Archivio tag | ministero della Cultura

San Casciano dei Bagni (Si). Dai fanghi della sorgente termale del Bagno Grande del santuario etrusco-romano emergono oltre 20 statue in bronzo, molti ex-voto, cinquemila monete in oro argento e bronzo di oltre duemila anni fa. L’archeologo Tabolli: si riscrive la storia della statuaria antica e della romanizzazione del territorio. È la scoperta più importante dai Bronzi di Riace del 1972

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_scoperta-statue-in-bronzo_1_foto-mic

Una statua in bronzo riemersa dallo scavo del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_scoperta-statue-in-bronzo_scavo-bagno-grande_2_foto-mic

Veduta del cantiere di scavo archeologico nel Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

Sono rimaste immerse, e in qualche modo protette, nei fanghi delle calde acque termali del santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni per più di duemila anni. E gli archeologi si sono subito resi conto dell’eccezionalità della scoperta nella campagna di scavo al santuario etrusco-romano connesso all’antica vasca sacra della sorgente termo-minerale del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena: oltre 20 statue di bronzo in perfetto stato di conservazione, ex voto e altri oggetti, ma anche cinquemila monete in oro, argento e bronzo. Iniziato nel 2019, lo scavo promosso dal ministero della Cultura e dal comune toscano con il coordinamento del prof. Jacopo Tabolli dell’università per Stranieri di Siena ha condotto a questi nuovi straordinari ritrovamenti nelle prime settimane di ottobre. A San Casciano, grazie ai recenti finanziamenti del MiC, nascerà un nuovo museo per ospitare i reperti.

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_scoperta-statue-in-bronzo_2_foto-mic

Statue in bronzo etrusco-romane emergono dai fanghi termali del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)


grosseto_laboratori-istituto-centrale-restauro_bronzi-di-san-casciano_1_foto-mic

Le statue in bronzo etrusco-romane scoperte a San Casciano dei Bagni (Si) sui tavoli del laboratorio dell’Istituto centrale di Restauro a Grosseto (foto mic)


san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_scoperta-statue-in-bronzo_6_foto-mic

Una testa in bronzo dal Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) con l’iscrizione etrusca ancora ben leggibile (foto mic)

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_scoperta-statue-in-bronzo_5_foto-mic

Una statua in bronzo riemersa dallo scavo del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

grosseto_laboratori-istituto-centrale-restauro_bronzi-di-san-casciano_6_foto-mic

Una statua in bronzo etrusco-romana scoperta a San Casciano dei Bagni (Si) nel laboratorio dell’Istituto centrale di Restauro a Grosseto (foto mic)


grosseto_laboratori-istituto-centrale-restauro_bronzi-di-san-casciano_3_foto-mic

Una statua in bronzo etrusco-romana scoperta a San Casciano dei Bagni (Si) nel laboratorio dell’Istituto centrale di Restauro a Grosseto (foto mic)

“Una scoperta che riscriverà la storia e sulla quale sono già al lavoro oltre 60 esperti di tutto il mondo”, dichiara l’etruscologo responsabile dello scavo, prof. Jacopo Tabolli. È così infatti che, 50 anni dopo la scoperta nel 1972 dei celebri “bronzi di Riace”, si riscrive a San Casciano dei Bagni la storia dell’antica statuaria in bronzo di età etrusca e romana. Quello del sito toscano è il più grande deposito di statue in bronzo di età etrusca e romana mai scoperto nell’Italia antica e uno dei più significativi di tutto il Mediterraneo: senza eguali soprattutto perché, finora, di questa epoca si conoscevano prevalentemente statue in terracotta. “Un ritrovamento eccezionale, che conferma una volta di più che l’Italia è un paese di tesori immensi e unici. La stratificazione di diverse civiltà è un unicum della cultura italiana”, dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che lunedì 7 novembre 2022, in occasione di una delle sue prime visite fuori Roma, è stato a Grosseto al laboratorio dell’Istituto Centrale del Restauro, dove sono in corso le attività di studio e i primi interventi sui bronzi. “Mi sono voluto personalmente complimentare con gli archeologi e il team di ricerca”, ha concluso il ministro. “Lo studio e la valorizzazione di questo tesoro sarà un’ulteriore occasione per la crescita spirituale della nostra cultura e per il rilancio di territori meno noti al turismo internazionale, ma anche come volano per l’industria culturale della Nazione”. “È la scoperta più importante dai Bronzi di Riace e certamente uno dei ritrovamenti di bronzi più significativi mai avvenuti nella storia del Mediterraneo antico”, commenta il direttore generale Musei italiani, Massimo Osanna, che ha appena approvato l’acquisto del palazzo cinquecentesco destinato a ospitare nel borgo di San Casciano le meraviglie restituite dal Bagno Grande, un museo al quale si aggiungerà in futuro un vero e proprio parco archeologico. “L’importanza del metodo usato in questo scavo è rappresentata anche dalla collaborazione tra specialisti di ogni disciplina: dagli architetti ai geologi, dagli archeobotanici agli esperti di epigrafia e numismatica”, spiega il soprintendente generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio del MiC, Luigi La Rocca. “Questa scoperta offre a San Casciano un’opportunità che non è solo culturale e turistica, ma è una vera e propria occasione di rinascita”, dichiara il sindaco del Comune toscano, Agnese Carletti. “A San Casciano nasceranno un nuovo museo, che ospiterà le eccezionali statue, e un parco archeologico. Due nuovi luoghi che saranno per il territorio un vero e proprio motore di sviluppo che andrà ad aggiungersi alla già entusiasmante presenza dei giovani archeologi provenienti da tutto il mondo che, grazie a questo scavo, stanno ripopolando il paese ormai per molti mesi all’anno”.

