Torino. Al museo Egizio seconda visita guidata alla mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor” con il curatore Federico Poole
Martedì 5 settembre 2023, alle 16.30, seconda visita guidata di un’ora alla mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor” del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” al museo Egizio di Torino, con Federico Poole, uno dei curatori della mostra La partecipazione è consentita a un massimo di 25 persone con prenotazione online; il costo è di 7 euro a persona (escluso il biglietto d’ingresso). La statua frammentaria del generale Neshor, alla quale, a metà Novecento, è stato aggiunto un falso volto di faraone, è il reperto protagonista del nuovo appuntamento con il ciclo di esposizioni bimestrali “Nel laboratorio dello studioso”, che accompagna i visitatori dietro le quinte del Museo Egizio, alla scoperta dell’attività scientifica condotta dai curatori ed egittologi del Dipartimento Collezione e Ricerca del museo. Si tratta della mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor” (11 agosto – 15 ottobre 2023), curata dagli egittologi Maxence Garde, Matteo Lombardi e Federico Poole.

La statua del generale Neshor protagonista della mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor” del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
La statua del generale Neshor risale al VI secolo a.C.; probabilmente tra gli anni 60 e gli anni 70 del secolo scorso le è stato aggiunto un falso volto di faraone. Tra quest’ultimo e il resto della statua è distinguibile il punto di giunzione tra antico e moderno: il frammento moderno è stato unito ai due antichi mediante una resina, che è stata dipinta sulla superficie con un colore scuro. Il nuovo volto della statua è riconoscibile come quello di un sovrano dall’ureo e dalla barba posticcia frammentaria.

Statua del funzionario Neshor (Epoca Tarda, XXVI dinastia, regni di Psammetico II e Apries (595-589 a.C.), conservata al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Il reperto è dotato di un pilastro dorsale recante un’iscrizione geroglifica, che descrive il soggetto raffigurato in origine: il generale Neshor detto Psamtek-Menekhib, originario della città di Mendes, un alto funzionario della XXVI dinastia, noto anche da altri monumenti. Il ruolo principale di Neshor era quello di supervisionare e garantire la sicurezza ai confini egiziani. I suoi titoli amministrativi ed epiteti onorifici dimostrano che egli svolse un ruolo di primo piano nell’esercito egiziano. Nell’iscrizione, presente sul reperto, si legge il nome del faraone Apries (589-570 a.C.), cosa che fa comprendere che la statua fu realizzata durante il suo regno, anche se, da altre fonti, si evince che Neshor era già in carica sotto il predecessore di Apries, Psammetico II (595-589 a.C.).

La statua di Neshor nella mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor” del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” (foto museo egizio)
Questa statua fu vista per la prima volta da uno studioso nel 1947 al Cairo, dove rimase fino al 1971, passando da un antiquario all’altro. Approdò poi in Europa, cambiando più volte proprietario, fino ad essere sequestrata dalla dogana al confine italo-svizzero e acquistata dal Museo Egizio nel 2002. A fare da corollario al reperto principale, in mostra ci sono diversi oggetti e manufatti, nonché fotografie e documenti attraverso i quali è possibile osservare come la statua sia cambiata nel tempo: dal 1947, quando fu messa in vendita per la prima volta al Cairo, presso il negozio di Maurice Nahman, al 2002, anno in cui entrò nelle collezioni del Museo Egizio.

