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Reggio Calabria. Per le “Notti d’Estate” al museo Archeologico nazionale terzo appuntamento con Dante e il Planetario Pythagoras di Reggio Calabria. Ospite Fabrizio Mazzucconi su “Dante e la misura del tempo”. Accesso alla terrazza con il Green Pass

Per le Notti d’estate al MArRC, locandina dell’incontro con Fabrizio Mazzucconi su Dante

Terzo appuntamento dedicato a Dante per le “Notti d’Estate al MArRC”. Si torna infatti a parlare di cielo stellato al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria grazie alle sinergie con il Planetario Pythagoras di Reggio Calabria. Sabato 24 luglio 2021, alle 21, la grande terrazza affacciata sullo Stretto ospiterà Fabrizio Mazzucconi, già direttore dell’Osservatorio Astronomico di Arcetri, vicino Firenze. Con Angela Misiano, responsabile scientifico del Planetario reggino, si ragionerà di “Dante e la misura del tempo”, in un dibattito che si inserisce a pieno titolo nelle celebrazioni nazionali per i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta. Il professor Mazzucconi, esperto di fama internazionale, torna così a ragionare di scienza a Reggio Calabria, direttamente sotto il cielo stellato del Museo. “Sarà certamente un’opportunità per quanti vorranno ascoltarlo e apprendere lo studio della fisica e della matematica ai tempi di Dante”, commenta la prof.ssa Angela Misiano. La conferenza sulla terrazza del MArRC sarà un’anticipazione della Settimana dell’Astronomia, che si svolgerà a partire da lunedì 26 luglio 2021 nel borgo di Riace, dove furono ritrovate le statue orgoglio di tutta la Calabria. Siamo lieti di poter ancora una volta contribuire come Planetario a eventi di prestigio, grazie alla collaborazione con il Museo e il suo direttore Malacrino”. E il direttore del MArRC, Carmelo Malacrino, commenta: “Ogni serata sulla terrazza del Museo si sta trasformando in una festa della cultura, affacciata sul paesaggio mitico di Scilla e Cariddi. Arte, musica, scienza e letteratura vengono declinate ogni volta in eventi sempre diversi, ricchi di mille suggestioni. In questo senso ci è sembrato importante includere nella programmazione anche tutti gli eventi dedicati a Dante che non abbiamo potuto ospitare in primavera, a causa dell’emergenza Coronavirus. Un omaggio al Sommo Poeta, di cui quest’anno ricorre un grande anniversario. Finalmente il Museo – conclude Malacrino –, dopo mesi di chiusura, in queste settimane continua a registrare grande interesse da parte del pubblico e degli appassionati di arte e archeologia. Pur mantenendo alta l’attenzione verso i rigidi protocolli di sicurezza, siamo fiduciosi di poter tornare presto alla normalità. Reggio e la Calabria hanno sete di socializzazione, confronto e cultura. E noi per le celebrazioni del prossimo anno siamo già pronti a promuovere i Bronzi di Riace come simboli del Mediterraneo”. I protocolli di sicurezza impongono ai visitatori il distanziamento e l’uso del gel disinfettante e della mascherina negli spazi chiusi, nonché il possesso del Green Pass per la partecipazione agli eventi serali all’aperto sulla terrazza.

Reggio Calabria. Per le “Notti d’Estate” al museo Archeologico nazionale protagonista la musica d’autore con il concerto “Musica sullo Stretto” dell’ensemble di sassofoni del Conservatorio “Francesco Cilea”. Accesso alla terrazza con il Green Pass

Per le “Notti d’Estate al MArRC”, locandina del concerto dei sassofoni del Conservatorio “Cilea” di Reggio Calabria

