Roma-Perugia. In presenza e online, il convegno “Conservazione preventiva e programmata. Verso un protocollo condiviso nei luoghi della cultura” promosso da DiVa, Dg Musei, parco archeologico del Colosseo e musei nazionali di Perugia. Tre giorni di confronti per aprire un dialogo e un confronto tra istituzioni museali, statali e non, per avviare un piano strategico di prevenzione e manutenzione. Ecco il ricco programma
Dal 7 al 9 maggio 2025, il DiVa-dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, la direzione generale dei Musei, il parco archeologico del Colosseo e i musei nazionali di Perugia–direzione regionale Musei nazionali Umbria, ospiteranno, a Roma nella Curia Iulia (7-8 maggio) e a Perugia in galleria nazionale dell’Umbria (9 maggio), il convegno “Conservazione preventiva e programmata. Verso un protocollo condiviso nei luoghi della cultura”. Mercoledì 7 e giovedì 8 maggio 2025, ore 9, a Roma in Curia Iulia (parco archeologico del Colosseo) con ingresso da largo della Salara Vecchia. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti disponibili. PRENOTAZIONE 7 MAGGIO: https://conservazione7maggio.eventbrite.it; PRENOTAZIONE 8 MAGGIO: https://conservazione8maggio.eventbrite.it. DIRETTA STREAMING www.facebook.com/parcocolosseo. Link diretta YouTube: 7 maggio: https://youtube.com/live/PjMynUBi-yc; 8 maggio: https://youtube.com/live/DshyAEfE09E. Venerdì 9 maggio 2025, ore 10, a Perugia nella Sala Conferenze della Galleria Nazionale dell’Umbria, Palazzo dei Priori, 3° piano, in corso Vannucci 19. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Il convegno sarà trasmesso in diretta streaming su www.facebook.com/GalleriaUmbriaPerugia.
Il Convegno nasce con l’obiettivo di aprire un dialogo e un confronto tra istituzioni museali, statali e non, per verificare quanto è stato progettato e realizzato in questo ambito, al fine di avviare un piano strategico di prevenzione e manutenzione, mettendo a sistema le numerose esperienze virtuose che già interessano molti luoghi della cultura e creare l’occasione per illustrare i progetti in corso. È proprio da questo confronto fra esperienze delle diverse realtà museali che si potrà tentare di far luce sulla questione conservativa nei luoghi della cultura, offrendo un palinsesto eterogeneo di esperienze documentate o progetti in corso di realizzazione che connotino la progettazione o l’attuazione di una conservazione preventiva e programmata, che vada oltre la gestione episodica e discontinua di interventi di restauro una tantum per approdare a una visione comune, sistemica e multidisciplinare, dell’approccio al tema della conservazione, attuabile concretamente.
L’iniziativa, che coinvolge l’intero Sistema Museale Nazionale insieme all’Istituto Centrale per il Restauro, all’Opificio delle Pietre Dure e alla Fondazione Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, vede la condivisione di oltre quaranta progetti di conservazione e manutenzione programmata distribuiti su tutto il territorio italiano, da nord a sud. Un racconto che attraversa le diverse tipologie di luoghi della cultura – musei, parchi archeologici, siti monumentali, giardini storici – offrendo uno sguardo sulle attività che ogni istituto mette quotidianamente in campo con approccio programmatico, al di là degli interventi straordinari o emergenziali, per la tutela del nostro patrimonio culturale.
Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio del 2004 prescrive, all’articolo 29, che “la conservazione del patrimonio culturale sia assicurata attraverso una coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro”, introducendo per la prima volta in un testo normativo un concetto e un protocollo operativo elaborati da Giovanni Urbani, direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro dal 1973 al 1983. A partire da questa indicazione, a vent’anni dalla sua formulazione normativa, il Convegno – promosso con il supporto di un comitato scientifico composto da un autorevole gruppo di esperti e specialisti del settore – si propone di aprire un dialogo e un confronto tra le istituzioni museali per fare il punto su quanto è stato progettato e realizzato in questo ambito negli ultimi anni. L’obiettivo è mettere a sistema le numerose esperienze virtuose già attive in molti luoghi della cultura e creare un’occasione per presentare e condividere i progetti attualmente in corso. Tra questi il Parco archeologico del Colosseo, che ospita le prime due giornate, ha avviato sin dalla sua istituzione nel 2017 e come preciso obiettivo strategico un piano di monitoraggio e di manutenzione programmata del suo patrimonio, i cui primi risultati sono già stati pubblicati nel 2020 a valle di un convegno internazionale di studi dedicato proprio al monitoraggio e alla manutenzione delle aree archeologiche con l’obiettivo di mettere a punto un protocollo comune per una migliore gestione dei luoghi della cultura. Tutte queste attività potranno costituire un utile contributo e un aggiornamento al lavoro della Commissione di esperti istituita dalla Direzione Generale Musei per l’elaborazione di linee guida operative sulla conservazione programmata del patrimonio museale.
