Verona. Al museo di Storia naturale presentazione del libro “Ghiacciai del Trentino. Ecosistemi di alta quota tra storia e ricerca” a cura di Alberto Carton e Cristian Ferrari, primo incontro del 2026 del ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona”, a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca. Ecco il programma
Giovedì 19 marzo 2026, alle 17, nella Sala Conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia Naturale di Verona, ripartono gli incontri del ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona”, a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca: sette appuntamenti, distribuiti da marzo a dicembre, grazie ai quali conoscere testi di recente pubblicazione scritti e curati da specialiste e specialisti i cui interessi di ricerca intrecciano i terreni di indagine del Museo di Storia Naturale, con un occhio di particolare riguardo per il taglio comunicativo, interdisciplinare e storicizzato del sapere scientifico. Gli incontri si svolgono il giovedì pomeriggio, tra le 17 e le 18.30. Ogni intervento, della durata di un’ora e mezza, è strutturato in maniera seminariale e discorsiva, con una breve presentazione dell’opera, un dialogo con uno o più discussants e uno spazio finale dedicato alle domande del pubblico. L’iniziativa è realizzata dai Musei Civici di Verona – Museo di Storia Naturale di Verona e Servizio Biblioteche Specialistiche e Archivi Storici dei Musei, in collaborazione con il Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona e con il patrocinio della Società Italiana di Storia della Scienza. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Il programma. 19 marzo 2026, ore 17, “Ghiacciai del Trentino. Ecosistemi di alta quota tra storia e ricerca” a cura di Alberto Carton e Cristian Ferrari (Cierre, 2025). Discutono con con i curatori Leonardo Latella (Musei Civici di Verona) e Antonio Guerreschi, già presidente del Comitato Scientifico Centrale del CAI. 30 aprile 2026, ore 17, “Ecologia preistorica. Ambiente, società e cultura nella preistoria d’Italia” di Umberto Tecchiati (UTET, 2025). Discutono con l’autore Massimo Saracino (Musei Civici di Verona) e Mara Migliavacca (Università di Verona). 14 maggio 2026, ore 17, “Morituri. La vera storia dei gladiatori” di Luca Fezzi e Marco Rocco (Garzanti, 2024). Discutono con Luca Fezzi, uno degli autori, Francesca Morandini (Musei Civici di Verona) e Patrizia Basso (Università di Verona). 17 settembre 2026, ore 17, “Veneti in Egitto.
Tra i Faraoni e l’Unesco” di Silvana A. Bianchi e Giamberto Bochese (Cierre, 2023). Discutono con gli autori Andrea Tenca (Musei Civici di Verona) e Simonetta Ponchia (Università di Verona). 8 ottobre 2026, ore 17, “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro, Fedra Alessandra Pizzato (Carocci, 2025). Dialogo tra curatori e autori del volume. 19 novembre 2026, ore 17, “Prima delle STEM. L’educazione scientifica nella storia d’Italia” di Chiara Martinelli (Junior, 2025). Discutono con l’autrice Fedra Alessandra Pizzato (Università di Verona) e Roberta Silva (Università di Verona). 17 dicembre 2026, ore 17: “Una scomoda eredità. L’africano negli studi antropologici fra Otto e Novecento” di Paola Zagatti (CLUEB, 2024). Discutono con l’autrice Monica Ghidoni (Musei Civici di Verona) e Anna Maria Paini (Università di Verona).

Copertina del libro “Ghiacciai del Trentino. Ecosistemi di alta quota tra storia e ricerca” a cura di Alberto Carton e Cristian Ferrari (Cierre Edizioni)
Si inizia dunque giovedì 19 marzo 2026, alle 17, nella Sala Conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia Naturale di Verona, con la presentazione del libro “Ghiacciai del Trentino. Ecosistemi di alta quota tra storia e ricerca” a cura di Alberto Carton e Cristian Ferrari (Cierre Edizioni). I curatori dialogheranno assieme a Leonardo Latella, responsabile delle collezioni scientifiche del museo di Storia naturale di Verona, e Antonio Guerreschi, già presidente del Comitato Scientifico Centrale del CAI. Il libro esplora il mondo del ghiaccio e dei ghiacciai in Trentino considerandoli come ampi ecosistemi di alta quota e analizzando la loro evoluzione nel tempo. Utilizzando come filo conduttore i ghiacciai e le loro forme più nascoste, anche celate nel sottosuolo, l’opera racconta la storia di questi ambienti unici e fragili, seguendo l’evoluzione nel tempo della loro morfologia e di quella delle zone circostanti. La narrazione scientifica, arricchita da mappe storiche, da rilievi cartografici recenti e da pregevoli confronti fotografici, si intreccia con il racconto delle prime esplorazioni alpinistiche e con storie di uomini e donne che sui ghiacciai hanno vissuto e combattuto. Il testo pone l’attenzione sulle dinamiche di questi ecosistemi e su come la loro fragilità porti a interrogarsi sulle implicazioni ecologiche legate agli effetti dei cambiamenti climatici, con la formazione di nuovi ambienti e la perdita di biodiversità. Un viaggio che, attraverso le mutazioni della natura, invita a riflettere sulla relazione tra il nostro futuro e il destino delle montagne. La presentazione del libro accompagna la mostra “Ghiacciai Nascosti”, visibile al Museo di Storia Naturale fino al 12 aprile 2026.