Per le “Notti d’Estate al MArRC” torna la musica d’autore sulla terrazza panoramica del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria col concerto “Musica sullo Stretto”. Giovedì 22 luglio, alle 21, appuntamento con l’ensemble di sassofoni del Conservatorio di Reggio Calabria che eseguiranno musiche di Handel, Dvorak, Fischer, Piazzolla, Corea, Niehaus, Puente, Tweed e Street. Sotto la direzione di Sandro Tani, si esibiranno Alessandro Fida, Angelo Papazzo Vincenzo Capogreco e Angela In Galilea, Martina Marafioti, Marianna Polito e Matteo Camerieri, Orlando Russo, Francesco Ripepi, Maria Pia Gentiluomo, Antonio Gentile, Francesco De Luca, Enrico Lucà, Davide Simone e Domenico Cariddi. “È un programma fitto di eventi, che coinvolge gli enti e le associazioni del territorio con cui sono da tempo attive proficue sinergie per la promozione culturale”, commenta con entusiasmo il direttore Carmelo Malacrino. “Le note dei musicisti reggini risuoneranno sulla magnifica terrazza del Museo, permettendo ai visitatori e agli appassionati di trascorrere una piacevole serata all’insegna della buona musica e del paesaggio mozzafiato che ci regala lo Stretto. L’apertura serale del Museo – continua Malacrino – sarà una suggestiva occasione per ammirare gli straordinari reperti esposti che, insieme agli splendidi Bronzi di Riace e di Porticello, raccontano la storia di una terra gloriosa, la Calabria, posta al centro del Mediterraneo. In questi giorni, complice il periodo di vacanza, il Museo sta registrando un forte aumento di presenze. Questo fatto ci conforta sia in termini di apprezzamento da parte del pubblico, sia in relazione al desiderio della comunità di riprendere la sua normalità, anche culturale, e di riconquistare gli spazi sottratti dalla pandemia”. E Maria Grande, direttore del Conservatorio “Francesco Cilea”: “Ancora una volta i capolavori dell’arte si incontrano con la musica, offrendo al pubblico un’occasione privilegiata per integrare visione e ascolto. Ascoltare musica in un luogo ricco di storia e arte rappresenta certamente un momento di partecipazione estetica particolarmente confortante in tempi complicati come quelli che stiamo vivendo. Per questo – aggiunge – esprimo il mio più sincero grazie al direttore Malacrino che, riproponendo come consuetudine l’apertura straordinaria serale di tutti gli spazi del Museo, permette ai visitatori di usufruire di un ricco programma di concerti e di altre pregevoli iniziative culturali. Le musiche dei compositori in programma – conclude – saranno di volta in volta presentati al pubblico dal maestro Sandro Tani”. Per la partecipazione agli eventi in terrazza, inclusa nel biglietto d’ingresso, è necessario il possesso del Green Pass.

Reggio Calabria. Aperta la programmazione estiva del museo Archeologico nazionale con le “Notti d’estate al MArRC” sulla terrazza ogni giovedì e sabato fino a settembre col Green Pass. Ad agosto il lancio delle celebrazioni per i 50 anni dalla scoperta dei Bronzi di Riace

Il suggestivo concerto “Magiche armonie” dell’ensemble d’archi del conservatorio “Francesco Cilea”, diretto da Mariella Grande, ha aperto sabato 10 luglio 2021 la programmazione estiva sulla magnifica terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria col tanto atteso calendario delle Notti d’estate del MArRC ogni giovedì e sabato, dalle 20 alle 23. “Siamo soddisfatti per essere riusciti a organizzare una serie di eventi che ci vedrà impegnati fino al mese di settembre”, interviene il direttore del museo, Carmelo Malacrino. “È la migliore risposta ai difficili mesi di chiusura del Museo, che ci hanno costretto a rinunciare a momenti importanti di condivisione, socializzazione e confronto. Il ricco programma nasce dalla proficua sinergia con le altre istituzioni e le associazioni del territorio, tutto incluso nel biglietto d’ingresso di soli 3 euro a partire dalle 20. Senza dimenticare la sicurezza – specifica Malacrino -; per l’accesso alla terrazza, infatti, sarà necessario il possesso del Green Pass, che dovrà essere esibito su richiesta al personale di vigilanza. Stiamo anche costruendo una grande sorpresa per il mese di agosto. Sarà il primo evento per il lancio nel 2022 delle celebrazioni per i 50 anni dalla scoperta dei due capolavori del Museo, con l’istituzione del Premio “Bronzi di Riace” destinato a personalità che si sono distinte nel settore della cultura”. Le aperture serali continuano a maturare i successi delle trascorse stagioni, complice anche la Giornata Europea dei musei dello scorso sabato 3 luglio, durante la quale oltre 200 tra turisti e semplici visitatori hanno gustato la visita dopo il tramonto delle collezioni del MArRC.