I tre giorni di Convegno sono stati articolati in modo da approfondire, nella prima giornata, le attività di prevenzione e manutenzione applicate ai parchi e alle aree all’aperto; la seconda giornata sarà dedicata in particolare all’applicazione delle tecnologie per il miglioramento e la gestione delle manutenzioni programmate; infine, la terza giornata sarà incentrata sulle attività rivolte alle collezioni museali.
PROGRAMMA MERCOLEDÌ 7 MAGGIO Curia Iulia: 9, saluti istituzionali: Alfonsina Russo (direttore parco archeologico del Colosseo e capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale), Luigi La Rocca (capo dipartimento per la Tutela del Patrimonio culturale). Apertura Convegno: Massimo Osanna (direttore generale Musei), Enrico Rinaldi (direttore parco archeologico di Sepino) “Preservare per valorizzare: il piano strategico di conoscenza, prevenzione e manutenzione del Sistema Museale Nazionale”. Alle 10.30, modera Massimo Osanna (direttore generale Musei). Interventi: Maria Cristina Tomassetti (parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia), Emanuele Morezzi, Tommaso Vagnarelli (Politecnico di Torino), Andrea Garzulino (Politecnico di Milano), Matilde Marzullo (università di Milano) “I nuovi piani per la conservazione programmata del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia: aggiornamento dei sistemi di gestione per la conoscenza, la conservazione e la manutenzione dei monumenti e della vegetazione e per i rischi connessi al cambiamento climatico”; Roberta Alteri, Francesca Guarneri, Sara Iovine, Barbara Nazzaro, Aura Picchione, Angelica Pujia, Fiorangela Fazio, Paola Quaranta, Federica Rinaldi, Andrea Schiappelli (parco archeologico del Colosseo) “Manutenere e man(u)tenere”. Coffee Break. Diana Venturini, Francesca Forniti (direzione regionale Musei nazionali Lazio) “Una sfida per il futuro: nuovi indirizzi di conservazione per i Musei nazionali Lazio”; Andreina Contessa (direttore museo storico e parco del Castello di Miramare) “Dalle emergenze alla conservazione preventiva. Metodologia di percorso virtuoso”; Luana Toniolo, Miriam Lamonaca (museo nazionale Etrusco di Villa Giulia) “Lungo il corso dell’Acqua Vergine. Conservazione preventiva e manutenzione programmata a Villa Giulia dalla Neviera al Ninfeo”; Valentina Fantera, Eleonora Gioventù, Maria Elena Corrado, Filippo Edoardo Capasso (Istituto Centrale per il Restauro), Raffaella Guarino (parco Archeologico dell’Appia Antica), Danilo Forleo (Chateau de Versailles) “L’attività ispettiva alla base della gestione conservativa di aree archeologiche: gli elementi essenziali per la pianificazione degli interventi”. Alle 14.30, modera Luigi Oliva (direttore Istituto Centrale per il Restauro). Interventi: Giovanna Manzo, Francesco Uliano Scelza (parchi archeologici di Paestum e Velia) “Dalla manutenzione alla conservazione programmata: i casi di Paestum e Velia”; Gabriel Johannes Zuchtriegel (direttore), Vincenzo Calvanese, Luigi Petti, Arianna Spinosa, Alessandra Zambrano (parco archeologico di Pompei) “Conoscere per conservare Pompei: il monitoraggio multilivello come strumento per un sistema dinamico della manutenzione programmata”; Francesco Sirano (parco archeologico di Ercolano) “Ercolano volta pagina: partenariato e autonomia istituzionale per la gestione sostenibile di luoghi culturali fragili”. Coffee Break. Francesco Longobardi, Fabio Galeandro, Eleonora Crimi (Castello Svevo di Bari) “Monitoraggio e manutenzione programmata al Parco Archeologico di Egnazia (Fasano – Br)”; Filippo Demma (direttore parchi archeologici di Crotone e Sibari) “Il Museo “In Progress”. Il caso dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari”; Luigi Oliva (direttore), Francesca Angelo, Roberto Ciabattoni, Barbara Davidde, Davide Fodaro, Edoardo Loliva, Livia Sforzini (Istituto Centrale per il Restauro), Fabrizio Sudano (direttore), Daniela Costanzo, Barbara Fazzari, Elena Nicolò (museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria), Paolo Piccardo, Roberto Spotorno (università di Genova) “Il progetto “Check-up Bronzi” al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria: un programma di monitoraggio standardizzato per la tutela”.