Statuette esposte nella mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor” del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
La nuova mostra temporanea “Un falso autentico: la statua di Neshor”, rappresenta un’occasione preziosa per ricostruirne la storia e approfondire il tema delle falsificazioni: da quando ai primi dell’Ottocento l’Egitto si apre all’Occidente e si formano le prime grandi collezioni europee, si sviluppa nel paese un fiorente mercato di antichità. Iniziano a circolare anche parecchi falsi, che ritroviamo in tutte le collezioni, comprese quella del Museo Egizio. Si tratta spesso di copie grossolane con geroglifici di fantasia, ma alcuni sono realizzati con sufficiente perizia da ingannare persino alcuni esperti. Alcuni di questi falsi sono esposti in mostra, fra cui uno scarabeo con testa umana, un coperchio di cassettina decorata con una scena di caccia, una tavola d’offerta con iscrizioni geroglifiche e un cubito di Usirur, figlio di Neskhonsu.
Torino. Al museo Egizio visita guidata alla mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor” con il curatore Federico Poole
Martedì 22 agosto e martedì 5 settembre 2023, alle 16.30, Federico Poole accompagna il pubblico alla scoperta della mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor” con una visita guidata molto speciale con il curatore. Durata: 60 minuti. Massimo 25 partecipanti. Prenotazione obbligatoria al link https://egizio.museitorino.it/…/visita-guidata-con…/ Costo 7 euro a persona + biglietto d’ingresso al museo. Radioguida con auricolari monouso. Protagonista della mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor”, il nuovo appuntamento con il ciclo di esposizioni bimestrali “Nel laboratorio dello studioso”, curata da Federico Poole, Maxence Garde e Matteo Lombardi, è la statua frammentaria del generale Neshor, databile al VI secolo a.C., a cui in epoca moderna, probabilmente tra gli anni 60 e gli anni 70, è stato aggiunto un falso volto di faraone (vedi Torino. Al museo Egizio apre la mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor” a cura di Federico Poole, Maxence Garde e Matteo Lombardi: una finestra sui falsi ottocenteschi | archeologiavocidalpassato). La statua fu vista per la prima volta nel 1947 al Cairo e arriva nella collezione del museo nel 2002. Quale viaggio ha compiuto la statua? Qual è la sua storia? Lo si potrà scoprire nella visita guidata da Federico Poole.
Torino. Al museo Egizio apre la mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor” a cura di Federico Poole, Maxence Garde e Matteo Lombardi: una finestra sui falsi ottocenteschi

Maxence Garde, uno dei curatori con Federico Poole e Matteo Lombardi, della mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor”, nuova esposizione del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Cosa c’è di più bello che ascoltare le storie degli oggetti dalla viva voce di chi fa ricerca ogni giorno? È quello che succede nella mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor”, il nuovo appuntamento del museo Egizio di Torino con il ciclo di esposizioni bimestrali “Nel laboratorio dello studioso”, curata da Federico Poole, Maxence Garde e Matteo Lombardi, visitabile da venerdì 11 agosto fino a domenica 15 ottobre 2023.

La statua del generale Neshor protagonista della mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor” del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Protagonista della mostra è la statua frammentaria del generale Neshor, databile al VI secolo a.C., a cui in epoca moderna, probabilmente tra gli anni ‘60 e gli anni ‘70, è stato aggiunto un falso volto di faraone. Tra il volto di faraone e il resto della statua è facilmente distinguibile il punto di giunzione tra antico e moderno: il frammento moderno è stato unito con una resina dipinta di colore scuro per adattarsi alla pietra.

Statuette esposte nella mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor” del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Da quando ai primi dell’Ottocento l’Egitto si apre all’Occidente e si formano le prime grandi collezioni europee, si sviluppa nel paese un fiorente mercato di antichità. Iniziano a circolare anche parecchi falsi, che ritroviamo in tutte le collezioni, comprese quella del museo Egizio di Torino. Si tratta spesso di copie grossolane con geroglifici di fantasia, ma alcuni sono realizzati con sufficiente perizia da ingannare persino alcuni esperti. Alcuni di questi falsi sono esposti in mostra, dove si può scoprire quali sono e i criteri per riconoscerli.

