Archivio tag | mostra “AIDA. Figlia di due mondi”

Torino. Bilancio lusinghiero per il museo Egizio: nel 2022 contati 898.500 visitatori, il 5% in più rispetto al periodo pre-pandemia. Ecco progetti di ricerca, esposizione e incontri realizzati nel corso dell’anno

torino_egizio_bilancio-2022_locandinaI numeri assoluti li avevamo già anticipati all’indomani di Capodanno: nel 2022 il museo Egizio di Torino ha contato 898.500 ingressi (vedi Bilancio 2022. All’Egizio quasi 900mila visitatori. Al Mann, raddoppiati gli ingressi e ora si punta al milione con grandi mostre. A Ercolano dodici mesi ricchi di eventi con quasi mezzo milione di visitatori | archeologiavocidalpassato). Ora ecco qualche dato in più. Successo di pubblico superiore del 5% al periodo pre-pandemia per il museo Egizio nel 2022, malgrado nei primi tre mesi dell’anno fosse ancora in vigore il contingentamento degli ingressi, a causa dell’epidemia di Covid-19. L’Egizio archivia il 2022 con 898.500 visitatori, numero comprensivo anche degli eventi istituzionali e privati, a fronte degli 853mila ingressi del 2019. Dato quasi raddoppiato rispetto agli anni difficili della pandemia: sono stati, infatti, 398.336 i visitatori del museo Egizio nel 2021, a fronte però di 274 giorni di apertura. Nel 2020 si erano registrati 241.139 visitatori, in 185 giorni di apertura. Ad aprile 2022, primo mese in cui sono cadute le restrizioni agli ingressi nei musei, l’Egizio ha toccato i 103mila visitatori e da maggio alla fine dell’anno il Museo ha registrato una continua escalation negli ingressi rispetto al 2019. Per quanto riguarda le festività natalizie, dal 23 dicembre 2022 all’8 gennaio 2023 il museo ha registrato 74.424 ingressi, quasi 10mila in più rispetto all’analogo periodo a cavallo tra il 2019 e il 2020, quando si registrarono 64.519.

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Locandina della mostra “Aida. Figlia di due mondi” al museo Egizio di Torino dal 17 marzo al 5 giugno 2022

L’Egizio ha affrontato l’incertezza, legata all’evoluzione della pandemia, puntando su progetti espositivi, come l’esperimento transmediale “Aida, figlia dei due mondi”, che ha coinvolto diversi musei, enti culturali a Torino e in Italia (vedi Torino. Al museo Egizio (aperture speciali a Pasqua e Pasquetta) la mostra “Aida, figlia di due mondi” racconta l’avventura creativa di “Aida” e il clima culturale e politico in cui nacque l’opera di Giuseppe Verdi | archeologiavocidalpassato) e la mostra legata a bicentenario della decifrazione dei geroglifici “Il dono di Thot: leggere l’antico Egitto”, che si è aperta lo scorso 7 dicembre in un nuovo spazio espositivo concesso dall’Accademia delle Scienze al museo.

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Locandina della mostra “I creatori dell’Egitto Eterno” alla Basilica Palladiana di Vicenza dal 22 dicembre 2022 al 7 maggio 2023