PROGRAMMA GIOVEDÌ 8 MAGGIO Curia Iulia: alle 9, Giorgio Bonsanti, già ordinario di Restauro (università di Firenze). Interventi: Tiziana D’Angelo (direttore), Giovanna Manzo (parchi archeologici di Paestum e Velia), Luigi Petti, Carmine Lupo (università di Salerno) “Tecnologie Avanzate e Sostenibili per la Conservazione del Patrimonio: il Caso del Tempio di Athena a Paestum”; Alessia Vaccariello (Istituto Centrale per il Restauro), Maria Elena Corrado (Sapienza Università di Roma) “Il sistema informativo d’archiviazione unificato come strumento al servizio della manutenzione programmata”; Rossella Moioli, Alessandra Pili (Articolo29 Srl Servizi per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale) “Gestione informativa della Conservazione per un protocollo condiviso di scambio dei dati: dalla valutazione del rischio alla programmazione sostenibile”; Federica Rinaldi, Barbara Nazzaro, Angelica Pujia, Elisa Cella (parco archeologico del Colosseo), Fabio Fumagalli, Dario Rose (collaboratori parco archeologico del Colosseo), Marcello Balzani (università di Ferrara, CFR Consorzio Futuro in Ricerca) et alii “Verso la documentazione digitale del patrimonio archeologico attraverso il rilievo 3D e la modellazione HBIM: il Colosseo”; Alessandro D’Alessio (direttore), Antonella Docci, Claudia Tempesta (parco archeologico Ostia Antica), Ascanio D’Andrea, Riccardo Montalbano (collaboratori di parco archeologico di Ostia Antica) “Dalla conoscenza alla conservazione: il WebGis del Parco archeologico di Ostia antica”. Coffee Break. Barbara Davidde (Istituto Centrale per il Restauro | RUP del progetto NERITES per la soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo) “Il monitoraggio del patrimonio culturale subacqueo con tecnologie autonome: il caso del progetto NERITES”; Anna Manzone (museo Reggia di Caserta), Rosa De Finis (università del Salento), Sara Gonizzi Barsanti (università della Campania Luigi Vanvitelli) “La conservazione programmata alla Reggia di Caserta: tecniche digitali in aiuto dell’arte”; Cristina Sargentini, Chiara Valcepina (musei del Bargello) “Gestione digitale della programmazione delle attività di prevenzione conservativa nei Musei del Bargello”; Andrea G. De Marchi (gallerie nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini e Galleria Corsini) “Climasoft, dispositivo climatico di prossimità: dalla sperimentazione all’uso”; Maria Antonietta De Vivo (gallerie dell’Accademia di Venezia e Alma Mater Studiorum università di Bologna), Marco Pretelli (Alma Mater Studiorum università di Bologna) “Il Pio Monte della Misericordia a Napoli. Modelli per la determinazione dei fattori di rischio microclimatico e ambientale indoor”. Alle 14.30, modera Gisella Capponi, architetto, già direttore ICR. Interventi: Filippo Masino (direttore), Angela Maria Rita Farruggia, Giuseppe Milazzo (Residenze Reali Sabaude) “La conservazione preventiva e programmata come strumento per il risk assessment per le facciate ottocentesche di Palazzo Carignano (To)”; Chiara Bianchi (museo nazionale d’Abruzzo), Roberto Ciabattoni (Istituto Centrale per il Restauro) “Gestione del Rischio e Conservazione Preventiva: Strategie per la riduzione del Rischio Sismico per il Nuovo Allestimento del Castello Cinquecentesco del Museo Nazionale d’Abruzzo”; Rossella Moioli, Alessandra Pili (Articolo29 Srl Servizi per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale), Marina Ferroggio (Musei Reali di Torino), Antonio Spano (Politecnico di Torino), Maria Sofia Ruschi Noceti (architetto) “Il progetto Take Care: il caso dei Musei Reali di Torino”; Elena Froldi Paganini (Fondazione Palazzo Te), Rossella Moioli (Articolo29 Srl Servizi per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale) “Il Piano di Conservazione di Palazzo Te”. Coffee Break. Lian Pellicanò, Silvia Pintus, Paola Ruggieri (Gallerie degli Uffizi), Rossella Moioli, Alessandra Pili (Articolo29 Srl Servizi per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale) “Le Gallerie degli Uffizi: la conoscenza, la programmazione e l’attuazione nella strategia della Conservazione Preventiva e Programmata”; Lucia Anna Margari (Gallerie Estensi) “Piano di conservazione programmata. L’esperienza delle Gallerie Estensi”; Giulia Cervi, Rosa Anna Di Lella, Alessandra Montedoro (museo delle Civiltà) “Il Museo delle Civiltà: progetti ed interventi per la conservazione”; Alessandra Guerrini, Sara Rulli (musei nazionali di Genova) “Strumenti per la conservazione preventiva e programmata delle sedi dei Musei Nazionali di Genova”.