Dettaglio di una statua in granito esposta nella mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor”, del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
La statua fu vista per la prima volta nel 1947 al Cairo e arriva nella collezione del museo nel 2002. Quale viaggio ha compiuto la statua? Qual è la sua storia? Lo scopriremo visitando il museo Egizio di Torino. E per chi vuole approfondire Federico Poole, uno dei curatori, accompagnerà gli interessati alla scoperta della nuova mostra in due visite speciali martedì 22 agosto e martedì 5 settembre 2023, sempre alle 16.30.
Comacchio (Fe). “Bocca delle Menate – L’archeologia di UniFe per il territorio”: conferenza on line per la presentazione dei risultati delle attività di campo nella villa romana di Bocca delle Menate

Identificata come una villa romana sulle acque della foce del Po già nel 1956, la villa romana di Bocca delle Menate, a Comacchio (Fe), è rimasta a lungo nell’ombra del clamoroso ritrovamento dell’antica città etrusca di Spina. Oggi la vita del sito, che conta sull’innovativo allestimento del museo del Delta Antico a Comacchio, è animata dalle attività di ricerca del Laboratorio archeologico dell’università di Ferrara, che hanno preso il via a fine febbraio 2021 nell’ambito del progetto europeo VALUE – enVironmental And cuLtUral hEritage development. Le attività sul campo sono partite il 12 aprile 2021 con una nuova stagione di ricerche, a cavallo del ciclo agricolo che interessa oggi l’area, che vede impegnata l’équipe di specialiste/i, studentesse e studenti Unife in un’indagine di superficie. Non solo sono previste le ricerche nell’area ma il laboratorio archeologico Unife diventa una preziosa occasione di relazione con il territorio e la sua comunità: due settimane di indagini non invasive di superficie, dopo un intenso calendario di incontri seminariali in streaming, che hanno visto la partecipazione attiva di studentesse, studenti e cittadinanza.

In linea con gli obiettivi di diffusione della cultura archeologica propri del progetto, nel rispetto dei limiti imposti dalla pandemia, tutte le attività svolte sul campo vengono condivise e raccontate dagli stessi protagonisti sui canali FB e IG di VALUE_Italy-Croatia, Comune di Comacchio e Unife. Nell’ottica di un coinvolgimento ampio del territorio e della comunità, i risultati delle attività sul campo verranno presentati in una conferenza stampa in diretta streaming nella giornata conclusiva di sabato 24 aprile 2021 da Palazzo Bellini sede del Comune di Comacchio.

Sabato 24 aprile 2021, alle 10, in diretta streaming: “Bocca delle Menate – L’archeologia di UniFe per il territorio” (Segui l’evento in diretta streaming). L’università di Ferrara, nell’ambito del progetto Interreg Value, torna sul sito della Villa Romana di Bocca delle Menate, dopo più di mezzo secolo dagli scavi, con nuove indagini archeologiche e geofisiche. Interverranno: Emanuele Mari, assessore alla Cultura del Comune di Comacchio; Sara Campagnari porterà i saluti della soprintendenza Archeologia delle Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara; Roberto Cantagalli, dirigente Cultura e Turismo; Rachele Dubbini, dipartimento di Studi Umanistici dell’università di Ferrara; Enzo Rizzo e Carmela Vaccaro, dipartimento di Fisica e Scienze della Terra – Gruppo di Lavoro Università di Ferrara; Jessica Clementi, Francesca Romana Fiano, Giacomo Fornasari, Matteo Lombardi.

Le attività archeologiche si svolgono nell’ambito del progetto europeo VALUE – enVironmental And cuLtUral hEritage development, di cui il comune di Comacchio è capofila e finanziato dal programma Italia-Croazia, che promuove un nuovo modello di sviluppo turistico incentrato sull’integrazione tra le filiere culturale, scientifica e produttiva nella forma distrettuale delle aree transfrontaliere. L’equipe del progetto, guidata dalla prof.ssa Rachele Dubbini e dalle dott.sse Francesca Romana Fiano e Jessica Clementi, è costituita da studentesse e studenti di diversi corsi di studio dell’Università di Ferrara, archeologia, architettura, scienze della terra, comunicazione, in un’ottica di forte interdisciplinarietà. A ogni attività si accompagna la didattica sul campo, propedeutica all’applicazione dei metodi e delle strategie già discusse durante il seminario.
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CHI SIAMO
Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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