Verona. Al Centro Polifunzionale di Quinzano al via ciclo di incontri su “Quinzano, il primo insediamento di Verona: storie di uomini, ossa e ceramiche”, quattro conferenze dedicate alle indagini archeologiche sul territorio di Quinzano. Ecco il programma
Dal 24 febbraio al 26 maggio 2026, alle 20, nella sala “Garonzi” del Centro Polifunzionale, in via Quinzano 24D a Verona, al via ciclo di incontri su “Quinzano, il primo insediamento di Verona: storie di uomini, ossa e ceramiche”, articolato in quattro conferenze dedicate alle indagini archeologiche sul territorio di Quinzano per offrire un quadro aggiornato e approfondito delle ricerche del passato, in corso e future sulla preistoria dell’area quinzanese, uno dei contesti più significativi per la ricostruzione delle prime fasi di antropizzazione del territorio comunale di Verona. Gli appuntamenti sono promossi dalla Circoscrizione 2ª, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura, i Musei Civici di Verona e la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza. Il ciclo di conferenze rappresenta un’occasione di divulgazione scientifica e valorizzazione del patrimonio archeologico locale, favorendo il dialogo tra istituzioni, comunità scientifica e cittadinanza, e restituendo centralità a Quinzano come luogo chiave per la comprensione delle origini più antiche di Verona. Attraverso il contributo di studiosi e ricercatori che hanno dedicato parte significativa delle loro ricerche all’analisi del sito, verranno affrontati temi legati all’insediamento umano nel Neolitico, alle pratiche funerarie, alla cultura materiale e alle più recenti metodologie di analisi applicate ai reperti archeologici e antropologici.
Il programma è stato presentato dal consigliere comunale Pietro Trincanato, su delega dell’assessora alla Cultura Marta Ugolini, insieme ad Andrea Rosignoli soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza; e a Leonardo Latella e Massimo Saracino dei Musei Civici di Verona – museo di Storia Naturale. “Un calendario di appuntamenti di particolare interesse”, evidenzia il consigliere Pietro Trincanato, “che non solo arricchisce gli eventi in programmazione in Circoscrizione 2^ ma è anche la prova tangibile della forza delle collaborazioni, essendo il risultato di un fattivo lavoro di squadra fra istituzioni di ogni livello. Una proposta che mira a valorizzare la storia del nostro territorio da una prospettiva che è assolutamente originale. Siamo abituati a vedere Verona soltanto per la sua monumentalità. Nella realtà c’è tutto un mondo non solo da valorizzare ma anche da scoprire per la straordinaria e bellezza”. “È un’occasione estremamente importante”, sottolinea il soprintendente Andrea Rosignoli, “un momento di restituzione alla cittadinanza e, in particolare, alle comunità locali, perché Quinzano è una delle zone più interessanti dal punto di vista delle ricerche archeologiche paleontologiche. Le ex cave hanno restituito ormai decenni fa dei reperti di notevole interesse, ma anche in tempi molto più recenti, a partire dal 2023, attraverso uno scavo della soprintendenza, sono emersi nuovi resti ancora in fase di studio. Questo ciclo di quattro conferenze, quindi, presenterà le anteprime e i primi risultati. L’aspetto veramente suggestivo è che sembrano essere i resti del primo insediamento stabile del territorio veronese, quindi le origini della città risalenti a circa 7000 anni fa”.
Programma. Martedì 24 febbraio 2026, Nicoletta Martinelli & Massimo Saracino (Musei Civici di Verona – Museo di Storia Naturale), “Dalle cave di Quinzano al progetto VBQ: archeologia e innovazione nella preistoria di Verona”; martedì 3 marzo 2026, Emanuela Cristiani (università “La Sapienza” di Roma) & Irene Dori (soprintendenza ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza), “Vivere a Quinzano durante il Neolitico. Cosa raccontano le ossa”; martedì 31 marzo 2026, Paola Salzani (soprintendenza ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza), “Alle origini di Quinzano: nuovi dati dagli scavi della Soprintendenza Archeologica”; martedì 26 maggio 2026, Marika Ciela (università di Trento), “Tra forme e gesti. Le ceramiche di Quinzano e le comunità neolitiche del Veronese (VI–V millennio a.C.)”.