Da luglio a settembre, il giovedì e il sabato, aperture serali al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. E allo spazio di piazza Paolo Orsi la mostra “Salvati dall’oblio”

“Notti d’estate al MArRC”: tornano le aperture serali al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Dal 1° luglio 2021 a tutto il mese di settembre, ogni giovedì e sabato, sarà possibile ammirare i meravigliosi reperti del MArRC sino alle 23 (ultimo ingresso 22.30), usufruendo della promozione del costo del biglietto a soli 3 euro. Tutta l’attenzione, poi, sarà rivolta alla data di sabato 10 luglio, quando riaprirà al pubblico anche la magnifica terrazza affacciata sullo Stretto, con un ricco programma di eventi inclusi nel biglietto d’ingresso. Per la visita del museo non sarà necessaria la prenotazione; ma, ai fini del contenimento della pandemia, gli ingressi restano contingentati e resteranno obbligatori l’uso della mascherina e il distanziamento. “È una delle iniziative che, negli anni, ha riscosso più successo”, commenta il direttore Carmelo Malacrino. “La visita dopo il tramonto è carica di suggestioni. Un percorso espositivo di oltre 4000 grandi e piccoli capolavori, che racconta la storia di tutta la Calabria, dalla preistoria alla tarda età romana. A breve ripartirà anche la programmazione estiva, con tantissime iniziative che troveranno spazio sulla terrazza del Museo, offerte in collaborazione con tanti partner culturali del territorio, che ringrazio. Come ringrazio ancora una volta tutto il personale tecnico e di vigilanza del Museo per l’attenzione che rivolge al pubblico, garantendo loro di potere usufruire di una visita in sicurezza”.

La locandina della mostra “Salvati dall’oblio” al MArRC fino al 9 gennaio 2022

Nel magnifico spazio di piazza Paolo Orsi sarà possibile visitare la nuova esposizione “Salvati dall’Oblio. Tesori di archeologia recuperati dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale”, frutto delle operazioni del Nucleo T.P.C. di Cosenza che, negli ultimi anni, ha restituito alla collettività straordinari reperti, sottraendoli al mercato clandestino o alle collezioni private illecite. Tra le vetrine è possibile ammirare bellissimi reperti magno-greci databili dall’età arcaica al tardo ellenismo, insieme a falsi contraffatti che testimoniano quanto interesse ci sia nella compravendita illegale delle testimonianze del nostro passato. “L’esposizione – dichiara Malacrino – è il frutto della restituzione al patrimonio pubblico di tracce perdute dell’antichità, che vengono ora studiate e valorizzate. È stato infatti possibile, anche grazie al contributo del team di esperti dell’Università della Calabria, svolgere indagini di laboratorio per individuare la composizione dei reperti e distinguere gli originali dalle riproduzioni. Le ricerche scientifiche rappresentano l’inizio di ogni attività al Museo, accompagnate dalla documentazione e dal restauro delle opere. Allestire questa mostra è stata un’esperienza straordinaria – prosegue – perché ha dimostrato la fattibilità di un’azione sinergica tra gli istituti museali calabresi del ministero della Cultura, l’Università e le Forze dell’Ordine preposte alla tutela del patrimonio culturale. Ringrazio, in particolare, il capitano Bartolo Taglietti e la squadra del Nucleo T.P.C. di Cosenza per l’incessante lavoro svolto e per le sinergie attuate con il MArRC per sensibilizzare il territorio su questi specifici temi della cultura. La mostra, che vede la luce dopo un anno e mezzo di chiusura dovuta alla pandemia – conclude Malacrino – è una gratificazione condivisa, dopo un periodo difficile vissuto da tutta la collettività”.

Reggio Calabria. Dal 25 maggio il museo Archeologico nazionale torna agli orari normali dal martedì alla domenica. In cantiere per l’estate una grande mostra

I Bronzi di Riace esposti in una speciale sala del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Dal 25 maggio 2021 il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria tornerà ai consueti turni di apertura settimanali dal martedì alla domenica, con turno di chiusura il lunedì. Sarà possibile così per i visitatori e gli appassionati visitare le straordinarie collezioni del MArRC anche nel fine settimana. “Un ritorno alla normalità al quale ci stiamo preparando da tempo”, commenta il direttore Carmelo Malacrino, “desiderosi di poter finalmente accogliere il pubblico tra le nostre sale. In questi giorni stiamo lavorando per rendere più agevole la visita del museo anche attraverso la riorganizzazione del servizio di biglietteria che a breve sarà erogabile anche online”. L’accesso al Museo sarà contingentato dal personale all’ingresso in numero di dieci persone ogni quarto d’ora, nel rispetto della normativa di contenimento della pandemia. Al momento non è necessaria la prenotazione e sarà possibile accedere al Museo fino alle 19.30.