PROGRAMMA VENERDÌ 9 MAGGIO Galleria nazionale dell’Umbria. Alle 10, modera Costantino d’Orazio, direttore musei nazionali di Perugia. Interventi: Ilaria Batassa (musei nazionali di Perugia), Paola Pogliani (università della Tuscia), Simona Salvo (Sapienza università di Roma) “Conoscere per conservare: l’esperienza di Villa del Colle del Cardinale”; Michela Cardinali, Lara Coniglio (Fondazione Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale) “Riconoscere la complessità e fare sistema. Innescare comportamenti cooperativi, qualitativi e sostenibili”; Simona Calza, Rita Capitani, Barbara Cattaneo, Letizia Montalbano, Renata Pintus, Sandra Rossi (Opificio delle Pietre Dure) “La conservazione preventiva e programmata attraverso i cantieri scuola del PFP-5 della SAF-OPD: esperienze e metodologie”; Giulia Papini, Francesco Primari (Palazzo Ducale di Urbino) “Il Palazzo Ducale di Urbino e il nuovo laboratorio di restauro. Prospettive per la conservazione”. Coffee Break. Chiara Bianchi, Daniele Lauri (museo nazionale d’Abruzzo) “Programma di Conservazione Preventiva e Programmata per le Opere del Museo Nazionale d’Abruzzo: Un Percorso tra Restauro e Riqualificazione dei Depositi”; Sabrina Mutino (musei nazionali di Matera e MAN Dinu Adamesteanu – Potenza), Rossana Caputo (Scuola Superiore Meridionale – Napoli) “Potenza, Museo Archeologico Nazionale presso Palazzo Loffredo. Dalla cisterna, deposito del patrimonio sommerso, alla biblioteca di oggetti”; Laura Forte, Manuela Valentini (museo Archeologico nazionale di Napoli) “Un esempio di manutenzione di una collezione storica: la sculture della collezione Farnese del MANN”; Gerlinde Jona Tautschnig (musei nazionali di Cagliari) “Piano gestionale per la conservazione e valorizzazione della collezione tessile etnografica dei Musei Nazionali di Cagliari”. Alle 14.30, modera Caterina Bon Valsassina, storica dell’arte, già direttore generale ABAP. Interventi: Monica Galeotti (Opificio delle Pietre Dure) “Per non musealizzare un capolavoro: la sfida del Fonte Battesimale di Siena”; Marta Gómez Ubierna (Opificio delle Pietre Dure) “Tutela dei parchi di sculture contemporanee: criteri, metodi e strumenti per un piano di conservazione preventiva e programmata”; Francesca Graziosi (Palazzo Ducale di Urbino) “Intervento di monitoraggio ambientale, schedatura conservativa e di manutenzione e restauro presso la Rocca demaniale di Gradara”; Chiara Caruso (Sistema Museale di Ateneo Alma Mater Studiorum Università di Bologna) “Il nuovo allestimento digitale: la sfida della Collezione di Geologia “Museo Giovanni Capellini” del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Bologna”. Coffee Break. Giulia Basilissi, Marco Mozzo (Ville e residenze monumentali fiorentine) “La Grotta degli animali del Giardino della Villa di Castello: proposte metodologiche per la manutenzione programmata delle grotte artificiali”; Alessia Zaccaria, Federica Piezzo (Museo e Real Bosco di Capodimonte) “Il restauro del restauro: il cantiere trasparente del Museo e Real Bosco di Capodimonte”; Marta Boscolo Marchi (museo d’Arte Orientale) “Elogio della fragilità: materiali polimaterici dall’Asia a Venezia, una sfida complessa”.