Verona. Al museo di Storia naturale presentazione del libro “Il darwinista infedele. Lombroso e l’evoluzione” di Paolo Mazzarello, ultimo appuntamento dell’anno per il ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al museo di Storia naturale di Verona”, a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca
Giovedì 18 dicembre 2025, alle 17, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale di Verona, ultimo appuntamento dell’anno per il ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al museo di Storia naturale di Verona”, a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca, con la presentazione del libro “Il darwinista infedele. Lombroso e l’evoluzione” di Paolo Mazzarello (Hoepli editore). La “Biblioteca di Nemo” quest’anno si è aperta con la presentazione di un libro dedicato ad Achille Forti, naturalista di spicco e illustre mecenate veronese, e si chiude con un’altra figura veronese, fondamentale per la comprensione della sua epoca: il successo delle teorie lombrosiane, a dir poco contraddittorie e discutibili, racconta con straordinaria efficacia la fine dell’Ottocento e riconoscere il loro rapporto con la teoria darwiniana ci permette di comprendere le complesse relazioni tra scienza, società e ideologia. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. L’iniziativa è realizzata dai Musei Civici di Verona – Museo di Storia Naturale di Verona e Servizio Biblioteche Specialistiche e Archivi Storici dei Musei, in collaborazione con il Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona e con il patrocinio della Società Italiana di Storia della Scienza.
Il darwinista infedele. Lombroso e l’evoluzione. Una traduzione traditrice, un’opera capitale per la storia del pensiero e due protagonisti della scienza. L’opera in questione è l’Origine delle specie di Darwin. La traduzione è quella francese, apparsa nel 1862, di Clémence Royer, una filosofa liberale e progressista, che giunse nelle mani di un giovane Lombroso, medico militare in procinto di partecipare alla spedizione per la repressione del banditismo in Calabria. A contatto con un mondo aspro e selvaggio, lo scienziato fu tra i primi – se non il primo – ad applicare concretamente in Italia la teoria di Darwin allo studio della natura. Diventato docente a Pavia e poi a Torino, Lombroso non smise mai di utilizzare l’evoluzione come strumento cognitivo. Da una sorgente lontana scaturivano le gerarchie razziali, le popolazioni, i comportamenti abnormi e criminali, l’inferiorità mentale della donna. È su queste basi che Paolo Mazzarello rilegge la visione antropologica di Lombroso, offrendone un’interpretazione suggestiva e originale, che gli consente anche di gettare nuova luce sulla precoce diffusione in Europa delle teorie darwiniane.
Verona. Al museo di Storia naturale l’incontro “Francesco Zorzi & Franco Mezzena. Un viaggio tra Verona e Aosta nel segno della ricerca e della memoria” per riflettere sul valore della memoria scientifica e sulla capacità di comunicare l’archeologia con passione e umanità, con presentazione di un libro su Zorzi e un film su Mezzena
Venerdì 5 dicembre 2025, alle 16.30, nella Sala “Sandro Ruffo” del museo di Storia Naturale di Verona, è in programma il quinto appuntamento con le “Conferenze dei Musei Civici 2025-2026” dal titolo “Francesco Zorzi & Franco Mezzena. Un viaggio tra Verona e Aosta nel segno della ricerca e della memoria”. Un doppio appuntamento per riflettere sul valore della memoria scientifica e sulla capacità di comunicare l’archeologia con passione e umanità, che prevede la presentazione del libro “Francesco Zorzi (1900-1964). L’uomo e lo studioso” a cura di Massimo Saracino e, a seguire, la proiezione del docu-film “Franco Mezzena. L’archeologia raccontata con il sorriso” di N. Castangia e A. Fenu, vincitore del Premio Firenze Archeofilm 2024. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Porgono i saluti istituzionali Jacopo Buffolo, assessore alle Politiche giovanili e alla Memoria storica del Comune di Verona, e Stefano Vallani, presidente del consiglio comunale. Moderano Nicoletta Martinelli e Massimo Saracino della sezione di Preistoria del Museo di Storia Naturale.
Presentazione del libro “Francesco Zorzi (1900-1964). L’uomo e lo studioso” a cura di Massimo Saracino. Il volume, a 60 anni dalla scomparsa di Zorzi, ripercorre la sua attività scientifica, il contributo istituzionale e il profilo umano, restituendo un ritratto ricco e articolato. Interviene Massimo Tarantini, funzionario e responsabile dell’area Educazione e ricerca alla soprintendenza ABAP di Firenze: è allo stesso tempo archeologo e storico dell’archeologia. Come archeologo si è occupato soprattutto di archeologia mineraria, coordinando sul Gargano le ricerche sul più antico distretto minerario preistorico d’Europa. Come storico dell’archeologia si occupa soprattutto delle ricerche preistoriche in Italia tra Ottocento e Novecento. È membro della commissione History of archaeology dell’Unione internazionale delle scienze preistoriche e protostoriche. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo La nascita della paletnologia in Italia (2012), la cura di vari volumi – tra i quali Archivi dell’archeologia italiana (2020) e New advances in the history of archaeology (2021) – e il recente capitolo sulla stratigrafia nella storia dell’archeologia pubblicato nel prestigioso Oxford Handbook of the History of archaeology.