Nel 2022, inoltre, il museo Egizio ha lanciato due nuovi progetti espositivi a Vicenza, uno sforzo produttivo che vede protagonisti fino a maggio 2023 centinaia di reperti dell’Egizio alla Basilica Palladiana, nelle mostre “I creatori dell’Egitto eterno” (vedi Vicenza. Christian Greco, direttore del museo Egizio, introduce alla visita della mostra “I creatori dell’Egitto eterno. Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone”, in Basilica Palladiana. Ecco la sua prolusione alla presentazione ufficiale | archeologiavocidalpassato) e “Gioielli e amuleti, la bellezza nell’antico Egitto” (vedi Vicenza. Al museo del Gioiello inaugurata la mostra “Gioielli e Amuleti. La bellezza nell’Antico Egitto”, collaterale all’esposizione “I creatori dell’Egitto eterno” aperta in Basilica Palladiana. I monili ci parlano di bellezza, cosmesi, religione e magia | archeologiavocidalpassato).  torino_egizio_papiro-dei-re_bicentenario-geroglifici_locandinaNel corso dell’anno non sono mancati i progetti di ricerca, importanti restauri, come quello del Papiro dei Re, frutto di una triangolazione internazionale tra Torino, Berlino e Copenaghen, progetti di digitalizzazione del patrimonio, podcast, conferenze ed eventi divulgativi (vedi Torino. Ancora pochi giorni per ammirare al museo Egizio il nuovo allestimento temporaneo del Papiro dei Re restaurato nel 2022 sulla base di un nuovo progetto di ricerca. L’intervento del direttore Christian Greco | archeologiavocidalpassato). Inoltre, è proseguito il ciclo di mostre bimestrali “Il laboratorio dello studioso”, un viaggio a puntate dietro le quinte del museo, alla scoperta dell’attività scientifica condotta dai curatori ed egittologi del Dipartimento Collezione e Ricerca dell’Egizio. Tutte attività che sono state realizzate, accanto alla progettazione di cantieri, innovazioni e cambiamenti, a cui andrà incontro l’Egizio, in vista delle celebrazioni del bicentenario della fondazione del Museo nel 2024.

Torino. Al museo Egizio, in presenza e on line, la conferenza di Stefano de Martino (università di Torino) su “La principessa ittita andata in sposa al faraone Ramesses II” che chiude il ciclo “Regine e principesse dell’antichità”

Venerdì 3 giugno 2022, alle 12, nella sala delle Conferenze il museo Egizio di Torino ospiterà la conferenza “La principessa ittita andata in sposa al faraone Ramesses II”. Stefano de Martino (università di Torino) e il direttore Christian Greco dialogheranno sulla principessa ittita che, sposando il faraone Ramses II, rese possibile la pace tra il suo popolo e gli Egizi. L’incontro chiude il ciclo di conferenze “Regine e Principesse dell’antichità. Protagoniste e vittime nello scacchiere politico del loro tempo” nell’ambito della mostra “Aida, figlia di due mondi” e all’interno del cartellone di “UniVerso – Un osservatorio permanente sulla contemporaneità”. Il programma, curato da Stefano de Martino e Gianluca Cuniberti, prevede un ciclo di incontri dedicato a quattro personaggi femminili della storia entrati nell’immaginario condiviso anche grazie alle narrazioni che la musica, la letteratura e le arti ne hanno fatto. Ingresso libero fino a esaurimento posti. È consigliata la prenotazione compilando il form: UniVerso per Aida – Regine e principesse dell’antichità. Protagoniste e vittime nello scacchiere politico del loro tempo (google.com).
Per l’accesso è necessario indossare la mascherina FFP2. L’evento sarà trasmesso anche in streaming sui canali Facebook e YouTube del Museo.

“Torino ai tempi di Aida”. Il museo Egizio, in occasione della mostra “Aida. Figlia di due mondi”, organizza tre incontri letterari al dehors di Baratti&Milano con prenotazione obbligatoria. Il primo è un focus sulle pubblicazioni dell’epoca di Aida

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Locandina della mostra “Aida. Figlia di due mondi” al museo Egizio di Torino dal 17 marzo al 5 giugno 2022

In occasione della mostra “Aida, figlia di due mondi”, in corso al museo Egizio di Torino fino al 5 giugno 2022 (vedi Torino. Al museo Egizio (aperture speciali a Pasqua e Pasquetta) la mostra “Aida, figlia di due mondi” racconta l’avventura creativa di “Aida” e il clima culturale e politico in cui nacque l’opera di Giuseppe Verdi | archeologiavocidalpassato), l’Egizio organizza in collaborazione con la Libreria Gilibert e il Caffé Baratti&Milano tre incontri letterari a partire dalle pubblicazioni dell’epoca di Aida. Gli incontri su “Torino ai tempi di Aida” si terranno nel dehors di Baratti&Milano, che si trova nella Galleria Subalpina, e sono gratuiti fino a esaurimento posti, previa prenotazione su EventBrite. Posto garantito fino alle 18. Il primo incontro di venerdì 6 maggio 2022, alle 18, sarà incentrato su “I labirinti antiquari: Aida la Galleria Subalpina e il viaggio per le vie e le librerie storiche di Torino”. È obbligatoria la prenotazione: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-torino-ai-tempi-di-aida-331710463927. Al pubblico prenotato agli incontri sarà offerta una degustazione di Vermouth Riserva Carlo Albert e cioccolato Baratti&Milano. Durante gli incontri sarà, inoltre, disponibile una drink list dedicata proposta dal Caffé Baratti&Milano in collaborazione con Dispensa. Gli altri incontri in calendario: venerdì 13 maggio 2022, alle 18, “Torino, porto di mare: visioni e conquiste ingegneristiche di Torino, al tempo del Canale di Suez” (per questo evento si potrà prenotare l’ingresso a partire dal 9 maggio 2022); venerdì 20 maggio 2022, alle 18, “Là dove il mondo si incontra: dall’Esposizione Universale di Parigi del 1867 alle edizioni di Torino” (per questo evento si potrà prenotare l’ingresso a partire dal 16 maggio 2022).