Lo spettacolare panorama sullo Stretto dall’Arena di Reggio Calabria con la statua in bronzo di Atena Promachos, dello scultore Bonfiglio (1932), collocata al centro del Cippo Marmoreo dedicato a Vittorio Emanuele III (foto MArRC)

E mentre in piazza Orsi è in allestimento il cantiere per una nuova grande mostra che vedrà il taglio del nastro prima dell’estate, si sta già pensando alla programmazione estiva, con l’auspicio di poter nuovamente offrire al pubblico il suggestivo spazio della terrazza del Museo. “Godiamo di un meraviglioso spettacolo naturale rappresentato dallo Stretto tra la Calabria e la Sicilia, storico crocevia di popoli e di civiltà: uno scenario unico che, se le condizioni lo permetteranno, potrà fare nuovamente da sfondo alle iniziative culturali proposte dal Museo. I lunghi mesi di chiusura, infatti, hanno aumentato il desiderio di rincontrarsi e riprendere una “normale socialità” anche nelle attività culturali – continua Malacrino -. In questo il MArRC intende offrirsi nuovamente quale luogo di incontro e di scambio, di cittadinanza attiva e di promozione sociale, anche grazie alla collaborazione delle associazioni e delle istituzioni cittadine”.

Reggio Calabria. Il museo Archeologico nazionale riapre il 12 maggio, per ora solo dal lunedì al venerdì. Quasi pronta la piattaforma per passare alla bigliettazione solo online

Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria riapre il 12 maggio 2021

C’è grande attesa per la riapertura del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Dopo la chiusura nel mese di marzo 2021, con il passaggio della regione in fascia gialla, mercoledì 12 maggio 2021 i quattro livelli dell’esposizione permanente del MArRC torneranno ad essere pienamente fruibili dai visitatori, che potranno tornare ad ammirare le meraviglie della Calabria antica, sempre nel rispetto dei protocolli di sicurezza anti-Covid. Al momento l’apertura settimanale è prevista dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 20 (con ultimo ingresso alle 19.30). A partire da metà settimana, dunque, le grandi sale espositive del MArRC potranno accogliere nuovamente i turisti che vorranno raggiungere lo Stretto attratti non solo dai magnifici Bronzi di Riace e di Porticello, veri e propri capolavori dell’arte greca, ma anche dagli oltre 4000 reperti che costituiscono la narrazione più preziosa dell’antichità della Calabria, dal Paleolitico alla tarda età romana. “Diventa finalmente realtà il nostro desiderio di poter riaprile le sale al pubblico”, commenta il direttore Carmelo Malacrino. “Dopo i mesi di chiusura forzata a causa della pandemia, l’idea di poter rivedere calabresi e turisti tra le vetrine del Museo, incantati dalla bellezza dei reperti esposti, ci riempie di gioia e di entusiasmo. In questo periodo – aggiunge – le attività degli uffici non si sono fermate e presto potremo anticipare qualche notizia sulle tante iniziative in programmazione per la stagione estiva. Le esperienze di questi mesi sui canali social sono state un successo e continueremo a valorizzare e promuovere le collezioni anche sul web, certi di poter raggiungere un pubblico sempre più vasto e internazionale”.

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Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Intanto il Museo prepara una rivoluzione nei servizi offerti al pubblico. È quasi pronta la piattaforma per la prenotazione e l’acquisto esclusivamente online del biglietto di ingresso, con la quale il MArRC avvia la sperimentazione dell’abbandono della moneta contante, anche per accelerare gli accessi ed evitare la formazione di lunghe file di attesa nei mesi estivi. “Per qualche settimana”, afferma Malacrino, “il Museo resterà ancora chiuso nel weekend. Ma entro l’inizio dell’estate si potrà tornare nuovamente all’apertura dal martedì alla domenica in massima sicurezza e con ingressi contingentati grazie a una nuova piattaforma di prenotazione online. È un progetto al quale stiamo lavorando da diversi mesi e che permetterà di passare all’acquisto esclusivamente digitale del biglietto. Non solo – conclude il direttore – ma attraverso questa piattaforma saremo anche in grado di conoscere, nel rispetto della privacy, la provenienza, la fascia di età e altri dati dei visitatori. Ciò ci permetterà di monitorare l’affluenza e di migliorare i nostri servizi in un’ottica di maggior gradimento per il pubblico”.