A seguire la proiezione del docu-film “Franco Mezzena. L’archeologia raccontata con il sorriso” di N. Castangia e A. Fenu, vincitore del Premio Firenze Archeofilm 2024 attribuito dal pubblico. Il docu-film rende omaggio alla figura dell’archeologo veronese Franco Mezzena (1940-2024) e a una delle sue scoperte archeologiche più celebri e sorprendenti: il sito megalitico di Saint-Martin-de-Corléans, ad Aosta. Interviene Alessandra Armirotti, soprintendenza per i Beni e le Attività culturali della Valle d’Aosta, con un ricordo inviato e letto in sala. Quindi Nicola Castangia e Andrea Fenu, videomessaggio; Marcello Mezzena, figlio di Franco; Franco Nicolis, già Ufficio Beni Archeologici Provincia Autonoma di Trento, archeologo con consolidata esperienza istituzionale nella tutela, studio e valorizzazione del patrimonio culturale trentino. È stato Direttore dell’Ufficio Beni Archeologici della soprintendenza per i Beni Culturali della Provincia autonoma di Trento. Tra le sue attività, è stato curatore della collana AdA – Archeologia delle Alpi, che documenta le ricerche archeologiche più recenti sul territorio provinciale, in collaborazione con studiosi locali e internazionali. Ha diretto numerose pubblicazioni di studi su temi diversificati, quali archeologia alpina, archeologia della Grande Guerra, indagini su siti preistorici e protostorici, oltre a interventi su memoria, ambiente montano, tutela dei reperti da contesti particolari (es. ghiacciai). È riconosciuto per la capacità di coniugare rigore scientifico e impegno divulgativo, rendendo accessibili i risultati delle ricerche anche al grande pubblico.
Aosta. Al Mega Museo, per “Aostae 2025”, RICORDI DI SCAVO, giornata di studio in ricordo degli archeologi che hanno trasformato la loro passione in eredità culturale: Antonina Maria Cavallaro, Patrizia Framarin, Rosanna Mollo e Franco Mezzena. Ecco il programma
Per la rassegna Aostae 2025, che celebra i 2050 anni della fondazione di Augusta Praetoria, sabato 8 novembre 2025, dalle 9.30 alle 17, al Mega Museo – Area megalitica, RICORDI DI SCAVO, giornata di studio in ricordo degli archeologi che hanno trasformato la loro passione in eredità culturale. Attraverso la presentazione di studi scientifici e ricordi personali, verranno omaggiati Antonina Maria Cavallaro, Patrizia Framarin, Rosanna Mollo e Franco Mezzena, gli archeologi scomparsi che hanno fatto la storia della soprintendenza regionale e della ricerca archeologica non solo valdostana. I colleghi di una vita, che con loro hanno condiviso scavi, esperienze, studi, fatiche e successi, si riuniranno nel loro ricordo in una giornata di emozioni e memoria.

Quando non c’erano i droni: Franco Mezzena sulla scala per le foto sull’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans ad Aosta all’inizio degli anni Ottanta del Novecento (foto graziano tavan)
Programma. Alle 9.30, caffè di benvenuto; 10, saluti istituzionali; 10.30, L’ARCHEOLOGIA VALDOSTANA TRA PASSATO E FUTURO (sala Civica): tavola rotonda moderata da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Interventi: “Percorrendo la via delle Gallie: gli studi sulla strada e i ponti romani di Bard” di Maria Clara Conti (già università di Torino) e Alessandra Armirotti (soprintendenza Regione Autonoma Valle d’Aosta); “Quattro interpreti dell’archeologia valdostana, tra impegno scientifico e civile” di Andrea Vanni Desideri (università di Firenze); “Une collaboration exemplaire de part et d’autre des Alpes” di François Wiblé (ancien archéologue cantonal du Valais – Suisse); “Incontri ravvicinati: maestri e compagne di viaggio” di Maria Cristina Ronc (già soprintendenza RAVA); “Rosanna Mollo e il grande progetto stratigrafico del foro” di Sandro Caranzano (Centro Studi Archeologici Herakles); “In ricordo di Rosanna Mollo, Antonina Maria Cavallaro, Patrizia Framarin e Franco Mezzena. I pionieri e i paladini dell’archeologia valdostana” di Gaetano De Gattis (già soprintendenza RAVA); “Dalla pietra all’acqua. Viaggio nella preistoria della Sardegna” di Giorgio Murru (Museo di Laconi – Or); “Un magistero in levare” di Stefano Mammini, (archeologo e giornalista); “Quarant’anni di archeologia, scienza, passione e persone” di Lorenzo Appolonia, (già soprintendenza RAVA); “La fotografia per la promozione della conoscenza dei beni archeologici” di Nicola Castangia (fotografo e libero professionista); “Non citra nec ultra: un’archeologia di frontiera” di Paolo Güll (università del Salento); “Francesco Zorzi e Franco Mezzena tra scavi e scoperte al servizio del Museo di Storia Naturale di Verona” di Massimo Saracino (Musei civici di Verona); 13.30, pausa pranzo; 15, IN RICORDO DEGLI ARCHEOLOGI: dialogo condotto da Alessandra Armirotti, Gianfranco Zidda e Marcello Mezzena. Intervengono i colleghi di una vita: Lorenzo Appolonia, Giorgio Avati, Laura Berriat, Laura Caserta, Elisabetta Corni, Alda Dal Santo, Luciano David, Battista De Gattis, Gaetano De Gattis, Cristina De La Pierre, Roberto Domaine, Nathalie Dufour, Luciano Finessi, Enrichetta Jorioz, Dante Marquet, Francesca Martinet, René Monjoie, Sandra Moschella, Corrado Pedelì, Renato Perinetti, Enrico Peyrot, Sara Pinacoli, Tonino Sergi, Chantal Trèves, Massimo Vantini; 17, momento conviviale.