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_scoperta-statue-in-bronzo_4_foto-mic

Statue in bronzo etrusco-romane emergono dai fanghi termali del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

grosseto_laboratori-istituto-centrale-restauro_bronzi-di-san-casciano_4_foto-mic

Le statue in bronzo scoperte nel Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) conservano ancora le iscrizioni (foto mic)


grosseto_laboratori-istituto-centrale-restauro_bronzi-di-san-casciano_2_foto-mic

Una statua in bronzo etrusco-romana scoperta a San Casciano dei Bagni (Si) nel laboratorio dell’Istituto centrale di Restauro a Grosseto (foto mic)

I bronzi di San Casciano raffigurano le divinità venerate nel luogo sacro, assieme agli organi e alle parti anatomiche per le quali si chiedeva l’intervento curativo della divinità attraverso le acque termali. Dal fango caldo sono riemerse in queste settimane effigi di Igea e di Apollo, oltre a un bronzo che richiama il celebre Arringatore, scoperto a Perugia e nelle collezioni storiche del museo Archeologico nazionale di Firenze. L’eccezionale stato di conservazione delle statue all’interno dell’acqua calda della sorgente ha permesso anche di preservare meravigliose iscrizioni in etrusco e latino che furono incise prima della loro realizzazione. Nelle iscrizioni si leggono nomi di potenti famiglie etrusche del territorio dell’Etruria interna, dai Velimna di Perugia ai Marcni noti nell’agro senese. Accanto a onomastica e forme dedicatorie in etrusco troviamo iscrizioni in latino, che menzionano anche le aquae calidae, le fonti calde del Bagno Grande, dove le statue furono collocate.

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_scoperta-statue-in-bronzo_3_foto-mic

Una statua in bronzo riemersa dallo scavo del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

La gran parte di questi capolavori dell’antichità si data tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C., un periodo storico di importanti trasformazioni nella Toscana antica, nel passaggio tra Etruschi e Romani. In quest’epoca di grandi conflitti tra Roma e le città etrusche, ma anche di lotte all’interno del tessuto sociale dell’Urbe, nel santuario del Bagno Grande le nobili famiglie etrusche, in una fase in cui l’espansione di Roma significa anche osmosi culturale, dedicarono le statue all’acqua sacra. Un contesto multiculturale e plurilinguistico assolutamente unico, di pace, circondato da instabilità politica e guerra.

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_scoperta-statue-in-bronzo_scavo-bagno-grande_foto-mic

Il cantiere di scavo archeologico nel Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)


grosseto_laboratori-istituto-centrale-restauro_bronzi-di-san-casciano_5_foto-mic

Una statua in bronzo etrusco-romana scoperta a San Casciano dei Bagni (Si) nel laboratorio dell’Istituto centrale di Restauro a Grosseto (foto mic)

“Il santuario con le sue statue appare come un laboratorio di ricerca sulla diversità culturale nell’antichità, testimonianza unica della mobilità etrusca e romana”, spiega il prof. Jacopo Tabolli, etruscologo dell’università per Stranieri di Siena e direttore del progetto scientifico. “Rispetto alle note scoperte di antiche statue in leghe di bronzo – pensiamo per esempio al celebre Arringatore scoperto a Perugia ed esposto al museo Archeologico nazionale di Firenze – quanto riemerso dal fango a San Casciano dei Bagni è un’occasione unica di riscrivere la storia dell’arte antica e con essa la storia del passaggio tra Etruschi e Romani in Toscana”. “Le scoperte di Bagno Grande costituiscono un’eccellenza straordinaria nel pur ricchissimo patrimonio archeologico sul quale la Soprintendenza è chiamata a esercitare le funzioni di tutela, confermando ancora una volta che il settore dell’archeologia può sorprenderci in ogni momento con nuove e straordinarie scoperte e possibilità di ricerca”, dichiara il soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Siena Grosseto e Arezzo, Gabriele Nannetti.