Reggio Calabria. “Il museo del Mediterraneo si farà”: l’annuncio del sindaco dopo l’inserimento del progetto di Zaha Hadid Architects nel Pnrr con un finanziamento di 53 milioni di euro. Il direttore del MArRC: “Sarà la nuova porta dello Stretto”

Il rendering del progetto Regium Waterfront di Zaha Hadid Architects con il museo del Mediterraneo e il Centro polifunzionale a Reggio Calabria (foto da http://www.buildingcue.it)

Il museo del Mediterraneo di Reggio Calabria si farà. L’annuncio ufficiale arriva direttamente dal sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà: “Grazie al maxifinanziamento da 53 milioni di euro, inserito nel nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) presentato dal Governo Draghi e inviato a Bruxelles, Reggio Calabria potrà avere il suo museo del Mare progettato dallo studio di architettura più rinomato al mondo, Zaha Hadis Architects. Il museo potrebbe diventare, ancor prima della sua effettiva nascita, il centro turistico più importante della Calabria, soprattutto grazie al punto strategico in cui verrà collocato”. Il museo del Mediterraneo farebbe concorrenza al MuMe, il museo vista mare ubicato sulla sponda opposta a Reggio Calabria, Messina. Il museo del Mediterraneo però lavorerebbe in simbiosi con il museo Archeologico di Reggio Calabria, soprattutto per non vanificare gli sforzi fatti in passato per promuovere il sito, casa dei Bronzi di Riace. E infatti alle parole del primo cittadino reggino fanno eco quelle del direttore del MArRC, Carmelo Malacrino: “Accogliamo con entusiasmo la notizia dell’inserimento nel PNRR del magnifico museo del Mediterraneo già progettato da Zaha Hadid. La città, così, dà inizio a un nuovo futuro, puntando su cultura, turismo e identità mediterranea. Una novità positiva – aggiunge Malacrino – per tanti motivi. Non solo per la realizzazione di un’incantevole architettura contemporanea che, con le sue caratteristiche linee fluide, segnerà la nuova “porta dello Stretto”. Ma anche perché la sua costruzione amplierà in maniera significativa l’offerta museale della città, in un’area, quella settentrionale, che potrebbe sempre più assumere la connotazione di “quartiere dei musei”. Auspico che anche su questo progetto possano proseguire le proficue sinergie costruite fra tutti gli attori istituzionali nell’ottica di promuovere lo straordinario patrimonio culturale dell’area dello Stretto. Il MArRC si appresta a celebrare il cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace, con un programma di iniziative – conclude il direttore – sul quale già si lavora con l’assessore alla Cultura, Rosanna Scopelliti. Stiamo coinvolgendo tante istituzioni per farne un’eccezionale occasione per scoprire la Calabria nel segno dei suoi capolavori, noti in tutto il mondo”.

Il rendering del progetto Regium Waterfront di Zaha Hadid Architects con il museo del Mediterraneo di Reggio Calabria (foto da http://www.buildingcue.it)

Il progetto del museo del Mediterraneo a Reggio Calabria ha radici lontane. Il progetto ambizioso e avveniristico voluto da Zaha Hadid, la famosa architetta di origini irachene naturalizzata britannica scomparsa a 66 anni nel 2016, risale infatti al 2007, quando vinse il concorso di progettazione, portato avanti dallo studio Zaha Hadid Architects. È stato chiamato Regium Waterfront. Tale complesso è pensato in modo da avere un insieme a forma di mezzaluna in cui si contrappongono il museo del Mare e il Centro Polifunzionale. “Lo scopo del nostro progetto”, spiegano gli architetti progettisti, “è di realizzare due edifici simbolo che caratterizzino inequivocabilmente la città di Reggio Calabria come capitale culturale e futuro punto di confluenza tecnico-economico del bacino del mediterraneo. Il progetto sfrutta le potenzialità uniche della localizzazione, lungo lo stretto braccio di mare che separa l’Italia continentale dalla Sicilia. Perfettamente visibili dalla costa opposta, i due edifici si elevano alla scala ambientale. Landmark unici nel paesaggio, i due edifici saranno segnali inconfondibili per l’orientamento dal mare e da terra”.