Capri. Ampliati gli orari di apertura e potenziati i servizi di accoglienza di Villa Jovis e della Certosa di San Giacomo. Osanna: “Risultato possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni e al coinvolgimento delle realtà associative territorio”
A Capri (Na) ampliati gli orari di apertura e potenziati i servizi di accoglienza di Villa Jovis e della Certosa di San Giacomo. Prosegue il percorso di valorizzazione del patrimonio culturale di Capri, in attuazione dell’accordo tra la Direzione regionale Musei nazionali Campania e la Città di Capri per la gestione dei siti monumentali di Villa Jovis e della Certosa di San Giacomo. Villa Jovis, grazie al nuovo servizio di accoglienza garantito dall’associazione culturale Ápeiron, è ora aperta al pubblico tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso ore 16.30). Anche la Certosa di San Giacomo sarà visitabile con orario ampliato: tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17.30). Il nuovo orario offrirà al pubblico maggiori opportunità per apprezzare l’eccezionale architettura monastica e per visitare il nuovo museo Archeologico di Capri, “L’Isola dei Cesari. Capri da Augusto a Tiberio”, inaugurato lo scorso luglio, che racconta la storia millenaria dell’isola attraverso reperti e narrazioni di grande suggestione. Fino al 31 maggio 2025 sarà inoltre possibile visitare la mostra di arte contemporanea “Demetricism”, personale dello scultore Vasily Klyukin.

Il busto di Augusto divinizzato (I quarto del I sec. d.C.) da Fondi, nel nuvo percorso del museo Archeologico di Capri (foto emanuele a. minerva / mic)
“L’ampliamento degli orari rappresenta un risultato significativo per Capri”, dichiara Massimo Osanna, direttore generale Musei, “reso possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni e al coinvolgimento delle realtà associative territorio. Migliorare le condizioni di accesso significa non solo accrescere la qualità della visita, ma anche rispondere in modo più attento ai flussi e alle esigenze dei pubblici che animano l’isola. Capri non è soltanto una meta iconica del turismo internazionale, ma un luogo dove cultura, paesaggio e storia si intrecciano in modo unico, offrendo esperienze di straordinario valore”. “Con questo nuovo assetto”, sottolinea Francesco Sirano, funzionario delegato per il nuovo istituto autonomo Musei e parchi archeologici di Capri, “intendiamo compiere insieme al Comune di Capri un primo concreto passo verso un modello di valorizzazione partecipata, in cui la cultura diventa elemento centrale per lo sviluppo sostenibile dell’isola”. “Con grande soddisfazione”, afferma il sindaco della Città di Capri, Paolo Falco, “riusciamo a restituire ai visitatori e alla cittadinanza il sito archeologico più importante dell’isola, la Villa Jovis che fu la maggiore delle maestose ville Augustee di Capri, a lungo sede imperiale sotto Tiberio che sarà visitabile dal martedì alla domenica grazie all’impegno della direzione dei Musei di Capri, della Direzione Regionale Musei della Campania e all’accordo di valorizzazione sancito con la Città di Capri. Insieme alla Certosa di San Giacomo e al nuovo museo Archeologico la maggiore fruibilità del sito di Villa Jovis valorizza enormemente l’importante offerta culturale, artistica e archeologica dell’isola”.
Napoli. Il parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi riaperto con due itinerari (storico-archeologico e botanico) dopo un importante intervento di riqualificazione ai monumenti storici, verde ottocentesco, percorsi di visita accessibili: un giardino romantico, un museo a cielo aperto, un ponte tra archeologia, natura e letteratura
C’è un luogo, nel cuore di Napoli, dove la poesia ha messo radici. Il parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi è tornato a raccontare la sua storia: un giardino romantico, un museo a cielo aperto, un ponte tra archeologia, natura e letteratura. Grazie a un importante intervento di riqualificazione, finanziato con fondi PNRR, sono stati restaurati i monumenti storici, rigenerato il verde ottocentesco e creati nuovi percorsi di visita accessibili, con pannelli multilingue, percorsi tattili per ipovedenti e strumenti digitali. Così, il parco diventa anche uno spazio di innovazione: un tour immersivo 3D e il Digital Twin permettono di esplorare ogni angolo, anche da remoto. Un viaggio tra paesaggio, poesia e nuove tecnologie per riscoprire uno dei luoghi più identitari di Napoli, all’insegna dell’accessibilità.