Negrar di Valpolicella (Vr). Sopralluogo alla Villa dei Mosaici: a breve sarà aperta al pubblico in via provvisoria in attesa dell’attivazione del parco archeologico

negrar_villa-dei-mosaici_sopralluogo_foto-sabap-vr

Il gruppo di lavoro per il parco archeologico in sopralluogo alla villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella: da sinistra, il sindaco Roberto Grison, il soprintendente Vincenzo Tinè, l’architetto Luca Dolmetta, l’archeologo Gianni De Zuccato, l’archeologo Alberto Manicardi, l’architetto Giovanna Battista, e i rappresentanti delle aziende agricole Benedetti e Franchini (foto sabap-vr)

In attesa che il progetto del parco archeologico si concretizzi, l’idea è di partire intanto con un’apertura al pubblico provvisoria della villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella (Vr). Sembra questa l’idea operativa alla fine del sopralluogo di lunedì 31 ottobre 2022 al sito archeologico da parte del gruppo di lavoro incaricato del progetto del nuovo parco archeologico, finanziato dal ministero della Cultura con un primo stralcio di 1 milione e mezzo di euro. Con il soprintendente ABAP di Verona Vicenza e Rovigo, Vincenzo Tiné, erano presenti il sindaco di Negrar di Valpolicella, Roberto Grison; l’archeologo della soprintendenza e responsabile degli scavi Gianni De Zuccato; gli architetti della soprintendenza Giovanna Battista e Federico Cetrangolo e il responsabile del cantiere Alberto Manicardi della Società Archeologica Padana. Per la prima volta era in visita al sito l’architetto Luca Dolmetta, dirigente del Comune di Genova e già progettista di diversi musei e aree archeologiche della Liguria, la cui collaborazione al progetto è stata generosamente concessa dal sindaco di Genova, Marco Bucci. Accompagnavano gli ospiti i proprietari dei fondi, Benedetti e Franchini, che hanno offerto un decisivo contributo alle ricerche. La valorizzazione di questo straordinario sito archeologico prosegue, quindi, prevedendo la sua fruizione pubblica in forma provvisoria a breve termine e la realizzazione di un vero e proprio parco archeologico a medio termine.

Paestum. Alla XXIV Borsa mediterranea del turismo archeologico presentato il progetto e-Archeo: viaggio esperienziale integrato in 8 siti archeologici italiani che ripercorre da Nord a Sud le diverse civiltà e più di dieci secoli di storia del territorio italico 

E-archeo_progetto_mappaEgnazia (Puglia), Sibari (Calabria), Velia (Campania), Nora (Sardegna), Alba Fucens (Abruzzo), Cerveteri (Lazio), Marzabotto (Emilia Romagna) e le Ville di Sirmione e Desenzano (Lombardia). Cosa hanno in comune questi otto siti del Patrimonio Culturale italiano di fondazione etrusca, greca, fenicio-punica, indigena e romana? È il progetto e-Archeo, un progetto complesso che coniuga reale e digitale per illustrare otto siti, da Nord a Sud, raccontando, secondo un modello esperienziale integrato e multicanale, più di dieci secoli di storia del territorio italico durante i quali la penisola è divenuta il luogo dell’integrazione di civiltà in cui tradizioni diverse si sono riconosciute in una cultura unitaria.

paestum_bmta-2022_presentazione-progetto-e-archeo_foto-bmta

Presentazione del progetto e-Archeo alla Borsa mediterranea del Turismo archeologico di Paestum (foto bmta)

Il progetto e-Archeo è stato presentato alla XXIV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum. e-Archeo è il primo progetto su larga scala aggregatore di enti di ricerca, università e accademie, industrie creative ed esperti del settore dei Beni culturali nelle sue molteplici declinazioni, promosso dal ministero della Cultura (MiC) e coordinato da Ales SpA. Focus del progetto e-Archeo è quello di realizzare una piattaforma multimediale, aggregatrice di alcuni siti archeologici di interesse nazionale, che possa raccontare i contesti di fruizione attraverso diversi format comunicativi digitali. Di ciascuno di essi si è raccontata la storia e il divenire attraverso l’illustrazione dei monumenti meglio conservati, che sono stati presentati nella loro realtà attuale e in una visione ricostruttiva, finalizzata a restituire loro quella terza dimensione perduta nel corso dei secoli. “Una buona pratica sia per il modello operativo che per il metodo di lavoro sotteso”, ha evidenziato Eva Pietroni, primo ricercatore CNR ISPC coordinatore del progetto multimediale e della produzione esecutiva, “con cui abbiamo voluto mostrare la varietà del museo diffuso Italia. Le ricostruzioni virtuali sono protagoniste del progetto, soprattutto per restituire la terza dimensione dei siti prescelti che si è persa nei secoli, con una strategia immersiva volta al miglioramento dell’accessibilità cognitiva”.