Il rendering del progetto Regium Waterfront di Zaha Hadid Architects con il museo del Mediterraneo di Reggio Calabria (foto da http://www.buildingcue.it)

“Il museo del Mediterraneo – spiegano ancora allo studio Zaha Hadid Architects – è situato sul punto più esposto dell’area d’intervento; più in alto rispetto al distretto turistico ricettivo, nel punto più in vista del bacino del porto attuale. Monumento alla grandiosità della cultura mediterranea e simbolo di Reggio Calabria, il museo del Mediterraneo si rivolge alla città offrendo i suoi fronti più belli al mare: verso la Sicilia ad Ovest, e verso l’ingresso al porto turistico, sul lato Nord- Est. A Ovest, il segnale unico dell’ingresso alla città dal mare, a Est e Nord-Est uno sfondo straordinario per tutto il bacino del porto. Questa posizione è ideale anche per tutte le vedute verso il porto dalla parte alta della città e perfettamente visibile anche all’ingresso in città da Nord, sia dall’autostrada e che dalla ferrovia. La localizzazione del Museo, al confine con il porto turistico, garantisce la conclusione ideale della passeggiata urbana. Questa, attraverso il distretto turistico ricettivo Nord in continuità con il lungomare attuale, si raccoglie sulle piazze pubbliche al di sotto del grande atrio d’ingresso e protette dai volumi del Museo. Questo sistema di piazze è un luogo ideale per lo svolgimento di attività all’aperto più o meno legate all’attività del museo, per eventi di vario genere e rappresentazioni. Questa scelta architettonica vuole garantire la migliore connessione tra il nuovo distretto ricettivo Nord, la spiaggia in continuità urbana con la città, il lido comunale e gli alberghi attualmente in costruzione sul lungomare. Allo stesso tempo, però, consente di conservare il carattere e la scala urbana dell’attuale quartiere dei pescatori con una serie di locali, ristoranti ed attrezzature per il tempo libero di supporto alla spiaggia. Un altro aspetto importante di questa localizzazione – concludono – risiede nella possibilità di salvaguardare il più possibile il carattere naturale della spiaggia intervenendo con strutture adeguate (attrezzature leggere per la balneazione, piccoli locali per il ristoro e un villaggio turistico alla confluenza delle fiumare)”.

Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria aderisce all’iniziativa “Mi illumino di meno”: i Bronzi di Riace in “chiaroscuro”

La sala dei Bronzi di Riace in chiaroscuro per “Mi illumino di meno” (foto MArRC)

Anche per il 2021 il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria aderisce a “M’illumino di Meno”, la Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili lanciata da Caterpillar e Rai Radio2 dal 2005 che si celebra oggi, venerdì 26 marzo 2021. L’iniziativa, fortemente sostenuta dal ministero della Cultura, punta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del risparmio energetico e sulla necessità di adottare stili di vita sostenibili. Quest’anno propone il tema “Salto di Specie”, per una evoluzione ecologica del nostro stile di vita, anche alla luce della pandemia. Al MArRC per l’occasione resteranno spente tutte le luci, ad eccezione di una suggestiva illuminazione della sala dei Bronzi di Riace che, a causa della chiusura dovuta all’emergenza sanitaria da Covid-19, sarà raccontata e mostrata ai follower attraverso i canali social Facebook, Instagram e Twitter. “Oggi la nostra quotidianità è cambiata”, afferma il direttore Carmelo Malacrino. “La pandemia ci ha costretto a contenere le relazioni umane e a potenziare gli strumenti tecnologici per continuare a lavorare e a mantenere vivi i rapporti. Con un dispendio energetico notevole, sia in ambito pubblico che privato. L’iniziativa di Caterpillar punta proprio a ridurre al minimo il consumo dei dispositivi elettrici, seppur per un solo giorno, per contenerne l’impatto ambientale. La vita in comunione con la natura e il rispetto per questa “Madre Terra”, talvolta generosa talaltra funesta, costituiva uno dei cardini fondamentali per gli uomini antichi. Di questa filosofia dell’esistenza sono rimaste molte tracce nel nostro patrimonio culturale. Anche il mondo dell’archeologia e dell’arte, dunque, può giocare un ruolo fondamentale nel processo di comunicazione e condivisione di questo tema e il MArRC lo farà offrendo al pubblico social una visione della Sala dei Bronzi di Riace in chiaroscuro che – conclude Malacrino – sono certo regalerà ai tanti follower nuove e indimenticabili emozioni”.