Massimo Osanna, Alessandro Giuli e Luana Toniolo alla riapertura del parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi (foto drm-campania)
Il nuovo percorso di visita del parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi a Napoli è stato inaugurato il 17 aprile 2025 alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli. Alla cerimonia sono intervenuti il direttore generale Musei, Massimo Osanna; l’assessore alle Infrastrutture, Mobilità e Protezione Civile del Comune di Napoli, Edoardo Cosenza, in rappresentanza del sindaco Gaetano Manfredi; e la dirigente delegata della direzione regionale Musei nazionali Campania, Luana Toniolo. L’evento è stato accompagnato dalla lettura di versi di Virgilio e Leopardi, affidata rispettivamente alla scrittrice e drammaturga Valeria Parrella e all’attore e regista Gabriele Lavia: un momento di grande intensità, capace di restituire al pubblico il senso profondo del legame tra poesia, memoria e paesaggio che caratterizza questo luogo.
Grazie al progetto di riqualificazione realizzato con fondi del PNRR, il parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi è stato restituito alla città con un nuovo percorso di visita, che si articola in due itinerari, storico-archeologico e botanico, intrecciando archeologia, paesaggio e poesia. Un luogo che non è solo memoria, ma anche esperienza viva, capace di accogliere pubblici diversi e di risuonare, ancora una volta, con le parole dei suoi poeti. L’intervento ha incluso il restauro del verde storico, condotto secondo una rigorosa ricostruzione filologica ispirata al giardino romantico ottocentesco, e il restauro di tutti gli elementi monumentali presenti nel sito. Grazie all’inclusione nel più ampio progetto “Genius Loci”, dedicato al miglioramento dell’accessibilità culturale e sensoriale nei musei della direzione regionale Musei nazionali Campania e anch’esso finanziato con fondi PNRR, entrambi i percorsi sono corredati da pannelli multilingue e strumenti digitali, tra cui un sistema di QR code e un tour immersivo 3D.
Cuore simbolico del parco è il mausoleo in opus reticulatum, risalente ai primi decenni dell’età imperiale, tradizionalmente attribuito al poeta Publio Virgilio Marone. L’identificazione, benché non fondata su prove archeologiche, si consolidò nei secoli fino a diventare verità culturale condivisa, e fu ufficializzata nel 1930 dal soprintendente Amedeo Maiuri, che curò la sistemazione del parco e lo aprì al pubblico. Fu proprio Maiuri a concepire questo luogo come un giardino romantico in cui potessero convivere la suggestione del paesaggio e dell’archeologia, la potenza della memoria e il decoro urbano.
Nel 1939, il sito accolse anche il mausoleo di Giacomo Leopardi, le cui spoglie furono traslate dalla chiesa di San Vitale a Fuorigrotta. Oggi i due grandi poeti sono ricordati con due epigrafi, apposte per l’occasione, che riportano versi tratti dalle loro opere, scelti per entrare in risonanza con lo spirito del luogo.