Storytelling emozionale per il grande pubblico mantenendo fede al patrimonio informativo scientifico che le università mettono a disposizione: gli 8 siti archeologici sono così promossi in maniera sia scientifica che emozionale, per più tipologie di pubblico. Le villae d’otium di Desenzano e di Sirmione, Kainua “la città nuova” fondata dagli Etruschi (Marzabotto), le tombe a camera di Cerveteri, la colonia di diritto latino Alba Fucens, il Municipium di Elea (Velia), la trasformazione di Egnazia dall’età messapica a quella romana, l’evoluzione nei secoli di Sibari, lo sviluppo di Nora da antico emporio fenicio a colonia punica di Cartagine. L’uso del 3D consente una visione diacronica del paesaggio: attuale archeologico, potenziale antico, paesaggio interpretato. Il paesaggio archeologico attuale è rappresentato e narrato come è oggi, attraverso modelli digitali e riprese cinematografiche; il paesaggio potenziale antico è rappresentato attraverso le ricostruzioni virtuali, accompagnate da un doppio livello di contenuti: narrativi e scientifici. Ai rendering foto-realistici a cui è associato lo storytelling, si affiancano infatti i rendering del “back end” scientifico, che mostrano i diversi livelli di affidabilità delle ricostruzioni e le fonti e i processi interpretativi seguiti. “Tutti esperibili”, ha sottolineato la Pietroni, ricordando che “essendo stato sviluppato in fase di pandemia per lo sviluppo del progetto si è prediletta soprattutto la fruizione online, disponibile anche da remoto al sito dedicato https://e-archeo.it/”.

progetto-e-archeo_Nora_Santuario-di-Esculapio_ricostruzione

Progetto e-Archeo: ricostruzione del santuario di Esculapio a Nora in Sardegna

Per la narrazione sono stati scelti i luoghi della vita pubblica (fori, basiliche, templi) e privata (abitazioni urbane e ville), senza trascurare le necropoli con le tombe e i corredi, specchio delle credenze nell’aldilà. “Le ricostruzioni tridimensionali, i metadati scientifici ad essi associati, i contenuti narrativi sono confluiti in varie applicazioni multimediali, finalizzate alla valorizzazione delle 8 aree archeologiche, così da arrivare al pubblico in modi diversi, sia in situ che online”, ha spiegato Eva Pietroni, “per declinare l’accessibilità in senso ampio, ossia sia per favorire la fruizione di utenti con bisogni speciali sia per rendere i contenuti godibili e appropriati per tipologie di utenti diversi, inclusi gli addetti ai lavori”.

progetto-e-archeo_sirmione_grotte-di-catullo_villa-romana_ricostruzione

Progetto e-Archeo: ricostruzione della villa romana di Sirmione (Grotte di Catullo) sul lago di Garda

Soluzioni trasversali da cui si attivano singole applicazioni per vari usi e tipologie di pubblico, promuovendo questo patrimonio in modalità sia scientifica che narrativa ed emozionale. “Un risultato ottenuto in tempi straordinari”, ha rimarcato Costanza Miliani direttore CNR ISPC, “una grande sfida nel trasferimento di conoscenza di 8 siti archeologici con grande varietà di contenuti per trasformare questo contenuto immenso e prezioso in qualcosa che possa essere visto vissuto e apprezzato con la multidimensionalità, sfruttando alcune applicazioni come la ATON, un framework liquido ossia che si adatta sia a un data center che a uno smartphone. Puntiamo a una scienza aperta, per rendere quello che produciamo accessibile a tutti: dopo averlo già messo a disposizione sulla piattaforma Zenodo, ora lavoriamo a una nuova avventura: costruire un cloud per i dati scientifici per i beni culturali”.

 

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia è il Barbabei Day: un’intera giornata a ingresso eccezionalmente gratuito con un ricco programma di iniziative dedicate al suo fomdatore Felice Barnabei nel giorno del centenario della sua morte

roma_villa-giulia_barnabei-day_locandinaSabato 29 ottobre 2022 è il Barnabei Day. Per un’intera giornata il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma sarà a ingresso eccezionalmente gratuito con un ricco programma di iniziative dedicate a Felice Barnabei nel giorno del centenario della sua morte. Sono infatti trascorsi 100 anni dalla scomparsa di Felice Barnabei. Non è solo il fondatore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, ma un pezzo di storia del nostro Paese, testimone e protagonista della piena affermazione dell’archeologia come disciplina storica, un pioniere del concetto di valorizzazione e uno dei più strenui propugnatori e difensori dei principi giuridici che ancora oggi tutelano il patrimonio culturale in Italia e sono diventati un modello a livello internazionale.