Dantedì al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria sotto l’insegna del “Buono Appollo”: l’omaggio al Sommo Poeta con le testimonianze del culto del Dio in Calabria

Il grande acrolito di Apollo Aleo, uno dei capolavori della scultura del V secolo a.C., scoperto da Paolo Orsi a Cirò Marina (foto MArRC)

O buono Appollo, a l’ultimo lavoro / fammi del tuo valor sì fatto vaso, / come dimandi a dar l’amato alloro… Con questi celebri versi del Canto I del Paradiso anche il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria celebra il Dantedì, la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri nell’anno in cui ricorre il settecentesimo anniversario della morte del Sommo Poeta, avvenuta nel 1321. L’iniziativa, promossa dal ministero della Cultura e voluta dal ministro Dario Franceschini, ricorda l’inizio del viaggio di Dante nell’aldilà. Secondo gli studiosi, infatti, il percorso verso la salvezza cantato nella Divina Commedia iniziò proprio nel giorno del 25 marzo della Settimana Santa del 1300. Il MArRC ha ripreso i celeberrimi versi del proemio del I canto del Paradiso, con la nota invocazione al dio Apollo, legandola alle testimonianze del culto di questa divinità nelle grandi città greche della Calabria. A partire proprio da Rhegion, di cui il figlio di Zeus e di Leto fu divinità poliade. Proprio uno dei reperti più celebri del Museo, il magnifico Kouros in marmo pario esposto al Livello D, è stato identificato da alcuni studiosi come l’Apollo reggino. Un’opera realizzata tra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.C., che solo di recente ha riacquistato l’antica bellezza grazie a un accurato intervento di restauro realizzato dall’équipe del restauratore Sante Guido ed effettuato nell’ambito del progetto Restituzioni di Intesa Sanpaolo. Senza dimenticare che al livello B del Museo, dedicato alle città e ai santuari della Calabria greca, è esposto il grande acrolito di Apollo Aleo, uno dei capolavori della scultura del V secolo a.C., scoperto da Paolo Orsi durante gli scavi nel tempio di località Punta Alice a Cirò Marina, in provincia di Crotone. O ancora la statuetta in oro del dio, realizzata nel IV secolo a.C. e anch’essa proveniente dal santuario dell’antica Crimisa. Immagini di divinità antiche che oggi ci affascinano maggiormente, avvicinandoci ai celebri versi creati dal Sommo Poeta per l’inizio del suo viaggio nel Paradiso.

16 agosto 1972, il sub Mariottini scoprì nel mar Ionio i Bronzi di Riace. L’anno prossimo saranno passati 50 anni. Al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria si lavora per #BronzidiRiace2022: incontro strategico tra il direttore e l’assessore alla Cultura. In attesa di promuovere i Bronzi di Riace nel mondo, il MArRC promuove in classe la storia e il patrimonio archeologico della Calabria antica

Agosto 1972: il ritrovamento dei Bronzi di Riace da parte del sub Stefano Mariottini

Era il 16 agosto 1972 quando un giovane sub dilettante romano, Stefano Mariottini, si immerse nel mar Ionio a 230 metri dalle coste di Riace Marina. Quando, a 8 metri di profondità, fu attratto da un qualcosa che emergeva dalla sabbia del fondo marino: sembrava un braccio. Non si sbagliava. Era il braccio sinistro di quella che poi sarebbe stata denominata statua A: aveva scoperto le statue di due guerrieri considerati tra i capolavori scultorei più significativi dell’arte greca, e tra le testimonianze dirette dei grandi maestri scultori dell’età classica. Stefano Mariottini aveva scoperto i Bronzi di Riace.

I Bronzi di Riace esposti in una speciale sala del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

L’anno prossimo, 2022, saranno quindi cinquant’anni da quella straordinaria scoperta. Il tempo stringe. E il capoluogo calabro non vuole giungere impreparato. Va in questa direzione l’incontro di mercoledì 17 marzo 2020 svoltosi al MArRC tra il direttore del museo Carmelo Malacrino e l’assessore alla Cultura del Comune di Reggio Calabria Rosanna Scopelliti, con la presenza del professore Daniele Castrizio, già componente del comitato scientifico del museo e professore ordinario all’università di Messina. “È stata un’occasione preziosa per unire entusiasmi e idee per continuare a promuovere la cultura del territorio con risultati sempre maggiori”, dichiara Malacrino. “Una comunione di intenti con l’assessore Scopelliti e con tutta l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà, che permetterà di promuovere un’offerta culturale inclusiva e ben strutturata. In particolare in questa fase strategica per il MArRC, in cui stiamo iniziando a delineare il quadro delle celebrazioni dei 50 anni dalla scoperta dei Bronzi di Riace, patrimonio mediterraneo. Una ricorrenza che immaginiamo di altissimo profilo scientifico e che sarà un’occasione da non perdere per valorizzare, in completa sinergia, non solo la città, ma tutta la Calabria, l’area dello Stretto e lo straordinario patrimonio archeologico della Magna Grecia”.