Torino. Al museo Egizio evento on line “Il mondo Martini ai tempi di Aida” con Enrico Ferraris, curatore della mostra “Aida, figlia di due mondi”, e Anna Scudellari, heritage curator di Casa Martini

Cosa lega la mostra “Aida, figlia di due mondi” e il brand Martini & Rossi?  Mercoledì 4 maggio 2022, alle 18, il curatore della mostra Enrico Ferraris (vedi Torino. Al museo Egizio (aperture speciali a Pasqua e Pasquetta) la mostra “Aida, figlia di due mondi” racconta l’avventura creativa di “Aida” e il clima culturale e politico in cui nacque l’opera di Giuseppe Verdi | archeologiavocidalpassato) e Anna Scudellari, Heritage Curator di Casa Martini, nell’incontro “Il mondo Martini ai tempi di Aida” racconteranno avvenimenti, aneddoti e curiosità che hanno fatto intrecciare le vicende storiche all’origine dell’opera verdiana con il noto brand Martini & Rossi. La conferenza verrà trasmessa solamente in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio di Torino. Dalle 18.45 in poi l’evento sarà dedicate esclusivamente ai member You&Me per una virtual cocktail experience realizzata da Casa Martini. Per maggiori informazioni sul programma membership clicca QUI. L’evento è realizzato in collaborazione con Casa Martini e Archivio Martini.

Torino. Al museo Egizio (aperture speciali a Pasqua e Pasquetta) la mostra “Aida, figlia di due mondi” racconta l’avventura creativa di “Aida” e il clima culturale e politico in cui nacque l’opera di Giuseppe Verdi

Le note della Marcia trionfale risuonano al terzo piano del museo Egizio di Torino, dove sono previste aperture speciali a Pasqua 2022 (ore 9-21), Pasquetta (ore 9-18.30) e 25 aprile 2022 (ore 9-21) . È quello forse uno dei brani più iconici di una delle opere liriche più famose al mondo: Aida. Ambientata nell’antico Egitto, racconta la storia travagliata e piena di passione della giovane principessa etiope Aida, prigioniera degli egizi, e del condottiero Radamès. Amore, passione, fedeltà, tradimento, tragedia, magnificenza si mescolano nel libretto dell’opera verdiana che voleva celebrare la grande storia dell’Antico Egitto. Ma come nasce Aida? cosa si nasconde dietro quest’opera eterna? Fino al 5 giugno 2022 la mostra “Aida, figlia di due mondi”, con cui il museo Egizio celebra il 150mo anniversario del debutto di “Aida”, avvenuto al Cairo il 24 dicembre 1871 e alla Scala di Milano l’8 febbraio 1872, anni in cui il dialogo e lo scambio culturale tra Europa ed Egitto erano intensi, racconta l’avventura creativa di “Aida” e il clima culturale e politico in cui nacque l’opera di Giuseppe Verdi.