roma_villa-giulia_l-edificio-visto-dall-alto_foto-etru

Spettacolare veduta dall’alto di Villa Giulia a Roma, prestigiosa dimora rinascimentale sede del museo nazionale Etrusco (foto etru)

Sabato 29 ottobre, dalle 9 alle 23, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, assieme agli enti promotori del Comitato organizzativo, dà avvio alle celebrazioni in suo onore con il BARNABEI Day, una giornata interamente gratuita con un programma culturale dedicato alla sua figura e alle sue imprese, a partire da quella in assoluto più complessa e ambiziosa: raccogliere in un’unica sede le antichità che venivano alla luce al di fuori delle mura della Capitale: dalla Provincia romana fino all’Umbria. Villa Giulia divenne così, nell’arco di pochi anni dalla sua fondazione nel 1889, la prestigiosa dimora rinascimentale preposta alla custodia e alla valorizzazione di un patrimonio archeologico immenso ed eccezionale, finalmente oggetto delle cure e dell’attenzione scientifica che un nuovo approccio all’archeologia richiedeva, grazie anche all’impegno profuso personalmente da Barnabei affinché la tutela del nostro patrimonio culturale e il principio del suo superiore interesse collettivo divenissero concetti concreti e universalmente condivisi.

roma_villa-giulia_barnabei-day_programma_locandinaIl BARNABEI Day sarà animato da un ricco programma di iniziative culturali come visite guidate e laboratori didattici, presentazioni, proiezioni, dibattiti e, per concludere, un’apertura serale straordinaria fino alle 23, tutto ad ingresso gratuito. Rendiamo omaggio al fondatore con un video-racconto dedicato alla sua memoria che sarà proiettato alle 9 in Sala Fortuna, con visite guidate tematiche (alle 11, 12, 20.30, 21.30) a cura delle archeologhe del Museo e l’intervento delle restauratrici che racconteranno le tecniche utilizzate durante il restauro del tempio di Alatri. Spazio ai bambini con il laboratorio didattico delle 16 “Etruschi in vetrina: allestiamo insieme una ETRUteca” per ricordare il ruolo di Barnabei nel recupero dei manufatti e nel primo allestimento del Museo.

roma_villa-giulia_busto-felice-barbabei_restaurato_foto-etru

Il busto bronzeo di Barnabei restaurato grazie alle donazioni ricevute attraverso l’Art Bonus (foto etru)

Nel pomeriggio, dopo l’inaugurazione alle 16.30 del busto bronzeo di Barnabei restaurato grazie alle donazioni ricevute attraverso l’Art Bonus, alle 17 verrà presentato ufficialmente il comitato organizzativo delle celebrazioni promosso da Italia Nostra. Saranno presenti studiosi, familiari e i rappresentanti delle istituzioni che hanno un legame particolare con Barnabei e che a vario titolo hanno dato il proprio patrocinio all’iniziativa come l’associazione Bianchi Bandinelli, l’Accademia dei Lincei e il Comune di Castelli (Teramo) di cui era originario (si può seguire la tavola rotonda delle 17 in streaming a questo link https://youtu.be/1k40JC6s5JM). Sarà quindi una occasione per ricordare da diverse prospettive l’illustre festeggiato e per dare un’anteprima delle principali iniziative che nel corso dell’anno onoreranno la sua memoria e la sua opera. Il comitato vanta già il patrocinio e l’adesione, oltre ai soggetti menzionati, del ministero della Cultura, dell’Archivio di Stato di Teramo, dell’Istituto centrale per l’Archeologia – Direzione generale Archeologia Belle arti e paesaggio, dell’università di Teramo e dell’Istituto nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte – INASA. Alle 20, in occasione dell’apertura serale, oltre a visite guidate tematiche gratuite offerte dal personale del Museo, avrà luogo una proiezione straordinaria con dibattito del documentario “L’anello di Grace”, dedicato alla ricostruzione delle vicende legate al “trafugamento” della biga di Monteleone di Spoleto per la restituzione del quale Barnabei fu uno dei pochi a impegnarsi pubblicamente. Intervengono Giuliana Calcani, Maurizio Fiorilli, Fabio Isman, Valentino Nizzo, Dario Prosperini. Prenotazioni obbligatorie: laboratorio didattico (alle 16) all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it ; tavola rotonda (alle 17) e proiezione del documentario (alle 20) all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it.