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Da sinistra, Carmelo Malacrino, Rosanna Scopelliti e Daniele Castrizio (foto MArRC)

E l’assessore Rosanna Scopelliti: “Ci siamo confrontati sull’idea di città e su come una realtà importante come il MArRC, dove sono custoditi i Bronzi di Riace, possa diventare strategica per favorire l’offerta turistica e culturale del territorio cittadino e dell’intera provincia. E proprio sulla valenza culturale dei Bronzi convergerà la sinergia con il Museo per dare vita a una serie di iniziative volte a promuovere questo evento di grandissimo rilievo non solo per il nostro territorio, ma che ha ampio respiro su scala mondiale. È un percorso quello col MArRC che prosegue anche in questo “secondo tempo” dell’amministrazione Falcomatà, con la prospettiva condivisa di offrire alla comunità cittadina e a chi sceglie la nostra città come meta turistica, un’esperienza che punti alla riscoperta della nostra identità e delle radici del territorio in cui viviamo”. All’incontro era presente anche il professor Daniele Castrizio, noto studioso e conoscitore dei Bronzi di Riace e dei beni culturali conservati in Museo. “L’evento dell’agosto 2022 non può prescindere da un coordinamento importante”, afferma Castrizio, “perché i Bronzi costituiscono il nostro punto di riferimento a livello mondiale e la ricorrenza necessita un coordinamento di alto livello. Il cinquantesimo dovrà essere un momento di massima divulgazione didattica per rendere note e accessibili al grande pubblico tutte le opere del Museo. Tutto ciò che di straordinario abbiamo nelle collezioni del MArRC dovrà essere legato ai Bronzi e dovrà viaggiare assieme a essi. Questo è il grande contributo divulgativo che può e deve maturare dall’anniversario del recupero delle due statue”.

Lezioni a distanza sulle testimonianze archeologiche conservate al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

In attesa di promuovere i Bronzi di Riace nel mondo, il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria entra in classe per far conoscere la storia e il patrimonio archeologico della Calabria antica. In videoconferenza con gli allievi del liceo classico “Ludovico Ariosto” di Reggio Emilia, Maurizio Cannatà funzionario archeologo del MArRC  ha tenuto due lezioni dal titolo “Initium mirandi graecarum artium opera (Livio XXV, 40, 2). Roma e i Greci d’occidente (VIII-I sec. a.C.)” e “Dall’arte greca all’arte classica. Roma, la Grecia e i Bronzi di Riace” con l’obiettivo di divulgare le testimonianze archeologiche conservate in museo. “Collaborare con le scuole è uno degli obiettivi principali dei Servizi Educativi del Museo”, commenta il direttore Malacrino. Seguendo l’indirizzo indicato dal Ministro Franceschini, già da tempo il Museo ha avviato proficue sinergie utili alla divulgazione del sapere antico e all’educazione alla tutela per patrimonio culturale. La rete e la tecnologia digitale ci consente di raggiungere istituti anche al di fuori dei confini della regione per mostrare le bellezze custodite nel Museo. Con la pandemia la scuola italiana si è dovuta reinventare, facendo grandi passi avanti sul piano della digitalizzazione – aggiunge Malacrino -. Ma soffre della possibilità di realizzare i viaggi di istruzione. Un’assenza che sentiamo anche al MArRC, in particolare in questi giorni di chiusura al pubblico. Ci manca molto la presenza dei tanti studenti che normalmente in questo periodo affollano le sale espositive, con i loro sguardi meravigliati tra le vetrine delle nostre collezioni o davanti ai magnifici Bronzi di Riace e di Porticello”. Un’occasione imperdibile per riflettere insieme ai ragazzi sul mondo antico e sul suo sistema dei valori. “Una lezione”, – aggiunge Maurizio Cannatà. “È stata incentrata sul fascino della Grecia e la sua indiscussa superiorità artistica e culturale presso i Romani già dalle vittoriose campagne militari nel Mediterraneo orientale del II-I secolo a.C. In quegli anni, infatti, Roma giunge a controllare buona parte del mondo ellenistico, nato dalla disgregazione dell’impero di Alessandro Magno. Un secondo appuntamento, invece, ha riguardato la storia dei Bronzi di Riace. Due tra i rari originali in bronzo attribuibili ai grandi maestri della Grecia classica e sopravvissuti all’oblio dei secoli, restituiti dallo Jonio calabrese dove si interruppe misteriosamente il loro viaggio. La loro storia – conclude Cannatà- è paradigmatica di quella straordinaria migrazione di cultura dal mondo delle poleis greche alla Roma imperiale, una delle radici più profonde della cultura occidentale”.