Verona. Al museo di Storia naturale il convegno internazionale “Archeologia dai margini. Una storia transdisciplinare” che esplora la nascita dell’archeologia preistorica come sapere che si costruisce nel dialogo tra scienza, società e politica. Ecco il programma della due giorni di interventi
Il 12 e 13 giugno 2025, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale di Verona, in lungadige Porta Vittoria 9, è in programma il convegno internazionale “Archeologia dai margini. Una storia transdisciplinare” che esplora la nascita dell’archeologia preistorica come sapere che si costruisce nel dialogo tra scienza, società e politica. Le due giornate mettono al centro figure spesso trascurate – donne, dilettanti, comunicatori – analizzandone il ruolo nella costruzione delle conoscenze archeologiche e nella trasmissione del patrimonio preistorico. L’evento si inserisce nell’ambito del progetto PRIN RIPRESa – Re-assessing Italian Prehistorical Studies from a Transdisciplinary Perspective, dedicato a rileggere la nascita della preistoria come sapere condiviso tra scienza, società e politica. Il progetto è coordinato dal professor Luca Ciancio, titolare della Cattedra di Storia della Scienza all’università di Verona, e coinvolge il dipartimento Culture e Civiltà dell’università di Verona, i Musei Civici di Verona-Museo di Storia naturale (Nicoletta Martinelli e Massimo Saracino) e l’istituto di Scienze del Patrimonio culturale del Cnr (Cnr-Ispc) (Massimo Cultraro). La partecipazione è libera fino a esaurimento dei posti disponibili.
PROGRAMMA GIOVEDÌ 12 GIUGNO 2025. Alle 10, saluti istituzionali con interventi di Leonardo Latella (Musei Civici di Verona – museo di Storia naturale), Emanuela Gamberoni (dipartimento di Cultura e Civiltà – Università di Verona). Alle 10.30, SESSIONE 1 Genere e scienza: l’archeologia delle donne / Gender and science: the archaeology of women Chair: Fedra A. Pizzato. Interventi: Margarita Díaz Andreu (ICREA – Universitat de Barcelona) “Women and Transdisciplinarity in the History of Archaeology: Overcoming Disciplinary and Gender Lines”; Luca Ciancio (università di Verona) “The Italian Palethnologist. Pia Laviosa Zambotti and the Myth of Matriarchy: Archaeology, Biography and Society”; 11.20, coffee break; 11.45, María José Berlanga Palomo (Università di Malaga) “Becarias españolas en el Istituto Internazionale di Studi Liguri (Bordighera)”; Massimo Cultraro (Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale CNR, Catania) “From Troy to Mycenae: Sophia Schliemann, an Unknown Career as Archaeologist”; 12.40, Pranzo / Lunch. 14.30, Chair: Nicoletta Martinelli. Interventi: Fedra A. Pizzato (università di Verona) “Fieldwork, Museum, and Engagement: the Multifaceted Legacy of Maria Fioroni (1887-1970)”; Francesca Bottura (università di Verona) “Die akademische Frau”: la questione dell’accesso femminile alle Università nell’ambito germanofono tra XIX e XX secolo”; Jorge del Reguero González (Universitat de Barcelona) “Pioniere dimenticate. Il ruolo delle donne nell’archeologia fenicio-punica in Spagna”; 15.45, Discussione sessione 1 / Session 1 discussion. A seguire visita guidata al museo di Storia naturale / To be followed by a guided tour of the Natural History Museum.
PROGRAMMA VENERDÌ 13 GIUGNO 2025. Alle 10, SESSIONE 2 Collaboratori, esperti locali, museologi, cultori, comunicatori / Collaborators, local experts, museologists, communicators Chair: Massimo Saracino. Vera Zanoni (Indipendent Scholar) “I’m Nobody! Who are you? / Are you – Nobody – too? (Emily Dickinson, n. 288). Studi e studiosi per un’archeologia dei “Signori Nessuno”; Massimo Tarantini (SABAP per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato) “Dai margini dell’accademia. Sul ruolo attivo dei non addetti ai lavori nell’archeologia preistorica italiana”; Nicoletta Martinelli, Massimo Saracino (Musei Civici di Verona – museo di Storia naturale) “Preistoria svelata: l’esposizione veronese del 1876 tra scienza e società”; Mara Migliavacca, Angelica Gabrielli (università di Verona) “Vous avez rendu un révitable sérvice á la science”: il contributo di De Stefani alla paletnologia europea”; 11.30, Coffee break. Chair: Luca Ciancio. 11.45, Elisa Dalla Longa (Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale CNR, Roma) “Scienze senza confini (disciplinari). L’antropologia di Giovanni Canestrini”; Luigi Turri (università di Verona) “Il ritorno di Sardanapalo. Rappresentazione del re assiro prima e dopo le scoperte ottocentesche”; Andrea Tenca (Musei Civici di Verona – Biblioteche e archivi storici) “Il laboratorio di un divulgatore. Repertori iconografici, congressi scientifici e viaggi archeologici di Guido Valeriano Callegari”; 12.30, Discussione sessione 2 / Session 2 discussion; 12.45, Chiusura dei lavori / Closing remarks.