Napoli. Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano sceglie il Mann come primo grande Museo da visitare a inizio mandato: “Il più importante museo archeologico del mondo”. Visita nelle sale col direttore Giulierini

napoli_mann_ministro sangiuliano e direttore giulierini_1_foto-mann

Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano con il direttore del Mann Paolo Giulierini nella sala del Toro farnese (foto mann)

Prima uscita ufficiale del neo ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano che sceglie la sua città, Napoli, e, della sua città, uno dei suoi simboli dell’offerta culturale: il museo Archeologico nazionale. “Il più importante museo Archeologico del mondo, dove si comprende il concetto di polis, della città-stato in cui i cittadini hanno diritti e doveri”: con queste parole il ministro Sangiuliano ha concluso la mattina del 28 ottobre 2022 la sua visita al Mann. Il ministro, accompagnato dal direttore del museo Paolo Giulierini, ha percorso le sale dell’ala occidentale, attualmente in allestimento, dove, in 3000 mq non fruibili in toto da cinquant’anni, a metà febbraio 2023 sarà ospitata la Sezione Campania Romana, che custodirà oltre duecento reperti dalle città vesuviane e dall’area flegrea. Il percorso del Ministro ha coinvolto anche il cosiddetto Braccio Nuovo tra Auditorium, laboratori di restauro e ala che accoglierà la scuola di ristorazione. Sosta immancabile nei luoghi simbolo del Mann: salone della Meridiana e sala del Toro Farnese. “Siamo onorati che il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano abbia scelto il Mann come primo grande Museo da visitare a inizio mandato”, ha commentato il direttore Giulierini. “Questa decisione ci dà sempre più carica nel portare avanti il nostro cammino verso la riapertura completa del Museo. Un evento ormai imminente, che intende avere anche effetti significativi nell’ottica della rigenerazione urbana”.

Roma. La candidatura della Via Appia Antica a Patrimonio dell’Umanità ha il proprio logo, ideato e interamente realizzato dal ministero della Cultura: ecco come è nato

roma_via-appia-unesco_nasce-il-logo_foto-micLa candidatura della Via Appia Antica a Patrimonio dell’Umanità ha il proprio logo, ideato e interamente realizzato dall’Ufficio Stampa e Comunicazione del ministero della Cultura, restituisce la sintesi grafica e concettuale delle principali caratteristiche del sito, ed è frutto del serrato confronto con l’Ufficio Unesco del MiC. Protagonista del logo è il lungo percorso che va da Roma a Brindisi con i suoi due tracciati: l’Appia Claudia, che dalla capitale arriva al capoluogo pugliese, e la variante voluta dall’imperatore Traiano, che raggiunge Brindisi, staccandosi dal più antico tracciato all’altezza di Benevento e seguendo la costa adriatica. Il lettering è composito: la prima parte del nome, ovvero “Via Appia”, riprende un carattere epigrafico romano di età repubblicana, estrapolato da un’iscrizione, conservata al museo nazionale Romano, che è stata fotografata e “scontornata”; la seconda parte, ovvero “Regina Viarum”, è scritta con un tratto più regolare e riprende un carattere più recente, adottato nell’antica Roma dal I fino al V secolo d.C. La palette è composta da sei colori: rosso porpora, che richiama le vesti della Roma antica; l’oro, simbolo della ricchezza e dei fasti dell’Impero romano, così come delle rilucenti armature dei gladiatori; tre punti di verde, simboli della rigogliosa vegetazione e della ricchezza del paesaggio lungo la via; infine un rosso acceso, per un tocco pop. Per arricchire il racconto in grafica della Via Appia, al logo-lettering si affiancano talvolta alcuni elementi studiati per restituire la complessità della strada e soprattutto del suo carattere “seriale”. Elemento centrale in tal senso è il segmento, scelto per simboleggiare il carattere scomposto e allo stesso tempo lineare della Via Appia, esemplificata attraverso l’idea di una linea retta con le proprie possibili diramazioni.

Roma. Gennaro Sangiuliano, già direttore del TG2, è il nuovo ministro della Cultura

roma_ministero-cultura_sangiuliano-nuovo-ministro_foto-micÈ Gennaro Sangiuliano il nuovo ministro della Cultura. Ha giurato sabato 22 ottobre 2022 nelle mani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Gennaro Sangiuliano nasce a Napoli nel 1962, si laurea in Giurisprudenza all’università Federico II. Consegue il PhD Dottorato di Ricerca in Diritto ed Economia nella medesima università con lode e pubblicazione della tesi. Consegue il Master in Diritto Privato Europeo ottenendo 100/100 con lode e il Diploma IASD (Istituto Alti Studi per la Difesa). Dal 1995 al 1997 dirige i servizi giornalistici dell’emittente televisiva campana “Italia Sette-Canale Otto”. Successivamente diventa direttore del quotidiano Roma di Napoli, poi vice direttore del quotidiano Libero. Collabora con Il Foglio, l’Espresso e Il Sole 24 Ore. Svolge poi l’incarico di direttore della Scuola di Giornalismo dell’università di Salerno e di docente di Storia dell’Economia alla LUISS Guido Carli. Nel 2003 entra in Rai e diviene inviato e poi Capo Servizio del TGR di Napoli. Nel 2004 si trasferisce a Roma all’Agenzia Nazionale della TGR dove diventa prima vice capo redattore (2005) e in seguito capo redattore (2007). Nel 2009 passa al Tg1 dove diviene vice direttore. Nel novembre 2018 viene nominato direttore del Tg2.