Ma il parco custodisce anche altri straordinari elementi: l’ingresso orientale della Crypta Neapolitana, spettacolare galleria scavata nella roccia in età augustea – probabilmente su progetto di Lucio Cocceio Aucto – per collegare Napoli con i Campi Flegrei, e un tratto dell’acquedotto, anch’esso di epoca augustea.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia prorogata la mostra “Miti greci per principi dauni”: 25 vasi apuli e attici a figure rosse, recuperati dai Carabinieri del Comando TPC e provenienti dalle collezioni di antichità classica dell’Altes Museum di Berlino
C’è ancora un po’ di tempo per visitare la mostra “Miti greci per principi dauni”, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, prorogata fino al 4 maggio 2025 (vedi Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la mostra “Miti greci per principi dauni”: 25 reperti trafugati, importante gruppo di vasi apuli e attici a figure rosse, recuperati dai Carabinieri del Tpc e provenienti dall’Altes Museum di Berlino. Destinazione finale il costruendo museo della Legalità a Foggia | archeologiavocidalpassato). L’esposizione celebra la restituzione all’Italia di 25 reperti archeologici, un importante gruppo di vasi apuli e attici a figure rosse, recuperati nell’ambito di una complessa operazione di diplomazia culturale condotta con i Carabinieri del Comando Tutela del Patrimonio Culturale e provenienti dalle collezioni di antichità classica dell’Altes Museum di Berlino. Il progetto espositivo, a cura di Luigi La Rocca, Massimo Osanna e Luana Toniolo, nasce nell’ambito dell’Accordo di cooperazione culturale siglato tra i ministeri della Cultura italiano e tedesco, la Fondazione per l’Eredità Culturale della Prussia (SPK) e il Museo di Berlino. Grazie all’intesa è potuto rientrare in Italia un prezioso nucleo di reperti, tra cui straordinari vasi apuli a figure rosse, un cratere lucano e due vasi attici. Ingresso compreso nel biglietto del Museo.
Alessandro Magno al centro di due appuntamenti speciali: un film (su Rai 5) e una conferenza alla SAIA (e on line)

Il grande mosaico di Alessandro Magno e Dario al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino)
Alessandro Magno al centro di due appuntamenti speciali, un film e una conferenza, mercoledì 2 aprile 2025: su Art Night (Rai 5) “Il volto di Alessandro”, alla Scuola archeologica italiana di Atene e on line “Painted Images of Alexander the Great in the Hellenistic Period”.

Il volto di Alessandro, dal grande mosaico del Mann, reso tridimensionale: frame del documentario di Vanni Gandolfo (foto mann)
Il documentario Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario, scritto e diretto da Vanni Gandolfo, dopo l’anteprima mercoledì 26 marzo 2025 all’auditorium del museo Archeologico nazionale di Napoli (vedi Napoli. All’auditorium del museo Archeologico nazionale in anteprima il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo, in prima tv mercoledì 5 aprile in “Art Night” (su Rai 5): narra l’intervento epocale sul mosaico scoperto nel 1831 nella Casa del Fauno a Pompei | archeologiavocidalpassato), arriva in prima TV mercoledì 2 aprile 2025, alle 21.15 su Rai 5, all’interno di Art Night.
Prodotto da GA&A Productions in associazione con DOCLAB e in collaborazione con Rai Cultura, il documentario offre uno sguardo esclusivo sul complesso restauro del celebre Mosaico di Alessandro e Dario, uno dei più grandi tesori dell’arte antica, custodito al MANN. Quest’opera straordinaria, scoperta nel 1831 nella Casa del Fauno a Pompei, raffigura il trionfo di Alessandro Magno su Dario III di Persia e rappresenta una delle fonti più rilevanti per ricostruire le sembianze reali del leggendario condottiero macedone. Grazie a un approccio interdisciplinare, il restauro ha combinato tecnologie diagnostiche avanzate e metodologie innovative per preservare il mosaico e valorizzarne il significato storico e culturale. Parallelamente, il documentario esplora la ricerca sul volto “umano” di Alessandro attraverso l’intelligenza artificiale, con il contributo degli studenti dell’Accademia delle Arti e delle Nuove Tecnologie di Roma, che hanno confrontato fonti storiche e iconografiche, tra cui il celebre ritratto di Lisippo. Il documentario racconta un’impresa senza precedenti, in cui ricerca e innovazione si intrecciano per restituire al mondo uno dei più grandi capolavori dell’antichità.

Il direttore Paolo Giulierini nel gruppo di operatori che ha portato a termine il ribaltamento del mosaico di Alessandro al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino)
Iniziato nel marzo 2021, per iniziativa dell’allora direttore del Mann, Paolo Giulierini, il restauro del Gran musaico è giunto all’ultimo step, con la seconda fase esecutiva: completare il consolidamento degli strati preparatori originari del mosaico e realizzare un nuovo supporto. L’opera è in posizione orizzontale. Si prevede di chiudere i lavori entro l’estate 2025.