“Il colle di San Briccio 3000 anni fa”, un viaggio tra archeologia, architettura e natura in due tappe: al museo di Storia naturale di Verona conferenza, docu-film e visita ai reperti; e a San Briccio (Lavagno) visita guidata al Forte

Frame del docu-film “Il colle di San Briccio 3000 anni fa. Viaggio tra protostoria e storia” di Giovanni Tosi
“Il colle di San Briccio 3000 anni fa”: è un viaggio tra archeologia, architettura e natura quello proposto dalle associazioni San Briccio in Festa e All’ombra del Forte in collaborazione con il museo di Storia naturale di Verona, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza, e l’associazione Alteritas-Interazione tra i Popoli, in due giornate: venerdì 23 maggio e sabato 31 maggio 2025. L’iniziativa vuole riportare alla memoria frammenti di vita di una piccola comunità di Veneti antichi che sul colle di San Briccio ha vissuto, lavorato, creduto, attraverso i reperti archeologici presenti nei depositi e nelle sale espositive dei Musei Civici e della Soprintendenza di Verona. Il progetto, ideato da Giovanni Tosi e attuato da un team di volontari, ha portato alla realizzazione di un docu-film e di roll-up espositivi.
Si inizia venerdì 23 maggio 2025, alle 16.30, al museo di Storia naturale di Verona, in lungadige Porta Vittoria 9. In sala conferenze “S. Ruffo” intervengono Giovanni Tosi, curatore del progetto; Nicoletta Martinelli e Massimo Saracino, museo di Storia Naturale; Paola Salzani, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo Vicenza; Simona Marchesini, associazione Alteritas-Interazione tra i Popoli. Quest’ultima interviene su xFormal, un progetto nato per verificare l’impatto dell’apprendimento informale e non formale nei musei su studenti e cittadini di ogni età e che ha interessato alcuni reperti provenienti da San Briccio ed esposti nel museo di Storia naturale di Verona.
Segue la proiezione del docu-film “Il colle di San Briccio 3000 anni fa”. Al termine della proiezione sarà possibile approfondire la storia delle ricerche archeologiche di San Briccio attraverso i roll-up posizionati nell’atrio e ammirare i reperti esposti nella sala della Preistoria veronese. Chiuderà un momento conviviale.

Planimetria del sito del colle di San Briccio (Lavagno, Vr) dalla scheda del Catalogo generale dei Beni culturali (foto mic)
Il “viaggio” continua sabato 31 maggio 2025 al Forte di San Briccio, nel comune di Lavagno (Vr). Ritrovo alle 10 nel piazzale antistante il forte. Visita guidata all’omonimo forte militare, oggetto delle prime ricerche e recuperi archeologici durante la sua costruzione tra il 1883 e il 1888. Ingresso gratuito con prenotazione online entro il 29 maggio al link https://rb.gy/ndua8l. “Il colle su cui sorge il forte San Briccio di Lavagno – si legge nella scheda del Catalogo generale dei Beni culturali del Mic – fu sede di insediamenti in epoche preistoriche e storiche. La posizione strategica è confermata da una pista stradale preistorica ai piedi dell’altura, corrispondente al tracciato della via Postumia (II secolo a.C.). La prima frequentazione risale all’eneolitico (III millennio a .C.) e continua in tarda età del bronzo (seconda metà II millennio a.C.) e durante l’età del Ferro (I millennio a.C.), quando l’abitato assume una rilevante importanza testimoniata dall’abbondanza di materiali archeologici rinvenuti. Nella zona dovevano verosimilmente esserci anche un sepolcreto ed un santuario o area votiva. La continuità di insediamento è confermata anche nell’età romana. Durante gli scavi per il forte, vennero individuate le fondamenta riferibili al castello medievale documentato anche da fonti scritte. Ad esclusione del mappale occupato dal forte, la cui costruzione deve aver distrutto la stratigrafia antica e le strutture relative al castello, le aree poste all’esterno del forte presentano ancora stratigrafie e strutture antiche”.
Verona. Al museo di Storia Naturale presentazione del libro “Roma preistorica” di Alessandro Guidi, terzo degli incontri “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al museo di Storia maturale di Verona” a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca
Giovedì 15 maggio 2025, alle 17, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo civico di Storia naturale di Verona, presentazione del libro “Roma preistorica” di Alessandro Guidi (Carocci, 2024), terzo incontro del ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona” realizzati dal museo di Storia naturale di Verona e dal Servizio Biblioteche specialistiche e Archivi storici dei Musei, in collaborazione con il dipartimento Culture e Civiltà dell’università di Verona e con il patrocinio della Società italiana di Storia della Scienza: sette appuntamenti a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca. Guidi discuterà con Alfredo Buonopane (università di Verona) e Massimo Saracino (Musei Civici di Verona) in merito alla preistoria dell’Agro romano per rispondere alla domanda: “Come è nata Roma?”. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Roma preistorica. Come è nata Roma? Perché si è scelto di vivere proprio lì? Come si fa a trovare le tracce delle sue origini tra le molte stratificazioni che ha avuto nel tempo? Il libro parte dal più antico popolamento dell’Agro romano mezzo milione di anni fa, passando per le vicende dei primi agricoltori, fino alla concentrazione di genti attorno al guado sul Tevere e alla veloce crescita che le fece assumere le dimensioni di città, per arrestarsi proprio poco dopo la data mitica della fondazione, il 753 a.C. Fanno parte della trattazione la ricostruzione dei mutamenti del paesaggio a partire dal Pleistocene, una breve rassegna della fortuna del mito delle origini nell’arte, nella letteratura e nel cinema, una “guida” a musei e siti archeologici legati alle testimonianze della “prima” Roma.