Roma. Alla Biblioteca nazionale centrale giornata inaugurale di “Nulla per noi senza di noi. Le professioni museali e la sfida dell’accessibilità” con lectio magistralis di Giovanni Maria Flick in presenza e on line, nell’ambito di Musei in corso

roma_biblioteca-nazionale_musei-in-corso_giovanni-maria-flick_locandinaIn occasione della giornata inaugurale di “Nulla per noi senza di noi. Le professioni museali e la sfida dell’accessibilità”, programma formativo dedicato ai temi dell’accessibilità museale, il presidente emerito alla Corte Costituzionale, Giovanni Maria Flick tiene una lectio magistralis sul tema del diritto al patrimonio culturale. Appuntamento lunedì 17 ottobre 2022, alle 17, in presenza alla Biblioteca nazionale centrale di Roma, e on line. Per partecipare In presenza: ingresso libero, gradita prenotazione con mail a: didattica@fondazionescuolapatrimonio.it; da remoto: su fad.fondazionescuolapatrimonio.it, previa registrazione entro le 12 del 17 ottobre 2022 (vedi https://www.fondazionescuolapatrimonio.it/…/flick…/). È una iniziativa di “Musei in corso”, il programma di promozione del Sistema museale nazionale realizzato con Direzione generale Musei e Direzione generale Educazione Ricerca e Istituti culturali del ministero della Cultura. Il programma è rivolto a musei e luoghi della cultura aderenti o interessati ad aderire al Sistema museale nazionale, pubblici e privati, indipendentemente da titolarità, dimensione o tipologia di collezioni, su tutto il territorio italiano. Webinar introduttivi, corsi multimediali di approfondimento tecnico-scientifico, laboratori workshop, strumenti didattici e strumenti di lavoro, su temi generali e puntuali ritenuti strategici per una gestione museale di qualità, sono offerti a tutte le diverse professionalità coinvolte nella vita di un museo: direttori, personale amministrativo, curatori, conservatori, comunicatori, addetti ai servizi educativi, personale tecnico e personale di vigilanza, addetti alla sicurezza. Introducono la giornata di lunedì 17 ottobre 2022 il direttore della Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività culturali, Alessandra Vittorini; il direttore generale Musei del ministero della Cultura, Massimo Osanna; e il direttore generale Educazione, Ricerca e Istituti culturali del ministero della Cultura, Mario Turetta. Alle 17.15, introduzione al programma “Nulla per noi nulla senza di noi. Le professioni museali e la sfida dell’accessibilità” con Alessandra Vittorini, direttore Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività culturali. Alle 17.30, Lectio magistralis ci Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale. Alle 18.30, domande e interventi dal pubblico.

Domenica 9 ottobre è la Giornata nazionale delle Famiglie al Museo (F@Mu) dal titolo “Diversi ma uguali” con Geronimo Stilton testimonial

roma_mic_famiglie-al-museo_locandinaIl ministero della Cultura aderisce alla Giornata nazionale delle famiglie al Museo che quest’anno si terrà domenica 9 ottobre. L’iniziativa, alla sua ottava edizione, nasce dall’esperienza del portale kidsarttourism.com dove, negli anni, si sono raccolte le varie proposte legate alla didattica museale e alla conoscenza dei beni culturali che, le diverse realtà del settore, propongono alle famiglie con bambini. Il 9 ottobre 2022 molti musei italiani e parchi archeologici statali presenteranno itinerari guidati, laboratori didattici e visite speciali con adulti e bambini, con al centro il tema scelto per quest’anno che è: “Diversi ma eguali”. Quest’edizione vuole, infatti, valorizzare le diversità culturali, fisiche e cognitive come strumento, indispensabile, di inclusione sociale. Per individuare i musei statali che aderiscono all’iniziativa è possibile consultare il sito delle Famiglie al Museo all’indirizzo: famigliealmuseo.com/tutti-i-musei-che-partecipano-a-famu-2022. Per trasmettere i valori di questa edizione dal titolo “Diversi ma Uguali” – l’accoglienza, la tolleranza, l’unicità – testimonial ufficiale dell’evento sarà Geronimo Stilton – Official, il famoso topo giornalista amato dai bambini di tutto il mondo che accompagnerà, tra le pagine di un taccuino dedicato a F@Mu, le bambine e i bambini nel loro percorso esplorativo, con giochi e attività.