Fasi del restauro del grande mosaico di Alessandro al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
“Il restauro del Mosaico di Alessandro”, commenta il direttore generale dei Musei Italiani, Massimo Osanna, “dimostra come un approccio interdisciplinare, che unisce ricerca, innovazione e metodologie avanzate, sia fondamentale per la conservazione e la piena comprensione di uno straordinario capolavoro dell’antichità. Un intervento che non si limita alla tutela materiale dell’opera, ma ne rafforza il valore storico e culturale, migliorandone la leggibilità e l’accessibilità, affinché possa essere pienamente fruibile all’interno di una narrazione ampia e completa, capace di coinvolgere tutti i pubblici”.

Alla Scuola Archeologica Italiana di Atene la conferenza “Painted Images of Alexander the Great in the Hellenistic Period” con la prof.ssa Olga Palagia (National and Kapodistrian University of Athens). Appuntamento mercoledì 2 aprile 2025, alle 19, nell’Aula Magna “Doro Levi”, in odòs Parthenonos 14 ad Atene. La conferenza può essere seguita anche a distanza sul canale YouTube della SAIA, https://www.youtube.com/results….
Napoli. Per fine anno al museo Archeologico nazionale apre il piano interrato con nuovi spazi per mostre ed eventi, e depositi fruibili dal pubblico. Intanto chiude il portone d’ingresso principale per realizzare nell’atrio il nuovo scalone di accesso ai sotterranei

Rendering dell’atrio del museo Archeologico nazionale di Napoli con il nuovo scalone che porterà al livello -1: sotterranei con spazi espositivi e servizi (foto mann)

Museo Archeologico nazionale di Napoli: la riorganizzazione provvisoria degli spazi per la biglietteria e l’accoglienza dei visitatori (foto mann)
L’appuntamento al museo Archeologico nazionale di Napoli è per fine anno quando il Mann si arricchirà di un’area dedicata a mostre temporanee ed eventi, nuovi servizi igienici, depositi riorganizzati anche per accogliere percorsi ad hoc di fruibilità. Intanto dal 5 febbraio 2025 chiude l’ingresso principale per lavori. E si sposta la biglietteria. Procede la riqualificazione strutturale del museo Archeologico nazionale di Napoli: grazie al Fondo Sviluppo e Coesione 2014/2020 si interviene sugli spazi interrati, per valorizzarne la funzionalità. Come molti ricorderanno, era la fine di settembre 2023 quando l’allora direttore Paolo Giulierini, a pochi giorni dalla scadenza del suo mandato, aveva annunciato “il Mann del futuro con progetti esecutivi, cronoprogramma, finanziamenti, già delineati per i prossimi cinque anni” (vedi Napoli. “Ecco il Mann del futuro”: il direttore Giulierini a chiusura del suo mandato annuncia progetti e interventi (tutti esecutivi già finanziati) per i prossimi cinque anni, a cominciare dai depositi e nuovi servizi nei sotterranei. Una strada tracciata ben precisa per il direttore che verrà. I dettagli e le considerazioni | archeologiavocidalpassato).

Cantiere aperto nei sotterranei del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Tra i principali interventi, che valorizzeranno ambienti del Museo mai aperti al pubblico, figura la progettazione di un nuovo scalone: collocato nell’ala orientale in prossimità dell’attuale ingresso, consentirà il raccordo tra il piano terra e i nuovi spazi espositivi, richiamando per monumentalità lo storico scalone centrale. Questa fase dei lavori comporta, dal 5 febbraio 2025, lo spostamento temporaneo dell’ingresso dall’attuale portone principale al portone occidentale, posto sul terrapieno antistante l’edificio all’angolo con via Pessina. I varchi d’accesso e, successivamente, il cantiere, saranno caratterizzati da una grafica dedicata per informare correttamente il pubblico sulle nuove modalità di accesso. Le principali attività di cantiere, inoltre, potranno essere seguite tramite i canali social del Museo.

Rendering della realizzazione degli interventi a livello -1 del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Cantiere aperto nei sotterranei del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
“Lavoriamo per un Museo sempre più accessibile e adeguato alle esigenze del pubblico”, commenta il direttore generale dei Musei statali, il professore Massimo Osanna: “puntiamo sulla qualità dei servizi e su soluzioni allestitive che tengano conto di tutti i diversi possibili profili di utenza. Effettuare interventi strutturali su un edificio storico rappresenta una sfida, difficile e affascinante al tempo stesso, alla ricerca del giusto equilibrio tra le necessità di tutela architettonica e la volontà di proporsi quale moderno centro culturale e di ricerca”.





































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