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Locandina della mostra “AIDA. Figlia di due mondi” al museo Egizio di Torino dal 17 marzo al 5 giugno 2022

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L’egittologo Enrico Ferraris, curatore al museo Egizio di Torino

La mostra è curata da Enrico Ferraris, egittologo del museo Egizio e ideatore di un progetto transmediale che travalica i confini dell’Egizio e coinvolge diverse istituzioni culturali, in un percorso che spazia tra opera, teatro, egittologia, storia, letteratura e cinema, frutto di un progetto scientifico firmato a quattro mani dal direttore del museo Egizio, Christian Greco e dal curatore, Enrico Ferraris. Main partner dell’esposizione è l’Archivio Storico Ricordi, mentre l’Istituto nazionale di Studi Verdiani e il Teatro Regio di Torino sono i partner scientifici. L’università di Torino, insieme al museo nazionale del Cinema, all’Aiace, al Teatro Regio di Torino e al Conservatorio, ha curato un palinsesto trimestrale di incontri, approfondimenti e rassegne cinematografiche, dedicati ad “Aida” e all’Egitto antico e contemporaneo, nell’ambito del progetto UniVerso. Al Circolo dei lettori poi è previsto un Gruppo di lettura dedicato, a partire da fine marzo e ad aprile un incontro col giallista Giancarlo De Cataldo, che propone una riflessione sul melodramma come teatro di tutti i sentimenti umani. Dallo scenario originale di “Aida” ai bozzetti di costumi, scenografie e gioielli, usciti dalla matita dell’egittologo Auguste Mariette, artefice del primo museo di antichità Egizie al Cairo, fino alle diverse stesure del libretto e degli spartiti di Giuseppe Verdi: la mostra ripercorre la genesi dell’opera, attraverso documenti, memorabilia, reperti, lettere e spartiti provenienti da 27 tra archivi e musei di tutta Europa, dal Louvre all’Archivio di Stato di Parma. Ricostruzioni filologiche di scene e costumi del debutto di “Aida”, realizzate dal Teatro Regio di Torino, ma anche podcast, videogame, pillole video, incontri e rassegne cinematografiche accompagnano il visitatore in un periodo storico che va dagli anni Quaranta agli anni Settanta dell’Ottocento.

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Il musicista Giuseppe Verdi: la sua “Aida” debuttò alla Scala di Milano l’8 febbraio 1872: 150 anni fa (foto museo egizio)

È l’inizio di giugno del 1870, quando Giuseppe Verdi, dopo una lunga trattativa, accetta dal viceré d’Egitto, Ismail Pascià, un compenso senza precedenti per comporre “Aida”, un’opera lirica, in lingua italiana, ambientata al tempo dei faraoni. L’Egitto punta sulla lirica per rispolverare il proprio passato glorioso e allo stesso tempo portare alla ribalta internazionale il proprio desiderio di modernità ed emancipazione dall’Impero Ottomano. E se l’Egitto nell’Ottocento guarda all’Europa come modello di modernità, nel Vecchio Continente già a partire dal 1809 la pubblicazione della “Déscription de l’Egypte” accende la passione per faraoni, papiri e reperti antichi. Esattamente 200 anni fa, nel 1822, con la decifrazione dei geroglifici, ad opera di Jean François Champollion, nasce l’Egittologia e due anni dopo, nel 1824 a Torino vede la luce il primo museo al mondo dedicato interamente alle antichità egizie, primo nucleo dell’attuale Museo Egizio. Due mondi, l’Egitto e l’Europa, che nel 1800 si intersecano e si intrecciano a più riprese. Ed è proprio questo intreccio di culture che la mostra “Aida, figlia di due mondi” vuole indagare. 

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Il viceré d’Egitto, Ismail Pascià: fu lui a commissionare “Aida” a Giuseppe Verdi

Il percorso espositivo si divide in due sezioni. La prima è dedicata al committente e all’ideatore di “Aida”, rispettivamente il viceré d’Egitto, Ismail Pascià, e il suo funzionario, l’egittologo e direttore degli scavi in Egitto, Auguste Mariette. Dalla nascita del Museo di Boulaq (1863), primo nucleo del Museo delle Antichità Egizie del Cairo, cui diede i natali lo stesso Mariette, all’Esposizione Internazionale di Parigi (1867), dove l’Egitto debuttò con i suoi imponenti padiglioni, tra cui il “Tempio di Hathor”, una ricostruzione scenografica di diversi templi e reperti egizi, ideata sempre da Mariette, fino all’inaugurazione del Canale di Suez e del nuovo Teatro Khediviale del Cairo (1869): sono le tappe del progetto di modernizzazione sostenuto dal viceré d’Egitto, Ismail Pascià. È proprio all’Esposizione Universale di Parigi che Ismail Pascià rimane colpito dal “Don Carlos” di Verdi. E due anni dopo, per dare lustro al nuovo Teatro Khediviale del Cairo, il viceré d’Egitto pensa proprio al maestro di Busseto. Un clima che per Mariette sarà decisivo per dare i natali ad “Aida” e, più in generale, per raccontare al mondo il passato glorioso dell’Egitto e codificarne una nuova immagine internazionale. 