Lucca. La villa dei Mosaici di Negrar protagonista alla XVIII edizione di “LuBeC – Lucca Beni Culturali” nell’ambito del workshop “Collaborazione pubblico-privato per la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale”

lucca_LUBEC-2022_locandinaLa villa dei Mosaici di Negrar protagonista alla XVIII edizione di “LuBeC – Lucca Beni Culturali”, la manifestazione dedicata allo sviluppo e alla conoscenza della filiera “cultura – innovazione”, che si svolge il 6 e il 7 ottobre 2022 al Real Collegio di Lucca, al quale il ministero della Cultura presenterà un corposo programma di incontri, laboratori pratici e uno spazio espositivo istituzionale. La soprintendenza ABAP di Verona partecipa alla manifestazione in collaborazione con il Comune di Negrar di Valpolicella nell’ambito del workshop promosso dal Segretariato generale ministero della Cultura, tra le 14 e le 18.20 di giovedì 6 ottobre 2022, sul tema “Collaborazione pubblico-privato per la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale”: l’alleanza pubblico-privato per nuovi modelli di gestione e valorizzazione del patrimonio culturale e per la condivisione degli aspetti finanziari, organizzativi e della governance, aperti al coinvolgimento delle comunità sociali e produttive locali: i progetti del ministero della Cultura.

negrar_villa-dei-mosaici_panoramica-dell-area_foto-graziano-tavan

Panoramica del sito archeologico della Villa dei Mosaici a Negrar (foto graziano tavan)

negrar_riscoperta-villa-romana-mosaici_vincenzo-tine_roberto-grison_foto-comune-di-negrar

Il soprintendente Vincenzo Tinè e il sindaco Roberto Grison alla presentazione della campagna di scavo alla Villa dei Mosaici (foto Comune di Negrar)

Ore 14.25 Focus 2 | “Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella. La collaborazione pubblico-privato per la valorizzazione e la fruizione del patrimonio archeologico” a cura della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza in collaborazione con il Comune di Negrar di Valpolicella. Intervengono Vincenzo Tinè, soprintendente ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza; e Roberto Grison, sindaco di Negrar di Valpolicella. Per partecipare è necessario iscriversi agli appuntamenti del MiC: https://www.lubec.it/scheda-di-iscrizione-lubec-2022.html

negrar_riscoperta-villa-romana-mosaici_gianni-de-zuccato_foto-comune-di-negrar

Gianni De Zuccato, archeologo della Soprintendenza di Verona, sullo scavo della Villa dei Mosaici di Negrar (foto Comune di Negrar)

Nel 2017 la Soprintendenza ABAP di Verona è tornata ad operare nel Comune di Negrar di Valpolicella (Vr), dove fin dal 1886 furono scoperte le tracce di una grande villa di epoca romana. Una campagna di prospezioni sistematiche e i successivi scavi estensivi, realizzati con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Negrar di Valpolicella e dell’università di Verona nel 2021 e nel 2022, hanno portato alla luce le strutture murarie e pavimentali di una grande villa rustica del III secolo d.C. L’intervento di scavo è stato reso possibile da un accordo di partenariato pubblico-privato tra la Soprintendenza, il Comune di Negrar di Valpolicella e i proprietari dei terreni – l’Azienda Agricola La Villa di Benedetti Matteo e Simone e la Società Agricola Franchini srl -, che hanno messo a disposizione i terreni di proprietà, rinunciando a indennità di occupazione e premi di rinvenimento e hanno sostenuto parte delle spese dello scavo e delle coperture provvisorie.

negrar_villa-dei-mosaici_peristilio-ovest_mosaico-dama_foto-graziano-tavan

La dama ingioiellata, uno dei due tondi con figura umana del mosaico pavimentale del peristilio ovest della Villa dei Mosaici di Negrar (foto graziano tavan)

Ulteriori finanziamenti del ministero della Cultura e del Bacino Imbrifero Montano dell’Adige hanno consentito di completare lo scavo archeologico sull’intera superficie di estensione della villa. Vaste superfici musive con motivi geometrici e rappresentazioni figurate sono state portate in luce, meritando alla villa di Negrar la denominazione di “Villa dei Mosaici”. È in corso di definizione il progetto per la valorizzazione come area archeologica attrezzata per la pubblica fruizione, grazie ad un importante finanziamento del MiC. L’ubicazione di questa villa romana in una splendida posizione tra i filari dei vigneti di uve Valpolicella destinate alla produzione dei celebri vini, costituisce, infatti, un valore aggiunto alla potenzialità attrattiva del sito archeologico. Adeguatamente valorizzato con strutture e percorsi attrezzati per la visita, l’area archeologica potrà diventare un nuovo luogo della cultura straordinariamente evocativo del paesaggio antico.