimonio antico di Napoli, anche in termini di statuaria, e ricevette numerose commesse tanto da consentirci, oggi, di poter proporre un “itinerario canoviano”, fornisce la risposta al perché di una mostra di Canova all’Archeologico di Napoli, curata magistralmente da Giuseppe Pavanello. Cardine dell’esposizione è il nucleo di sculture proveniente dall’Ermitage, museo con il quale il Mann è legato da un protocollo quadriennale propiziato dalla lungimiranza di Maurizio Cecconi con l’ausilio di Villaggio Globale International. Per questo mi sento in dovere di ringraziare il professor Michail Piotrovskij, direttore del museo statale Ermitage, e il curatore del dipartimento canoviano dottor Sergej Androsov. Fondamentali prestiti sono stati forniti anche dalla Gipsoteca di Possagno, dal museo di Bassano del Grappa, dal museo nazionale di Kiev e dall’Accademia di Napoli che concorrono a creare uno straordinario percorso artistico incardinato sul tema che parte dalla fase creativa (dal bozzetto al disegno, dal modello alla copia in gesso) fino all’opera d’arte definitiva”.

Il famoso gruppo delle Tre Grazie di Antonio Canova, capolavoro conservato all’Ermitage di San Pietroburgo

Curata da Giuseppe Pavanello, tra i massimi studiosi di Canova e organizzata da Villaggio Globale International, la mostra, riunirà al museo Archeologico nazionale di Napoli, oltre ad alcune ulteriori opere antiche di rilievo, più di 110 lavori del grande artista, tra cui 12 straordinari marmi, grandi modelli e calchi in gesso, bassorilievi, modellini in gesso e terracotta, disegni, dipinti, monocromi e tempere, in dialogo con opere collezioni del Mann, in parte inserite nel percorso espositivo, in parte segnalate nelle sale museali. Prestiti internazionali connotano l’appuntamento: come il nucleo eccezionale di ben sei marmi provenienti dall’Ermitage di San Pietroburgo, che vanta la più ampia collezione canoviana al mondo – L’Amorino Alato, L’Ebe, La Danzatrice con le mani sui fianchi, Amore e Psiche stanti, la testa del Genio della Morte e la celeberrima e rivoluzionaria scultura delle Tre Grazie – ma anche l’imponente statua, alta quasi tre metri, raffigurante La Pace, proveniente da Kiev e l’Apollo che s’incorona del Getty Museum di Los Angeles. A questi si aggiungono, tra i capolavori in marmo che hanno entusiasmato scrittori come Stendhal e Foscolo riuniti ora nel Salone della Meridiana del museo Archeologico napoletano, la bellissima Maddalena penitente da Genova, il Paride dal museo civico di Asolo, la Stele Mellerio, vertice ineguagliabile di rarefazione formale e di pathos. Straordinaria la presenza di alcuni delicatissimi grandi gessi come l’Amorino Campbell e il Perseo Trionfante, restaurato quest’ultimo per l’occasione e già in Palazzo Papafava a Padova – entrambi da collezioni private – o il Teseo vincitore del Minotauro e l’Endimione dormiente dalla Gypsotheca di Possagno (paese natale di Canova) che ha concesso, con grande generosità, prestiti davvero significativi.

Preziosa tempera su carta di Antonio Canova con Teseo e Piritoo alla corte di Diana, conservato alla Gypsoteca di Possagno

Fondamentale in tal senso anche il supporto della soprintendenza ABAP dell’area metropolitana di Venezia e delle province di Belluno, Padova e Treviso, che in questi anni sta conducendo una delicata azione sul territorio, non solo di tutela delle opere d’arte, ma anche di salvaguardia e affermazione del loro valore testimoniale rispetto alle drammatiche vicende della prima Guerra Mondiale, che le ha viste tragicamente protagoniste, talvolta riportando ferite di cui va mantenuta viva la memoria. Sempre nell’ambito della collaborazione con l’Istituzione di Possagno, altro elemento peculiare della mostra sarà la possibilità di ammirare tutte insieme e dopo un attento restauro, le 34 tempere su carta a fondo nero conservate nella casa natale dell’artista: quei “varj pensieri di danze e scherzi di Ninfe con amori, di Muse e Filosofi ecc, disegnati per solo studio e diletto dell’Artista”, come si legge nel catalogo delle opere canoviane steso nel 1816, chiaramente ispirati alle pitture pompeiane su fondo unito e, in particolare, alle Danzatrici. Con le tempere, lo scultore del bianchissimo marmo di Carrara sperimentava, sulla scia di quegli esempi antichi, il suo contrario, i “campi neri”, intendendo porsi come redivivo pittore delle raffinatezze pompeiane ammirate in tutta Europa, alle quali, per la prima volta, quei suoi “pensieri” possono ora essere affiancati.