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Per la mostra “Aida” i Laboratori artistici del Regio hanno realizzato un modellino in legno del Teatro dell’Opera del Cairo dove andò in scena l’opera verdiana (foto museo egizio)

Al centro della seconda sezione la genesi vera e propria dell’opera, da quando cioè il nome di Aida compare per la prima volta, in una lettera datata 27 aprile 1870, fino alla sua prima rappresentazione al Cairo e poi a Milano. Per volere di Ismail Pascià, Mariette scrive, infatti, di suo pugno al librettista del “Don Carlos”, Camille Du Locle, svelandogli una storia dal “titolo curioso, Aida”. È l’inizio di un carteggio tra il Cairo, Parigi e Busseto, che in parte è possibile ammirare in mostra a Torino, grazie ai prestiti dell’Archivio Storico Ricordi. I bozzetti originali di Mariette, conservati alla Bibliotèque National de France, hanno preso vita grazie al Teatro Regio. Per questa mostra i Laboratori artistici del Regio hanno realizzato appositamente un modellino in legno del Teatro dell’Opera del Cairo dove andò in scena l’opera verdiana.

Torino. Apre al museo Egizio la mostra “AIDA, figlia di due mondi” per i 150 anni dell’opera verdiana. Giovedì 17, apertura straordinaria e gratuita dalle 19 alle 22, con prenotazione obbligatoria

Locandina della mostra “AIDA. Figlia di due mondi” al museo Egizio di Torino dal 17 marzo al 5 giugno 2022

Per celebrare i 150 anni di Aida, il museo Egizio di Torino con la mostra “AIDA, figlia di due mondi “ racconta la genesi, il contesto storico e le relazioni che hanno accompagnato la nascita dell’opera verdiana, un capolavoro frutto del dialogo fra due mondi, Europa ed Egitto, che la musica unisce sottolineando il legame imprescindibile fra le due sponde opposte del Mediterraneo. È l’inizio di giugno del 1870 e Giuseppe Verdi accetta dal viceré d’Egitto, Ismail Pascià, un compenso senza precedenti per comporre un’opera lirica, in lingua italiana, ambientata al tempo dei faraoni: Aida. Caso unico nella storia della lirica, l’opera è celebrata da due “prime”, al Cairo il 24 dicembre 1871 e a Milano l’8 febbraio 1872, ed è oggi tra i lavori più celebrati di Verdi. Il progetto culturale, a cura di Enrico Ferraris, propone una riflessione critica sul ruolo che il componimento lirico assume nel disegnare l’Egitto moderno. Il museo Egizio di Torino festeggia l’inaugurazione della mostra il 17 marzo 2022 con un’apertura straordinaria e gratuita dalle 19 alle 22. Prenotare la fascia oraria preferita è obbligatorio: museoegizio.it. Ingressi disponibili fino ad esaurimento posti. All’ingresso della mostra, inquadrando il QR Code si può fare la visita accompagnati dalla voce del curatore Enrico Ferraris. La mostra “AIDA. Figlia di due mondi” sarà visitabile fino al 5 giugno 2022 ed è parte di un più ampio progetto transmediale ricco di appuntamenti sviluppati in collaborazione con partner che hanno reso possibile l’ampliamento di una esperienza innovativa, molto articolata, che mette in connessione musica, immagini, architettura, cinema, dialoghi e archivi storici, podcast, video e visite guidate: Teatro Regio, Archivio Ricordi, Istituto nazionale di Studi Verdiani, l’università di Torino, Aiace, Museo del Cinema, Biblioteca Braidense, Circolo dei Lettori, Libreria Gilibert.