Alessandro Guidi è stato professore ordinario di Archeologia preistorica e protostorica nelle università di Verona e Roma Tre. Fra i suoi libri: Storia della paletnologia (Laterza, 1988), Preistoria della complessità sociale (Laterza, 2000).
Milano. All’università presentazione del libro “Spazi domestici nell’età del Bronzo: dall’individuazione alla restituzione” (Memorie del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, n. 16, 2023) a cura dell’archeologa Paola A.E. Bianchi e di Massimo Saracino archeologo preistorico del museo veronese
Lunedì 31 marzo 2025, alle 10.30, in aula 435 del settore didattico dell’università di Milano, in via Festa del Perdono 7, presentazione del libro “Spazi domestici nell’età del Bronzo: dall’individuazione alla restituzione”, Memorie del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, n. 16, 2023. Intervengono Andrea Cardarelli (presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria) e i curatori Paola A.E. Bianchi (archeologa libera professionista) e Massimo Saracino (I-MUV museo di Storia naturale di Verona, sezione di Preistoria), in dialogo con Marta Rapi e Umberto Tecchiati (dipartimento di Beni culturali e ambientali, università di Milano).
“Il volume monografico “Spazi domestici nell’età del Bronzo”, che esce nella 2° serie delle Memorie del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, dedicata alle Scienze dell’Uomo”, scrive nella Presentazione Monica Miari già presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, “prende le mosse dall’Incontro Annuale di Preistoria e Protostoria tenutosi il 6 e 7 ottobre 2022 al Museo di Storia Naturale di Verona e delle conferenze online, propedeutiche all’evento, che l’hanno preceduto. L’incontro di studio, l’undicesimo da quando l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria ha promosso l’organizzazione di questi momenti di aggiornamento e di scambio di idee, centrati sull’attualità della ricerca e su tematiche circoscritte, ha inteso approfondire e analizzare il tema della “casa”, intesa come unità fisica e funzionale, nell’età del Bronzo. La realizzazione dello I.A.P.P. è stata possibile grazie al sostegno e alla collaborazione dei Musei Civici di Verona – Museo di Storia Naturale, nonché all’impegno del Comitato Scientifico, composto da Paolo Bellintani, Maria Bernabò Brea, Paola A.E. Bianchi, Nicoletta Martinelli, Mara Migliavacca, Italo M. Muntoni, Cristiano Nicosia, Domenico Oione, Laura Pau, Giulia Recchia e Massimo Saracino. Da ricordare altresì la disponibilità di cooperazione offerta dalla direzione museo Archeologico nazionale di Verona, in occasione della visita alla sua esposizione permanente. Nel volume, preceduto da un’ampia introduzione scritta a quattro mani dai curatori e coordinatori dell’evento, Paola A.E. Bianchi e Massimo Saracino, è stata mantenuta la suddivisione in sezioni che aveva caratterizzato i lavori a Verona, a partire dall’inquadramento metodologico, per poi declinarsi in tre macro-aree tematiche: “Individuare e riconoscere lo spazio domestico”, “Scavo e ricostruzione dello spazio domestico”, “Strutture, materiali e analisi dello spazio domestico”. Mantenendo le promesse, la pubblicazione restituisce, quindi, alla comunità degli studiosi, un quadro aggiornato sulla tematica scelta, dall’illustrazione di nuovi contesti, alla presentazione di innovative metodologie di documentazione e indagine, all’aggiornamento puntuale e progressivo di alcuni dei più importanti siti di abitato dell’età del Bronzo in Italia”.