Vai al cinema a vedere il docu-film “Canova” ed entri a metà prezzo alla mostra-evento “Canova e l’Antico” al museo Archeologico nazionale di Napoli

Conoscere Canova sul grande schermo per apprezzare ancora meglio l’incontro con Canova a Napoli nella grande mostra “Canova e l’Antico” al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 29 marzo al 30 giugno 2019 promossa dal MANN con il museo statale Ermitage di San Pietroburgo. Anzi il film di Magnitudo Film “Canova”, che racconta l’arte sublime del sommo artista Antonio Canova, ti invita direttamente alla mostra-evento del Mann. Un invito particolare è stato infatti riservato a tutti gli spettatori del docu-film “Canova”, che sarà proiettato in oltre 250 sale italiane, per tre giorni, dal 18 al 20 marzo 2019 (l’elenco delle sale aderenti è disponibile sul sito Magnitudo Film http://www.magnitudofilm.com/in-cinemas/). Basterà conservare il ticket del cinema e mostrarlo alla biglietteria del museo (piazza Museo 19, Napoli) per ottenere una riduzione del 50% (biglietto intero euro 15, speciale “Canova al cinema” euro 7.50). L’offerta, valida per l’intero periodo della mostra, non è applicabile agli acquisti on line.

La locandina della promozione del docu-film su “Canova” collegato alla mostra “Canova e l’Antico” al Mann

Curata da Giuseppe Pavanello, tra i massimi studiosi di Canova e organizzata da Villaggio Globale International, la mostra riunisce al museo Archeologico nazionale di Napoli, più di 110 lavori del grande artista e 12 straordinari marmi, grandi modelli e calchi in gesso, bassorilievi, modellini in gesso e terracotta, disegni, dipinti, monocromi e tempere, in dialogo con opere e collezioni del Mann, tempio della classicità. Con il docu-film “Canova” di Magnitudo Film, sesto titolo della stagione “L’arte al cinema” distribuita in Italia da Magnitudo Film con CHILI, si ripercorre la storia, che a Venezia ha visto nascere il talento di Canova, passando per Francia, Inghilterra, Russia e soprattutto Roma, ma senza lasciare mai Possagno, paese natale dello scultore. Le tecniche di ripresa 8K HDR rivelano dettagli poco conosciuti, raccontati dalla voce di chi conosce perfettamente i suoi capolavori del maestro, Vittorio Sgarbi, presidente della Fondazione Canova di Possagno e Mario Guderzo, direttore museo e gipsoteca “Antonio Canova” di Possagno. “Il 2019 sarà l’anno delle celebrazioni canoviane, con questo progetto cinematografico abbiamo voluto omaggiare il genio assoluto del Neoclassicismo: invitiamo tutti, prima al cinema e poi al Mann in un viaggio alla scoperta di Canova, l’ultimo grande artista italiano di livello mondiale che è riuscito ad imprimere nel marmo l’immagine dei grandi potenti della sua epoca, dai Borghese, a Napoleone agli Zar di Russia”, dichiara Francesco Invernizzi, amministratore delegato di Magnitudo Film.

Il famoso gruppo delle Tre Grazie di Antonio Canova, capolavoro conservato all’Ermitage di San Pietroburgo

Prestiti internazionali connotano l’appuntamento: tra questi, il nucleo eccezionale di ben sei marmi provenienti dall’Ermitage di San Pietroburgo, che vanta la più ampia collezione canoviana al mondo – L’Amorino Alato, L’Ebe, La Danzatrice con le mani sui fianchi, Amore e Psiche stanti, la testa del Genio della Morte e la celeberrima e rivoluzionaria scultura delle Tre Grazie – ma si potrà ammirare anche l’imponente statua, alta quasi tre metri, raffigurante La Pace, proveniente da Kiev e l’Apollo che s’incorona del Getty Museum di Los Angeles. A questi si aggiungono, tra i capolavori in marmo riuniti ora nel Salone della Meridiana, la bellissima Maddalena penitente da Genova, il Paride dal museo civico di Asolo, la Stele Mellerio, vertice ineguagliabile di rarefazione formale e di pathos. La mostra ha il sostegno della Regione Campania, i patrocini del Comune di Napoli, della Gypsotheca-Museo “Antonio Canova” di Possagno e del museo civico di Bassano del Grappa ed è stata realizzata con la collaborazione di Ermitage Italia. Grazie alla collaborazione con l’istituzione di Possagno, sarà possibile ammirare tutte insieme, e dopo un attento restauro, le 34 tempere su carta a fondo nero conservate nella casa natale dell’artista. Straordinaria la presenza di alcuni delicatissimi grandi gessi come l’Amorino Campbell e il Perseo Trionfante, restaurato quest’ultimo per l’occasione e già in Palazzo Papafava a Padova – entrambi da collezioni private – o il Teseo vincitore del Minotauro e l’Endimione dormiente dalla Gypsotheca di Possagno (paese natale di Canova) che ha concesso, con grande generosità, prestiti davvero significativi. Fondamentale anche il supporto della Soprintendenza ABAPdell’area metropolitana di Venezia e delle province di Belluno, Padova e Treviso.