Verona. Al museo di Storia Naturale presentazione del libro “Achille Forti. Botanica, fotografia e arte” di Claudia Addabbo, primo degli incontri “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona” a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca

Con la presentazione del libro “Achille Forti. Botanica fotografia e arte” di Claudia Addabbo prendono il via giovedì 27 marzo 2025, alle 17, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale a Palazzo Pompei in lungadige Porta Vittoria 9 a Verona, gli incontri “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona” realizzati dal museo di Storia naturale di Verona e dal Servizio Biblioteche specialistiche e Archivi storici dei Musei, in collaborazione con il dipartimento Culture e Civiltà dell’università di Verona e con il patrocinio della Società italiana di Storia della Scienza. Un’occasione per presentare al pubblico testi di recente e recentissima pubblicazione scritti e curati da specialiste e specialisti i cui interessi di ricerca intrecciano i terreni di indagine del museo di Storia naturale, con un occhio di particolare riguardo per il taglio comunicativo, interdisciplinare e storicizzato del sapere scientifico. In programma, nel 2025, sette appuntamenti a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca. In un’ottica di disseminazione del sapere e di interdisciplinarietà all’interno di Musei, Archivi e Biblioteche come hubs culturali e punti di incontro per la cittadinanza, e nell’ambito delle attività in corso e relative allo sviluppo del progetto per la nuova sede di Biblioteche e Archivi presso la Palazzina di Comando dell’ex Arsenale, “La Biblioteca di Nemo” mette in contatto istituzioni museali e universitarie, autrici e autori di volumi relativi alle scienze naturali e alla loro storia, studiose e studiosi, non solo con lo scopo di far conoscere le opere presentate, ma anche di vivere il Museo come esperienza partecipativa a 360 gradi. Gli incontri si svolgono il giovedì pomeriggio, tra le 17 e le 18.30: in programma, nel 2025, sette appuntamenti. Ogni intervento, della durata di un’ora e mezza, sarà strutturato in maniera seminariale e discorsiva, con una breve presentazione dell’opera, un dialogo con uno o più discussants e uno spazio finale dedicato alle domande del pubblico.

Si comincia dunque 27 marzo 2025, alle 17, con la presentazione del libro “Achille Forti. Botanica, fotografia e arte” di Claudia Addabbo (ETS, 2024). Saluti istituzionali e presentazione della rassegna: Marta Ugolini, assessore a Cultura, Turismo, Rapporti con l’Unesco; Francesca Rossi, direttrice dei Musei Civici; Emanuela Gamberoni, dipartimento Culture e Civiltà università di Verona; Elena Canadelli, presidente Società Italiana di Storia della Scienza; Leonardo Latella, responsabile delle Collezioni naturalistiche del museo di Storia naturale di Verona; Fausta Piccoli, responsabile del Servizio Biblioteche e Archivi Storici e Fotografici dei Musei. Discutono con l’autrice Andrea Campalto (Musei Civici di Verona) e Gian Paolo Romagnani (Università di Verona).

Copertina del libro “Achille Forti. Botanica, fotografia e arte” di Claudia Addabbo (ETS)
Achille Forti. Botanica, fotografia e arte. Il libro racconta la figura e l’opera del botanico veronese Achille Forti attraverso un’ampia galleria di immagini, testi e oggetti d’arte e di scienza. Vissuto a Verona tra il 1878 e il 1937, si laureò nel 1900 in Scienze naturali all’università di Padova, studiando con alcuni grandi naturalisti del tempo, tra i quali Pier Andrea Saccardo, Caro Massalongo e Giovanni Battista De Toni. Dedicò la sua vita allo studio delle alghe, ma fu anche un mecenate appassionato di arte, storia e fotografia, al centro di una fitta rete di collaborazioni e scambi con studiose e studiosi del suo tempo. Legato a Verona e a Padova, Forti designò come erede universale la prima, lasciando all’università di Padova le sue collezioni botaniche e i suoi volumi e opuscoli relativi all’algologia e alle scienze naturali. Attraverso lo sguardo e l’attività di Achille Forti si delineano immagini e percorsi inediti della scienza e della cultura italiana, di scienza tra Otto e Novecento.
CALENDARIO DEGLI INCONTRI
17 aprile 2025, alle 17, “Ripensare l’Antropocene. Oltre natura e cultura” di Paola Govoni, Maria Giovanna Belcastro, Alessandra Bonoli, Giovanna Guerzoni (Carocci, 2024). Discutono con le autrici Luca Ciancio (università di Verona) e Massimiliano Badino (università di Verona). 15 maggio 2025, alle 17, “Roma preistorica” di Alessandro Guidi (Carocci, 2024). Discutono con l’autore Massimo Saracino (Musei Civici di Verona) e Alfredo Buonopane (università di Verona). 25 settembre 2025, alle 17, “Storia naturale del viaggio di Marco Polo in Oriente” di Francesco Mezzalira (Tg Book, 2024). Discutono con l’autore Leonardo Latella (Musei Civici di Verona) e Luca Ciancio (università di Verona). 23 ottobre 2025, alle 17, “Da cimeli a beni culturali. Fonti per una storia del patrimonio scientifico italiano” a cura di Elena Canadelli e Paola Bernadette Di Lieto (Editrice Bibliografica, 2024). Discutono con le autrici Nicoletta Martinelli (Musei Civici di Verona) e Fedra Alessandra Pizzato (università di Verona). 20 novembre 2025, alle 17, “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro e Fedra Alessandra Pizzato (Carocci, 2025). Dialogo tra curatori e autori del volume. 18 dicembre 2025, alle 17, “Il darwinista infedele. Lombroso e l’evoluzione” di Paolo Mazzarello (Hoepli, 2024). Discutono con l’autore Monica Ghidoni (Comune di Verona) e Pietro Schirò (università di Verona).













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